FORECLOSURES! COUNTDOWN.

Scritto il alle 00:18 da icebergfinanza
 
  
 
 
Credo che ormai molti di Voi abbiano ben presente la situazione del mercato immobiliare americano, di come al di là della dinamica delle vendita ciò che è essenziale è il valore delle abitazioni e la tendenza dei prezzi; probabilmente se ci si sforzasse di tenere d’occhio la realtà fondamentale non servirebbe faticare a comprendere che tutto ciò che gravita intorno ad un pronta ripresa del mercato immobiliare americano fa parte di quella illusoria concezione di una crisi che in fondo non era poi cosi terribile come qualcuno voleva descriverla.
 
Non riuscirò mai ad abbituarmi all’oceano di ingenuità a cui assisto, mai!
 
Credo di essere stato il primo in Italia a parlarvi dei famigerati mutui option ARMs, frutto di una fantasia finanziaria creativa senza confini, dalla creazione di mutui Ninja sino alla concezione sistematica di ammortamento negativo per giungere ai mutui " only interest " ovvero dove paghi solo la quota interesse e con il passare degli anni ti ritrovi lo stesso onere, una sorta di peccato originale che non si cancella.
 
Freddie Mac, Dead Man Walking, dopo aver messo in atto una moratoria durata un istante, assieme ad altre grandi banche americane,  ha riportato perdite per quasi 10 miliardi trainate da un aumento del numero e del tasso di insolvenza e per l’aggravarsi di intensità delle foreclosures.
 
Freddie also invests in mortgage-backed securities and is suffering as rising delinquencies and foreclosures cut into the value of these holdings. The company recorded $7.1 billion in impairments on securities that are available for sale. 
 
Non c’è alcun dubbio che la nemesi immobiliare deve fare in suo corso e che la caduta dei prezzi è innarestabile, ma i cittadini americani dovevano essere aiutati ad affrontare l’uragano delle reimpostazioni, con moratorie, aiuti, contributi, sostegni, tutto quello che era possibile fare per ammortizzare il virus allo stadio iniziale.
 
Mi auguro solo che non si sia trattato esclusivamente di ideologia libertaria, perchè i costi di questa operazione erano ampiamente inferiori ai trilioni di miliardi gettati nel buco nero del sistema finanziario.
 
" Nel mese di aprile il numero di famiglie americane destinate a perdere la loro casa e’ aumentato del 32% rispetto al corrispondente periodo dell’anno prima, con gli Stati del Nevada, della Florida e della California che hanno evidenziato i tassi di crescita piu’ alti.

Piu’ di 342 mila famiglie hanno ricevuto una notifica di pignoramento del loro immobile in aprile, secondo quanto riportato dalla societa’ di ricerche RealtyTrac, il che significa che negli Stati Uniti una casa su 374 ha ricevuto una notifica il mese scorso, quando il tasso mensile ha raggiunto il livello massimo dal gennaio del 2005, ovvero il periodo in cui la societa’ californiana ha iniziato a raccogliere i dati. ( Wallstreetitalia.com )

Aprile e’ il secondo mese consecutivo in cui oltre 300 mila famiglie ricevono una notifica di pignoramento – l’atto iniziale di espropriazione dell’immobile – con il numero dei debitori che hanno difficolta’ a pagare il mutuo che non da’ segni di rallentamento.

"Non abbiamo mai visto due mesi consecutivi come questi", ha dichiarato Rick Sharga, vice presidente della sezione marketing di ReatyTrac. "A sorprendere e’ soprattutto il volume".

Se da un lato i pignoramenti sono cresciuti ad un tasso record, dall’altro il numero di espropriazioni dell’immobile a favore della banca e’ diminuito sia su base mensile che tendenziale, per scivolare sui livelli piu’ bassi da marzo dell’anno scorso.

Ma non va necessariamente presa come una notizia positiva. Perche’ la maggior parte dei pignoramenti riscontrati in aprile si trova nella fase iniziale del processo di perdita dell’immobile, pertanto e’ altamente probabile che il numero delle case di cui le banche rientreranno in possesso aumentera’ nei prossimi mesi. <!– –>

 
Bene questa notizia è stata riportata da Wall Street Italia nella miglior maniera possibile, evidenziando i punti critici……..pertanto è altamente probabile che il numero della case di cui le banche rientreranno in possesso aumenterà nei prossimi mesi!
 
 
Abbiamo già parlato di come il livello dei tassi abbia disinnescato alcune tipologia di questi mutui variabili ( ARMs ) agganciati al libor o al livello dei titoli di stato americani, ma credo che nessuno abbia dimenticato la tipologia ibrida di mutui che non comprendevano alcuna quota capitale o interesse, con l’esenzione di una quota simbolica sino alla scadenza della reimpostazione o che presumevano la reimpostazione con spread stellari.
 
Tra la parola RESET o la parola RECAST vi è una bella differenza, i primi vedono una reimpostazione del tasso, mentre i secondi della tipologia di mutuo.
 
Ebbene verso la fine dell’anno e con l’inizio del 2010 molti di questi mutui vedranno elevare il rischio complessivo di una nuova ondata di fallimenti personali con il coinvolgimento ormai di categorie assolutamente superiori al fenomeno subprime, con puntate nei dintorni dei cosidetti jumbo loans.
 
Ricordatevi è un anno è mezzo che vi parlo dei mutui ARMs e oggi il buon Greenspan dopo aver previsto ben cinque conclusioni della crisi immobiliare negli ultimi due anni, ora torna a prevedere il nulla, prima o poi ci riuscirà…forza Alan!

Proviamo a leggere quanto scrive Mario Margiocco sul SOLE 24 ORE del 12 aprile, evindenzierò alcuni passi importanti:
La bolla immobiliare si sta ancora sgonfiando e con la discesa dei prezzi si attendono altri 600-700 miliardi di dollari di insolvenze
La crisi dei mutui Usa finirà nel 2012

Dopo l’onda dei subprime, si registrano i problemi nelle erogazioni Alt-A e a rata variabile – SCOPPIO RITARDATO – Il problema non si è ancora manifestato completamente solo perché le rinegoziazioni dei contratti beneficiano del denaro a costo zero.

Un uomo in giacca e cravatta vende mele all’angolo di una strada, una folla è in fila per un piatto di minestra, un’auto sgangherata e stracarica arranca su una strada senza fine: questa è l’immagine degli anni 30 e della Grande Depressione, in America. Oggi, in un quadro assai meno deprimente, l’immagine sono i cartelli con su scritto Foreclosure, pignoramento, o For sale, in vendita, davanti a 3,8 milioni di case unifamiliari e ad almeno il doppio di altre unità abitative di ogni genere, dall’appartamento di lusso al monolocale, vuoti su uno stock complessivo di 130milioni di unità. Un eccesso di abitazioni che, alcuni mesi fa, era pari all’intero patrimonio abitativo australiano. A febbraio si è registrata una ripresa della domanda. Ma il 40-45% delle case in vendita sono abbandonate per pignoramento o difficoltà del mutuatario. E il lascito finanziario della grande bolla immobiliare non è finito.
I mutui subprime, concessi cioè a chi dava scarse garanzie, e detonatore della crisi, cartolarizzati, impacchettati, mescolati con altri titoli e venduti come Cdo in tutto il mondo, stanno esaurendo la loro carica esplosiva.

Come abbiamo visto più volte nei grafici di Credit Suisse che troverete in fondo all’articolo, da tempo, il fenomeno subprime è in via di estinzione; oggi i livelli intermedi ALt.a e ARMs, talvolta i Prime e spesso i Jumbo Mortgage o Loans, assumo le sembianze dei subprime.

" Ma nel mondo dei mutui americani altre mine pericolose stanno per esplodere. Anche se non più inattese, e in parte contenute dal basso costo del denaro imposto dalla Federal reserve. È un problema vicino, perché di titoli infestati dai mutui americani sono piene molte banche europee.
La discesa dei prezzi immobiliari continua e questo spinge anche chi ha mutui non subprime a rifare i conti e a restituire l’immobile, cosa che la legge americana consente assai più che in Europa. Si restituiscono le chiavi e non si paga più il mutuo. Nel primo grande crollo nazionale dagli anni Venti il mercato immobiliare abitativo ha perso il 19% nel 2008 e il 30% dai picchi di inizio 2006. E potrebbe arrivare a perdere il 40 per cento. Milioni di americani hanno un mutuo più alto del valore della casa, ormai. Non sorprende quindi che il tasso di insolvenza sia stato finora per i tutti mutui – non solo subprime – dell’8,5% circa. Su un monte mutui di quasi 11 mila miliardi questo dà un ammanco attorno ai 900 miliardi. Poiché nell’insolvenza e nella vendita all’asta va in fumo circa la metà del valore, il danno finora generato sarà di circa 500 miliardi. Attraverso i Cdo, e con l’aggiunta poi della crisi di altri debiti, carte di credito, commerciali, corporate, la perdita di questa cifra ha avviato l’inceppamento della finanza mondiale.
I mutui subprime erano un anno fa pari a circa 1300 miliardi. A circa mille miliardi arrivano gli alt-a, quasi altrettanto inaffidabili dei subprime. A 500-600 milioni gli option arm (adjustable rate mortgages), forse i più allettanti all’inizio, e pericolosi. L’80% di subprime e alt-a, e tutti gli option, indicano una data in cui la rata va rinegoziata, e questo è il punto di rottura. I contratti iniziali, proprio perché si rivolgevano a clientela non ottimale, prevedevano uno, tre o cinque anni di rate più basse, poi la rinegoziazione. Dopo questa, molti mutuatari possono essere spinti a gettare la spugna, perché la rata può aumentare anche del 30%.
Come si vede dal grafico 1, le rinegoziazioni subprime sono quasi ultimate, quelle degli alt-a e option-arm hanno un primo breve picco nella seconda metà di quest’anno e poi riprendono con forza nel 2010 e s’impennano nel 2011 per poi crollare a metà 2012.

Da allora in poi i mutui non daranno più pensieri. Ma nel 2011 e 2012 potrebbero creare guai seri. «Prevedo dei tassi di insolvenza pari al 50 per cento", ha detto Whitney Tilson, uno dei maggiori esperti del mercato. Un recentissimo studio del Tesoro dice che nel terzo trimestre 2008 per mutui rinegoziati nel primo trimestre c’era un tasso di insolvenza del 55 per cento. Se si tiene conto che il valore delle case è sceso molto, e scenderà ancora secondo gli esperti per tutto il 2009 e oltre scoraggiando sempre più il pagamento dei mutui, la portata del problema è chiara: altri 600-700 miliardi di insolvenze.

Che ci saranno anche nella categoria agency, cioè i mutui acquistati, cartolarizzati e garantiti dalle megafinanziarie pubbliche Fannie Mae e Freddie Mac. Cambiando una politica consolidata che si limitava ai mutui prime, e sotto le pressioni della politica, negli ultimi anni hanno acquistato anche numerosi mutui di categoria inferiore. Le eventuali perdite ricadranno però per gli agency direttamente sul bilancio federale. Quelle di alt-a e option non agency, sulla finanza americana e mondiale.

Alan Greenspan chiariva tempo fa i termini del problema. Greenspan non è più quel gran banchiere centrale di cui si favoleggiava, è squalificato come stratega monetario e della finanza, ma il gran mea culpa fatto davanti al Congresso a fine ottobre lo ha un poco riabilitato come analista. «L’attuale crisi creditizia – diceva l’ex presidente Fed nel maggio 2008 – finirà quando l’inventario eccessivo delle case invendute sarà in gran parte liquidato e quando la deflazione dei prezzi immobiliari sarà finita.

Questo stabilizzerà il valore ora incerto dei titoli immobiliari che sorreggono tutti i mutui, e soprattutto quelli legati ai titoli cartolarizzati. Come conseguenza della crisi vi saranno naturalmente grandi perdite. Ma dopo un periodo di lungo adattamento, l’economia degli Stati Uniti, e del mondo, potrà riprendere ad operare normalmente».

Il grosso vantaggio al momento è che le rinegoziazioni della seconda tranche delle rate avvengono con il costo del denaro quasi a zero, e questo incide sensibilmente e limita molto gli aumenti di rata, in numerosi casi. Il problema è che per tamponare la falla la Fed dovrebbe riuscire a tenere i tassi a zero ancora per due o tre anni.

Non sembra facile. Nella rinegoziazione delle seconde tranche, come indica il grafico 2, il mercato non è nemmeno a metà del cammino, e si salirà in modo netto fino al 2012. Poi, la vicenda dei mutui americani potrà dirsi superata, se non conclusa.
Undici mesi fa, e Il Sole 24 Ore dell’11 maggio 2008 lo faceva a pagina 29, era possibile prevedere per la fine estate o l’autunno 2008 l’impatto maggiore della crisi subprime, e il momento della verità per l’intero sistema finanziario. Questo perché tra il momento della rinegoziazione (riguarda anche il 15% dei mutui prime, a tasso variabile, computati quindi nel grafico 1, gli altri sono al fisso) sono necessari 3-6 mesi per vedere i pignoramenti.

Il grosso delle rinegoziazioni subprime incominciava a primavera 2008. Puntualmente il 7 settembre Washington doveva salvare Fannie Mae e Freddie Mac, che oppresse dalle perdite da subprime non trovavano più credito sui mercati, e il 14-15 falliva schiacciata dai Cdo, zeppi di subprime, Lehman Brothers.

Concentriamoci ora su una semplice considerazione:

Il problema è che per tamponare la falla la Fed dovrebbe riuscire a tenere i tassi a zero ancora per due o tre anni. Non sembra facile……

Certo non sembra affatto facile, ma non escluderei che la deflazione paradossalmente faciliti questo compito, anche perchè un’eventuale ripresa di fine anno nascerebbe già defunta, con una Federal Reserve costretta a troncare ogni ripresa della velocità della moneta ( nessun pericolo dalla massa monetaria…..) attraverso un aumento dei tassi che si ripercuoterebbe sulle reimpostazioni dei mutui ARMs che a loro volta innonderebbero nuovamente di foreclosures il mercato prolungando l’agonia dei prezzi sino al 2012/2014. Auguriamoci che ciò non avvenga!

Nel frattempo BUSINESSWEEK segnala che ….Good News: Option ARM Resets Delayed anche se ……The bad news: Low home prices and high unemployment could still punish borrowers when the reset happens sometime next year

 

Un grafico, quello qui sopra, da confrontare assolutamente con la dinamica complessiva senza dimenticare le origini.

Daltrocanto non esiste un’unica definizione per questa nemesi, se non quella di identificare la dinamica in un contesto perlomeno depressivo di un decennio, 2005/2015, in quanto anche John Hussman sottoliena la sua convinzione che senza un serio sforzo atto alla riduzione delle foreclosures, dei pignoramenti, le perdite sui mutui torneranno a riprodursi entro la fine dell’anno, rimando elevate nel 2011 sino al picco nei primi mesi del 2012, una dinamica assolutamente da non dimenticare sino alla conclusione di questa depressione immobiliare.

For my part, I remain convinced that without serious efforts at foreclosure abatement (ideally via property appreciation rights), mortgage losses will begin to creep higher later this year, surging in mid-2010, remaining high through 2011, and peaking in early 2012. To believe that we are through with this crisis or the associated losses is to completely ignore the overhang of mortgage resets that still remain from the final years of the housing bubble.

Dedicato a tutti coloro e forse ci aggiungerei uno dei miei "maestri" Robert Shiller che intravedono la possibilità di tornare ad investire nel mercato immobiliare!

Anche il nostro superesperto immobiliare Calculated Risk ci ricordava che dopo i subprime ci attendo gli Alt-a e gli option ARMs strutturati senza diimenticare i jumbo loans aggiuingo io: Subprime and Alt-A: The End of One Crisis and the Beginning of Another

Clayton Alt-A

Ora proviamo a fare un’altro salto di qualità per cercare di comprendere una dinamica assolutamente nuova ma che noi di Icebergfinanza abbiamo visto già in passato grazie ad un’analisi di Daniel Gros!

Oggi è difficile stabilire un prezzo di mercato per i titoli che hanno come collaterale o sottostante il mercato immobiliare, motivo per cui il piano Geithner cerca di ristabilire artificialmente un valore assolutamente non consono alla realtà, attraverso il contributo del contribuente americano.

Oggi nelle poche trattative di mercato che ancora esistono su questi titoli si tratta a valori ampiamente inferiori ai 50 centesimi, mentre a libro vengono iscritti talvolta al terzo livello del "mark to market" a valori di 90 centesimi se non di più.

Gabriel, un nostro compagno di viaggio nei giorni scorsi ci ha inviato una bella riflessione che prende spunto da una analisi di Gros sull’esistenza in America di una categoria di mutui definiti, de facto or de jure " NO RECOURSE " ovvero senza alcun diritto di rivalsa sul mutuatario. Il debitore non può essere ritenuto personalmente responsabile per l’ipoteca anche se dopo una foreclosures la banca riceve solo una frazione del mutuo in sospeso.

Così scrive Gabriel, nostra preziosa vedetta:

……la normativa americana considera i mutui come prestiti "senza rivalsa" ("non recourse" ) sul debitore…il debitore può cioè esercitare una specie di diritto di recesso, restituendo l’immobile alla banca (soprattutto, è evidente, quando ritenga che il valore del mutuo residuale sia superiore al valore attuale della casa)…

i mutui americani contengono cioè di fatto una OPZIONE PUT virtuale, che consente al mutuatario di restituire la casa alla banca, al prezzo del mutuo ancora in essere…

tutti gli strumenti finanziari legati ai mutui dovrebbero tenere conto di questa opzione put, ma così NON è: le banche ( venditori dell’opzione put ) non ne tengono conto nei loro bilanci ( dove i mutui sono valorizzati al valore facciale); e neppure le agenzie di rating hanno mai avuto l’intelligenza di tenerne conto…

quanto vale questa opzione put, così determinante?

calcoliamolo con l’ordinario strumento della B&Scholes (facendo finta che questa diffusissima equazione sia affidabile…a mio parere non lo è affatto, perchè applica alla finanza la distribuzione di Gauss, fonte di tutto i mali… )

In effetti, aggiungo io,  la distribuzione gaussiana ha qualche piccolo problema ad essere concepita in un ambiente dove i "cigni neri" abbondano! 

mutuo esemplificativo di 100 dollari, put implicita:

– underlying price: LTV (loan to value ratio: rapporto tra ammontare del mutuo e valore della casa ): quello è il prezzo a cui il mutuatario "rivende" la sua casa alla banca
– exercise price : 100
– time : assumiamo 10 anni (durata media di un mutuo)
– risk free: 2%
– tasso del mutuo: 6%
– volatilità: assumiamo 5% (dev.standard dell’indice Case-Shiller fino al 2003), oppure 10% (DS per gli anni più recenti): vedremo che non ci sono grandi defferenze, con uno o l’altro dei due valori di DS

ebbene, con LTV del 100% ( i mutui più generosi, concessi anche a debitori di dubbia affidabilità…), la put implicita vale, applicando la B&S, circa il 27% del mutuo!, anche nel caso di bassa volatilità…
con un mutuo meno generoso (LTV 80% ), la put varrebbe ancora circa il 14% del mutuo, anche con bassa vola…

che ne consegue? che tutti i mutui ad alto LTV avevano alla loro emissione un valore molto inferiore del loro valore facciale: le banche, cioè, si sono stipate le cantine con roba che era già bacata in partenza…
e chiaramente, PIU’ SI ABBASSA IL VALORE DELLA CASA, PIU’ L’OPZIONE PUT SALE( e il veicolo finanziario che ne è strutturato crolla di valore….).
Tutto quel pattume finanziario, tranne alcune tranches supersenior, crolla facilmente sotto il 50%…

Questa è la fonte dalla quale Gabriel ha tradotto per noi il testo….. Voxeu.org

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Non resta che tornare alla realtà fondamentale degli ultimi dati in    TENERI_GERMOGLI_VERDI   osservando attentamente cosa ci diranno i dati relativi ai sussidi di disoccupazione continuando ad osservare in particolare le richieste continuative e la media a quattro settimane, senza dimenticare il grafico sui lavoratori part-time che troverete nel post sovraindicato.

Icebergfinanza come un cantastorie che si  esibisce nelle strade e nelle piazze delle città!  

 La "filosofia" di  Icebergfinanza resta e resterà sempre gratuitamente a disposizione di tutti nella sua "forma artigianale", un momento di condivisione nella tempesta di questi tempi, lascio alla Vostra libertà, il compito di valutare se Icebergfinanza va sostenuto nella sua navigazione attraverso le onde di questo cambiamento epocale!

 

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109 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 14 maggio 2009 at 08:57

ORA SI SALTA DIRETTAMENTE AL QUARTO TRIMESTRE!

Sono sicuro che questa settimana e anche la prossima sarà un valzer di dati negativi.
Il terzo trimestre appare “bruciato” ancora prima di iniziare!
Giugno-luglio è un periodo “Di stasi ” per il mercato!
Quindi adesso si guarda direttamente al Natale e non siamo ancora arrivati ad Agosto!
La grande paura è quella di un ultimo trimestre uguale al 2008.

A fare venire i brividi saranno i dati sulla disoccupazione e la produzione industriale.
La crisi sta seguendo lo schema previsto da tutti, cioè è scoppiata nel 2007, avrà il suo culmine nel 2009-2010 e ci sarà un’inizio di ripresa nel 2011!
A vincere alla fine saranno , quelli che riusciranno ad attraversare la tempesta senza perdere troppi pezzi.
Ma non vi aspettate miracoli, la ripresa richiederà i suoi tempi, solo eventi straardinari come una forte innovazione tecnologica o un evento catastrofico potrebbero accellerare il processo.
Parlando ieri con una persona che si occupa di energie rinnovabili, questo mi ha detto che si sta montando il solito teatrino di “furbetti” e già stanno prendendo le contromisure per evitare una situazione tipo quella Spagnola.

Quello delle energie rinnovabili purtroppo sarà un’ennesima falsa che creerà più probblemi di quanto ne risolverà.
Peccato perchè poteva essere un pezzo importante, della soluzione, per uscire presto dalla crisi.

-IL Compasso-

utente anonimo
Scritto il 14 maggio 2009 at 09:12

Caro Montecristo ti ho lasciato un commento (#120) nel post di Andrea Inflazione o Deflazione (così non annoiamo gli altri).
Ciao

Mas

utente anonimo
Scritto il 14 maggio 2009 at 11:11

Allacciare le cinture su titoli di stato, probabile picchiata possibile ulteriore switch verso oro.

Il fringuello

utente anonimo
Scritto il 14 maggio 2009 at 11:32

CARO ANDREA,
il monetarismo di Friedman affidato alle banche centrali è fallito tra continui boom e sboom, il keynesismo porta allo stato padrone e inefficiente, quindi rimane solamente la via da te indicata dell’economia etica liberata da ogni tipo di speculazione e di evasione-elusione dove i profitti sono equamente divisi tra azienda e lavoratori.
Ma per arrivarci occorrono consapevolezza e specialmente nuove regole.
Grazie di cuore.

Il papà di Marco

utente anonimo
Scritto il 14 maggio 2009 at 11:41

Montecristo:

CARO Mas vedo che anche tu sei passato dalla nostra parte .
Hai avuto un ripensamento?
Comunque i tuoi commenti tecnici sono sempre ben accetti. Ciao

utente anonimo
Scritto il 14 maggio 2009 at 11:54

UN CREDIT CRUNCH DEL XIII SECOLO!
Quando Wall Street era in Toscana

Pensate che le crisi economico-finanziarie siano pertinenza esclusiva della irrazionale avidità dei tempi moderni? Vi sbagliate, i corsi e ricorsi della storia dimostrano che quest’ultima non è mai magistra vitae, e gli uomini non imparano dai loro errori…

Come errore è ritenere che il moderno capitalismo sia nato in ambiente calvinista di lingua germanica…il capitalismo è nato in Italia ( Toscana, Lombardia, Genova…), tra il 1100 e il 1300, ma non so se questo possa essere motivo di sciovinistica soddisfazione…

Alla fine del 1200 deflagrò in Europa una crisi economico-finanziaria con sorprendenti somiglianze alla attuale crisi: vediamo che cosa ci può insegnare…

I Ricciardi di Lucca erano nel 1200 la più rinomata potente istituzione finanziaria ( assieme alla senese Gran Taula di Buonsignori), mercanti-banchieri che intrattenevano rapporti coi potenti di tutta Europa, molto prima dei noti corregionari Bardi, Frescobaldi e Peruzzi…suoi clienti erano il Papa, il re D’Inghilterra Edoardo I, il re di Francia Filippo il Giusto, etc
ma questi abili banchieri sottovalutarono il rischio di credito, abusarono della riserva frazionaria, utilizzarono complessi strumenti finanziari derivati, in un’orgia di debito e bilanci ombra ( “ombra” anche per evitare la scomunica per usura)…

I Ricciardi raccolsero “capitale sociale” da ricche famiglie italiane ed estere, oltre ad essere, tra le altre cose, depositari di una parte delle decime raccolte dal Papa in Europa, specie nei Paesi nordici; prestavano ai sovrani, garantendo loro un flusso costante di finanziamenti in cambio di sorta di cambiali reali o strumenti derivati ( medievali futures, opzioni, swaps), incassando come “margine” alcuni dazi reali (per es sul commercio della lana, seta, etc )…e quando le riserve erano insufficienti, facevano funding presso altri mercanti, o vendevano asset…
dimenticarono che i re, e i potenti in genere, sono pessimi debitori: messi alle strette, i re e i potenti tagliano con la forza della spada il nodo gordiano delle loro difficoltà finanziarie…a spese dei colossi bancari del tempo, o dei sudditi…

Dopo il 1290, si determinò un vero e proprio credit crunch: la liquidità disponibile improvvisamente si assottigliò ( richieste papali per le crociate, guerra nel Galles e in Guascogna, etc ): ci fu una corsa al ritiro dei crediti, il mercato interbancario si prosciugò, il cigno nero di una guerra franco-inglese bloccò le comunicazioni e i flussi finanziari nel triangolo toscana-inghilterra-francia…uno dei Ricciardi scrisse: “il denaro contante è scomparso! “….

I Ricciardi si arrabattarono finchè poterono: non trasferirono più denaro contante, ma attuarono artifici contabili, proclamando che le loro difficoltà erano temporanee e legate a uno “short-term liquidity squeeze”, che presto si sarebbe normalizzato ( vi ricorda niente? )….poi utilizzarono una serie di “credit swaps” ( vi ricorda niente, oggigiorno? ) per tentare un “netting” tra creditori e debitori…poi, alle strette, mossero le loro conoscenze politiche, per ottenere uno scambio tra asset illiquidi e obbligazioni “treasury-backed” ( vi ricorda qualcosa? )…
alla fine, disperati, cercarono una dilazione ( si racconta che il più autorevole e prestigioso dei Ricciardi andò a Roma a prostrarsi ai piedi del papa Bonifacio VIII, finchè ottenne una dilazione di un anno alla restituzione delle decime papali ), ma sia il re d’inghilterra che quello di francia, indebitatissimi coi Ricciardi, e oberati dalle spese belliche, stracciarono i reali “pagherò”, e sequestrarono ogni avere del potente colosso bancario lucchese, con la peregrina giustificazione legale che ” i beni dei Ricciardi avrebbero potuto favorire il nemico ” ( i francesi per gli inglesi, e gli inglesi per i francesi)….

Ma alla fine i debiti in qualche modo debbono essere ripagati, e qui sta il primo insegnamento della vicenda storica:

a) Edoardo re d’Inghilterra, perso “merito di credito”, come si direbbe oggi, fu costretto a pagare interessi crescenti sul debito ( a tassi annualizzati del 40%, e in certi casi del 150%…i Frescobaldi di Firenze subentrarono ai Ricciardi)…ma fu costretto poi ad aumentare follemente le tasse, e a ridurre le spese, fino a determinare una rivolta fiscale “leghista”, e una grave crisi costituzionale nel 1297…
( si noti che alcuni anni più tardi, anche i Frescobaldi fallirono…)

b) il re di Francia Filippo il Giusto utilizzò un’altra via per rientrare dal debito : per quanto “Giusto”, ridusse forzosamente ( signoraggio) il contenuto d’argento delle monete francesi ( fino a due terzi del titolo), e, trascorsa la fase deflazionistica bellica, inflazionò alla follia il mercato, portando alla miseria i suoi sudditi…

Ora io chiedo: i nostri governanti seguiranno la via di Edoardo I o di Filippo il Giusto?
ognuno, dentro di sè, risponda in silenzio alla domanda….

ad maiora

Gabriel

utente anonimo
Scritto il 14 maggio 2009 at 11:57

UN CREDIT CRUNCH DEL XIII SECOLO!
Quando Wall Street era in Toscana

Pensate che le crisi economico-finanziarie siano pertinenza esclusiva della irrazionale avidità dei tempi moderni? Vi sbagliate, i corsi e ricorsi della storia dimostrano che quest’ultima non è mai magistra vitae, e gli uomini non imparano dai loro errori…

Come errore è ritenere che il moderno capitalismo sia nato in ambiente calvinista di lingua germanica…il capitalismo è nato in Italia ( Toscana, Lombardia, Genova…), tra il 1100 e il 1300, ma non so se questo possa essere motivo di sciovinistica soddisfazione…

Alla fine del 1200 deflagrò in Europa una crisi economico-finanziaria con sorprendenti somiglianze alla attuale crisi: vediamo che cosa ci può insegnare…

I Ricciardi di Lucca erano nel 1200 la più rinomata potente istituzione finanziaria ( assieme alla senese Gran Taula di Buonsignori), mercanti-banchieri che intrattenevano rapporti coi potenti di tutta Europa, molto prima dei noti corregionari Bardi, Frescobaldi e Peruzzi…suoi clienti erano il Papa, il re D’Inghilterra Edoardo I, il re di Francia Filippo il Giusto, etc
ma questi abili banchieri sottovalutarono il rischio di credito, abusarono della riserva frazionaria, utilizzarono complessi strumenti finanziari derivati, in un’orgia di debito e bilanci ombra ( “ombra” anche per evitare la scomunica per usura)…

I Ricciardi raccolsero “capitale sociale” da ricche famiglie italiane ed estere, oltre ad essere, tra le altre cose, depositari di una parte delle decime raccolte dal Papa in Europa, specie nei Paesi nordici; prestavano ai sovrani, garantendo loro un flusso costante di finanziamenti in cambio di sorta di cambiali reali o strumenti derivati ( medievali futures, opzioni, swaps), incassando come “margine” alcuni dazi reali (per es sul commercio della lana, seta, etc )…e quando le riserve erano insufficienti, facevano funding presso altri mercanti, o vendevano asset…
dimenticarono che i re, e i potenti in genere, sono pessimi debitori: messi alle strette, i re e i potenti tagliano con la forza della spada il nodo gordiano delle loro difficoltà finanziarie…a spese dei colossi bancari del tempo, o dei sudditi…

Dopo il 1290, si determinò un vero e proprio credit crunch: la liquidità disponibile improvvisamente si assottigliò ( richieste papali per le crociate, guerra nel Galles e in Guascogna, etc ): ci fu una corsa al ritiro dei crediti, il mercato interbancario si prosciugò, il cigno nero di una guerra franco-inglese bloccò le comunicazioni e i flussi finanziari nel triangolo toscana-inghilterra-francia…uno dei Ricciardi scrisse: “il denaro contante è scomparso! “….

I Ricciardi si arrabattarono finchè poterono: non trasferirono più denaro contante, ma attuarono artifici contabili, proclamando che le loro difficoltà erano temporanee e legate a uno “short-term liquidity squeeze”, che presto si sarebbe normalizzato ( vi ricorda niente? )….poi utilizzarono una serie di “credit swaps” ( vi ricorda niente, oggigiorno? ) per tentare un “netting” tra creditori e debitori…poi, alle strette, mossero le loro conoscenze politiche, per ottenere uno scambio tra asset illiquidi e obbligazioni “treasury-backed” ( vi ricorda qualcosa? )…
alla fine, disperati, cercarono una dilazione ( si racconta che il più autorevole e prestigioso dei Ricciardi andò a Roma a prostrarsi ai piedi del papa Bonifacio VIII, finchè ottenne una dilazione di un anno alla restituzione delle decime papali ), ma sia il re d’inghilterra che quello di francia, indebitatissimi coi Ricciardi, e oberati dalle spese belliche, stracciarono i reali “pagherò”, e sequestrarono ogni avere del potente colosso bancario lucchese, con la peregrina giustificazione legale che ” i beni dei Ricciardi avrebbero potuto favorire il nemico ” ( i francesi per gli inglesi, e gli inglesi per i francesi)….

Ma alla fine i debiti in qualche modo debbono essere ripagati, e qui sta il primo insegnamento della vicenda storica:

a) Edoardo re d’Inghilterra, perso “merito di credito”, come si direbbe oggi, fu costretto a pagare interessi crescenti sul debito ( a tassi annualizzati del 40%,. e in certi casi del 150%…i Frescobaldi di Firenze subentrarono ai Ricciardi)…ma fu costretto poi ad aumentare follemente le tasse, e a ridurre le spese, fino a determinare una rivolta fiscale “leghista”, e una grave crisi costituzionale nel 1297…
( si noti che alcuni anni più tardi, anche i Frescobaldi fallirono…)

b) il re di Francia Filippo il Giusto utilizzò un’altra via per rientrare dal debito : per quanto “Giusto”, ridusse forzosamente ( signoraggio) il contenuto d’argento delle monete francesi ( fino a due terzi del titolo), e, trascorsa la fase deflazionistica bellica, inflazionanò alla follia il mercato, portando alla miseria i suoi sudditi…

Ora io chiedo: i nostri governanti seguiranno la via di Edoardo I o di Filippo il Giusto?
ognuno, dentro di sè, risponda in silenzio alla domanda….

ad maiora

Gabriel

utente anonimo
Scritto il 14 maggio 2009 at 11:58

scusate, per motivi ignoti il mio commento è stato pubblicato due volte…

G.

utente anonimo
Scritto il 14 maggio 2009 at 12:03

Montecristo:

Ciao Fringuello, le cose si fanno serie.

utente anonimo
Scritto il 14 maggio 2009 at 12:16

Per Gabriel #7.

Non ho avuto il tempo di verificare, ma il tuo post (splendido….hihihi) assomiglia molto a quello che allego sulla Serenissima di Venezia (antichi avi…hehehe, e gran burloni).

http://www.movisol.org/08news290.htm

Un saluto

SD

utente anonimo
Scritto il 14 maggio 2009 at 12:17

aa

utente anonimo
Scritto il 14 maggio 2009 at 12:28

Gabriel bellissimo… Grazie

Il fringuello

utente anonimo
Scritto il 14 maggio 2009 at 12:30

Montecristo:

Momento di svago.

Quello che ho fatto finora è esprimere le mie sensazioni in base ad acute osservazioni fatte in circa 13 anni di ricerche e confronti su vari fronti,politico,economico,sociale,esoterico,religioso ed altro.
Seppur possa sembrare strano e fuori argomento,ho la netta sensazione che siamo in procinto di avere contatto con gli alieni,molti di voi si ammazzeranno dalle risate per queste mie esternazioni , non voglio assolutamente suscitare apprensione per questa cosa, mi limito ad esprimere quello che sento pur sapendo di cadere nel ridicolo assoluto con questi argomenti.Saluti

utente anonimo
Scritto il 14 maggio 2009 at 12:43

Occhio Montecristo che questi non sono dei babbei… fanno la cosa sbagliata ma ti faranno credere che a sbagliare sei tu…

La diretta conseguenza di quello che dicevo prima su governativi e oro potrebbe generare un ingannevole ritorno di fiamma dell’equity ma solo xche’ qualche pesce fara’ il discorso classico del fuori dai bond dentro nell’equity ma avra’ vita breve, mentre i risk adverse investors staranno solo riposizionando da governativi a fisico nel reale timore di downgrades sul debito degli stati che piu’ hanno speso x andare incontro alla crisi del settore creditizio e avendo ancora da spendere nel tentativo di combattere la recessione in cui ci troviamo. Questo potrebbe generare una tempesta monetaria con conseguente deprezzamento di valute come Dollaro e sterlina, meno x Yen soprattutto ed Euro. Ed anche un ulteriore indebolimento di dollaro e sterlina segnerebbe un ulteriore punto a favore dell’oro in ottica di capital preservation.

il fringuello

utente anonimo
Scritto il 14 maggio 2009 at 12:45

Montecristo:

Vedo che è scomparso un mio post sugli alieni.

Era una barzelletta,vi è piaciuta?

utente anonimo
Scritto il 14 maggio 2009 at 12:46

a

utente anonimo
Scritto il 14 maggio 2009 at 12:50

(ANSA) – ROMA, 14 MAG – L’associazione nazionale dei costruttori edili Ance rilancia l’allarme lavoro, per il settore, nel 2009. Il presidente, Paolo Buzzetti, sottolinea che ”250.000 persone corrono il pericolo di perdere il posto di lavoro”. Pesa la crisi, con ”effetti devastanti”. Ma imprese e sindacati, ”per la prima volta insieme”, alleati nell’aprire un confronto con il governo, ritengono che ”e’ possibile opporsi alla crisi e, insieme, superarla’.

utente anonimo
Scritto il 14 maggio 2009 at 12:51

Naturalmente ho solo provato a disegnare uno scenario, uno dei tanti possibili… sono colto da eccessi di fantasia di questi tempi…

il fringuello

utente anonimo
Scritto il 14 maggio 2009 at 12:54

Montecristo:

Fringuello,Come la vedi oggi?

utente anonimo
Scritto il 14 maggio 2009 at 13:00

Ciao Montecristo,
leggo divertito ma anche felice il tuo commento

io credo di esser qui per qualche motivo, credo che qualcosa stia veramente accadendo, non mi spiego come mai in 5mila anni l’ uomo e passato dal niente ad avere il fuoco e poi in soli cento anni dal fuoco ai telefonini, fax, internet, areoplani, etc…qualcosa non mi quadra…
e’ da un po’ che leggo di tutto, da siti di conspiracy, scie chimiche, illuminati, reptiliani, fema, e guardo documentari come zeitgheist e altri che parlano della fed, banchieri, bildebergs, complotti, etc

che dire…questo mondo e’ troppo strano per capirlo, troppo particolare per odiarlo e con troppe contraddizioni per amarlo

non e0 possibile che nel 2000 ci sia gente che fa a gavettoni con bottiglie di champagne nelle spiaggie di st tropez e dall altra parte del mondo un bambino e’ solo e senza acqua

tante persone han fatto degli errori, troppe persone han pensato solo a se stesse, ormai esci di casa e devi stare attento perche’ dal fruttivendolo al bancario, dal meccanico al dottore, tutti cercan di fregarti, ovvio ci son eccezioni..mah..la maggioranza fa cosi

noi tutti abbiam commesso errori..

allora io spero che questa crisi finanziaria abbia risvegliato in noi tutti un qualcosa, ci abbia fatto riflettere, elevare il nostro spirito e capire dove e’ la luce vera, cosa puo’ veramente renderci felici, tutti

beh…se gli alieni arriveranno e ci libereranno da tutti i burattinai e ci indicheranno una nuova strada per migliorarci ben venga

e speriamo che le aliene sian pure carine ;-)
PORTELLO

utente anonimo
Scritto il 14 maggio 2009 at 13:12

Montecristo #13, ogni tanto esci con le tue.

La tua affermazione ha poca credibilità non tanto per l’enunciato in sè ma quanto per il contesto in cui è riportato.

Avresti dovuto preparare il terreno prima di un’affermazione del genere.

Ma siccome hai anticipato con “momento di svago” suppongo che dovremmo ridere per la tua battuta.

Oppure hai qualche argomentazione valida al sostegno delle tue sensazioni?

Ciao

Hunter76Lima

PS Io di base non sono scettico, però devi dire di più di quello k hai detto per convincermi …

utente anonimo
Scritto il 14 maggio 2009 at 13:13

ma chi è che cancella e rimette i post?

utente anonimo
Scritto il 14 maggio 2009 at 13:14

Come pensavo … il Montecristo burlone.

purtroppo gli aggiornamenti compaiono con ritardo

Ciao ciao

hunter76lima

utente anonimo
Scritto il 14 maggio 2009 at 13:18

Montecristo:

Per Hunterlima

Ho messo , momento di svago e va bene così!
meditate gente,meditate.

Scritto il 14 maggio 2009 at 13:54

Gabriel subito di sotto a pelar patate e adesso chi lo scrive il libro……scherzi a parte lasciate fuori gli alieni da questo veliero, cerchiamo di ragionare e di essere consapevoli.

Io non amo questo sistema, ma non per questo perdo tempo ad interessarmi di un ambiente esoterico che in alcune dimensioni esiste mentre in altre è puro ciarpame!

Come dice “il papà di Marco” e PORTELLO abbiamo solo un’arma oggi per il cambiamento ovvero cambiare noi stessi, a costo di sembrare ridicoli, esiste solo una strada l’etica, una parola che abbraccia migliaia di significati.

Per il resto attenzione ai prossimi sussidi di disoccupazione, come detto nel post abbiamo avuto un’altro record nelle proposte continuate e vedremo se come per le vendite al dettaglio si è trattato di teneri verdi germogli.

Sarà una sensazione ma ribadisco la mia visione di una possibile tempesta valutaria all’orizzonte, troppi segnali, troppa speculazione!

Andrea

Scritto il 14 maggio 2009 at 14:06

Direi che il veliero è sotto attacco combinato di un simpatico balenottero che continua a inviare messaggi d’amore!

Vediamo il proseguo, per il momento chiedo protezione a Splinder!

Andrea

utente anonimo
Scritto il 14 maggio 2009 at 15:51

Nella settimana che si e’ conclusa il 9 maggio le nuove richieste per sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti hanno registrato un aumento di 32000 unita’ a 637000 (il dato della scorsa settimana e’ stato rivisto leggermente al rialzo da 601000 a 605000).

Il dato si e’ rivelato superiore alle attese del mercato, pari ad un valore di 610.000 unita’.

Lo ha comunicato il Dipartimento del Lavoro Usa.
La media mobile a quattro settimane dei nuovi sussidi e’ salita di 6000 unita’ a 630500. Il numero di persone che continua a ricevere assegni di sussidio e’ salito invece alla cifra record di 6.56 milioni. Si tratta del quindicesimo record consecutivo. La media mobile a quattro settimane dei sussidi continuativi e’ salita di 128750 unita’ raggiungendo la cifra record di 6.34 milioni.

utente anonimo
Scritto il 14 maggio 2009 at 16:09

TERTIUM NON DATUR
il consensus sui sussidi era 610000, mentre il dato rilasciato è di oltre 640000 sommando la revisione della settimana scorsa e la borsa non ne risente lasciando intendere che in questa fase “guarda” solamente i dati positivi lasciando chiaramente capire di essere governata dalla speculazione che vuole spingerla nella direzione desiderata (autorealizzazione).
Ricordo i dati del 29
disoccupazione 25%
produzione industriale -50%
wall street -88% (valore residuo 1/8)
e quelli stimabili in questa crisi
disoccupazione 12,5%
produzione industriale -25% (vedi allegato)
wall street: a esser ottimisti dovrà dividere per 3 (SP 550) altrimenti sarà il dollaro a svalutarsi, tertium non datur
MERCOLEDI’ 15 APRILE 2009Dato peggiore delle attese (Il Sole 24 Ore Radiocor) – Washington, 15 apr – La produzione industriale e’ calata dell’1,5% a marzo rispetto a febbraio, secondo i dati diffusi dalla Federal Reserve. Il dato e’ peggiore delle attese. Nel primo trimestre 2009 la produzione ha accusato una flessione del 20% rispetto al primo trimestre 2008. Marzo e’ stato il sesto mese consecutivo di calo. La capacita’ di utilizzazione degli impianti e’ scivolata al 69,3%, il minimo da quando e’ calcolato il dato, ovvero dal 1967

Scritto il 14 maggio 2009 at 16:13

I dati odierni sono chiari nessuna presenza di inflazione e il mercato del lavoro continua a soffrire molto di più di quanto dicano i numeri.

(ANSA) – PARIGI, 14 MAG – L’Agenzia internazionale dell’energia (Aie) prevede per il 2009 un calo della domanda mondiale di petrolio del 3%.Si tratta della piu’ forte caduta annuale dal 1981. Nel suo rapporto mensile pubblicato oggi a Parigi, l’AIE si attende ora che il consumo sara’ nel 2009 di 83,2 mln di barili al giorno, cioe’ 2,6 mln in meno del 2008. Un mese fa l’organismo che rappresenta gli interessi dei paesi industrializzati prevedeva una domanda di 83,4 milioni di barili al giorno.

…..e il petrolio va!

Andrea
Ciao Andrea

utente anonimo
Scritto il 14 maggio 2009 at 17:07

Ciao Andrea & ciao a tutti i lettori del forum
non so se avete sentito parlare di Celente. Come già detto leggo parecchie cose nella rete e questa persona mi sembra abbastanza interessante, gestisce il trend reseach institute. Vi lascio qui le sue ultime dichiarazioni.

KINGSTON, NY, 13 May 2009 — The biggest financial bubble in history is being inflated in plain sight, said Gerald Celente, Director of The Trends Research Institute. “This is the Mother of All Bubbles, and when it explodes,” Celente warns, “it will signal the end to the boom/bust cycle that has characterized economic activity throughout the developed world.”

Either unwilling or unable to call the bubble by its proper name, the media, Washington and Wall Street describe the stupendous government expenditures on rescue packages, stimulus plans, buyouts and takeovers as emergency measures needed to salvage the severely damaged economy.
“All of this terminology is econo-jargon,” said Celente. “It’s like calling torture ‘enhanced interrogation techniques.’
Washington is inflating the biggest bubble ever: the ‘Bailout Bubble.’ “This is much bigger than the Dot-com and Real Estate bubbles which hit speculators, investors and financiers the hardest. However destructive the effects of these busts on employment, savings and productivity, the Free Market Capitalist framework was left intact. But when the ‘Bailout Bubble’ explodes, the system goes with it.”
The economic framework of the United States has been restructured. Federal interventionist policies have given the government equity stakes, executive powers and management control of what was once private enterprise. To finance these buyouts, rescue and stimulus packages — instead of letting failed businesses fail and bankrupt banks and bandit brokerages go bankrupt — trillions of dollars are being injected into the stricken economy.
Phantom dollars, printed out of thin air, backed by nothing … and producing next to nothing … defines the “Bailout Bubble.” Just as with the other bubbles, so too will this one burst. But unlike Dot-com and Real Estate, when the “Bailout Bubble” pops, neither the President nor the Federal Reserve will have the fiscal fixes or monetary policies available to inflate another.
With no more massive economic bubbles left to blow up, they’ll set their sights on bigger targets. “Given the pattern of governments to parlay egregious failures into mega-failures, the classic trend they follow, when all else fails, is to take their nation to war,” observed Celente.

Since the “Bailout Bubble” is neither called nor recognized as a bubble, its sudden and spectacular explosion will create chaos.
A panicked public will readily accept any Washington/Wall Street/Main Stream Media alibi that shifts the blame for the catastrophe away from the policy makers and onto some scapegoat.
“At this time we are not forecasting a war. However, the trends in play are ominous,” Celente concluded. “While we cannot pinpoint precisely when the ‘Bailout Bubble’ will burst, we are certain it will. When it does, it should be understood that a major war could follow.”

PORTELLO

utente anonimo
Scritto il 14 maggio 2009 at 17:50

Great Andrea,

le tue analisi sono come sempre ricche di tutto ciò che una persona appassionata di economia possa desiderare, ossia piacevolmente reali e puntuali.

Oggi però leggendo un pò qua e la, mi sono detto, ok: analisi, previsioni, ciò che potrebbe essere, ciò che non doveva essere, socialismo, dittatura, manipolazioni dall’alto, del basso, premi Nobel, guru, provvedimenti, legislazioni e chi più ne ha più ne metta; mai nessuno però che dica: la situazione è questa, la soluzione potrebbe essere questa, questa, questa, oppure questa (tu se non mi sbaglio hai accennato a qualcosa del genere).

Allora, la prima cosa a cui penso è: non c’è soluzione che scendere a terra e farci meno male possibile. Ossia, non c’è soluzione indolore.

Io personalmente in qualche commento sul mio diario elettronico, lanciai alcune soluzioni (non indolori) che poi, anche se in termini diversi, nella sostanza si sono verificate.

Con tutto questo dove voglio arrivare: per fare delle previsioni, in grado di guidarci in questo mare magnum di incertezza, non sarebbe meglio abozzare una serie di soluzioni verificandone il percorso passo dopo passo!?

Il mondo purtroppo non è dei giusti e, personalmente credo che non lo sarà, almeno fino a quando per noi tutti la giustizia sarà un virus da evitare quando scoppiamo di salute e, invece, un antibiotico a cui far ricorso quando stiamo male.

Un Abbraccio

[email protected]

utente anonimo
Scritto il 14 maggio 2009 at 18:10

AUTO: GM E CHRYSLER, CHIUSURA MASSICCIA DELLE CONCESSIONARIE
di WSI

General Motors conta di eliminarne 2600 delle oltre 6000 a disposizione; CHrysler chiude le porte di 789 punti vendita, circa un quarto delle 3200 complessive. Colpite quelle di proprieta’ di minoranze etniche.
Le concessionarie auto gestite da proprietari appartenenti alle minoranze etniche statunitensi saranno con tutta probabilita’ le piu’ colpite dai tagli che General Motors e Chrysler stanno annunciando, vanificando anni di sforzi compiuti dalle case automobilistiche per avvicinare al business delle quattro ruote un numero sempre maggiore di persone afroamericane, e latinoamericane.

Nell’ambito del suo piano di risanamento, GM conta di eliminare 2.600 delle oltre 6.000 concessionarie a sua disposizione. Chrysler ha annunciato oggi che rinuncera’ a 789 concessionarie auto, pari a circa un quarto delle 3.200 complessive. L’associazione nazionale dei concessionari auto delle minoranze (National Association of Minority Automobile Dealers) prevede che 140 delle 170-175 concessionarie Chrysler gestite da persone appartententi alle minoranze etniche verranno eliminate, e che almeno 174 delle 300 concessionarie corrispondenti di GM verranno costrette a chiudere i battenti.

L’organizzazione sostiene che le concessionarie gestite dalle minoranze di Chrysler siano a rischio perche’ molte di esse sono in realta’ piccoli negozi che offrono solo uno dei tre marchi dell’azienda (Chrysler, Dodge e Jeep). Meno della meta’ hanno adottato il formato “Genesis”, che unisce tutti e tre i brand sotto lo stesso tetto. Circa il 60% del totale delle concessionarie auto di Chrysler sposa invece il formato a tre marchi.

Di solito i negozi Genesis sono piu’ redditizi di quelli monomarca perche’ vendono un numero di vetture superiore rispetto alle concessionarie che invece sono specializzate in un solo marchio. Nel quadro del suo piano di ristrutturazione, Chrysler conta di potenziare le concessionarie Genesis. Circa il 58% dei negozi di General Motors gestiti da proprietari appartenenti alle minoranze etniche vendono vetture Pontiacs, Saturns, Saabs o Hummers, secondo quanto riferito dalla NAMAD. I marchi menzionati figurano tra quelli che la societa’ ha intenzione di vendere o eliminare.

“Siamo piu’ vulnerabili”, ha detto il presidente della NAMAD, Damon Lester. “Siamo l’ultima ruota del carro”. Al momento Chrysler non ha voluto commentare. Dawin Wright, il direttore generale della sezione delle concessionarie di GM, ha detto che l’azienda sta cercando di fare il possibile per aiutare le concessionarie piu’ piccole a sopravvivere. “Condividiamo le loro preoccupazioni”, ha detto.

La crisi, dall’ autunno del 2009, diverrà davvero tremenda.

utente anonimo
Scritto il 14 maggio 2009 at 20:16

Sull’eventuale crisi immobiliare in Italia nessuno si sbilancia? Questa sarebbe una gran bella previsione. Fino ad ora solo un certo Eugenio Benetazzo si è espresso chiaramente. Mi aspetto qualche vs previsione. Secondo voi a fine anno come staranno le cose? Andre Tu cosa puoi dirci ci sarà una speudo crisi immobiliare anche da noi? Ciao – Michele.-

utente anonimo
Scritto il 14 maggio 2009 at 20:42

l’Argentina è fallita quando il debito pubblico ha raggiunto il 138% del PIL. In Italia l’anno prossimo sarà al 120%.

utente anonimo
Scritto il 14 maggio 2009 at 21:45

Sto guardando Anno Zero, si parla di Fiat..
vedo molta agitazione forse come non mai tra lavoratori in cassa integrazione, ministri, rappresentanti dell’ industria
questo e’ quello che credo spaventi di piu’ e cio’ che forse vedremo sempre piu’ spesso

utente anonimo
Scritto il 14 maggio 2009 at 21:48

..e son proprio curioso di vedere se domani la Fiat rispondera’ alla ricostruzione dei fatti presentata..

PORTELLO

Scritto il 14 maggio 2009 at 22:49

Andrea parli di Deflazione, ma vicino casa nostra in altri Stati dell’Est l’Inflazione è presente, penso sia giusto non chiudere la Deflazione in una determinata zona, se parliamo di mondo Globale in questo momento in altri stati c’è Inflazione. I prezzi o la benzina per alimentare il nostro corpo sono in crescita, la Grande Distribuzione sui generi alimentari applica prezzi superiori di 1 anno fa, solo la ROTTAMA è in “deflazione” perchè le persone sono “stuffe” di comprare cose inutili perchè senza soldi. Secondo me dal 2000 sino al 2007 i prezzi quasi di ogni genere sono aumentati anche del 100%, però l’Istat ha indicato sempre valori IRREALI, certo parliamo di Deflazione ma eravamo in questi anni immersi in una IperInflazione Pilotata. Adesso tutto è in Deflazione, ma ripeto per i beni primari l’incubo dell’Inflazione è in mezzo a noi, sarà un incubo a 2 cifre tra qualche mese o anno.

utente anonimo
Scritto il 14 maggio 2009 at 23:16

Benettazzo che fa rima con … :-)

Scritto il 15 maggio 2009 at 06:36

L’Italia e quindi parlo di ciò che conosco è per certi versi ancora un paese mediovale, dove la distribuzione imperversa e annulla qualsiasi possibilità di avere prezzi che rispondano alla realtà!

Non ci vuole chissà quale scienza per comprendere che i prezzi in certi casi dall’avvento dell’euro sono raddoppiati, ma questa non è inflazione in termini macroeconomici questa è l’inflazione imposta dall’identità di questo paese, un paese di furbi e di evasori!

L’intreccio media, politica e finanza poi fa il resto!

Poi c’è un’altro paese, ovvero quello degli ingenui, quelli che acquistano le fragole in inverno o che pagano qualsiasi prezzo per qualcosa a cui credono di non poter rinunciare.

La soluzione è l’economia locale ed in particolar modo i GAS, gruppi di acquisto solidale che comprano direttamente dal produttore, togliendo di mezzo questa divenuta oggi insopportabile catena della distribuzione!

Poi per il resto chiamiamo le cose con il loro nome!

Per quanto riguarda il mercato immobiliare in Italia, ci vorranno anni prima che si riveda una ripresa, probabilmente non vi sarà un crollo sempre che non collassi l’economia mondiale e quindi quella italiana.

Il livello di risparmio delle famiglie italiane è il più alto al mondo ma non è possibile generalizzare questa virtù quindi ci sono troppi fattori oggi in ballo e la situazione è molto diversa da quella che ci e vi raccontano!

Andrea

Scritto il 15 maggio 2009 at 07:00

Se qualcuno aveva dubbi sulla manipolazione dei mercati date un’occhiata ad una nota di un broker ai suoi clienti in Inghilterra!

Due to significant increases in the cost of borrowing stock in the underlying market, along with a lack of available shares to borrow, we have been forced to restrict short selling on the following US Shares:

Citigroup
RegionsFinancial
Suntrust Banks
Keycorp
Bank of America
Fifth Third Bancorp
Morgan Stanley
PNC Financial Services
Wells Fargo
General Motors
Ford Motor Company

Clients are not allowed to open any new short positions or increase any short positions in these instruments. If you currently hold an open short position, you are not forced to close this and if you need to sell in order to close a long position your order will be accepted.

Andrea

utente anonimo
Scritto il 15 maggio 2009 at 07:58

Bene ! allora si preparano sullo short dei finanziari ,ma non vogliono che lo facciano i loro clienti.

utente anonimo
Scritto il 15 maggio 2009 at 08:19

Eccezionale articolo, Andrea. Molto bene davvero. Vorrei comunque farti notare e farlo notare a tutti i frequentatori del blog che confrontandomi per lavoro con revisori contabili delle grandi multinazionali di revisione (Price, Ernst & Young, etc) incaricate di valutare e certificare i bilanci dei gruppi bancari di maggior importanza nel paese, nessuno è minimamente al corrente di neanche un decimo di quanto viene scritto in questo blog.

Anche i manager di più alto livello gerarchico si informano esclusivamente alla TV e non si interessano minimamente di capirci qualcosa in più. E’ tutto completamente “Business as usual” e le diverse occasioni, in questi mesi, per operare un serio ripensamento e correre ai ripari operando le necessarie svalutazioni sui crediti in base agli IAS (peraltro inefficaci!) non sono state operate. Confermo che le iscrizioni a bilancio di molti titoli non corrispondono al loro valore attuale e non corrispondono nemmeno a quello futuro. I comunicati di ritorno all’utile della grandi banche che sporadicamente si sentono queste settimane sono completamente falsi e ci si aspetta che al prossimo bilancio il giochetto salterà fuori. Si opera al limite della legalità.

Se non crollerà tutto sarà soltanto perchè in effetti non poteva crollare: se esiste un reale potenziale di collasso sistemico non siamo pronti, a nessun livello manageriale, ad affrontarlo.

Complimenti ancora Andrea per la tua competenza.

utente anonimo
Scritto il 15 maggio 2009 at 08:30

I dati che arrivano sono da crisi cardiaca, la Spagna avrebe sfiorato una disoccupazione del 20% e devo dire onestamente che questo dato mi sembra esagerato. La Spagna avrebbe perso 1,3 milioni di occupati in poco più di otto mesi!
L’Inglilterra sta reggendo all’onda d’urto, ma gli argini cominciano a scricchiolare pesantemente, se va di questo passo si ritroveranno con un debito pubblico uguale a quello italiano entro fine anno.
La Germania invece dovrà fare i conti con una montagna di perdite accumulate dalle proprie banche si vocifera di non meno di mille miliardi di Euro.
Si da il governo Inglese come quasi dimissionario, quello Tedesco e Francese dovrebbe entrare sotto (forte) stress in autunno, si prevedono disordini in Grecia, Spagna e in tutto L’Est Europa.
Per ora non ci sono schiarite all’orizzonte, la crisi che si doveva risolvere a metà 2008, si risolverà ora a meta 2009, scommetto che fra qualche mese annunceranno che si risolverà entro il 2010.
L’impato psicologico della crisi è per ora limitato, qualcosa di un pò meno grave della crisi degli anni 70′ ma di sicuro più grave della crisi degli anni 90′.

-IL Compasso-

Scritto il 15 maggio 2009 at 08:43

PARTE III°[..] Cerchiamo di riprendere il discorso: Tremonti parla … ed io capisco ben poco … e voi? Abbiamo visto che cosa è … forse è meglio usare il condizionale quindi… che cosa sarebbe la sovranità monetaria e ci [..]

Scritto il 15 maggio 2009 at 08:43

PARTE III°[..] Cerchiamo di riprendere il discorso: Tremonti parla … ed io capisco ben poco … e voi? Abbiamo visto che cosa è … forse è meglio usare il condizionale quindi… che cosa sarebbe la sovranità monetaria e ci [..]

Scritto il 15 maggio 2009 at 08:43

PARTE III°[..] Cerchiamo di riprendere il discorso: Tremonti parla … ed io capisco ben poco … e voi? Abbiamo visto che cosa è … forse è meglio usare il condizionale quindi… che cosa sarebbe la sovranità monetaria e ci [..]

Scritto il 15 maggio 2009 at 08:43

PARTE III°[..] Cerchiamo di riprendere il discorso: Tremonti parla … ed io capisco ben poco … e voi? Abbiamo visto che cosa è … forse è meglio usare il condizionale quindi… che cosa sarebbe la sovranità monetaria e ci [..]

Scritto il 15 maggio 2009 at 09:36

Caro anonimo grazie per questa illuminante considerazione….

……nessuno è minimamente al corrente di neanche un decimo di quanto viene scritto in questo blog.

Anche i manager di più alto livello gerarchico si informano esclusivamente alla TV e non si interessano minimamente di capirci qualcosa in più. E’ tutto completamente “Business as usual” e le diverse occasioni, in questi mesi, per operare un serio ripensamento e correre ai ripari operando le necessarie svalutazioni sui crediti in base agli IAS (peraltro inefficaci!) non sono state operate. Confermo che le iscrizioni a bilancio di molti titoli non corrispondono al loro valore attuale e non corrispondono nemmeno a quello futuro. I comunicati di ritorno all’utile della grandi banche che sporadicamente si sentono queste settimane sono completamente falsi e ci si aspetta che al prossimo bilancio il giochetto salterà fuori. Si opera al limite della legalità.

Questo testimonia quella che è la cronica mancanza di consapevolezza di alcuni attori di questo sistema…….ma se molti esperti di alto livello sanno vedere la realtà con occhi professionali e raccontare la verità, come è possibile che nessuno si renda conto della situazione.

C’è solo una spiegazione o il gioco è sfuggito di mano e quindi si vive alla giornata sperando che le cose cambino con il ritorno della fiducia o qualcuno continua a giocare per riempire i suoi forzieri.

La crisi immobiliare è stata predetta da un fuoriclasse come Robert Shiller che ha sollevato più volte la sua perplessità documentandone la insostenibilità ma nessuno ai massimi livelli ha avuto l’umiltà di ascoltare vuoi per un latente conflitto di interessi, vuoi per una ingenuità ideologica che sfiora la follia.

E’ questa la mia grande paura, che qualcuno ancora oggi non si renda conto di quello che è accaduto, anche se credo che a certi livelli vi sia una consapevolezza quasi diabolica.

Grazie ancora caro anonimo di questo tuo contributo!

Andrea

utente anonimo
Scritto il 15 maggio 2009 at 10:20

L’ITALIA E ANDREA
Certamente parlare di economia etica in Italia dove dominano affarismo, intreccio pubblico-privato, speculazione dei furbetti, evasione ed elusione diffusa, berlusconismo tout-court, appare forse un tantino utopistico, tuttavia i nodi verranno al pettine come l’Argentina insegna…

utente anonimo
Scritto il 15 maggio 2009 at 11:33

Vorrei segnalare a tutti voi questo interessantissimo articolo apparso su Repubblica scritto da Franceso Arcucci sulle mosse sull’oro dei paesi cosiddetti forti.

il fringuello

FINANZA

Le riserve auree mondiali e la nuova Bretton Woods 2 LA LETTERA

FRANCESCO ARCUCCI

Negli Anni 1970 il Fondo monetario internazionale disponeva di 150 milioni di once d’oro, pari a circa 4800 tonnellate. Ne vendette cinquanta milioni su insistenza degli Stati Uniti per alimentare un fondo fiduciario (Trust Fund) a favore dei Paesi più poveri. In realtà l’obiettivo era quello di frenare il rialzo del prezzo del metallo giallo che segnalava in modo clamoroso il crollo del cambio del dollaro rispetto allo yen, al marco tedesco e al franco svizzero. Un’operazione di maquillage, mirante a proteggere gli interessi americani.
Ora la Cina e la Russia insistono per la vendita delle restanti 100 milioni di once (3217,6 tonnellate). Il motivo dichiarato è che si devono aiutare (ancora) i Paesi poveri. Quello effettivo è di riequilibrare le scorte di oro che sono nelle mani prevalentemente degli Stati Uniti (8133 tonnellate), della Germania (3412,6 tonnellate), della Francia (2508,8 tonnellate), dell’Italia (2451,8 tonnellate), mentre la Cina ha annunciato in questi giorni di aver aumentato le sue riserve auree dal 2003 ad oggi da 600 a 1054 tonnellate per una percentuale pari all’1,6% delle sue riserve internazionali collocandosi al 5° posto nel mondo come detentore di oro e precedendo adesso la Svizzera, il Giappone, l’Olanda e la Russia. La Cina, in particolare, si offrirebbe per acquistare in blocco tutto l’oro che il FMI venderà, al fine di non influire troppo sul prezzo, cosa che avverrebbe se comprasse direttamente sul mercato. Se ne riparlerà al prossimo incontro del Fondo Monetario Internazionale a Washington in giugno, ma è probabile che già dietro le quinte fervano i negoziati.
Il punto è sempre lo stesso. Gli Stati Uniti posseggono l’incredibile e singolare privilegio di emettere la stessa moneta nella quale sono indebitati. Ed è questo privilegio che oggi più di ieri viene messo in discussione. Fino a poco tempo fa, infatti, le autorità monetarie di qualunque Paese si astenevano dall’attaccare il dollaro come moneta di riserva poiché un attacco di questo genere sarebbe stato considerato un grave atto di ostilità nei confronti degli Stati Uniti. E’ anzi probabile che siano state proprio alcune dichiarazioni di Saddam Hussein miranti a sostituire il dollaro come moneta di riserva con altre monete a contribuire alla decisione americana di invadere l’Iraq.
La faccia feroce che gli Stati Uniti hanno fatto nei confronti dei vari Paesi che proponevano la fine del dollar standard non sembra gli Stati Uniti se la possano permettere nei confronti della Cina. Quest’ultima, da un lato, sta incrementando le sue riserve auree, dall’altro, insiste nell’affermare la necessità di sostituire il dollaro come moneta di riserva internazionale con un paniere costituito dalle principali monete, tra cui ovviamente l’euro, lo yen, la sterlina e lo stesso yuan cinese. Se gli Stati Uniti non dovessero accettare, almeno in linea di principio, questa sostituzione la Cina continuerebbe ad accumulare riserve auree fino 5000 tonnellate. La crisi finanziaria significa una notevole volatilità nel valore del dollaro e la possibilità che la moneta americana perda almeno in parte il suo status di moneta di riserva. Se ciò avviene le banche centrali che avranno oro si troveranno in vantaggio rispetto a quelle che hanno snobbato il metallo giallo. Come si vede, è in questo modo un po’ informale che si sta realizzando una sorta di Bretton Woods 2.

utente anonimo
Scritto il 15 maggio 2009 at 11:35

I DATI SUL PIL

Scusate se oggi faccio la cassandra ma leggevo i dati sul primo trimestre dei vari PIL nazionali e vedevo che l’Italia era al 5,9% (tendenziale annuo).
Leggevo i dati USA e vedo che è al -2,6 % (tendenziale annuo) ma da quello che ne so io gli USA si aspettano un -6% quest’anno!!
Io non ascolto più i telegiornali ma scommetto che quando cominceranno fra una decina di minuti o ignoreranno la notizia o addolciranno, in qualche modo la pillola.

Per un brevissimo periodo della mia vita ho fatto un mestiere che oggi si potrebbe chiamare “analista di fattibilità” la cosa che mi affascinava di quel mestiere e che bastava cambiare di pochissimo dei parametri per capovolgere totalmente la fattibilità di evento.
Un amico che invece si occupava di contabilità mi diceva come era semplice portare in positivo delle “partite in perdita”.
La cosa che ripeteva sempre è che l’importante era non esagerare, se lo facevi qualche volta non succedeva niente, ma se lo facevi sistematicamente allora le incongruenze saltavano subito all’occhio. Non solo ma si creava un processo di accumulazione esponenziale che quando saltava fuori ti ritrovavi in una situazione irreparabile.
Scommetto che succederà come per la storia dell’Euro e dell’aumento dei prezzi, che a furia di truccare i dati dell’inflazione poi questi sono risultati completamente sballati rispetto alla realtà.
Molti di voi non si ricorderanno ma nel 2003 l’Eurispess diceva che avevamo un’inflazione intorno all’8% e l’ISTAT poco più che al 2%.
Dopo cinque anni ci siamo trovati con i prezzi raddoppiati, quando l’ISTAT diceva che erano aumentati al massimo del 12%!!
Ma credo che questa volta non ci sono trucchi che tengano!

-IL Compasso-

utente anonimo
Scritto il 15 maggio 2009 at 12:15

Oggi leggendo le notizie economico-finanziarie ho la sensazione che la realtà comincia a fare capolino hihihihihi, ci sarà da soffrire.

utente anonimo
Scritto il 15 maggio 2009 at 13:45

Montecristo:

Vedo che ogni tentativo di correzione dei mercati , viene inesorabilmente bloccato,s’impedisce continuamente di far fare al mercato il proprio corso naturale così,creando squilibri sull’intero sistema economico.Ormai questo mercato è come un’immenso casinò “del resto anche truccato” dove il 99% dei giocatori è destinato inesorabilmente a perdere.

Scritto il 15 maggio 2009 at 14:06

Sui generi alimentari l’Inflazione è tra noi.
L’Inflazione sarà un vero problema per la classe media, tutte le tasse che lo Stato applica e applicherà provocheranno Inflazione a 2 cifre perchè i commercianti scaricheranno sul consumatore, inoltre hanno inondato il mercato di carta igienica e codici binari, ma sia la carta che la moneta elettronica della FED e BCE per adesso servono a coprire le buche delle banche. Il problema vero sono i generi alimentari e le tasse. Dal 2008 ad oggi i prezzi sono aumentati. I prezzi delle case dal 2008 a oggi sono diminuiti. Non possiamo parlare di Deflazione o Inflazione senza approfondire la differenza dei Beni Primari e Secondari…..con diversa elasticità.

utente anonimo
Scritto il 15 maggio 2009 at 15:12

stanno cercando di farla franca un’altra volta, ma questa volta il rischio è enorme direi abissale…….in alto alto sono certamente diabolici a livelli difficilmente immaginabili

utente anonimo
Scritto il 15 maggio 2009 at 16:03

i dati di oggi sono a dir poco brutti ,compreso la notizzia di aiuti alle assicurazzioni , il dato più importante era la produzzione industriale -05 si festeggia perchè il consenso era -06 però non si dice che si tratta del sesto calo consecutivo .non credo riusiranno a sostenere questo mercato oramai sono finiti tutti gli appigli ciao a tutti MINGHIN

utente anonimo
Scritto il 15 maggio 2009 at 16:21

Buongorno a tutti

e’ vero che vi sono beni a diversa elasticità inflattiva così come è vero che i beni alimentari per loro stessa natura sono spesso a bassa “battuta di cassa” .

ecco allora che soprattutto per i beni alimentari “basici” (zucchero, acqua, ecc) la Consapevolezza gioca anche qui un ruolo importante.

perchè paghiamo un litro di acqua o di olio anche il doppio da una marca all’altra? ecco che fanno capolino considerazione di apparenza, di nostra poca voglia di confrontare, di mancata voglia di approfondire o appunto di mancata Consapevolezza.

Poi è ovvio che per eni perfettamente sostituibili e a bassa battuta di cassa si può dis-inflazionare il proprio scontrino e risparmiare “solo” 50cents o un euro al giorno ma..guarda caso se li moltiplichi per 250 di spesa ecco che sono già 125 o 250 euro all’anno.

E poi cambiando marca passandoad una uguale ma meno cara si esercita una spinta correttiva anche sugli altri produttori che magari avevano gonfiato i prezzi a dismisura…

E per non parlare dei Gruppi di Acquisto Solidale…risparmi e vivi meglio.

Certe volte l’inflazione la permettiamo noi con i NOSTRI comportamenti non cosapevoli…

Un caro saluto a tutti e ad Andrea
Il Delfino

utente anonimo
Scritto il 15 maggio 2009 at 16:23

U.S. consumers’ mood rises in early May: survey
On Friday May 15, 2009, 10:40 am EDT
Buzz up! Print By Chris Reese

NEW YORK (Reuters) – U.S. consumer confidence rose in early May to its strongest since the September failure of Lehman Brothers, with rising expectations the economy may be in the last stages of the recession, a survey showed on Friday.

The Reuters/University of Michigan Surveys of Consumers said its preliminary index of confidence for May rose to 67.9 from 65.1 in April. This was above economists’ median expectation of a reading of 67.0, according to a Reuters poll.

The index of consumer expectations jumped to 69.0 in early May, its highest since October 2007 and up from 63.1 in April.

“Consumer confidence rose in early May as consumers became increasingly convinced that the economy is in its final stages of contraction, and paradoxically, that their personal finances would remain dismal and keep their spending at reduced levels for the foreseeable future,” the Reuters/University of Michigan Surveys of Consumers said in a statement.

Confidence remained shaky overall however, with the majority of consumers in early May reporting their financial situation had worsened due primarily to income declines, shorter work hours and lost jobs, according to the survey.

The gauge of current economic conditions eased in early May to 66.2 from 68.3 in April.

“Yes we are still in a recession, but we may be in the stage of pre-recovery,” said Andrew Richman, fixed income strategist at SunTrust Private Wealth Management in Palm Beach, Florida.

U.S. Treasuries were largely unmoved by the data, trading steady at lower levels while the Dow and NASDAQ stock indexes added to gains.

(Additional reporting by Richard Leong; Editing by Chizu Nomiyama)
———————————

Ecco una buona notizia, su, tiratevi un po’ su!
Il consumatore americano in crisi di astinenza desidera tanto ritornare a spendere che trasforma l’ausipcio in fiducia.
Vedrete che lo aiuteranno.

ad maiora
Il Cuculo

utente anonimo
Scritto il 15 maggio 2009 at 16:25

Buongiorno a tutti

è vero che vi sono beni a diversa elasticità inflattiva così come è vero che i beni alimentari per loro stessa natura sono spesso a bassa “battuta di cassa” .

Ecco allora che soprattutto per i beni alimentari “basici” (zucchero, acqua, ecc) la Consapevolezza gioca anche qui un ruolo importante.

Perché paghiamo un litro di acqua o di olio anche il doppio da una marca all’altra? Ecco che fa capolino considerazione di apparenza, di nostra poca voglia di confrontare, di mancata voglia di approfondire o appunto di mancata Consapevolezza.

Poi è ovvio che per beni perfettamente sostituibili e a bassa battuta di cassa si può dis-inflazionare il proprio scontrino e risparmiare “solo” 50cents o un euro il giorno ma..guarda caso se li moltiplichi per 250 di spesa ecco che sono già 125 o 250 euro l’anno.

E poi cambiando marca passando ad una uguale ma meno cara si esercita una spinta correttiva anche sugli altri produttori che magari avevano gonfiato i prezzi a dismisura…

E per non parlare dei Gruppi di Acquisto Solidale…risparmi e vivi meglio.

Certe volte l’inflazione la permettiamo noi con i NOSTRI comportamenti non consapevoli…

Un caro saluto a tutti e ad Andrea
Il Delfino

Scritto il 15 maggio 2009 at 16:51

Parole sante Delfino! Dipende da noi e dalla nostra consapevolezza enon inventiamoci scuse!

Andrea

Scritto il 15 maggio 2009 at 16:59

Inflazione: a tavola e’ cresciuta piu’ del doppio

(ANSA) – ROMA, 15 MAG – L’aumento dei prezzi degli alimentari del 2,7% ‘e’ stato piu’ del doppio del valore medio dell’inflazione (+1,2%), afferma Coldiretti.

http://www.wallstreetitalia.com/articolo.aspx?art_id=729607

Scritto il 15 maggio 2009 at 17:02

Parole sante Delfino! Dipende da noi e dalla nostra consapevolezza enon inventiamoci scuse!

Andrea come sai bene se dipende solo da NOI non eravamo in questo “manicomio”. Sei uno dei più bravi che trovo nel WEB, però come sai non dipende da NOI la nostra vita…..ma da quattro ARPIE del globo che ci succhiano anche le ossa….

utente anonimo
Scritto il 15 maggio 2009 at 17:04

Pil: Passera, non si fa abbastanza

(ANSA) – ROMA, 15 MAG – Per uscire dalla crisi occorre riattivare ‘una crescita economica sostenibile’ cosa ‘che non sta avvenendo’, afferma Corrado Passera. Per l’amministratore delegato del gruppo Intesa Sanpaolo (Milano: ISP.MI – notizie) ‘il mercato da solo non basta, bisogna fare di piu’. Non facciamo abbastanza’ spiega commentando i dati del Pil. ‘Ci vuole una politica con la p maiuscola. La ricetta e’ sempre la stessa: competitivita’ delle aziende e coesione sociale’.

——————————-

chissà cosa intende dire?

chi deve essere più coeso con chi?

Credo pstia lanciando un messaggio agli evasori fiscali.

ad Malora
Il cuculo

Scritto il 15 maggio 2009 at 17:14

Magari lanciasse un messaggio ai suoi emolumenti e alla sua categoria il buon Passera, che ci toccherà sorbire al festival dell’Economia!

Andrea

Scritto il 15 maggio 2009 at 17:19

Idea lo so, ma sono dieci anni che con il giochino dell’euro mezza Italia si sta mangiando l’altra mezza tra evasori e parcelle raddoppiate e quindi non è una novità.

A parte i beni di prima necessità ci sono persone che non rinunciano a nulla e si lamentano del nulla.

Se al mercato vi mettono la verdura sul banco al prezzo X e questo è il doppio del sostenibile, la verdura X deve restare in quel posto sino a quando il prezzo non è ragionevole.

Dopo due giorni che non la compra nessuno, la verdura può essere gettata nell’organico, diversamente scende di prezzo!

La soluzione c’è peccato che costa fatica e molti non vogliono farla!

Ciao Andrea

Scritto il 15 maggio 2009 at 17:23

Tra Crysler e GM questo si chiama indotto:

(ANSA) – NEW YORK, 15 mag – General Motors intende tagliare circa 1.100 concessionari, cioe’ il 18% del totale, al momento della scadenza dei contratti nel 2010. Lo riporta il Detroit Free Press, secondo il quale Gm ha selezionato i concessionari da tagliare in base alle loro performance in termini di vendite e di redditivita’. Gm esporra’ il proprio piano di consolidamento della rete di vendita in una conference call.

Prepariamoci ad uno tsunami di perdite di posti di lavoro per luglio!

Andrea

utente anonimo
Scritto il 15 maggio 2009 at 18:10

Buongiorno a tutti.

Sono proprio curioso di vedere e capire come andrà a finire questa crisi economico-finanziaria (e possibilmente “starne fori” magari….con qualche short), leggendo le notizie e i post mi sembra di capire che qualcosa si stà muovento hehehehe.

Ma……vorrei anche tranquillizzare, perche se mi date la FIDUCIA vi stampo io tutta la moneta che vi serve; e ci metto anche un bel ologramma non falsificabile. Per le spese di stampa ed il tempo che ci perdo mi accontento di un pagamento in natura……spero di essere stato divertente hehehe.

Peccato che a nessuno interessa il link che avevo postato precedentemente, lo riposto forse a qualcuno interessa http://www.movisol.org/08news290.htm

SD

P.S. Questa avventura economico-finanzia è proprio appassionante, ed anche utile.

utente anonimo
Scritto il 15 maggio 2009 at 19:10

ciao andrea è tanto che non ci sentiamo , in riferimnto di come si deve fare la spesa ai ragione ma vedi io vorrei indicarti le mie spese fisse tutti i mesi.incominciamo con l,asilo 280€ , il pulmino dato che abito lontano 250€ ogni 3 mesi- 100 € di benzina .180€ al mese di gas -70€di luce .60€ di telefono 50€di acqua .180€ di assicurazziondelle 2 macchine io e mia moglie .io mangio fuori tutti igiorni 120€ al mese-senza contare tutte le spese ,meccanico.idraulico.tutti i giorni ce ne una .tot senza mangiare 1290€ . io mia moglie prendiamo 2050€ ,per il mangiare di solito spendiamo 400€ al mese,..rimanenza 360€.ma sono tutte spese che non posso farci niente.ci sono . cia minghin

utente anonimo
Scritto il 15 maggio 2009 at 20:07

alla luce dell’operazione crysler-fiat-opel si potrà, una volta conclusa, chiamare l’artefice con il nome di minchionne.

utente anonimo
Scritto il 15 maggio 2009 at 20:45

NOTIZIONA

(Reuters di ieri)Parla Obama:

“The long-term deficit and debt that we have accumulated is unsustainable. We can’t keep on just borrowing from China or borrowing from other countries,” Obama told a town hall meeting event in New Mexico.

“We have to pay interest on that debt and that means that we’re mortgaging our children’s future with more and more debt,” he said.

“What’s also true is at some point they’re just going to get tired of buying our debt,” he said.

“And when that happens, we will really have to raise interest rates to be able to borrow and that will raise interest rates for everybody.”

(Per tutti quelli che comprano titoli a tasso fisso, di durata superiore a un paio d’anni….)

NOTIZIOLA

nei primi mesi del 2009, la vendita di armi ( pistole, fucili, etc ) in USA è aumentata del 60%

(per tutti quelli che si rallegrano della fiducia Michigan, etc etc)

utente anonimo
Scritto il 15 maggio 2009 at 20:46

scusa SD,ti riconosco come altri in questo blog una autorita’ ma se ho ben capito in 12 mesi di permanenza a bordo non credo che nessuno ne potra restare “fori” in quanto credo di aver dedotto, stringatamente, che tutto sta andando a P…..e o sbaglio???
saluti
Claudio

utente anonimo
Scritto il 15 maggio 2009 at 22:24

Per Claudio #69, non sono un autorità ma un semplice utente del blog del Capitano Andrea, che qualche volta parla delle proprie esperienze ed esprime qualche semplice opinione personale.

Forse potrà sembrare strano che provi un “sottile piacere” a vedere il baraccone economico-finanziario lentamente affondare (o forse crollare hehehe).
In fondo ai nostri giorni cos’è il denaro-moneta??
Non è forse una rappresentazione della FIDUCIA su un sistema!!! e non è forse creato grazie al DEBITO….debito impagabile!!

Se per caso ci sarà una grave e profonda crisi, i responsabili per averla creata e permessa saranno sempre i “padroni” dell’economia-finanza, e non sicuramente noi gente comune.
Dopo una crisi, forse qualcosa cambierà; e forse la sovranità monetaria potra tornare al POPOLO…….forse…… chissà.
In qualsiasi caso sarà sempre meglio “tentare” che “continuare” con questo modello di creazione della moneta e di modello economico-finanziario.

Un saluto

SD

P.S. Cosa ne pensi del mio link…sul medioevo e di quel crollo economico.

utente anonimo
Scritto il 15 maggio 2009 at 22:54

corsi e ricorsi storici.
Grandioso!!!
claudio

utente anonimo
Scritto il 15 maggio 2009 at 22:54

Per #70…a me e’ piaciuto, ma rinforza un vecchio detto cinese: gli imperi nascono, poi crescono poi gli imperi muoiono…nessuno escluso !!!
Saluti
Massimo

utente anonimo
Scritto il 15 maggio 2009 at 22:59

x 66 Mingin…verissimo !!!
E’ vero possiamo stare attenti e cercare di cambiare, almeno io ci provo ma ad esempio ieri mi e’ arrivato il bollettino delle tasse sull’ immondizia…passate da 38 Euro a 43 Euro…ossia +5 ovvero +13%…ma di questo nessuno ne parla ma pesano sul portafoglio se messe in fila con tante altre !
Saluti
Massimo

utente anonimo
Scritto il 15 maggio 2009 at 23:08

Claudio #71 e Massimo #72 concordo con voi, poi……come dicevano i miei avi (sono del nord-est, Veneto), nella vita ci sono due cose fondamentali; la Salute ed il Divertimento (dove sono le ragazze!!!! hehehe).

Tutto il resto siamo capaci di farcelo da soli, basta un po d’oro-argento, o ancora meglio di carta ed inchiostro, o bit dei computer.

SD

utente anonimo
Scritto il 16 maggio 2009 at 03:37

Domanda per Andrea:

pensi che l’Inghilterra potrebbe essere in prima linea a soffrire per la crisi valutaria che si scatenera’?
Che cosa prevedi per l’economia di quel paese per il prossimo paio d’anni?

Grazie,
Lorenzo

utente anonimo
Scritto il 16 maggio 2009 at 08:18

Minghin #66 credo che la tua famiglia non sia l’unica a vivere lo stesso problemo economico.

Non c’è denaro-moneta è stato tutto “assorbito” dal sistema finanziario per giocare al casinò della finanza e per rendere quanta piu gente possibile “schiava” dello stesso sistema e per appropriarsi di tutte le richezze disponibili.

Cosa possiamo fare?? Non saprei dirlo, ma credo che ognuno di noi dovrà trovare un “suo modo” per ribellarsi ed invertire le cose.
Ci sarà qualcuno che riuscirà ad opporsi e costruirsi qualcosa, e qualcun’alto che non ci riuscirà e fallirà; come stà già accadendo a diverse persone.

Forse frà un pò, comincerò a raccontare storie di famiglie e persone che stanno perdendo la propria casa, i propri risparmi e forse anche……….la dignità. Stà accadendo….adesso….oggi a delle persone attorno a noi.
Io stò osservando, studiando ed imparando.

Un saluto

SD

utente anonimo
Scritto il 16 maggio 2009 at 09:01

Scusa Andrea ma allora non era più semplice e meno costoso usare i soldi dei contribuenti per aiutare i contribuenti stessi a pagare il mutuo e non scatenare tutto questo putiferio? Mi viene da pensare che sia stato fatto apposta comeuna sorta di sfoltimento di troppi attori sul palco e quindi ne vengono eliminati alcuni e restano in pochi a dividersi la pagnotta(e che pagnotta…..). Logiche massoniche…….???????
un saluto
Mauro

utente anonimo
Scritto il 16 maggio 2009 at 10:56

vorrei capire una cosa forse voi potete aiutarmi

c’è crisi ok ? ieri sono stato in una discoteca all’aperto ed era piena imballata di persone si spendeva 35 euro

ma dov’è questa crisi ? la gente ha ancora soldi per queste cose futili ?

non capisco

sim

utente anonimo
Scritto il 16 maggio 2009 at 11:26

montecristo:

Se il popolo americano permetterà mai alle banche private di controllare l’emissione del denaro,dapprima attraverso l’inflazione e poi con la deflazione,le banche e le compagnie che nasceranno intorno…(alle banche) … priveranno il popolo dei suoi beni finchè i loro figli si ritroveranno senza neanche una casa sul continente che i loro padri hanno conquistato.
“Thomas Jefferson”

Scritto il 16 maggio 2009 at 11:31

Chiedo scusa per il commento particolare:
Ma nel mondo sono fissati con il numero:
L’indice Americano S&P 500 dopo aver toccato un minimo storico pari a 666,79 il 6 marzo scorso……

——————————-

Il Sole 24 Ore – ‎26-apr-2009‎
Nel 2008 i centri nazionali di analisi hanno ricevuto circa 666.000 banconote di euro false, un dato in aumento rispetto ai livelli relativamente stabili …

utente anonimo
Scritto il 16 maggio 2009 at 12:51

guardando attentamente i grafici sono giunto a una conclusione.x s&p /mib la linea che passa 19455 dovrebbe segnare il massiomo del rimbalzo.per il s&p500 passa x 906 . per il dow passa x8769 .a questi livelli la disesa deve prima o poi incominciare .ciao a tutti minghin

utente anonimo
Scritto il 16 maggio 2009 at 16:51

Andrea ha commentato il fatto che GM e Crysler stanno drasticamente riducendo il numero dei concessionari.
Qualcuno storpia il nome a Marchionne che sta cercando di tirare insieme un pezzo del’industria dell’auto.
Ma se andiamo a guardare un bel pezzo di questa crisi, ovvero quelo che non è immobiiare. E’ sostanzialmente legato al mercato automobilistico che muove una percentuale assurda del PIL di molti paesi drenando una quota sempre pù alta del reddito disponibile delle amiglie.

Non credo che potremo ridurre nel breve in modo significativo il peso della mobilità individuale dalla nostra società ma possiamo cercare di farla costare meno.
Sul prezzo di un’auto pesano i costi dei continui aggiornamenti (spesso solo estetici) dei modelli, la pletora di concessionari (guai a lasciare sazio a multimarca…) al mercato del aftermarket, i ricambi, le assicurazioni…

Un sacco di pasti gratis per parassiti del sistema.

Però anche questi sono persone, con una famigia da mantenere, se chiude un concessionario c’è un certo numero di posti di lavoro in meno…

Quindi il mantenimento dell’inefficienza del sistema diventa una forma di amortizzatore sociale.

Alla lunga non funziona. Gli amortizzatori sociali sono una cosa l’efficienza del sistema un’altra.

Il problema è che abiamo meno bisogno di automobili e concessionari e più bisono di centri per anziani non autosufficienti e assistenza domiciliare,di asiii nido, di trasporto pubblico efficiente e polizia sulle strade.

La verità è che il lavoro di venditore di automobili, ben vestito in un bel salone a chiacchierare con i clienti che di tanto in tanto entrano è più appetibile di quello di assitente sociale.

Ma rendiamoci conto che di lavori ad alto reddito e baso valore aggiunto ce ne saranno sempre meno.

Stesso discorso vale per l’enorme numero di agenzie e filiali di innumerevoli banche….

ad maiora
Il cuculo

utente anonimo
Scritto il 16 maggio 2009 at 20:33

Il Cuculo #82 sono d’accordo con quanto hai scritto sulle automobili ecc ecc.

Confermo, che se si vuole, si possono risparmiare dei bei soldini se uno si “accontenta” di un auto da usare come mezzo per spostarsi, e fregandosene dell’estetica e delle mode!!!

Oggi voglio fare qualche confidenza (e festa….e si può); sono ormai molti anni che mi accontento di acquistare auto di piccola-media cilindrata, ed usate, ma in ottimo stato (l’ultima l’ho pagata 3.500 euro 5 anni fà) con qualche piccola manutenzione ed una bella lucidata (se uno si arrangia…è meglio) torna…….quasi nuova; invece di spendere decine di miglia di euro in un SUV (che comunque è meraviglioso).
L’ultima automobile nuova che avevo acquistato era un Volvo 960 super-accessoriato (aveva anche i sedili riscaldati!!!), ma in sostanza quella di oggi, piccola e poco costosa, ha la stessa funzione.

Naturalmente ognuno è libero di fare come crede, e se preferisce un auto tipo Mercedes…..meglio per lui se può permetterselo.

SD

utente anonimo
Scritto il 16 maggio 2009 at 22:02

SD

si capisce che sei un tipo pratico…

l mio ragionamento era su altro

buona domenica
Il Cuculo

utente anonimo
Scritto il 16 maggio 2009 at 22:45

Il Cuculo #84, lo ripeto sempre anch’io;

Invece di spendere 50.000 in un auto….spendeteli per ristrutturare la casa, fate controllare gli impianti, ed in special modo quello del gas, cambiate caldaia, panelli solari ecc. ecc. hehehehe.

Ma per prima cosa spendeteli in Salute e Divertimento.

Un saluto, buona domenica e buon divertimento a tutti hehehe.

SD

utente anonimo
Scritto il 17 maggio 2009 at 09:59

citazione da Mutui On Line
“Se lo desideri, oltre all’importo per estinguere il tuo mutuo, puoi ottenere una rilevante somma aggiuntiva che potrai utilizzare come preferisci. Tieni conto che il valore degli immobili in Italia è cresciuto in media di oltre il 40% negli ultimi 5 anni: puoi così trasformare subito in liquidità l’aumento di valore del tuo immobile. In tal caso la sostituzione del mutuo avviene mediante una procedura differente dalla surroga, comunque con costi molto ridotti.”

potete voi stessi fare la verifica.

Ecco cosa sono questi se non MEW all’italiana?

Ora le case stanno andando giù molto velocemente, mia cognata si lamenta che qui a bologna si arriva anche al -40% e non è certo una donna nè sprovveduta nè con poca esperienza.

ecco a fronte di queste continue sollecitazioni a farci pensare ad una realtà diversa, comoda, piacevole la vera realtà invece è alcune volte dura altre volte è semplicemente sgradevole e noi non vogliamo accettarla.

cade il valore delle case? “nooo, in italia non può succedere”.
Si può cambiare il nostro kodello di consumo a parità di qualità? “nooo, le tasse comunali e le bollette sono tante” (ma cosa centra?)

Una buona Domenica a Tutti e un a presto (Festival dell’economia ) ad Andrea

Andrea Bologna

utente anonimo
Scritto il 17 maggio 2009 at 10:21

Montecristo:

Oggi le variabili da considerare per valutare correttamente questo sistema economico sono diventate moltissime,la globalizzazione ha innescato un processo esponenziale di valutazioni e considerazioni varie che qualche anno fa nemmeno osavamo immagginare,penso che i vecchi testi di economia del passato andrebbero riscritti integralmente,oggi tutto sembra sfidare le normali leggi di garvità,ogni considerazione riguardo i mercati finanziari può sembrare superflua ed inutile,ormai il mondo si è trasferito definitivamente verso una condizione di virtualità perpetua.Mai come in questo periodo storico così tanti governi hanno messo in campo forze coordinate tra di loro di tale entità e in considerazione di questo, mi sento scoraggiato nel fare previsioni in questo sistema impazzito e schizzofrenico.Ormai secondo me il problema non è più fare previsione in base ai dati macroeconomici che ci vengono forniti ma benchè cercare di capire se questo sistema alla fine reggerà l’urto.In altri tempi un decimo dei dati macroeconomici negativi che abbiamo visto fin ora avrebbero causato senza dubbio un crollo sui mercati finanziari invece come vediamo ogni nostra considerazione ,seppur corretta viene inesorabilmente shiacciata dalle numerose opere di “bonifica ” messe in atto dai vari governi centrali.Il lavoro svolto da Andrea in questi anni è stato immenso e profondo ma vista la situazione chiedo ad Andrea di cercare di formulare anche ipotesi diverse da quelle che ci hanno trovato d’accordo fino ad ora.Saluti

utente anonimo
Scritto il 17 maggio 2009 at 10:38

Paesino della riviera Ligure,
normale sentirsi chiedere (ero presente per consigliare un mia amica che sta cercando una casa più grande) 460.000 euro per un appartamento di 96mq calpestabili con parecchi lavori da fare (almeno altri 50.000).
Il potenziale acquirente protesta che il prezzo è toppo elevato, l’agenzia immobiliare consiglia di trattare fino a 400.000 (-13%).

Ora ditemi qual’è il valore di riferimento? Qui il nuovo non esiste, in quanto non c’è spazio per andre a edificare un po’ più in la. C’è il mercato. se non c’è nessuno che può spendere 450.000 Euro per un apartamento normalissimo per una normalissima famiglia questo resta invenduto, ma pur con maggiore diffcoltà pare che il mercato ci sia…
La famiglia di questo esempio porta casa 2 stiendi (sicuri perchè dipendenti pubblici) di circa 3000 euro al mese . Sono già proprietari di un appatamento che potrebbe valere 250.000 euro. In quanti anni si paga la differenza?

La mia amica non è andata avanti, ma l’appartamento è stato venduto. Per lei la deflazione è un mezzo aiuto perchè per comprare deve prima vendere. Tenete conto che in Italia, il mercato di sostituzione (acquisto di una unità abitativa di maggior superficie o pregio) è, a parte gli immigrati, il primo motore del mercato immobiliare.

No, se non ci sarà un collasso economco generalizzato non vedremo una deflazione immobiliare tipo US (o UK o Spagna e Irlanda).
Forse qualche buona occasione sul nuovo invenduto in aree dove il terreno edificabie non è un problema.

Il Cuculo

utente anonimo
Scritto il 17 maggio 2009 at 10:44

Caro Montecristo,

analizzando l’evoluzione delle teorie scientifiche ci si accorge che si ha un progresso quando una nuova teoria riesce ad allargare lo spettro delle osservazioni spiegabili RIDUCENDO il numero dele ipotesi.

forse dobbiamo ripensare le ipotesi.

ciao
Il Cuculo

utente anonimo
Scritto il 17 maggio 2009 at 10:59

CERTEZZE
1- il fondo governativo di singapore tremasek ha venduto questa settimana la sua quota in bank of america con una perdita di 4,5 mld$
2-bank of england lunedì scorso ha fornito 50 mld di sterline alle banche britanniche.
3-evidentemente si sta avvicinando la fase 3 della tempesta perfetta (come nell’estate del 31) e non credo proprio che il peggio sia alle spalle come qualcuno vuol far credere.

utente anonimo
Scritto il 17 maggio 2009 at 11:14

…E le resistenze di inizio anno NON sono state violate…

utente anonimo
Scritto il 17 maggio 2009 at 11:21

PRESTO lo vedremo: se è un rimbalzo passati 3 mesi (giugno) si…sgonfierà.

utente anonimo
Scritto il 17 maggio 2009 at 11:59

Montecristo:

Prima ognuno di noi era rinchiuso nella propria nazione dove le regole del gioco erano ben definite ,situazioni di crisi si alternavano a momenti di euforia ma inesorabilmente era un ripetersi continuo delle stesse teorie economiche che si alternavano in modo ciclico nella storia.Poi con l’avvento di questa globalizzazione ” accellerata” tutte le regole del gioco sono cambiate in modo considerevole e la situazione è diventata imprevedibile.Mi sento di sintetizzare in una frase detta dal protagonista del film”la leggenda del pianista sull’oceano” che paragona il mondo a una tastiera del pianoforte,e dice:
Su una tatsiera di pianoforte ci sono tasti finiti dove tu puoi ricavare combinazioni infinite ,su questo pianoforte mi sento di suonare, mentre il mondo che ci circonda oggi è come un pianoforte con tasti infiniti dove le combianazioni sono anch’esse infinite,su questo pianoforte può suonare soltanto Dio.

utente anonimo
Scritto il 17 maggio 2009 at 12:56

Il Cuculo #88, quello che scrivi riguardo all’immobiliare della riviera Ligure, è un cosa normale in edilizia; il valore è fortemente legato alla posizione ed alla richiesta. Anche in caso di una crisi economica tipo 1929 si può stare certi che un abitazione a fianco del Parlamento, avrà sempre un valore.

Secondo mè c’è una soluzione e l’hai scritta nel post #89 -forse dobbiamo ripensare le ipotesi-….come fare???
Non la scrivo per non essere criticato, ma………forse un pò di fantasia, un pò di corraggio e cercando di limitare le scomodità, si può risolvere.

Un saluto

SD

P.S. Devo ammetterlo, non avevo mai considerto che avere un posto di lavoro pubblico e FISSO; possa essere sfavorevole!!!!

utente anonimo
Scritto il 17 maggio 2009 at 13:58

# 90

I punti 1 e 2 sono dati (da contestualizzare), la terza è una tua deduzione, chiamarla
CERTEZZA denota una bella sicurezza di se . congratulazioni.

utente anonimo
Scritto il 17 maggio 2009 at 14:06

SD

sei simpatico e concreto nei tuoi interventi, ma anche facendo qualche esempio pratico io vorrei cercare di guardare la foresta, tu guardi gli alberi.

Non c’è nulla di sbagliato nel tuo approccio ma a volte non ci capiamo.

ciao
Il cuculo

utente anonimo
Scritto il 17 maggio 2009 at 18:44

“LA FORESTA BRUCIA”

Ritornando al nostro viaggio nella crisi, vedo che tutto prosegue con incosciente drammaticità.
Non voglio ripetere la polemica sul modo in cui il mondo dell’informazione sta trattando la crisi, a chi sa guardare oltre il proprio naso tutto appare chiaro, manipolazione e silenzi inclusi.
Dopo i dati sul crollo dell’occupazione e della produzione industriale arriva dirompente, in questi giorni, la notizia che la domanda mondiale di petrolio potrebbe calare fino a quattro milioni di barili (si stima un calo di da 2 a 4 milioni di barili al giorno), inutile dire che tutte le altre fonti di energia e materie prime subiranno lo stesso consistente calo.
La Russia che costruisce solo armi e produce petrolio e Gas potrebbe cadere in una crisi peggiore di quella degli anni novanta!!
La conseguente crisi del mercato dei prodotti agricoli dovrebbe poi colpire violentemente l’economia Brasiliana e Argentina.
La Cina, data come un paese inarrestabbile, potrebbe aver finito di colpo la sua corsa.
E’ vero che il governo Cinese ha varato un forte piano di sviluppo, ma è anche vero che non basterà.
L’economia Cinese è cresciuta sopratutto sul fiume di investimenti esteri e sulle esportazioni, creare un mercato interno non sarà facile.
Ma non tutto è ancora perduto.
Nei prossimi dodici mesi si capirà se avremo attraversato la solita crisi ciclica o se ci saremo imbattuti in qualcosa di più consistente.
Ma se però voleste abbandonare le chiacchiere, il mio consiglio è quello di farvi una passeggiata per le strade di Barcellona, di Monaco di Baviera o di Londra.
Sia a Milano, che a Roma o Napoli non siamo a quei livelli, ma i segnali sono tutt’altro che incoraggianti, nelle zone non centralissime cominciano a vedersi serrande abbassate.
Si parla di ripresa, di segnali positivi, ma l’impressione è di una caduta ancora più accentuata dei consumi!
Sia inteso che io sono il primo a cercare di infondere ottimismo, dato che ho anch’io tantissimo da perdere, ma almeno in questo piccolo Blog voglio raccontare le cose come stanno.

-IL Compasso-

utente anonimo
Scritto il 17 maggio 2009 at 19:27

salve compasso,sono un umile marinaio del veliero che ben lontano da investimenti speculativi cerca disperatamente di informarsi il piu’ possibile per salvaguardare i propri risparmi faticosamente sudati ma da quello che ho letto su questo blog ed altri (la grande crisi,libero mercato ecc) sembra non via sia nessuna locazione sicura qualche consiglio??? ovviamente la domanda la rivolgo a tutti coloro che postano e che mi sembrano competenti in materia.
grazie a chiunque voglia rispondere.

utente anonimo
Scritto il 17 maggio 2009 at 20:03

per anonimo98- conoscenza, cultura, informazione indipendente. Poi terra. terra. terra. oro.oro.oro.

utente anonimo
Scritto il 17 maggio 2009 at 20:10

per completare il post 99. La vita umana dev’essere cultura, coltivazione del sè per capire il bello, il bene, il giusto, ossia ciò che è significativo; la vita deve essere colta ossia coltivata e la cultura dev’essere vitale. Ortega.

utente anonimo
Scritto il 17 maggio 2009 at 20:13

La terra è il bene più iliquido che ci sia, se non la cotivi non è un inestimento per salvaguardare i risparmi.
L’oro protegge solo in caso di cataclismi, la differenza strutturle tra il valore di acquisto e di vendita è sempre penalizzante per chi non è operatore istituzonale.

Liquidità, strmenti a breve termine, corporate bond max 5 anni e stare alla finestra.

Se avete un mutuo e dei risparmi estinguetelo (almeno in parte) se non ci soo penalizzazioni

sauti
ll cuculo

utente anonimo
Scritto il 17 maggio 2009 at 20:15

inflazione o deflazione? Soprattutto nei generi alimentari non c’è dubbio che c’è inflazione (per non dire iper inflazione).Ma l’inflazione c’è nei prezzi al dettaglio e non alla produzione. Gli agricoltori, si sappia, stanno fallendo. Stanno solo ed esclusivamente lavorando in perdita! Ma allora chi è la causa dell’aumento di prezzi al dettaglio?? solo ed esclusivamente il monopolio della grossa distribuzione.La grossa distribuzione sta facendo la parte dello strozzino: non paga nulla i fornitori, ed esige alti prezzi ai suoi acquirenti. Credo che per avere prezzi più moderati dovremmo tornare alle medio-piccola distribuzione commerciale, che ne dite?
gabriella

utente anonimo
Scritto il 17 maggio 2009 at 20:19

Grazie cuculo,ancora una volta una conferma di cio’ che gia’ sapevo cioe che lei ed altri in questo blog sono una AUTORITA’di cui leggere attentamente i post.
grazie
claudio

utente anonimo
Scritto il 17 maggio 2009 at 20:26

certo che un piccolo investimento dovrei farlo anch’io, un portatile nuovo, quello che ho ha la tastiera talmente scassata che quando scrivo veloce mi perdo un sacco di lettere…ma si capisce lo stesso vero?

il cuculo

utente anonimo
Scritto il 17 maggio 2009 at 22:42

Approvo quello che scrive Il Cuculo #110 sulla terra ed il resto; per il momento anch’io non vedo altre alternative sicure. Inoltre trovare della terra coltivabile in vendita, a prezzi decenti, non è molto facile. A meno chè, comprarne molti ettari.

Ci sono anche altre possibilità per investire una parte dei propri risparmi, ma credo che si adattino solamente alle singole persone e non alla massa della gente, voglio fare un esempio concreto:
Investire dei soldi per “produrre” per sè stessi invece di “produrre” per il “sistema”. Permette di fare un utile dal 30-50%; forse non sarà molto chiaro come l’ho scritto, ma……forse un giorno farò un esempio pratico con tanto di calcoli economici!!

Il post di Il Compasso #97 sarebbe da approffondire (ed in fretta), chissa come riesce a trovare queste informazioni???

Un saluto

SD

P.S. Il Cuculo io credo che un giorno ci comprenderemo. Un giorno una famiglia che per “lavoro” era sempre in giro per l’Italia con una ROULOTTE = CASA……con le ruote (super-confortevole), mi ha confidato che uno dei più grandi sbagli che hanno fatto è stato quello di comprare una casa per viverci (non per investimento) hehehehe.

utente anonimo
Scritto il 18 maggio 2009 at 10:12

Sempre singoli alberi che si adattano al loro micro ecosistema.
Il Bosco, SD, bisogna guardare il bosco.

Il cuculo

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