BANCHE POPOLARI: LONDRA, UN GOVERNO PER AMICO!

Scritto il alle 14:30 da icebergfinanza

 

Cercherò di essere il più sintetico possibile, in un Paese nel quale nessuno o quasi capisce nulla di finanza e quindi le volpi hanno gioco facile ad invitare i polli a fare la spesa per due settimane con 80 euro.

Renzi è fantastico, una manina morta come lui che arriva ovunque, a inserire una norma per salvare tizio o a fare un decreto per far contento caio, devo ammetterlo, il Paese non l’ha mai vista, spettacolare davvero.

Se lo raccontava un blogger qualunque figuriamoci complotti e spy story ovunque, ma forse se lo racconta il Corriere della Sera, forse, forse, anche se dubito, qualcuno si interessa… Quei movimenti (un po’ sospetti) sulle banche Popolari

Voci, segnali, indiscrezioni, indizi, generici nei contenuti, più precisi nel luogo geografico: Londra. Qui si sarebbe concentrata un’intensa attività sui titoli di alcune banche popolari quotate in Borsa nei giorni precedenti l’annuncio e il varo della riforma. Dieci gli istituti che dovranno trasformarsi in spa, sette sono sul listino di Piazza Affari tra cui i due big Banco Popolare e Ubi Banca, e tutti hanno preso il volo alle prime notizie sulla riforma. Londra, dunque, una delle piazze finanziarie più importanti del mondo, con il London Stock Exchange che sette anni facomprò la Borsa Italiana. Attività anomala sulle Popolari? Movimenti che potrebbero perfino far sospettare un caso di insider trading? (…) 

Siccome nella finanza, nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasferisce da una tasca all’altra, non si può dire nulla, sai ci vogliono le prove…

Considerando l’effetto dirompente che la notizia ha avuto sul mercato a partire da lunedì 19 gennaio, con rialzi a due cifre di tutte le banche coinvolte, è evidente quanto siano stati abili gli «accumulatori» di pacchetti. A fine settimana, nonostante le prese di profitto di ieri, il Banco Popolare, per esempio, registra un balzo del 21%, Ubi del 15%, la Popolare Emilia del 24% e Banca Popolare di Milano del 21%. E non sono titoli sottili che si muovono con un paio di ordini fuori prezzo. Ma lo scatto più spettacolare è quello della Popolare Etruria e Lazio di cui è vicepresidente Pier Luigi Boschi, il padre del ministro per le Riforme Maria Elena Boschi: +65%. È plausibile, dunque, che quelle posizioni «londinesi» siano state prontamente smontate con i titoli scaricati sul mercato approfittando da una parte dei rialzi e dall’altra dagli enormi volumi di scambio che garantiscono maggior copertura.

Solo un pochino sospetti, appena, appena, un’ombra figurarsi! Il papà della Maria Elena e anche il fratellino , tutti dipendenti della Popolare Etruria…

Banche popolari, l’istituto di papà Boschi e il “regalo”

Sfortuna vuole anche che la manina morta sia molto amica di Davide Serra, si l’amico finanziere di Renzi, quello che finanzia con generosità la Leopolda e l’ascesa politica di Renzi…

Il banchiere Davide Serra dietro il blitz di Matteo Renzi sulle Popolari?

Il colpo di mano di Matteo Renzi sulle Popolari ha lasciato una scia di sospetti che è il caso che qualcuno chiarisca. Ovviamente, quel qualcuno dovrebbe essere lo stesso premier. Dubitiamo, in verità, che lo faccia. Secondo alcune indiscrezioni, nella settimana scorsa presso gli studi londinesi del fondo Algebris si sarebbe svolto un  workshop avente ad oggetto il cambiamento della normativa italiana sul credito cooperativo. Niente di male, per carità. L’argomento , come sanno gli addetti ai lavori, è al centro di studi e seminari da molto tempo. Quel che desta curiosità è invece la circostanza che il seminario si sia tenuto in singolare coincidenza con il lavoro che i tecnici di Palazzo Chigi, nelle stesse ore, stavano facendo per confezionare il decreto legge, spuntato come un dardo a ciel sereno, nel bel mezzo del Consiglio dei ministri.

Ci aveva provato già nel 2008 … Il nostro interesse coincide con quello di altri numerosi investitori». Algebris ha peraltro una quota del 2% in Bpm. E anche su questo fronte Serra non risparmia le critiche. «È una banca situata in una delle zone più ricche d’Europa – dice – ma ha una delle valutazioni più basse d’Europa per sportello. Il cda e gli azionisti dovrebbero porsi la domanda. Secondo noi il fatto che 16 su 20 consiglieri siano nominati dall'”Associazione amici della Bpm” con forti radici sindacali non aiuta. I sindacati fanno normalmente il proprio interesse nel breve. Riteniamo che l’iniziativa del fondo Amber e della “Associazione Bpm 360°” sia meritoria e l’appoggiamo». E in futuro? Che accadrà con i fondi attivisti. «In un Paese come l’Italia, dove gli investitori istituzionali sono assai timidi, sono destinati ad aumentare».Sole24Ore

Ma ovviamente sono solo coincidenze, come il recente interessamento di Serra ai cosidetti NPL, non performig loans delle banche italiane.

Borsa: popolari in evidenza, spread e progetto su npl …

Sembra piacere agli operatori l’ipotesi rilanciata da Il Sole 24 Ore di una newco in cui cinque istituti cooperativi (Bpm, Bper, Creval, Popolare di Bari e BpVicenza) potrebbero far confluire i propri crediti problematici. A un veicolo gestito da Opera Sgr potrebbero andare non performing loans per circa 500 milioni complessivi. “Ipotizzando la cessione di 100 milioni di npl per ciascuna banca, ci sarebbe una riduzione dell’8% nello stock di sofferenze nette di Bpm e Creval e di 4% per Bper – e’ l’analisi di Equita – In caso di successo, non escludiamo che il progetto possa essere estesa ad un ammontare maggiore di portafogli e/o ad altre popolari.

La sintesi è questa il resto lo sapete!

Infine… Sollecitato dai giornalisti, il ministro dell’economia, Pier Carlo Padoan, ha giustificato la scelta di porre il limite a 8 miliardi di attivi come giusta soglia per “dare una scossa” al sistema del credito, “preservando però un sistema di governance che ha dato tanto” all’Italia. Ha però aperto, in futuro, a nuovi suggerimenti e ritocchi ai modelli di governo delle piccole banche, anche per rispondere al nuovo scenario di mercato europeo…

Ha però aperto, in futuro, a nuovi suggerimenti e ritocchi ai modelli di governo delle piccole banche, anche per rispondere al nuovo scenario di mercato europeo. Ha però aperto, in futuro, a nuovi suggerimenti e ritocchi ai modelli di governo delle piccole banche, anche per rispondere al nuovo scenario di mercato europeo.

L’unico ritocco possibile è mandare a casa questa banda di incompetenti al servizio della troika e del FMI.

Solo in Italia si pensa di svendere il nostro “migliore” strumento di politica finanziaria, mentre in Germania guai a toccare landesbanken, sparkasse e raiffeisen, ma in fondo non importa nulla a nessuno e cosi sarà fino alla svendita totale del Paese.

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15 commenti Commenta
aorlansky60
Scritto il 26 gennaio 2015 at 15:52

…ho letto recentemente da qualche parte (Reuters se non ricordo male) che “vendere una banca quotata a una popolare sarebbe cattiva pubblicità” e “fonte di cattivi segnali”…

domanda : che bisogno c’è di vendere una banca quotata a una popolare ??? :roll:

risposta : tu prova a prendere una banca quotata a caso (magari in area di influenza “di una certa parte politica”) nel panorama italiano, ultimamente in forte difficoltà per (assai) maldestra ed azzardata gestione -per essere buoni- avvenuta negli ultimi anni… che necessita di nuovi ingenti fondi per essere salvata (fondi che adesso non ci sono o sono di difficile reperibilità dato il momento) nonostante l’aumento di capitale avvenuto nel recente 2014… nonostante i “Tremonti bonds” di qualche tempo prima…

…e poi ti apparirà chiaro che a riforma avvenuta (la recente riforma delle banche popolari, ça va sans dire…), una fusione tra Mps e una delle maggiori popolari italiane non farà troppo storcere il naso ne ai mercati, ne a qualsiasi organo di vigilanza(se ancora esiste) ne a nessun altro…

logico e matematico (“politico” mi verrebbe da dire), non per caso… 8)

gnutim
Scritto il 26 gennaio 2015 at 17:48

a questo punto aspettiamo la svendita totale ai crucchi e ai cinesi delle ns banche, a quel punto ci sarà la nuova era, ci licenziamo tutti in massa e andiamo a costituire una nuova banca tutta italiana.

E a fanc..o gli altri.

Mica male come idea eh?

john_ludd
Scritto il 26 gennaio 2015 at 18:06

gnutim@finanza,

i cinesi non comprano le banche degli altri, arrivano con le loro. Banche di stato, che per andare sotto, deve prima affogare il loro padrone. Banche di stato, mentre ci si sciacqua le bocca con privato è bello, pubblico invece no. Banche che sono qui per finanziare imprese che hanno un futuro ma non hanno soldi perchè le banche italiane non li hanno più e le altre banche europee pure oppure ne hanno MOLTI di meno di quelle cinesi. Soldi a fronte di garanzie, come è sempre è stato per carità, e le garanzie sono il pegno sulle azioni delle società. Ma tranquilli, sia i cinesi che i tedeschi non sono qui per fare a pezzi le aziende ma per farle andare e guadagnarci… non licenziano la gente, la assumono… solo… che poi è a Berlino e a Pechino che decidono se qui da noi si fanno cioccolate o auto elettriche, lampadari o turbine eoliche.

E naturlmente, perchè usare i soldi propri quando (alcuni) italiani ne hanno a pacchi… offriamo loro l’implicita garanzia della seconda potenza planetaria con l’ambizione di diventare la prima e facciamoci dare anche i quattrini oltre che le competenze.

Però… dai… i cinesi sono comunisti… è sinistra, cazzo sono compagni, compagni, compagneros !

http://www.icbc.com.cn/ICBC/%E6%B5%B7%E5%A4%96%E5%88%86%E8%A1%8C/%E7%B1%B3%E5%85%B0%E7%BD%91%E7%AB%99/it/

d
Scritto il 27 gennaio 2015 at 05:39

john_ludd@finanza,

Effettivamente non posso immaginare una situazione più demenziale: un popolo che ha (ancora) un mare di risparmi, tantissime competenze professionali e lavorative che viene depredato in maniera così scientifica e sistematica.
In fondo i nostri politici attualmente al comando stanno soltanto facendo il loro lavoro: essendo assoldati da entità esterne stanno “consegnando” il sistema Paese agli stranieri. Nulla di personale, soltanto un lavoro da svolgere. Il problema sono gli Italiani: cervelli appigionati le cui circonvoluzioni cerebrali sono ormai ottenebrate da anni di spazzatura televisivi, finti dibattiti politici, ciarpame ideologico (destra, sinistra, cose insensate: tanto meglio sarebbe inter o milan). La realtà sembra inattingibile, ma si fa strada impietosa.

icebergfinanza
Scritto il 27 gennaio 2015 at 06:45

aorlansky60,

Questo articolo dimostra alla fine che è una trappola dannati bastardi!

L’aspetto che promette di suscitare più polemiche tra i vertici e i soci delle popolari, comunque, è un altro: il primo comma del decreto, rimaneggiato fino all’ultimo dai tecnici di Palazzo Chigi, dispone che via Nazionale possa limitare il diritto di recesso dei soci, “anche in deroga a norme di legge“, “laddove ciò sia necessario ad assicurare la computabilità delle azioni nel patrimonio di vigilanza di qualità primaria della banca”. Tradotto: i soci che volessero uscire dal capitale, opzione garantita dal codice civile in caso di “trasformazione della società”, potranno essere obbligati a rimanere se questo sarà necessario per scongiurare una riduzione del capitale sotto l’asticella fissata, ora, dalla Vigilanza bancaria unica esercitata dalla Bce. “Una scelta molto forte: parliamo di un diritto riconosciuto dalla legge”, spiega a ilfattoquotidiano.it Angelo Baglioni, ordinario di Economia all’università Cattolica. “C’è da aspettarsi che le disposizioni di Bankitalia chiariscano che si tratterà, perlomeno, di una limitazione temporanea per evitare un esodo di massa in corrispondenza con la riforma”. Ma è tutta da verificare la solidità costituzionale di una disposizione di questo tipo.

aorlansky60
Scritto il 27 gennaio 2015 at 08:00

@Icebergfinanza :

si, Capitano, vedo che hai estrapolato dall’articolo quello che più ha colpito anche me, leggendolo; roba da rimanere sbigottiti, 8O quasi da non credere.

sherpa
Scritto il 27 gennaio 2015 at 08:09

aorlansky60,

Renzi and his band.
Un bel concertino…. con molti fan.
C’è da essere preoccupati dal metodo con cui agiscono.
Lo definirei poco democratico a dispetto del nome (più che abusato) del partito.

aorlansky60
Scritto il 27 gennaio 2015 at 09:06

Icebergfinanza ha scritto : “Solo in Italia si pensa di svendere il nostro “migliore” strumento di politica finanziaria, mentre in Germania guai a toccare landesbanken, sparkasse e raiffeisen, ma in fondo non importa nulla a nessuno e cosi sarà fino alla svendita totale del Paese.”

… … … … … … … … …

John Ludd ha scritto : “tranquilli, sia i cinesi che i tedeschi non sono qui per fare a pezzi le aziende ma per farle andare e guadagnarci… E naturalmente, perchè usare i soldi propri quando (alcuni) italiani ne hanno a pacchi… offriamo loro l’implicita garanzia della seconda potenza planetaria con l’ambizione di diventare la prima e facciamoci dare anche i quattrini oltre che le competenze.”

… … … … … … … … …

D ha scritto : “Effettivamente non posso immaginare una situazione più demenziale: un popolo che ha (ancora) un mare di risparmi, tantissime competenze professionali e lavorative che viene depredato in maniera così scientifica e sistematica.”

— — — — — — — — — — — — — — — — —

Ho estrapolato queste frasi dai Vs scritti perchè dicono praticamente la stessa cosa, che coincide anche con quello che penso in materia;

gli avvoltoi conoscono bene cifre e statistiche, sanno bene che al contrario di Inglesi Francesi Tedeschi Spagnoli ed altri piuttosto indebitati complessivamente a livello privato, gli Italiani possono vantare una ricchezza privata molto elevata.
E’ soprattutto lì che fà gola il ns paese, soprattutto in tempi come questi; e sono certo che potrebbero decidere di prendersene una fetta cospicua, ciò che aspettano è solo un valido motivo che gliene dia possibilità di farlo; se è vero che su a nord le varie landesbanken e sparkasse hanno i loro bravi scheletri nell’armadio (bilanci non proprio da stare tranquilli…) i tedeschi, complici gli avvoltoi di Bruxelles e di Francoforte (ma non tralascerei di menzionare anche quelli di Londra…), hanno architettato un modo efficace per risolvere i loro problemi. E bisogna dire che ci stanno riuscendo bene, e non è che l’inizio se la storia continua a procedere in questa direzione, ovverosia se non avvengono cambiamenti tali da imporre un cambio di rotta al timone, tipo quello che si è verificato due giorni fà in Grecia, ma è ancora troppo poco… occorrerebbe che una frattura simile potesse accadere in un paese più forte economicamente e più numeroso demograficamente nella UE, tale da ribadire a burocrati e finanzieri che prima dei loro interessi cè da mettere quello dei popoli.

Per concludere riprendo la frase di D : “un popolo che ha un mare di risparmi, tantissime competenze professionali e lavorative che viene depredato in maniera così scientifica…”

Se metti insieme due fattori precisi, quali :

– un popolo non unito come lo sono altri, la cui lucidità è stata appannata ad arte nel tempo (media, tv, politica, etc)

– la complicità politica di un governo praticamente “filo-euro” & “filo-Merkel”

sommandoli appare chiaro come sia possibile riuscire a spolpare la ricchezza, dove esista. Il governo renzi ha cominciato a lavorare proprio su questo : alzare sensibilmente la pressione fiscale a tutti i livelli e a largo raggio in tutti i settori, anche lui sa bene che gli italiani dispongono di riserve private ingenti, e quindi ampiamente spolpabili. 8)

E’ emblematico ciò che ha ribadito Andrea Mazzalai circa la debolezza degli italiani come sistema rispetto alla coesione tedesca : “Solo in Italia si pensa di svendere il nostro “migliore” strumento di politica finanziaria, mentre in Germania guai a toccare landesbanken, sparkasse e raiffeisen”; su questo punto, l’unico dubbio è la proporzione, cioè quanto sia stato scelto e deciso dall’attuale governo italiano, e quanto da chi ne regge i fili su più a nord e “consiglia” verso sud… il tutto mi lascia propendere che molto sia stato deciso a Berlino e poi fatto digerire giù a cascata verso sud.

kry
Scritto il 27 gennaio 2015 at 09:36

aorlansky60,

…e quanto da chi ne regge i fili su più a nord e “consiglia” verso sud… il tutto mi lascia propendere che molto sia stato deciso a Berlino e poi fatto digerire giù a cascata verso sud. °°° Non è un caso che ultimamente si trovano sempre più commenti che a Monaco di Baviera ne hanno le …… piene dei parassiti di Berlino. :rol: :?:

john_ludd
Scritto il 27 gennaio 2015 at 10:21

Anche un cazzone da 10 e lode come il dittatore islamo fascista Erdogan potrebbe non riuscire a distruggere la propria economia. Da noi invece ci riesce il PD. Magico Renzie portaci in paradiso !

veleno50
Scritto il 27 gennaio 2015 at 11:41

Ad un certo punto non si riesce a distinguere il malato di mente da quello sano.Qualcuno volò sul nido del cuculo”
john_ludd@finanza,

mirrortrader
Scritto il 27 gennaio 2015 at 12:50

POrko Kane, ecco che è arrivato quello sveglio, Veleno50

d
Scritto il 27 gennaio 2015 at 17:59

aorlansky60,

Anche a Berlino le cose non sono così chiare come sembra. La Merkel non è che sia così ben accetta a tutta l’industria tedesca che vede con il fumo negli occhi le sanzioni alla Russia. E’ che l’appartenenza a certi club diventa nociva per chi ne è escluso…
Sarebbe una buona cosa leggere “Massoni” di Gioele Magaldi.
La differenza tra Italia e Germania è che da noi la gente in generale è molto più abbindolabile con lustrini, ammiccamenti e strizzatine d’occhi.

weoptions
Scritto il 5 febbraio 2015 at 18:24

Oggi si scopre che Davide Serra ha proprio nel mirino Banco Popolare, ma qualche giorno fa in WeOptions.com …proprio da un’analisi dei volumi sulle options weekly abbiamo ipotizzato l’insider trading sul titolo!!!

http://www.soldionline.it/notizie/mercati-esteri/apple-e-il-7-post-trimestrale-si-poteva-prevedere

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