HONG KONG: CHINA… NESSUNA FRETTA!

Scritto il alle 10:11 da icebergfinanza

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Diamo un’occhiata a come stanno andano due dei più importanti indicatori di una prossibile recessione in America, senza perderci troppo tempo, in quanto sappiamo benissimo che l’ “aggiustamento” dei dati in tempo di elezioni presidenziali è una costante.

Il primo, il più conosciuto dagli amici di Icebergfinanza è l’indice CFNAI di cui nel pomeriggio uscirà il prossimo aggiornamento, come indicatore previsionale è davvero efficace, ha previsto tutte le recessioni dagli anni 70 in poi.

Perchè è importante questo indice, perchè rappresenta una media pesata di ben 85 indicatori che riflettono lo stato di salute dell’attività economica e con 85 indicatori diversi è difficile barare.

Vedremo cosa uscirà nel pomeriggio, ma come potete osservare per la terza volta dalla fine della Grande Recessione, l’indice segnala una debolezza che potrebbe essere confermata nei prossimi mesi.

Un altro indice davvero interessante è quello realtivo al trasporto merci una misura attendibile dei volumi e delle spese del trasporto nordamericano che include tutte le modalità di trasporto nazionali la sintesi di oltre 28 miliardi di transazioni di merci elaborate da Cass ogni anno per conto della sua base clienti di centinaia di grandi spedizionieri.

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L’indice segnala contrazione economica in grande stile, lo stesso che segnalano tutti gli indicatori manifatturieri e i parte dei servizi, in tutte le modalità di trasporto, sia a livello nazionale che internazionale. Quindi, a meno che le merci non si trasportino con la fantasia, qualcosa non funziona ma non è una novità.

La tendenza sta decisamente peggiorando e c’è un rischio crescente che il Pil americano diventi negativo entro la fine dell’anno, poi ripeto, possono invetarsi i dati che vogliono, ma questa è la realtà.

Concludiamo infine con Philly Fed State Coincident Indexes che vede alcuni degli Stati sostenitori di Trump in evidente difficoltà, Ohio, Pennsylvania, Wisconsin, Kentucky, West Virginia e via dicendo…

Thanks to CalculatedRisk

 

Stiamo a vedere, come ben sapete noi non abbiamo fretta, nel frattempo continua la commedia della guerra commerciale soprattutto ora che ad Hong Kong circa il 90 % dei seggi sono stati vinti dalla componente democratica ostile alla Cina.

Il commento non si è fatto attendere…

“Qualunque cosa accada, Hong Kong fa sempre parte della Cina e ogni tentativo di creare caos o mettere a repentaglio prosperità e stabilità non avrà successo“. Così il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, ha commentato l’esito del voto.

Trump si vanta che senza di lui, Hong Kong sarebbe stata spazzata via in qualche minuto, ora vediamo se fa il tacchino o lo struzzo quando la situazione sfuggirà di mano o dovrà firmare la condanna del Congresso.

Mentre aspettiamo con fiducia e trepidazione la firma della fase uno, da oltre un anno si parla già di saltare la fase uno in quanto la fase due non ha alcuna speranza, si cerca di lasciare passare oltre al black friday anche la week friday, magari pure l’orgia del tacchino e poi chissenefrega dell’accordo, i polli, ops scusate i tacchini hanno già speso il loro stipendio e un’altra stagione natalizia l’abbiamo portata a casa facendo credere ai fessi che un accordo è possibile…

WASHINGTON (Reuters) – Un ambizioso accordo commerciale di “fase due” tra gli Stati Uniti e la Cina sembra meno probabile poiché i due paesi hanno difficoltà a raggiungere un accordo preliminare di “fase uno”, secondo funzionari, legislatori ed esperti del commercio statunitensi e di Pechino.

I funzionari di Pechino affermano di non prevedere di sedersi per discutere un accordo di fase due prima delle elezioni statunitensi, in parte perché vogliono aspettare di vedere se Trump vince un secondo mandato.

“È Trump che vuole firmare questi accordi, non noi. Possiamo aspettare ”, ha detto a Reuters un funzionario cinese.

E certo, anche noi possiamo aspettare, l’importante è non avere fretta, lasciamoli cuocere a fuoco lento questi tacchini, ma davvero qualche ingenuo credeva che ci sarebbe stato un accordo? Al limite, Trump sarà costretto a far finta di trovare un accordo, gli Stati a lui fedeli incominciano ad averne le scatole piene di questa guerra commerciale, può raccontare a tutti che taglierà le tasse alla classe media, che fornirà sussidi ovunque, ma la guerra commerciale continuerà sino alla fine.

 

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1 commento Commenta
icebergfinanza
Scritto il 25 novembre 2019 at 15:26

Led by declines in production-related indicators, the Chicago Fed National Activity Index (CFNAI) fell to –0.71 in October from –0.45 in September. Two of the four broad categories of indicators that make up the index decreased from September, and all four categories made negative contributions to the index in October. The index’s three-month moving average, CFNAI-MA3, moved down to –0.31 in October from –0.21 in September.

Va tutto bene il nostro indicatore preferito si muove nella giusta direzione… ;-)

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