INVESTIMENTI RESPONSABILI: LUCI E OMBRE DELLA RIBALTA.

Scritto il alle 12:24 da icebergfinanza

Al di là di quello che sarà l’orizzonte nei prossimi anni, esistono strumenti "responsabili" che possono aiutare il nostro veliero ad riprendere il mare aperto dopo aver navigato spesso controcorrente o aver riposato nei porti della riflessione e della consapevolezza.

L’investitore etico è invece colui che non è unicamente interessato al rendimento delle proprie azioni, ma vuole conoscere le ragioni di fondo che realizzano questa redditività, le caratteristiche dei beni prodotti, la localizzazione dell’azienda e verificare come vengano condotti gli affari. ( dal sito http://www.finanza-etica.it/ ).

Certo sono estremamente consapevole della difficoltà di un messaggio innovativo di questa portata in un mondo dominato dalla massimizzazione a qualunque costo del profitto a breve termine, un mondo dominato dalla corruzione, sono consapevole di questa "utopia" in un mondo dove la manipolazione e l’opacità è dominante, ma se vogliamo sentirci responsabili al di la del semplice nostro interesse doviamo necessariamente imparare a curarci delle nostre azioni, che si tratti di consumi o di investimenti.

Come scrive la rivista VALORI secondo una ricerca Robeco nel 2015 fino a un quinto degli investimenti condotti in tutto il mondo potrà definirsi “responsabile”. Per il settore si tratta di un’occasione da non perdere.

" Ma i dubbi non mancano. Da  5 MILA MILIARDI DI DOLLARI (o 5 trilioni, se preferite) misurati alla fine del 2007 a oltre 26 mila previsti per il 2015.  Se le recenti proiezioni della società di gestione olandese Robeco e della statunitense Booz & Company saranno confermate, i capitali gestiti nel mercato degli investimenti responsabili (Sri – socially responsible investing) promettono di espandersi in modo impressionante nei prossimi sei anni. Ne è convinta Daniela Carosio, responsabile dell’area Ricerca di Etica Sgr (la società di gestione del risparmio di Banca Etica): «Quello degli investimenti responsabili è destinato a trasformarsi da segmento di nicchia a settore di ampio respiro,confermandosi ad oggi come il comparto più promettente nel risparmio gestito».(…) Il cambio di paradigma sembra inevitabile. Dati alla mano, i 26.500 miliardi di dollari attesi costituiranno nel 2015 un quinto dell’intero mercato degli investimenti gestiti su scala globale. Una situazione senza precedenti.

Crescita e cambiamento.

 L’approvazione in sede Onu dei principi dell’Investimento responsabile (2006), la nuova voglia di regolamentazione, il fascino di un settore che ha dimostrato di saper resistere meglio di altri alla tempesta della crisi, la febbre della green economy. Sono molti i fattori trainanti di una crescita che potrebbe attestarsi su una media del 25% annuo, modificando contemporaneamente l’aspetto stesso del mercato. «La concentrazione del settore – spiegano da Robeco – è destinata ad aumentare e i piccoli operatori dovranno crescere per sopravvivere o, in alternativa, accettare di essere tagliati fuori dalle società più grandi che, negli ultimi tempi, hanno già avanzato programmi ambiziosi». (…)

Per gli operatori concentrati sulle questioni etiche, ambientali e sociali (alla base della definizione stessa di “investimento responsabile”) il trend è motivo di entusiasmo, ma anche occasione di dibattito. Impensabile, infatti, che questa nuova fase del comparto non modifichi il modo stesso di selezionare e gestire gli investimenti. E la speranza di un’evoluzione decisiva si affianca ai timori di un cambiamento troppo radicale capace di minare i principi stessi del modo di fare “finanza etica”. «Cresce la sensibilità dei gestori e degli asset owner e questo è indubbiamente un aspetto positivo – ammette Daniela Carosio – ma c’è da chiedersi, al tempo stesso, se l’aumento della concentrazione non farà diminuire la specializzazione riducendo così l’accuratezza nel processo di selezione dei titoli».Nuovo attivismo?

Perplessità sul futuro della selezione, ma non solo. Il cosiddetto engagement, ovvero l’insieme delle attività di mobilitazione per influenzare in senso etico la politica delle compagnie in cui si investe, pare destinato a crescere d’importanza. Ma siamo certi che saprà restare fedele ai suoi principi? L’azionariato critico, che dell’engagement è l’attività principale, saprà confermarsi puntuale ed efficace?

«Oggi l’  engagement si basa su attività di networking internazionale dei gestori che consente di aumentare la massa critica delle azioni intraprese e la loro capacità di negoziazione con le imprese», spiega Daniela Carosio. «Per concordare un’azione di engagement si lancia un processo che soppesa i punti di vista e gli interessi degli attori in gioco e che cerca di coinvolgere anche gli stakeholder. C’è il rischio che, con la concentrazione del settore, tutte queste specificità si possano, in parte, perdere. Per questo è importante che lo spirito e l’orientamento originale siano conservati». La vera sfida, a ben vedere, sembra essere questa. Se la fedeltà ai principi dovesse essere mantenuta, infatti, la concentrazione di mercato potrebbe produrre ulteriori vantaggi di scala a cominciare dalla riduzione dei costi relativi dell’engagement stesso. In caso contrario, evidenzia ancora la Carosio: «Grandi gestori perderanno di credibilità e si ricreerà lo spazio per nicchie di mercato».

Italia in ritardo.

E l’Italia? Che ruolo avrà nella rivoluzione di mercato? Secondo i ricercatori l’Europa sarà la locomotiva del settore degli investimenti responsabili, togliendo agli Usa la leadership del mercato, ma per l’Italia la strada sembra ancora lunga. «Negli ultimi cinque anni Etica Sgr è cresciuta del 59%, ma a livello nazionale il settore si è contratto del 55%», ricorda la Carosio. «Se è vero che nel resto del mondo si è notata una maggiore sensibilità nei confronti degli investimenti responsabili da parte degli investitori istituzionali, in Italia sono stati più attivi i piccoli risparmiatori. Sul fronte degli istituzionali c’è ancora molto da fare e deve crescere la sensibilità. Urge un’inversione di tendenza. ( Matteo Cavallito )

IL SOTTOSCRITTORE RESPONSABILE IN ITALIA È SPINTO DA MOTIVAZIONI DI TIPO VALORIALE ma anche di ordine economico (vedi ), conosce il mondo della finanza etica seppure in modo un po’ approssimativo, considera la banca un punto di riferimento nella raccolta di informazione, ma alla fine sceglie in modo sostanzialmente autonomo. Sono alcuni dei caratteri che distinguerebbero il sottoscrittore dei fondi etici in Italia secondo l’ultima ricerca presentata a Milano il 18 giugno scorso da Etica Sgr. A determinare la scelta dell’investimento ci sono soprattutto le considerazioni di tipo valoriale (dall’attenzione per i diritti umani alla sensibilità ambientale) ma non mancano le considerazioni di tipo strettamente finanziario: per un sottoscrittore tre aspetti come la diversificazione, la gestione del rischio e il buon rendimento possono motivare sufficientemente la scelta. Le banche restano il luogo privilegiato per la raccolta delle informazioni. Secondo la ricerca il 51% dei clienti ha sentito parlare per la prima volta di fondi etici nel proprio istituto di credito di riferimento. Significativi, anche se con percentuali più basse, anche il terzo settore, le relazioni sociali e i media. Oltre a un generico “sui quotidiani”, le fonti principali di informazione degli investitori responsabili intervistati sono: Radio Popolare e Valori (non possiamo che esserne lieti).

Come si fa a sapere se un’impresa sta veramente rispettando l’ambiente o i diritti dei lavoratori? I fondi di investimento SRI (socialmente responsabili), per essere sicuri, si affidano agli advisor etici, che leggono i bilanci, consultano organizzazioni non governative e movimenti, sindacati e giornalisti. E poi danno i voti e decidono se una società è degna di entrare in un paniere etico o meno. A volte però non basta. Se n’è accorto il fondo sovrano del governo norvegese, uno dei maggiori investitori pubblici del mondo. Ha un patrimonio di 264,2 miliardi di euro e, dal 2005, ha iniziato ad escludere dagli investimenti le imprese che non rispettano il suo codice etico. Società che producono mine antiuomo, bombe cluster, armi nucleari o coinvolte in violazioni dei diritti umani. Finora ne hanno fatto le spese 25 società, tra cui l’italiana Finmeccanica. Ma presto ne potrebbero cadere altre. Da giugno il fondo norvegese si è affidato a una società inglese di “business intelligence” per seguire la condotta di alcune multinazionali in Cina e America Latina. Gli inglesi aiuteranno a recuperare sentenze dei tribunali, testimonianze, interviste con osservatori indipendenti, e a ricostruire le catene di controllo delle imprese nei più remoti paradisi fiscali.

 

Su Icebergfinanza, potrete trovare molti altri riferimenti alla finanza etica e agli investimenti responsabili. Si tratta semplicemente di scegliere, se vogliamo continuare ad alimentare un sistema che con il tempo ha dimostrato di saper sequestrare sequestrato la vita degli individui, la stessa democrazia, o di cercare una via responsabile per cercare di attenuarne le naturali deviazioni e gli eccessi connessi. 

" Se è vero che gli individui in realtà, perseguono incessantemente e senza compromessi solo il loro ristretto interesse personale, allora la ricerca della giustizia verrà intralciata a ogni passo dall’opposizione di tutti coloro che abbiano qualcosa da perdere dal cambiamento proposto. Se invece gli individui, come persone sociali, hanno valori e obiettivi di più vasta portata, che includono  la comprensione per gli altri e un impegno verso norme etiche, allora la promozione della giustizia sociale non dovrà necessariamente fronteggiare un’incessante opposizione a ogni cambiamento."(…) Amartya Sen.

 

 

 

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64 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 27 febbraio 2010 at 12:26

tutto bello e lodevole….a quando i primi scandali sugli  investimenti responsabili???
certamente ci sono soggetti che cercano di comportarsi correttamente però sono convinto, purtroppo che il settore "investimenti responsabili" si rivelerà in breve essere principalmente un’etichetta di marketing per "i soliti". Del resto è sotto gli occhi di tutti cosa è e sta succedendo con il tema ambientale: tutte le peggiori entità economiche (che hanno sempre maltrattato l’ambiente e continuano a farlo) sono diventate eco friendly, lanciando grandi campagne pubblicitarie per accreditarsi come tali. Quindi occhi aperti perchè con la storia degli investimenti responsabili ci rifileranno un’altra sola. Questo non toglie che ci possano essere dei soggetti affidabili da guardare con interesse.

Per finire posto un link per me straordinario, che è anche una soluzione molto più serie per i problemi odierni a tutto tondo e paradossalmente non difficile da realizzare, l’unico grande ostacolo è l’ignoranza (nel senso della non conoscenza) nella quale sono tenute le masse……quindi auspico che si cerchino di diffondere queste idee.

gongoro.blogspot.com/2010/02/le-misure-della-secessione.html

un saluto a tutti

tuo cuggino

utente anonimo
Scritto il 27 febbraio 2010 at 12:26

tutto bello e lodevole….a quando i primi scandali sugli  investimenti responsabili???
certamente ci sono soggetti che cercano di comportarsi correttamente però sono convinto, purtroppo che il settore "investimenti responsabili" si rivelerà in breve essere principalmente un’etichetta di marketing per "i soliti". Del resto è sotto gli occhi di tutti cosa è e sta succedendo con il tema ambientale: tutte le peggiori entità economiche (che hanno sempre maltrattato l’ambiente e continuano a farlo) sono diventate eco friendly, lanciando grandi campagne pubblicitarie per accreditarsi come tali. Quindi occhi aperti perchè con la storia degli investimenti responsabili ci rifileranno un’altra sola. Questo non toglie che ci possano essere dei soggetti affidabili da guardare con interesse.

Per finire posto un link per me straordinario, che è anche una soluzione molto più serie per i problemi odierni a tutto tondo e paradossalmente non difficile da realizzare, l’unico grande ostacolo è l’ignoranza (nel senso della non conoscenza) nella quale sono tenute le masse……quindi auspico che si cerchino di diffondere queste idee.

gongoro.blogspot.com/2010/02/le-misure-della-secessione.html

un saluto a tutti

tuo cuggino

utente anonimo
Scritto il 27 febbraio 2010 at 12:26

tutto bello e lodevole….a quando i primi scandali sugli  investimenti responsabili???
certamente ci sono soggetti che cercano di comportarsi correttamente però sono convinto, purtroppo che il settore "investimenti responsabili" si rivelerà in breve essere principalmente un’etichetta di marketing per "i soliti". Del resto è sotto gli occhi di tutti cosa è e sta succedendo con il tema ambientale: tutte le peggiori entità economiche (che hanno sempre maltrattato l’ambiente e continuano a farlo) sono diventate eco friendly, lanciando grandi campagne pubblicitarie per accreditarsi come tali. Quindi occhi aperti perchè con la storia degli investimenti responsabili ci rifileranno un’altra sola. Questo non toglie che ci possano essere dei soggetti affidabili da guardare con interesse.

Per finire posto un link per me straordinario, che è anche una soluzione molto più serie per i problemi odierni a tutto tondo e paradossalmente non difficile da realizzare, l’unico grande ostacolo è l’ignoranza (nel senso della non conoscenza) nella quale sono tenute le masse……quindi auspico che si cerchino di diffondere queste idee.

gongoro.blogspot.com/2010/02/le-misure-della-secessione.html

un saluto a tutti

tuo cuggino

Scritto il 27 febbraio 2010 at 14:44

Vedi Cuggino, come tu usi uno scetticismo moderato nei confronti degli investimenti responsabili, scetticismo per certi versi comprensibile, come anche sottolineato nelle "luci e ombre" della ribalta, allo stesso allo stesso tempo anche la secessione e l’utopia dei piccoli Stati potrebbe subire lo stesso trattamento, in quanto poi, a sua volta nei piccoli, stati qualcuno potrebbe avere nostalgia di alcune manie di grandezza. Io ho nostalgia dei commercianti di quartiere, quelli sotto casa, quelli dove il rapporto umano era presente, pur nella reciproca convenienza di Adam Smith, spesso spazzati via dai grandi centri commerciali, in nome di una presunta concorrenza quando non esistono cartelli e monopoli. Qualcuno potrebbe dire che la stessa formula sarebbe applicabile agli Stati, ognuno la sua autonomia, una strada possibile, sino a quando l’egoismo o la smania di grandezza non assale storicamente qualcuno. La Storia insegna invece, che spesso lo scetticismo, viene spazzato via dalla realtà dura o meravigliosa che sia. Ecco perchè gli scettici quelli radicali o cronici, quelli interessati, consapevolmente o inconsapevolmente frenano lo sviluppo o l’alternativa, sviluppo o alternativa che prima o poi troverà altre strade, come un fiume in piena che ha mille possibilità di arrivare prima o poi all’oceano.
Nel mio piccolo mondo questi argini, io amo, superarli, aggirarli, con soddisfazione e interesse, non solo economico, ma anche emotivo e sentimentale,  cercando una via migliore, senza per questo distruggere o lasciarmi scoraggiare da qualche piccolo e insignificante argine, che come la Storia insegna, prima o poi verrà spazzato via, con tutte le sue ragnatele, ideologie e il suo fondamentalismo.

Ciao Andrea

utente anonimo
Scritto il 27 febbraio 2010 at 17:25

 LA BRAMA DI RICCHEZZA  E POTERE

Caro Andrea la gente non immagina neanche come operano i management nelle grosse società private, negli USA si strapagano i dirigenti proprio per evitare che gli possano venire tentazioni!!
Malgrado ciò ogni anno almeno 100 miliardi di dollari vengono rubati alle grosse società da dirigenti corrotti.
Se vuoi diventare il fornitore o l’appaltatore di questa o quella grossa società privata devi per forza versare l’obolo al dirigente di turno.
Questo è il motivo principale per cui tutti vogliono andare alla conquista delle grandi compagnie, cosa che viene ottenuta tramite i famosi "noccioli duri", altrimenti non si spiega il perchè società i cui utili raggiungono a malapena il 2% del valore di mercato, vengano prese d’assalto!!

Esiste una criminalità che non ha assolutamente nulla a che fare con le "mafie tradizionali", ma che è capace di fare danni incredibili al tessuto economico.
La gente non li vede perchè la maggior parte cerca di non dare troppo nell’occhio, ma solo nel nostro paese vi è un ristretto gruppo di "faccendieri", il cui compito è quello di riciclare i soldi della mafia dei colletti bianchi.
Altro che caroselli o banconote nascoste nei pacchetti di sigarette, qui si fanno operazioni esclusivamente estero su estero, usando società gestite da un fiduciario, a volte vengono creati conti intestati a persone di assoluta fantasia, tramite l’utilizzo di documenti perfettamente falsificati.
Qualcuno parla di quanto sia divertente vedere il direttore di una banca che fa l’occhiolino ad un cliente che magari il giorno prima si è presentato come Mario Rossi e il giorno dopo come Massimo Bianchi e nessuno sembra avere memoria di nulla.
Se prima i paradisi fiscali offrivano solo l’anonimato, ora offriranno la perfetta trasparenza dei conti, che però verranno intestati a identità perfettamente sconosciute, magari gestiti da fiduciari.

L’uomo è avido e ha un carattere ambivalente, non c’è nulla da fare.

-IL Compasso-

Scritto il 27 febbraio 2010 at 17:47

Caro Compasso, certo tu parli del passato e del presente, sappiamo benissimo tutti, quale è la realtà mondiale, la finanza è il "giardino del diavolo", la grande finanza uccide più di mille guerre, perchè opprime e deprime.
Per quanto riguarda i paradisi fiscali, quelli si esempio ecclatante di piccole realtà autonome, dove si possono nascondere tutti i lupi e gli sciacalli finanziari, realtà autonome alle quali mi auguro non faccia riferimento come esempio il nostro caro Cuggino, continueranno ad esistere sino a quando la tempesta perfetta in atto non spazzerà via tutte le illusioni "business as usual" di questo sistema, perchè se la musica non cambierà, una nuova Grande Depressione, verrà marchiata nel grande libro della Storia.

Andrea
 
 

Scritto il 27 febbraio 2010 at 18:20

Mio Cuggino,

esatto!

Avevo postato per intero l’ottimo articolo di Kirkpatrick del Gongoro a seguire dell’ultimo articolo.

Non ti preoccupare: è l’unica soluzione possibile.

Che tristezza il commento sui paradisi fiscali.

Comunque i cambiamenti non avvengono mai dalle masse, ma dalle minoranze pensanti….

Scritto il 27 febbraio 2010 at 18:29

http://www.washingtontimes.com/news/2010/feb/25/bernanke-delivers-warning-on-us-debt/

Stage is set in U.S. for a Greek tragedy

By Patrice Hill
With uncharacteristic bluntness, Federal Reserve Chairman Ben S. Bernanke warned Congress on Wednesday that the United States could soon face a debt crisis like the one in Greece, and declared that the central bank will not help legislators by printing money to pay for the ballooning federal debt.
Recent events in Europe, where Greece and other nations with large, unsustainable deficits like the United States are having increasing trouble selling their debt to investors, show that the U.S. is vulnerable to a sudden reversal of fortunes that would force taxpayers to pay higher interest rates on the debt, Mr. Bernanke said.
"It’s not something that is 10 years away. It affects the markets currently," he told the House Financial Services Committee. "It is possible that bond markets will become worried about the sustainability [of yearly deficits over $1 trillion], and we may find ourselves facing higher interest rates even today."
It was some of the toughest rhetoric to date about the nation’s fiscal and budgetary woes from the Fed chief, who faces a second round of questioning Thursday before a Senate panel.
RELATED STORY: Fed to look at high-risk contracts on Greek debt
Mr. Bernanke for the first time addressed concerns that the impasse in Congress over tough spending cuts and tax increases needed to bring down deficits will eventually force the Fed to accommodate deficits by printing money and buying Treasury bonds — effectively financing the deficit on behalf of Congress and spurring inflation in the process.
Some economists at the International Monetary Fund and elsewhere have advocated this approach, suggesting running moderate inflation rates of 4 percent to 6 percent as a partial solution to the U.S. debt problem. But the move runs the risk of damaging the dollar’s reputation and spawning much higher inflation that would be debilitating to the U.S. economy and living standards.
Rep. Brad Sherman, California Democrat, asked Mr. Bernanke directly whether the Fed would consider such a strategy, especially since IMF officials endorsed it.
"We’re not going to monetize the debt," Mr. Bernanke declared flatly, stressing that Congress needs to start making plans to bring down the deficit to avoid such a dangerous dilemma for the Fed.
"It is very, very important for Congress and administration to come to some kind of program, some kind of plan that will credibly show how the United States government is going to bring itself back to a sustainable position."

Scritto il 27 febbraio 2010 at 18:29

http://www.washingtontimes.com/news/2010/feb/25/bernanke-delivers-warning-on-us-debt/

Stage is set in U.S. for a Greek tragedy

By Patrice Hill
With uncharacteristic bluntness, Federal Reserve Chairman Ben S. Bernanke warned Congress on Wednesday that the United States could soon face a debt crisis like the one in Greece, and declared that the central bank will not help legislators by printing money to pay for the ballooning federal debt.
Recent events in Europe, where Greece and other nations with large, unsustainable deficits like the United States are having increasing trouble selling their debt to investors, show that the U.S. is vulnerable to a sudden reversal of fortunes that would force taxpayers to pay higher interest rates on the debt, Mr. Bernanke said.
"It’s not something that is 10 years away. It affects the markets currently," he told the House Financial Services Committee. "It is possible that bond markets will become worried about the sustainability [of yearly deficits over $1 trillion], and we may find ourselves facing higher interest rates even today."
It was some of the toughest rhetoric to date about the nation’s fiscal and budgetary woes from the Fed chief, who faces a second round of questioning Thursday before a Senate panel.
RELATED STORY: Fed to look at high-risk contracts on Greek debt
Mr. Bernanke for the first time addressed concerns that the impasse in Congress over tough spending cuts and tax increases needed to bring down deficits will eventually force the Fed to accommodate deficits by printing money and buying Treasury bonds — effectively financing the deficit on behalf of Congress and spurring inflation in the process.
Some economists at the International Monetary Fund and elsewhere have advocated this approach, suggesting running moderate inflation rates of 4 percent to 6 percent as a partial solution to the U.S. debt problem. But the move runs the risk of damaging the dollar’s reputation and spawning much higher inflation that would be debilitating to the U.S. economy and living standards.
Rep. Brad Sherman, California Democrat, asked Mr. Bernanke directly whether the Fed would consider such a strategy, especially since IMF officials endorsed it.
"We’re not going to monetize the debt," Mr. Bernanke declared flatly, stressing that Congress needs to start making plans to bring down the deficit to avoid such a dangerous dilemma for the Fed.
"It is very, very important for Congress and administration to come to some kind of program, some kind of plan that will credibly show how the United States government is going to bring itself back to a sustainable position."

Scritto il 27 febbraio 2010 at 18:29

http://www.washingtontimes.com/news/2010/feb/25/bernanke-delivers-warning-on-us-debt/

Stage is set in U.S. for a Greek tragedy

By Patrice Hill
With uncharacteristic bluntness, Federal Reserve Chairman Ben S. Bernanke warned Congress on Wednesday that the United States could soon face a debt crisis like the one in Greece, and declared that the central bank will not help legislators by printing money to pay for the ballooning federal debt.
Recent events in Europe, where Greece and other nations with large, unsustainable deficits like the United States are having increasing trouble selling their debt to investors, show that the U.S. is vulnerable to a sudden reversal of fortunes that would force taxpayers to pay higher interest rates on the debt, Mr. Bernanke said.
"It’s not something that is 10 years away. It affects the markets currently," he told the House Financial Services Committee. "It is possible that bond markets will become worried about the sustainability [of yearly deficits over $1 trillion], and we may find ourselves facing higher interest rates even today."
It was some of the toughest rhetoric to date about the nation’s fiscal and budgetary woes from the Fed chief, who faces a second round of questioning Thursday before a Senate panel.
RELATED STORY: Fed to look at high-risk contracts on Greek debt
Mr. Bernanke for the first time addressed concerns that the impasse in Congress over tough spending cuts and tax increases needed to bring down deficits will eventually force the Fed to accommodate deficits by printing money and buying Treasury bonds — effectively financing the deficit on behalf of Congress and spurring inflation in the process.
Some economists at the International Monetary Fund and elsewhere have advocated this approach, suggesting running moderate inflation rates of 4 percent to 6 percent as a partial solution to the U.S. debt problem. But the move runs the risk of damaging the dollar’s reputation and spawning much higher inflation that would be debilitating to the U.S. economy and living standards.
Rep. Brad Sherman, California Democrat, asked Mr. Bernanke directly whether the Fed would consider such a strategy, especially since IMF officials endorsed it.
"We’re not going to monetize the debt," Mr. Bernanke declared flatly, stressing that Congress needs to start making plans to bring down the deficit to avoid such a dangerous dilemma for the Fed.
"It is very, very important for Congress and administration to come to some kind of program, some kind of plan that will credibly show how the United States government is going to bring itself back to a sustainable position."

Scritto il 27 febbraio 2010 at 18:37

Vi sono autonomie ed autonomie, caro Folletto, ma nono ho la presunzione che tu comprenda l’ironia. Salutami le minoranze pensanti

Andrea

Scritto il 27 febbraio 2010 at 20:13

Sempre più tristezza..

utente anonimo
Scritto il 27 febbraio 2010 at 20:45

ciao andrea è da molto tempo che non ti scrivo , ti chiedo scusa , il motivo è molto semplice come tu sai ,io non riesco ad esprimermi ,quando scrivo ,ma riesco a capirti molto bene . chiedo scusa di nuovo a te a tutti voi ciao    minghin

Scritto il 27 febbraio 2010 at 20:47

http://gongoro.blogspot.com/2010/02/intervista-lew-rockwell.html

Presi nel vortice della decomposizione del sistema centralizzato capita di perdersi d’animo, di non riusicre a vedere vie d’uscita. Il Leviatano sembra essere più forte che mai, ormai intrecciato in ogni attività umana, portatore di sofferenza e morte.

È allora davvero rinfrancante leggere le parole di Lew Rockwell in questa intervista per Daily Bell, e condividere la sua passione refrattaria a qualsiasi disperazione, la sua fiducia nei giovani, nelle idee e nella libertà.

Gli imperi passano e muoiono, la libertà è per sempre.

Una persona può fare la differenza, ma è vero solo in parte.
il raggiungere le menti è tutta una questione di libertà
Forse non accadrà mai, ma dobbiamo avere l’ideale in mente oppure non ci avvicineremo mai ad esso. Senza l’ideale, si ferma il progresso.
L’austro-libertarismo è paragonabile al marxismo nell’estensione della sua diffusione internazionale. Tutto ciò è molto emozionante. La libertà dell’uomo è un desiderio universale, quindi è naturale che non possa esserci un movimento libertario che non sia davvero internazionale.
Potrebbe essere che il percorso verso la libertà negli Stati Uniti passi per la secessione. E guardo al Nullification Handbook di Tom Wood di prossima pubblicazione. O la decentralizzazione potrebbe essere de facto con sempre più persone che scoprono i mezzi per secedere individualmente da settori specifici dello statalismo: usando valute alternative, istruendo in casa i loro bambini, leggendo i media alternativi, aggirando il complesso industrial-farmaceutico, iniziando un’attività in nero, fumando qualsiasi sostanza vogliano, o rifiutando di tornare ad una missione militare. La ribellione può prendere molte forme. Dobbiamo imparare ad accoglierle tutte favorevolmente.

Scritto il 27 febbraio 2010 at 20:47

http://gongoro.blogspot.com/2010/02/intervista-lew-rockwell.html

Presi nel vortice della decomposizione del sistema centralizzato capita di perdersi d’animo, di non riusicre a vedere vie d’uscita. Il Leviatano sembra essere più forte che mai, ormai intrecciato in ogni attività umana, portatore di sofferenza e morte.

È allora davvero rinfrancante leggere le parole di Lew Rockwell in questa intervista per Daily Bell, e condividere la sua passione refrattaria a qualsiasi disperazione, la sua fiducia nei giovani, nelle idee e nella libertà.

Gli imperi passano e muoiono, la libertà è per sempre.

Una persona può fare la differenza, ma è vero solo in parte.
il raggiungere le menti è tutta una questione di libertà
Forse non accadrà mai, ma dobbiamo avere l’ideale in mente oppure non ci avvicineremo mai ad esso. Senza l’ideale, si ferma il progresso.
L’austro-libertarismo è paragonabile al marxismo nell’estensione della sua diffusione internazionale. Tutto ciò è molto emozionante. La libertà dell’uomo è un desiderio universale, quindi è naturale che non possa esserci un movimento libertario che non sia davvero internazionale.
Potrebbe essere che il percorso verso la libertà negli Stati Uniti passi per la secessione. E guardo al Nullification Handbook di Tom Wood di prossima pubblicazione. O la decentralizzazione potrebbe essere de facto con sempre più persone che scoprono i mezzi per secedere individualmente da settori specifici dello statalismo: usando valute alternative, istruendo in casa i loro bambini, leggendo i media alternativi, aggirando il complesso industrial-farmaceutico, iniziando un’attività in nero, fumando qualsiasi sostanza vogliano, o rifiutando di tornare ad una missione militare. La ribellione può prendere molte forme. Dobbiamo imparare ad accoglierle tutte favorevolmente.

Scritto il 27 febbraio 2010 at 20:47

http://gongoro.blogspot.com/2010/02/intervista-lew-rockwell.html

Presi nel vortice della decomposizione del sistema centralizzato capita di perdersi d’animo, di non riusicre a vedere vie d’uscita. Il Leviatano sembra essere più forte che mai, ormai intrecciato in ogni attività umana, portatore di sofferenza e morte.

È allora davvero rinfrancante leggere le parole di Lew Rockwell in questa intervista per Daily Bell, e condividere la sua passione refrattaria a qualsiasi disperazione, la sua fiducia nei giovani, nelle idee e nella libertà.

Gli imperi passano e muoiono, la libertà è per sempre.

Una persona può fare la differenza, ma è vero solo in parte.
il raggiungere le menti è tutta una questione di libertà
Forse non accadrà mai, ma dobbiamo avere l’ideale in mente oppure non ci avvicineremo mai ad esso. Senza l’ideale, si ferma il progresso.
L’austro-libertarismo è paragonabile al marxismo nell’estensione della sua diffusione internazionale. Tutto ciò è molto emozionante. La libertà dell’uomo è un desiderio universale, quindi è naturale che non possa esserci un movimento libertario che non sia davvero internazionale.
Potrebbe essere che il percorso verso la libertà negli Stati Uniti passi per la secessione. E guardo al Nullification Handbook di Tom Wood di prossima pubblicazione. O la decentralizzazione potrebbe essere de facto con sempre più persone che scoprono i mezzi per secedere individualmente da settori specifici dello statalismo: usando valute alternative, istruendo in casa i loro bambini, leggendo i media alternativi, aggirando il complesso industrial-farmaceutico, iniziando un’attività in nero, fumando qualsiasi sostanza vogliano, o rifiutando di tornare ad una missione militare. La ribellione può prendere molte forme. Dobbiamo imparare ad accoglierle tutte favorevolmente.

Scritto il 27 febbraio 2010 at 20:58

http://www.usemlab.com/index.php?option=com_content&view=article&id=429:corso-di-economia-con-huerta-ii-3a-lezione&catid=40:corso-di-economia

In tre momenti storici differenti che andremo a vedere si verifica un processo simile che possiamo sintetizzare come di seguito:

I banchieri, coscienti della funzione di salvaguardia e custodia, cominciano a svolgere la propria attività in maniera corretta con coefficiente di cassa del 100%. Presto o tardi, tuttavia, cadono nella tentazione di appropriarsi di una parte significativa di quanto depositato per svolgere i propri interessi e affari personali. All’inizio l’appropriazione avviene in maniera occulta. Di seguito il potere pubblico concede loro il privilegio di poter operare in regime di riserva frazionaria. In altre parole si instaura una connivenza tra potere pubblico e banchieri che tende a diventare sistematica e tradizionale. Operando in regime di riserva frazionaria il banchiere agisce al di sopra del diritto. Tale operatività dà origine al fenomeno di espansione artificiale dell’economia. Il credito in eccesso prodotto dalla riserva frazionaria, tuttavia, presto o tardi si converte in crisi finanziaria e recessione economica.

La tentazione per il banchiere è sempre molto forte. La riserva frazionaria permette infatti la creazione dal nulla di mezzi fiduciari, cioè l’emissione ex nihilo di nuovo denaro. E’ la stessa tentazione in cui cade il cassiere disonesto che nel fine settimana si appropria del denaro ozioso dei depositanti. Benché egli lo utilizzi con lo scopo di restituirlo il lunedì, il fatto di sottrarre il denaro dalla cassa per fini personali rappresenta una azione criminale. A differenza dell’azione del cassiere, quella del banchiere non consiste solo nell’appropriazione indebita di denaro, è qualcosa di più profondo: in maniera aggregata il sistema bancario crea infatti denaro dal nulla.

Si è sempre trovata qualche motivazione per razionalizzare l’utilizzo della riserva frazionaria e per giustificare la condotta disonesta del banchiere, contraria ai principi tradizionali del diritto. Vedremo che l’utilizzo disonesto del denaro ozioso dei depositanti verrà giustificato di volta in volta come uno strumento necessario per finanziare investimenti, per svolgere funzioni sociali, per stimolare la crescita economica, per ridurre la disoccupazione (in altre parole tutto quello che diceva Keynes).

Inizialmente quindi il banchiere si appropria del tantundem in maniera segreta. C’è la coscienza ben chiara di operare contro i principi tradizionali del diritto. Quando infatti il banchiere viene colto ad operare in regime di riserva frazionaria la perdita di fiducia da parte dei propri depositanti è immediata e tale da portarlo al fallimento.

Lo stato dovrebbe avere la funzione di salvaguardare e difendere il diritto di proprietà, di definirlo correttamente. Ciò dovrebbe accadere soprattutto nell’ambito del denaro. Il potere pubblico dovrebbe vigilare e far mantenere al banchiere sempre un coefficiente di cassa sui depositi a vista del 100%. Invece vedremo come lungo i secoli è proprio il governante, il funzionario pubblico, lo stato, che agisce non a difesa del diritto di proprietà, ma contro di esso, incentivando il cattivo operato del banchiere.

Il potere di moltiplicare il denaro, si può ben capire, è un potere enorme. Il governante ha sempre l’esigenza di finanziare qualche spesa, sia essa per capricci, progetti bellici, residenze lussuose, clientelismi, etc etc, ma ovviamente c’è un limite alle imposte che può spremere al cittadino. Nel momento in cui trova il modo appropriarsi del denaro dei sudditi (depositanti) attraverso la connivenza con il banchiere privato, risolve automaticamente gran parte dei propri problemi di spesa e finanziamento della stessa.

Il beneficio è quindi reciproco: la concessione di un privilegio al di sopra del diritto in cambio del finanziamento per le spese personali e di governo. Nell’alleanza entrambi trovano finalmente la pietra filosofale.

 
Cenni Storici

I banchieri nell’antica Grecia e nell’antica Roma

Nell’antica Grecia i templi godono di ottima reputazione, autonomia e prestigio. Sono luoghi sacri e inattaccabili. Diventano facilmente attività di banco e fungono da depositari del denaro con coefficiente di cassa del 100%. Tuttavia, parallelamente allo sviluppo commerciale si comincia a violare il principio di cassa 100%.

Dalla trapezitica di Socrate e da altri documenti greci risulta chiaro che:

1) i banchieri erano ben consci di svolgere una funzione di salvaguardia o custodia;
2) che non tutti attuavano in maniera onesta e corretta;
3) che facevano tutto il possibile per non essere colti sul fatto e accusati di appropriazione indebita.

Il trapezio era una tavola, come un banco, da cui banchiere, e bancarotta. Quando il banchiere falliva, infatti, si rompeva la tavola sulla quale lavorava.

Demostene tratta anche di temi bancari e ci fornisce notizie addizionali sull’attività bancaria. Fu uno dei pochi greci a mantenere viva nei suoi documenti l’idea di libertà. Socrate, Platone, Aristotele, erano invece ammiratori dei dittatori dell’epoca. Per Aristotele, ad esempio, era inimmaginabile una città con più di diecimila abitanti. Sarebbe stato inconcepibile organizzarla. Esisteva di fatto una filosofia secondo la quale le cose andavano organizzate gerarchicamente dall’alto. Non si comprendeva l’ordine spontaneo. Solo i romani e i giureconsulti arrivarono per primi a capire l’ordine spontaneo e l’evoluzione spontanea del diritto.

Il primo salvataggio bancario nell’antica grecia avviene nel IV secolo avanti cristo a Efeso. Il governante locale anzi che punire il banchiere fallito, come accadeva solitamente, concesse lui una mora, consistente in 10 anni di tempo per rimborsare i depositanti.

Callisto, papa e santo, ai tempi di Commodo, l’imperatore del film Il Gladiatore. Ma Callisto in età giovane era uno schiavo liberato, dedito all’attività bancaria.

A quei tempi gli schiavi non se la passavano così male come in tempi più recenti. Ogni 5 anni veniva liberato il 10% degli schiavi. Negli USA del XIX secolo la percentuale era solo dello 0.2%! Inoltre lo schiavo ai tempi di Roma veniva educato, perché potesse essere più produttivo. Negli USA era addirittura vietato educarli. Più produttivo riusciva ad essere lo schiavo più possibilità aveva di liberarsi dalla schiavitù. I liberti, gli schiavi liberati, potevano inserirsi nella società e nel giro di qualche generazione potevano integrarsi totalmente, entrando a a far parte della gens, della famiglia.

Ad ogni modo Callisto fu da giovane un banchiere cristiano. Però anche i cristiani cadevano facilmente in tentazione. A causa dell’utilizzo della riserva frazionaria nella sua attività bancaria, fece presto bancarotta. Lo scandalo fu enorme e tentò di suicidarsi. Venne condannato ai lavori forzati in Sardegna. La concubina di Commodo, di religione cristiana, chiese misericordia per i cristiani in Sardegna compreso Callisto. Liberato dalla grazia concessa da Comodo, Callisto divenne addirittura papa, rimase ucciso in una rivolta, fu quindi martire della chiesa e in seguito proclamato santo.

A Roma i  banchieri lavorano oltre che singolarmente anche in società. Per svolgere l’attività avevano bisogno di una licenza, era prevista però la responsabilità illimitata di modo da garantire maggiormente i depositi. I banchi si chiamavano anche mensularios, dalla mensa, la tavola sulla quale esercitavano la loro attività.

Il Tempio di Gerusalemme invece fu un banco curioso. L’attività principale non era quella di cambio, come viene tramandato generalmente, ma proprio di gestione dei depositi alla vista. Dai documenti pervenutici il tempio lavorava senza alcun dubbio come banca a riserva frazionaria.

Generalmente in epoca romana si raggiunse un livello di benessere che non si ripeterà più fino al 1700. Tuttavia, non fu colpa dei barbari se l’imperò crollò. I barbari erano attratti dal benessere di Roma e cercavano solamente di avvicinarsi a un mondo più civilizzato. L’impero romano cadde per colpa del socialismo, dello stato sociale. Del Panem et circenses. Il pasto e i divertimenti gratis. L’aiuto alla povertà genera infatti ulteriore povertà. Per sostenere gli enormi costi sociali si cominciò a inflazionare la moneta. Ma inflazionare moneta non crea ricchezza, nel lungo fa aumentare solo i prezzi.

A partire dal III secolo si cercò di curare i sintomi della crisi economica, non le cause. Si cominciarono a fissare i prezzi anzi che lasciarli al mercato, continuando ad aggravare il problema. Lentamente per colpa degli interventi economici si disintegrò il tessuto produttivo e commerciale. La prosperità viene distrutta sempre dallo stato sociale, …

Scritto il 27 febbraio 2010 at 21:29

Un certo modo distorto (se non criminale tout court) di fare finanza o economia o semplicemente "affari", per esistere e durare ha bisogno di un determinato e corrispondente modo di fare politica: lo stile "al di fuori delle regole"finisce per essere il collagene che consente ogni alleanza.

Negli anni settanta, una coincidenza di interessi illegittimi e dissimulati spingeva perchè il fallimento dell’"impero" di Michele Sindona ricadesse come danno su i risparmiatori, sulla collettività del nostro Paese. Con il suo lavoro Giorgio Ambrosoliha fatto quanto era in suo potere per evitare che ciò accadesse.

Per questo la Sua vita è stata annientata.

Muovendo lo sguardo da quei giorni all’oggi, mi sembra che l’unica vera differenza sia una maggiore sfrontatezza:
gli interessi illegittimi non sono sempre così occulti e dissimulati, forse perchè certi comportamenti non sono più oggetto di riprovazione da parte della società e si può anche contare sull’assenza di una reazione.

da:
"Qualunque cosa accada"
di Umberto Ambrosoli

utente anonimo
Scritto il 27 febbraio 2010 at 21:50

Se vedo la firma "folletto" non leggo il post. Faccio male?

Scritto il 28 febbraio 2010 at 09:20

In tutta sincerità, incomincio a chiedermi dove siano realmente i Compagni di viaggio di Icebergfinanza, in maniera particolare il sabato o la domenica, quando parliamo di argomenti "Impegnativi" una assenza che lascia spazio ad altri argomenti, che continuano ad esulare dalla questione in oggetto, dall’argomento trattato. Per fortuna la mail privata è piena di confronti e considerazioni che continuano ad alimentare la speranza, mail private che fanno sentire il calore umano di questa avventura, al di la delle questione economiche e finanziarie. Arriveranno tempi difficili, alcuni sono già presenti, ma non perdete mai la speranza, perchè come ha scritto un nostro compagno di viaggio…..

Sai che ho trovato lavoro?
aaaaahahahahaaaaaaaah!!!
Oggi ti leggo piú volentieri!!!


Buona giornata,
Andrea

Sarà difficile far passare messaggi alternativi nelle difficoltà che ci attendono, ma noi stiamo seminando, stiamo seminando non per noi stessi che abbiamo avuto spesso tutto ma per i nostri figli, per i nostri nipoti. Sul palcoscenico oggi, viene rappresentata la parte peggiore della nostra società tra l’indifferenza e l’anestetizzazione della società civile, coinvolta in tutte le sue dimensioni. Ho recentemente postato un
MONDO DI OVVIETA’ nessun commento, nessun cenno.
Il palcoscenico è vuoto, sta a Voi riempirlo, con uno spettacolo degno di essere rappresentato, ognuno con la Sua originalità, a cominciare dalle piccole cose di ogni giorno. Il cambiamento nasce da li, dal basso!

Buona Domenica. Andrea
 
 

Scritto il 28 febbraio 2010 at 09:20

In tutta sincerità, incomincio a chiedermi dove siano realmente i Compagni di viaggio di Icebergfinanza, in maniera particolare il sabato o la domenica, quando parliamo di argomenti "Impegnativi" una assenza che lascia spazio ad altri argomenti, che continuano ad esulare dalla questione in oggetto, dall’argomento trattato. Per fortuna la mail privata è piena di confronti e considerazioni che continuano ad alimentare la speranza, mail private che fanno sentire il calore umano di questa avventura, al di la delle questione economiche e finanziarie. Arriveranno tempi difficili, alcuni sono già presenti, ma non perdete mai la speranza, perchè come ha scritto un nostro compagno di viaggio…..

Sai che ho trovato lavoro?
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Oggi ti leggo piú volentieri!!!


Buona giornata,
Andrea

Sarà difficile far passare messaggi alternativi nelle difficoltà che ci attendono, ma noi stiamo seminando, stiamo seminando non per noi stessi che abbiamo avuto spesso tutto ma per i nostri figli, per i nostri nipoti. Sul palcoscenico oggi, viene rappresentata la parte peggiore della nostra società tra l’indifferenza e l’anestetizzazione della società civile, coinvolta in tutte le sue dimensioni. Ho recentemente postato un
MONDO DI OVVIETA’ nessun commento, nessun cenno.
Il palcoscenico è vuoto, sta a Voi riempirlo, con uno spettacolo degno di essere rappresentato, ognuno con la Sua originalità, a cominciare dalle piccole cose di ogni giorno. Il cambiamento nasce da li, dal basso!

Buona Domenica. Andrea
 
 

Scritto il 28 febbraio 2010 at 09:20

In tutta sincerità, incomincio a chiedermi dove siano realmente i Compagni di viaggio di Icebergfinanza, in maniera particolare il sabato o la domenica, quando parliamo di argomenti "Impegnativi" una assenza che lascia spazio ad altri argomenti, che continuano ad esulare dalla questione in oggetto, dall’argomento trattato. Per fortuna la mail privata è piena di confronti e considerazioni che continuano ad alimentare la speranza, mail private che fanno sentire il calore umano di questa avventura, al di la delle questione economiche e finanziarie. Arriveranno tempi difficili, alcuni sono già presenti, ma non perdete mai la speranza, perchè come ha scritto un nostro compagno di viaggio…..

Sai che ho trovato lavoro?
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Oggi ti leggo piú volentieri!!!


Buona giornata,
Andrea

Sarà difficile far passare messaggi alternativi nelle difficoltà che ci attendono, ma noi stiamo seminando, stiamo seminando non per noi stessi che abbiamo avuto spesso tutto ma per i nostri figli, per i nostri nipoti. Sul palcoscenico oggi, viene rappresentata la parte peggiore della nostra società tra l’indifferenza e l’anestetizzazione della società civile, coinvolta in tutte le sue dimensioni. Ho recentemente postato un
MONDO DI OVVIETA’ nessun commento, nessun cenno.
Il palcoscenico è vuoto, sta a Voi riempirlo, con uno spettacolo degno di essere rappresentato, ognuno con la Sua originalità, a cominciare dalle piccole cose di ogni giorno. Il cambiamento nasce da li, dal basso!

Buona Domenica. Andrea
 
 

utente anonimo
Scritto il 28 febbraio 2010 at 10:15

@Folletto1 che scrive:
". L’impero romano cadde per colpa del socialismo, dello stato sociale. "
Espressione molto diplomatica all’interno di un commento che ho apprezzato moltissimo.
Io ci vado giù più pesante e concordo con l’analisi dello storico inglese Gibbon e che qui non riporto per non generare scandalo.

Comunque Folletto o Folletto1 i miei complimenti per l’erudizione, che suppongo ben supportata dai fatti (non ho competenze specifiche) ma sopratutto per il realismo pratico che trasuda nei suoi interventi sia su IcebergFinanza che altrove.

So per certo che il Mazzalai non condivide il giudizio, ma se é per questo neppure la complessione che fa da sostrato ai giudizi che sono pertanto differenti.
luigiza

utente anonimo
Scritto il 28 febbraio 2010 at 10:51

Cos’e’ la consapevolezza in materia di Etica?
Chi e’ disposto a pagare il costo,in una societa’concorrenziale e disillusa,di fare economia e finanza Etica?
Perche’ l’Etica ,concretamente,ha difficolta’ a convolare a nozze con l’Economia ?

Al di la’ di generosi slanci personali o di una cerchia di persone autenticamente aderenti alla propria natura,il diffondersi del comportamento etico si e’ sempre scontrato con le ragioni dell’individualismo e  del max.profitto.Da sempre.
Quindi la vera mancanza nella  sequenza di " CONOSCI,POSSIEDI e TRASFORMA" e’ il trasformare,agire collettivamente in maniera appropriata.
Altrimenti il tutto si trasforma in illusionie o  in sforzo carente  di  vita propria.
Saluti Stefano

Scritto il 28 febbraio 2010 at 11:30

il diffondersi del comportamento etico si e’ sempre scontrato con le ragioni dell’individualismo e  del max.profitto. Da sempre.

Ciò non significa che sia per…….sempre, a meno che questo sempre sia nel nostro interesse, in attesa di quel meteorite che da sempre ha centrato qualsiasi grande civiltà!

Andrea

Scritto il 28 febbraio 2010 at 11:52

Grazie a Dio le complessioni sono molto diverse, ci mancherebbe, se no sai che divertimento…

La prosperità viene distrutta sempre dallo stato sociale, ..

Certo perchè il capitalismo ha cretao solo meraviglie…….
Alle volte sarebbe interessante anche ascoltare e riportare la farina del proprio sacco, qualcosa che vada al di la dell’integralismo ideologico!

Andrea

Scritto il 28 febbraio 2010 at 15:04

In realtà sarebbe sufficiente studiare la scuola austriaca (anzichè leggerla), vedrai che complessione ti viene, altro che integralismo ideologico….comunque le cose stanno andando molto velocemente verso la direzione indicata da Mises in questi casi….

http://abcnews.go.com/Business/wireStory?id=9958995

Head of IMF Proposes New Reserve Currency

IMF’s Strauss-Kahn suggests IMF may one day provide global reserve asset

Dominique Strauss-Kahn, the head of the International Monetary Fund, suggested Friday the organization might one day be called on to provide countries with a global reserve currency that would serve as an alternative to the U.S. dollar.
"That day has not yet come, but I think it is intellectually healthy to explore these kinds of ideas now," he said in a speech on the future mandate of the 186-nation Washington-based lending organization.
Strauss-Kahn said such an asset could be similar to but distinctly different from the IMF’s special drawing rights, or SDRs, the accounting unit that countries use to hold funds within the IMF. It is based on a basket of major currencies.
He said having other alternatives to the dollar "would limit the extent to which the international monetary system as a whole depends on the policies and conditions of a single, albeit dominant, country."
Strauss-Kahn, a former finance minister of France, said that during the recent global financial crisis, the dollar "played its role as a safe haven" asset, and the current international monetary system demonstrated resilience.

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"The challenge ahead is to find ways to limit the tension arising from the high demand for precautionary reserves on the one hand and the narrow supply of reserves on the other," he said.
Several countries, including China and Russia, have called for an alternative to the dollar as a reserve currency and have suggested using the IMF’s internal accounting unit.
Strauss-Kahn said the IMF also needs to do a better job of tracing how risk percolates through the global economy.
"Here it will be essential to improve our ability to monitor several dozen large complex financial institutions that make up the `plumbing’ through which global capital flows," he said, while leaving national regulators the job of monitoring the solvency of individual institutions.

Scritto il 28 febbraio 2010 at 15:11

@Luigiza

Gibbon in realtà ha individuato gli effetti e non la causa primaria della decadenza dell’Impero romano.

Huerta de Soto (ad altri) hanno scovato la vera causa:

La trovi qui: http://mises.org/books/desoto.pdf.

E che sono contrario all’obbligatorietà dell’istruzione, sennò farei di questo libro un obbligo per tutti gli studenti, ma solo perchè ritengo che la Storia abbia sempre molto, senon quasi tutto, da insegnarci.

Scritto il 28 febbraio 2010 at 15:11

@Luigiza

Gibbon in realtà ha individuato gli effetti e non la causa primaria della decadenza dell’Impero romano.

Huerta de Soto (ad altri) hanno scovato la vera causa:

La trovi qui: http://mises.org/books/desoto.pdf.

E che sono contrario all’obbligatorietà dell’istruzione, sennò farei di questo libro un obbligo per tutti gli studenti, ma solo perchè ritengo che la Storia abbia sempre molto, senon quasi tutto, da insegnarci.

Scritto il 28 febbraio 2010 at 15:11

@Luigiza

Gibbon in realtà ha individuato gli effetti e non la causa primaria della decadenza dell’Impero romano.

Huerta de Soto (ad altri) hanno scovato la vera causa:

La trovi qui: http://mises.org/books/desoto.pdf.

E che sono contrario all’obbligatorietà dell’istruzione, sennò farei di questo libro un obbligo per tutti gli studenti, ma solo perchè ritengo che la Storia abbia sempre molto, senon quasi tutto, da insegnarci.

Scritto il 28 febbraio 2010 at 15:36

Gigione Zingales copia il Folletto: plagio!

http://espresso.repubblica.it/dettaglio/cosa-rischia-ora-litalia/2121293

"Nel momento in cui l’uscita della Grecia rendesse la scelta di aderire all’euro reversibile, la sorte dell’Italia sarebbe segnata. Anticipando la possibilità di un default, i mercati finanziari comincerebbero a richiedere tassi più elevati sul debito pubblico italiano. Un rialzo dei tassi aggraverebbe il nostro deficit di bilancio e ridurrebbe il beneficio di stare nell’euro, aumentando la probabilità di una nostra uscita con inevitabile default: un circolo vizioso da cui è difficile uscire."

Il Folletto

Scritto il 28 febbraio 2010 at 15:37

utente anonimo
Scritto il 28 febbraio 2010 at 18:00

@il Folletto che scrive : "
Gibbon in realtà ha individuato gli effetti e non la causa primaria della decadenza dell’Impero romano."

No Gibbon ha indicato, anche se non in maniera esplicita, quella che fu una concausa della caduta dell’impero romano: il cristianesimo di cui il comunismo, cioè folle utopia applicata al sociale, é il diretto discendente.
E’ a quella setta venuta dall’oriente che io mi riferivo.
luigiza

Scritto il 28 febbraio 2010 at 18:57

che l’euro è finito è matematico!

utente anonimo
Scritto il 28 febbraio 2010 at 18:59

Montecristo.

Caro Andrea, cari amici  del  blog  io  sinceramente mi sono  stufato  di  fare  previsioni  economiche  ,penso  che  il mondo  si  trova  difronte ad un cambiamento  epocale,tutti questi terremoti,uragani ,tempeste  sempre  più  frequenti  e sempre  più  distruttivi,addirittura  sembra  che  in  alcune  profezie  mariane  siano  state  predette  le  ultime  catastrofi "vedi madonna Anguera"  forse  solo  coincidenze  ma  ultimamente  queste  cosiddette " coincidenze"  sono  sempre più  frequenti  e inquietanti.
Sono  sempre  stato un  appassionato  di economia  e di  mercati  finanziari  ma  il  mio  intuito  in  questo  momento  mi  suggerisce  d’idirizzare  la  mia  attenzione  verso  altre  cose.

Lo  sò  con  questi argomenti  quasi  sempre  si  finisce  per  sembrare  ridicoli e superficiali  ma  vi  posso  assicurare  che  il  mio  è  frutto  di  riflessioni  profonde  e genuine ,potrei  dilungarmi  per  ore  su  questi argomenti  ma  so  che  risulterebbero   inappropriati  ed  inopportuni  .Saluti  a tutti

Scritto il 28 febbraio 2010 at 19:28

Ecco che arriva la verità dal direttore dell’Agenzia delle Entrate tedesco:

"If one member of the eurozone were to step out for any reason, this would be a collapse of the entire system," said Carl Heinz Daube, director of the Finanzagentur. "It would mean that after ten years, the euro experiment has ended."
Mr Daube said a range of options are "under discussion" for a possible assistance for Greece but confessed that the issue is a very hot potato in Germany. "It is very hard to clarify to a man on the street why one country should step in to help another country," he told the Euromoney bond congress in London.

 
The comments reinforce the widespread view that Germany must ultimately agree to loan guarantees, if only on a temporary basis and under such stringent terms that no other country will want to endure the ordeal. Germany’s regulator BaFin fears that the Greek crisis risks setting off "downward spiral" across Southern Europe, posing a system risk to the financial system. It said German banks hold €522bn of state bonds from the region.
Moritz Kaemer, head of Europe ratings at Standard & Poor’s, told the forum that "a sovereign default is not going to happen in the euro zone. Greece is still comfortably an investment grade."
However, he also warned that Greece not be able to tame its long-term debt, given its aging crisis and the gloomy outlook for Western economies. S&P expects public debt to reach 138pc of GDP by 2012, arguably near the point no return for debt dynamics. The agency warned this week that it may downgrade Greece two notches within a month.
Mr Kraemer said it would take Greece 33 years to reduce debt to the already high level of 100pc of GDP even if it manages to consolidate at the rate of the last growth cycle – in boom times that may not be repeated.
Greece wasted a "golden opportunity" to repair finances when it joined the euro and pocketed a windfall gain of 3pc of GDP in lower interest costs. Instead of paying down debt and enjoying a virtuous circle as in Belgium, it spent the lot, and more, increasing public spending by 7pc of GDP.
Leaders that undertake the kind of fiscal squeeze needed in Greece or Ireland know that they are "marching into the sunset", doing the right thing even if it means political self-immolation. Ireland’s Taoiseach has accepted his fate stoically. Will Greece’s leaders also follow Zeno, or Epicurus?

Scritto il 28 febbraio 2010 at 19:33

L’unica cosa sicura, Matematica sig. Folletto è che lei auspica la fine dell’euro.
questo denota la sua disonestà intellettuale e non solo, perchè evidentemente lei pensa di avere da guadagnare dalla fine dell’euro e nessuna persona onesta può pensare di aver da guadagnareci.
va in malora!
 

Scritto il 28 febbraio 2010 at 19:51

Luigi, ma tu i libri li interpreti o li leggi, prima di condividere le tue fantasie!

Andrea

Scritto il 28 febbraio 2010 at 19:52

Comincio anch’io a pensare che il Folletto abbia qualche interesse ad assistere alla fine dell’euro….perchè non ci parli del dollaro e delle altre monete!

Andrea

utente anonimo
Scritto il 28 febbraio 2010 at 20:43

Si vis pacem ,para bellum. Se vuoi la pace prepara la guerra.
E se volessi invece un mondo piu’ etico cosa dovrei preparare,cosa dovrei coltivare all’interno delle relazioni che ognuno di noi possiede?
Alla radice della questione cos”e’ la Volonta’Etica,il decidere Etico?
L’energia della volonta’ necessita di azioni certe,ben definite.
Il problema?In gran parte Il mondo e’ costituito da  forti senza cuore e buoni forse troppo mansueti per avere una volonta’ forte.
Cosa puo’ fattivamente l’etica?
Saluti e grazie
Stefano

utente anonimo
Scritto il 28 febbraio 2010 at 20:57

ciao a tutti . sono fermamente convinto che l,europa e l,euro sono e saranno la nostra rovina .una nazzione à già distrutto x 2 volte l,europa questa sarà la terza …..ci vuole poco x capire chi è il padrone ,guardate bene cosa à fatto in questi anni. meditate genteciao minghin

Scritto il 28 febbraio 2010 at 22:44

Buona domenica

Se posso……..vorrei intromettermi nei post che parlano della moneta "denominata" EURO.
Non ho la minima idea se la moneta Euro sia già arrivata alla propria fine (ma se è appena nata!!!!), vedremo nei prossimi anni, Forse il problema non è l’euro ma bensì il modello monetario mondiale….in fondo tutte le principali monete vengono "create" nello stesso modo……e sono "monete debito".
Voglio precisare (se qualcuno non lo ricorda) che in questo blog ho più volte scritto che io preferirei una moneta di Proprità del Portatore (di chi è la moneta attuale????) ed anche un Reddito a Tutti.
Tralasciando per un attimo l’euro posto un video che rende l’idea del livello democratico della nostra Europa : http://www.vocidallastrada.com/2010/02/presidente-del-consiglio-europeo-h-van.html  ma chi è realmente H. Van Rompuy???? il nostro Presidente hehehe.

Infine un link con un articolo (GEAB 42) che fà delle previsioni economiche per la fine del 2010 : http://informazionescorretta.blogspot.com/2010/02/south-stream-e-nabucco-geab-42-tre.html (anche in questo blog c’è un utente che si firma "Il Folletto", quissà se è la stessa persona che scrive anche quì????)

SD

Scritto il 28 febbraio 2010 at 22:44

Buona domenica

Se posso……..vorrei intromettermi nei post che parlano della moneta "denominata" EURO.
Non ho la minima idea se la moneta Euro sia già arrivata alla propria fine (ma se è appena nata!!!!), vedremo nei prossimi anni, Forse il problema non è l’euro ma bensì il modello monetario mondiale….in fondo tutte le principali monete vengono "create" nello stesso modo……e sono "monete debito".
Voglio precisare (se qualcuno non lo ricorda) che in questo blog ho più volte scritto che io preferirei una moneta di Proprità del Portatore (di chi è la moneta attuale????) ed anche un Reddito a Tutti.
Tralasciando per un attimo l’euro posto un video che rende l’idea del livello democratico della nostra Europa : http://www.vocidallastrada.com/2010/02/presidente-del-consiglio-europeo-h-van.html  ma chi è realmente H. Van Rompuy???? il nostro Presidente hehehe.

Infine un link con un articolo (GEAB 42) che fà delle previsioni economiche per la fine del 2010 : http://informazionescorretta.blogspot.com/2010/02/south-stream-e-nabucco-geab-42-tre.html (anche in questo blog c’è un utente che si firma "Il Folletto", quissà se è la stessa persona che scrive anche quì????)

SD

Scritto il 28 febbraio 2010 at 22:44

Buona domenica

Se posso……..vorrei intromettermi nei post che parlano della moneta "denominata" EURO.
Non ho la minima idea se la moneta Euro sia già arrivata alla propria fine (ma se è appena nata!!!!), vedremo nei prossimi anni, Forse il problema non è l’euro ma bensì il modello monetario mondiale….in fondo tutte le principali monete vengono "create" nello stesso modo……e sono "monete debito".
Voglio precisare (se qualcuno non lo ricorda) che in questo blog ho più volte scritto che io preferirei una moneta di Proprità del Portatore (di chi è la moneta attuale????) ed anche un Reddito a Tutti.
Tralasciando per un attimo l’euro posto un video che rende l’idea del livello democratico della nostra Europa : http://www.vocidallastrada.com/2010/02/presidente-del-consiglio-europeo-h-van.html  ma chi è realmente H. Van Rompuy???? il nostro Presidente hehehe.

Infine un link con un articolo (GEAB 42) che fà delle previsioni economiche per la fine del 2010 : http://informazionescorretta.blogspot.com/2010/02/south-stream-e-nabucco-geab-42-tre.html (anche in questo blog c’è un utente che si firma "Il Folletto", quissà se è la stessa persona che scrive anche quì????)

SD

Scritto il 28 febbraio 2010 at 22:47

Quoto tuo cuggino

"l’unico grande ostacolo è l’ignoranza (nel senso della non conoscenza) nella quale sono tenute le masse……"

e leggo gli interventi 28,29,30.

E mi viene in mente quello che i governanti hanno sempre cercato di mettere in testa al popolo quando le cose vanno male: la colpa è degli speculatori.

Ed invece di discutere ed argomentare le mie tesi, suffragate dalla debolezza strutturale dell’Euro, mi si addita a grande speculatore utilizzando le tecniche stataliste.

Quando il direttore dell’agenzia delle Finanze tedesche parla di possibile fine dell’ Esperimento dell’Euro a dieci anni dalla sua introduzione (#27), nessuno dice che questi è uno speculatore, sia mai, il direttore dell’agenzia delle finanze!!!!!

Certi commenti, vista la gravissima situazione attuale, mi fanno solo pensare al già riportato tuo cuggino.

Cerco solo di aprirvi gli occhi: da un pezzo

(http://nsdottorx.blogspot.com/2009/12/rischio-fallimento-italia-traduzione-da.html)

@Luigiza

Si, in un certo senso lo Stato sociale, ma in  realtà il tracollo è avvenuto quando hanno smesso di mettere facce di bronzo su monete d’oro, ed hanno messo facce di bronzo …. su monete di bronzo.

La svalutazione della moneta è sufficiente, vedi il motivo del Tumulto dei Ciompi (http://nsdottorx.blogspot.com/2009/12/il-tumulto-dei-ciompi-firenze-1378.html)

Scritto il 28 febbraio 2010 at 22:53

Andrea,

è non utile che Ti affanni a pensare al crollo del dollaro.

Stai tranquillo tutte le fiat money tenderanno al loro valore intrinseco, solo che l’Euro, l’ultimo arrivato, gode dello sfavore di avere una marea di governi indipendenti, a differenza del dollaro, e quindi per la sua stessa costituzione è la prima valuta destinata a sparire.

I problemi strutturali americani sono identici ad i nostri: ma loro hanno
– un solo esercito,
– un solo governo,
– una sola moneta che è tuttora riserva mondiale (vedi Cina, Giappone, ecc).

D’altra parte quante valute sono sparite negli ultimi 100 anni: più di 90 valute non esistono più.

Negli anni ’70/80 avresti pensato all’abbandono della Lira, o del Marco, o del Franco, per non parlare di tutte le valute Argentine e così via…..

Scritto il 28 febbraio 2010 at 22:55

#33

Di Folletto ce ne è solo uno, ed è sempre lo stesso

Scritto il 28 febbraio 2010 at 23:08

INUTILE CONTINUARE A GURDARE COSA SUCCEDE OLTRE OCEANO O COSA SAREBBE SUCCESSO SE LA SCUOLA AUSTRIACA FOSSE STATA PRESA IN CONSIDERAZONE.
I PADRONI DEL MONDO PER RIMAERE IN SELLA FARANNO PAGARE A NOI I LORO PROBLEMI,
MENTRE NOI NON SAPPIAMO FAR ALTRO CHE CONFERMARE LA STESSA CLASSE POLITICA DA ANNI SENZA ACCORGERCI DELLA  M….A NELLA QUALE CI HANNO CALATO.

COME DISSE MONTANELLI "L’ITALIA E’ CADAVERE, E NON VA TOCCO….".

ORMAI SIAMO AL "SI SALVI CHI PUO’ CON BUONA PACE PER L’ETICA, LA SCUOLA AUSTRIACA………….

COME MAI LE RICHIESTE DI CONSIGLIO E DI AIUTO STANNO AUMENTANDO OGNI GIORNO SU QUESTO COME SU  ALTRI BLOG.

BUONA FORTUNA

Scritto il 28 febbraio 2010 at 23:16

#37

errore Valueatrisk

Guardati ad esempio questo:

http://gongoro.blogspot.com/2010/02/clima-di-terrore.html.

Bisogna ripartire dalla scuola austriaca e fuggire l’ignoranza imposta dal Leviatano: con l’ignoranza arriva il panico, con la sapienza si governano le nostre paure.

Scritto il 28 febbraio 2010 at 23:32

Mi sono letto i trenta commenti sperando di trovare qualche spunto di riflessione sugli investimenti etici, ma mi ritrovo per le mani solo una polemica pro o contro l’euro, che sarà forse la cosa più indispensabile se la tempesta si dovesse sollevare, ma non è in alcun modo una risposta alla sollecitazione di Andrea.
Per fare avanzare un modo nuovo di considerare la economia dobbiamo pensare ai mezzi finanziari: una soluzione può essere il dirottare gli investimenti delle persone oneste che sono state finora portate a investire senza sapere come il loro denaro veniva usato, verso un uso più consapevole.
La finanza etica ha anche il compito di finanziare la economia etica, ovvero quella che non guarda solo al profitto indipendentemente dal metodo usato, ma che si preoccupa di creare anche valore sociale. Non una società assistita che spreca risorse ma imprese che ottengono i risultati nel trovare risposte alle domande inevase di aiuto.
Non imprese che creano bisogni fittizi per incrementare il proprio fatturato, ma che scoprono dove sono i bisogni reali e quale vantaggio ci sia nel soddisfarli.
Alcune di queste realtà esistono già ora e chi legge questo blog le trova nei link, ma se non c’è dubbio che in una situazione di prosperità ci sia spazio per tutti, il timore è che le tempeste in atto possano  travolgere il buono e il cattivo nello stesso modo.
Polifilo

Scritto il 28 febbraio 2010 at 23:34

Vedi Andrea

http://www.zerohedge.com/article/step-aside-greece-how-gustavo-piga-exposed-europes-enron-2001-focusing-italys-libor-minus-16

è dalla Costituzione dell’Euro, che l’esperimento Euro, come lo chiama il direttore della finanzagentur, è destinato a fallire.

"how many of these types of transactions have occured after the EuroZone was created, especially in the last decade, allowing the Euro to appear stronger than it actually is, and thus allowing for a stealth devaluation of the dollar."

Scritto il 28 febbraio 2010 at 23:55

CARO FOLLETTO,

E’ BELLO LEGGERE I TUOI GAI SPROLOQUI SULLA SCUOLA AUSTIACA.

CHE TU SIA BERLUSCONIANO(?) TUTTO POLVERE BIANCA A GENTILI SIGNORINE(?).

OPPURE TI SEI RIEMPITO DI DOLLARI E STAI GODENDO DI BRUTTO(?)

BEATO TE.

COMUNQUE FUORI DALL’EURO ANCHE UN CHILO DI PATATE COSTERA’ CARO.

RENDERSI CONTO DI QUANTO VERAMENTE VARRA’ UN CHILO DI PATATE (DOPO 10 ANNI DI EURO) SARA’ VERAMENTE UN BELL’ESPERIMENTO. (CHISSA’ UN LITRO DI BENZINA……..)

Scritto il 28 febbraio 2010 at 23:56

Polifilo #39 ha ragione, qualche volta bisognerebbe parlare anche di investimenti etici reali.

Questo link descrive come sia possibile investire in una società che produce energia con il fotovoltaico in modo ecologico, è una cosa seria e reale (se qualcuno ha soldi da investire!!!!); è il sito di Mercato Libero:
http://ilpunto-borsainvestimenti.blogspot.com/2010/02/progetto-fotovoltaico-mle.html

Ma oltre a questo voglio postare degli altri link che parlano di energia alternativa ed ecologica (non esiste solo il fotovoltaico!!!!):

http://translate.google.it/translate?hl=it&langpair=en%7Cit&u=http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_tower_(downdraft)

http://www.iset.uni-kassel.de/abt/w3-w/projekte/new_et-brochure_zaslavsky.pdf

Forse se altre persone "pensanti" si impegnassero a studiare sistemi alternativi per la produzione di energia (invece di essere costantemente assilati per procurarsi un Reddito o a "fare soldi/moneta" !!!!!!!) si troverebbe certamente la soluziane ai molti problemi della nostra società……e forse potremmo vivere in un mondo "diverso".
E chissà che non si possa produrre energia alternativa costruendo una torre molto più bassa (costruire una torre alta 1200 metri non è facile….quasi impossibile??????)………basta pensarci……….è sarà possibile…….basta pensarci………hihihihi.

SD

Scritto il 28 febbraio 2010 at 23:56

Polifilo #39 ha ragione, qualche volta bisognerebbe parlare anche di investimenti etici reali.

Questo link descrive come sia possibile investire in una società che produce energia con il fotovoltaico in modo ecologico, è una cosa seria e reale (se qualcuno ha soldi da investire!!!!); è il sito di Mercato Libero:
http://ilpunto-borsainvestimenti.blogspot.com/2010/02/progetto-fotovoltaico-mle.html

Ma oltre a questo voglio postare degli altri link che parlano di energia alternativa ed ecologica (non esiste solo il fotovoltaico!!!!):

http://translate.google.it/translate?hl=it&langpair=en%7Cit&u=http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_tower_(downdraft)

http://www.iset.uni-kassel.de/abt/w3-w/projekte/new_et-brochure_zaslavsky.pdf

Forse se altre persone "pensanti" si impegnassero a studiare sistemi alternativi per la produzione di energia (invece di essere costantemente assilati per procurarsi un Reddito o a "fare soldi/moneta" !!!!!!!) si troverebbe certamente la soluziane ai molti problemi della nostra società……e forse potremmo vivere in un mondo "diverso".
E chissà che non si possa produrre energia alternativa costruendo una torre molto più bassa (costruire una torre alta 1200 metri non è facile….quasi impossibile??????)………basta pensarci……….è sarà possibile…….basta pensarci………hihihihi.

SD

Scritto il 28 febbraio 2010 at 23:56

Polifilo #39 ha ragione, qualche volta bisognerebbe parlare anche di investimenti etici reali.

Questo link descrive come sia possibile investire in una società che produce energia con il fotovoltaico in modo ecologico, è una cosa seria e reale (se qualcuno ha soldi da investire!!!!); è il sito di Mercato Libero:
http://ilpunto-borsainvestimenti.blogspot.com/2010/02/progetto-fotovoltaico-mle.html

Ma oltre a questo voglio postare degli altri link che parlano di energia alternativa ed ecologica (non esiste solo il fotovoltaico!!!!):

http://translate.google.it/translate?hl=it&langpair=en%7Cit&u=http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_tower_(downdraft)

http://www.iset.uni-kassel.de/abt/w3-w/projekte/new_et-brochure_zaslavsky.pdf

Forse se altre persone "pensanti" si impegnassero a studiare sistemi alternativi per la produzione di energia (invece di essere costantemente assilati per procurarsi un Reddito o a "fare soldi/moneta" !!!!!!!) si troverebbe certamente la soluziane ai molti problemi della nostra società……e forse potremmo vivere in un mondo "diverso".
E chissà che non si possa produrre energia alternativa costruendo una torre molto più bassa (costruire una torre alta 1200 metri non è facile….quasi impossibile??????)………basta pensarci……….è sarà possibile…….basta pensarci………hihihihi.

SD

Scritto il 1 marzo 2010 at 00:29

"OPPURE TI SEI RIEMPITO DI DOLLARI E STAI GODENDO DI BRUTTO(?)

COMUNQUE FUORI DALL’EURO ANCHE UN CHILO DI PATATE COSTERA’ CARO.

RENDERSI CONTO DI QUANTO VERAMENTE VARRA’ UN CHILO DI PATATE (DOPO 10 ANNI DI EURO) SARA’ VERAMENTE UN BELL’ESPERIMENTO. (CHISSA’ UN LITRO DI BENZINA……..)"

Caro VALUEatRISK,

è quello che sto cercando di farVi capire.

Dato che l’Euro salta, ma non per causa mia, sono economicamente ininfluente, ahimè, fra poco ci tocca una inflazione galoppante.

Ebbene si, adesso hai capito.

Con i dollari non ci fai nulla, perchè sono destinati a fare la stessa fine dell’Euro, ma dopo un pò.

Il problema è molto più grave di quello che credi.

Investimenti etici con il fotovoltaico: per la produzione di un pannello si produce molta più CO2 di quella che nei trent’anni di vita il pannello fà risparmiare: per cui è un investimento si, ma antiecologico.

Guardati almeno questo video http://gongoro.blogspot.com/2010/02/clima-di-terrore.html.

Saluti

Scritto il 1 marzo 2010 at 00:31

nsdottorx

Gerald Ford (14 July 1913 – 26 December 2006) , the 38th President of the United States.
"Un governo grande abbastanza per darti tutto quello che vuoi è un governo altrettanto grande per portarti via tutto quello che hai"

"E’ importante capire che ognivolta si dà il potere a politici e burocrati, esso sarà usato per quello che loro vogliono, non per quello che tu vuoi"– Harry Browne

"Dai al governo le armi per combattere il tuo nemico e le userà contro di te prima o poi" — Harry Browne

"Power draws the corrupted; absolute power would draw the absolutely corrupted." — Colin Barth

"Un moderato è qualcuno che non ha un suo proprio codice morale, o se ce l’ha allora è qualcuno che non ha il fegato di decidere se mettersi dalla parte del bene o del male." — Rick Gaber

"La gente parla continuamente del governo che fa questo o quello, come se fosse Dio. Ma il governo non è nient’altro che un gruppo di persone che solitamente sono molto inferiori alla media– H.L. Mencken

"Il crimine non paga, come del resto la politica " –Alfred E. Newman

"Il governo è solo big business, con la democrazia come copertura."–Jim West

"Ogni persona decente si dovrebbe vergognare del governo sotto il quale vive" -H. L. Mencken

"Lo stato è il più freddo di tutti i mostri." [Nietzche]

"Fino a che ci sarà lo stato, non ci sarà libertà. Quando c’è libertà non ci sarà stato."
Lenin, "State and Revolution", 1919

"La democrazia permette ai mediocri di salire al top." Shaw

"Un governo che ruba a Peter per pagare Paul è costretto a dipendere continuamente dal supporto di Paul". — George Bernard Shaw (1944)

Scritto il 1 marzo 2010 at 00:37

Sarà da ridere quando gli italiani saranno costretti a mordere i pannelli solari istallati sui campi per la mancanza di derrate alimentari.

Scritto il 1 marzo 2010 at 02:12

Che fai Folletto citi un tedesco, dopo che sembra che stiano correndo per salvare le loro banche, salvando la Grecia,  prima che esploda l’intero sistema finanziario tedesco, compresa quella centrale nucleare che prende il nome di Deutsche Bank…suvvia siamo seri, il fantasma di Weimar è solo negli incubi della Bundesbank.

Comunque sia il mio appello è quasi completamente caduto nel vuoto! 

Vedrò di trarne le dovute conseguenze!

Buona notte Andrea

Scritto il 1 marzo 2010 at 12:53

"Che fai Folletto citi un tedesco, dopo che sembra che stiano correndo per salvare le loro banche, salvando la Grecia,  prima che esploda l’intero sistema finanziario tedesco, compresa quella centrale nucleare che prende il nome di Deutsche Bank."

Andrea, non esplode il sistema finanziario tedesco, ma tutto il sistema finanziario europeo. Comunque ci sei andato vicino.

Mi sembra che un tedesco ( peraltro direttore agenzia delle finanze), un italiano trapianto a Chicago (Gigione Zingales), un americano (Tyler Durden), un europeo (Juncker) contemporaneamente dicono le stesse cose che il povero Folletto (e  non solo) afferma da oltre un anno (come tra gli altri anche  Soprarno sgr) su altri siti.

Non è che prima hanno tutti tentato di mascherare la realtà con il fantasma della ripresa, ed adesso gli scappa….il fantasma…

Scritto il 2 marzo 2010 at 16:22

RIPRENDENDO LE PAROLE DI ANDREA MAZZALAI VI INVITIAMO A DEDICARE UN PO’ DEL VOSTRO TEMPO…….PER CERCARE DI CAMBIARE IL MONDO[..] Io non conosco il resto dell’intervento del signor Passera, immagino il contesto e la non intenzione di assecondare una pratica diffusa, ma francamente, mi sarei risparmiato una simile ovvietà. Certo abbiamo bisogno di consapevolezza, anche s [..]

Scritto il 2 marzo 2010 at 16:22

RIPRENDENDO LE PAROLE DI ANDREA MAZZALAI VI INVITIAMO A DEDICARE UN PO’ DEL VOSTRO TEMPO…….PER CERCARE DI CAMBIARE IL MONDO[..] Io non conosco il resto dell’intervento del signor Passera, immagino il contesto e la non intenzione di assecondare una pratica diffusa, ma francamente, mi sarei risparmiato una simile ovvietà. Certo abbiamo bisogno di consapevolezza, anche s [..]

Scritto il 2 marzo 2010 at 16:22

RIPRENDENDO LE PAROLE DI ANDREA MAZZALAI VI INVITIAMO A DEDICARE UN PO’ DEL VOSTRO TEMPO…….PER CERCARE DI CAMBIARE IL MONDO[..] Io non conosco il resto dell’intervento del signor Passera, immagino il contesto e la non intenzione di assecondare una pratica diffusa, ma francamente, mi sarei risparmiato una simile ovvietà. Certo abbiamo bisogno di consapevolezza, anche s [..]

Scritto il 6 marzo 2010 at 18:59

"Il Volo del Colibrì…tra luci e ombre"

Chi getta semi al vento, farà fiorire il cielo (saamaya)

Luci e ombre degli investimenti responsabili, come delle nostre vite, luci e ombre sul mondo,
Non solo sul mondo economico finanziario…
Mi chiedo come vite socialmente poco responsabili possano realizzare investimenti responsabili!
Ed io sono responsabile? Fin dove arriva la mia responsabilità, fin dove la faccio arrivare ?

E’ questione di scelte, è sempre questione di scelte…
Si può smettere di sbavare davanti al monitor ad ogni apertura di borsa!

“Si dovrà scegliere:o la borsa o la Vita!(per chi non l’avesse letto di Philippe La Barde, Bernard Maris) altrimenti la storia sceglierà al nostro posto.”

“L’uomo ha bisogno di pane ma anche di poesia”(Eluard).

Un sistema fondato esclusivamente sulla cupidigia non è vivibile. Un sistema in cui la parte umana dell’uomo è relegata ai giorni non lavorativi,..neppure è vivibile…

Per il momento, è importante definire il dominio minimo riservato alla vita: l’acqua, l’educazione, la salute. La ricerca e l’arte. Il minimo vitale…. Il resto lo si può abbandonare alle forze morbose e deleterie del mercato, aspettando di trasformare il mercato in un gioco a somma zero, dove i giocatori e i signori feudali della guerra economica possono qualche volta perdere, mentre oggi gli sconfitti sono sempre della stessa parte: quella della lentezza, della cala, della bellezza, della natura, delle culture, delle lingue, della vita.
Convogliare questa energia brutale che è il capitalismo a profitto della vita.La vita anziché la borsa


Allora che fare? Resistere. Che altro? Resistere palmo a palmo. Contestare il ritornello economicista, le false evidenze e le buone coscienze che si adoperano per il vostro bene.
Rifiutare l’ineluttabile, la creazione di valore come ci viene rappresentato oggi dalla borsa…
E’ sfibrante certo. Ma talora efficace. Vigilate.

…abbiamo dimenticato l’essenziale:adoperarci all’elaborazione di una vera democrazia economica; né il capitalismo né il suo sostituto, il capitalismo di Stato, lo saranno mai!.


“La trasformazione del sistema in direzione di una maggiore sostenibilità che metta finalmente al centro l’uomo e le sue istanze non è e non sarà mai determinata da un cambiamento improvviso e RADICALE MA è, PIUTTOSTO, IL TRAGUARDO, Già VISIBILE, RAGGIUNGIBILE ATTRAVERSO LA CRESCITA QUANTITATIVA DI QUALCOSA CHE ESISTE GIA’, OVVERO DELL’ECONOMIA DELLA RESPONSABILITA’ SOCIALE.


Il colibrì non è affatto un colibrì e con una felicità che gli deriva dall’agire in una direzione di grande utilità sociale contribuisce, in maniera decisiva, al cammino verso il traguardo di una felicità economicamente sostenibile.


c’è ancora molto da fare per scoprire tutti i segreti della più importante fonte di energia a nostra disposizione, quella delle relazioni interpersonali!”(Oltre l’homo oeconomicus, Leonardo Becchetti)

Voglio credere che gli investimenti socialmente responsabili, con le loro luci e le loro ombre, vadano in questa direzione e siano una possibile via verso la ricerca dell’essenziale!

“We shall once more value ends above means and prefer the good to the useful”.
(Dovremo una volta di più dare più valore ai fini che ai mezzi e preferire il buono all’utile).
(John M . Keynes)

Mancava ancora questo…
Ora Vi saluto, perdonate ancora la mia ”ingombrante presenza di oggi”, ma…”sarà proprio colpa della luna!”

Buona Navigazione Cari Compagni di Viaggio…qui, come nei Mari tempestosi della Vita!
Capitano…Vento in poppa!
Valentina

p.s rimbomba nella mia mente questa frase:
Crescita e Cambiamento…Crescita e Cambiamento…
Crescita e Cambiamento…
C R E S C I T A & C A M B I A M E N TO!
Ci vuole una Grande Forza per voler Cambiare.


O gentlemen, the time of life is short!
To spend that shortness basely were too long,
If life did ride upon a dial's point,
Still ending at the arrival of an hour.
An if we live, we live to tread on kings;
If die, brave death, when princes die with us!
Now, for our consciences, the arms are fair,
When the intent of bearing them is just.

William Shakespeare – Enrico IV°
O signori, il tempo della vita è breve!

E se viviamo, viviamo per calpestare dei re;
se moriamo, bella è la morte, quando dei principi muoiono con noi!
Quanto alle nostre coscienze, sante son l'armi impugnate per una giusta causa.

p.s2 una dimenticanza: le poesie citate nel mio commento#7 di oggi, nel post Tempeste di Neve…, sono di Graziella Bertante, da L’incredulo sorriso.

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