TRUMP: UN PESSIMO ACCORDO E’ MEGLIO DI NESSUN ACCORDO!

Scritto il alle 09:08 da icebergfinanza

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Non ho idea di cosa si inventerà Trump per sventolare ai suoi elettori un eventuale accordo con la Cina sulla questione commerciale, qualunque accordo riusciranno ad ottenere non avrà alcun valore, per il semplice motivo che, come ho più volte spiegato, non è possibile alcun accordo senza ledere gli interessi di una o dell’altra parte.

Lo disse anche la May lo scorso anno a settembre, “Siamo nell’impasse” e per Londra “nessun accordo è meglio di un cattivo accordo”, in un discorso alla nazione pronunciato da Downing Street all’indomani del vertice Ue di Salisburgo.

Ieri Trump è uscito con una delle sue, poco si stanno chiedendo per quale motivo sta andando ancora per le lunghe, forse un crollo dell’indice americano da quota 3000 è sempre meglio che osservarlo da quota 2300 circa…

Vinceremo in antrambi i modi, vinceremo concludendo un affare o vinceremo comunque non ottenendo un affare…ovvero bombarderemo Pechino!

E meno male che lo scorso anno a marzo il buon Donald disse che le guerre commerciali sono facili da vincere, in realtà sembra che questa guerra stia per diventare una sconfitta.

La crescita cinese ha frenato nel 2018 e ad inizio anno, le multinazionali stanno spostando la produzione fuori dalla Cina e le stesse società cinesi sono caute sul da farsi.

I dazi sulle merci cinesi hanno fatto aumentare il costo per i consumatori e per i produttori americani, decine di miliardi di dollari sono andati in fumo, sarà interessante osservare i prossimi dati delle vendite in arrivo dagli USA in settimana.

Infatti anche i dati di ieri sulla produzione industriale completamente ignorati dal mercato come sempre, ci dicono che gli USA sono in gran forma…

“The U.S. industrial sector continues to struggle. Total production ticked down 0.1% in March, missing expectations that production would at least hold steady amid tentative signs that the global growth environment is stabilizing after slowing this past year.”

Come potete vedere la dinamica è estremamente positiva, ma lasciamo perdere.

Sarebbe interessante chiedere alle banche perchè stanno aumentando le riserve per far fronte ad una eventuale nuova recessione…

 

La Cina sta distruggendo gli agricoltori americani, poiché il paese ha bloccato la maggior parte delle importazioni di soia dagli Stati Uniti. Le esportazioni agricole statunitensi, che erano cresciute esponenzialmente, hanno iniziato a calare e i redditi delle aziende agricole sono diminuiti. Gli agricoltori disperati hanno chiesto aiuto a Trump e lui ha risposto con un’ondata di sovvenzioni dirette agli agricoltori. Tuttavia, il sussidio governativo non è un modello di business sostenibile e un’ondata di fallimenti agricoli è iniziata.

La Cina da sempre è in una posizione migliore per vincere una guerra commerciale con gli Stati Uniti il suo popolo è da sempre abituato a sopportare le difficoltà economiche.

Trump sta ora battendo in ritirata. Una tregua commerciale con la Cina, decisa verso la fine del 2018, ha lasciato incompiuta la maggior parte degli obiettivi degli Stati Uniti: il furto di proprietà intellettuale, la manipolazione valutaria, il trasferimento forzato di tecnologia e l’accesso al mercato cinese. In sostanza, la Cina acquisterà più prodotti agricoli statunitensi e poche altre esportazioni, e Trump farà marcia indietro, un cattivo accordo sarà meglio di un buon accordo per lui.

Non c’è alcuna possibilità per gli USA di vincere questa guerra commerciale se non sulle macerie del commercio globale e della sua economia, Trump scoprirà presto che le guerre commerciali non erano così facili da vincere come credeva.

Nel frattempo entro qualche mese si aprirà un nuovo fronte…

Due occasioni strepitose all’orizzonte, le osservaremo da vicino insieme al nostro Machiavelli e a tutti coloro che hanno liberamente sostenuto il nostro viaggio in questi anni.

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7 commenti Commenta
alexandersupertramp
Scritto il 17 aprile 2019 at 10:18

Premesso che i dati provenienti dalla Cina, secondo me, sono trasparenti tanto quanto le acque del Lambro, quelli usciti stanotte hanno sorpreso in positivo gli analisti secondo i quali gli stimoli di inizio anno stanno dando i loro frutti.
Nel frattempo in Trumplandia il Treasury 2y è al 2,42 mentre il S&P500 dividend yield all’1,85. La realtà che supera l’immaginazione….

claudio_1965
Scritto il 17 aprile 2019 at 15:48

Scusate un vostro parere , questa mattina sono usciti i dati cinesi : PIL (Trimestrale) (1° trim.) 1,4% in linea con le aspettative, PIL (Annuale) (1° trim.) 6,4% , Produzione Industriale (Annuale) (Mar) 8,5% ben oltre le aspettative , sulla base di questi dati positivi La crescita cinese è da considerarsi in frenata ? Andrea Mazzalai cosa ne pensi ? grazie

    icebergfinanza
    Scritto il 17 aprile 2019 at 16:54

    Lo ha detto Alexander prendere per buoni i dati cinesi è come immaginare il petrolio bianco…

apprendista
Scritto il 17 aprile 2019 at 17:23

Ci stanno prendendo per il culo in maniera incredibile, 😂😂😂 rido per non piangere, speriamo che prima o poi uno straccio di semi verità emerga, certo che la frase don’t fight the fed assume sempre più rilevanza
alexandersupertramp@finanza,

homo_invictus
Scritto il 18 aprile 2019 at 09:47

La cosa più bella delle manipolazioni di mercato/economiche è che presto o tardi i nodi vengono SEMPRE al pettine, e più si cerca di coprire la cosa, peggiore sarà la reazione successiva. L’importante è usare i giusti strumenti per tutelarsi, ed ecco perché sono d’accordo che acquistare treasuries sia nettamente meglio di aprire, che so, un mega short sugli indici o cose del genere. I treasuries nel frattempo pagano cedola, aprire un mega short ha costi tali che sbagliare la tempistica può essere fatale, anche se alla fine si aveva ragione.

    icebergfinanza
    Scritto il 18 aprile 2019 at 09:56

    Parole sante, parole sante!

aorlansky60
Scritto il 18 aprile 2019 at 12:29

La notizia economica rassicurante -per borse e mercati e parco buoi in genere- diramata ieri, del dato di Pil cinese del primo trimestre 2019 in crescita del 6,4%, nasconde in realtà alcuni dettagli, che era bene non fossero pubblicizzati troppo, nel caso, non si sa mai, di accrescere i mal di pancia anzichè lenirli :

– il dato è in realtà il più debole su base annua da oltre 20 anni a questa parte; almeno questo dicono le mie fonti;

– il dato risente ineluttabilmente del nuovo poderoso stimolo della Pboc al mercato interno: da GEN 2019 senza fare troppo clamore in giro, la banca centrale cinese ha ripreso a pompare furiosamente, e non a caso :

La Cina, nonostante un rapporto rassicurante tra debito pubblico / PIL al 50%, possiede attualmente una VORAGINE di DEBITO PRIVATO (guarda caso lo stesso problema degli USA) che nessuno riesce più a stimare nella sua realtà, proprio perchè qualcuno qui prima di me ha già fatto rilevare che i dati ufficiali in uscita da quel paese “sono trasparenti come le acque del Lambro”, comunque si parla -negli ambienti specilizzati, studi di settore et similae- di un rapporto DEBITO AGGREGATO / PIL ormai attorno al 300% ed oltre, con particolare recrudescenza verso famiglie e settore Corporate privato…

d’accordo che è una società ed un sistema fondati SUL DEBITO, concetto che anche i cinesi sembrano aver accolto con gioia,
però andando avanti così a colpi di iniezione di qua e QE di là, anzichè migliorarla, la situazione peggiora sempre più;
almeno in teoria…

fino a che punto ? Finchè qualcuno che conta “la in alto” la riterrà “sostenibile”. E descrivibile come tale al parco buoi.

A quest’ultimo torna comodo a chi stà ai vertici del sistema, raccontare la storiella che “il debito pubblico ITALIANO” con i suoi miseri 2300 miliardi € è la prima causa di preoccupazione per il sistema economico mondiale…

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