GRECIA: TUTTI INSIEME APPASSIONATAMENTE VERSO IL DEFAULT!

Scritto il alle 10:00 da icebergfinanza

Probabilmente ben pochi ci hanno fatto caso ma nelle ultime settimane e soprattutto negli ultimi giorni è un coro di mani avanti che non si augurano, ma prospettano il default della Grecia.

Tralascio interviste e considerazioni precedenti ma partendo dal FAINAncial Times…

Greece prepares for debt default if talks with creditors fail …

Ieri sera il Financial Times online ha rilanciato un’indiscrezione: la Grecia si preparerebbe a dichiarare il default, cioè la bancarotta, se le trattative in corso con i creditori dovessero fallire. E far circolare questa notizia potrebbe essere una forma di pressione da parte di Atene, come dire: attenti a non metterci con le spalle al muro o ci costringete a fare qualcosa che non piacerà neanche a voi.  Il Financial Times cita fonti vicino alla vicenda: «Siamo arrivati alla fine della strada. Se l’Ue non sblocca gli aiuti, non c’è alternativa al default», avrebbe detto al quotidiano economico un rappresentante del governo greco. E Atene cosa dice? Tramite l’agenzia Bloomberg una fonte (anonima) del governo smentisce che ci si prepari al default. “la Stampa”

Poi è arrivato il Fondo dei dotti, medici e sapienti della domencia a rivelare…

Nel caso non ci sia un’intesa, ha spiegato l’economista, “il quadro è abbastanza chiaro. Prima di tutto, l’uscita dall’Eurozona sarebbe estremamente costosa e dolorosa per la Grecia. Ma, ha aggiunto Blanchard, “il resto dell’Eurozona si trova in una posizione migliore per gestire” una Grexit. Concetto quest’ultimo già ribadito la settimana scorsa dal numero uno del Fondo Christine Lagarde secondo cui, grazie alle misure protettive adottate nel Vecchio Continente per evitare il contagio così come la creazione dell’Unione bancaria e l’unione fiscale, “l’Eurozona si trova in una situazione più forte rispetto a quattro anni fa”. Nel caso in cui Atene abbandonasse l’Eurozona, ha concluso Blanchard, “il modo di rassicurare i mercati e fare progressi sta nell’andare ulteriormente avanti e usare l’opportonutà di fare passi avanti sul fronte dell’unione fiscale e politica”.

Il modo per rassicurare i mercati è che questi inutili idioti la finiscano di scrivere o inventarsi teorie fallimentari. Loro credono che non vi sarà alcun effetto domino, forse è per questo che stanno facendo salire all’impazzata da mesi i mercati europei, tanto nella peggiore delle ipotesi il crollo sarà contenuto dal precedente rialzo.

Comunque sia anche in questo caso il “Grexit” non sembra un dramma, mentre prosegue il gioco del “chicken game” tutti e due con il piede sull’acceleratore.

Arrivano poi altri inutili idioti, ovvero i signori del senno di poi, quelli che non hanno già fatto abbastanza danni con i loro inutili rating e dichiarano…

S&P ha tagliato il rating della Grecia a “CCC+” da “B-” con outlook negativo, quest’ultimo riflesso del rischio per un ulteriore peggioramento della liquidità per il governo, le banche e l’economia in generale.(Sole24Ore)

Infine arriva la notizia che la badante dell’Europa, la Merkel secondo “autorevoli” fonti del Die Zeit, sempre ben informato …

Angela Merkel si smarca dai falchi e apre al salvataggio di Atene

(…) Berlino ha deciso di mettersi al lavoro con urgenza per il piano, secondo Die Zeit, perché cresce (anche in generale negli ambienti dell’Eurogruppo) il timore o quasi-certezza che Atene non ce la possa fare a rispettare i prossimi impegni di pagamento di rate del suo debito. Se così sarà, la Banca centrale europea dovrebbe in base ai trattati sull’unione monetaria interrompere la fornitura di liquidità in euro alla Grecia. Il piano in corso di elaborazione da parte del governo federale prevede iniziative per permettere alla Bce di continuare a finanziare il paese ellenico anche in caso di default. In tal modo sarebbe possibile risanare le banche greche e permettere loro di restare in contatto con i flussi di liquidità dell’Eurozona anche dopo una eventuale bancarotta dello Stato ellenico.

Poi ieri, durante una festa di Carnevale all’ EuroTower Draghi a ribadito che… “Continueremo ad estendere liquidita’ ad Atene”, perquanto tempo ancora “e’ completamente nelle mani della Grecia”. Lo ha detto il Governatore della Banca centrale europea Mario Draghi nelcorso della conferenza stampa a Francoforte. 

Quindi tenetevi pronti ad una bella scrollata, loro le mani avanti le stanno mettendo ovunque, in fondo, loro dicono, si tratta solo della Grecia, l’abbiamo spremuta come un limone per salvare le nostre banche è ora di liberarsene per sempre…anche se ovviamente e ufficialmente è tutto uno scongiuro istituzionale.

Stay Tuned!

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26 commenti Commenta
unocometanti
Scritto il 16 aprile 2015 at 10:27

Ho molti dubbi che gli US permetterranno una uscita della Gracia dall’ Eurozona, ciò significherebbe consengnare il paese ellenico a russi e cinesi e sappiamo bene quanto questi ci tengano ad avere basi nel bel mezzo del Mediterraneo. Peraltro si creerebbe una situazione paradossale di un paese NATO con installazioni militari “nemiche”.
Una possibile alternativa è che una volta fuori la Grecia dalla EU siano gli Stati Uiniti stessi a fornirle liquidità.

madmax
Scritto il 16 aprile 2015 at 12:05

unocometanti,

Posso contraddire?
L’uscita della Grecia spingendola in mano alla Russia rinforzerebbe la necessita’ di una maggior presenza US in Europa con la scusa: vedete che il pericolo e’ vicinissimone adesso pure la loro politica e’ influenzata dalla Russia…ma per fortuna mettiamo nuovi missili.
Non lo credo possibile, piuttosto vedo meglio i cinesi come “Cavaliere Bianco” in cambio del Pireo una bella base logistica per tutte le navi.

Ultima raccomandazione, dubitate sempre quando leggete sui giornali di scadenze o frasi del tipo: tempo fino a Lunedi’ … una deadline di disastro serve per obbligare l’opinione pubblica a cambiare atteggiamento e prendere posizione secondo tutti i manuali psy-ops :) sono veline scritte da altri e messe li per creare panico e necessita’ di cambiamento.

john_ludd
Scritto il 16 aprile 2015 at 12:41

l’economia mondiale è in crisi per diverse ragioni, ma l’epicentro è in Europa non negli USA. La struttura stessa dell’euro unita alla rilevanza economica dell’eurozona la rende il grande buco nero. Non ho idea di cosa si raccontino tra loro i vari mammasan ufficiali e no delle grandi potenze. Risolvere il problema Europa sarebbe facile per quanto non indolore: sanzioni economiche alla Germania, anzi a tutta l’Eurozona dato che non ci sono innocenti in giro ma solo collusi.

bano
Scritto il 16 aprile 2015 at 13:45

Si ma non è che per colpe o presunti accordi militari e di strategie politiche i figli di Troia possono condizionare l’intera Europa e fare gli smargiassi con i soldi degli altri e continuare a mangiare a spalle dell’intrea Europa.
ai greci non va dato più nemmeno un centesimo di euro ,non serve sbatterli fuori dall’Europa ma nemmeno darli soldi,semplicemente quando le casse di Atene sono vuote di euro per pagare pensioni e stipendi greci ,Atene sarà costretto a pagarle in dracme e quelle si spendono solo in grecia,.
quindi i greci si nutriranno a feta e yogurt greco, e carne di montone, se vogliono il prosciutto crudo o il grana italiano o la birra tedesca la DEVONO PAGARE in euro.
punto .
se poi noi europei andiamo in ferie in grecia pageremo merci ,beni e servizi in euro,per dar loro il modo di fare salvadanaio in moneta europea.la quale servira per comperare il prosciutto italiano o la birra tedesca.
la questione è semplice quanto banale

xtrust
Scritto il 16 aprile 2015 at 14:19

stavo seduto sul solito ghiacciolo quando sono stato profondamente infettato dal morbo della politicizzazione.consiglio per disinfettarsi ghiaccio bollente antibiotico icbergpolitika saluti al ghiacciolo

tirlusa
Scritto il 16 aprile 2015 at 15:23

“Il modo per rassicurare i mercati è che questi inutili idioti la finiscano di scrivere o inventarsi teorie fallimentari. Loro credono che non vi sarà alcun effetto domino, forse è per questo che stanno facendo salire all’impazzata da mesi i mercati europei, tanto nella peggiore delle ipotesi il crollo sarà contenuto dal precedente rialzo.”
Sono arrivato alla stessa conclusione. E secondo me il Dax che ha un pò sopraperformato sconta pure un eventuale ritorno al marco.

silvio66
Scritto il 16 aprile 2015 at 16:12

Dotarsi di una moneta comune prima di uniformarsi nei sottostanti fondamentali è stata la forzatura che ha prodotto gli squilibri attuali. Ci siamo “terzomondati” da soli, passatemi il termine. Lo sappiamo da secoli cosa succede ad un paese che contrae debiti in valuta straniera più forte. Spagna, Francia, Inghilterra, Stati Uniti, solo per citare gli ultimi quattro secoli, hanno indebitato il mondo nella loro valuta. Noi incredibilmente lo abbiamo fatto con il marco, la valuta del più forte e la abbiamo data in gestione ad una banca privata. I padri fondatori del progetto europeo, quelli che erano sopravvissuti alla guerra, evidentemente credevano che i loro successori sarebbero stati all’altezza della situazione, che avrebbero implementato e concluso l’unificazione, ma così non è stato. Le mezze calzette che si sono avvicendate nei parlamenti lo hanno infangato a guisa dei mercanti nel tempio. Ora assistiamo alla più grande ridistribuzione di ricchezza della storia europea. I politici europei sono gli zerbini dei banchieri di tutto il mondo e con la pressione fiscale ed il taglio della spesa stanno riallocando cifre spaventose che prima circolavano in europa ed ora sono altrove.
Credete che se gli italiani avessero studiato economia e finanza a partire dalle primarie, come italiano matematica inglese, sarebbero caduti nell’inganno dell’euro? Non avrebbero per caso preteso l’Op.Out come hanno fatto subito gli inglesi guarda caso. Anche i francesi si sono fatti fregare, forse anche li il cittadino comune è poco afferrato in economia, ma i loro politici pensavano di scaricare tutto su di noi con la complicità dei tedeschi, bravi fessi. Non sapere nulla o quasi di economia nei tempi che viviamo è oltremodo paradossale, e non permette agli elettori di giudicare le scelte economiche di coloro che li governano. Per questo rinnovo il mio plauso ad Andrea e a tutte/i i commentatori che agiscono in tal senso per colmare la lacuna culturale. Certo, se poi ci facciamo anche dei risultatoni come nell’ultimo anno non guasta he he he..

stanziale
Scritto il 16 aprile 2015 at 18:37

Esatto, non permetteranno(Usa,Germania) mai alla Grecia di uscire, di ammettere il fallimento di tutto, non ancora….troveranno il sistema di calciare il barattolo, di giorno in giorno…e chissa’ forse riusciranno ad arrivare al 2017. Poi, si sa, il 17 porta male…

kry
Scritto il 17 aprile 2015 at 00:57

John_Ludd Risolvere il problema Europa sarebbe facile per quanto non indolore: sanzioni economiche alla Germania, anzi a tutta l’Eurozona dato che non ci sono innocenti in giro ma solo collusi. ## #http://www.istat.it/it/archivio/156155

aorlansky60
Scritto il 17 aprile 2015 at 08:31

“l’economia mondiale è in crisi per diverse ragioni, ma l’epicentro è in Europa non negli USA. La struttura stessa dell’euro unita alla rilevanza economica dell’eurozona la rende il grande buco nero.”

il recente rapporto pubblicato da FMI sulla stima che l’istituzione calcola dei pacchetti “tossici” “sofferenti” “crediti inesigibili” presenti nei bilanci delle banche EU ammonta a sfiorare i 1000 miliardi di €; sapendo che gli americani sono sempre più bravi in questo (eh eh eh in fondo lo hanno inventato loro, il giochino…) si può immaginare con buone probabilità che le loro banche siano messe anche peggio.

Con 2000 miliardi di € o $ (tanto ormai il cambio viaggia quasi alla pari) traballanti di cui è molto dubbia l’esigibilità o il ritorno -secondo quelle fonti autorevoli- mi sembra che ci sia un motivo sufficiente per dubitare su un eventuale RIPRESA dell’economia come ci vogliono far credere (e secondo me non si tratta di EU o USA prese singolarmente ma integralmente visto che ormai i rapporti tra banche sono intrecciati a livello globale) senza andare a scomodare ragioni alternative come la crisi delle materie prime energetiche.

Se è vero quel che ci dicono da tempo, che le banche sono il fulcro di tutto il sistema economico, beh con tutto quel marciume al loro interno non è sperabile che le cose possano riprendersi, lo faranno quando avranno risolto questi problemini tecnici, ma, cavolo, 2000 miliardi di € o $ di carta privi di garanzie non si risolvono mica così in un batter d’occhio!… ci vuole tempo… e mi sa tanto che ne verremo fuori difficilmente, quando noto che le stime di queste tossicità bancarie sono aumentate ulteriormente rispetto al livello che impestava l’intero sistema mondiale nel 2007, e sappiamo tutti cosa accadde allora…

Silvio66

“Non sapere nulla o quasi di economia nei tempi che viviamo è oltremodo paradossale, e non permette agli elettori di giudicare le scelte economiche di coloro che li governano.”

Hai toccato un tasto giusto; sono perfettamente d’accordo con quello che affermi. :-)

Ma a pensarci è proprio quello che vuole il sistema, nel ns caso il sistema politico nazionale che chiede solo voti in cambio della pagnotta “e zitti e muti”, è andata avanti così per decenni nel dopoguerra di questo paese.

Ti immagini un opinione pubblica in italia, fatta in larga misura come la ciurma del bastimento che il Capitano ha formato qui, per es. ?

Il risultato sarebbe che avremmo una classe politica dirigente assai più competente (e magari anche più pulita, non so se mi spiego) da decenni, rispetto al mercato delle vacche tristemente noto (è questa la definizione più appropriata per molti esponenti politici e presunti “onorevoli” che infestano l’ambiente…)

john_ludd
Scritto il 17 aprile 2015 at 16:26

aorlansky60,

francamente chi vinca la gara verso il peggio non è un tema che mi appassioni; tuttavia credo che le banche americane abbiano fatto a tempo in questi anni a riversare una parte rilevante del proprio materiale tossico in pancia alla FED,a Freddie etc… quello delle banche europee è andato solo aumentando. Di certo è andato aumentando nelle banche del sud europa e in quelle italiane in particolare che avevano esposizioni risibili verso la paccottiglia uanagana, grecia etc… Ora sono imballate di crediti in sofferenza con ZERO possibilità di scaricarle in luoghi diversi che nella pancia degli azionisti/obbligazionisti/depositanti (nell’ordine) delle banche stesse (a seconda delle banche, non tutte uguali). Chi ha azioni di una banca italiana è pensa di tenersele ha delle tare, chi ha delle obbligazioni pure, per i depositi beh stia attento. Non ci saranno più bail out e lo hanno pure detto chiaro e tondo.

john_ludd
Scritto il 17 aprile 2015 at 16:36

aorlansky60,

per la ripresa sai che in assoluto penso non avremo MAI più il tipo di economia dei consumi del passato a prescindere da chi la gestisca. Tuttavia tra la rovina certa dell’attuale andazzo e l’impossibilità di andare contro i limiti di un pianeta finito c’è tanta roba in mezzo. Si possono fare tante ottime cose, si può avere un’economia sana anche se non si vendono zilioni di TV. Ma per girare pagina bisogna prima di tutto riconoscere che ci sono trilioni di perdite su crediti nel sistema finanziario globale e se non si puliscono non si andrà da nessuna parte. Le banche fallite (e sono tante) vanno nazionalizzate, fatte a pezzi e, un giorno forse se ci saranno mai le condizioni, ricollocate sul mercato. Azionisti e bondisti pagheranno per forza, temo che anche molti depositanti avranno sorprese. Il collasso del sistema finanziario azzerebbe le possibilità di poter realizzare una transizione al post fossile e ci spedirebbe direttamente al livello 4 della scala di Orlov.

stanziale
Scritto il 17 aprile 2015 at 17:29

“Il collasso del sistema finanziario azzerebbe le possibilità di poter realizzare una transizione al post fossile e ci spedirebbe direttamente al livello 4 della scala di Orlov.”

Questo concetto lo hai ripetuto piu’ di una volta, e’ molto interessante anzi, se non e’ tutto e’ molto, di quello che dobbiamo capire. Puoi dettagliare meglio il tuo pensiero? E ci metto di mezzo anche Andrea mazzalai, perche’ anche lui, credo, ha una opinione simile alla tua. Se ci fosse un collasso valutario che come ho sempre scritto tutto sommato auspico, sparirebbero per come lo capisco io(diciamo, diminuirebbero notevolmente) i debiti pubblici e quelli privati, cioe’ aziende e famiglie. Pure la immane liquidita’ di google, apple, dei fondi hedge ecc.ecc: me ne farei facilmente una ragione, francamente….non sarebbe il presupposto per una economia che forse faticherebbe all’inizio a ripartire, ma sarebbe molto piu’ sana? Catastrafi valutarie non sono sempre successe con le guerre? Se con le guerre ci sono state le catastrofi finanziarie e pure tutto da ricostruire(immobili delle citta’, fabbriche, ponti, porti) perche’ ora sarebbe peggio di allora? Ed ancora: c’e’ qualcosa di peggiore dell’attuale andazzo, cioe’ continuare il trasferimento di beni materiali e finanziari dalla classe media a quella ricca e ricchissima?

stanziale
Scritto il 17 aprile 2015 at 17:32

stanziale@finanza,

Non avevo finito: non sarebbe inoltre il collasso, proprio il fattore che mancava: una sana riflessione per far ricrescere poi l’economia con valori piu’ sani/sostenibili, proprio quelli che tu John hai tante volte elencato?

john_ludd
Scritto il 17 aprile 2015 at 19:10

stanziale@finanza,

La scala Orlov prende il nome dal libro più famoso di Dimitri Orlov “The five stages of collapse”. Lungi dall’essere un saggio sull’apocalisse è un erudito saggio che può dare i nervi a chi non contempla neppure per un secondo la possibilità che possa finire male ma è uno stimolo intellettuale per gli altri.

Stage 1: Financial collapse. Faith in “business as usual” is lost.

Stage 2: Commercial collapse. Faith that “the market shall provide” is lost.

Stage 3: Political collapse. Faith that “the government will take care of you” is lost.

Stage 4: Social collapse. Faith that “your people will take care of you” is lost.

Stage 5: Cultural collapse. Faith in “the goodness of humanity” is lost.

In realtà come spiega poi anche Orlov i punti 1 e 2 sono allineati in un sistema globalizzato dove le supply chain sono globali, e il 3 lo è da almeno il 2008 dato che l’assetto politico si è fuso con quello finanziario. Non ci sono più forze politiche indipendenti ma solo fantocci, agenti del sistema oligarchico banco/centrico (all’ovest ma non in Russia e neppure in Cina seppure quest’ultima presenti un rischio sistemico elevatissimo, che è al minimo nella Russia odierna perchè già collassata negli anni 90 e ripresasi per una serie di ragioni che Orlov spiega benissimo; Russia che è il nemico storico del cartello bancario anglosassone da 200 anni, predatorio e bramoso di mettere le mani sulla sola regione del pianeta che le è sempre stata negata; solo che vale il 30% di tutto quel che resta !!!). Lo studio della Russia post collasso è uno tra gli argomenti più affascinanti di Orlov che è russo di origine. Puoi trovare una lunga serie di post tra il provocatorio, l’acuminato e il geniale, il tutto condito dall’ineffabile ironia russa sul suo sito club Orlov. Dimitri Orlov è uno degli Agent Provocateur di riferimento di quest’epoca di assassini (in giacca e cravatta) e anime candide pronte a essere splellate.

john_ludd
Scritto il 17 aprile 2015 at 19:17

stanziale@finanza,

Da un collasso sistemico non ci riprende mai più. Verifica con un libro di storia in mano. La storia andrà avanti, la vita non sparirà e neppure il genere umano, ma seviranno secoli per avere di nuovo una forma di civiltà evoluta. Nel frattempo la popolazione sarà tornata ai livelli dell’epoca pre industriale con rapida e definitiva perdita della technè. Per questo e altro quelli che straparlano del collasso salvifico sono una banda di folli dediti al tanto peggio tanto meglio che si concedono solo perchè non hanno di meglio da fare e hanno una modestissima idea del grado di interconnessione e complessità del mondo in cui vivono.

stanziale
Scritto il 17 aprile 2015 at 19:33

D’accordo John, e ti ringrazio di aver risposto. Non mastico molto l’inglese ma nessuno fa fatica a crederti sulla parola, per quanto riguarda il collasso sistemico paventato da Orlov. Pero’ , per bacco baccone(come dicevano in un fumetto) perche’ deve per forza avvenire un collasso di tutto e non un semplice reset valutario, insomma una cosa meno estrema, come in fondo e’ avvenuto tante volte? Lo so’ che e’ una domanda da un trilione di dollari, nesssuno puo’ prevedere esattamente il futuro…pero’, e’ forse tutto quello che resta di speranza, perche’ “loro” se vanno ancora avanti, spianano tutto…

john_ludd
Scritto il 17 aprile 2015 at 20:08

stanziale@finanza,

infatti NON DEVE, guai se avvenisse. Per Orlov è inevitabile, per me no, per quanto sia d’accordo con tanto di quel che scrive lui. Sei tu che lo invochi non io, di salvifico nello sfacelo non c’è proprio mai nulla. In una situazione di collasso sistemico il sistema finanziario si ferma cioè si ferma il sistema dei pagamenti, quindi tutto quanto. Non è accaduto nel 2008, non è accaduto nella prima e seconda guerra mondiale. Tuttavia l’instabilità dei sistemi finanziari è secondo alcuni osservatori più a rischio che mai, e la scarsa fiducia di cui godono le istituzioni perchè percepite come colluse, corrotte e disinteressate alla sorte della gente comune è un forte elemento di instabilità sistemica. Tutto qui.

kry
Scritto il 17 aprile 2015 at 20:40

stanziale@finanza,

John_Ludd Scrive:
17 aprile 2015 alle 19:17
[email protected],
Da un collasso sistemico non ci riprende mai più. Verifica con un libro di storia in mano. La storia ….. http://icebergfinanza.finanza.com/chi-e-icebergfinanza/ … Kry Scrive:
15 dicembre 2013 alle 20:36
Oggi sul libro ” Le basi della storia antica ” ed. Bruno Mondadori pag. 136 ho trovato scritto: ( Ti risparmio la fatica. Ciao. )

stanziale
Scritto il 17 aprile 2015 at 21:58

kry@finanza,

Ok ragazzi, grazie Kry(la tua memoria e’ come sempre incredibile), del resto siamo tutti qui per una sorta di dovere civico, auspicando un miglior governo del mondo…che non si sa come possa avvenire, visto la piega che hanno preso le cose.

kry
Scritto il 17 aprile 2015 at 23:20

stanziale@finanza,

Grazie. E’ talmente incredibile che mi ricordo dove abiti e i miei ricordi arrivano fino a meno di tre anni cosa da molte persone ritenuta impossibile. A proposito ho postato http://icebergfinanza.finanza.com/2008/12/06/mondi-alternativi-una-nuova-economia/ prova a leggere il 4° commento di ” il compasso “. Ciao.

aorlansky60
Scritto il 18 aprile 2015 at 07:56

@ John, Stanziale, Kry

Ragazzi, non posso farla molto lunga dato che al momento non dispongo della mia tastiera ma solo del cell di mia moglie (il sabato va così), ma è’ un privilegio poter condividere i Vs pensieri; interessante la scala di Orlov, John.

silvio66
Scritto il 19 aprile 2015 at 13:05

john_ludd@finanza,

Ciao John,
grazie per i molti pregevoli spunti che porti a bordo.
A mio avviso molti di noi faticano a comprendere la pienezza di ciò che è avvenuto nel 2008. Perfino qua sul battello del Capitano sembra che a molti sfugga un piccolo particolare: il collasso sistemico è già avvenuto. Siamo sopravvissuti e conseguentemente non ci ammazza più nessuno. Oggi si deve pensare alle cure per tenere in buona salute lo zombi. Continuare a pensare alla salute del vivo non solo risulta anacronistico ma soprattutto inutile e fuorviante. Siamo in una nuova era marinai con nuovi venti e nuove correnti, concentriamoci su questo.
Buona Domenica

john_ludd
Scritto il 19 aprile 2015 at 20:22

silvio66@finanza,

No, non è avvenuto. Il sistema dei pagamenti è rimasto in piedi, non è mai stato sospeso nè c’è stato un fermo ai trasferimenti di capitale. Un sistema finanziario collassa se e solo se il sistema dei pagamenti smette di funzionare almeno in parte (il blocco dei trasferimenti dei capitali è una spia importante, quindo a Cipro il sistema effettivamente implose). L’ultima cosa che ci si può augurare è che accada. Per questa ragione chi pensa che l’uscita dall’euro della Grecia, che dipende dall’estero per energia e medicinali sia una banalità è sconnesso da questo mondo. Se avverrà deve essere coordinata altrimenti è un massacro. Ricordiamoci che siamo nell’era del just in time ovvero le scorte di benzina ai distributori ordinari durano 48 ore, quelle dei supermercati e dei medicinali sono pure sempre al limite. Sistema dei pagamenti bloccati e non arriva più niente. E’ un mondo molto fragile che viene venduto come molte forte.

aorlansky60
Scritto il 20 aprile 2015 at 08:20

@ & John

tra i due ultimi spunti, propendo verso la visione di John; il sistema non ha ancora collassato (anche se ha rischiato di farlo nell’OTT2008…) nella sua interezza proprio perchè il suo fulcro è stato tenuto in piedi (le banche). Non ci misero molto Paulson e Bernanke a convincere congiuntamente tutti quelli al Congresso al tempo (pur tra una valanga di opposizioni e proteste, sia repubblicane che democratiche) ammonendo che se non avessero varato votandolo, e in fretta, il TARP (*), da lì a qualche giorno gli USA NON AVREBBERO PIU’ AVUTO UN ECONOMIA, e con essi il mondo intero a cascata da lì a poco… cosa inaudita per loro : proporre di nazionalizzare alcune banche in un paese che ha sempre fatto del liberismo e del capitalismo il suo “credo”, ti rendi conto che sono davvero arrivati a un passo dalla fine, e pur di non fare crollare tutto, si turarono il naso e lo fecero! (*) 700 miliardi di $ di fondi pubbl, prima misura per fronteggiare gli effetti del credit crunch che si stava manifestando in tutti gli States in conseguenza del crak Lehman bros avvenuto un mese prima)

non ce ne accorgiamo mai perchè diamo tutto per scontato e crediamo che tutto ci sia dovuto (in un mondo di sistemi che per ora ha sempre funzionato, bene o male) ma vorrei vedere se una mattina venissero bloccati tutti gli accessi al credito -sia sportello che pos che credit card ed ogni altro mezzo di pag.to- per un periodo anche abbastanza limitato (1 sett), l’effetto che sortirebbe tra la popolazione di un intera nazione…

Ricordiamoci che siamo nell’era del just in time ovvero le scorte di benzina ai distributori ordinari durano 48 ore, quelle dei supermercati e dei medicinali sono pure sempre al limite.

in un ottica di mantenere basse scorte unita ad una logistica di trasporti veloce in grado di garantire frequenti ricambi, certo. Proprio per questo bastano pochi giorni di blocco della liquidità per mandare in tilt tutto quanto.

silvio66
Scritto il 21 aprile 2015 at 12:44

john_ludd@finanza,

Si John, il sistema è fragile ma accettato da tutti e basandosi su dei pezzi di carta sarebbe perlomeno curioso non onorare i debiti. Possiamo pensare una momentanea malfunzione della stampante ma non credo che basti. Non si bloccherà mai salvo sconvolgimenti naturali che precludano ogni forma di energia, tipo una cometa che impatta col pianeta o l’esplosione di un supervulcano. Stando sul sistema dei pagamenti, sarebbe utile alla nostra conoscenza identificare chi sono le parti decorrenti che costantemente aumentano il deficit nella bilancia dei pagamenti. Dato innanzi a tutti che viene costantemente ignorato. Forse perchè smaschera clamorosamente il pericolo che viene dal privato mentre tutti noi siamo concentrati a vivisezionare il pubblico. Cipro, come dissi a suo tempo, è stato l’atto più grave al quale abbia assistito nella mia carriera. La prova generale di ciò che sono disposte a fare le famosi parti decorrenti in tutta europa per recuperare i loro pezzi di carta. Mi chiedo dove sia finita la nostra dignità se nemmeno difronte a questo nessuno ha mosso un dito.

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