UNA BOLLA DEVASTANTE ALL’ORIZZONTE!

Scritto il alle 09:00 da icebergfinanza

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Ieri all’improvviso l’ennesimo due di picche senza diritto di voto nella Federal Reserve, Bullard ha esclamato… ” voglio un rialzo dei tassi a giugno”

E ha messo in guardia da una rezione violenta dei mercati che potrebbere fraintendere le intenzione della Fed a proposito di un rialzo dei tassi.

Bullard durante un’intervista alla  Cnbc, ha sottolineato come il rischio di un aumento della volatilità sia reale … “a causa della traiettoria futura dei tassi di interesse americani”, che torneranno a salire nel prossimo futuro, forse prima dell’estate. “A un certo punto, le differenze di allineamento dovranno essere riconciliate”

Bullard: Worried about ‘violent’ reaction to Fed rate hike …

“That’s a potentially violent (encounter) … and I am concerned about that. I am hopeful that markets and the policy committee can come to some kind of meaningful meeting of the minds in the coming months and quarters.”

Bullard (Fed): Tassi zero stanno creando bolla devastante

LONDRA (WSI) – Se lasceranno ancora allo zero i tassi di interesse, gli Stati Uniti rischiano di gonfiare una bolla degli asset che avrebbe “conseguenze devastanti”.

E via dicendo…

Ciò ci fa dire che nei prossimi mesi dovremo fare i conti con la stupidità umana e soprattutto con la sfera comportamentale dei mercati, osservando quando  all’improvviso i nostri lemmings si getteranno giù dalla rupe… AMERICA: VOLO DALLA RUPE!

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Quello che è certo è che i mercati hanno completamente ignorato le parole di Bullard, ennesimo due di picche di questa immensa partita a poker che è diventata ormai la debt deflation…

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Attenzione però perchè tra le righe Bullard ha suggerito una verità … Bullard also said that negative bond yields in core European government bond markets were “somewhat surprising”

Rendimenti negativi sui titoli governativi europei sono solo un pochino sorprendenti?

State sintonizzati il 2015 riserverà molte sorprese.

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43 commenti Commenta
kry
Scritto il 25 marzo 2015 at 09:41

Io nella foto all’orizzonte vedo uno scontro tra bolle vicine vicine , quasi confinanti , una piccola una grande … che siano USA e Canada ( con il suo shale e le casette ). Quelle son pagliuzze , loro vedono le travi bund che cadono in testa … aia. Ciao Andrea , grazie.

john_ludd
Scritto il 25 marzo 2015 at 10:14

Eppure Andrea il rapporto di Ginevra lo hai letto pure tu come pure i report di Borio che talvolta citi, e malgrado questo ti sento solo scrivere di debt deflation quando con tutta stra-evidenza siamo in costante debt inflation e sebbene di scarsa qualità, persino il debito al consumo (almeno a casa dal colorato) è in risalita. La circolazione della moneta sarà anche ai minimi ma la quantità sale come un missile. Per me è un mistero, si vede che ognuno si fa un’idea e a quella si attiene rigidamente anche se i numeri dicono il contrario oppure, meglio, che non è possibile definire la situazione attuale con il metro delle situazioni precedenti, di conseguenza non lo possono essere le “terapie”. A mio avviso la bolla sul reddito fisso c’è eccome, ben differenziata ma monumentale direi, in fondo il mercato del credito è 3 volte l’azionario (altra bolla monumentale, ma qui son più o meno tutti d’accordo, salvo poi precipitarsi a pigiare tasti sul PC). Sarà la confusione che precede il collasso… chissà.

ilcuculo
Scritto il 25 marzo 2015 at 10:52

John

Una bolla significa che la valorizzazione di mercato di un asset non corrisponde al prezzo a cui mediamente si riuscirà a venderlo.

Questo per la borsa o per gli immobili o le materie prime.

Ma per i titoli a reddito fisso, salvo default dell’emittente il valore nominale del titolo dovrebbe fare da pavimento.

Sbaglio ?

icebergfinanza
Scritto il 25 marzo 2015 at 11:26

john_ludd@finanza,

Tu sai bene che sul reddito fisso la bolla è ovunque tranne dove i rendimenti non scontano i fondamentali o la possibilità di ristrutturazione o default di un paese. Detto questo in Europa siamo alla follia ma in fondo una follia quantitative decisamente easing dicono loro. Tu sai che io guardo alla realtà empirica e dinamica dei tassi a lungo termine in un percorso di volatilità che non uscirà mai dalla forbice che ben sappiamo. Chissà forse quando tra sei mesi il trentennale italiano sarà sotto 1% e il decennale tedesco negativo di 0,20 allora qualcuno si sveglierà in Europa. In America senza inflazione salariale … Ritenta sarai più fortunato!

john_ludd
Scritto il 25 marzo 2015 at 11:53

icebergfinanza,

il problema è lo specchio retrovisore. Vediamo il passato (solo alcuni di noi) e mai il futuro. Ecco allora che il passato ci dice che i prezzi dell’energia sono ai minimi da molti anni e quelli degli agricoli ai minimi da un decennio. Entrambi vengono prodotti in PERDITA e questo non è MAI sostenibile. Non è necessario immaginare il raddoppio dei prezzi del petrolio, basta immaginare un realistico ritorno a 75/80 USD per il brent e un realistico ritorno dei prezzi dei cereali, zucchero etc… a valori che consentono ai produttori di sopravvivere nel medio/lungo. Se invece i prezzi restano depressi ancora a lungo, sempre maggiore capacità produttiva verrà ritirata e il mio fosco scenario sul futuro di M/L diviene più fosco e senza la L. Con questo rispondo anche al Cuculo. Se compri un bond con basso rischio emittente allora ti rende ZERO a 7-10 anni e in questo lasso di tempo la possibilità che NON si verifichi uno schock inflattivo da costi petroliferi/alimentari è zero virgola zero. I bond, con temporanea esclusione dei governativi USA e poco poco altro, sono l’ultimo luogo al mondo in cui mettere i propri quattrini. Almeno il cash lo puoi rapidamente ridirigere altrove, eventualmente shortando massivamente i governativi del sud europa (quelli del nord hanno un rischio cambio) che sono un trade ovvio sebbene non attuale.

silvio66
Scritto il 25 marzo 2015 at 12:24

..scusate marinai..ma consolidare progressivamente e vivere tranquilli no?…certo vale solo per quelli che li hanno, ma questi sono i tempi in cui viviamo. Fino a prova contraria questi bastardi stanno portando avanti la baracca e forse alla fine avranno anche il plauso della storia visto che la stessa solitamente la scrivono i vincitori..piove ma presto tornerà il sole, buona giornata marinai

phitio
Scritto il 25 marzo 2015 at 12:35

mah, John, sai benissimo che tutta questa storia e’ figlia della depletion mineraria/petrolifera, e di politiche che non la vedono affatto.

Piu’ consumo per fare che? Per esaurire peggio quello che si sta gia’ esaurendo? E’ il flusso di energia a prezzi affrontabili che e’ nello specchietto retrovisore. L’economia globale DEVE contrarsi, e non con c’e’ alcuna alternativa. E dovra’ farlo per decenni. Non abbiamo una teoria economica accettata che sia in grado di funzionare in una stagione secolare di decrescita. Ci stanno gia’ pensando qui e la, ma le inevitabili conclusioni sono una sequela di eresie economiche che la societa’ e l’estabilishment attuale non riescono nemmeno a contemplare.

Quindi, prima di assestarci su qualcosa di nuovo, dovremo imparare a pensare cose impensabili, per poi provare a metterle in pratica.

Io un link lo avevo gia’ fornito, lo metto di nuovo

http://ugobardi.blogspot.it/2015/03/declino-energetico-e-allocazione-delle.html

PORTELLO
Scritto il 25 marzo 2015 at 12:42

non so perche’ ma credo che gli “investimenti” cambieranno nel futuro non solo per qualche crisi finanziaria ma soprattutto per il cambiamento negli stili di vita delle persone
la gente viaggia sempre di più’, diventa nomade, si sposa di meno, cambia lavoro più’ rapidamente, tante persone con un minimo risparmio preferiscono vivere in posti caldi e esotici magari con stili di vita più risicati piuttosto che stare in città’ a lavorare
credo che il settore immobiliare sara’ quello che cambierà’ di più’…
non credo che tante persone siano più’ interessate a comprarsi la tanto desiderata prima casa…
credo che si stia creando una popolazione di giovani nomadi, quelli poveri vengono da noi a cercar fortuna e quelli “ricchi” vanno da loro a vivere con poco e senza tante pretese

cmq sono stato a Dubai nuovamente di recente..pazzesco vedere cosa hanno costruito in 30 anni..dal deserto son passati ad una metropoli super efficiente con milioni di persone che cercano “fortuna”, “benessere”, “sicurezza” o un po di svago…

pensate che ogni emiratino, cioè’ il locale, prende uno stipendio minimo di 5mila dollari anche se non fa niente, mentre uno del Bangladesh o Indiano ne prende 400 dollari

inoltre quando si sposa lo sceicco gli da circa 20-30 mila dollari per il matrimonio, una casa con una camera da letto e assicurazione sanitaria e istruzione per i bimbi gratis

questo solo per i veri locali..quindi non pensate di andare la a far nascere vostro figlio ;)

certo..non sto dicendo che Dubai sia un posto dove andrei a vivere…perche’ passi da un hotel ad un altro e difficilmente ti fai una passeggiata all’ aperto…

cmq la cosa che mi sorprende di più’ e’ il passo in avanti che han fatto in 30 anni…da beduini col cammello fanno una vita da nababbi e costruiscono eccellenze…e sembra abbiamo una visione per il futuro…

mentre noi in 30 anni abbiamo person un 40-50% di qualità’ della vita…basta camminare per le nostre città’..vedere quanti disperati ci sono..vedere come abbiamo permesso che posti come Roma e Venezia..i più’ bei musei del mondo.. sian invasi da extracomunitari che vendon stupidate…basta vedere i servizi alla tv che mostran la guerra tra poveri italiani e stranieri…

tutto cio mi fa tanta rabbia…vorrei fare qualcosa…abbiamo svenduto il nostro paese…ce lo siam fatto fregare da sotto il naso…colpa nostra…che abbiamo permesso alle mafie, ai politici incapaci e ai cattocomunisti di non difendere la nostra cultura, la nostra storia e il nostro popolo…specie i più’ deboli…

PORTELLO
Scritto il 25 marzo 2015 at 12:47

cmq ho scordato di dire che penso a Dubai (e altri posti) come il monumento al consumismo/capitalismo…certo non e’ un esempio di etica ambientale e sostenibilità’…pero’…mi fa male vedere che mentre noi affondiamo c’e’ qualcuno che se la passa alla grande…

john_ludd
Scritto il 25 marzo 2015 at 13:13

phitio@finanza,

Molto di quanto viene scritto sui blog stile Bardi mi stanno ormai francamente sugli zibibbi. I ragionamenti sono per lo più manichei, riduzionisti e superficiali tanto quanto quelli dei cornucopisti che stanno nella riva opposta del fiume. Scientificamente sono spesso desolanti, la Tverberg è un contabile e si vede da come scrive, che ultimamente si è lanciata in una teoria unificata di energia ed economia superando ogni limite del ridicolo. Per questa gente stramba sembra che siccome non potremo più consumare gli stessi litri di petrolio che in passato, allora siamo finiti. Sono minchiate pangalattiche. Buona parte dell’energia che consumiamo viene sprecata. Si va a lavorare con mezzi da 1 tonnellata che percorrono in media 30 km/giorno alla velocità di 20 km/h. Le abitazioni vengono riscaldate utilizzando spesso tecnologie da neolitico, mancano le più basilari e ovvie misure per ottimizzare i consumi. Basta andare dentro un ufficio comunale/postale a metà marzo con la temperatura esterna a 18 gradi e quella interna a 25 dato che il riscaldamento va a manetta e non c’è uno straccio di flessibilità (o a manetta, o spento). L’assetto attuale, energivoro, con una momentanea sovracapacità produttiva (che sta solo in Asia e in Germania) non essendo sostenibile, non durerà. Punto. Come pure torneranno a incrociarsi il piano finanziario e quello reale con quel che ne consegue sul fittizio valore di asset fantasma finanziari e le illusioni di chi li possiede. Non ci vuole un genio, ci arriva anche la zia Maria. Quello che non è accettabile è l’equazione MENO CONSUMI ENERGETICI = FINE DEL MONDO. Puttanate ! Il cornucopista essendo ottuso non riesce a immaginare altro che growth growth growth, altri vedono solo il suo opposto. A che serve sta gente ? A un cazzo, nè i primi, nè i secondi. Quel che tu definisci “la societa’ e l’estabilishment attuale” dato che non riescono nemmeno a contemplare qualcos’altro collasseranno come è accaduto alle società/civiltà che ci hanno preceduto. Ce ne sono state a bizzeffe, tutte nei libri di storia. Ci finiamo anche noi e qualcuno che verrà dopo li scriverà. Ma quello che avevano imparato gli egizi, i greci, i romani … è arrivato sino ai giorni nostri e così gran parte di quel che abbiamo imparato a fare in questi 200 anni, essendo la conoscenza immateriale, procederà verso il futuro. Relativizziamo un pò le cose, da fastidio essere partecipi del fine ciclo ma così è. Circa 70.000 anni fa esplose il supervulcano Toba, riducendo la biodiversità del 95%. Rimasero poche migliaia di esseri umani. Oggi siamo 8 miliardi. Figurati un pò se il fallimento di qualche banca/nazione può fare gli stessi danni. Il sistema, quello vero, è SOLIDO !

aorlansky60
Scritto il 25 marzo 2015 at 13:38

Se lasceranno ancora allo zero i tassi di interesse, gli Stati Uniti rischiano di gonfiare una bolla degli asset che avrebbe “conseguenze devastanti“.

Lo ha detto James Bullard, presidente della Fed di St Louis, in un’intervista al Financial Times.

…leggendo queste parole, mi vien da dire :

Ma questo ha scoperto l’acqua calda ???… Ha realizzato solo adesso il potenziale pericolo ???…

Se dovevano alzare i tassi, avrebbero dovuto farlo molto tempo prima del 2015, ammesso che l’economia e relativi numeri glielo avessero permesso, senza indulgere in QE a ripetizione. E anche con pochi numeri positivi a conforto, per quello che gli diceva la propria economia, non avrebbero dovuto insistere così a lungo con la liquidità ellargita con tanta generosità!

Ora è troppo tardi, molto probabilmente.

È inutile che questo tizio di St.Louis si turbi al pensiero : l’esplosivo è già stato predisposto in (grande)quantità, la miccia collocata, manca solo l’accendino.

Lo hanno già fatto, lo hanno già permesso con le loro politiche accomodanti prolungate nel tempo, quello di “gonfiare una bolla degli assets che avrebbe conseguenze devastanti”.

Il costo del denaro a zero unito a grande liquidità messa a disposizione in relazione ad un prolungato periodo di tempo(è dal 2006 che la FED non alza i tassi e dal 2009 che sono a livello zero) non poteva che portare ad un unica, sola, prevedibile conseguenza.

Io sono certo che nonostante dalla FED e dalla BCE continuino ad uscire messaggi calmieranti e rassicuranti verso il mondo e i mercati, da quelle parti ai piani alti qualcuno è già ben oltre lo stato di semplice preoccupazione al solo pensiero…

I segnali iniziano ad arrivare, ed anche piuttosto autorevoli :

Se si è levata la voce di uno che teoricamente dovrebbe capirne di problemi economici (se no, cosa l’hanno messo a fare nel ruolo di pres. d. Fed di St Louis???!!!) -e non dimentichiamoci il messaggio di allarme levatosi da uno dei più grandi hedge funds a livello mondiale nei riguardi della FED solo una settimana fà per lo stesso preoccupato motivo- non è difficile ipotizzare che il suo pensiero non sia poi così lontano da quello di altri eminenti(si fa per dire) personalità del settore che però devono continuare a sostenere “il gioco” per ovvi motivi :

ve l’immaginate, voi, l’effetto che potrebbe avere sul mondo intero la resa amnistica di uno come M.Draghi che dovesse ammettere in conferenza stampa :

“Signori, ci scusiamo ma ci siamo sbagliati; la politica accomodante che abbiamo deciso di attuare a suo tempo non ha dato i risultati previsti ma anzi ha prodotto un effetto indesiderato la cui conseguenza è un problema che non siamo più in grado di governare; se qualcuno avesse idee può farsi avanti, prenderemo in considerazione l’opinione di tutti…” :lol:

Possibile che continuino ad arrovellarsi su argomenti contorti dalle soluzioni improbabili ???

Quando constato questo, mi viene paura al pensiero di chi siamo in mano e da chi dipendiamo!

aorlansky60
Scritto il 25 marzo 2015 at 14:20

@ :

“Dubai… pazzesco vedere cosa hanno costruito in 30 anni..dal deserto son passati ad una metropoli super efficiente”

questo Emirato è l’unico dell’area che il destino non ha previsto di oro nero in quantità nel proprio sottosuolo, vero ?
Infatti hanno cercato l’alternativa nell’edilizia e nel turismo cercando di attrarre capitali da ovunque, e sembra che gli sia riuscita abbastanza bene, nonostante qualche scrollone che la crisi globale ha procurato loro dal 2010.

“pensate che ogni emiratino, cioè’ il locale, prende uno stipendio minimo di 5mila dollari anche se non fa niente, mentre uno del Bangladesh o Indiano ne prende 400 dollari
inoltre quando si sposa lo sceicco gli da circa 20-30 mila dollari per il matrimonio, una casa con una camera da letto e assicurazione sanitaria e istruzione per i bimbi gratis”

Credo che il totale di popolazione locale (pochi mln di individui, immagino) possa permettere tutto questo in rapporto alle entrate di cui dispone la famiglia reggente dell’Emirato; ma quella che sembra una fortuna (come avere a disposizione la cifra mensile che citi) deve poi raffrontarsi alla realtà di un luogo esageratamente caldo e afoso, brullo e deserto, in poche parole : triste; uno come me non ci si adatterebbe mai. Infatti, come riporti :

“passi da un hotel ad un altro e difficilmente ti fai una passeggiata all’ aperto…”

Per uno come me che ama un clima all’Inglese sarebbe la depressione assoluta. Impensabile anche solo provarci.

“cmq la cosa che mi sorprende di più’ e’ il passo in avanti che han fatto in 30 anni…da beduini col cammello fanno una vita da nababbi e costruiscono eccellenze…e sembra abbiamo una visione per il futuro…”

Con i soldi, tanti soldi, si riesce a fare tutto; attenzione però, occorre anche un minimo di saggezza nel saperli amministrare e gestire; da quelle parti immagino che le politiche economiche siano TUTTE QUANTE CENTRALIZZATE e al riparo da possibili noie che interessano altri paesi, come per es il nostro :

“abbiamo svenduto il nostro paese… ce lo siam fatto fregare da sotto il naso…colpa nostra…che abbiamo permesso alle mafie, ai politici incapaci e ai cattocomunisti di non difendere la nostra cultura, la nostra storia e il nostro popolo”

Esattamente. E anche di più :

L’italia possiede(possedeva) un potenziale economico assai elevato; se è vero quanto stimato da G.d.Finanza e Corte dei conti circa l’evasione fiscale sull’imp.le annuale (250 mld di €), arrivi alla conclusione che allo Stato italiano mancano mediamente 100 mld netti all’anno; sai quante cose finanzi con tutti questi soldi?

ma il problema è un altro, quello che dicevo prima :

avendo a che fare con un paese come l’italia e il suo modo di pensare, ammesso che lo Stato possa avere a disposizione quella cifra, in virtù di quanto ci raccontano le cronache nazionali in fatto di corruzione da almeno 20ANNI, quanto è logico ed ipotizzabile immaginare che potrebbe rimanere di quella cifra, rispetto a quello che verrebbe rosicchiato e mangiato da politici e amministr.pubbl coinvolti???…

gnutim

john_ludd@finanza,

cosa intendi per “sistema Solido”?

icebergfinanza
Scritto il 25 marzo 2015 at 14:54

aorlansky60,

E’ un concorso di bellezza ragazzi non conta la più bella ma come voteranno i giudici… ;-)

(AGI) – Londra, 25 mar. – Non c’e’ nessuna “ragione convincente” per affrettarsi a rialzare i tassi Usa. Lo sostiene il presidente della Fed di Chicago, Charles Evans, secondo il quale occorre essere “abbastanza sicuri” che l’inflazione Usa torni stabilmente a un sano 2% prima di avviare la stretta, prevista inizialmente intorno al prossimo giugno. “Non vedo ragioni convincenti per avere fretta di rialzare i tassi fino ad allora” spiega Evans, il quale mostra di condividere la preoccupazione dei banchieri centrali Usa per un’eventuale rialzo affrettato dei tassi. Per Evans i rischi di un rialzo affrettato sarebbero superiori a quelli di una stretta tardiva e l’obiettivo di un’inflazione Usa al 2% potrebbe essere ostacolato dalle “pressioni disinflazionistiche” causate dal rafforzamento del dollaro.

john_ludd
Scritto il 25 marzo 2015 at 14:58

gnutim@finanza,

resiliente, robusto. I sistemi naturali lo sono, essendo il prodotto di milioni di anni di adattamento e per la loro natura frattale auto-rigenerativa con il fattore tempo a proprio favore (sino a quando il sole diverrà una gigante rossa). Le società/civiltà in genere non lo sono, si sviluppano su alcuni presupposti/condizioni che mutano profondamente nell’arco di qualche generazione, condizionate da idee che si sedimentano nella coscenza collettiva confuse dalla relativa costanza degli eventi in un tratto di tempo ampio al massimo qualche generazione. Sinora non si sono mostrate in grado di ovviare al cambiamento delle condizioni esterne che esse stesse contribuiscono a mutare. Saremmo i primi, ma tu vedi una qualche traccia di pensiero sufficentemente diffuso da presupporre che stiamo cambiando direzione ? Tuttavia in genere il prodotto intellettuale di una civiltà riesce a percolare almeno in parte a quella successiva, viviamo tuttora sulle idee di gente vissuta secoli o anche millenni fa, il che mi fa pensare che le buone idee in qualche modo durano nel tempo, le persone no, le comunità talvolta.

john_ludd
Scritto il 25 marzo 2015 at 15:00

icebergfinanza,

FALSO !

E’ un concorso di BRUTTEZZA ragazzi non conta chi è la più brutta ma da chi scappa per primo… ;-)

phitio
Scritto il 25 marzo 2015 at 15:24

john_ludd@finanza,

Suppongo che sia solo ua questione di valutazioni su cosa sia “grave”.
Certo che se a te sembra catastrofista un sito come quello di Bardi, figurati per quello che puoi trovare in giro, di ben piu’ tetro e apocalittico :D:D

Diciamocelo chiaro, non si tratta certo della fine del mondo, se con questo parli di estinzioni. Nemmeno sul sito di Bardi si dice quello (a parte una eventuale problematica di cambiamento climatico e innesco del rilascio del metano artico).

Vogliamo prima delimitare il problema “grave”? Si?

E allora stiamo parlando della riduzione per fame guerra e malattie varie, di circa 2 miliardi della popolazione terrestre, in meno di 50 anni. Certo, impallidisce davanti all’estinzione del Permiano, ma mi sembra comunque un problema abbastanza “grave”

Per carita’, alla fine, saremo sempre un gran bel mucchio di umani sulla terra. Straccioni, affamati, litigiosi come solo i morti di fame sanno essere, continueremo a morire come mosche nel corso del successimo secolo e mezzo per colpa soprattuto del collasso della medicina e dell’alimentazione, e ci assesteremo sul miliardo o poco meno nei restanti 500 anni.

Una figata, in un certo senso, nessuna “fine del mondo”. Di che mi sto preoccupando?

Certo, l’ecosistema ha visto ben di peggio di questo, e se fossi una ameba unicellulare me la riderei della grossa delle preoccupazioni di voi umani, che volete salvare non solo la vostra famiglia e figli da guerra e fame, ma pure tenervi la casa, il giardino, l’auto e le vacanze d’estate, e vi spremete le meningi per capire se sia meglio investire sui bonds o sulle azioni, e inveite per l’aumento dell’IMU.

Problemi veri, in effetti, se scegliamo la scala di riferimento adeguata!

Certo, il declino non arrivera tutto insieme. Certo, un pochino alla vlta. O magari meno di un pochino alla volta, non appena il meccanismo della depletion prende velocita’.

Parli di spreco. Di riutilizzo, di razionalizzazione.
Come non dartene atto e darti ragione. Si puo’, si deve fare.
Ma anche il riutilizzo ha dei limiti, e deve essere gestito.

Separlo di come riallocare le risorse in uno scenario di recessione secolare, non darmi del catastrofista, per favore.

phitio
Scritto il 25 marzo 2015 at 15:44

Visto che mi sembra proprio ci sia bisogno di chiarire per bene il concetto, ecco qui un altro link, e sotto un estratto del testo . Tenete presente che il commento risale a 40 ani fa. Non e’ un commento della situazione attuale, ma del comportamento del loro modello. E a leggerlo fa venire i i sudori freddi.

http://www.lanxsatura.org/articolo/I-limiti-dello-sviluppo-aveva-ragione

———————————–
Ecco come gli autori del libro descrivono lo “Scenario 1”, cioè la crisi delle risorse non rinnovabili:

Nello scenario 1, la società procede quanto più a lungo possibile in modo tradizionale, senza cambiamenti politici di grande momento. Essa prosegue, nelle grandi linee, la storia che abbiamo conosciuto nel corso del XX secolo. La produzione di alimenti, beni industriali e servizi sociali progredisce in risposta a bisogni ovvi ed è soggetta alla disponibilità di capitale. Non vi è alcuno sforzo straordinario, oltre quello dettato dall’immediata ragione economica, per abbattere l’inquinamento, preservare le risorse, o salvaguardare la terra. […] Poi, all’improvviso, nei primi decenni del XXI secolo, l’economia smette di crescere e inverte bruscamente il suo corso. Questa discontinuità è provocata soprattutto dal rapido incremento dei costi delle risorse non rinnovabili. Tale incremento si ripercuote sugli altri settori dell’economia, nella forma di una crescente scarsità di fondi per investimenti. Osserviamo più da vicino il processo. […]

Nello scenario 1, mano a mano che ottenere risorse non rinnovabili diventa più difficile, il capitale viene dirottato per incrementare tali produzioni. Perciò resta meno prodotto industriale da investire per sostenere l’elevato livello della produzione agricola e per alimentare la crescita industriale. Alla fine, intorno al 2020, l’investimento nel capitale industriale non riesce a tenere il passo del deprezzamento. (Si parla qui di investimento e deprezzamento fisici; in altri termini, l’usura, l’obsolescenza, non il deprezzamento monetario che si registra nei libri contabili.) Il risultato è il declino industriale, un esito difficile da evitare in questa situazone, dal momento che l’economia non può smettere di allocare capitale nel settore delle risorse. Se lo facesse, la scarsità di materiali e di combustibili ridurrebbe ancora più rapidamente la produzione industriale.

Così la manutenzione e l’ammodernamento sono rimandati a giorni migliori, il capitale fisso industriale comincia a declinare, e con esso declina la produzione industriale necessaria a mantenere stock di capitale e tassi di produzione crescenti negli altri settori dell’economia. Alla fine, il settore industriale trascina con sé nel declino il settore dei servizi e quello agricolo, che dipendono da fattori produttivi industriali. Nello scenario 1, il declino dell’industria ha un impatto particolarmente forte sull’agricoltura, dal momento che la fertilità della terra era già stata intaccata dallo sfruttamento eccessivo prima dell’anno 2000.[…]

Questo scenario ritrae una “crisi delle risorse non rinnovabili”. Non è una predizione. Non si tratta di prevedere gli esatti valori di questa o quella variabile del modello, né l’esatto decorso temporale degli eventi. Non crediamo che questo scenario rappresenti il futuro più probabile del “mondo reale”. Illustreremo poco più avanti un’altra possibilità, e molte altre nei capitoli 6 e 7. La tesi più forte che possiamo sostenere riguardo allo Scenario 1 è che esso rappresenti la la modalità generale di comportamento più probabile del sistema, se le politiche che influenzano la crescita economica e demografica saranno simili a quelle prevalenti nell’ultima parte del XX secolo, se le tecnologie e i valori continueranno a evolversi come è avvenuto in quell’epoca, e se i valori numerici del modello, pur incerti, sono approssimativamente corretti.

————————–

aorlansky60
Scritto il 25 marzo 2015 at 15:45

@

““Non vedo ragioni convincenti per avere fretta di rialzare i tassi fino ad allora” spiega Evans, il quale mostra di condividere la preoccupazione dei banchieri centrali Usa per un’eventuale rialzo affrettato dei tassi. ”

Da come la descrive l’Ag, sembra che negli States a livello di Board prevalga l’opinione di non alzare i tassi in attesa di vedere come evolve la situazione, rispetto alla voce di un disperato che urla nel deserto (di St.Louis)…

A parte questo, la mia opinione sulla faccenda è chiara : quelli che possono decidere (il Board) sono alle prese con una polveriera e hanno tutti quanti una paura folle che a stento riescono a mascherare verso l’esterno;

immagino che il pensiero controcorrente di quello di St.Louis sià già stato richiamato e redarguito a dovere perchè non getti altra benzina sul fuoco… :mrgreen:

meglio essere prudenti, non si sa mai; in economia e soprattutto in finanza la fiducia è tutto, la fiducia è fondamentale (soprattutto in un sistema complesso come quello noto che non è sostenuto adeguatamente da valori tattili e autentici); qualora i mercati dovessero subodorare qualcosa di pericoloso all’orizzonte, accentuato dalle dichiarazioni allarmistiche di uno che ritengono ATTENDIBILE e AUTOREVOLE, con tutta la “LEVA” che c’è attualmente in giro cui hanno attinto tutti quanti per “entrare nel gioco”, beh, potrebbe scaternarsi qualcosa di imprevedibile e molto spiacevole, specie memori dei comportamenti umani quando presi da panico finanziario… :mrgreen:

ps : Andrea, la devi smettere di cercare di diffondere la verità in materia economica; se sempre più gente passa ed entra nel bastimento ed inizia a leggere per poi farsi un idea consapevole circa il potenziale disastro sul quale tutti quanti siamo seduti, facendo più o meno finta di niente, potrebbe avvicinarsi l’ora della fine per davvero(…)

;-) -scherzo, ovviamente-

john_ludd
Scritto il 25 marzo 2015 at 16:01

phitio@finanza,

non vorrei monopolizzare il blog su questi temi complessi che mal si prestano a commenti di poche righe e che probabilmente poco hanno a che vedere con il tema principale chè è l’economia/finanza dei giorni nostri e ciò che si dovrebbe/potrebbe fare secondo il suo autore per evitare di bruciarsi le dita anzitempo.

Nè io nè te sappiamo come si svilupperà il futuro, ci sono delle evidenze, come la fine delle risorse a basso costo, e le sue implicazioni, largamente incomprese ma anche incomprensibili in quanto non è noto come reagirà la popolazione umana da un lato e l’ecosistema dall’altra. Sono entrambi sistemi altamente non lineari, soggetti a cambiamenti di stato irreversibili e quindi imprevedibili. Consumarsi le meningi su quanti saremo nel 2100 ha senso ? Anche perchè nel caso fossimo molti meno, ci sono più modi per arrivarci. Tieni presente che in quel grande laboratorio a cielo aperto che è il Giappone la popolazione si è ridotta naturalmente di un bel pò e ciò sta avvenendo anche nella nostra Italia, togli gli immigrati e fai una verifica. I sistemi complessi sono pieni di retroazioni. Che fa la gente oggi percependo un futuro infelice dato che il presente è già scadente ? Fa meno figli. Che fanno gli abitanti dei paesi poveri appena imparano qualcosa ? Usano anticoncezionali e passano da X figli a due, come in Svezia. Proietta questo comportamento per tre generazioni e vedi che numero salta fuori. Meno energia… più lavoro manuale dato che 1 litro di benzina fa il lavoro di un turno di una squadra di carpentieri/agricoltori. Non ci si lamenta che non c’è lavoro e che è tutto automatizzato/globalizzato e che era meglio negli anni ’50 con le mille botteghe ? Ma se uno crede in un certo scenario deve anche essere coerente, mica può pensare che avremo più globalizzazione e più automazione con meno (a tendere zero) idrocarburi ! Quindi… più lavoro, non meno, se vuoi campare… e davvero campa peggio un contadino/bottegaio/artigiano che un precario (ma anche un professionista) che si alza alle 5.30, consuma 3h per andare avanti e indietro dall’ufficio insieme a una parte rilevante del proprio reddito per fare avanzare una carriola da 1 tonnellata nel traffico di una metropoli ? Sono volutamente superficiale, data la complessità del tema, ma è proprio la complessità che impedisce sia ai cornucopisti che ai decrescisti di fornire risposte sensate, perchè non è possibile trovarle. Lascia che il futuro faccia quel che ha sempre fatto, divenire un diverso presente in barba a tutte le previsioni… le risorse si riallocano da sole… è come la panza… se hai il frigo pieno hai voglia a dire “sono disciplinato voglio rimanere magro e non mangio il mascarpone”. Se lo hai, lo mangi, altrimenti fai senza, riallochi le risorse non per scelta o perchè sei un genio lungimirante ma per necessità e a un uomo basta poco.

phitio
Scritto il 25 marzo 2015 at 16:04

E se vi va di studiare, leggetevi anche questo posto sulla cosiddetta “resilienza”.

http://www.lanxsatura.org/articolo/decrescita-e-transizione-due-parole-sulla-resilienza

conclusione: allo stato attuale, di resilienza praticamente non ne abbiamo.

phitio
Scritto il 25 marzo 2015 at 16:17

john_ludd@finanza,

E’ vero che la complessita’ e’ difficile da cogliere per la mente umana, ma non e’ vero che non la sappiamo modellare.
Se non fosse stato cosi’ , il lavoro dei “limiti dello sviluppo” non avrebbe potuto cogliere cosi’ bene lo scenario attuale.
Certo, la complessita’ significa che il sistema mondo, infinitamente piu’ complesso del tuo modello, puo’ divergere significativamente nelle conslusioni con l’aldare del tempo.
pero’ dal lavoro dei “limiti” si puo’ veincere alcune conclusioni:

1) il sistema world 3 riece comunque a descriverlo benino, questo sistema-mondo non a un paio, ma a 40 anni 40 di distanza.
2) lo stato piu’ probabile del loro sistema e’ proprio quelo in cui ci troviamo adesso.

3) se con tutto questo non riesco nemmeno ad orientare le mie decisioni con la scusa “ma il sistema e’ complesso, quindi impreviedibie” significa che stiamo chiudendo gli occhi di fronte a hard data, a delle evidenze oggettive. IL lavoro dei “limiti” ha beccato lo scenario e lo sta descrivendo BENE.

Certo il mondo puo’ deragliare dalle previsoni di scenario non appena si incoccia in criticita’ che possono innescare feedbacks non previsti, o innescare rotture dei rapporti tra le varie entita simulate. Ma perche’ diavolo dovremmo fare a meno del lavoro dei “limiti” se oggettivamente e’ il lavoro migliore e piu’ di successo che abbiamo sul tema?

GLi economisti se lo sognano neppure nel piu’ folle dei loro sogni bagnati, un modello che prevede con buona correttezza le variabili di un sistema complesso a 40 anni di distanza.

No. Dire che il mondo e’ complesso e con questo dire che non si puo fare niente, non regge.

Bisogna invece prendere le previsioni di scenario di world 3 con la giusta serieta’ e dargli il giusto peso. Quello e’ un prodotto di scienza onesta, non opera di venditori di fumo, ed il suo valore sta’ nei risultati.

Dice cose spiacevoli? Magari e’ proprio questo il suo peccato originale. Se avesse detto che tutto sarebbe andato bene, ora lo avrebbero trascritto sulle pagine della bibbia.

phitio
Scritto il 25 marzo 2015 at 16:21

E poi , diamine John, non esiste niente di piu’ complesso e caotico dell’atmosfera terrestre, eppure delle previsioni meteo a 48 ore ti fidi abbastanza, no? Forse perche’ e’ da un po’ che ci prendono piuttosto bene?

Lo vedi che la complessita’ (e financo il caos) si puo’ modellare?

Per le previsioni di scenario, e’ piu’ che sufficiente il prenderci sufficientemente bene, non l’esattezza.

john_ludd
Scritto il 25 marzo 2015 at 16:51

phitio@finanza,

mica ho detto che i modelli sono inutili, ma sono modelli concettuali come peraltro gli stessi autori affermano. Lo stesso vale per il semplice ed elegante modello di Bardi (il dirupo di Seneca). Sono qualche anno che scrivo di peak oil, è il frutto di modelli, più precisi di quanto lo sia il modello del 1972 e i suoi eredi. Però… non ci puoi fare niente perchè il comportamento umano è istintivo, di gruppo (di gregge) e nessuno ragiona non dico a 30 anni, anche solo a 3, e se anche c’è chi ragiona in termini di specie (perchè è il suo mestiere) il comportamento è individuale e reattivo perchè così è stato geneticamente programmato. Vedi, tempo fa, pubblicai uno spiacevole riassunto del pensiero di Elisabeth Kübler-Ross, ricevendo una serie di improperi. C’entra eccome con il tema che sollevi tu. Beh, trovi tutti i riferimenti che vuoi, è talmente celebre (e importante). L’uomo ha memoria breve perchè sino a poche generazioni fa, era un elemento fondamentale per la propria sopravvivenza, doveva dimenticare in fretta i problemi, i lutti e di quanto fosse dura, breve e infame la sua vita. Oggi che disponiamo di diversi mezzi per rendere più lunga e migliore la vita e avremmo necessità assoluta di un diverso corredo comportamentale, ci ritroviamo a essere gli stessi cacciatori di 10 mila anni fa. A questo stadio evolutivo, noi siamo fatti così, possono esserci 10, 100, 1000 Phitio, Bardi o Ludd ma non contano una minchia, non possono modificare il comportamento degli altri 8 miliardi di una virgola, anzi neppure il loro se si trovassero in situazioni dove la logica o la razionalità sono un handicap; se ne scrivi la gente magari legge, può essere d’accordo o meno, ma poi scuote la testa e torna alle necessità di oggi, magari di domani, non oltre. E’ anche per questo che la storia è ciclica, perchè il comportamento è immutabile. Tra uno o due milioni di anni se siamo una specie biologicamente robusta esisterà nel codice genetico degli umani di quel giorno, un diverso codice comportamentale.

john_ludd
Scritto il 25 marzo 2015 at 16:56

phitio@finanza,

… è quello che tu definiresti “irrazionale ottimismo” ad averci portato sino qui attraverso migliaia di generazioni. L’assoluta fede che tutti i problemi si risolvono, che il domani sarà meglio dell’oggi, che gli errori di ieri non si ripeteranno, che l’ingegno dell’uomo alla fine prevale sempre e tutto il corredo che ci sta dietro. Questo comportamento non lo puoi cambiare, cambia da solo, ma con i tempi delle biologia evolutiva.

idiocrazia
Scritto il 25 marzo 2015 at 17:02

Come era evidente questo è diverntato un blog popolato in buona parte da decrescesti malthusiani l’ideologia che ha causato la crisi. Non c’é da meravigliarsi basta spaventare la gente è questa reagisce in maniera irrazionale (monti 80% consensi)
Come tutte le ideologie false, pagane e stupide passerà alla storia come un’ideologia criminale.

lukeof
Scritto il 25 marzo 2015 at 17:02

Per quello che posso dire è pressochè inutile disegnare sia modellistiche catastrofiche che sviluppiste.

Il sistema è appunto troppo complesso per essere “decodificato” o meglio simulato in qualsivoglia sistema anche di big data, per un semplice problema che non è nemmeno “computazionale”, ma è semplicemente l’impossibilità di immettere nel sistema “simulato” tutte le variabili in gioco.
Ad oggi si chiama “effetto farfalla” quello che appunto ci dice che in sistemi dinamici complessi una minima variazione di alcune condizioni provoca effetti in proiezione che possono essere catastrofici.
Il che è appunto replicabile in “modelli matematici” ma che i medesimi hanno appunto il problema di non poter essere alimentati con tutte le variabili in gioco.

Ed è anche per questo che personalmente oramai mando a cagare chiunque faccia l’economista o presunto tale e mi presenti diagrammi o calcoli fatti magari con un foglio Excel. Siamo a livello di astrologia pura, che siano essi keynesiani o monetaristi o qualsivoglia altra cosa.

Secondo me l’assestamento o il crollo o chiamatelo come volete è legato in realtà a dei fattori piu’ semplici di quelli che si vogliono far credere.
In altri termini quando una struttura complessa collassa (sia lentamente che velocemente) essa cerca “legami piu’ semplici” e razionalizza la struttura.

In questi termini è molto piu’ logico aspettarsi che ci sia una razionalizzazione dei sistemi produttivi con una produzione di beni primari e secondari “vicino” al luogo di effettiva fruizione, e non con una produzione lontana 10.000 chilometri, perchè i costi di spostamento anche solo a livello energetico e di logistica diventeranno “protagonisti” almeno e quanto il costo del lavoro.
Mi aspetto anche una decentralizzazione della produzione, riciclo e manutenzione (e dei servizi accessori) su tutta una serie di componenti che potranno essere prodotti “in loco” con facilità da piccole società con delle stampanti 3D anziche appartenere alla “filiazione principale” delle multinazionali decentrata chissa dove.

Mi aspetto certamente un collasso dell’attuale sistema finanziario, ma con modalità che saranno con ogni probabilità assai diverse da quelle che ci aspettiamo e/o preventiviamo, in quanto abituati a scenari diversi.
Con ogni probabilità il famoso “collasso” sarà “ritargato”, “ridenominato”, “compensato” e annacquato in maniera da risultare un processo “continuo” e dare il senso dell’irreversibilità e di una impossibilità di combatterlo.
La paura delle elites non è quella di “impoverire le popolazioni”, ma di un processo critico e rapido che inneschi un cambio totale degli obiettivi, delle persone e delle priorità della classe dirigente e “isolare” gli eventuali cambiamenti e/o tensioni come “locali” e circoscritti, nonchè differenziarli nel tempo.
E si badi bene non c’è nulla di “programmato” in tutto questo, purtroppo.

d
Scritto il 25 marzo 2015 at 17:17

aorlansky60,

Un segnale di ciò che potrebbe accadere: rialzo dei tassi USA
http://www.zerohedge.com/news/2015-03-25/bank-reclassify-quarter-trillion-securities-ahead-rate-hike

gnutim
Scritto il 25 marzo 2015 at 17:18

john_ludd@finanza,

però john in Grecia si sono altamente rotti i coglioni del pensiero comune, e le tensioni sociali all’ennesima potenza in tutto il globo sono in evidente controtendenza rispetto ai primi anni del dopoguerra.

Condivido praticamente quasi tutto di quello che hai scritto ma leggo tra le righe tue un senso di “ci ho provato e non è cambiato nulla”

Questo è umano sentirlo ma non deve essere una regola. Lo stesso lo si legge in alcuni scritti di Andrea.

Ti sei chiesto come mai nel 2014 e 2015 (con il conto energia azzerato) il fotovoltaico in Italia è rimasto in piedi grazie agli impianti di medio/piccola grandezza ovvero quelli sui tetti delle case?

Perchè le famiglie forse non sono così rincoglionite dalla TV e qualcuno si è accorto che qualche cosa sta raggiungendo il limite e si comporta di conseguenza.

Questo è solo uno stupido esempio ma a me fa capire che non tutto è detto che debba andare nella direzione data dalla generale inerzia. Vi sono paesi che veramente stanno cambiando.

Pochi per ora, ma uno non è nessuno e le persone che sono da esempio sono segni del tempo. Non vengono dimenticate.

Sti coglioni della fantafinanza verranno polverizzati dal tempo e dagli eventi, ricordalo

lukeof
Scritto il 25 marzo 2015 at 17:22

idiocrazia@finanza,

ROBERT J. SHILLER
Euforia irrazionale
Alti e bassi di Borsa

lukeof
Scritto il 25 marzo 2015 at 17:27

gnutim@finanza,

Caro Gnutim, c’è uno che si è dato la briga di verificare quale sia il limite effettivo oltre il quale il disagio sociale comporta la rivolta effettiva.
Ebbene ahimè il limite è costituito da 100 gr di pane e/o equivalenti al giorno.
Direi che siamo parecchio lontani dal raggiungere quel limite perlomeno in Europa, e invece tale “metro” ci fa capire come sia possibile che nel terzo mondo dove c’è la FAME vera come sia possibile reclutare terroristi in base a qualsivoglia delirante obiettivo o follia.

phitio
Scritto il 25 marzo 2015 at 17:44

idiocrazia@finanza,

Ma se stiamo propri a discettare , John in particolare, che le ideologie non cambiano di una virgola il destino di una specie, dato che i comportamenti sono scritti nei geni. :D

john_ludd
Scritto il 25 marzo 2015 at 17:47

gnutim@finanza,

perchè inerzia ? ho appena scritto che è il feedback (retroazione) il motore dei comportamenti. Ma ho anche scritto che tali comportamenti sono reattivi, ovvero avvengono quando la situazione è già insanabile. Il comportamento ottimale è quello di andare contro l’apparente stato di quiete in quanto si è compreso che non è stabile. Non è difficile comprendere che se si anticipa un probabile esito negativo aumentano di molto le probabilità. Solo che questo lo si comprende fattualmente solo a posteriori.

kry
Scritto il 25 marzo 2015 at 17:48

idiocrazia@finanza:
Come era evidente questo è diverntato un blog popolato in buona parte da decrescesti malthusiani l’ideologia che ha causato la crisi. Non c’é da meravigliarsi basta spaventare la gente è questa reagisce in maniera irrazionale (monti 80% consensi)
Come tutte le ideologie false, pagane e stupide passerà alla storia come un’ideologia criminale.

http://redazione.finanza.com/2015/03/24/russia-allarme-idrico-lago-baikal-scende-ai-minimi-da-oltre-30-anni-videonews/?_ga=1.121098504.1614591719.1387386665

john_ludd
Scritto il 25 marzo 2015 at 17:57

lukeof@finanza,

nel suo consueto grezzume messianico il personaggio cui rispondi ha in realtà ragione. La decrescita non è volontariamente possibile. Non siamo nelle condizioni di modificare il nostro comportamento di natura reattiva. Dato che il personaggio si vanta di letture che non è in grado evidentemente di coprendere, vale la pena di sottolineare che questo è esattamente quel che accade su minore scala con l’euro. Non lo si scambia per non perdere il presente, deludente e in peggioramento, ma come tutto ciò che non è sostenibile, non durerà, ma senza che vi sia un ragionato intervento anticipatore da parte di qualcuno, siano plebi o aristocrazie. Il danno verrà massimizzato, esattamente come l’ambiente, l’energia e tutto il resto. Ci si muove, come massa, sempre tardi, quando ogni altra opzione è esaurita.

aorlansky60
Scritto il 26 marzo 2015 at 08:27

@

grazie per la fonte

… … … … … …

@Lukeof

c’è uno che si è dato la briga di verificare quale sia il limite effettivo oltre il quale il disagio sociale comporta la rivolta effettiva.
Ebbene ahimè il limite è costituito da 100 gr di pane e/o equivalenti al giorno.
Direi che siamo parecchio lontani dal raggiungere quel limite perlomeno in Europa, e invece tale “metro” ci fa capire come sia possibile che nel terzo mondo dove c’è la FAME vera come sia possibile reclutare terroristi in base a qualsivoglia delirante obiettivo o follia.

Concordo completamente con quello che hai detto.

Da aggiungere, tuttavia, che non solo la “fame” attira potenziali prede verso il terrorismo;

anche l’IDEALISMO gioca un ruolo importante in questo, e l’ideale abilmente manovrato lavora in profondità fino a trovare terreno fertile nella mente di un giovane, non in quella di un vecchio (ormai disilluso dalla vita e dalle sue contraddizioni e che dalla vita ha ormai poco o più nulla da chiedere)

lo prova il numero significativo di giovani che sono stati reclutati direttamente in europa, e che quei giovani erano nativi del continente EU, in parte di etnia e religione Musulmana, ma in parte anche di cultura e tradizione Cattolica.

idiocrazia
Scritto il 26 marzo 2015 at 18:10

Hahahaha John ludd il grezzume messianico è proprio tuo, le persone come te tendono ad essere disoneste come hai spesso dimostrato di essere ma tu sei semplicemente un materialista-meccanicista ammesso che tu sappia cosa significhi

idiocrazia
Scritto il 26 marzo 2015 at 18:28

Quello che accade oggi non a caso è stato chiaramente previsto dal più grande filosofo russo Soloviev.
Nell’anno 1900 mentre il mondo vedeva prospettive di sviluppo e benessere improntate ad un laicismo di fatto materialista incarnate da Victor Hugo che aveva profetizzato: “Questo secolo è stato grande, il prossimo secolo sarà felice”.
Soloviev la vede in modo diverso e poco prima della pascqua dell’anno 1900 scrive:

“il secolo XX sarà l’epoca delle ultime grandi guerre, delle discordie intestine e delle rivoluzioni… dopo di che tutto sarà pronto perché perda di significato la vecchia struttura in nazioni separate e quasi ovunque scompaiano gli ultimi resti delle antiche istituzioni monarchiche… si arriverà alla Unione degli Stati Uniti d’Europa”. “L’anticristo ascenderà a governare l’Europa presentandosi come pacifista, ecologista ed ecumenista.”

Per Soloviev i problemi della vita e della morte, del destino finale del mondo e dell’uomo, resi più complicati e intricati da una valanga di ricerche e di scoperte nuove nel campo fisiologico e psicologico, rimangono come per l’addietro senza soluzione. Viene in luce soltanto un unico risultato importante, ma di carattere negativo: il completo fallimento del materialismo teoretico”.

E’ stato così che Soloviev riuscì a prevedere tanto bene il futuro sapeva che si andava verso il materialismo-mecccanicista una visione limitata parziale e superficiale della vita che per sua stessa natura traduce la crescita in bulimia e la decrescita in anoressia entrambe le visioni hanno un unico punto di contatto il materialismo meccanicista ed entrambe le visioni hanno disumanizzato completamente l’uomo la sua dignità il suo rapporto con l’ambiente è tutto vissuto in senso anti-umano.

Così come l’euro non è fascista ma social-liberista l’intreccio perfetto fra liberismo e socialismo che hanno entrambi un punto di contatto nel materialismo-meccanicista.

La crisi è pertanto antropologica la crescita insensata non è crescita è bulimia, la decrescita verde ed ecologista è anoressia e sono entrambe anti-umane.

Ripeto il tempo è galantuomo e tu probabilemnte in buona fede sei sempre stato fuori strada ma la cosa è comprensibile la paura gioca brutti scherzi

idiocrazia
Scritto il 26 marzo 2015 at 19:07

Per ribadire che nella vita ci sono le persone serie e i cazzari.

Non sono certo io che penso che l’uomo sia un banale bipede in balia di leggi più grandi di lui, l’uomo si pone al posto di dio non quando alimenta la ricerca scientifica la crescita o meglio l osviluppo, la sacra tutela dell’ambiente ma quando si fa prendere da ideologismi antiumani e tutte le ideologie antiumane sono distruttive. In termini biblici il diavolo nasconde la coda nei dettagli ma fa le pentole non i coperchi.

Soloviev sapeva di cosa si stesse parlando egli era amante della pace ma non pacifista, amante della natura ma non ecologista tutte le ideologie quando assolutizzate degenerano il rispetto della natura avanzato dagli anni ’70 oggi è visto in senso antiumano ed è quindi neo-paganesimo la fidderenza centrale fra il culto pagano di Gaia e l’eco-logia cristiana è che l’uomo viene visto nel paganesimo come semplice materia e come tale viene trattato, non ha scintilla divina e va pertanto disumanizzato, questa visione è la tua visione non è colpa mia se la hai scelta.

Serve la prova di quello che dico con piacere:

Nel 2009 commentando la possibilità che il rilascio di ormoni artificiali nell’ambiente potesse causare sterilità negli uomini il PRESIDENTE ONORARIO (non uno qualunque) del WWFFulco Pratesi ebbe a dire:
“Danneggiare l’apparato riproduttivo significa avere meno persone sulla terra già aggravata dalla smisurata crescita demografica. Rallentarla non sarebbe un danno ecologico. Tutt’altro. SPERIAMO piuttosto che non ne restino danneggiati i pesci.”

i pesci hanno diritti gli uomini no, a questo siamo arrivati alimentare i sensi di colpa per costruire vincoli esterni che siano l’euro o peggio ancora l’ambiente.

La tutela dell’ambiente è sacrosanta ma non si fa con l’anoressia programmata dell’essere umano che della natura fa parte.

Non c’è alcun rischio ideologico di sovrappopolazione e i dati empirici lo dicono chiaramente, l’uomo non è un virus che cresce all’infinito fino a distruggere tutto queste sono scemenze, l’uomo ha però la responsabilità di determinare le sue scelte se sono buone può prosperare se sono folli e criminali NO.

kry
Scritto il 26 marzo 2015 at 20:36

idiocrazia@finanza,

Idiocrazia Scrive:
26 marzo 2015 alle 18:28 …. Soloviev la vede in modo diverso e poco prima della pascqua dell’anno 1900 scrive: [ Immagino sia una festività RUSSA ]

perplessa
Scritto il 26 marzo 2015 at 22:22

ilcuculo@finanza,

IL pavimento mi pare sia stato superato da un pezzo.
http://finanza-mercati.ilsole24ore.com/reddito-fisso-e-tassi/pagine/dettaglioeuromot/dettaglioeuromot.php?QUOTE=!DE0001030559.MOT
e anche dai btp, della serie se li porti a scadenza ci rimetti, sfida all’ultimo cerino che fa rima con ..ino
http://finanza-mercati.ilsole24ore.com/quotazioni.php?QUOTE=!IT0003242747.MOT

aorlansky60
Scritto il 27 marzo 2015 at 08:27

@

“Soloviev la vede in modo diverso e poco prima della pascqua dell’anno 1900 scrive:

“il secolo XX sarà l’epoca delle ultime grandi guerre, delle discordie intestine e delle rivoluzioni… dopo di che tutto sarà pronto perché perda di significato la vecchia struttura in nazioni separate e quasi ovunque scompaiano gli ultimi resti delle antiche istituzioni monarchiche… si arriverà alla Unione degli Stati Uniti d’Europa.

L’anticristo ascenderà a governare l’Europa presentandosi come pacifista, ecologista ed ecumenista.

… … … … … … … … … … … … … … …

…e molto, molto altro ancora (mi riferisco all’ultima frase ovviamente…)

Se veramente ha predetto l’avvenire dello stato di cose come le descrivi, bisogna ammettere che questo tizio ci aveva visto giusto.

Un unica piccola correzione : non solo l’Europa (per quanto riguarda l’ultima frase) non solo quella…

«Esultate, dunque, o cieli,
e voi che abitate in essi.
Ma guai a voi, terra e mare,
perché il diavolo è precipitato sopra di voi
pieno di grande furore,
sapendo che gli resta poco tempo». (Rivelazione, 12:12)

… …

l’uomo si pone al posto di DIO non quando alimenta la ricerca scientifica la crescita o meglio lo sviluppo, la sacra tutela dell’ambiente ma quando si fa prendere da ideologismi antiumani e tutte le ideologie antiumane sono distruttive.

Troppo dispersivo.

riassumerei tutte le negatività e gli abomini dell’uomo
quando questi abbandona la Verità rappresentata dallo Spirito di DIO
per abbracciare la menzogna incarnata dal principe del mondo : satana.

Per poi pensare ed agire come satana gli suggerisce.

Dal principo dell’ordine di cose stabilite, esiste un sottile equilibrio tra due fattori determinanti, opposti e inconcigliabili, che l’uomo raramente riesce a discernere e percepire nella loro gravità :

il BENE e il male Il comportamento dell’uomo si gioca su questo equilibrio impalpabile.

Quando l’uomo crede di poter fare a meno di DIO ergendosi a dio stesso, non sa quel che dice, ne quel che compie.

sarebbe di sostegno per lui rammentargli quello che DIO disse per bocca del profeta :

«Uomo,
ti è stato insegnato ciò che è buono
e ciò che richiede il Signore da te:
praticare la giustizia,
amare la bontà,
camminare umilmente
al di sotto di » (Michea, 6:8)

kry

aorlansky60,

“Quando l’uomo crede di poter fare a meno di DIO ergendosi a dio stesso, non sa quel che dice, ne quel che compie. ” @@@ Diciamo che fa finta di non sapere che ripete il ” PECCATO ORIGINALE ” da cui ” Errare è umano perseverare diabolico “.

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