DEFLAZIONE DA DEBITI: LA PALLOTTOLA D’ARGENTO?

Scritto il alle 10:30 da icebergfinanza

Ne abbiamo già parlato più volte in DEFLAZIONE DA DEBITI: COSA POTREBBE ACCADERE … dopo aver assistito al fallimento delle tre principali opzioni, l’ultima, la quarta è al lavoro ormai da tempo…

Come può andare a finire?

Ma veniamo quindi alle possibili soluzioni nascoste tra le pieghe della storia e dell’analisi empirica.

Incominciamo per prima dall’analisi empirica e precisamente da uno studio uscito qualche anno fa ad opera della McKinsey dal titolo  “Debt and deleveraging: The global credit bubble and its economic consequences”, il quale analizza 45 episodi storici di deleveraging accaduti in alcuni settori delle 10 principali economie occidentali e 4 relative ai Paesi emergenti.

Il risultato è che in 23 episodi la crisi si risolse con una crescita futura del debito inferiore a quella del Pil, attraverso un calo del debito in termini nominali, in 12 episodi vi fu un aumento nominale della crescita attraverso la creazione di inflazione, la quale riduce il rapporto debito/crescita economica, in 7 episodi la contrazione del debito avvenne ad opera di fallimenti generalizzati pubblici e privati e solo in tre casi l’economia mostrò un livello di crescita in grado di far diminuire il rapporto debito/PIL.

Purtroppo, al momento attuale l’evidenza sembra far propendere tutto verso la terza ipotesi, ovvero la contrazione del debito attraverso fallimenti generalizzati o ristrutturazione del debito.

Fin qui tutto chiaro immagino! Ora lasciamo da parte le chiacchiere di chi sostiene che è un esperimento irrealizzabile, ricordatevi solo che chi lo dice ha tutto l’interesse perchè la situazione non cambi, far finta di cambiare tutto, per non cambiare nulla!

Ora facciamo un passo indietro …EUROPA: QUANTITATIVE EASING FOR THE PEOPLE .

…la Bce deve sviluppare una strategia consona al peculiare sistema dell’eurozona, invece di continuare a seguire le orme della Fed. Tale strategia dovrebbe basarsi sull’affermazione di Friedman che il “denaro fatto cadere dall’elicottero” – la stampa di grosse quantità di moneta e la loro distribuzione al pubblico – riesce sempre a stimolare l’economia e combattere la deflazione. Tuttavia, al fine di massimizzare l’impatto di un’operazione del genere, la Bce dovrebbe anche escogitare un modo per garantire un’equa distribuzione.

Una soluzione semplice sarebbe quella di distribuire i fondi ai governi, ai quali poi spetterebbe di decidere come meglio spenderli nei rispettivi paesi. Questo approccio, però, non è perseguibile per via della norma europea che vieta il ricorso alla Bce per finanziare la spesa pubblica.

Una strada più percorribile sarebbe, quindi, quella di fornire a tutti i lavoratori e pensionati in possesso del codice fiscale (o dell’equivalente locale) una somma di denaro, erogata dalla Bce, che i governi dovrebbero semplicemente aiutare a distribuire. Un’altra alternativa è quella di fare riferimento alle liste elettorali, una banca dati pubblica che la Bce potrebbe utilizzare indipendentemente dai governi.

Dei circa 275 milioni di adulti possessori di codice fiscale (o identificativo equivalente) nell’eurozona, circa il 90% è iscritto nelle liste elettorali. Basandoci sull’esperienza degli Stati Uniti nel 2001, quando un rimborso previdenziale pari a trecento dollari a persona ebbe l’effetto di aumentare la spesa del 25% circa del totale distribuito, un assegno di cinquecento euro (640 dollari) emesso dalla Bce potrebbe aumentare la spesa di circa 34 miliardi di euro, cioè l’1,4% del Pil. Per di più, il gettito fiscale aggiuntivo derivante da questo rimborso ridurrebbe in modo significativo il disavanzo pubblico.

Ho scritto tempo fa che distribuendo i famigerati 60 miliardi che mensilmente la BCE tenta di introdurre nei mercati finanziari acquistando titoli di Stato, attraverso una card a scalare a scadenza, si potrebbe provocare una reazione a catena nell’economia reale.

Bene fermiamoci qui, questa è solo una delle ultime proposte, ma noi siamo andati indietro nella storia risalendo sino al 1933 e leggendo alcuni testi di  Irving Fisher: Stamp Scrip, 1933, Chapter IV il padre della deflazione da debiti abbiamo trovato un interessante esperimento, di cui fa menzione, effettuato in uno sperduto paesino austriaco, ma prima un pò di storia tratto da Il denaro a scadenza di Rudolf Steiner

Nel mondo ebraico antico, tanto per fare un esempio, esisteva, prescritto dalla legge mosaica dell’Antico Testamento, l’istituto del giubileo. Ogni “sette volte sette anni” durante l’anno giubilare l’intero organismo sociale si raccoglieva nel perdono il cui risvolto economico prevedeva la restituzione delle terre agli antichi proprietari e la remissione dei debiti. Il giubileo era quindi l’istintivo rimedio che la società israelitica aveva trovato per impedire che di producessero danni sociali dalla indefinita possibilità di accumulare ricchezza.

Nell’antica Grecia invece, in alcune polis, il decumulo delle grandi immobilizzazioni di capitale veniva raggiunto attraverso la consuetudine di far armare alle famiglie più ricche le triremi necessarie alla difesa della loro città-stato.

Pure il Medioevo conobbe dei meccanismi per il decumulo della moneta. Odono Por, semisconosciuto economista ungherese attivo in Italia negli anni trenta del Novecento, ne riferisce in questi termini:

«Alcuni studiosi attribuiscono la straordinaria prosperità degli artigiani e lavoratori nel periodo fra il 1150 e 1350 alla pratica seguita allora da molte se non da tutte le zecche, di ritirare spesso, persino varie volte all’anno, le loro monete per riconiarle, ritenendosi ogni volta una forte percentuale della moneta loro consegnata per spese di conio. Questa operazione fu iniziata da un arcivescovo di Magdeburgo con lo scopo preciso di crearsi una nuova fonte di entrate. Molti principi laici ed ecclesiastici presto lo imitarono. I sudditi — per evitare la perdita al momento del riconio — non accumulavano il danaro, non lo risparmiavano, ma lo spendevano. Così ogni possessore di moneta si trovava nella stessa posizione del possessore di merci. Egli cercava di sbarazzarsi del suo danaro in pericolo di deteriorare, come i possessori di merci devono venderle temendo che deteriorino col tempo. Dunque per non pagare la percentuale di conio [3] il cittadino comprava quanto poteva essergli utile o quanto gli piaceva, o dava in prestito il suo danaro, o pagava i suoi debiti od i suoi lavoratori. Insomma, il danaro funzionava quasi esclusivamente come un mezzo di scambio e passava continuamente e rapidamente da una mano all’altra, stimolando la produzione e la distribuzione. Il deprezzamento che costringeva il danaro ad entrare nel mercato assieme alle merci, creò la prosperità; la gente, però, non si rendeva conto del rapporto che esisteva fra la circolazione imposta dallo stesso suo danaro e l’aumento della produzione della vera ricchezza e chiedeva, sentendosi derubata ogni volta che la zecca gli restituiva meno danaro, una moneta stabile. A mano a mano che le zecche cessarono di deprezzare la moneta ricominciò la pratica di accumularla e di manovrarla per scopi non sempre produttivi.»

[da Finanza nuova di Odon Por, Le Monnier, Firenze 1940]

Ma è solo nei primi decenni del Novecento che il concetto di decumulo del denaro affiora esplicitamente. Quando Steiner ne scrive per la prima volta nel 1919 ne “I punti essenziali della questione sociale”, esso era già apparso in almeno due occasioni. La prima: un economista ai più sconosciuto, il potentino Francesco Avigliano, nell’opera “Perché c’è la miseria?” del 1905, accenna ad una “moneta cartacea prescrittibile” o “cadùca” [4]. La seconda: nel 1916 viene pubblicato il libro “L’ordine economico naturale”. L’autore è un personaggio davvero singolare, che a tutt’oggi gode di una certa popolarità, certamente molto maggiore in ambito economico di quella del filosofo austriaco: Silvius Gesell.

Ma chi è Silvius Gesell, di cui parla anche Fisher interessandosi attentamente al suo esperimento, conosciuto come l’esperimento di Worgl? Per non urtare la sensibilità dei lettori dell’industria mainstream o quelli che vedono complotti ovunque, andiamo a prendere un articolo dal  Sole 24 ORE

«Penso che il futuro imparerà più da Gesell che da Marx», scrisse nella Teoria generale John Maynard Keynes, colpito dall’idea di una moneta a “scadenza”, se non usata, che funzionasse come mezzo di scambio ma non per accumulare di ricchezza.
Dietro questi elogi, c’era la sorpresa per i risultati ottenuti dalla comunità austriaca di Wörgl, fonte di ispirazione anche per Gelleri. Nel 1932, nel pieno di una crisi gravissima, il piccolo villaggio tirolese di 4mila persone cercò di mettere a frutto gli insegnamenti di Gesell. Il paesino aveva una disoccupazione del 30 per cento e il comune poteva contare su una liquidità di 30mila scellini a fronte di un debito di 1,3 milioni. Il sindaco, Michael Unterguggenberger, il 31 luglio del 1932 decise di emettere 32mila “certificati di lavoro”, che perdevano ogni mese l’1 per cento del loro valore, potevano essere convertiti in scellini al 98 per cento del valore nominale ed erano accettati per il pagamento delle tasse locali. Il comune depositò in una banca riserve in scellini sufficienti a coprire un’eventuale corsa agli sportelli per convertire i certificati. Ne entrarono in circolazione, effettivamente, solo 12mila, ma nel timore che si deprezzassero circolarono molto rapidamente: molti negozi li accettarono scatenando un piccolo miracolo economico. Le entrate del comune salirono dai 2.400 scellini del 1931 a 20.400 del ’32 e l’amministrazione fu in grado di varare un piano di lavori pubblici – strade, ponti, case, serbatoi, fogne, illuminazione pubblica, persino un trampolino da sci – pagando il 50 per cento dei salari con i certificati. La disoccupazione crollò a zero mentre i prezzi rimasero stabili.

Molti villaggi tentarono di imitare Wörgl. L’esperimento incontrò però l’opposizione del Partito socialista tirolese…

e poi della Banca centrale austriaca, che nel novembre 1933 pose fine all’esperimento, in quanto violava il monopolio statale di emissione di moneta. …

Il piccolo comune ripiombò in una crisi profonda, ma l’eco degli eventi raggiunse luoghi lontani.

Qui ovvimente si tratta solo di un assaggio, ma vi consiglio di andare a fare qualche ricerca in più, la storia è davvero affascinante. Attenzione perchè aiuta a comprendere l’attuale trappola della moneta.

Nessuna pretesa davvero, di aver trovato la pallottola d’argento per risolvere questa crisi, loro non lo permetteranno MAI, è un pò come quando vi raccontavo come i paesi nordici avevano attenuato l’ondata della crisi immobiliare e finanziaria degli anni novanta, nazionalizzando subito tutto il sistema bancario, ma loro, le elites, nel 2009 non avrebbero mai permesso questa soluzione, perchè avrebbe distrutto i loro patrimoni, sparsi per le banche americane ed europee.

Ricordatevi che da questa crisi si uscirà solo rimettendo in moto il motore economico e finanziario della classe media, che loro stanno scientificamente distruggendo, come abbiamo visto ieri con deflazione salariale, austerità, distruzione della domanda interna.

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19 commenti Commenta
francia r
Scritto il 19 febbraio 2016 at 10:42

Ba, penso che in realtà I quantitative easing inventati per sostenere le banche in realtà non siano altro che un modo più o meno elegante per far arrivare I soldi dalla società reale a chi detiene le leve del potere avendo messo insieme una enorme quantità di denaro virtuale.
In questi anni la FED, la BCE e le alter banche hanno regalato I nostri soldi drenando titoli tossici o impedendo che le varie banche che erano piene di debiti fondamentalmente inesigibili non li pagassero.
Spero che questo concetto già affrontato dopo l’esplosione della crisi, sia chiaro a tutti, derivati ed economia virtuale sono una montagna di debiti / pagherò virtuali che fino a “ieri” non erano di fatto esigibili nel mondo reale, ora che I vari banchi di fatto sono saltati, tramite una oppurtuna dose di corruzione morale e reale I “ricchi” vincitori stanno provvedendo a drenare I soldi da chi li può pagare.
A livello mondiale, in particolare USA, la politica fa finta di non capire, tanto addormentando le democrazie e corrompendo la burocrazia possono derubare miliardi di persone senza colpo ferire.
Sto sbagliando qualcosa ?

francia r
Scritto il 19 febbraio 2016 at 10:53

La vera causa che ha provocato questa crisi è l’assoluta assenza di freni inibitori alle brame delle banche d’affari, delle lobby e delle grandi multinazionali.
Chiunque senza un’identità nazionale e politica forte siamo solo carne da macello, esseri da sfruttare senza nessuna remora politica o religiosa.
Continuando a gestire il mondo come un enorme bancomat, di fatto stanno impoverendo le società e a breve arriveremo ad un collasso che non avrà eguali nella storia …. sono troppo pessimista?

signor pomata
Scritto il 19 febbraio 2016 at 14:24

Non credo che ci siamo.
Magari inventeranno qualche numero di magia per prendere tempo ma il problema come molti sanno in europa è le regole che si è data.
Aspettarsi 500 euro di regalo dalla bce quando una parte di tedeschi non vuol più pagare per un altra parte di tedeschi mi sembra utopia.
Questa è semplice colonizzazione e usano i classici metodi delle colonizzazioni ossia corrompono le elitè regionali e fanno propaganda del progetto a loro gradito senza discussioni a livello nazionale.
Basti vedere cosa hanno approvato in questi anni,dal mes alle cac al fiscal compact alla svalutazione salariale tramite licenziamenti e continuano e continuano……
Come disse padoa schippa si deve tornare alla durezza del vivere quindi da questi se ti aspetti un regalo o una soluzione hai sbagliato persone.

rubicon
Scritto il 19 febbraio 2016 at 15:07

ottimo articolo, Andrea, da aggiungere alla lista degli evergreen. Purtroppo concordo con gli altri marinai, si tratta solo di un esercizio di analisi storica, perché dobbiamo essere sfruttati fino in fondo…

gnutim
Scritto il 19 febbraio 2016 at 16:01

io invece non penso si un esempio scolastico, esistono parecchie persone che sostengono questo metodo, ad esempio Marco Cattaneo di Modena che ho conosciuto personalmente e che aveva incontrato pure i 5 stelle per presentare i CCF (certificato di credito fiscale) e che ovviamente hanno detto sisisi lo facciamo poi nulla.

gnutim
Scritto il 19 febbraio 2016 at 16:03

https://www.blogger.com/profile/07573325708700347277

vedere le proposte, tra l’altro un altro sostenitore di questo strumento per far ripartire l’economia è un tale Bagnai che spesso viene apprezzato in questo Blog..

Andrea te lo avevo segnalato nel 2011 questo argomento dei CCF, se prendesse piede non sarebbe male, ma ce vò nà rivoluzione

silvio66
Scritto il 19 febbraio 2016 at 16:13

Ciao Francia,
Appurato la sostanza come ti spieghi la spocchia che manifestano apertamente i burocrati tipo monti. A sentir loro noi siamo degli ignoranti tifosi dell inflazione. Loro gli dei del monetario che parole di Ciampi avevano ben conscio dentro di se quanto fosse effimera e dispersiva la crescita affidata all occupazione. Di come fosse meglio che l economia fosse gestita autonomamente dal proprio interno che decisa dallo stato. Per questo nell 81 separano banca di italia dal ministero del tesoro. Togliamo le mani dei politici corrotti dai soldi pubblici fu lo slogan di successo. Ciampi lo abbiamo in seguito fatto presidente del consiglio e infine presidente della repubblica. Oggi è una reliquia intoccabile e venerata. Tutti burocrati e politici che hanno appoggiato il progetto hanno fatto un carrierone. Quando si aggredisce il risparmio privato europeo alias la maggiore ricchezza del mondo i premi per i giuda sono adeguati.
fran­cia r@​finanza,

signor pomata
Scritto il 19 febbraio 2016 at 16:17

gnu­tim@fi­nan­za,

Il cavaliere nero o l” innominato di pescara credo che ti avrebbe mandato a fare…..hai capito insomma.
Questa è una soluzione per non risolvere il problema.
Chi la propone è perche vuole farti mangiare ma non bere o viceversa.
Non lo risolvi facendo girare una moneta parallela il problema degli squilibri del cambio anche perche chi sappiamo farebbero subito la faccia feroce facendoci cagare nelle mutande.
Cosa importante è che il debito è in euro e lo devi ripagare in euro e non stampi euro.
Quindi lo devi guadagnare, il famoso vincolo esterno.

signor pomata
Scritto il 19 febbraio 2016 at 16:20

sil­vio66@fi­nan­za,

Non fai quello che hanno fatto senza una collaborazione interna o pensate veramente che garibaldi è sbarcato in sicilia e ha spazzato via tutti quelli che gli si pararono davanti???
Lo ha fatto perche non si pararono nessuno perche le elitè avevano già deciso il resto fu una farsa che ancora studiamo nei libri.

gnutim
Scritto il 19 febbraio 2016 at 16:25

e soprattutto qualcuno con i OO che si mettesse il vestito del politico e remasse in questa direzione. Non ci vuoi provare con un folta schiera di Mozzi e Prodieri?

aorlansky60
Scritto il 19 febbraio 2016 at 16:29

@ Francia r

La vera causa che ha provocato questa crisi è l’assoluta assenza di freni inibitori alle brame delle banche d’affari, delle lobby e delle grandi multinazionali.

se vogliamo guardare anche più in profondità, le cause partono ancora da più lontano;

per es. da quando nel 1971, per decisione dell’amministrazione nixon, ogni dollaro emesso non è più supportato dal corrispettivo in ORO.

con quella decisione, è stato dato il via alla possibilità di stampare “carta denaro” a manetta, senza limitazioni,
visto che non c’era più la stretta necessità di pesare ORO che bilanciasse il volume di carta(ccia) verde emessa…

l’ORO è una materia molto bella, nota da sempre all’uomo per le sue caratteristiche, ma porta un grosso problema : in natura è limitato;

al contrario, la “carta verde” non ha limite, se non nell’olio che occorre usare periodicamente affinchè la pressa non si ingrippi, e il legno in giro per il mondo -necessario per trarre da esso la carta- non è certo materia rara o in via di estinzione;

E’ con la carta moneta in grande quantità sparsa ad arte in giro per il mondo, che il business della finanza assume davvero volumi interessanti (=giganteschi).

con la carta moneta, che la moderna tecnologia ha trasformato in numeri virtuali in un monitor, il gioco speculativo più spericolato immaginabile è fissato solo nel limite della fantasia dello squalo di turno dotato della mentalità più perversa : praticamente si sono inventati il peggio possibile immaginabile, anche perfino oltre, visto che allo stato attuale, nessuno al mondo pare riesca a quantificare con precisione le operazioni note con i nomi e acronimi più fantasiosi, raccolti sotto la sinistra definizione di PRODOTTI DERIVATI.

ma una spinta ulteriore, decisiva verso il baratro dell’ignoto [del non ritorno] l’ha di certo conferita [quasi] 3 decenni dopo il democratico bill clinton e la sua famosa “deregulation” di fine millenio (fortemente voluta e caldeggiata da A.Greenspan allora pres. della FED e dai suoi amici banchieri; celebre la sua affermazione “è importante che la banca centrale non regoli eccessivamente, è il mercato che si deve auto-regolamentare.” – si, buonanotte ndr, come aprire la pasticceria più famosa della città di domenica, piena di dolci di ogni sorta, ad una folla di bimbi golosi…), che ha di fatto aperto le porte alle banche americane per le speculazioni più selvagge inimmaginabili.

Tempo 8/9 anni da quella data, infatti, il mondo è arrivato all’appuntamento fatidico con il 2007.

silvio66
Scritto il 19 febbraio 2016 at 16:37

si­gnor po­ma­ta@fi­nan­zaon­li­ne,

Concordo….a tal proposito ricordo un fatto curioso sullo sbarco di garibaldi: avvisati dalle spie i borbonici avevano spianato i cannoni pronti ad affondare miseramente i nostri eroi. Il “caso” volle che nella rada sostassero da alcuni giorni due navi inglesi che inopinatamente si posero sulla linea di tiro e garibaldi sbarcò. Il risorgimento fu un miracolo. Gli enormi interessi economici che stettero dietro e soprattutto dopo per una volta furono il male minore. Dopo 1500 anni la penisola si riunise. Se poi lo fece sotto una dinastia di rozzi montanari sanguinari con la complicità dell élite europea amen.

stanziale
Scritto il 19 febbraio 2016 at 19:19

“Una strada più percorribile sarebbe, quindi, quella di fornire a tutti i lavoratori e pensionati in possesso del codice fiscale (o dell’equivalente locale) una somma di denaro, erogata dalla Bce, che i governi dovrebbero semplicemente aiutare a distribuire.”

Ma infatti e’ solo una questione di volonta’. Basterebbe stampare e distribuire da parte della banca centrale 1 milione di euro a famiglia. Cosi’ anche negli Usa, giappone, gran bretagna…magari si svalutano del 90% ed i trilioni di liquidita’ di apple, google, delle multinazionali ci rimarrebbero un po’ male : ma pazienza, un po’ per uno…

stanziale
Scritto il 19 febbraio 2016 at 19:47

…!! http://www.motori24.ilsole24ore.com/Industria-Protagonisti/2016/02/daimler-mercedes-causa-usa-emissioni-gas-scarico.php
ho letto bene? i test avrebbero rivelato valori superiori al consentito di 65 volte negli Usa e di 40 volte in olanda.

francia r
Scritto il 19 febbraio 2016 at 19:50

Forse l’inganno maggiore e’ che per noi persone comuni un po attempate la democrazia annacquata che abbiamo vissuto al di qua del muro dopo la guerra era un valido sistema sociale in cui siamo prosperati, sempre senza alzare veramente la cresta e sempre osannando i veri padroni e vincitori. Poi caduto il muro …
quel mare di devoti lacche’, burocrati e soprattutto faccendieri che aveva garantito in italia ed in europa la fedelta’ agli amici atlantici e non, garantendo con ferrea disciplina ed ardore la piena impunita’ a qualsiasi porcata (vedi ustica o cermis …), micca poteva chiudere bottega e andare a casa, ne tantomeno lasciare che le varie belle addormentate dello stato improvvisamente scoprissero complotti, logge e soprattutto un mare di denaro e corruzione che era pasciuto indistirbato per anni all’ombra dello spauracchio comunista, no?
E’ una serie di sfortunati eventi, causata da una voluta deregulation morale e soprattutto politica nella scelta di leader e personaggi di rilievo, curata e mantenuta negli ultimi anni che ci ha portato ad azzerare di fatto lo spessore umano e politico di chi ci rappresenta e soprattutto di chi dovrebbe tutelare democrazia ed ordinamenti. Poi la barzelletta dell’euro, la voluta mancanza di una forza politica europea che potesse tenere a bada la finanza e soprattutto la sua capacita’ di corrompere ed imporre “politiche” monetarie ed economiche suicide per le nazioni che le hanno dovute subire.
E’ il piu’ squallido spettacolo di magna magna che si potesse immaginare ed e’ sostenuto da tutti i gruppi di potere o di pressione che hanno inevitabilmente scheletri da nascondere e tante bocche da sfamare.
Se viene giu’ la super banca dei crucchi siamo fottuti, ci stanno spremendo gia’ per trasferire i soldi ha chi deve averli …. non ci rimarranno i soldi per la carta igenica, altro che pensioni o sanita’ …. ma questo non lo dicono su repubblica, quindi non fa tendenza.

d
Scritto il 20 febbraio 2016 at 12:32

Grazie ad Andrea per questa breve, ma avvincente rassegna di esperimenti monetari che hanno come comune denominatore l’enorme debito accumulato nel sistema.
Certo che questa volta sarà più doloroso delle altre: la globalità del fenomeno e la sua combinazione con la finanza derivata sono tali da far sembrare le altre volte come passeggiate nel bosco…
Si può pensare che, come ultima chance le banche centrali del sistema BIS si mettano tutte insieme appassionatamente a stampare studiando metodi di percolazione della liquidità secondo sentieri che prevedano un arrivo più immediato nelle mani dei consumatori, ma la via appare ormai segnata.
A ciò non potrà non seguire una via inflazionistica, sia pure selettiva.
Non saranno certo gli appartamenti in condominio in classe F nella periferia di qualche città italiana che aumenteranno di prezzo, ma immobili in posizioni strategiche, di pregio, terreni coltivabili.
Tra gli assets finanziari?

d
Scritto il 20 febbraio 2016 at 12:32

Grazie ad Andrea per questa breve, ma avvincente rassegna di esperimenti monetari che hanno come comune denominatore l’enorme debito accumulato nel sistema.
Certo che questa volta sarà più doloroso delle altre: la globalità del fenomeno e la sua combinazione con la finanza derivata sono tali da far sembrare le altre volte come passeggiate nel bosco…
Si può pensare che, come ultima chance le banche centrali del sistema BIS si mettano tutte insieme appassionatamente a stampare studiando metodi di percolazione della liquidità secondo sentieri che prevedano un arrivo più immediato nelle mani dei consumatori, ma la via appare ormai segnata.
A ciò non potrà non seguire una via inflazionistica, sia pure selettiva.
Non saranno certo gli appartamenti in condominio in classe F nella periferia di qualche città italiana che aumenteranno di prezzo, ma immobili in posizioni strategiche, di pregio, terreni coltivabili.
Tra gli assets finanziari?

kry
Scritto il 22 febbraio 2016 at 00:36

E che cavolo , bisogna usare google per cercare

http://icebergfinanza.finanza.com/2013/01/31/giu-le-mani-dalla-spiaggia-rosa/#commenta

il cerca in alto a destra di ” cerca nel blog ” funziona come la politica italiana.

https://it.notizie.yahoo.com/isola-budelli-salvata-studenti-compriamola-bastano-50-centesimi-133656465.html

wile e. coyote
Scritto il 1 marzo 2016 at 17:12

Tornando alla “valuta con scadenza” un po’ quello che sotto-sotto stanno facendo le aziende produttrici di beni deperibili: avicinano sempre di piu’ la data di scadenza cosi’ che chi compra la merce si trova spinto ad affrettarsi a mangiarla (per comprerne subito dell’altra) pena buttarla, senza avere magari la possibilita’ di fare scorte quando il prezzo e’ piu’ conveniente.
Certo che con la spinta a togliere dalla circolazione la moeta a favore delle transazioni elettroniche (a tutto favore delle commissioni di banche ed emettitori di carte di credito) questo colpirebbe in maggior parte chi del contante ne fa massiccio uso, che, come noto, sono categorie in un certo senso “protette” (trafficanti, tangentisti, politici e portaborse, imprenditori cinesi, lavoratori all-black, criminalita’ piu’ o meno organizzata, terroristi)…

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