BIG SHORT: LA TRAPPOLA DEGLI INVESTIMENTI PASSIVI E CORPORATE!

Scritto il alle 11:00 da icebergfinanza

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Prima di intrare nel vivo di un altro post leggendario, andiamo a dare un’occhiata ad un recente dibattito sulla possibilità di emissioni a lungo termine di titoli di Stato americani, senza dimenticare una delle scene clou del grande film che racconta la leggendaria crisi subprime…

Nel 2005 l’eccentrico manager di un hedge fund Michael Burry  scopre che il mercato immobiliare statunitense è estremamente instabile, essendo basato su mutui subprime ad alto rischio. Giungendo alla conclusione che il mercato crollerà e identificando il probabile punto di inizio della crisi nel secondo trimestre del 2007, si rende conto che si possono trarre profitti da questa situazione con la creazione di un mercato di credit default swap, che gli permette di scommettere contro il mercato immobiliare; egli visita numerose banche con questa idea, e le banche, nella convinzione che il mercato immobiliare sia incrollabile, accettano la sua proposta. Questo comportamento, al tempo illogico e apparentemente privo di buon senso, attira le ire degli investitori di Burry, che credono che egli stia sprecando il loro denaro, e gli chiedono di sospendere la sua attività, ma lui rifiuta. Man mano che il momento del collasso si avvicina, i suoi investitori perdono la loro fiducia e considerano la possibilità di ritirare i propri investimenti, ma Burry impone una moratoria per i ritiri, con grande rabbia dei suoi investitori. Tuttavia, alla fine il mercato crolla come previsto ed egli consegue un profitto del 489%. La grande scommessa – Wikipedia

Nessuno credeva a Mike, un pazzo visionario, nessuno, pochi o quasi nessuno credevano a Mazzalai, pochi o quasi nessuno!

«Mike ha esaminato migliaia e migliaia di singoli mutui in modo da poter creare un modello. Nessun altro possedeva l’energia necessaria per farlo. Tutti si godevano il buon momento e facevano un sacco di soldi. Nessuno pensava di gridare “fermate l’autobus, voglio scendere”, ma Michael lo ha fatto. Ha scoperto che era uno schifo totale»

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Da anni Andrea vi sta dicendo che il castello di carte non sta in piedi, non può stare in piedi, lo suggerisce la Storia, una debt deflation è come un cancro, non puoi uscirne se non attraverso una lunga malattia.

Lawrence Fields : La tua grande scommessa sui mutui ci riguarda. Non abbiamo fiducia nella tua capacità di identificare le tendenze macroeconomiche.

Michael Burry : sei volato qui per dirmelo? Perché? Voglio dire, chiunque può vedere che c’è una bolla immobiliare.

Lawrence : In realtà, nessuno può vedere una bolla. Questo è ciò che lo rende una bolla.

Michael Burry : Questo è stupido, Lawrence. la frode ipotecaria  è quadruplicata dal 2000. La paga media  è piatta ma i prezzi delle case sono in aumento. Ciò significa che le case sono debiti non beni.

Martin Blaine : [ sarcasticamente ] Quindi Michael Burry di San Jose, un ragazzo che si fa tagliare i capelli dal giardiniere e non indossa le scarpe, ne sa più di Alan Greenspan e Hank Paulson?

Michael Burry :  E sì … lo sa.

«Sono il Dottor Burry. Pare che il crollo del settore finanziario sia imminente. Iniziamo a vendere la mia posizione. Sì, resto in linea».

Oggi sembre che in molti si sono accorti di noi, ma sono davvero ancora pochi quelli che credono nelle nostre visioni, visto i rendimenti dei titoli americani, come vi abbiamo detto siamo ancora all’inizio, la vera crisi deve ancora arrivare.

Ma torniamo alla notizia sulla possibilità di nuove emissioni ultra trentennali da parte del tesoro USA…

Il segretario al Tesoro Steven Mnuchin ha affermato che l’emissione di obbligazioni statunitensi ultra-lunghe è ” presa molto seriamente in considerazione” nell’amministrazione Trump, probabilmente creando una aspettativa che segnerebbe un rinnovamento storico del mercato del Tesoro da $ 16 trilioni.

Giusto per chi non sa di cosa parliamo ricordo che si tratta di un mercato che vale oltre 16.000.000.000.000 di dollari, chiaro il concetto?

“Se le condizioni sono giuste, allora anticiperei che trarremo vantaggio da prestiti a lungo termine ed andremo avanti su questo”, ha detto Mnuchin mercoledì in un’intervista a Bloomberg a Washington.

(…) Per l’amministrazione Trump, l’emissione di un debito a lungo termine limiterebbe il costo per i contribuenti di coprire un deficit di bilancio che si dirige a $ 1 trilione all’anno.

 I fondi pensione godrebbero di alcuni punti extra di rendimento tra i rendimenti in calo.

Il problema è che i funzionari del Tesoro non sono contenti delle affermazioni di Mnuchin, l’idea è stata respinta in passato dal Treasury Borrowing Advisory Committee, l’organo che lo aiuta a guidarlo, e le loro opinioni sulla questione non sono cambiate da allora, secondo le persone che hanno familiarità con il loro pensiero attuale e passato.

Ne sapremo di più il prossimo ottobre, sarebbe una vera manna dal cielo, ma ne riparleremo a tempo debito! Ovvio che Donald Trump sosterrà questa decisione, quindi un’ulteriore risorsa in questo mare di deflazione da debito è in arrivo!

Ora occupiamoci di cose serie!

Bene, chi legge Machiavelli è stato avvertito da tempo in maniera scrupolosa e strategica, gli investimenti passivi saranno il fulcro della prossima crisi.

Michael Burry, l’investitore che ha visto per primo il corto circuito dei titoli ipotecari prima della crisi immobiliare del 2008 ha detto a Bloomberg mercoledì, di vedere una “bolla” negli investimenti passivi.

Quella bolla sta ignorando le azioni a piccola capitalizzazione, ha detto Burry, che è stato una figura chiave nel libro di successo di Michael Lewis “The Big Short” ed è stato interpretato da Christian Bale nel film con lo stesso nome. Il problema si sta verificando perché i pilastri degli investimenti passivi – fondi negoziati in borsa e attività basate su indici – si concentrano principalmente su società più grandi. Ciò esercita una pressione al ribasso sui titoli delle società più piccole e ha effettivamente “reso orfani titoli di tipo più piccolo a livello globale”, ha scritto a Bloomberg in una e-mail.

Negli ultimi anni, poiché gli investimenti passivi sono cresciuti in termini di dimensioni e popolarità, molti investitori hanno individuato difetti nell’approccio, che riduce al minimo gli acquisti e le vendite per proteggere gli investitori da cali delle prestazioni che possono venire con scambi frequenti.

…i gestori monetari hanno anche sostenuto che le strategie passive possono causare agli investitori perdite significative in caso di imprevista flessione del mercato.

Spero sia abbastanza chiaro il messaggio! Ma non è finita qui!

Il dollaro boom abbiamo visto che ci sono investimenti di lusso e vere e proprie ciofeche, tra cui investimenti corporate e high yield, spesso nascosti nei Vostri fondi di investimento e in prodotti strutturati. Beni di lusso ce ne sono pochi, bisogna saperli scegliere!

Tralasciamo Gundlach che ha preso un grosso abbaglio sui rendimenti prevedendo il decennale su livelli intorno al 5 o 6 % e vediamo cosa ci racconta l’articolo di Bloomberg…

… secondo Reuters, tutti e tre gli uomini ora hanno adottato all’incirca la stessa strategia, rimangono lunghi titoli di stato e aspettano che passino le turbolenze che vedono prima di riacquistare il debito delle imprese.

Gli investitori hanno banchettato per anni con obbligazioni societarie statunitensi, anche se i timori di recessione e le crescenti inadempienze alla fine dell’anno scorso hanno posto fine a questo. Quest’anno, l’appetito per le obbligazioni societarie statunitensi è aumentato vertiginosamente quando le opinioni degli investitori sull’economia hanno iniziato a migliorare e le banche centrali sono diventate più accomodanti.

Le obbligazioni societarie statunitensi hanno registrato un rendimento totale del 13,4% quest’anno, misurato dall’indice Corporate Bond Bond della Bank of America Merrill Lynch mentre i rendimenti del Tesoro da inizio anno sono aumentati dell’8,1%, secondo un indice compilato da Bloomberg e Barclays.

Inoltre, la mancanza di alternative sullo sfondo di un debito ultrabasso e persino negativo ha reso le obbligazioni societarie statunitensi la destinazione naturale per molti nvestitori. Secondo Bank of America Merrill Lynch, circa il 95% di tutto il debito societario investment grade nel mondo che ha un rendimento positivo è negli Stati Uniti.

Quindi tutto il resto è carta straccia con rendimenti ZERO!

La recessione del settore manifatturiero è già tra noi, quando arriverà quella globale, allora in molti si accorgeranno di cosa significa detenere debito corporate!

Nel frattempo il dollaro, dato morto e sepolto da molti, torna vicino ai minimi dell’anno! Sarà la volta buona, Trump deluderà i mercati mantenendo la linea dura contro la Cina che gioca con i comunicati. Al lunedì, l’ardua sentenza!

Tutti e tre hanno concordato che stanno mantenendo la loro durata il più bassa possibile e, alla fine, si aspettano di vincere a lungo termine.

“Riteniamo che i rendimenti dei titoli di Stato sviluppati siano troppo bassi e potrebbero facilmente invertire, quindi siamo a nostro agio con un’esposizione a tassi bassi”, ha dichiarato Ivascyn.

Noi invece la pensiamo diversamente, nel breve tutto può succedere, ma nel medio lungo siamo solo all’inizio, la deflazione da debiti non scherza, un nuovo lungo decennio perduto ci attende!

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8 commenti Commenta
hamen
Scritto il 30 agosto 2019 at 12:08

“le strategie passive”
E’ riferito solo ai fondi, oppure agli ETF?

    icebergfinanza
    Scritto il 30 agosto 2019 at 13:38

    Piu passivi degli ETF non c’è nulla…

charliebrown
Scritto il 30 agosto 2019 at 12:59

In questo blog, principalmente negli articoli di Andrea Mazzalai, ho trovato intelligenti suggerimenti su come investire i miei risparmi e un visione macroeconomica diciamo controcorrente e di ampio respiro.
Ho trovato anche supporto di idee alla mia diffidenza nei confronti della UE e della BCE e nei confronti dei partiti che, in Italia, altro non hanno fatto che accettare le direttive di Bruxelles e le manovre di Francoforte.

Adesso in Italia è cambiato tutto: dal governo dei populisti che qualcosa cercavano di recuperare in termini di sovranità nazionale (sia pure con un Salvini troppo chiacchierone ed esibizionista e con un di Maio altalenante) siamo tornati ad un governo dietro al quale vediamo qui Renzi con la sua corte e fuori d’Italia la Merkel e Macron. Renzi, Merkel e Macron abbracciati dai nostri cinquestelle. Mi aspettavo di leggere qualcosa anche su questo cambiamento di governo. Va bene il boom del dollaro e la deflazione da debiti, ma con la sovranità dell’Italia come la mettiamo? Io non mi compiaccio affatto del trionfo di Prodi col suo governo orsola.

maxrad
Scritto il 30 agosto 2019 at 20:45

Charlie, perchè continui a guardare il dito e non la luna? Italia?pensi veramente che quello che succede in Italia abbia una rilevanza a livello macro, il destino dell’Europa e quindi dell’euro è segnato, come la metti la metti non c’è via di uscita se non la ricostruzione dalle basi che non sono mai state poste. Mi dispiace pensarla così ma bisogna essere realisti se ti fai un giro su blog esteri e leggi i commenti sulla nostra situazione è solo la solita solfa da Italiani arrampicatori sugli specchi senza una visione di lungo termine. Purtroppo la nostra epoca di santi navigatori poeti è finita da un pezzo.
charliebrown@finanza,

robylaconi
Scritto il 31 agosto 2019 at 00:38

la sola cosa che non capisco è per quale motivo un investitore dovrebbe sottoscrivere un bond (o peggio un bund) se il suo rendimento è inferiore al titolo a breve (o negativo nel caso bund). La speranza è che i tassi si abbassino ulteriormente sotto lo zero ed il titolo cresca di valore? Per me è un mistero

signor pomata
Scritto il 31 agosto 2019 at 08:35

Da anni Andrea vi sta dicendo……
Direi di cambiare la frase, visto che scrive Andrea!!?
Tornando alla situazione attuale, direi che oramai sfida ogni legge del buon senso.
Quando guardo i prezzi dei bond brasiliani e hanno performance similari se non migliori dei tbond un dubbio viene.
Anche la cacca rende oramai zero o poco più.
Obbligazionario a rendimenti nulli su venti trenta anni richiederebbe azionario in crisi.
Invece anche questo sempre sui massimi.
Vanno a braccetto.
Da anni oramai.
Non essendoci logica o buon senso ogni strategia è valida, anche monetizzare i guadagni.
Se i dazi non fanno vincere le guerre commerciali è anche vero che prima o poi gli americani risponderanno sul versante monetario.
Un equilibrio ci deve essere, e anche se non sappiamo quando , verrà trovato.
Se crisi sarà, troveranno il modo di sterilizzare il trucco valutario di Germania e Cina.
Trucco, perché una moneta che si deprezza mentre vai in surplus costantemente nella bilancia commerciale non può tenere a lungo andare.

homo_invictus
Scritto il 31 agosto 2019 at 09:59

E invece sono contento che non si parli di politica, primo perché tanto non serve a nulla visto che la nostra classe politica è quella che è, secondo perché questo blog serve a non far bruciare i risparmi della gente sui mercati, la politica inevitabilmente creerebbe frizioni non desiderate. Meglio rimanere così per me.

aorlansky60
Scritto il 2 settembre 2019 at 08:33

Non ci si dovrebbe dimenticare degli effetti prodotti dalla politica. Nonostante essa abbia abdicato il suo ruolo di comando che deteneva 30anni fà ed oltre in Europa, lasciandolo nella mani della FINANZA che ormai impera E DETTA LE REGOLE, la politica ha ancora un proprio ruolo seppure marginale nel condizionare la FINANZA stessa; NOTA BENE non i mercati finanziari come gli squallidi media di sistema asserviti al sistema raccontano da anni al parco buoi, compresa l’ultima versione in ordine di tempo secondo la quale la formazione di un esecutivo a guida giallo-rossa in ITA sarebbe di assai migliore gradimento rispetto a quello giallo-verde, cosa che ha un fondamento di verità SOSTITUENDO PERO’ IL SOGGETTO PRINCIPALE, ovvero = la Banca Centrale Europea che è rimasta il VERO UNICO AGO DELLA BILANCIA, perchè quella che crea denaro dal nulla (IL VERO POTERE) e con quello anche l’unica istituzione che ormai acquista titoli sovrani emessi da Paesi in area €uro (visto ormai il loro rendimento ZERO o addirittura NEGATIVO da anni, chi è quel gonzo di Istituzionale o retailer privato che compra più titoli di Stato Europei???), è quest’ultima che quando decide di APRIRE o CHIUDERE il rubinetto degli acquisti di titoli sovrani, DETERMINA QUANDO LO RITIENE OPPORTUNO lo SPREAD di OGNI PAESE UE.

È la BCE che ha tenuto sotto scacco per 14 mesi il governo giallo-verde in ITA facendo schizzare lo SPREAD da 120 a 300, ed è la stessa BCE che ultimamente mostra di gradire la possibile formazione di un nuovo esecutivo assai più gradito anche all’UE perchè filo “europeista”, al contrario di quello a maggiore trazione “sovranista” qual’era quello precedente.

Questa è la versione VERA. Poi ognuno è libero di scegliere quella “ufficiale” fornita dalle agenzie e da editori vari.

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