IMPEACHMENT DOLLAR!

Scritto il alle 12:16 da icebergfinanza

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Mentre il mondo intero si preoccupa del solito impeachment su Trump e la corte suprema inglese nega la chiusura del Parlamento britannico…

… Trump va alle Nazioni Unite e attacca per l’ennesima volta la Cina, il presidente americano ha avvertito Pechino che i giorni degli “abusi” in materia commerciale “sono finiti”. “In questi anni, questi abusi sono stati tollerati, ignorati, se non incoraggiati – ha denunciato – Per quanto riguarda l’America, quei giorni sono finiti”.

Fin qui il solito gossip, quello che vi raccontano i giornali e i mercati, ora torniamo a parlare di cose serie, come questo articolo di Financial Times…

Un grafico senza descrizione

Quando la Federal Reserve ha tagliato i tassi di interesse per la seconda volta in 11 anni la scorsa settimana, molti strateghi hanno visto la mossa come una spinta per il dollaro USA. Una valuta con un rendimento inferiore dovrebbe normalmente deprezzarsi. Ma mentre la Fed si è orientata nella stessa direzione accomodante delle altre grandi banche centrali, lo ha fatto con meno convinzione rispetto a coetanei come la Banca centrale europea e la Banca del Giappone. Senza uno spostamento più enfatico verso misure di allentamento monetario più aggressive da parte della banca centrale americana, è probabile che il dollaro rimanga “persistentemente forte”, secondo Lee Hardman, analista di valuta presso il MUFG di Londra.

Ma per Hans Redeker di Morgan Stanley, c’è un altro fattore al lavoro che potrebbe trascinare il dollaro al rialzo nel tempo.

Gira intorno alla quantità di riserve in eccesso detenute dalle banche commerciali presso la Fed

Questo è diventato un aspetto critico la scorsa settimana quando i mercati dei prestiti statunitensi a breve termine si sono inceppati, inviando il costo del prestito in contanti durante la notte ai massimi storici. Per alleviare la stretta sui finanziamenti, la Fed di New York è intervenuta ripetutamente nei mercati monetari statunitensi e venerdì ha annunciato una serie di misure a più lungo termine progettate per alleviare la congestione in periodi critici come la fine di settembre, quando le banche tendono a cercare di ridurre il loro saldo fogli per qualificarsi per un trattamento regolatorio più delicato.

Misure come questa probabilmente peseranno sul dollaro, secondo Redeker, dato che il valore del dollaro tende a seguire da vicino l’ammontare delle riserve in eccesso nel sistema.

Più riserve in eccesso disponibili, dice, maggiore è l’offerta di dollari – e più bassa è la valutazione del biglietto verde.

Peccato che… ma di questo vi abbiamo già parlato nel fine settimana!

Per finire come abbiamo scritto nell’ultimo manoscritto di domenica un enorme elefante è fermo immobile in mezzo alla cristalleria dei mercati…

E la domanda sul tempo verbale da utilizzare riguardo la natura e lo stato di salute del vero o presunto elefante nella stanza non appare questione di poco conto, almeno stando all’ultimo report di Goldman Sachs, il quale mette tutti in guardia da un impazzimento dei mercati a inzio ottobre.

Una risposta che è suonata ai più come un ulteriore infittirsi del giallo, ha provato a darla al Financial Times lo stesso John Williams, capo della Fed di New York che sta gestendo le aste: “Stiamo cercando di capire perché la liquidità non si muova dai conti delle banche presso la Fed per fluire nel mercato repo, dove istituti e investitori prendono a prestito denaro in cambio di Treasuries per coprire le necessità di finanziamento a breve. C’è uno spezzettamento nel sistema”. Per Lorie Logan, vice-presidente del markets group, “le riserve in eccesso relative al livello minimo che le banche sono chiamate a detenere sono concentrate. E la domanda chiave da porsi è come quelle riserve, visto che il loro livello sta calando, potrebbero essere redistribuite e quanto non invasivo quel processo di redistribuzione possa essere”.

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2 commenti Commenta
kry
Scritto il 25 settembre 2019 at 12:55

Il rialzo del $ ha un alleato , l’indice manifatturiero della maggior economia €uropea viaggia sotto 42.
Per forza di cose alla fine ne resterà solo uno ($) visto che anche la Cina non appare in buona salute.
Trump sta forzando per vedere il bluff , la Cina sta seduta sulla riva del fiume ad aspettare il cadavere del nemico che passa ….. e prima che accada il fiume straripa.

charliebrown
Scritto il 25 settembre 2019 at 19:14

Mentre prima investivo in dollari attraverso un fondo obbligazionario e due ETF, In questi ultimi tre anni ho acquistato direttamente treasuries sul mercato. La domanda, che vorrei fare stasera e sulla quale spero qualcuno mi voglia dare qualche chiarimento, riguarda proprio il mercato sul quale li sto acquistando.

Si tratta del mercato direi sotto l’egida della seconda banca italiana ma sempre rimango colpito dagli scarsi volumi che vi vedo movimentati: è capitato che qualche giorno fossi solo io ad acquistare qualche migliaio di dollari di un treasury. Lo stesso vedo per i titoli di stato britannici e australiani che pure sto acquistando su questo mercato. La domanda è: è pericoloso appoggiarsi ad un mercato dove i volumi scambiati sono così scarsi (e dove la domanda e l’offerta sembrano essere quasi unicamente quelle di chi gestisce il mercato stesso)? Non sarebbe più sicuro ritornare al fondo e agli ETF?

Ringrazio chi vorrà darmi lumi al riguardo.

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