MONDI ALTERNATIVI: UNA NUOVA ECONOMIA!

Scritto il alle 10:02 da icebergfinanza

 

Abbiamo spesso osservato come l’economia sia quell’insieme di innumerevoli ingredienti ( Investimenti, Ricerca, Formazione, Produzione, Consumo e Risparmio, Intermediazione, Libero Scambio, Assicurazione e chi più ne ha più ne metta….) che nella loro composizione e grado di utilizzo e assunzione portano a un prodotto finale che nasconde l’essenza stessa dei suoi ingredienti.

Come dice Francesco Gesualdi, ad esempio nei dolci sono compresi più o meno gli stessi ingredienti, farina, zucchero, uova e burro, come nell’economia stessa, qualcuno di questi dolci si addice anche ai diabetici in quanto contiene solo tracce di burro e zucchero, mentre altri sono un pugno nello stomaco per tutti, perchè sono solo un concentrato di grassi.

Oggi nella preparazione del "dolce" economico di questi ultimi anni sono cadute dosi massicce di " lievito creativo " di natura finanziaria, unitamente ad un uso eccessivo di "burro monetario" e " zucchero speculativo".

Le dimensioni apparenti di questa illusione culinaria e la sua infinita bontà, a reso obeso il sistema economico, dipendente in tutto e per tutto dagli ingredienti principali, il burro e lo zucchero, dimenticando le conseguenze a lungo termine sull’organismo economico.

Il concetto di crescita infinita è lievitato sino a far esplodere la torta del benessere economico a beneficio di una parte infinitamente piccola della popolazione mondiale, lasciando una dolce senzazione di inebriante sazietà relativa.

There Is No Alternative…….non c’è alcuna alternativa a questo sistema, ecco il pensiero unico, solo e sempre il confronto tra socialismo e capitalismo quasi non vi fosse nessuna possibilità di modificare la quantità degli ingredienti, la possibilità di aggiungerne di nuovi o di modificarne alcuni.

Siamo talmente schiavi dei modelli economici del passato, di qualche grande economista defunto che non esiste alternativa agli ingredienti esistenti, pronti ad utilizzare sempre e solo quelli, concetti,  immagini, idee e modelli che vengono impressi nella nostra mente dalla pressione mediatica senza alcuna alternativa, che non vada al di la della singola consapevolezza di un individuo.

“Gli uomini pratici, i quali ritengono di potersi sottrarre a qualunque tipo di influenza intellettuale, generalmente sono  schiavi di qualche economista defunto”
( John Maynard Keynes )

Oggi tutto si muove cosi velocemente che difficilmente il "lievito economico" il moltiplicatore economico risulta sostenibile, difficilmente nelle scelte esiste una responsabilità sociale, una responsabilità nei confronti di coloro che questi ingredienti li producono, li lavorano, li consumano.

Un’economia sostenibile, non è solo uno slogan, ma anche uno sforzo comune ad indirizzare la creatività umana e la sua tecnologia  alla ricerca di un sistema alternativo che esca dalla dinamica di euforia e depressione di questa economia, per assumere un ritmo sostenibile. Molti ritengono inevitabile questa dinamica di euforia e depressione umana ed economica, molti ritengono la recessione una male da evitare a qualsiasi costo senza chiedersi quale sia il limite naturale di un ciclo economico.

La natura predatoria di questo sistema economico è alla base della sua stessa libertà, dove regole e limiti sono ostacoli che vengono disseminati nelle menti di coloro che si affacciano alle università dell’economia mondiale, che in questi anni hanno imparato a conoscere il "pensiero unico".

Non c’è alcuna alternativa a questo metodo produttivo, nessuna alternativa a questo tessuto economico, nessuna possibilità di concepire un’azienda o un’impresa fondata su nuove e rivoluzionarie idee?

Nessun limite alla creatività umana, alla "creatività distruttiva" della finanza ( vi è pure una creatività "positiva" nella finanza ) possiamo opporre la creatività costruttiva dell’economia, attraverso alternative reali, come abbiamo già visto per il "SOCIAL_BUSINESS" di Yunus o come vedremo per l’  " APPROCCIO EGALITARIO " di Ricardo Semler, utopie reali, talmente demenziali per la concezione attuale dell’economia da funzionare a meraviglia ma …….come abbiamo già visto in MERCATI,DEMOCRAZIA_e_CAPITALE_UMANO se non vi è alla base un concetto di tensione all’uguaglianza, tavole rotonde, convegni e seminari, resteranno sempre parole al vento, parole scritte sulla sabbia.

Sento ancora in lontananza l’eco di quella vocina che sussurra……"Rilassati, nulla cambia, tutto è per sempre uguale…….simpatica ed affascinante al tempo stesso, figlia di coloro che amano lo Status Quo, figlia della Morte di milioni di uomini.

Gilat Levy, giovane economista nata a Tel Aviv, presente al festival, oggi docente presso la London School of Economics e con alle spalle un invidiabile curriculum di studi, ricerche e pubblicazioni, ci racconta che :

«All’interno di ogni tipo di società abbiamo differenziazioni che nascono e si consolidano per livello di reddito, per età, per appartenenza etnica o geografica, per religione… In modo esemplificativo, queste differenziazioni danno origine a tre grandi classi sociali: i “ricchi”, che sono poi detentori del potere economico; i “poveri portatori di interessi specifici”, che è la classe media, quella che ha comunque degli interessi (religiosi, ad esempio, oppure etnici o geografici) da tutelare; e infine i “poveri”, la terza classe, quella che non ha particolari interessi da difendere se non la propria sopravvivenza».

Che i “poveri portatori di interessi”, aggiunti ai “poveri” tout court, siano la maggioranza nella gran parte delle società oggi esistenti, è sotto agli occhi di tutti. “E allora perché, nella costruzione dei vari governi, i “ricchi” hanno un’importanza predominante? – si è chiesta Gilat Levy. – Perché i poveri, tra di loro uniti, sono la maggioranza, ma a governare in fin dei conti sono sempre i ricchi, e cioè la minoranza?» Perché gli interessi dei “poveri” e quelli dei “poveri portatori di richieste specifiche” quasi mai coincidono; perché i poveri sono divisi e, quindi, ai ricchi è data la possibilità di rompere il fronte dell’opposizione; perché è più facile che vadano tra di loro d’accordo i “ricchi” e i “poveri portatori di interessi specifici”, piuttosto che i “poveri” nel loro insieme.

Quindi secondo la Levy questa mancanza di libertà, questa " dittatura " dei ricchi sarebbe anche frutto della mancanza di unità tra i poveri, mancanza di democrazia indotta dalla mancanza di cultura o dalla mancanza di un interesse comune?

In fondo il "Grande Fratello Mediatico " è l’essenza stessa del nulla, la fonte quotidiana della mancanza di cultura…..una cultura uniforme!

Anche Raghuran Rajan  professore quarantacinquenne, ex direttore dell’Ufficio studi del Fondo monetario internazionale ci dice:

Poniamo di avere – ed ecco il modello per spiegare il concetto – tre gruppi di interesse: un potere economico monopolistico, una classe media istruita e una classe povera non istruita. Ogni gruppo ha un voto. Due sono le riforme possibili – spiega il professore – migliorare l’accesso ai fattori di dotazione, per esempio l’istruzione universale, oppure aumentare la competizione con minori barriere all’industria”.
Analizzando i possibili scenari Rajan fa capire che c’è anche la possibilità di uno status quo: “Se non ci sono vantaggi per nessuno la paralisi è invitabile Anche perché ciascun gruppo vorrà novità diverse: la classe media, solo per fare un esempio, non vuole più istruzione perché questo significherebbe che gli ex poveri diventerebbero competitors sul mercato”. Perché il problema è che se è vero, come è vero, che di solito in un Paese c’è l’èlite e il resto, è anche vero che questo “resto” è maggioranza, ma è una maggioranza solo numerica non coesa, perché in realtà è formata da gruppi di interesse con bisogni anche molto differenti!

Ma al di là dello strapotere delle élite, il professore indiano sottolinea – quasi a stemperare i toni della sua provocazione intellettuale iniziale – “che il problema non è la democrazia ma la disparità di dotazioni iniziali, quando per dotazioni intendo soprattutto l’accesso all’istruzione ma anche una sanità di buon livello per tutti e una distribuzione delle ricchezza che non sia iniqua: “Le diseguaglianze nei Paesi poveri sono il retaggio dei vari colonialismi. La disuguaglianza è rimasta ed ha favorito politiche che hanno ulteriormente consolidato le disuguaglianze”. 

Ricardo_Semler questa disuguaglianza ha deciso di combatterla nella sua SEMCO uno straordinario successo di azienda che ha  osato risalire controcorrente il "pensiero unico" della scala gerarchica, un’azienda sull’orlo del fallimento rilevata dal padre tradizionalista e trasformata in una innovazione democratica aziendale.

Un approccio egalitario che oggi è semplicemente inconcepibile, un esempio di pura utopia che sfida le leggi dell’economia aziendale.

Condivisione e qualità di vita, senza regole e senza limiti, l’unico limite la responsabilità umana nei confronti dell’azienda che ti percepisce come una risorsa e che tu percepisci come strumento per la dignità della tua vita.

Decisioni collettive impensabili, regole condivise, una continua tensione al bene comune dell’azienda dove tutti possono partecipare alle decisioni, contribuire con idee e suggerimenti, dove il profitto è al servizio dell’uomo, del benessere di coloro che partecipano alla vita aziendale, il concetto di famiglia aziendale dove tutti ricercano il bene comune.

Demenziale, assolutamente demenziale! Irreale assolutamente irreale, peccato che questa idea rivoluzionaria abbia permesso alla SEMCO di moltiplicare esponenzialmente il suo fatturato, non solo profitto quindi ma benessere economico collettivo.

Il concetto di democrazia non significa anarchia totale, non significa libertà infinita, la possibilità di fare ciò che si vuole, esistono delle regole condivise che vanno rispettate, in fondo anche nell’impresa talvolta la democrazia latita, non la democrazia che permette a chiunque la libertà di fare qualunque cosa, ma la democrazia della condivisione, del confronto, una democrazia alla Ricardo Semler un uomo, un’idea rivoluzionaria, un’utopia se vogliamo ma un sistema a misura d’uomo, che sa stimolare, che provoca la creatività umana, che ti costringere a prenderti delle responsabilità al punto da gratificare la vita delle persone.  

Semler osserva che le persone si comportano da adulti nella vita privata: tutti noi abbiamo delle responsabilità e prendiamo decisioni riguardanti la vita privata (dalle bollette da pagare, al mutuo della casa, al dove mandare i nostri figli a scuola, ecc.), stando così le cose lui si chiede: perché nel momento in cui queste persone mettono piede nell’azienda dobbiamo cominciare a trattare gli adulti da bambini?

Dobbiamo sostituire un sistema di controllo in azienda con un sistema di responsabilità individuale e la forma che stimola al meglio la manifestazione di comportamento da adulti è la democrazia. Semler è convinto che “se si trattano le persone come adulti si comporteranno da tali”. (Personalmente, a volte noto il rovescio della medaglia, con una tendenza di collaboratori e manager a comportarsi da bambini in azienda. Semler direbbe che questo avviene perché l’azienda tratta le persone da bambini e di conseguenza questo è il comportamento che si ottiene).

La proposta di Semler (che sta funzionando con ottimi risultati nella sua azienda) è semplicemente quella di avere fiducia nei comportamenti da adulti dei propri collaboratori ed avere fiducia in un sistema gestito in modo democratico; un sistema in cui ognuno (incluso lui stesso) ha solo un voto e le persone sono molto informate e capaci di utilizzare in modo analitico e costruttivo dette informazioni (per esempio, in Semco si fanno corsi di formazione su come leggere ed interpretare dati finanziari e di bilancio a quali partecipano non solo dirigenti ed impiegati ma anche operai e gli addetti alle pulizie). SAPEREPERFARE.it

In sintesi un’alternativa, niente socialismo, nessun capitalismo nel senso vero della parola ma una pura e semplice alternativa, una di quelli impulsi di un momento, non una proposta accurata e precisa in ogni dettaglio, che il nostro caro Yunus definirebbe non in grado di mettere a loro agio i grandi capitani dell’industria.

Un’idea rivoluzionaria ed egalitaria che porta ad un livellamento delle retribuzioni, che toglie di mezzo quella demenziale idea del capitalismo che non mette limiti alle retribuzioni di uomini visti come esempio unico di capacità manageriali?

Yunus dice che ……"Ho come la sensazione che l’economia basi le sue leggi su presupposti che ignorano gli esseri umani. L’economia tratta gli uomini e le donne come macchine e nega gli elementi essenziali della natura umana. L’economia prevede solo due attori sulla scena: gli imprenditori e i lavoratori. E considera gli imprenditori come persone dalle capacità eccezionali. Sono state create istituzioni che difendono solo questa casta. E così sono state ignorate le potenzialità della gran massa dell’umanità. L’economia ama definirsi come una scienza sociale. Non lo è: l’economia parla di lavoro e di manodopera. Non parla d’uomini, donne e bambini. Una scienza che vorrebbe essere sociale non può ignorare l’ambiente che pretende di analizzare>>.

"Siamo tutti convinti, in qualche modo, che l’economia capitalista può funzionare solo se spinta dal principio dell’avidità. È una profezia che si avvera. Solo chi punta ai massimi profitti ha un ruolo nell’economia di mercato. Sono convinto profondamente, e l’esperienza di venti anni di lavoro di Grameen me lo conferma, che l’avidità non sia l’unica molla per la libera impresa. L’impegno per raggiungere obiettivi sociali può avere una forza propulsiva pari, se non superiore, a quello spinto dall’avidità. Aziende che ispirano il proprio lavoro alla soddisfazione di finalità sociali, possono diventare formidabili concorrenti delle aziende private ispirate solo al profitto".

In questi giorni, in questi mesi abbiamo una sintesi di cosa significa questa crisi, attraverso le lacrime dell’occupazione, ogni lavoro perso è la storia di un essere umano il cui orizzonte torna nella nebbia, ma vi è un’enorme differenza tra coloro che nonostante tutto se ne vanno con liquidazioni milionarie e coloro che vengono "liquidati" con un semplice SMS, la demenziale logica di retribuzioni agganciate a parametri del valore di un’azione, manipolabile e manovrabile a proprio esclusivo interesse.

Sempre e comunque questo sistema economico, che deve rendere conto agli azionisti ed ai valori della propria capitalizzazione, provvederà in tempi di crisi a tagliare i costi tramite licenziamenti di massa.

La "cattiva" distribuzione del reddito era ben presente anche alla fine dei ruggenti anni ’20 quelli che culminarono nella Grande Depressione , sembra che il 5 % della popolazione ricevesse in quell’anno circa un terzo dell’intero reddito personale della nazione e come Marriner S.Eccles governatore della Federal Reserve tra il ’34 e il ’48 ricorda nell sue memorie …..

" Come la produzione di massa deve essere accompagnata da consumi di massa, i consumi di massa a loro volta implicano una distribuzione della ricchezza – non di ricchezza esistente, ma di ricchezza prodotta attualmente  per fornire agli uomini il potere d’acquisto  di importo pari a quello di beni e servizi offerti dal circuito economico nazionale. Invece di realizzare questo tipo di distribuzione, una pompa di aspirazione gigante aveva attirato nel 1929-30 in poche mani una crescente quota di ricchezza. Questo serviva come accumulazione di capitale. Se ci fosse stata una migliore distribuzione del reddito corrente dal prodotto nazionale – in altre parole, se ci fosse stato meno risparmio da parte delle imprese e gruppi dal reddito più alto e più redditi nei gruppi di redditi bassi  – avremmo avuto una maggiore stabilità nella nostra economia. "

In un "MESSAGGIO_DALLA_STORIA" c’è tutta l’essenza di questa crisi che è diversa dal passato nelle sue origini ma assolutamente identica nella sua dinamica, un post che ritengo un’autentico bagno di Storia, un viaggio attraverso la semplice ma forse irrealizzabile soluzione per questa crisi, una soluzione che comporta un passo indietro da parte di tutti i protagonosti della vita sociale ed economica e come sostengo da tempo la mia soluzione è quella di Robert Reich …….

Il problema è più profondo, è il culmine di tre decenni durante i quali il consumatore americano ha vissuto al di là dei suoi mezzi ed ora tutto ciò stà terminando. I consumatori hanno esaurito la possibilità di mantere un alto livello di consumi.

 

L’unico rimedio duraturo è quello di accettare un più basso tenore di vita e le imprese adeguarsi ad un’economia di tono minore, dare ai redditi medio bassi più potere di acquisto e non solo temporaneamente.

Un minor tenore di vita è difficile da accettare quando le cose vanno bene

Tornando a Ricardo Semler e alla sua rivoluzione, la retribuzione dei suoi "collaboratori" è un mix di scelte che variano da uno stipendio fisso a quello variabile, da bonus  e stock options sostenibili a parametri produttivi, retribuzioni che premiano la creatività e la genialità di un individuo, la passione e l’attaccamento al proprio lavoro, retribuzioni a misura d’uomo che fanno del turnover nella sua azienda un fantasma di altri tempi.

In fondo si tratta di scegliere se continuare a navigare per rotte ormai tracciate e spesso fallimentari, oppure girare la prua della nostra nave, della nostra vita verso orizzonti inesplorati, ma che hanno sempre e solo come obiettivo l’uomo e non il profitto, decidere se questo sistema va integrato e non sconvolto con l’essenza stessa della Vita.

 

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94 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 6 dicembre 2008 at 15:53

Non avrei mai creduto che all’interno del mio ciclo vitale potesse arrivare un momento del genere. La possibilità effettiva di poter cambiare rotta. Però abbiamo bisogno di molte più persone come Ricardo. La rivoluzione arriverà dall’america latina?

Scritto il 6 dicembre 2008 at 15:56

L’ ALTRA ECONOMIA E’ UN SOGNO A OCCHI APERTI,
MA ANCHE UN DOVERE.

..La trappola di nome economia.
Questa oggi è la tortura per la vita delle persone,
dei popoli, della natura.
La più grande causa di infelicità.
Più è virtuale, futile, distruttiva e più decide del destino di tutti
con forza apparentemente inesorabile.
Che poi presto si rivela apertamente, come oggi,
la forza tragica del vortice in un naufragio.

Non è che sia un male l’ economia in se. Anzi, essa dovrebbe
essere l’ arte della cura per le basi della convivenza.
….
Il punto è che l’ economia capitalista costruita nei secoli più recenti
dall’ Occidente come sovracultura globale è un’ economia completamente
e intrinsecamente perversa.

“Il dominio sopravvive come fine a se stesso in forma di potere economico”(Adorno)
..
Di tutte le sfere di esperienza dell’essere umano, l’ economia è quella che riguarda
la sopravvivenza. Ma la sopravvivenza fine a se stessa è tutt’ altro che naturale.
Quando viene posta come scopo unico dell’esistenza,
si deforma la condizione umana.
..
ridurre ogni cosa a economia significa fabbricare un sistema
in cui la sopravvivenza bruta si sostituisce alla vita, e ancor più,
a ogni possibilità di vita vera e di felicità condivisa.

PERCHE’ NON CI RIBELLIAMO
A QUESTO TREMENDO SORTILEGIO DI CARTA?

TROVARE LA VIA PER USCIRE DALLA TRAPPOLA..
richiede la percezione del senso della vita personale e collettiva,
la passione e il coraggio di cambiare,
la fiducia in un futuro diverso,
LA MEMORIA DEL PERCHE’,
anzi del perchì vale la pena di agire altrimenti.

L’ ALTRA ECONOMIA E’ UN SOGNO A OCCHI APERTI,
MA ANCHE UN DOVERE.
(Roberto Mancini,)

..Povero popolo trasformato in pecore con la testa bassa,
intento a brucare. Noi non demorderemo,
faremo la nostra parte per suonare la sveglia,
fornire strumenti per la comprensione, organizzare la resistenza,
indicare nuovi orizzonti.
Ma intanto lasciateci piangere, anche il dolore (aggiungo e rabbia)
vuole il suo sfogo.
(Francesco Gesualdi, il migliore dei mondi)
estratti da altraeconomia, novembre 2008

ww.osservatoriofinanzaetica.it
http://www.CRBM.org campagna per la riforma della banca mondiale
..
E’ da tempo che tu Capitano non demordi e fai suonare la sveglia!!..
un caro saluto.
Buona Domenica a tutti
Valentina

p.s. c’ è equospaziofattisentire
comunity e forum di ctm
in ww.altromercato.it

utente anonimo
Scritto il 6 dicembre 2008 at 17:08

Parafrasando Gaetano Mosca, “inventore” della teoria elitistica:

“Cos’è l’organizzazione? È ciò che permette alla minoranza di erigersi sulla maggioranza che non è organizzata; la minoranza è organizzata in quanto è possibile darsi un’organizzazione solo tra pochi, non tra molti.”

Crakowski

utente anonimo
Scritto il 6 dicembre 2008 at 18:51

E’ molto bello leggere in questo blog il tentativo di proporre un cambiamento al modello economico vigente. Di solito negli altri pochi posti in cui è possibile informarsi, dell’evolversi della crisi, vi sono solo analisi di quello che io chiamo il “passato avvenuto” e il “passato futuro”. Non ho una preparazione filosofica tale da potermi cimentare nel proporre un modello alternativo, posso solo raccontare la mia limitata e breve esperianza di reduce da “commesso viaggiatore”.
Il socialismo e il capitalismo, hanno sempre sbagliato perchè si sono dimenticati della particella elementare, del loro modello sociale, l’UOMO. Ideate il più bel modello sociale del mondo e vi sarà sempre un uomo o gruppo di uomini che distorceranno a proprio favore le cose, creando profonda ingiustizia.
Spesso leggo che è l’avidità il motore della società moderna invece la radice di tutto sta nel potere. Il potere è come una droga che affascina tutti, uomini e donne tutti lo vorrebbero. Una volta che si ha un potere, l’altro desiderio inconscio è quello di averlo riconosciuto a vita e poi quello di perpetrarlo ai propri figli.
Questa crisi economica, che sarà di certo un grande disastro per milioni di persone, in realtà io la vedo come il rimescolarsi delle carte. E’ come se qualcosa scatenasse un terremoto e faccia crollare a valle, tutte le persone che pensavano di aver costituito una rendita di posizione. Per molte persone sarà un trauma epico, perchè la maggioranza non ce la farà più a riprovare la scalata. Altre persone che occupavano il posto che aveva, solo perchè lo avevano usurpato o ereditato, rimarranno schiacciati dalla crisi. Moltissimi con grandi doti trasformistiche riusciranno rapidamente a risalire la vetta. Le persone fino allora escluse o in posti che ritenevano inadeguati alle loro capacità, che avevano covato sentimenti di rivalsa, scatteranno verso la cima cercando il loro “posto al sole”.
Molti uomini vedono la propria esistenza bruciare, solo in funzione di come possono condizionare quella del prossimo a proprio favore. Per loro il potere è tutto, vivono solo in funzione della rivalsa, della conquista, nel poter affermare, di stare al disopra degli altri.
Quando una persona viene vicino a voi, con piglio rivoluzionario, facendovi grandissimi discorsi su un mondo migliore, su come lui lo abbia inteso; Bene cominciate a pensare che quell’uomo consciamente o (peggio) inconsciamente sta dando il suo prima assalto alla vetta del potere e sta arruolando il suo esercito di soldati di cui lui si vuole mettere a capo.
State pur certi che pochissimi raggiungono la vetta, molti si accontenteranno di porsi a una certa quota, basta che disotto vi sia qualcuno su cui esercitare il potere e dar sfogo al proprio ego. Se anche inizialmente il nostro rivoluzionario, fosse stato mosso da nobili principi alla fine stati pur certi che finirebbero corrotto.
Ovviamente in un mondo che vive in pace, dove l’uso della forza è condannato unanimemente, raggiungere il potere è l’esercizio di doti come la lusinga, il plagio, il doppiogiochismo, la corruzione ma sopra ogni cosa vi è l’inganno. Non bisogna mai far capire che si sta tessendo una tela ben ordita di rapporti interessati, tendenti verso l’alto, al fine di scavalcare chi ci sta sopra.
Oggi il più semplice strumento di potere è il DENARO e la POLITICA.
Spesso anche quelli che nella loro vita vogliono solo poter vivere secondo i propri principi e valori, vengono a volte “invitati” a salire in alto nella scala sociale o perché hanno raggiunto meritatamente un certo successo economico senza sporcarsi con le varie caste o perché hanno delle competenze specifiche di cui non è possibile fare a meno.
La cosa che più nausea la vita di questi individui e come proprio nel mondo cosiddetto “bene” della società, il tutto sia strutturato e finalizzato a creare ulteriori relazioni, al fine di preservare la propria posizione e spingere se stessi o un proprio caro avanti nella scalata sociale.
Quando anche avrai occupato meritatamente una posizione elevata, persone per cui prima eri del tutto invisibile, ti si propongono, si fanno avanti, vogliono improvvisamente “confidenza” si “prostituiscono”, ti ammiccano scambi di favore, il non accettare le regole del sistema t’inimicherà tutti che tenderanno a escluderti a emarginarti.
Non c’è nessun luogo della nostra società, dall’università, alla ricerca, al mondo dell’imprenditoria, alla politica, ai sindacati, finanche nella magistratura e nelle strutture cosi dette caritatevoli e religiose, dove non ci sia una dilagante corruzione dove tutto è finalizzato a un interesse.
Oggi provare a cambiare la società cambiando modello sociale e come pensar di guarire un malato cambiandogli il vestito. Il livello di corruzione oggi è così elevato e normalizzato, che solo un evento cruento il cui scopo specifico sia lo sconvolgimento sistema può farci sperare in un vero cambiamento.
Ma la strada della “rivoluzione” sicuramente porta a dei cambiamenti, ma spesso questi assumono una forma inaspettata e mostruosa, e a volte sono quasi peggio di ciò che si è voluto abbattere.
Quello che alla fine mi preme di dire è che un sistema non si cambia, ne con un unico atta risolutivo, ne cambiandogli solo i connotati.
Il cambiamento vero è figlio di un autentica presa di coscienza, un dibattito pubblico e diffuso dove non basta scrivere su un pezzo di carta che tutti gli uomini sono liberi, uguali e hanno gli stessi diritti. Bisogna creare meccanismi istituzionali che eliminino qualunque convivenza concussiva e corruttiva, qualunque conflitto di interesse ( finanche quello apparente) e dove soprattutto la giustizia venga realmente applicata seguendo lo spirito fondatore delle leggi e non cavilli interpretativi.
-Il compasso-

utente anonimo
Scritto il 6 dicembre 2008 at 19:58

Caro compasso.
Sono d’accordo e sottoscrivo tutto il tuo intervento tranne l’ultimo paragrafo.
Per me, per il pianeta terra non c’e’ futuro o speranza finchè ci saranno almeno due umani in grado di riprodursi.
La speranza, per la terra è che luomo sarà la causa della sua estinzione.
Un’ottimista

utente anonimo
Scritto il 6 dicembre 2008 at 21:10

#5
Concordo e approvo

Scritto il 6 dicembre 2008 at 21:57

seguo da un po’ questo luogo pieno di cose interessante. avrei bisogno di un aiuto: qualche anno fa un po’ di miliardari USA scrissero un alettera-manifesto contro l’abolizione della tassa di successione, non me la ritrovo più, ce l’avevo in italiano, qualcuno può iutarmi a ritrovarla?
grazie francesco

Scritto il 6 dicembre 2008 at 21:59

E’ affascinante il movimento del compasso uno strumento che aiuta ad unire un insieme di curve per giungere alla realizzazione di un cerchio perfetto, un cerchio che lentamente si chiude!

In fondo anche il discorso del nostro compasso è un grande cerchio che si chiude un ragionamento ineccepibile, la natura stessa dell’uomo di ieri, oggi e chissà domani, la sua tensione a raggiungere la cima della montagna per poi un giorno arrivato in cima, scoprire che in fondo non sempre raggiungere la vetta significa, realizzare i propri sogni.

Un cerchio che si chiude anche nella sottile allusione a quell’uomo che parla di rivoluzione, che parla di un mondo migliore, in sintesi la cultura del sospetto, spesso reale ed esistente verso coloro che vengono da “un’altro mondo” da un mondo che non esiste, un mondo irreale fatto di utopie ed illusioni.

Si la stessa cultura del sospetto che si usa contro coloro che rischiano di sconvolgere lo Status Quo, con le loro idee rivoluzionarie, non importa se parlano di uomini e donne, di banbini e ragazzi, di rispetto e condivisione, non importa se si chiamano Yunus o Semler, sono come un uragano che irrompe nella quiete della nostra vita e spesso questo sconvolge.

Spesso mi sono chiesto il significato di questo viaggio, quello che pensano amici e colleghi, quello che possono percepire, forse il sospetto che……..ma non importa, ciò che importa è quello che senti e quello in cui credi.

In questi mesi ho spesso rinunciato all’invito a salire la cima, forse perche a valle si assaporano profumi, si vivono sensazioni che vanno al di la dell’innebriante esperienza di vedere il mondo dall’alto, spesso in solitaria.

Se ognuno di noi negasse anche solo per un istante la possibilità di un cambiamento solo perchè l’uomo dalla notte dei tempi anela al potere e all’avere piuttosto che alla sua stessa essenza allora si nulla cambia tutto è per sempre uguale, ma non è cosi e la Storia lo insegna, nella vita di uomini e donne che hanno lasciato dietro di loro un profumo indimenticabile nella semplicità di gesti e momenti che hanno sconvolto il mondo.

Resta poi un altro sottile confine, nel cerchio della vita che si chiude, si chiude per tutti il potente o il miserabile, un confine che nasconde il significato della vita al di là della morte!

Buon riposo a tutti Andrea

Scritto il 6 dicembre 2008 at 22:02

Condivido Il Tuo intervento compasso, soprattutto l’ ultima parte.
Invece,
penso che saranno sempre i soliti a pagare “i deboli e gli indifesi”..noi….i nostri figli.
Penso che di fatto questo sistema stia generando ancora uno spostamento di ricchezza
tra chi ha i soldi e informazione e chi non ne ha..
I responsabili non hanno ancora pagato e dubito che pagheranno in futuro.

Non nego che partendo dal tuo realistico e purtroppo veritiero pensiero mi sono trovata ( e non voglio filosofeggiare) a pensare allo ying e allo yang,(Bene e male..morale-immorale,caldo-freddo,..) passando per fisica quantistica e la cara entropia di SD e della coscienza del caos…
puri vaneggiamenti forse…

Tutto è legato in un unico sistema di azioni e di reazioni reciproche, l’ordine morale e l’ordine naturale, il naturale e il soprannaturale, il mondo vivente e il mondo inanimato, il mondo umano e il mondo sovrumano. Lo yin e lo yang sono dunque concetti astratti del pensiero cinese, i principi la cui azione concorrente costituisce l’ordine umano e l’ordine naturale, microcosmo e macrocosmo.

E’ un ritmo a due Tempi

Senza questo principio di “dualità” non vi può essere Manifestazione, né presa di Coscienza su di Ella…..
In effetti solo la dualità permette l’identificazione di un elemento in rapporto all’altro. Il caldo esiste perché conosciamo anche il freddo e viceversa; senza luce non vi può essere comprensione delle tenebre; il principio maschile lo si comprende in funzione della esistenza di quello femminile ecc.; lo Yin (freddo) e lo Yang (caldo) esistono ovunque; essi sono il principio stesso della manifestazione permettendo la comprensione di ogni cosa attraverso la legge degli opposti: tesi, antitesi = giudizio = presa di coscienza.

Il ritmo del Tutto induce la miriade dei ritmi individuali e parcellari. Il malato è malato perché ha commesso un errore, consapevolmente o inconsapevolmente, nel suo “modo d’esistere nel cosmo”. Come dice il poeta inglese Francis Thompson: “Chi coglie un fiore, disturba una stella”.

e ma non posso non pensare che la Vita é Dono
La vita è una via di mezzo che zoppica, diceva Jean Cocteau, ma facciamo in modo che zoppichi con grazia »… in armonia, aggiungerebbero i Cinesi.
ww.yinyang.it

Valentina

utente anonimo
Scritto il 6 dicembre 2008 at 22:17

Quanto scritto oggi dal Capitano Andrea rispecchia completamente il mio pensiero, avrei voluto scriverlo io.
E concordo anche con quanto scritto nel post 94 di ieri da -La coscienza del caos- sulla religione, per quanto riguarda l’oriente e la loro religione Buddista, che è la più diffusa; ci sarebbe molto da discutere. A riguardo voglio dire solo una cosa sul Buddismo Thailandese, di qui ho qualche esperienza; il rapporto fra la loro religione Buddista e società è completamente diverso da quello delle religioni teiste ,come la nostra. Il Buddismo è non-teista.

Volevo spezzare una lancia (mi sembra si dica così) su quanto scritto al #5. Fra circa 5.000.000.000 di anni in nostro amato Sole, dopo aver finito l’idrogeno come combustibile, diventerà una Gigante Rossa; a quel punto il suo diametro si sarà espanso talmente tanto da assorbire la Terra al suo interno. Io credo chè, o l’essere umano si sarà evoluto abbastanza da salvarsi dalla fine della nosta amata Terra, oppure l’essere vivente che si salverà non avra niente che assomiglia a noi umani. Questa è realtà, pura realtà come è realtà che esistono i soldi e l’avidità umana.

Un saluto a tutti.

SD

PS: Per -Il Compasso-, speravo che mi spiegassi il paradosso sull’indice BDI. Sarebbe interessante conoscerlo.

utente anonimo
Scritto il 6 dicembre 2008 at 22:20

Valentina, ti sei dimeticata della dualita, VITA-MORTE e CREARE-UCCIDERE.

SD

Scritto il 6 dicembre 2008 at 22:38

Faccio un esempio:

Quello che leggo sulle teorie è un pensiero che applicato ad una economia vera e onesta è affidabile, ma in una economia basata sulla creazione della moneta soprattutto quella elettronica non sono teorie affidabili. J. S. Mill, Marshall, Pigou, seguaci di Ricardo, Keynes ect…..

Se una azienda ha una redditività basata dalle vendite, certo può aumentare la stessa redditività se applica teorie vincenti, certo se gioca sui fattori esterni principalmente le vendite, e su quelli interni la gestione….potrà avere una azienda sana o malata…certo c’è la concorrenza……ma se per fare acquistare i suoi clienti crea una banca, con la stessa presta soldi, i clienti acquistano i suoi prodotti, ma la cosa più strana che la banca ha la possibilità di stampare danaro creato dal nulla…..Voglio farvi capire che a questi livelli di economia truccata le teorie economiche non hanno valore….sino a che non si spengono queste tipografie legalizzate del danaro falso qualsiasi teoria resta sulla carta. Provi una famiglia con 1000 euro al mese, famiglia onesta, leale, ha difficoltà, il padre cerca di trovare delle soluzioni per superare la crisi……nel vicinato c’è un altra famiglia…reddito 500 euro al mese però ha una tipografia per stampare euro falsi perfetti con carta legalizzata……chi potrà superare la crisi? Certo la seconda famiglia. Però rischia l’arresto. Oggi l’economia occidentale e asiatica in parte è la seconda famiglia….si rischia l’arresto del sistema, perchè in natura il CAOS non può esistere, ma in natura si innescano sistemi auto regolatori per trasformare il caos in equilibrio. La seconda famiglia fa un gioco sporco, non applica teorie economiche per vincere la sfida…..Oggi prendiamo in giro il prossimo quando vogliamo fare credere di vincere applicando teorie classiche o neoclassiche…..Prima bruciamo il danaro falso creato dal nulla dopo avendo purgato il sistema economico dai virus del super debito si potrà applicare la cura che potrà essere classica o neoclassica….a un malato terminale se prima non viene tolto il male non serve a niente dargli medicine o teorie….

Obama non può illudere le persone e i bambini che Internet a banda larga per tutti sia la soluzione, ma la soluzione è scritta nell’articolo di Andrea, perciò se solo il gruppo che governa il mondo pensasse più all’agricoltura e alla natura o a sistemi alternativi……………………

utente anonimo
Scritto il 6 dicembre 2008 at 22:44

SD
EROS & THANATOS

Ciao
La coscienza del caos

utente anonimo
Scritto il 6 dicembre 2008 at 22:51

Ok La coscienza del caos, lo sapevo. Ma dai tempi dei Greci si sono dati da fare perchè ce lo dimenticassimo. Perchè!!!!!!!!

Ciao SD

utente anonimo
Scritto il 6 dicembre 2008 at 23:00

Per un consumismo infinito eheheheheheheh,con l’eros si consuma energia (100-150 calorie) con thanatos si guadagna,l’unica attività che non fallirà mai sono le pompe funebri eheheheheh.

Ciao

La coscienza del caos

P.S. Ci manca di dissertare sul taoismo e Lao Tse

utente anonimo
Scritto il 7 dicembre 2008 at 08:00

caro Capitano, la ciurma si diverte ad immaginare la fine del mondo, piu’ di quanto possano immaginare un approdo alla famosa “isola che non c’e'”. Pertanto, le tue parole salgono al vento e si disperdono.

La spiegazione e’ che, adesso, c’e’ troppa distanza e la tua voce non arriva. Altra ragione e’ che il marcio non e’ ancora venuto tutto a galla.

Occorre avere pazienza ed osservare che la Specie umana e’ sotto radicale trasformazione fin dall’inizio del secolo.

Il destino non esiste, ma nulla accade che non sia scritto nelle Leggi della Natura, le quali non sono di facile comprensione.

Continua a seguire la tua strada e non ti curar di loro.

pinio

utente anonimo
Scritto il 7 dicembre 2008 at 09:39

Grazie della citazione di Dante sugli Ignavi neanche degni dell’inferno e di questo mondo ehehehehehe

“Fama di loro il mondo esser non lassa;
misericordia e giustizia li sdegna:
non ragioniam di lor, ma guarda e passa.”

La coscienza del caos

Scritto il 7 dicembre 2008 at 09:43

Pinio, ha ragione, Andrea, e te lo dice una pessimista alla massima potenza!
Io sono terrorizzata dagli eventi che ci aspettano, anche perchè, non essendo mai stata una cicala, non ho goduto dell’euforia degli anni ruggenti (consuma, spendi…). Certo ho molti dubbi sulle possibilità che questo sistema possa cambiare, quando vedo che si invadono Paesi produttori di petrolio con grandi spiegamenti di forze e denaro, e si lasciano paesi come il Mozambico in balia per decenni di dittatori pazzi e sanguinari.
E certo ho altrettanti dubbi quando il giusto attacco ad un sindaco della sinistra ha come conseguenza che uno come Berlusconi parli di etica….
Il problema dei problemi è l’informazione, per far sì che la gente possa farsi un’opinione sulle cose e regolarsi di conseguenza.
Purtroppo chi ha il potere l’ha capito prima degli altri, che l’informazione è tutto….

utente anonimo
Scritto il 7 dicembre 2008 at 10:27

#18
« Così continuiamo a remare, barche contro corrente, risospinti senza posa nel passato. »

Tratto dal libro :
Il grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald

Tutto scorre(panta rei)
« Non si può discendere due volte nel medesimo fiume e non si può toccare due volte una sostanza mortale nel medesimo stato, ma a causa dell’impetuosità e della velocità del mutamento essa si disperde e si raccoglie, viene e va. »
Frammento di Eraclito
Come nel ritmo circadiano al giorno segue la notte e poi ritorna il giorno nello scorrere del tempo della natura di cui noi facciamo parte.Abbi un poco di fede(senza dogmi) e lentamente il mondo potrà cambiare sempre cosi’ è stato e cosi’ continuerà ad esserlo.Perchè se esiste una realtà esiste una probabilità che questo mondo cambi nel bene o nel male.La natura umana è cosi’ in essa convivono bene e male.
Per quanto riguarda Berlusconi finiamola di demonizzarlo,ti ricordo che la maggioranza di questa Nazione lo ha votato e lo sostiene ancora ,quindi nel bene o nel male ha demandato per la terza volta a lui la guida politica del paese.
Un mio maestro da giovane mi ha insegnato che col 30% in ogni nazione si governa,la famosa maggioranza relativa questa regola vale anche in altre discipline.
Ti ricordo la famosa legge di Pareto
Nel 1897 Pareto, studiando la distribuzione dei redditi, dimostrò che in una data regione solo pochi individui possedevano la maggior parte della ricchezza.

Questa osservazione ispirò la cosiddetta “legge 80/20”, una legge empirica che fu formulata da Joseph M. Juran, ma che è nota anche con il nome di principio di Pareto, e che è sintetizzabile nell’affermazione: la maggior parte degli effetti è dovuta ad un numero ristretto di cause (considerando grandi numeri).

Secondo la “legge 80/20” (i valori 80% e 20% sono ottenuti mediante osservazioni empiriche di numerosi fenomeni e sono solo indicativi), in genere l’80% dei risultati dipende dal 20% delle cause. Questo principio può avere diverse applicazioni pratiche in diversi settori, ad esempio:

economia: l’80% delle ricchezze è in mano al 20% della popolazione (ma ovviamente i valori reali variano a seconda dei paesi e dei periodi). Oppure: il 20% dei venditori fa l’80% delle vendite, ed il restante 80% dei commerciali fa solo il 20% delle vendite.
qualità: il 20% dei tipi possibili di guasto in un processo produttivo genera l’80% delle non conformità totali. Oppure: l’80% dei reclami proviene dal 20% dei clienti.
informatica: l’80% del tempo di esecuzione è impiegato solo dal 20% delle istruzioni di un programma. Oppure: l’80% delle operazioni degli utenti sono dovute al 20% delle funzioni a disposizione di un applicativo. L’80% degli errori di codifica è riconducibile al 20% dei moduli.
Altre applicazioni più generali del concetto di Pareto-efficienza sono: l’80% dei ricavi deriva dal 20% dei centri di profitto, e l’80% dei costi deriva dal 20% dei centri di spesa.

Ad esempio, in Italia: per treni e aerei l’80% dei ricavi deriva da un 20% di rotte non in perdita; l’80% del deficit sanitario italiano è localizzato in un 20% di ASL sparse sul territorio.

Cordialmente
La coscienza del caos

utente anonimo
Scritto il 7 dicembre 2008 at 11:17

Caro #19,
Berlusconi si demonizza da solo, per chi ha un po’ di strumenti critici…e il fatto che il 30% della popolazione lo abbia votato non contrasta affatto con la mia affermazione che l’informazione è tutto…non so se mi spiego…..
Tante volte ho cercato di mettere in pratica la legge di Pareto, provando ad evitare di perfezionare il 20% dello sforzo che aveva già sortito l’80% del risultato possibile, ma purtroppo oltre che pessimista sono anche perfezionista, e non sono mai riuscita.
Ci rinuncio anche stavolta, correggendo il mio post precedente, nel quale ho scritto Mozambico invece che Zinbawe.

Però sono completamente d’accordo con te sulla citazione:

“Così continuiamo a remare, barche contro corrente, risospinti senza posa nel passato”

Purtroppo il coraggio, come l’ottimismo, non è una cosa che si impari facilmente.

Antonella

utente anonimo
Scritto il 7 dicembre 2008 at 12:13

Vorrei riproporre la REALTA’.

Copio e incollo:
Fra circa 5.000.000.000 di anni il nostro amato Sole, dopo aver finito l’idrogeno come combustibile, diventerà una Gigante Rossa; a quel punto il suo diametro si sarà espanso talmente tanto da assorbire la Terra al suo interno. Io credo chè; o l’essere umano si sarà evoluto abbastanza da salvarsi dalla fine della nosta amata Terra, oppure l’essere vivente che si salverà non avrà niente che assomiglia a noi umani.

E aggiungo che se non verrà assorbito verrà fuso.

Bene-Male, Vita-Morte un problema dell’eveoluzione degli esseri viventi.

Come andare oltre?

La vita cerca di andare oltre?

La vita “sente” nel profondo del proprio pensiero, che deve andare via, andare in un altro luogo ?

Forse l’unico modo per soppravvivere e questo.

REALTA’ solo REALTA’ per chi la vuole accettare e comprendere.

xx

utente anonimo
Scritto il 7 dicembre 2008 at 12:23

io per fortuna non credo al fatto come dite voi ,siamo schiavi dell’informazione ;della economia,del berlusconi,della sinistra,ne avete per tutti e di piu’: io per fortuna ragiono con il mio cervello e come mè ce ne sono tantissimi ,di più di quello che credete ,anche perchè per il semplice fatto che ognuno ha il suo,il parere di una persona,non è di per se vincolante ma è pur sempre qualcosa che viene da qualcuno,qualcuno che ha la sua vita la sua storia ,che ama ,che odia , non bisogna secondo mè dare colpe a qulcuno la colpa non esiste ,la colpa siamo noi .noi.noi ciao (minghin)

utente anonimo
Scritto il 7 dicembre 2008 at 12:27

Frà 5 miliardi di anni io non ci sarò, torniamo a occuparci di economia, che forse è meglio.
E pi stanno costruendo delle stazioni spaziali, e quindi chi ha i soldi necessari, se ne occupa del problema……………

utente anonimo
Scritto il 7 dicembre 2008 at 12:51

Volendo parlare di economia reale volevo dire.

Per -La coscienza del caos- #15, infatti io stò cercando di investire una parte nelle energie alternative (l’unico problema che devo risolvere è l’energia elettrica !!!!!!), una parte nel settore alimentare ed infine mi piacerebbe mettere qualche soldino nelle pompe funebri hihihihihihihi. Ma purtroppo i soldi sono sempre meno delle idee………

SD

utente anonimo
Scritto il 7 dicembre 2008 at 13:08

#20
Il dubbio non è mai fazioso.
“… il dubbio è fondamentale ma solo come metodo per affrontare ciò che non si sa… Esso è la misura della consapevolezza di ciò che non sappiamo. Il dubbio è un dovere quando sappiamo di non sapere…”.
Dubito ergo sum
“Dubitum sapientie initium”, (Cartesio)

Chi non dubita mai di niente si beve tutte le idiozie che gli altri gli fanno credere e resterà ignorante per sempre.
e i più ignoranti di tutti sono quelli che credono di possedere la “Verità Assoluta”!
Ma ricordati che vivi nella realtà e solo con il tuo intelletto e con le tue forze potrai cercarla di cambiarla e se fallirai almeno avrai tentato ,ti rialzerai e ricomincerai.
L’importante che non paghi un Analista eheheheheheheh

La coscienza del caos

utente anonimo
Scritto il 7 dicembre 2008 at 13:19

#24
Ma non dovremmo andare a vivere in una cava? Quindi solo il fuoco nelle caverne e poi sfrutteremmo l’energia generata dall’eros caro amico, ci mancano 2 cavernicole per ora.

Ciao
La coscienza del caos

utente anonimo
Scritto il 7 dicembre 2008 at 13:25

# 26
Ops
dovevamo

Ciao
La coscienza del caos

utente anonimo
Scritto il 7 dicembre 2008 at 14:00

Ciao La coscienza del caos

La casa per vivere ha una struttura portante molto solida, dovrebbe bastare per 200 anni, il resto serve ad accontentare l’occhio. Il calore si può fare con il sole (al 80%) e un pò di legna. L’energia elettrica si può fare con quello che si trova in commercio; ma non mi piace ancora, stò cercando un alternativa più pratica ed economica (quasi ci sono).
Anche le cavernicole (se non si offendono) c’è le avrei, ma dopo mi (ci) farebbero “diventare matto” con la loro forza e indipendenza hihihihihihihi.

Alla prossima

SD

utente anonimo
Scritto il 7 dicembre 2008 at 14:06

Hai ragione meglio autosufficienti.

Il concetto e la filosofia della autosufficienza si riferisce alla condizione di persone, abitazioni, città, meccanismi, società, sistemi industriali, nazioni che non richiedono (oppure hanno stabilito di non richiedere) nessun aiuto esterno, sostegno, o (nei casi più estremi) interazioni di tipo commerciale o diplomatico, questo con lo scopo di garantire un livello di benessere costante (forse basso) non condizionato da fattori o da nazioni esterne; si tratta dunque di una forma estrema di autonomia personale o collettiva.

Ciao alla prossima
La coscienza del caos

Scritto il 7 dicembre 2008 at 14:54

prova

utente anonimo
Scritto il 7 dicembre 2008 at 15:18

un..due..tre..prova

utente anonimo
Scritto il 7 dicembre 2008 at 15:25

Ho scoperto Iceberg Finanza solo da poco e per caso. I miei complimenti all’autore Andrea Mazzalai, il blog vale più del Sole 24 ore. Verranno tempi ancora più bui, e mi auguro che Iceberg Finanza continui ad essere il faro nella notte per i tanti lettori.

Grazie
Mauro

Scritto il 7 dicembre 2008 at 18:01

pinio penso proprio, come anche minghin, che tu abbia centrato il problema…

P.s. le tue parole come sempre Capitano sono illuminanti,
ieri non le avevo viste prima di postare.
Ad ogni ora del giorno e della notte c’ è sempre qualcuno..
lentamente ..molto lentamente..ma non tutte le parole forse vanno perdute…

da http://www.mednat.org/new_scienza/progetto_vita.htm

Il primo obiettivo della Vita, ……, è quello di accrescere la CoScienza. Ma si tratta di un processo di lunga durata: per rendersene conto basta vedere come noi stessi, gli esseri umani, possiamo considerare che abbiamo accresciuto, nel corso del tempo, la nostra CoScienza del mondo che ci circonda.
la Vita, per far cosa ? il Vivente si appoggia necessariamente sul Vivente che lo ha preceduto: si potrebbe immaginare un’ipotesi contraria ?
Ma, ancora una volta, ciò non può rappresentare la “vocazione” profonda del Vivente: io credo che l’evoluzione nell’UniVerso, ivi compresa l’evoluzione del Vivente, si sviluppi sulla base di valori Spirituali, come ci ha fatto intravedere fin dall’inizio la struttura stessa della particella, che possiede l’essenziale di questa struttura nella sua testa, e nella memoria che la riempie.
E il progresso del Vivente, cosi come il progresso nel comportamento particellare, è la crescita della Coscienza delle strutture che sono elaborate, a mano a mano che scorre il tempo.
Valentina

utente anonimo
Scritto il 7 dicembre 2008 at 18:46

Due eventi sono simultanei per tutti?

Possiamo dire che due eventi sono simultanei quando riceviamo da entrambi e nello stesso istante un segnale che ci porta notizia dell’evento: per esempio, un osservatore può dire che due flash sono scattati simultaneamente quando riceve nello stesso istante i due lampi di luce. Immaginiamo che ci sia un secondo osservatore che si muove di moto rettilineo uniforme rispetto al primo, spostandosi verso uno dei flash, e che si trovi in corrispondenza dell’osservatore 1 nell’istante in cui, secondo l’osservatore 1, sono scattati entrambi i flash; negli istanti successivi, l’osservatore 2 si troverà più vicino a uno dei flash e riceverà prima quel lampo di luce in quanto la luce ha una velocità finita e impiega meno tempo a coprire una distanza minore. Per l’osservatore 2, quindi, i due flash non sono scattati simultaneamente. In questo ragionamento non ha importanza che si considerino i flash in quiete rispetto a un osservatore oppure all’altro, dato che il secondo postulato afferma che la velocità della luce ha lo stesso valore sia che la sorgente sia ferma sia che sia in moto. Due eventi, simultanei per un osservatore, possono non esserlo per un secondo osservatore.

La coscienza del caos

utente anonimo
Scritto il 7 dicembre 2008 at 19:15

Il Novecento è un secolo che raccoglie e sviluppa la crisi di fine Ottocento. Cambia radicalmente il modo di porsi dell’uomo di fronte alla realtà e rispetto ai suoi simili. Siamo lontani dal determinismo scientifico del naturalismo francese, dall’idealismo assoluto di Hegel e dal giustificazionismo positivista di Comte. In filosofia Nietzshe non aderisce a nessuno dei sistemi e delle diramazioni filosofiche del 1800. La fine dell’800 coincide con la fine della filosofia pura e Freud, padre della psicoanalisi, dà via allo sviluppo delle scienze umane, ossia di un sapere organizzato scientificamente avente per oggetto l’uomo. Mentre Freud va alla ricerca della crisi dell’uomo analizzando le cause interiori e psicologiche, Nietzsche sostiene che il disagio dell’uomo nasce da fuori. Il pensiero di Nietzsche è caratterizzato da una radicale messa in discussione della civiltà e della filosofia dell’Occidente, che si traduce nella distruzione delle certezze del passato.La sua opera sublime resta” La nascita della tragedia” Noi dobbiamo sempre riferirci alla percezione e alla rappresentazione dela realtà. In realtà, gli straordinari progressi della scienza novecentesca hanno condotto proprio alla definizione dei suoi limiti, conoscitivi o ‘fattuali’. Il concetto di ‘impossibilità’ ha acquisito così un ruolo centrale: secondo la teoria della relatività, è impossibile viaggiare a una velocità superiore a quella della luce; il teorema di Godel sostiene che è impossibile dimostrare la coerenza di un sistema logico-matematico restando all’interno di quel sistema; secondo il principio di indeterminazione di Heisenberg, è impossibile misurare simultaneamente, con precisione assoluta, coppie di grandezze associate.
La scienza non è più in grado di porre rimedio agli errori umani .

Cordialmente
la coscienza del caos

utente anonimo
Scritto il 7 dicembre 2008 at 20:56

Dopo aver parlato di economia reale e vita quotidiana al post 28; se permettete volevo dialogare con -La coscienza del caos- #34 #35:

Le materie scientifiche che si occupano degli argomenti che hai elencato nei post sono in continua evoluzione, riusciremo noi esseri umani a risolverli ??(non speriamo che i computer possano farlo).

Poi ci sono molti altri quesiti:
La meccanica quantistica (che forse contesta il Big-Bang)
L’universo olografico, e se fosse tutto una “reale illusione”!!!!!!.
E poi chi lo dice che le particelle, nel loro mondo infinitesimale, si muovano in un “continuum”; e se si muovessero a “scatti”, “da un posto a l’altro” !!!!, anche i computer che stiamo usando in questo momento funzionano “a scatti” di O-1 o Acceso-Spento, eppure funzionano.
Anche la luce è una dualità; Onda-Particella; è un onda elettromagnetica o una particella(fotone)!!!!!
E la gravità, come si trasmette la gravità!!!!!! eppure noi stiamo attaccati a terra.
E gli scienziati eretici, non ricordo i nomi, ma ci sono !!!!.
E tutte le ricerce di Astronomia, Astrofisica ecc.

Secondo te -La coscienza del caos- nel mondo c’è qualche scienziato che possa mettere insieme tutte queste conoscenze e quesiti, e quindi trovare la soluzione e scriverne la teoria con il linguaggio matematico?

Io spero “sento” che un domani riusciranno a spiegare tutto questo e costruire una teoria che possa unificare l’ifinitamente piccolo con l’infinitamente grande. Businnes permettendo, naturalmente.

Volevo anche approvare e commentare il post 33 di Valentina. In fondo noi siamo fatti di particelle elementari e le particelle elementari sono energia. Anche lo Spirito è energia. Pensa solamente alla nostra memoria e come sia possibile immaggazzinare nel nostro cervello tante informazioni, l’unica soluzione è che a nostra memoria sia olografica. La Vita un mistero complesso come la fisica.

Un saluto e alla prossima

SD

PS: La prossima, parlerò solo di economia.

utente anonimo
Scritto il 7 dicembre 2008 at 21:14

1) La crisi è dovuta ai mutui subprime e agli altri strumenti finanziari “tossici” messi in giro dalle banche.

Falso. La crisi sarebbe arrivata comunque, anche senza la cartastraccia prodotta dall’industria finanziaria. Anzi, è possibile che la bolla finanziaria abbia contribuito per qualche mese a camuffare la crisi già in atto.

2) Una volta ripulito il sistema finanziario, assicurato nuove regole agli operatori e ripristinata la fiducia nel sistema, tutto tornerà come prima.

No, non succederà. La crisi è strutturale. Ma davvero qualcuno credeva che fosse possibile un mondo dove da una parte si produce senza consumare e dall’altra si consuma senza produrre? Anche un bambino di quinta elementare messo di fronte ad uno schema che spiega la struttura del sistema produttivo-commerciale globalizzato di oggi potrebbe facilmente dedurre che non sta in piedi.

Se poi uno degli economisti liberisti a caso spiegasse al bambino che il sistema regge perchè il consumatore che non produce continua a consumare grazie ai prestiti e alla messa in circolo di denaro prima fermo in pensioni, liquidazioni e welfare, il bimbo avrebbe bisogno di un po’ piu’ di tempo per capire che questi sono solo modi per ritardare la rottura di un sistema che non puo’ funzionare. Ma ci arriverebbe comunque e concluderebbe ridendo in faccia all’economista.

3) La crisi sono cicliche. Tra qualche mese, massimo uno o due anni, passerà.

L’economia non è come la climatologia. Le previsioni economiche non si fanno come le previsioni del tempo, non puoi pensare che dopo la pioggia torna sempre il sereno, perchè in economia ci vogliono buoni motivi ed eventi causati dall’uomo , non dai venti o dalle correnti marine, per cambiare le cose.

Una crisi economica puo’ durare molti anni, nulla lo vieta: se il popolo che ne soffre è abbastanza stupido e/o i parametri economici sono particolarmente sfavorevoli nel periodo, anche decenni o secoli.
Una volta una crisi durò oltre quattro secoli, e la chiamarono Medio Evo.

4) Le grandi crisi sono sempre passate, quindi passerà anche questa.

Sì, ma bisogna chiedersi come se ne è usciti. E’ risaputo che dalle grandi crisi del sistema capitalista si esce rapidamente e facilmente in due soli modi:

a) Accedendo a nuovi territori e risorse da sfruttare

b) Facendo una grande guerra che azzera tutto e si riparte sul pulito.

Be’, sta di fatto che oggi entrambe le soluzioni sono difficiline da praticare: nuove terre non ce ne sono in vista (Luna a parte, ma è piuttosto arida), poichè tutte le terre del globo sono già parte integrante del sistema economico globalizzato che è in crisi.

Una grande guerra oggi sarebbe nucleare e autodistruttiva, inoltre, il sistema economico occidentale ormai pervade tutta l’economia globale, quindi fare una grande guerra non sarebbe mai contro un vero nemico ma, in qualche modo, sarebbe sempre e comunque un danno al sistema stesso. Le guerre che rendono sono quello contro i sistemi economici alternativi, contrapposti e chiusi, quindi niente da fare, non ce ne sono in giro. Aspetteremo i marziani?

5) Questa crisi è globale ed è disastrosa ovunque nel mondo.

Questa è la solfa del “mal comune mezzo gaudio”, sempre utile come anestetico locale. Purtroppo però questa affermazione è falsa: la crisi colpisce soprattutto gli stati occidentali, in particolar modo i satelliti degli USA. Certo c’e’ una contrazione della domanda mondiale, e ne risentono tutti, ma noi andiamo in recessione a -2% di PIL annuo, i cinesi scendono da un +9 a un +7. Definire in crisi un’economia che cresce del 7% l’anno è tecnicamente errato, quindi concludiamo dicendo chiaro che NOI siamo in crisi, i Cinesi invece no.

6) La crisi colpisce le fasce più deboli della popolazione.

Questo, almeno per il momento, non è del tutto vero. Un operaio o un impiegato semplice precario spendevano tutto il loro stipendio per campare prima della crisi e lo spendono tutt’ora. Anzi, essendoci una leggera deflazione , se preservano il posto di lavoro, stanno meglio di prima.

I problemi più grossi al momento li hanno i borghesi, che hanno economie famigliari ben più complicate (imprese in proprio, immobili che si svalutano, soldi investiti in borsa che evaporano eccetera).
Inoltre questa crisi non è una crisi del necessario ma piuttosto una crisi del superfluo: non c’e’ crisi dei consumi perchè si tira la cinghia privandosi di cose necessarie, c’e’ crisi perchè si è meno disposti a buttare soldi in cazzate e a farsi debiti facili. Questo è appunto un comportamento che investe le abitudini soprattuto dei piccolo-borghesi, non degli operai!

Ora , quando si parla di “stimolare i consumi” dobbiamo parlarci chiaro e guardarci allo specchio: per uscire dalla crisi i borghesi non devono tornare a consumare il giusto, non basterebbe: devono tornare a consumare TROPPO come facevano fino a pochi mesi fa. Ora capite perchè è così difficile convincere la gente a consumare in questo momento?

7) Se i governi daranno gli aiuti e le spinte necessarie, si uscirà presto dalla crisi.

Forse. Ma se tutti tirano gli stati per la giacchetta, le finanze pubbliche possono esplodere causando una crisi ancora più grave. Ragioniamo: gli industriali chiedono soldi allo stato per produrre merci, i consumatori chiedono soldi allo stato per comperarle. Inoltre, tutti insieme chiedono sgravi fiscali allo Stato per consentire nuovi investimenti e rilancio economico.

Ma lo stato non è una mamma ricca con la borsa sempre piena: i soldi dello stato sono soldi degli stessi che li chiedono. Se tutti chiedono soldi allo Stato è come se tutti chiedessero soldi a sè stessi. Capiamo che non può reggere? Inoltre, se lo stato taglia i servizi di cui si occupa perchè ha usato i soldi per aiutare consumatori e imprenditori, ci saranno altre categorie come dipendenti pubblici e ditte appaltatrici di lavori pubblici che chiederanno aiuto allo stato perchè senza lavoro. Ecco che abbiamo il nostro bel circolo vizioso concentrico ed esplosivo da incorniciare come esempio di follia collettiva all’ennesima potenza.
8) La globalizzazione comunque ha creato molta ricchezza ed è stata una cosa buona finchè qualche spregiudicato banchiere speculatore non ha rovinato tutto.

Falso. La Globalizzazione è stata la più grande operazione di trasferimento di ricchezza verso le classi alte che la storia abbia mai conosciuto. Era vero, come dicevano, che i mercati si regolano da sè, peccato però che si fossero dimenticati di spiegare quanto è doloroso per i comuni mortali quando i mercati si danno i colpi di assestamento.

Inoltre, l’inondazione di merci cinesi a basso costo e la facilità di accesso al credito, uniti ad una sempre maggiore penetrazione del marketing aggressivo nella società hanno creato una mega-illusione nella classe media, la quale ha avuto la sensazione di stare meglio.

In realtà si stava impoverendo costantemente, nel livello di risparmio, nelle proprietà immobili e nel potere d’acquisto reale. (sarebbe interessante che qualcuno si mettesse a conteggiare la gigantesca quantità di danaro delle eredità dei vecchietti borghesi morti negli anni della globalizzazione, polverizzate in quattro e quattr’otto dagli eredi scialacquoni finto-ricchi).

9) In ogni caso la globalizzazione era inevitabile: non si può fermare la storia.

Certo. Ma quello che era assolutamente evitabile era questo tipo di globalizzazione! A Genova, nel 2001, un mucchio di gente protestò chiedendo una globalizzazione graduale, che subordinasse l’apertura dei mercati alla concessione di diritti ai lavoratori dei paesi poveri produttori. Una globalizzazione più lenta e più umana, che avrebbe messo al riparo i posti di lavoro occidentali, rallentando il flusso delle merci a basso costo, dando nel cont
empo una spinta per condizioni di lavoro più umane (e quindi costi più alti e meno concorrenza sleale) ai paesi emergenti.

Avremmo avuto meno telefonini in offerta speciale, meno pantaloni da 5 euro al paio ma meno fabbriche in crisi e posti di lavoro persi. I ricchi sarebbero stati un po’ meno ricchi, i borghesi sarebbero stati bene come prima, gli operai, insomma, se la sarebbero cavata meglio.

Probabilmente la proposta era troppo intelligente per essere accettata, infatti coloro che la portarono avanti furono picchiati a sangue nelle vie di Genova con il beneplacito di una bella fetta dell’opinione pubblica italiana. La stessa opinione pubblica che oggi piange disperata chiedendo aiuto a mamma-stato.

10) L’importante è essere ottimisti.

E’ una frase senza senso, buona per tutte le occasioni, ma pericolosa di per sè. “L’importante è essere ottimisti” puoi dirlo anche mentre sfrecci in contromano a 200 all’ora in autostrada di notte coi fari spenti. Oppure puoi fermarti, accendere le luci e fare inversione di marcia.

Concludendo, non si esce dalla crisi aspettando che passi come se fosse un temporale. Scordatevelo. Da sola non passerà. La crisi va guardata in faccia. Magari bisogna anche farsela amica, imparare a conviverci, starci dentro e incamerarla.

Il tempo di uscita dalla crisi è dato dalla nostra capacità di affrontare il problema con schemi mentali diversi da quelli che abbiamo usato per generarla.

Forse il tempo di uscita si accorcerà se impareremo che non tutta la felicità è nelle merci. E che le merci che contengono sfruttamento valgono meno e non è bene comperarle, perchè sono tristi prive di vero valore. Che le merci che contengono felicità perchè chi le produce è trattato bene hanno più…

utente anonimo
Scritto il 7 dicembre 2008 at 22:09

Per Sd
Dovremo convivere con la Bioetica(staminali,Rfid e tanto altro) nei prossimi anni. Non vedo nessuno scienziato in grado di uniformare tutte le leggi fisiche.
Anche perchè nelle università bisogna produrre profitto dalla ricerca (non in quelle italiane eheheheheh)Ci sono settori tipo il Farmaceutico in cui la sintesi di nuove molecole (innovative) langue notevolmente da anni.Ci dovremo abituare ad una soluzione dei problemi sempre più lenta da parte della scienza,con il problema che se non si applica una trasformazione ecologica alla nostra vita,la prossima generazione vivrà in un mondo molto differente da oggi dal punto di vista climatico( parlo di soli 25-30 anni).
Le future guerre oltre che per il petrolio le faranno per l’acqua.

Per il post #37

Mi è piaciuta la vostra analisi e anche l’ironia di cui è infarcita.

Cordialmente
La coscienza del caos

utente anonimo
Scritto il 7 dicembre 2008 at 22:34

Avrei un solo appunto al paragrafo 6,la crisi colpisce e colpirà anche le fasce deboli della popolazione mediante i licenziamenti in quanto le industrie non eliminando le scorte(o eliminandole solo parzialmente) per la diminuzione dei consumi vorranno preservare la propria redditività (almeno nel breve) elimininano la forza lavoro.negli Stati Uniti alcune multinazionali farmaceutiche stanno operando cosi’.Al calare degli utili nel trimestre diminuzione lavoratori nel mondo.
La coscienza del caos
La coscienza del caos

utente anonimo
Scritto il 7 dicembre 2008 at 22:37

Concordo e mi complimento con il post #37 che condivido per la sua lucida analisi.
Riguardo allo stimolo dei consumi e all’ottimismo quale mezzo risolutore della crisi, quello che invoca ripetutamente il nostro ottavo nano, concordo appunto che è una via non praticabile anzi dannosa. Sono i consumi a debito che ci hanno portato in questa condizione e la medicina ora invocata sarebbe sempre la stessa a dosi ancor maggiori! Pazzesco.
Penso che dovremmo piuttosto ripensare il nostro modello di sviluppo, ridimensionare i consumi voluttuari, gli sprechi, fermare questo tipo di globalizzazione che ci sta buttando fuori dalla competitività, rientrando in una economia sostenibilie fatta di realtà locali concrete che già esistenti sono state abbandonate e vanno ora rivalorizzate.
Ci dobbiamo ridimensionare, non ci possono essere altre scappatoie.

ettore

utente anonimo
Scritto il 7 dicembre 2008 at 23:09

Come promesso al post precedente, ed in accordo a La coscienza del caos; voglio fare un elogio all’anonimo del #37.

Me lo sono stampato per leggerlo nei momenti che perderò la bussola economica hihihihihihi.

Post realistico, fin troppo realistico.

Buonanotte a tutti e ciao a La coscienza del caos

PS: Avevo sperato che ci fossero degli scienziati che potessero uniformare le leggi fisiche. Ma ne sei proprio sicuro di no???

utente anonimo
Scritto il 7 dicembre 2008 at 23:11

Mi sono dimenticato di firmare il #41

SD

utente anonimo
Scritto il 7 dicembre 2008 at 23:43

Tieni conto SD che i geni non nascono frequentemente,attualmente c’e’ ben poco ma un nome italiano oltretutto eccotelo
Giovanni Amelino-Camelia, 42enne ricercatore del Dipartimento di Fisica dell’ Università romana «La Sapienza», designato dalla prestigiosa rivista scientifica Usa – insieme ad altri 5 fisici internazionali – come il «futuro Einstein» per i suoi studi sulla gravità quantum.
La coscienza del caos

utente anonimo
Scritto il 7 dicembre 2008 at 23:49

Per SD tratto da Wikipedia
Giovanni Amelino-Camelia (Napoli, 14 dicembre 1965) è un fisico italiano. Laureato in Fisica presso l’Università di Napoli nel 1990. Ha conseguito il Ph.D. al MIT di Boston nel 1994. Ha occupato diverse posizioni post-doc all’estero. Dal 2000 è ricercatore universitario presso l’Università di Roma “La Sapienza”.

È uno dei principali studiosi italiani di gravità quantistica, in particolare loop quantum gravity, una delle teorie alternative alla teoria delle stringhe, che aspira a trovare un modo per rendere compatibile la Meccanica quantistica con la Relatività generale.

La rivista americana Discover Magazine l’ha inserito nella lista di 5 possibili nuovi Albert Einstein.
La coscienza del caos

utente anonimo
Scritto il 8 dicembre 2008 at 00:05

Per SD divertiti con questa lista di grandi
Il primo Garret Lisi, fisico da surfista: la sua Eccezionalmente semplice teoria del Tutto è stupefacente. Secondo, ma solo in ordine d’apparizione, Stephen Hawking, noto per i suoi studi sui buchi neri. Il volto successivo è quello di Mordehai Milgrom, che ha sfidato Newton e la legge di gravità; unico italiano della lista è Giovanni Amelino-Camelia, sostenitore della Doppia relatività speciale. Fotini Morkopoulou-Kalamara è invece di origini greche e propone una teoria sulla gravità quantica; ultimo di questa lista è Ed Witten, l’americano padrino della Teoria delle Stringhe.

Ciao e buona notte
La teoria del caos

utente anonimo
Scritto il 8 dicembre 2008 at 00:16

vi dimenticate persone come Giuliano Preparata (di cui ho anche avuto la fortuna di seguire le lezioni).
Il lavoro sulla fusione fredda portato avanti nel silenzio dei media ha dato risultati davvero notevoli..
ciao

Devin

utente anonimo
Scritto il 8 dicembre 2008 at 01:19

Molte grazie delle informazioni -La coscienza del caos-
Ed anche a #45 La teoria del caos !!!!!? e #46 Devin, nei prossimi giorni avrò molto da leggere.

Comunque siccome sono un pò materialista, cercavo semplicemente qualcosa per alzare o muovere la Piramide di Cheope, hihihihihihihi. (tutta intera)

Un grazie a tutti e buonanotte

SD

Scritto il 8 dicembre 2008 at 03:02

per SD post 36.

Io ho sempre immaginato che il cervello sia una specie di antenna(client) e che la memoria si sposti nello spazio-tempo in una specie di Server piu grande.
Non so se mi spiego ma sento che è cosi, poi magari è solo una sensazione.
Ciao.
MM

utente anonimo
Scritto il 8 dicembre 2008 at 06:07

Apprezzo molto l’intervento di Valentina e quello dell’anonimo 37, che condivido in pieno, con un solo commento aggiuntivo:
I progetti dell’uomo, quando nascono, sono sempre perfetti, perche’ rispondono nel modo “appropriato” all’esigenza di un dato momento storico. Avviene pero’ che una serie di variabili, evidentemente impreviste, interviene durante il processo e fa decadere sostanzialmente il progetto stesso.
Nel nostro caso, la variabile non considerata con sufficiente attenzione, e’ stata la commercializzazione diffusa della droga ed il reimpiego nel mercato dei suoi proventi. Nella valutazione dei fatti occorre pertanto considerare questo evento, cosi come tutti gli altri fattori che da questo evento sono scaturiti e stanno scaturendo, in maniera incontrollabile.
Si tratta di un fenomeno “pestilenziale” da cui e’ davvero difficile tirarsi fuori. E per questo, la crisi assume un significato diverso da tutte le altre crisi del passato.
un saluto a tutti
pinio

utente anonimo
Scritto il 8 dicembre 2008 at 10:18

Grazie Devin per l’aggiunta del nome ma come tutte le liste purtroppo si omette sempre qualcuno e ne faccio venia.
Fa piacere di avere (ancora) dei Fisici importanti in Italia, sperando che vengano valorizzati e non emigrino il loro apporto à e sarà determinate per lo sviluppo di questa Nazione.

Per SD
Effetto farfalla è una locuzione che racchiude in sé la nozione maggiormente tecnica di dipendenza sensibile alle condizioni iniziali, presente nella teoria del caos. L’idea è che piccole variazioni nelle condizioni iniziali producano grandi variazioni nel comportamento a lungo termine di un sistema.

Cordialmente
La coscienza del caos

P.S.
Riprendiamo a parlare di economia SD

utente anonimo
Scritto il 8 dicembre 2008 at 10:19

#50
Ops
IL loro apporto è e sarà determinate

La coscienza del caos

Scritto il 8 dicembre 2008 at 10:34

“La Vita e’ cio’ che ne facciamo” (Socrate)

“Il mondo e’ pericoloso da vivere non a causa di coloro che fanno il male, ma a causa di coloro che guardano e lasciano fare” (By Albert Eintein)

“Si aiuta un sistema malvagio con la massima efficacia obbedendo ai suoi ordini e decreti.
Un sistema malvagio non merita mai una tale lealtà. Tale lealtà significa condividere il male.
Un individuo contrasterà il sistema malvagio con tutta l’anima”.
“Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo”
(By Mahatma Gandhi)
Buona Giornata
Valentina

utente anonimo
Scritto il 8 dicembre 2008 at 10:39

cara Valentina, ad ognuno la sua … missione

utente anonimo
Scritto il 8 dicembre 2008 at 10:55

Valentina ma non è che Socrate fu il solito Pifferaio(incantatore di serpenti)
Io lo considero il re dei Sofisti.
Poi la storia della cicuta sai la verità qual’e’ ?
Socrate bevve la cicuta perchè sposato a Santippe(donna brutta e bisbetica) e la tradi’ anche con Alcibiade.
Si deve tanto a Santippe il SIMPOSIO e una parte della filosofia antica,Socrate pur di non vederla dissertava tutto il giorno.
Ciao e scusa
La Coscienza del Caos

utente anonimo
Scritto il 8 dicembre 2008 at 14:06

Buongiorno a tutti.

Oggi seguo il consiglio di -La coscienza del cos- e parlo di economia. Le borse sono in fermento, +5-6%, che sia ora di metterci qualche soldino; non per speculare ma per investirli in qualche azienda sana, azienda reale (magari di pompe funebri hihihihi), per quando sarò vecchio.
O meglio attendere ancora in riva al fiume.
Voi cosa ne dite?
Dubbio economico difficile da risolvere, io aspetto Natale, poi vediamo.

Per MM #48. La mia convinzione che la nostra memoria sia di tipo olografico, parte dal fatto che l’immensa quantità di informazione sensoriale immaggazzinata non può starci in dei neuroni; ci deve essere qualcosa di più complesso, qualcosa di “misterioso”: io sono di vedute molto aperte ed accetto volentieri qualsiasi teoria, l’importante è che sia scientifica ed abbia dei riscontri reali e riproducibili.
Poi come sia possibile memorizzare tante cose è un mistero; nel nostro cervello non ci sono laser e cristalli ultra puri adatti ad un ologramma fotografico. Cosa ci sia non lo sò!!!!!!

Alla prossima

SD

utente anonimo
Scritto il 8 dicembre 2008 at 14:53

Per Sd se vuoi investire in borsa valuta settori ad espansione nei prossimi anni:
Videogiochi risentono in modo marginale della crisi.(non solo quelli che compri ma anche quelli che vedi sul telefonino ed altro)
Il videogioco Halo 2 il primo giorno di lancio ha fatturato 125 milioni di dollari, gli incassi di Spider Man 2 il primo giorno di botteghino si sono fermati a 40 milioni. Il fatturato mondiale dei software interattivi passerà dai 18 miliardi del 2004 a circa 26 miliardi nel 2010. Le previsioni più ottimistiche prevedono di raggiungere i 25 miliardi di fatturato già nel 2008.

RFID (acronimo di Radio Frequency IDentification ) è una tecnologia per la identificazione automatica di oggetti, animali o persone. Il sistema si basa sulla lettura a distanza di informazioni contenute in un tag RFID usando dei lettori RFID.
Per darti un’ idea sostituirà nei prossimi anni il codice a barre,ma si userà da tutte le parti è purtroppo nato il grande fratello hihihihihihi con problemi di privacy.
Settore alimentare
Oppure comprati una Farmacia prima li curi e poi con le pompe funebri termini il servizio .

La coscienza del caos

utente anonimo
Scritto il 8 dicembre 2008 at 14:58

per Sd
Tra i record segnati nel 2007 va sottolineato quello relativo alle vendite dei videogiochi e delle console videoludiche.

In tutto il mondo sono state vendute ottanta milioni di console, con un valore complessivo di 9,8 miliardi di euro. In generale il comparto dei videogame ha beneficiato di un incremento del 42% rispetto al 2006, con un fatturato finale che supera addirittura quello dell’industria dei contenuti musicali, cosa che accade per la prima volta in assoluto.
La coscienza del caos

utente anonimo
Scritto il 8 dicembre 2008 at 14:59

#56
ops
e purtroppo

La coscienza del caos

utente anonimo
Scritto il 8 dicembre 2008 at 15:07

A pensarci bene -La coscienza del caos- in fondo è semplice

Un pò nella salute (fondamentale)
Un pò nell’alimentare (fondamentale)
Un pò nell’energia (necessario)
Un pò nel gioco e divertimento (indispensabile per godersi la vita), anche se ci lavoro, io vivo vicino a una zona turistica di mare.

L’importante è avere abbastanza soldi per fare tutto questo. Ci vorebbe una vincita al Superenalotto.

Ciao

SD

utente anonimo
Scritto il 8 dicembre 2008 at 15:14

Io ho la mia seconda casa vicino a te caro SD, e godo la vista di San Marco.

Ciao
la coscienza del caos

utente anonimo
Scritto il 8 dicembre 2008 at 15:17

x 37
ottimo post.
grande analisi.
anche a me questa sembra una crisi strutturale con conseguenze devastanti.
se però nel medio evo per il cambiamento si è dovuto aspettare 4 secoli ,oggi ,che tutto corre e si consuma in fretta, sarà diverso.
magari ci saranno spostamenti di capitali e di poteri da una parte all’altra del pianeta.
magari saranno cinesi e indiani i prossimi padroni.
magari si dovrà puntare all’agricoltura e all’industria piu che sul terziario.
magari noi italiani soffriremo molto, con tutti i nostri problemi in piu.

secondo me però globalmente non si dovrà aspettare molto.

tutto oggi è talmente veloce che anche le soluzioni saranno altrettanto rapide

handstone

Scritto il 8 dicembre 2008 at 16:16

certamente, senza ombra di dubbio #53..
scusa di che, (#54) La Coscienza del caos!!??
dei tuoi,sempre, interessanti input!!?
per me, la frase, poteva essere detta da xxx
la realtà di ognuno è in ciò che viviamo e sentiamo…e in ciò che facciamo;
mi piace pensare che un grande /piccolo sforzo comune,
ciascuno nelle proprie realtà, sia più di un sogno ad occhi aperti..
un piccolo/grande tentativo..comune e condiviso
affinché..”la vita zoppichi con grazia…in armonia”!
SONO LE NOSTRE AZIONI, CHE PARLANO DI NOI…

….
p.s1. “Sii il cambiamento che Vuoi vedere avvenire nel mondo” è, rivolta, ad alta voce a me stessa…
un concetto che non voglio dimenticare…
sono semplicemente frasi e concetti in cui credo
e che ho voluto condividere
con Voi..
tutto qui..

p.s. oggi non è festivo!?
Borsa circa + 5,17??bho!!!

Ciao
Valentina

utente anonimo
Scritto il 8 dicembre 2008 at 17:06

Valentina sono felice che non ci abbandoni.
La Thailandia è così lontana …………hihihihihihi

SD

utente anonimo
Scritto il 8 dicembre 2008 at 18:38

http://www.hgsweb.org
http://www.dhx.st

utente anonimo
Scritto il 8 dicembre 2008 at 22:32

Si, è affascinante il compasso……….Chiude sempre il cerchio. Anche tu Compasso mi sembri chiuso nella tua cultura del sospetto. Forse Andrea vorrà fare il Capitano, forse Andrea voleva solo lanciare un grido d’allarme, urlare la sua rabbia, comunicare il suo dolore per quello che poteva accadere ed è successo. Forse voleva levarsi di dosso quella manina che rappresentava il suo mondo e rivolgersi ad un altro mondo che siamo noi che navighiamo con lui sempre più numerosi sempre più consapevoli. Sicuramente Andrea è cosciente dei meccanismi che tu hai descritto, forse il suo rifiuto di salire in cima deriva da questo sistema……..dentro o fuori……., forse il suo rifiuto dipende dalla felicità che dà scalare la montagna, non di arrivare in cima……. Andrea sa sicuramente che rimarrà fuori, lo ha detto più volte………… ha scelto il caminetto e i figli, e come fa con loro diffonde in questo viaggio conoscenza e consapevolezza…….., le uniche armi che abbiamo. Hai ragione Compasso il cambiamento viene da dentro, ma ci vuole la motivazione, pensi che loro possano cambiare i meccanismi istituzionali???, Le motivazioni al cambiamento possono essere solo nostre ……..che non soffriamo di conflitti di interesse. Che Andrea voglia fare il capitano oppure il marinaio poco importa……………..spero solo che sia sempre con noi.
Buona navigazione a tutti.
gracav

utente anonimo
Scritto il 9 dicembre 2008 at 06:55

su questo vascello tutti sono liberi di dire la loro, e’ una regola del Capitano. Anche di vomitare, come fa qualcuno in preda allo sconforto.

Scritto il 9 dicembre 2008 at 07:50

SI..GRANCAV..SPERIAMO CHE SIA SEMPRE TRA NOI..
non ci sarebbe Capitano senza ciurma..
non ci sarebbe ciurma senza Capitano..!
si la cultura del sospetto..sospettiamo
dell’ informazione pilotata…
del consulente che fa
l’ interesse della Banca.
Diffidiamo e sospettiamo delle varie direzioni centrali….
qui Capitano nulla è cambiato…
non lavoro in banca, ma quello che vedo non mi piace..
continuano imperterriti a premere per piazzare l’ alchimia finanziaria di turno
ad ignari risparmiatori scelti con il lancio dei dadi…
TUTTO, si è giustamente detto, è dovuto al potere…..
Il potere è delle Banche quindi incominciamo, seriamente, da qui!.

alcune frasi tratte da http://www.signoraggio.com per riflettere:

Che mortificazione.. chiedere a chi ha il potere di riformare il potere!

C’è chi fa parte del problema, chi della soluzione e chi del paesaggio.. [r. de niro, ronin]

Ci sarà un momento in cui troveremo giusto forzare il nostro vicino, infastiditi della sua “resistenza” alla Causa. Teniamolo a mente quel momento perché sarà l’esatto istante in cui saremo diventati IGB noi stessi.. [sandro pascucci, 2008]

Buona Giornata
Valentina
P.s. forte…#66..qualcuno preso dallo sconforto vomita !..
…………….certo che con questo mare..!!:-)

utente anonimo
Scritto il 9 dicembre 2008 at 11:01

Cito Compasso nel post n.4:
“Molti uomini vedono la propria esistenza bruciare, solo in funzione di come possono condizionare quella del prossimo a proprio favore. Per loro il potere è tutto, vivono solo in funzione della rivalsa, della conquista, nel poter affermare, di stare al disopra degli altri.”

Eh si, caro compasso, molti di questi uomini hanno visto bruciare in un attimo le loro ricchezze ed ora stanno provando….. dolore …..forse per la prima volta nella loro vita. E si sa…………nel dolore si cresce…………..e perché no………

Tu lo chiami potere quello? Io, noi, Andrea, abbiamo il potere, quello vero, quello di poter guardare nell’anima e io vedo in quella di quegli uomini ricchi e potenti……….inetti ed incapaci lontano dalle loro scrivanie,……. incapaci di giocare con i loro figli, di godere di una festa in famiglia, di dare attenzione alle loro donne, di essere in pace con loro stessi……..e con il mondo che li circonda.

Molti di quegli uomini hanno oggi la possibilità di crescere, molti stanno vedendo il film della loro vita, e chi è stato amato, chi ha ricevuto una guida, chi ha valori veri….tornerà indietro, ridurrà il tenore di vita col sorriso e con la gioia di dedicarsi alle persone e non alle cose………..e cambierà……………e perchè no……….

Non è ottimismo di maniera……..è realismo……..

Negli anni 60 M.L.King aveva un sogno……..oggi gli USA hanno un presidente di colore……..
Negli stessi anni Kennedy sosteneva che il PIL non misura nulla che valga la pena di essere vissuto………forse oggi è arrivato il momento di cambiare……………….

Te lo dice Andrea, col suo splendido esempio di Semler………e perché no…………..

E mi rivolgo agli imprenditori che viaggiano su questo veliero…….

Il capitale umano -da non confondere con il know how-, il bilancio degli intangibili, gli indicatori di satisfaction, l’ambiente ed il risparmio energetico,…….tutto questo non fa PIL ma fa crescere l’impresa e gli uomini che ci lavorano………..qualcuno ci sta pensando da qualche anno, non resta che farne una regola……….e perche no…………..

E voi imprenditori che vivete il rapporto coi dipendenti come un problema e non come una risorsa…..vero…..solo i commerciali sono una risorsa, vendite…..fatturato….ancora PIL………….dov’è il senso di appartenenza?

Appartenenza alla tua azienda, alla tua città, al tuo paese, la cosa comune…………………la Politica………………….il denaro e la politica………….il potere……………

E torniamo alla coscienza, coscienza civile, senso della cosa comune, della collettività, responsabilità per le prossime generazioni, lasciare ed arricchire il patrimonio per loro……………………quale patrimonio?????????

Molti di quei piccoli uomini ricchi e potenti hanno ricevuto solo immobili e danaro……potere……….e ora??????????????

Caro Compasso il cambiamento sta arrivando, forse ci vorranno quarant’anni come per Obama…….forse di meno oggi che tutto corre……..informazione, conoscenza, competenza……….facciamo correre anche i sentimenti………tutti ne avranno beneficio……..ti assicuro……ti sentirai meglio……..

Buona giornata a tutti….gracav

utente anonimo
Scritto il 9 dicembre 2008 at 12:51

Condivido molte delle cose affermate da Gracav al #68, ma visto che io sono un imprenditore, frà alti e bassi in questo momento un piccolo imprenditore, direi un Artigiano; vorrei aggiungere una cosa.
Gracav per un attimo prova ad uscire dal dualismo Imprenditore-Dipendente e pensa che siamo delle persone; io per certi periodo ho avuto anche diversi dipendenti, poi li ho licenziati; perchè!!!!
Ci sono molti motivi; uno può essere che le leggi italiane “ci fanno impazzire” un altro perchè non c’è più lavoro, a causa di una crisi; ed un altro potrebbe essere che io ho già una famiglia a qui pensare e non posso caricarmi dei problemi degli altri. Direi…….. non tutti nasciamo intelligenti e portati per fare una data cosa…………nella vita bisogna anche “darsi da fare.
Ecco forse una parte degli imprenditori sono solamente delle persone “che si danno da fare” per migliorare la loro vita e quella dei loro famigliari!!!!!!
Quando io affermo “Un reddito a tutti” credi che sia una cosa tanto idiota e stupida, significa semplicemente di considerare il denaro o moneta come un mezzo per scambiarsi delle cose di qui abbiamo bisogno. Tornare alla natura della moneta a quando è stata usata dalle società umane, che prima usavamo il baratto.
Che sia possibile fare questo, tornare alle origini. Non lo sò, spero di sì…… mi auguro sia possibile.

Un saluto

SD

utente anonimo
Scritto il 9 dicembre 2008 at 12:58

Piccola e insignificante aggiunta al post precedente.

Il baratto si una ancora, io lo uso quando possibile e con ottimi risultati………. hhihihihihi.

SD

PS: Gracav se hai qualcosa da barattare, fai un fischio.

utente anonimo
Scritto il 9 dicembre 2008 at 14:15

per quanto mi sforzi, non capisco i commenti di SD.
Mi ricordo che una volta gli imprenditori erano voluti molto bene, si vedeva quanto lavorassero per gli altri, oggi questi imprenditori sono scomparsi, non certo per colpa dei sindacati, i motivi li ha espressi molto bene l’anonimo 37. Quanto al compasso, e’ solo invidia.

utente anonimo
Scritto il 9 dicembre 2008 at 18:43

Butterfly House
E’ una casa bozzolo, trasparente, costruita come la crisalide di una farfalla. E’ la Butterfly House creata da Laurie Chetwood e ubicata nel sud est dell’Inghilterra. Rappresenta una risposta alle crisi che attanagliano il globo: ambientale, energetica ed economica. Le pareti in vetro preservano la riservatezza e non segnano i confini tra interno ed esterno. A basso consumo energetico, la casa farfalla è ecologica, hi tech e rivoluzionaria. Clive Aslet, direttore della rivista Country Life e autore di The English House, a proposito della Butterfly House, formula il decalogo della dimora del futuro che sfrutta fonti energetiche alternative e tutela l’ambiente. A prova di privacy; verde; raggiungibile senza bisogno dell’auto; costruita per rispondere al cambiamento climatico con pareti spesse e finestre piccole, per tenere fuori il freddo d’inverno e il caldo d’estate; con un orticello in cui coltivare un’agricoltura “fai da te”, sufficiente per il fabbisogno di chi ci abita; priva di plastica, con un ritorno al legno e all’arredamento riciclato; esteticamente semplice, minimale ed essenziale; immersa nella natura; hi tech e culturalmente rivoluzionari.
Ecco come sarà la mia casa SD,lavori nel settore immobiliare?

Ciao
La coscienza del caos

utente anonimo
Scritto il 9 dicembre 2008 at 19:02

Per Sd

Come vedi sono per la rivisitazione dell’architettura organica che tra i suoi maestri vede:Frank Lloyd Wright,Alvar Aalto e la scuola austriaca di Vorarlberg

Cordialmente
La coscienza del caos

Scritto il 9 dicembre 2008 at 19:20

veramente Fantastica!!
nutro da sempre un passione nascosta per l’ Architettura,
ma… non ne sapevo nulla…
finchè un input…
di SD, che è un gran burlone, invece io, non capisco le battute.
Vi assicuro che ci sono ancora bravi e onesti imprenditori,
forse pochi..ma ci sono…
non so ancora fino a quando..
perchè se legittimamente cade la volontà di mettersi in gioco..
allora da dove ripartiremo!?
Dalla burocrazia!! ???
Ciao, Buona serata
Valentina

p.s..come sognavo quand’ero fanciulla la Casa sulla cascata!!

utente anonimo
Scritto il 9 dicembre 2008 at 19:32

No comment #71.
Un esempio pratico; in questo momento avrei bisogno di 100 ql di legna, se lei li possiede potremo fare un baratto. Se abita vicino a mè.
Ma!!!!! non lo sò se una volta esistevano gli imprenditori che lei ha indicato. Adesso, che io sappia, si sono estinti a causa di…………… e anche a causa di una diffusa mentalità che li considera “vacche da mungere”. Credo di essere stato chiaro questa volta.

La coscienza del caos, si lavoro nel settore immobiliare. In questo momento si possono trovare diverse tipologie di case ecologiche, che usano energie alternative e a bassi consumi energetici. Ci sarebbe molto da discutere.
Bisogna conoscere le necessità del cliente per poterlo consigliare e anche le disponibilità economiche, perche queste abitazioni costano di più di quelle tradizionali di massa (o popolo).

SD

PS: Se a qualcuno interessa barattare avrei bisogno anche di un gioiellino in oro, per la mia amica, in cambio potrei farvi manutenzioni alla casa hihihihihihihi.
Queste donne che mi spennano sempre hihihihihi

utente anonimo
Scritto il 9 dicembre 2008 at 19:45

Valentina, prima non avevo letto il post.
Io non ho un grande senso dell’umorismo, non prendertela.
Se hai qualche domanda particolare, chiedi pure, se posso risponderò.

Un saluto

SD

utente anonimo
Scritto il 9 dicembre 2008 at 19:55

Io purteoppo l’avevo trovata da ristrutturare sulle colline parmensi Sd ad un prezzo buono un Casale di 270 mq con 2 Ha di terreno ma purtroppo era gravato da un’ipoteca di 250000 eurozzi, la cifra del restauro era già stata concordata con l’impresa e avrei fatto la mia butterfly house.
la coscienza del caos

utente anonimo
Scritto il 9 dicembre 2008 at 20:05

Per Sd bisogna remare tutti nella stessa direzione, capisco i tuoi problemi perchè mia moglie è imprenditrice, ma avete anche dei benefici che chi lavora come dipendente non ha.
Bisogna anche ritornare a tenere in considerazione lo stato e la res pubblica.
E dobbiamo pretendere una distribuzine più equa delle tasse. Come ben saprai Cortina voleva passare dal Veneto alL’Altoadige ma quando hanno visto che le dichiarazione dei redditi deegli altoatesini era nettamente superiore alla loro hanno scelto di restare in Veneto è sempre purtroppo una questione di civiltà.
Cordialmente l
La coscienza del caos

utente anonimo
Scritto il 9 dicembre 2008 at 20:12

Per chi non lo sapesse Il Trentino Altoadige e la Sicilia sono regioni a statuto speciale confrontatele per tasse servizi ed altro alla collettività e per dipendenti regionali assunti e tanto altro compresa la spesa farmaceutica procapite:

utente anonimo
Scritto il 9 dicembre 2008 at 20:16

Hai ragione La coscienza del caos, che tutti dobbiamo contribuire alla cosa pubblica, è nostro interesse. Il problema è che per lo Stato noi non siamo proprio CITTADINI ma sino un numero di codice fiscale o partita iva. Mi fermo su questo punto altrimenti vorrei raccontare un fatto che mi è accaduto oggi, di natura economica sugli extracomunitari, ricongiungimento famigliare, cittadinanza, pensione sociale. Oppure sulle pensioni sociali dei miei parenti in Argentina, e non solo.

Il vecchio proprietario del casale parmense, deve aver avuto dei guai seri per indebitarsi di 250.000 euro. Peccato, forse ti capiteranno altre occasioni.

SD

utente anonimo
Scritto il 9 dicembre 2008 at 20:32

Bancarotta di Comuni e Regioni un debito da 111 miliardi
Repubblica — 18 maggio 2008 pagina 1 sezione: PRIMA PAGINA

Gli enti locali italiani arrivano all’ appuntamento con il federalismo fiscale con il fiato (e la coperta) molto corti. Il debito di Regioni, Comuni e Provincie dal ‘ 99 ad oggi è cresciuto del 350% a 111 miliardi di euro. Il patto di stabilità interno degli ultimi due anni è servito solo a limitare i danni: sulle spalle di ogni italiano – vecchi e neonati compresi – c’ è ormai una zavorra di quasi duemila euro di deficit “federale”. Una montagna costituita per il 30% da emissioni obbligazionarie (decollate dell’ 870% in dieci anni) e avvelenata da una valanga di derivati (35 miliardi in valore) i cui effetti, potenzialmente esplosivi, si vedranno solo tra qualche anno

utente anonimo
Scritto il 9 dicembre 2008 at 20:38

La nostra offerta era di 105000 eurozzi( accettati ) ma non mi sono fidato di dare l’assegno davanti al notaio e vedere se il proprietario estingueva l’ipoteca, la moglie fa i capricci sul quel casale..Quando trsformerò la casa di Venezia non dubitare che ti interpellerò per la ristrutturazione.
La coscienza del caos

Scritto il 9 dicembre 2008 at 21:31

Ogni tanto leggo con molto piacere il fatto che sono sempre di meno quelli che soffrono……il mal di mare, in fondo questo è il momento di concentrarci sull’orizzonte, laggiù in un punto ancora indefinito tra l’oceano e il cielo.

Ho spesso sentito fare riferimento al post 37 ma nessuno si è accorto che è un copia ed incolla, un post proveniente da altri orizzonti eppure alle volte, tralasciando il contenuto, non andiamo mai abbastanza ad approfondire la provenienza delle informazioni, dei pensieri prendiamo spesso tutto troppo sul serio senza consapevolezza.

Caro SD vedo con piacere che ameresti essere abbandonato su un’isola ripiena di terribili …amazzoni sacerdotesse del baratto….. ma su questo veliero abbiamo solo altre “dolci metà del cielo” di classe quindi…..auguri per l’isola deserta!

Comunque sia per quanto riguarda la bioedilizia e tutto quanto è alternativo è qualcosa che è ormai dipinto nell’alba del nuovo ciclo economico che verrà, un dipinto che potrà essere sfregiato e danneggiato da coloro che sfrutteranno la terra promessa per il loro unico interesse, ma in fondo noi dobbiamo concentrarci sukka nostra economia nulla di macro ma molto di micro e local.

Un ultimo accenno al ragionamento del compasso e alla cultura del sospetto…..non vi è nulla di più terribile di affondare a priori i sogni dell’uomo, spesso la cultura del sospetto riesce a distruggere l’uomo e spesso intere famiglie ma in fondo è l’arma di coloro che hanno paura della realtà e non sono in grado di comprendere quanto sia straordinario ……l’ordinario!

Buona serata e a domani Andrea

utente anonimo
Scritto il 9 dicembre 2008 at 22:07

Come dice il Capitano Andrea siamo in un veliero che naviga in acque e mondi sconosciuti o da conoscere.
Forse qualche mia frase può risultare strana o di difficile comprensione, il motivo è semplice; perchè non sempre si dice quello che si pensa o si conosce ed a volte non si può scrivere cose che potrebbero imbarazzare o risultare sgradevoli a qualcuno. Di seguito faccio un copia e incolla di un fatto accaduto realmente:

THAILANDIA – Il rifiuto assoluto del corpo. E’ questo che nasconde il gesto di un monaco buddista thailandese, che, colto durante la meditazione da un’erezione involontaria, si è evirato con un colpo di coltellaccio.

Ricoverato in un ospedale di Maharaj, circa 800 chilometri a sud di Bangkok, il monaco ha poi rifiutato l’intervento chirurgico per il reimpianto.

“Ci siamo dovuti limitare – ha spiegato il direttore sanitario, Prawing Euanontouch – a disinfettare e suturare la ferita, ma il paziente non ha voluto sapere dell’intervento chirurgico e ha ribadito la sua rinuncia agli impulsi del corpo”.

Il buddismo in Thailandia segue la via del “piccolo veicolo” (Hinayana), quella più vicina agli insegnamenti originari del Buddha storico. Queste pratiche sono ormai circoscritte al Sudest asiatico.

Le religioni sono una cosa fondamentale per tutte le società, questo fatto avrà un senso per chi lo vuole comprendere!!!!!!!

Un saluto al Capitano e alla prossima

SD

PS: A volte mi piace scherzarci sopra.

utente anonimo
Scritto il 9 dicembre 2008 at 22:18

#85
Io direi Ironia( mi riferisco al tuo P.S.) che ti si addice di più e come ben saprai bisogna diffidare solo dell’ignavia.

ciao
la coscienza del caos

utente anonimo
Scritto il 9 dicembre 2008 at 22:29

E qui ci vuole un copia e incolla
« E io ch’avea d’error la testa cinta,

dissi: “Maestro, che è quel ch’i’ odo?
e che gent’è che par nel duol sì vinta?”.

Ed elli a me: “Questo misero modo
tegnon l’anime triste di coloro
che visser sanza ‘nfamia e sanza lodo.

Mischiate sono a quel cattivo coro
de li angeli che non furon ribelli
né fur fedeli a Dio, ma per sé fuoro.

Caccianli i ciel per non esser men belli,
né lo profondo inferno li riceve,
ch’alcuna gloria i rei avrebber d’elli”.

E io: “Maestro, che è tanto greve
a lor che lamentar li fa sì forte?”.
Rispuose: “Dicerolti molto breve.

Questi non hanno speranza di morte,
e la lor cieca vita è tanto bassa,
che ‘nvidïosi son d’ogne altra sorte.

Fama di loro il mondo esser non lassa;
misericordia e giustizia li sdegna:

non ragioniam di lor, ma guarda e passa”. »
(Dante Alighieri, Inferno III, 31-51)

La coscienza del caos

utente anonimo
Scritto il 9 dicembre 2008 at 22:36

Non posso, forse domani!!!!!!

utente anonimo
Scritto il 9 dicembre 2008 at 22:54

In Thailandia gli occidentali fanno ridere i polli hehehehehehe

utente anonimo
Scritto il 9 dicembre 2008 at 23:33

Per #89, non tutti gli occidentali, solo per quelli che credono di sapere e conoscere tutto.
L’umiltà e la ricerca della comprensione di un altra cultura di solito è ben accettata. Poi non lo sò, io sono solamente un tecnico e mi occupo solo dei miei interessi.

SD

utente anonimo
Scritto il 9 dicembre 2008 at 23:45

Buddhismo. Le scuole fondamentali Hinayana e Mahayana, la Vajrayana (la via dei Tantra detta anche Mantrayana).

Le Due scuole fondamentali Hinayana e Mahayana

Intorno al I sec. d.C., il Buddismo si divide in due tendenze fondamentali, ognuna delle quali, a sua volta, si suddivide in una trentina di correnti:
HINAYANA o “piccolo veicolo” (stretta via della salvezza), che richiede una rigorosa osservanza dell’ottuplice sentiero.
I seguaci di questa corrente ritengono che solo i monaci possono raggiungere il Nirvana. Non considerano Buddha un dio, ma solo un maestro di perfezione morale.
Si dedicano alla predicazione, allo studio dei testi canonici, alla venerazione dei luoghi legati alla vita di Buddha, ecc.
Questa corrente nega recisamente l’esistenza dell’atman (l’io individuale), ammessa invece dal Brahmanesimo, e ritiene inutili i riti, le devozioni, i simboli e i sentimenti religiosi. Essa si è diffusa soprattutto in Birmania, Thailandia, Laos, Cambogia e soprattutto Sri Lanka.

MAHAYANA o “grande veicolo” (larga via della salvezza), che permette la salvezza anche al laico, in forme meno rigide.
La scuola Mahayana, che peraltro sostituì la lingua Pali, usata dal Piccolo Veicolo, con il Sanscrito, costituisce lo sviluppo del Buddismo in senso filosofico, mistico e gnostico. Essa riconosce un gran numero di divinità, fra le quali annovera lo stesso Buddha.

Anzi, Siddartha Gotama non sarebbe che uno dei buddha: ne esisterebbero altre centinaia (sovrani del paradiso, del futuro, del mondo ecc.) . Concezione, questa, che permetterà al Buddismo di assimilare facilmente altre religioni.

Oltre ai buddha vi sono i santi, cioè coloro che, pur avendo acquistato il diritto d’immergersi nel Nirvana, hanno deciso di restare ancora un po’ di tempo sulla terra per salvare gli uomini.
I mahayanisti, a differenza degli hinayanisti, credono anche negli spiriti maligni e in altri esseri soprannaturali, nonché nella differenza tra paradiso e inferno, e negano l’esistenza dei dharma come entità a se stanti. Nel paradiso si trovano le anime dei giusti (anche laici) che devono incarnarsi ancora una volta sulla terra prima di raggiungere il Nirvana. Questa corrente, che praticamente non ha nulla del Buddismo originario (che, nonostante tutto, era rimasto un movimento elitario), si è diffusa tra il II e il X sec. nell’Asia centrale, nel Tibet, in Cina, Vietnam, Corea e Giappone, Mongolia e Nepal (per qualche tempo anche in Birmania, Indonesia e India settentrionale).

Vajrayana (Via dei Tantra)
La terza corrente del Buddismo, detta anche Veicolo del Diamante, e che più si è allontanata dalle origini, insistendo proprio sui punti che il Buddha aveva maggiormente criticato: il ritualismo, la mistica e la magia, si è affermata verso il VI sec., diffodendosi prevalentemente in Mongolia e nel Tibet, ma anche in Nepal, Cina e Giappone.

Questa corrente esoterica (chiamata anche col nome di Veicolo delle formule magiche o Mantrayana), attribuiscono importanza centrale alla ripetizione di formule sacre (mantra) per raggiungere l’Illuminazione.

Nel Tibet questa corrente, nata verso il 750, assunse il nome di Lamaismo, diffondendosi anche in Mongolia e Siberia. È L’unica corrente strutturata in maniera gerarchica.
Per i suoi seguaci il Tibet rappresenta come una “casa madre” e una “terra promessa”. Lhasa, la capitale, è considerata “città sacra”. Anche la lingua tibetana è ritenuta “sacra”.

Essendo il prodotto di una fusione di Buddismo e religioni animistiche e sciamaniche, il Lamaismo dà notevole importanza agli scongiuri magici, alla conoscenza mistica e alla musica, con l’aiuto dei quali esso è convinto di poter raggiungere il Nirvana in tempi molto brevi.
Molto influenti sono stati i monaci, chiamati Lama, che riuscirono a costituire un governo ierocratico: nominalmente il potere civile apparteneva agli imperatori cinesi, di fatto erano i monaci a comandare e i loro dirigenti venivano scelti tra le famiglie feudali più influenti.
L’ultimo Dalai Lama, non avendo accettato l’unificazione del Tibet con la Cina comunista (1951), imposta da quest’ultima, ha deciso, dopo una rivolta fallita, di espatriare in India nel 1959, insieme a 100.000 rifugiati.

Prima dell’unione con la Cina un tibetano su quattro apparteneva a un ordine religioso.
Quando il Dalai Lama muore, si pensa ch’egli s’incarni immediatamente in qualche parte del paese. Una ricerca minuziosa viene allora operata tra tutti i neonati maschi che rivelino alcuni segni particolari negli occhi o nelle orecchie o nella pelle… I loro nomi vengono introdotti in un’urna d’oro e poi ne viene estratto uno a sorte.

———————
Il Tantra viene spesso frainteso in Occidente perchè si crede che sia soltanto una pratica sessuale. E’ invece una FILOSOFIA DI VITA, che ha radici sia nel buddhismo che nell’induismo. Ci sono alcune differenze tra il tantra buddhista e quello induista: alcuni buddhisti sostengono che il tantra induista derivi da quello buddhista, mentre molti induisti sostengono l’opposto. In ogni caso non ha importanza sapere quale sia il più antico.

La traduzione letterale della parola sanscrita Tantra è telaio. Da cui il significato di filo, che può essere trasformato, attraverso il lavoro continuo, in un tessuto. Dunque il significato generalmente accettato è quello di “Pratiche segrete di trasformazione continua”.

Il fine del Tantra è di raggiungere lo sviluppo dei nostri sensi superiori tramite l’uso di meditazioni e di riti speciali. Per la sua natura esoterica, i seguaci del Tantra sostengono che gli insegnamenti devono essere passati personalmente dal maestro al discepolo, il quale lo aiuta ad aprirsi progressivamente, o in certi casi in modo diretto, verso la conoscenza della realtà assoluta che esiste da sempre, immutata, celata dietro le illusorie assparenze sensoriali della realtà relativa quotidiana.
Il Tantra enfatizza tre aree di sviluppo individuale: la coordinazione e la purificazione del corpo (gesti o Mudras), la comunicazione e la purificazione della parola (Mantras), e la purificazione della mente (meditazione e visualizzazione creativa, o Yantras). Benché le pratiche differiscano tra il Tantra buddhista e quello induista, entrambe le discipline portano alla realizzazione interiore dell’unione delle forme contrastanti. Ovverosia porta i seguaci all’ unione delle energie maschili e femminili individuali per raggiungere un’unica energia purificata che, abbracciando e contenendo il tutto, fa di loro degli esseri umani consapevoli che possono raggiungere stati più elevati di coscienza.

Benché esistano alcune pratiche sessuali sia nel Tantra induista che in quello buddhista, ci sono molte più pratiche di natura non sessuale, bensì filosofiche, esoteriche e religiose. Per quello che concerne le pratiche sessuali nel tantra buddhista, alcuni insegnanti sostengono che un partner fisico non sia necessario e potrebbe essere sostituito da un partner immaginario o visualizzato. O ancora più semplicemente, il partner fisico è sostituito dalla visualizzazione dei nostri due canali energetici (Nadi), maschile (Pingala) e femminile (Ida) che si riuniscono nel canale centrale (Sushumna) ed aprono il chakra del cuore.Quindi il tantra buddhista si riferisce al channeling, o al saper dirigere le proprie enerige maschili e femminili fino a raggiungere l’unificazione di entrambe, per ottenere l’illuminazione.

Scritto il 10 dicembre 2008 at 06:29

“Niente a volte è limitato come le parole, niente è sconfinato come lo spazio che le racchiude.
Le parole sono linee costiere oltre la quali non possiamo spingerci con le parole….

..semplicemente..semplicemente ..
grazie…# 84
Valentina

utente anonimo
Scritto il 10 dicembre 2008 at 08:40

Valentina sono felice che comprendi……….ma la strada è lunga e insidiosa.

Scritto il 10 dicembre 2008 at 10:28

“Il piu’ grande bisogno del mondo e’ il bisogno di uomini; di uomini che NON SI POSSONO COMPRARE NE’ VENDERE; di uomini che sono fedeli ed onesti fin nell’intimo della loro anima; di uomini che non hanno paura di chiamare il male con il suo vero nome; di uomini la cui coscienza e’ fedele al dovere come l’ago magnetico lo e’ al polo; di uomini che staranno per la Giustizia anche se dovessero crollare i cieli” . E. G. White

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