AMERICA: DI REVISIONE IN REVISIONE VERSO LA RECESSIONE!

Scritto il alle 10:36 da icebergfinanza

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Una premessa è come sempre indispensabile visto che in molti capitano qui per la prima volta.

La crescita dell’economia AMERICA negli ultimi tre anni è stata sensibilmente rivista al ribasso da un già modesto 2,3% al 2%.

Se facciamo un ulteriore passo indietro partendo dal 2009 la ripresa è stata del 2.2 %, ben oltre 0,5%  peggio del periodo 2001-2009 che già era ricordato come il peggior periodo di crescita post recessione da oltre SETTANTA anni!!!

Fermiamoci qui per un attimo e guardiamo il grafico di ZerOHedge che ci aiuta a sintetizzare le revisioni…
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Fermiamoci un attimo e facciamoci una risata sul famigerato periodo in invernale, si quello dove metri di neve e gelo intenso per 2 anni hanno mandato in negativo la crescita americana al punto tale da costruire un nuovo modello che tenga conto della variabile inverno per i prossimi anni.

Il Ebbene la prima sorpresa è che il primo trimestre è stato rivisto in positivo da -0,2 a più 0,6% mentre quello del 2014 da meno 2,1% a meno 0,9%

Le sorprese positive finiscono qui con il 2013 che ha visto addirittura ridursi la crescita dal 2,2 ad un miserabile 1,5%.

Ovviamente vi sarà sempre chi suggerisce che il 2% è meglio che niente, peccato che il livello di produttività e delle assunzioni rispetta in tutto e per tutto un’economia che nonostante una pioggia di trilioni e trilioni di dollari di stimoli fiscali e monetari non è in grado di stimolare l’inflazione.

Ricordo a tutti che lo scorso anno il famigerato rimbalzo del secondo trimestre fu del 4,6% e nel terzo l’economia sali del 4,3%, qui invece siamo ancora in tempo ad assistere a revisioni negative per tutto il 2015.

Siamo passati nel primo trimestre da un iniziale 0,2% a meno 0,7 per poi andare a meno 0,2% e per finire magicamente a 0,6%.

Le previsioni della FED rilasciate “accidentalmente” sono per una crescita del 1,8% per tutto il 2015 ben lontane dal quel illusorio 3% rilasciato lo scorso anno e per il 2016 non si va oltre il 2%.

Inoltre c’è chi sperava in una revisione positiva della produttività e invece questa è stata rivista al ribasso. Non importa se dotti medici e sapienti la vorranno chiamare recessione tecnica o chissà che tro, quello che è chiaro è che l’economia americana vivrà decenni perduti come quella giapponese ieri ed europea oggi.

Per quanto riguarda l’inflazione core pur in salita non va oltre 1.81% è il dato annuale resta a 1,3% ben lontano dall’obiettivo FED del 2%, nonostante una pur sterile ripresa dei consumi…

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Il miglioramento inoltre è dovuto ad una ripresa delle esportazioni passate dal meno 6,3% al + 5,3% con una bilancia commerciale che ha aggiunto 0,13 punti dopo averne sottratti ben 1,92.

Un balzo insostenibile delle vendite di auto “subprime” ha aggiunto quasi due punti alla crescita del secondo trimestre.

C’è da notare che il tasso di risparmio delle famiglie americane resta elevato al 4.8% e cancella tutte le fesserie sul possibile incremento da risparmio costi energetici.

Estremamente deboli gli investimenti in questa fase di rimbalzo con una contrazione chiedi quelli residenziali, scesi dal 10,1 al 6,6%.

Provate a togliere due elementi che hanno drogato in questi anni la crescita come il settore immobiliare…

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… e il settore automobilistico che è sostenuto oggi dal fenomeno subprime senza il quale le vendite sarebbero anemiche ad essere buoni…

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Tolta la droga resta ben poco o nulla!

ci sono inoltre due suggerimenti estremamente interessanti che arrivano dai dati di ieri uno a breve, l’altro a lungo…

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Spiace essere così diretto lasciando poco spazio alle illusioni ma noi di solito siamo ottimisti ben informati.

Con Machiavelli la prossima settimana faremo il punto della situazione e molte saranno le sorprese in vista.
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10 commenti Commenta
reragno
Scritto il 31 luglio 2015 at 11:05

Ci aspettiamo nel breve un rimbalzo dell’euro vs dollaro?

kry
Scritto il 31 luglio 2015 at 11:05

” Provate a togliere due elementi che hanno drogato in questi anni la crescita come il settore immobiliare…… e il settore automobilistico che è sostenuto oggi dal fenomeno subprime .. ” Ciao Andrea è un mio errore considerare il settore petrolifero un elemento che in questi anni ha supportato la crescita e che il ribasso del prezzo può contribuire ad una contrazione della crescita?

icebergfinanza
Scritto il 31 luglio 2015 at 12:35

kry@finanza,

Con una sovranità monetaria come quella americana rischio ZERO!

icebergfinanza
Scritto il 31 luglio 2015 at 15:28

Costo del lavoro Usa II trim. +0,2%, rialzo minimo da 1982
Nel secondo trimestre il costo del lavoro negli Stati Uniti è aumentato al passo più rapito in almeno trent’anni. La persistente debolezza della crescita dei salari potrà incidere sulle decisioni della Federal Reserve sul primo aumento del costo del denaro. Il dato, reso noto dal dipartimento del Lavoro, è cresciuto dello 0,2%, il minimo dal 1982, quando sono state fatte le prime rilevazioni.

Gli analisti attendevano una crescita dello 0,6%. Salari e compensi dei lavoratori non militari, che rappresentano circa due terzi del costo del lavoro, sono aumentati dello 0,2%, anche in questo caso il rialzo minore di sempre. I benefit sono saliti dello 0,1%. Su base annuale, ovvero rispetto allo stesso trimestre dell’anno scorso, i compensi totali sono in rialzo del 2%, meno del 2,6% del primo trimestre. Il dato è particolarmente monitorato perché riflette quanto le aziende, i governi locali o centrale e le istituzioni non-profit pagano i loro dipendenti.

E con questo mettete pure una pietra sul rialzo dei tassi e preparatevi alla verità figlia del tempo!

icebergfinanza
Scritto il 31 luglio 2015 at 15:30

Dimenticavo i TBond volano … Dedicato a tutti coloro che non hanno avuto fiducia!

neodimio67
Scritto il 1 agosto 2015 at 06:44

Personalmente ho tenuto duro, avuto fiducia e continuo ad averne, Cina permettendo. Solo sull’oro, ma premetto di non essere certo un esperto, ho una visione eccentrica, forse ottenebrata dalla mia inveterata affezione. L’oro non mi ha mai tradito ad oggi e sono convinto che difenda non solo dall’inflazione, come risaputo, ma anche dalla deflazione, perché, anche calando di quotazione, con i soldi di quella quotazione si comprerebbero in futuro certamente più beni rispetto al passato. In sostanza ho la sensazione che se cala, possa calare meno in relazione al resto, questo nel lungo termine. Se ho scritto stramberie chiedo venia.. Un cordiale saluto

icebergfinanza
Scritto il 1 agosto 2015 at 10:26

neodimio67@finanza,

La Cina sono anni che minaccia di vendere tutto ma poi alla fine non accade nulla . Per l’oro una nuova Alba è all’orizzonte senza fretta! Machiavelli Docet!

dorf001
Scritto il 1 agosto 2015 at 16:14

neodimio67@finanza,

amico, leggi questo. sotto.

I DERIVATI NEL MONDO: UNA BOMBA AD OROLOGERIA DA 1.5 QUADRILIONI DI DOLLARI

DI STEPHEN LENDMAN

globalresearch.ca

Quando investire diventa gioco d’azzardo, c’è sempre una brutta fine. Il prossimo crollo del debito potrebbe far sembrare quello del 2008-2009 una bazzecola. I dati della Bank of International Settlements (BIS) mostrano 700 trilioni di dollari in derivati nel mondo.

Insieme ai credit default swaps e altri strumenti esotici, il valore totale dei derivati è di circa 1.5 quadrilioni di dollari – circa il 20% in più che nel 2008, oltre ogni immaginazione, impossibile da controllare se ci fosse un problema imprevisto.

Il vecchio Bob Chapman l’aveva previsto. Allo stesso modo Paul Craig Roberts. Potrebbe facilmente “distruggere la civiltà occidentale”, secondo quest’ultimo. La deregolamentazione della finanza ha trasformato Wall Street in un casinò senza regole tranne quella di far soldi. Siamo in attesa di un fallimento catastrofico. È solo questione di tempo.

Ellen Brown definisce “il casinò dei derivati un ultimo estremo tentativo di creare uno schema piramidale privato” – che piano piano resta schiacciato dal suo stesso peso.

Per anni, Warren Buffet ha definito i derivati “bombe ad orologeria finanziarie” – per le economie e per la gente comune.

Nonostante i collaterali garantiti, il loro valore dipende dalla solvibilità delle controparti. I guadagni sui derivati sono “selvaggiamente sopravvalutati”, spiega Buffett – perché “sono basati su stime, la cui imprecisione potrebbe non rivelarsi per anni”.

Quando i boss chiedono ai loro dirigenti finanziari i profitti di ogni trimestre, loro, in risposta, chiedono quanto vogliono che siano, poi se è necessario modificano i numeri.

Dal 2008, le banche troppo grandi per fallire, si sono consolidate come non mai. Sono centri di potere politico-finanziari che controllano le economie del mondo a loro tornaconto.

L’unica speranza della civiltà è di spazzarli via – smantellarle in piccoli, impotenti pezzi, o idealmente rimettendo i soldi nelle tasche pubbliche a cui appartengono.

È troppo importante essere controllate privatamente. I predatori finanziari intrappolano le nazioni piccole o deboli in schiavi indebitati insolventi come la Grecia, li dissanguano, e fanno regredire le nazioni sviluppate in paludi distopiche – mentre loro diventano sempre più ricchi e più potenti di fronte ad un sistema corrotto che si sta distruggendo, decimando miliardi di persone in una miseria peggiore di quella in cui già stanno.

Gli editori del Washington Post sostengono ciò che va deprecato. Non preoccupatevi, siate felici, dicono. Il 23 luglio, hanno titolato “La posizione della Fed su banche e capitali è sensata”.

Uno studente medio di economia ne capisce di più. La Fed, controllata, posseduta e mossa da Wall Street, è il problema, non la soluzione. Gli interessi del denaro comprano i politici facilmente. Fanno leggi che aiutano gli affari, convincendo il Congresso a passarle in cambio di generosi contributi elettorali e altri favori speciali.

Il sistema economico-finanziario statunitense è un castello di carte pronto a crollare. Ma non secondo gli editori del Washington Post.

“Il sistema finanziario statunitense ha fatto significativi passi avanti verso l’essere meno influenzato dal bailout” la polvere che si appoggia sulla crisi del 2008-2009, dicono.

“Le grandi banche sono molto meglio capitalizzate che dieci anni fa” – abbastanza da “sopportare (un’altra) Grande Recessione”.

L’origine: l’ultimo “stress test” eseguito dalla Fed (a libro paga di Wall Street), reso pubblico in Marzo – ignorando la mostruosa bomba ad orologeria di derivati che li schiaccia tutti a fondo insieme all’intero sistema finanziario.

Gli editori del Washington Post sostengono i troppo grandi per fallire. Loro promuovono le cosiddette “economie di scala e il maggior soft power della politica estera statunitense.”

Verso la fine del suo secondo mandato Bill Clinton ha firmato una legge che abrogava la Glass-Steagall (Il Gremm-Leach-Bliley Act del 1999 – che ha permesso di fondere le banche assicurative, d’investimento e commerciali) e il Commodity Future Modernization Act (che permetteva uno scambio non controllato di qualsiasi bene e derivati).

Si protrae una cultura da casinò del “comunque vada”. Quando le controparti non hanno fondi per ripagare se richiesto, le bolle iniziano a sgonfiarsi. È solo una questione di tempo prima che l’attuale mania del mercato finisca.

Stephen Lendman vive a Chicago. Può essere contattato a endmanstephen@sbcglobal.net. Il suo ultimo libro si intitola “Flashpoint in Ukarine: US Drive for Hegemony Risks WWIII”n http://www.claritypress.com/LendmanIII.html. Il suo blog è sjlendman.blogspot.com

Fonte: http://www.globalresearch.ca/

l’ho preso da qui : http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=15369

AUGURI

dorf001
Scritto il 1 agosto 2015 at 19:46

icebergfinanza,

CHI SONO I VERI NEMICI?

questo è un discorso recente al bundestag tedesco. sentite bene tutti : https://www.youtube.com/watch?v=em2ViVv2JAU

SALUTI

kry
Scritto il 1 agosto 2015 at 21:59

icebergfinanza:
neodimio67@finanza,

La Cina sono anni che minaccia di vendere tutto ma poi alla fine non accade nulla . Per l’oro una nuova Alba è all’orizzonte senza fretta! Machiavelli Docet!

Di sicuro sono arrivati anche loro a comprendere … Icebergfinanza Scrive:
31 luglio 2015 alle 12:35
kry@finanza,
Con una sovranità monetaria come quella americana rischio ZERO! —– e magari hanno studiato e conosciuto Exter.

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