AMERICA: A PIL…COLI PASSI VERSO LA RECESSIONE!

Scritto il alle 16:46 da icebergfinanza

Puntuale come un orologio svizzero è arrivato anche il dato relativo al PIL americano del quarto e ultimo trimestre 2011, un dato che in attesa delle successive revisioni conferma la media della crescita sotto la fatidica linea maginot del 2 % su base reale.

Simpaticamente i giornalisti di America 24 hanno scritto che il PIL è salito al livello più alto da oltre un anno e mezzo dipingendo un bicchiere mezzo pieno per non farlo sembrare vuoto, nonostante l’influenza della crisi europea, carini davvero…

” Il prodotto interno lordo americano ha segnato l’incremento maggiore in un anno e mezzo nell’ultimo trimestre del 2011. Il dipartimento del Commercio ha fatto sapere che è aumentato del 2,8 per cento, lievemente inferiore al 3 per cento atteso dagli analisti. Questo significa che, nonostante l’influenza della crisi europea, la crescita dell’economia americana è stata robusta. Nel trimestre precedente, il prodotto interno lordo era cresciuto dell’1,8 per cento. La media annuale del 2011 è stata dell’1,7 per cento, decisamente inferiore al 3 per cento segnato nel 2010. Il dipartimento del Commercio ha fatto sapere che le spese dei consumatori sono aumentate del 2 per cento grazie all’incremento dell’occupazione, un segnale incoraggiante considerando il rialzo dell’1,7 per cento del trimestre precedente. Un fattore chiave per la crescita economica è stato un aumento delle scorte aziendali, che erano state ridotte durante l’estate per i timori di una nuova recessione. Le esportazioni sono salite del 4,7 per cento, un altro dato che ha confermato la ripresa economica. E’ meno positivo, invece, l’aumento delle importazioni del 4,4 per cento, che ha incrementato il deficit commerciale americano. Per risparmiare e favorire la ripresa, inoltre, il governo ha continuato a tagliare la spesa pubblica, riducendo le spese federali del 4,6 per cento.

Per quanto riguarda l’inflazione, il dipartimento del Commercio ha riportato una riduzione dell’aumento dei prezzi favorita da un calo dei costi energetici. L’indice dei prezzi per i consumi personali, un importante termometro della crescita delle pressioni inflazionistiche, è aumentato del 0,7 per cento, rispetto al 2,3 percento del trimestre precedente. La componente “core” dell’inflazione, che esclude le componenti dei beni alimentari ed energetici, ha segnato un incremento dell’1,1 per cento, rispetto al 2,1 per cento del trimestre precedente.

Ecco l’inflazione da brividi che produce una debt deflation…senza il giochino del deflattore segnatevi i numeri dell’ultimo trimestre e non solo.

Tutta colpa dell’Europa quindi altro che America…

Ma le previsioni per il 2012 non sono così ottimiste. Gli economisti, infatti, si aspettano una crescita modesta per il nuovo anno, a causa del rallentamento delle esportazioni dovuto alla crisi del Vecchio Continente. La Federal Reserve ha stimato un aumento del Pil tra il 2,2 e il 2,7 per cento per l’anno in corso. L’economia americana dovrebbe crescere tra il 2 e il 3 per cento quest’anno, ma l’incapacità dell’Europa di mettere il freno alla crisi finanziaria rappresenta un significativo fattore di rischio. Ne è convinto il segretario al Tesoro americano Timothy Geithner, che durante un’intervista alla Cnn ha sottolineato che le aziende e i consumi americani si stanno ancora riprendendo dalla tempesta del 2008. 

Non dimenticate cari lettori che quasi 2 punti e precisamente 1,94 punti della crescita complessiva di 2,8 % sono dovuti esclusivamente alla ricostituzione degli  inventari e che in realtà in America tra la crescita reale e quella potenziale si è scavato un buco…

Storicamente nel 68 % dei casi nel primo trimestre di ogni anno la ricostituzione degli inventari sottrae crescita all’economia americana e riesce difficile credere che i consumi sosterranno un’ulteriore spinta ora che gli ultimi dati relativi alle vendite e ai consumi sono i più deboli degli ultimi anni.

Tra un’illusione e l’altra non dimenticatevi che  … 2011 overall was the slowest non-recessionary year of GDP growth since 1947, says Neal Soss of Credit-Suisse .”…il 2011 è stato il peggior anno di crescita economica non recessiva dal lontano 1947!

Quindi concludendo torniamo ad un recente post… America: La recessione che verrà! 

In attesa dei dati relativi all’ultimo trimestre 2011 della crescita del Gross Domestic Product americano previsti per venerdi 27 gennaio andiamo a dare un’occhiata alla crescita reale depurata dall’inflazione ovvero al Real GDP.

Secondo gli ultimi dati della BEA il Bureau of Economic Analysis..

Real gross domestic product — the output of goods and services produced by labor and property located in the United States — increased at an annual rate of 1.8 percent in the third quarter of 2011 (that is, from the second quarter to the third quarter), according to the “third” estimate released by the Bureau of Economic Analysis.  In the second quarter, real GDP increased 1.3 percent. In the first quarter, real GDP increased 0.4 percent.

Ora le attese per l’ultimo trimestre variano da un minimo del 2,7 % ad un massimo del 3,3 %. Esageriamo sino ad arrivare ad un 3,5 % e abbiamo una crescita media reale per il 2011 del 1,75 revisioni al ribasso permettendo!Date un’occhiata al seguente grafico! Si chiama realtà empirica. Ben 10 volte su dieci ogni qualvolta la crescita del Real GDP scende sotto il 2 % la recessione diventa realtà.

A Voi ogni altra considerazione….

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4 commenti Commenta
edmontdantes
Scritto il 30 gennaio 2012 at 18:53

Capitano, senza contare poi che nel 2012, appena finite le elezioni forse parleranno del loro debito, che e´veramente enorme, nessuna delle agenzia di RATting ne parla ma ormai il lore debito e´di nuovo fori controllo. Alla data del 31.12.2011 gli US hanno di nuovo sforato il limite legale del debito che era appena innalzato ad Agosto 2011.

Basta guardare al link:
http://www.treasurydirect.gov/govt/reports/pd/mspd/2011/opds122011.pdf

Per vedere che: Total Public Debt Outstanding = 15,222,940,000,000 USD
Debt Limit = 15,194,000,000,000 USD

Ovvero default legale…nessuna obbligazione a pagare il debito ! Chissa se qualcuno se ne accorge che Gracia e Portogallo sono fiammiferi al confronto dell´incendio del debito US !

Saluti ED

icebergfinanza
Scritto il 30 gennaio 2012 at 18:59

edmontdantes@finanza,

Sono in molti quelli che fanno finta di nulla in attesa di Mamma Fed…e della verità figlia del tempo ciao Andrea

billbill
Scritto il 30 gennaio 2012 at 19:56

edmontdantes@finanza,

Qui hai sempre quello aggiornato:

http://www.treasurydirect.gov/NP/BPDLogin?application=np

billbill
Scritto il 30 gennaio 2012 at 20:01

Questo rende meglio l’idea!!!

http://www.treasurydirect.gov/govt/charts/charts_debt.htm

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