GRECIA… COUNTDOWN!

Scritto il alle 09:53 da icebergfinanza

E ti pareva che qualcuno non spingesse la Grecia ormai sull’orlo del burrone…

L’Ue blocca 1,2 miliardi di fondi alla Grecia

Come preteso dai tedeschi niente liquidità per le casse di Atene che dal 20 aprile saranno vuote«We love Greece», proclama Jean-Claude Juncker. Un bel sentimento, l’amore, ma il premier Alexis Tsipras in questo momento vorrebbe meno affetto dal presidente della Commissione Ue e più denari per evitare la bancarotta. Ieri i tecnici dei ministeri del Tesoro di Eurolandia – riuniti nell’Euro Working Group – glieli hanno negati. Non senza generare qualche sorpresa, hanno convenuto che Atene non è legalmente autorizzata a ottenere la restituzione degli 1,2 miliardi…

Non solo ci si è messa anche la BCE la quale ben sapendo quello che potrà accadere a breve…

Grecia, Bce vieta a banche di comprare altri titoli di Stato. “Sale rischio default”

Una nuova concessione sul fronte della liquidità di emergenza, ma in cambio di uno stop agli acquisti di titoli di Stato sovrani. La Banca centrale europea, stando a quanto riportato dal Financial Times e dall’agenzia tedesca Dpa, sta facendo pressione sugli istituti di credito ellenici per impedire che aumentino troppo la propria esposizione al debito pubblico ellenico. Così da un lato martedì l’Eurotower ha alzato a oltre 71 miliardi (dai 70 precedenti) il plafond del fondo di ultima istanza Emergency liquidity assistance, che consente alle banche greche di stare in piedi nonostante il crollo dei depositi. Dall’altro, però, il consiglio direttivo presieduto da Mario Draghi ha inviato lettere ufficiali in cui impone agli istituti, che hanno già in pancia bond del Tesoro per un valore di 11 miliardi di euro, di non comprarne altri. Nemmeno se a breve termine. 

Per quale motivo visto che la Grecia non uscirà mai dall’euro e quindi non vi sarà un altro default?

Sempre che i monelli greci non consegnino una lista di riforme adeguata al massacro sociale in atto in Grecia.

La scorsa settimana candidamente Angela Merkel durante l’incontro con Tsipras ha ammesso che …alla fine “bisogna ammettere che nel corso degli ultimi cinque anni il salvataggio della Grecia non e’ stato una storia di successo”.

Premesso che secondo Mario Monti, la Grecia è il più grande successo dell’euro, Angela si sbaglia, il salvataggio della Grecia è stato una storia di successo per le banche tedesche e per la stessa Germania che diversamente sarebbe finita sotto attacco come tutti in Europa.

Per aiutare a comprendere la portata delle mie informazioni a coloro che arrivano solo ora qui su Icebergfinanza due semplici articoli…

GERMANIA: L’UOVO DI COLOMBO!

Bundesbank, Deutsche Bank sotto inchiesta: nascoste perdite per 12 miliardi…

Il salvataggio sarebbe stato inevitabile,  i livelli di capitale di Deutsche Bank sarebbero scesi pericolosamente al di sotto della soglia di vigilanza. E nel bel mezzo della crisi economica il salvataggio statale sarebbe stato inevitabile.

Ma andiamo oltre e vediamo cosa Draghi ha detto della Grecia, rispondendo alla domanda sul ricatto in atto… «Non c’è nessun rischio di ricatto Bce alla Grecia – ha continuato rispondendo a un eurodeputato – L’esposizione della Bce in Grecia è di 104 miliardi di euro, circa il 65% del Pil greco, è la più alta esposizione dell’Eurozona, che tipo di ricatto sarebbe questo?». 

Peccato però che…  Draghi continua a mettere in riga la Grecia

Draghi è stato irremovibile anche sull’altra richiesta che Atene sta avanzando informalmente in tutte le sedi europee, la possibilità di elevare il tetto di emissione di titoli di Stato a breve termine con cui lo Stato si finanzia, ora fissato a 15 miliardi. Vista l’incertezza in cui versa il Paese, nessuno a parte le banche elleniche oggi acquista questi titoli sul mercato. Senza possibili compratori, Francoforte non vuole rischiare che un innalzamento delle possibilità di emissioni faccia sì che l’aiuto della Banca Centrale nei confronti delle banche si traduca in un finanziamento diretto degli Stati, ipotesi tassativamente proibito dallo statuto Bce. Ed è proprio nel solco dello statuto che Draghi si muove, non accettando quindi alcuna ipotesi di deroga. In questo caso, l’ultima parola non è della Banca Centrale, perché – ha ricordato – “il tetto è stato stabilito in sede di Eurogruppo”.

Per quanto riguarda il QE come sempre non c’è alcuna bolla men che meno in Germania ovviamente e nessun rischio, va tutto bene, don’t fight the ECB…

La Banca centrale europea appare comunque molto tranquilla, sulla questione della stabilità finanziaria: «Non ci sono segni che non ci saranno abbastanza titoli di Stato da acquistare», ha innanzitutto spiegato Draghi, escludendo quindi la possibilità che gli investitori privati siano “spiazzati” dagli acquisti. «Ci sono condizioni di liquidità differenti per i diversi segmenti di mercato delle obbligazioni – ha poi aggiunto – se distingue fra corporate bond e bond sovrani. Non vediamo condizioni di illiquidità per il mercato dei bond governativi e siamo fiduciosi nella tranquilla attuazione» del programma. È evidente che il quantitative easing incide sulle quotazioni, sui rendimenti e quindi sulla valutazione dei rischi, ma la Bce non vede al momento che questo possa alterare la struttura stessa del mercato.I veri rischi riguardano però le turbolenze finanziarie, in altri termini la possibile creazione di bolle. «Siamo in ogni caso consapevoli del fatto che ci possono essere effetti collaterali non previsti sul sistema finanziario. Per esempio, le quotazioni possono salire a prezzi che non sono giustificati dai fondamentali, mentre periodi di bassi rendimenti e bassa volatilità possono invitare a eccessive assunzioni di rischi da parte degli investitori finanziari. A loro volta, questi sviluppi possano agire come un meccanismo amplificatore per ogni eventuale instabilità finanziaria» Rischio bolle: la Bce valuta i costi del Qe

La sintesi storica è che il QE non serve poco o nulla per l’economia reale, serve solo per esaltare la speculazione ovunque…

Nel frattempo in Grecia non tira aria buona per i sicari dell’ UE…

MILANO – É cambiato il nome, da Troika a “Bruxelles Group”. Sono mutati gli interlocutori, dal governo di Antonis Samaras a quello di Alexis Tsipras. La vita ad Atene resta però un inferno per i tecnici di Bce, Ue e Fmi. Poul Thomsen, l’odiato (in Grecia) ex numero uno del team di creditori, è stato costretto negli anni scorsi a nascondersi nei sotterranei dei ministeri e negli spogliatoi di una palestra privata per sfuggire alla rabbia delle addette alle pulizie licenziate e dei disabili inferociti per i tagli al welfare. Al suo successore Declan Costello le cose  –  se possibile  –  vanno ancora peggio: il clima tra la Grecia e i partner, complici le incomprensioni di queste settimane, si è deteriorato. E dopo una serie di minacce nemmeno troppo velate, il super-negoziatore di Bruxelles è costretto oggi a muoversi per la capitale ellenica sotto scorta.

A gettare benzina sul fuoco, alla faccia del bon ton europeo, è stato proprio il governo Tsipras. “Non prenderemo ordini dai tecnocrati. L’era in cui gli inviati della Troika entravano nei nostri ministeri a dare ordini è finita”, ha detto in più occasioni il premier. Non proprio un benvenuto. E la diplomazia domestica l’ha preso in parola, trasformando la vita degli inviati di Bce, Ue e Fmi ad Atene in un mezzo incubo. E Atene è un incubo per gli inviati Ue di ETTORE LIVINI

Ovviamente la situazione è tutta sotto controllo c’è il quantitative easing, lo dice Mario e la prossima settimana anche la Grecia consegnerà da brava scolara i suoi compitini con le riforme come piaciono alla maestra Angela… o non andrà così?

La verità è figlia del tempo!

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39 commenti Commenta
kry
Scritto il 26 marzo 2015 at 10:09

Kry Scrive:
24 marzo 2015 alle 22:25
“La Banca centrale europea appare comunque molto tranquilla, sulla questione della stabilità finanziaria: «Non ci sono segni che non ci saranno abbastanza titoli di Stato da acquistare», ha innanzitutto spiegato Draghi, escludendo quindi la possibilità che gli investitori privati siano “spiazzati” dagli acquisti. ### Ragazzi, questo non è UN DRAGO è un ER FENOMENO. A suon di tasse non c’è pericolo di restar spiazzati ed è per questo che conta che i governi non si distraggano e continuino a fare il loro dovere. Forza avanti con la riduzione salariale e la riforma delle pensioni da morti di fame per chi e quando ci si arriva.

kry
Scritto il 26 marzo 2015 at 10:11

Kry Scrive:
24 marzo 2015 alle 22:35
“Abbiamo anche un’altro problema, un grosso problema. Una massa uniforme ed invertebrata di uomini e donne che fanno finta di fare politica e che hanno venduto l’anima alla corporatocrazia e alla finanza.” ### La corporatocrazia e la finanza son quelle che si sono inventate la GLOBALIZZAZIONE ??? E che caspita quand’è che impariamo a chiamare le cose con il nome giusto ? Nella seconda guerra mondiale cosa s’è combattuto se non sbaglio il fascISMO e nazISMO. E che cosa ci vuole a dire che nella terza guerra mondiale si combatte contro il MULTINAZIONALISMO e per l’ appunto i cavalli di troia che si chiamano TTIP e TISA di chi son figli … di troia ??? Kry Scrive:
24 marzo 2015 alle 22:47
“Il mondo ha bisogno di banchieri centrali che evitano i problemi, non di quelli che si specializzano nel limitare i danni a crisi avvenuta, bisogno di banchieri centrali che limitino la speculazione e non la favoriscano, banchieri e regolatori che sappiano controllare le banche d’affari e non che chiudano un occhio in nome del rischio sistemico.” @@@ Il mondo ha bisogno che cambi tutto questo http://www.nwo.it/banche.html . Il mondo ha bisogno che le persone capiscano il VALORE di STATALE e non confonderlo con PUBBLICO. Kry Scrive:
24 marzo 2015 alle 22:15
” Comunque, ha concluso, “come Banca centrale di tutta l’area dell’euro, dobbiamo ascoltare molto attentamente quello che tutti i cittadini hanno da dire”. ***** Immagino l’abbia detto dopo aver ascoltato quello che avevano da dire i 10.000 davanti alla nuova sede il giorno dell’inaugurazione. DAL DIRE AL FARE C’E’ DI MEZZO IL MARE o come si preferisce “La differenza, signori miei, è che voi avreste potuto FARE E NON L’AVETE FATTO, io invece l’ho fatto!” http://icebergfinanza.finanza.com/2015/03/23/corporate-democracy-il-sequestro-delle-nazioni/

john_ludd
Scritto il 26 marzo 2015 at 10:24

sono anni che si afferma che la situazione greca non è sostenibile. Credo che l’opzione prescelta sia di far finta di non volere che la grecia esca dall’eurozona e lasciarle come uniche opzioni il ritorno alla dracma o una resa incondizionata. Valutare i rischi non è mestiere facile, non ho idea degli esiti, non lo vedo scontato, può accadere una cosa e il suo opposto, almeno nel breve periodo, dove la realtà è irrilevante e contano solo le nuvole lisergiche elargite dai banchieri centrali a tutto vapore. Certo la posizione di Tsipras è stata minata alla base dalla sua posizione di voler rimanere nell’euro. Non vedo come possa politicamente sopravvivervi, comunque vada a finire.

kry
Scritto il 26 marzo 2015 at 10:56

GRECIA ??? FRANCIA !!! …. COUNTDOWN! Questi corrono e ci …. superano. https://it.finance.yahoo.com/notizie/francia-deficit-cala-al-4-del-pil-nel-094009654.html

lukeof
Scritto il 26 marzo 2015 at 11:28

Se alla BCE continueranno a tirare la corda Tsipras si giocherà la carta russa.
E li’ ci sarà davvero da ridere.

john_ludd
Scritto il 26 marzo 2015 at 11:52

lukeof@finanza,

credo ci siano equilibri internazionali che si possono toccare e altri che non si possono toccare; al momento c’è un tentativo di ridurre la temperatura in Ucraina ad opera della Germania dove è sempre più evidente nell’opinione pubblica il distacco dalla politica neocon unilateralista di Washington, mentre il business sa benissimo che il volume di affari potenziale in Asia è molte volte quello a ovest del Reno. Non conviene ai Russi che hanno un sacco di problemi frapporre ostacoli. I greci sono in balia di stessi, possono vendere il Pireo e le loro isole ai tedeschi, agli americani o ai cinesi, non credo abbiano buone scelte a disposizione. Il tempo per un esito felice è scaduto da un pezzo.

aorlansky60
Scritto il 26 marzo 2015 at 12:11

“Se alla BCE continueranno a tirare la corda Tsipras si giocherà la carta russa.
E li’ ci sarà davvero da ridere.”

ipotesi davvero affascinante per una sceneggiatura ricca di imprevisti sulle dirette conseguenze della storia che stiamo vivendo :mrgreen: in grado di tenere desta l’attenzione di tutta la platea che guarda!

Recentemente mi è balzato agli occhi un dato piuttosto significativo : a Dic2014, le riserve valutarie in US $ della Banca Centrale d. China -in pronta liquidità- ammontano a

cioè : per rendere l’idea, questi qua se vorrebbero potrebbero comprarsi cash “Italia+Grecia” + relative pertinenze(…) in un pacchetto unico, e gliene avanzerebbero ancora molti per le spese di viaggio ed altri eventuali optionals… :lol:

(senza considerare tutto il resto, per es il furioso ingordo appetito che ha fatto diventare la China il primo produttore di ORO oltre che il maggiore dententore di riserve auree a livello mondiale, se ne parlava qui in un altro thread…)

sapendo questo, se fossi Tsipras saprei già dove andare a bussare; chiaro che significa in qualche modo “calare le braghe” (e di brutto; i Cinesi non sono stupidi e vorrebbero più di una garanzia, firmata, contro firmata, contro-contro firmata, per “entrare” in Grecia…) ma di fronte al muro EU che antipaticamente stanno alzando nei confronti dei Greci, per quest’ultimi sarebbe davvero una bella picca da sparare alle rispettive facciaccie di Draghi, Merkel, Schauble, Weidmann, Lagarde, Hollande, Obama e… Nato. :lol:

(e renzi? povera italia, noi sempre lasciati per ultimi, contiamo come il due di picche con sotto coppe…)

già, appunto, la Nato… la Grecia ne fa ancora parte… anche questo la governance Chinese lo sa bene… e lo sa bene anche Vladimir che un pò più da vicino osserva tutta la situazione con l’occhio da avvoltoio…

kry
Scritto il 26 marzo 2015 at 12:31

aorlansky60,

Starebbero meglio nel diventare una regione della Turchia, almeno potrebbero continuare a giocare coi cavalli di …

lukeof
Scritto il 26 marzo 2015 at 12:44

john_ludd@finanza,

Secondo te se Alexis Tsipras si troverà nelle condizioni di NON poter pagare gli stipendi alle forze armate e le pensioni i famosi “equilibri internazionali” sai dove se li mette?
Ti dico anche che la Russia ha già dato disponibilità, e che è anche assolutamente logico e normale che Tsipras e Varoufakis non facciano alcun accenno se non velato alla questione, ma sono anche sufficientemente sicuro (lo fare pure io) che il “Piano B” ce lo hanno praticamente pronto e già strutturato sul tavolo.
Anche perchè a fronte di un uscita dall’Euro è assolutamente chiaro che non vorranno “rimanere soli” ma chiederanno un qualche aggancio in currency con rublo e/o valute alternative.

Non è nemmeno speculazione, è semplice logica.

john_ludd
Scritto il 26 marzo 2015 at 14:21

aorlansky60,

Il tema delle riserve valutarie in $ di una nazione viene di solito affrontato con estrema superficialità, ovvero si guarda sempre solo da un lato dello stato patrimoniale, a seconda del livello di confirmation bias dell’individuo. Non c’è solo l’attivo ma anche il passivo e parte delle riserve in $ sono a implicita garanzia del debito in dollari, che lo stato cinese non ha, ma le sue aziende invece hanno eccome. Ed ecco che i 3800 miliardi non sono più fungibili per intero.

john_ludd
Scritto il 26 marzo 2015 at 14:30

lukeof@finanza,

Ne sarei davvero sorpreso. Oggi è di moda vedere l’aiuto del nuovo straniero di turno. Siccome i crukki sono stronzi, allora vai con i russi, i cinesi o i marziani che sono buoni. La disponibilità non vuol dire nulla, la politica è fatta di parole, dichiarazioni pubbliche e tante altre strettamente private. La gente si diverte poi a ricamarci scenari immaginari che non si verificano mai come lo avevno immaginato. La realtà non è un film di Hollywood. Mai visto un pasto gratis in vita mia, alla fine si paga sempre il conto. Tra Davide e Golia di solito vince Golia, l’unica tattica sensata è mai mettersi nè con nè contro Golia, meglio starsene lontani. Tsipras si è fatto eleggere con il mandato di rimanere nell’euro. Qualunque cosa faccia, è un’anatra zoppa.

lukeof
Scritto il 26 marzo 2015 at 15:42

john_ludd@finanza,

Non credo che sia una questione da film di Hollywood.
Qui il sentiero è strettissimo e se qualcuno pensa di poter spremere ulteriormente i greci (al netto di questione di evasione fiscale) si sbaglia di grosso.
Semplicemente perchè non c’è proprio piu’ nulla da spremere.
Il famoso “pasto gratis” della grecia è andato ad un pugno ristrettissimo di persone che in questo momento hanno ben poca sponda nel governo greco (pur avendone a Bruxelles).
Per il resto c’è solo miseria e NON c’è fisicamente possibilità di cavare il sangue da una rapa secca.
Quindi Tsipras ripeto ha un sentiero strettissimo, o tradisce totalmente il suo mandato e si fa mandare a casa nel giro di un anno come gli altri, oppure la BCE e l’Europa o CHIUNQUE sia (ivi compresa la Russia), lo fa sopravvivere.
Perchè ripeto, qualcuno in EU puo’ pure pensare che “se lo lasciamo a secco” verrà qualcuno di piu’ malleabile dopo, ma io NON sono affatto di questo parere.
Per me l’unica vera ragione per la quale Tsipras e Varoufakis non hanno ancora definitivamente mandato a cagare la UE nelle sue varie forme è il commercio estero.
Ovvero il fatto che in caso di rottura definitiva e avvicinamento a Mosca ci sia un vero e proprio “embargo” sulle già poche esportazioni nazionali da parte di UE e USA.
Ma se per caso l’Oriente, sia nel caso russo che cinese diano disponibilità ad aprire il proprio mercato sia alla flotta greca che alle sue esportazioni, allora NATO,UE, Turchia o qualcunque baubau o supercazzole possano fare, Tsipras ce li manderà a cagare.
E se è vero che sulla Cina si potrebbero avere dei dubbi sulla base della scarsa rilevanza strategica e invece delle implicazioni notevoli sotto il profilo delle relazioni internazionali, è altresi’ vero che la Russia non vede l’ora di mettere i bastoni tra le ruote agli yankees in tutte le loro forme in UE e oltreatlantico.
E la Cina si terrebbe defilata a muovere i fili da dietro la Russia.
Qualcuno lo chiami pure fantapolitica, ma ripeto che se Tsipras non potrà pagare gli stipendi e le pensioni, farà la sua mossa, perchè il problema è che l’economia greca a livello industriale (per quel poco che c’è) è GIA’ ferma ed in ginocchio, e che l’eventuale embargo economico della UE è assai difficile ipotizzarlo a livello di turismo.
Mors tua vita mea, anche a livello politico.

john_ludd
Scritto il 26 marzo 2015 at 15:56

lukeof@finanza,

mah ! temo che ormai nel marasma generale, nel caos che avanza si vogliano vedere luci nel buio più pesto. Per inciso, il PIL russo è previsto negativo del 5% quest’anno, le riserve si sono ridotte del 25% in pochi mesi. I dati cinesi sono totalmente assurdi, solo eserciti di rimbambiti si ostinano a prenderli per buoni. Nella migliore delle ipotesi la cina è poco sopra la crescita zero. Tempo qualche mese e di revisione in revisione la miracolosa crescita americana si tramuterà in zero. Della grecia non frega più una mazza a nessuno dei big, l’esposizione delle banche franco/tedesche è circa zero, il QE si compra tutte le emissioni nette x 2 dell’eurozona da qui a fine 2016 e ci sono beghe ben più grosse in giro per il pianeta. L’euro è un morto che cammina in ampia compagnia, ma la grecia è il passato, la depressione globale che sta approfondendo è il presente. Altro cui pensare che russi e cinesi che sbarcano a Mikonos.

stanziale
Scritto il 26 marzo 2015 at 16:34

kry@finanza,

“Forza avanti con la riduzione salariale e la riforma delle pensioni da morti di fame per chi e quando ci si arriva. ”
Pessimista! Ci arriveremo alla pensione, magari a 95 anni ma ci arriveremo! Certo non bisogna aver furia, ma tanto hanno soppresso i decessi per decreto e statististiche veritierissime istat, e non si muore praticamente quasi piu’ (celochiedeleuropa), tuttalpiu’ si potra’ patire un po’ la fame e il freddo ma non si muore, garantito.
Ragazzi, leggete (anche) il post segnalato nell’articolo “E Atene è un incubo per gli inviati Ue di ETTORE LIVINI”

aorlansky60
Scritto il 26 marzo 2015 at 16:39

Le ultime parole di riferite alla situazione greca mi sembrano piuttosto sensate se inserite nel contesto di priorità del GRANDE CAOS attuale.

In fondo, potrebbe pensarci il QE della BCE a pagare pensioni e stipendi pubbl greci (almeno fino a Set2016… non so in che modo ma qualcosa Draghi tirerà fuori dal cilindro, deve farlo, perchè mandare all’aria la Grecia costituirebbe un segnale molto pericoloso quale primo precedente della fine del progetto congiunto europeo, cosa che la finanza e i mercati potrebbero prendere ASSAI MALE e questo alla BCE lo sanno fin troppo bene…)

Da quello che mi stò convincendo per quanto leggo, la FED dovrebbe guardarsi bene dall’alzare i tassi per tutto l’anno in corso; tale scelta nasconde troppi rischi, ben illustrati nell’art seguente :

http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2015-03-25/borse-rally-grazie-qe-e-tassi-bassi-ma-ora-banche-centrali-ponderano-rischi-mancati-rialzi-175835.shtml?uuid=ABS8hLFD

Per quanto riguarda il destino dell’economia mondiale a breve term, una delle date top dell’anno in corso sarà certamente quella di GIUGNO quando si riunisce l’OPEC per decidere la strategia dei paesi produttori; se prevarrà la volontà del membro più forte (non abbassare il livello attuale di produzione), c’è da prevedere che il greggio rimanga al livello di prezzo che ha toccato ultimamente (forbice attorno ai 50$ senza eccessive oscillazioni in su o in giù).

A proposito, leggo che negli States hanno raggiunto il livello di scorte in num di barili più alto mai toccato dagli ultimi 65 anni (ultimo dato EIA 466 mln di bar)… secondo me qualcuno da quelle parti non è molto tranquillo all’idea, anche perchè si stanno ormai avvicinando alla capacità massima di stockaggio permessa dagli impianti; chissà se dispongono di un numero di chiatte sufficienti da stoccare in mezzo all’oceano, nell’attesa di sviluppi…

A parte l’ultimo punto, in base ai precedenti ragionamenti, è presumibile prevedere un anno di transizione senza eccessivi scrolloni, con eventuale nuovo CRACK a livello mondiale rimandato a data da destinarsi (la bolla si aggira ancora più grande rispetto a quella dei subprimes 2007 e non farà che ingrandirsi più passa il tempo senza che chi può farlo cerchi di affrontare il problema, ma come si diceva i rischi sono da paura).

Sempre che non intervenga un imprevisto nel contesto del quadro, tipo Yemen o recrudescenza in Ukraina…
Mi segno questo post (solo per vedere se sarò stato valido profeta… :mrgreen: )

stanziale
Scritto il 26 marzo 2015 at 16:49

john_ludd@finanza,

Uhm, pero’ hanno appena dato 2 miliardi alla grecia dai fondi non spesi (i nostri…) segno che ancora un po’ di pauretta ce l’hanno …dei derivati collegati, della possibilita’ che l’uscita della grecia possa accelerare il redde rationem…per cui direi che nel dubbio hanno preferito rimandare di un po’ di mesi.

stanziale
Scritto il 26 marzo 2015 at 16:57

…che pero’ ci sono problemi piu’ grossi e’ confermato dalle migliori fonti, oltre ad Andrea, esperto dei dati americani e’ Bottarelli , infatti in questo articolo sostiene anche lui quello che hai detto http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2015/3/26/SPY-FINANZA-Crescita-zero-il-nuovo-incubo-che-arriva-dagli-Usa/594136/

lukeof
Scritto il 26 marzo 2015 at 17:03

stanziale@finanza,

Infatti credo piu’ che altro che parecchi dei derivati CDS sul rischio debito della Grecia siano stati “ereditati” anche dai governi europei e che siano ancora in essere con controparte Deutsche Barclays e Banche d’affari americane.
Forse l’ammontare residuo non sarà molto, ma è certo che sarebbe un ulteriore grana da risolvere, oltre appunto al debito in sè e per sè, che è il vero nodo della questione.
Anche perchè lo vorrei vedere a Draghi a mettere tutto il debito greco come inesigibile senza che Berlino se lo mangi vivo.
Per ora la questione del debito non è all’ordine del giorno perchè i Greci sperano ancora di ricavare qualche soldo dalle emissioni di bond, ma mi pare che anche questa strada si sia ulteriormente ristretta.
E ripeto che mettere Tsipras e Varoufakis con le spalle al muro mi sembra una pessima opzione, checchè ne pensino a Berlino o a Bruxelles.

stanziale
Scritto il 26 marzo 2015 at 17:07

“senza considerare tutto il resto, per es il furioso ingordo appetito che ha fatto diventare la China il primo produttore di ORO oltre che il maggiore dententore di riserve auree a livello mondiale, se ne parlava qui in un altro thread…)”
Gia’, perche’ hanno accelerato al massimissimo grado la loro capacita’ di estrazione, perche’ questa fretta? e qualcuno, un paio di grossi esperti, ritiene che la Cina stia accumulando oro non dal 2003 ma dai primi anni ’80, e potrebbe avere riserve per 30000 tonnellate. Mi pare ne parlavano in aurorasito.

stanziale
Scritto il 26 marzo 2015 at 17:13

stanziale@finanza,

Era la replica ad Aorlanky.

lukeof
Scritto il 26 marzo 2015 at 17:14

stanziale@finanza,

Il dato non mi pare attendibile piu’ che altro perchè se davvero avessero una tale quantità d’oro avrebbero già mandato a cagare il dollaro, i bond americani e riconvertito la bolla finanziaria interna ed esterna in gold-backed.

I cinesi tutto sono tranne che stupidi.

john_ludd
Scritto il 26 marzo 2015 at 17:36

lukeof@finanza,
stanziale@finanza,

… se questo, se quello, spalle al muro, di sopra, di sotto. Due miliardi cosa sono per l’EU che ha un PIL di 10.000 e ha già in pancia 60 volte e più di debiti inesigibili. L’apparenza conta, non altro. Che può fare tsipras dopo aver vinto le elezioni dichiarando di non voler uscire dall’euro e con la maggior parte dei greci che ancora vuole rimanere nell’euro ? va a bruxelles, batte i pugni, quelli lo guardano in faccia, poi leggono le minchiate che sono scritte nel piano di riforme (con riferimento all’assunzione di ispettori fiscali occasionali, turisti compresi), capiscono che hanno a che fare con un bimbo di 8 anni, gli mettono un altro foglietto davanti con sopra scritto “cambia i nomi se ti pare, discutiamo pure sul non rientro del vostro debito inesigibile la cui prima scadenza è molto oltre la fine del nostro mandato e pure del vostro, ma non sulla cancellazione di un centesimo, ma visto che volete rimanere nell’euro e noi siamo l’euro queste sono le condizioni, altrimenti quella è la porta”.

Questo è un mondo basato sulla fiction, è fiction che il debito di purchessia verrà ripagato, è fiction che ci sarà crescita, è tutta fiction, volete che gli attori di questo reality show vi raccontino che è tutto finto ? A me così pare, se per voi è diverso e avete il busto di tsipras a casa (di fianco alla foto di grillo ?) ok, no problem, siamo qui per discutere … di fiction per l’appunto !

john_ludd
Scritto il 26 marzo 2015 at 17:41

stanziale@finanza,

“… e qualcuno, un paio di grossi esperti, ritiene che la Cina stia accumulando oro non dal 2003 ma dai primi anni ’80, e potrebbe avere riserve per 30000 tonnellate. Mi pare ne parlavano in aurorasito…”

a me pare stiate perdendo il contatto con la realtà, sempre che esista da qualche parte. Quando uno inizia a citare “un paio di grossi esperti” poi è un rapido scivolare nel vuoto e a me viene in mente solo questo … ESTICAZZI (i grossi esperti) !

… con simpatia …

madmax
Scritto il 26 marzo 2015 at 17:44

aorlansky60,

La partita a scacchi :)
Finalmente qualcuno lo ha capito, bravo, che pensi siamo tanto stupidi da affondare la Grecia per un paio di mesi di QE di BCE? A meno che la Grecia sia l’esca, la portiamo nel baratro, allora i Greci chiedono aiuto ai Russi e con la scusa di ingerenza in EU finalmente gli US possoni agire…altrimenti che ci fanno 200 SAS inglesi in Ucraina (con compiti non letali) e tutti gli yankee in mimetica per Varsavia? O i carri armati in giro?
Pero’ Misha non abbocca e rilancia in Yemen dove la Guerra tra Sauditi (Sunni) e Yemeniti (sciiti) supportati dall’Iran deve far rimangiare la parola al Presidentissimo US che aveva appena parlato bene degli Iraniani altrimenti i Sauditi si arrabbiano.
Ma la prossima puntata dello scontro riparte da Honk Kong dove qualcuno arrabbiato per la mossa della Asian Infrastructure Investment Bank vuole soffiare di nuovo sulle ceneri della rivolta degli studenti :)
La verita’ e’ figlia del tempo … se qualcuno ha la pazienza di aspettare e di cercare di capire.

john_ludd
Scritto il 26 marzo 2015 at 18:14

stanziale@finanza,

guarda te lo scrivo in chiaro… SOLO tra il 18% e il 20% di tutto l’oro che è mai stato scavato è in possesso di banche centrali e/o governi. Con questi numeri c’è qualche babbeo in giro che ancora pensa al ritorno del gold standard ? AH !

stanziale
Scritto il 26 marzo 2015 at 18:15

lukeof@finanza,

Come dicono nell’articolo citato, perche’ i cinesi dovrebbero rivelare il vero ammontare delle loro riserve se gli occidentali continuano ancora a venderglielo?

stanziale
Scritto il 26 marzo 2015 at 18:23

john_ludd@finanza,

Interessante dibattito. Non si puo’ ritornare al gold standard puro? Penso che non si puo’ come sistema. Potrebbero i cinesi comunicando il dato shcck delle loro riserve in oro, contribuire a determinare il crollo dell’attuale sistema valutario in essere (cioe’ tutte le valute, grosso modo), attuale sistema che in un mondo super indebitato barcolla vistosamente? Penso di si. E l’oro si rivaluterebbe moltissimo all’inizio. Poi, si continuerebbero i traffici con altre valute fiat, ma con altra scala di valori, ed in testa i cinesi. Forse. Che ne dici?

stanziale
Scritto il 26 marzo 2015 at 18:31

Inoltre, John, c’e’ appunto la domanda del perche’ i cinesi procedono a tappe forzate ad estrarre l’oro dal loro sottosuolo e non rivelano le loro riserve….qualcosa hanno in mente, dai.

john_ludd
Scritto il 26 marzo 2015 at 18:37

stanziale@finanza,

ma perchè qualcuno che fa parte di questo pianeta e quindi non è un alieno proteiforme atterrato da Aldebaran, dovrebbe volere la fine del sistema valutario nel quale ha accumulato una quantità fantasmorgardica di denaro e di potere ? Se il sistema cede, e lo farà perchè presto o tardi cedono tutti, non sarà certo perchè qualche furbacchione ha ordito un complotto geniale grazie al quale tutti gli altri finiscono con il culo per terra e lui no. I cicli socio/economici nascono, crescono, fioriscono, invecchiano e collassano perchè questa è la natura delle cose e chi è presente durante l’ultima fase ne paga le conseguenze. Poi un giorno… ne parte un’altro etc… che un giorno invecchierà dando modo ai blogger telepatici del 2650 o giù di lì di discutere se il blocco vichingo riuscirà a detronizzare il blocco dei pigmei con l’aiuto degli aborigeni sostituendo con il tallero di Stoccolma l’allora dominante conchiglione del Mozambico. L’uomo è e resterà per qualche altra decina di migliaia di generazioni un folle irrazionale in preda ad allucinazioni create dalla sua mente che scambia continuamente per la realtà.

stanziale
Scritto il 26 marzo 2015 at 18:58

john_ludd@finanza,

Ok, il tuo punto di vista e’ convincente. Ma non spiega la frenesia cinese in merito. Allora cambio: i cinesi pensano possibile un crollo(non determinato da loro) a breve e si preparano a ripartire bene, accelerando al massimo l’estrazione del loro oro, non comunicando le loro riserve e facendone incetta il piu’ possibile, come sappiamo anche tramite la svizzera , che tramuta in lingotti per i cinesi, l’oro che i cittadini europei vendono. E la svizzera guarda caso avra’ il posto d’onore nella loro nuova banca in asia…

john_ludd
Scritto il 26 marzo 2015 at 19:55

stanziale@finanza,

cioè fa su larga scala quel che fanno i tanti Phil, Rolf, Piero, Stanislav… non sapendo quel che può accadere, non sapendo se son loro l’anello debole o sono gli altri, ma temendo di potersi fare male, e dato che sinora l’oro è rimasto in alto nella scala psicologica dell’attribuzione di valore, ne tesaurizza quanto può, si compra un’assicurazione. Nel caso dovesse utilizzarla, probabilmente contano di averne almeno tanto quanto gli altri. Tutto il resto, non potendolo provare ed essendoci tante attività più divertenti e utili che ascoltare tizio e sempronio, mi sembra tempo buttato.

perplessa
Scritto il 26 marzo 2015 at 22:09

john_ludd@finanza: far finta di non volere

appunto, il succo di tutto sta nella differeneza fra il volere e il far finta di non volere, oppure il non volere e far finta di volere. da parte di chi sta nella stanza dei bottoni.

doge
Scritto il 26 marzo 2015 at 22:50

Aggiungerei:
1.353.821.000 (dato wikipedia) x 1 dente d’oro cad. (Ovvero circa 1gr.) = 1200t da conteggiare nelle riserve cinesi. Non male, direi che i denti cinesi se la giocano alla pari con la Svizzera (dato wikipedia).
:)

aorlansky60

@

@ Stanziale (ottimo link quello delle 16:57, art direi molto illuminante!)

Comunque facendo 2+2 si arriva meglio a comprendere le dinamiche degli avvenimenti :

qual’è il centro del bubbone ? gli USA (come al solito…)

qual’è il loro maggiore problema attualmente ?

si, certo, si potrebbe essere portati a rispondere attirati da quei dati sulla loro economia, il pil 1mo trim 2015 rivisto in continuo calo dai loro istituti di settore, ma

ma il problema che adesso balza all’occhio come vero PROBLEMA NR 1 è la situazione determinatasi in campo pretrolifero!

quando leggo che (ed era già noto, sono settimane che il rapporto EIA parla chiaro) “fra poco non sapranno più dove stoccare la produzione che devono disperatamente continuare a pompare a quei livelli(ALTI), e dovranno forzatamente mettere sul mercato il surplus A QUALSIASI PREZZO presumibilmente sempre più basso, 20$ come ipotizza Societe Generale si possa arrivare se la situazione permane” (a meno che non decidano di stoccarlo in gigantesche navi cargo al largo, ma poi alla fine tutte queste scorte dovranno pur essere immesse sul mercato condizionandone i prezzi, è inevitabile)

appare chiaro il PERCHE’ ci sia stato quello strano attentato in una moschea nello Yemen (non una scaramuccia, 200 morti, ci sono andati giù pesanti, volevano lanciare un segnale che fosse più di un semplice messaggio…) e l’escalation locale che ne è immediatamemnte conseguita, come ci riportano i media :

semplice da comprendere! Se le tensioni vengono portate alle stelle in quella zona così strategicamente importante nel condizionare il prezzo del petrolio, il prezzo di quest’ultimo non può che crescere nei mercati di trattazione (in reazione di come sempre avviene per qualsiasi tensione geopolitica in zone petrolifere importanti) ed è proprio ciò di cui hanno disperatamente bisogno al momento gli USA per non vedersi crollare addosso la loro industria locale e -peggio ancora- la montagna di debiti che il loro settore fracking si porta dietro.

doge
Scritto il 27 marzo 2015 at 13:36

aorlansky60,

Creando il problema Yemen mettono in crisi i produttori arabi che rischiano di abbassare ancor di più il prezzo di petrolio per non perdere quote di mercato. Chi passa da quelle parti non sono certo Venezuelani, Brasiliani, Malesi, Russi, Norvegesi…..
Dico ciò perché questi i soldi li vogliononfare e spendere oggi, mica tra 50 anni.

aorlansky60
Scritto il 27 marzo 2015 at 14:04

Io la vedo un pochino diversamente :

I produttori arabi non hanno deciso di abbassare il prezzo del barile;

hanno semplicemente deciso di non abbassare il loro livello di produzione;

che questo vada di conseguenza a condizionare il prezzo del barile, facendolo diminuire sensibilmente rispetto al 2014 e come non si vedeva da molti anni, per loro è un semplice ininfluente dettaglio, dato che i propri costi di estrazione sono i minori a livello mondiale, per cui hanno ancora margini positivi più che sufficienti.

Che questo vada poi ad influire pesantemente verso Stati come gli USA che avevano fatto della loro recente nuova tecnica di estrazione la nuova corsa dell’oro (fagocitando in parallelo una corsa gigantesca di finanziamenti verso le società interessate), beh questo per i sauditi non ha prezzo… :lol: …come lo so io, anche i produttori arabi sanno bene che l’industria USA del fracking ha i giorni contati, se il prezzo al barile permane sui 50$ per tutto il 2015 e comunque per un periodo prolungato di tempo.

Agli USA in questo momento occorre che il prezzo del barile si alzi sensibilmente, non che cali; di conseguenza le strategie da loro operate nei vari teatri mondiali deve forzatamente essere in funzione della stessa.

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