US ECONOMY: FANTASIA CONTRO REALTA’

Scritto il alle 15:00 da icebergfinanza

Una considerazione veloce sull’affidabilità di certi indicatori per comprendere la realtà economica, prendendo ad esempio la corrispondenza della fiducia dei consumatori con l’effettiva realtà dei consumi…

Ieri ad esempio…

(Reuters) – Sorpresa positiva dalla rilevazione sulla fiducia dei consumatori statunitensi a cura dell’istituto di ricerca Conference Board. A gennaio l’indice ha mostrato un miglioramento a 98,1 da 96,3 di dicembre (dato rivisto da 96,5).

Questo qui sotto è un’altro quello dell’Università del Michigan e poi ce ne sono altri…

United States Consumer Sentiment

Quello che mi interessa farvi notare è che mentre le interviste o meglio i dati professano ottimismo, la realtà è un’altra…

Prendiamo ad esempio l’indice Redbook, ovvero le vendite delle maggiori catene commerciali del Paese…

United States Redbook Index

… o l’andamento dei consumi in genere…

U.S. Retail Sales

Thanks to TRADINGECONOMICS.COM

Se non basta, qui sotto avete la migliore evidenza!

ImmagineThanks to Econoday

Le vendite scendono la fantasia sale!

Per il resto nulla di nuovo, il solito rimbalzino del gatto morto in arrivo oggi nell’immobiliare, ovvero nelle vendite di nuove abitazioni e una peristente debolezza del principale settore dell’economia americana ovvero quello dei servizi…

Immagine

Oggi la Fed annuncerà la sua decisione in materia di tassi. Ovviamente nulla di nuovo verrà detto, tassi invariati, ma probabilmente un occhio di riguardo verrà dato ai mercati, dichiarando che la banca centrale americana è attenta alla situazione internazionale e alla dinamica del dollaro e quindi dell’inflazione, un atteggiamento probabilmente accondiscendente che farà piacere ai mercati azionari e al dollaro.

Poi dopo un breve periodo di fantasia di nuovo la realtà.

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3 commenti Commenta
signor pomata
Scritto il 27 gennaio 2016 at 15:39

Capitano abbiamo molti incubi la notte, raccontaci ancora della favola dell” ultimo canto della fenice??
Anzi visti i livelli raggiunti dal mib speriamo che la fenice si faccia viva.
FAI PRESTO FENICE prima che la realtà ci sommerga di merda.

signor pomata
Scritto il 27 gennaio 2016 at 23:37

Vuoi vedere che questa maledetta nonna amerrikana mi vuole arrostire la fenice??
Continua con la storia dell” intervenire perche il mercato del lavoro è solido come se il mercato del lavoro non fosse un indicatore ritardato.
Ma potrebbe essere una buona occasione per acquistare quello che ci interessa veramente, anche se il cambio chiaramente potrebbe intralciare i piani.
Un saluto capitano, tutto tranquillo all” orizzonte se non per l” uragano che ci viene incontro in un mare infestato da squali.

phitio
Scritto il 28 gennaio 2016 at 13:08

Ok Andrea, ma se mi mostri dei grafici con sulle ascisse dei valori percentuali, se questi sono tutti positivi allora abbiamo sempre una crescita, sebbene cali la velocita’ della crescita stessa.

E’ la velocita’ della crescita dei consumi che e’ in calo, non il volume di consumi, almeno nella maggior parte dei grafici che ci vai vedere…

Casomai e’ oggettivamente piu’ seria la tabella dell’andamento dei consumi in generale, dove vediamo apparire anche percentuali negative, quelle si che indicano una contrazione effettiva dei consumi!

Per carita’, il senso generale del tuo articolo continua a valere, sarebbe a dire la separazione netta tra lo sbandieramento di indicatori ottimistici che lasciano il tempo che trovano, e altri che suggeriscono una situazione reale molto meno buona.

Poi, come sai, io sono nella parte piu’ pessimistica dello schieramento, di gran lunga piu’ pessimista di te, e dovrei fare altri discorsi, e non voglio ripetermi.

Sono intervenuto solo perche’ la mia formazione scientifica mi fa prudere l’imprecisione nella descrizione dei grafici di questo articolo.

Saluti
Phitio

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