PETROLIO…CADUTA SENZA FINE!

Scritto il alle 08:13 da icebergfinanza

Puntuale come un orologio svizzero anche il petrolio è arrivato al suo primo appuntamento con i famigerati 60 dollari al barile, ma non si è fermato è andato oltre …Immagine

 

Un rimbalzo del gatto morto ci sta tutto, ma il significato è chiaro! Non è finita, non è affatto finita, siamo solo all’inizio di una tendenza che non si fermerà tanto facilmente, e meno male che l’economia mondiale è in salute e che non ci sono più guerre o situazioni geopolitiche instabili, suppongo, ma come abbiamo visto recentemente insieme a Leonardo la rotta è tracciata…

Qualcuno sostiene che il collasso del prezzo del petrolio non è una così potente arma contro la Russia di oggi come si potrebbe pensare, come abbiamo visto insieme recentamente in MACHIAVELLI 2015: ESPLOSIONE DEFLATTIVA … che ha riscosso molti apprezzamenti…

Russia’s Unfazed by Falling Oil Prices

Russia has only about $678 billion in foreign debt, which it’s been vigorously paying down from the high of $732 billion reached at the end of 2013. (The US debt to foreigners has passed $6 trillion, and it’s growing.) It’s running a record-high budget surplus and a positive balance of payments. And it’s circumventing the dollar through trade deals. Even after spending $60 billion propping up companies starved of dollar liquidity, Russia has nearly $375 billion of foreign reserves. Although GDP growth has slowed from 2012’s torrid 4.25% pace, it’s still projected to come in at 1%, no worse than 2013. Furious about being locked out of SWIFT—the Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication, which helps facilitate international financial transactions—Putin has also ordered the Russian central bank to proceed with building its own national payment settlement system as an alternative.

Se qualcuno si illude che il problema sia solo la Russia ha sbagliato a fare i suoi conti, soprattutto se pensa che vi sarà un default russo, molti lo anticiperanno, credete molti di più di quelli che i mercati siano in grado di comprendere.

In fondo la razionalità dei mercati aveva compreso a fondo il fenomeno subprime, immagino!

Una sintesi di un recente articolo apparso sull’Economist dal titolo “Why the oil price is falling ” la trovate qui in italiano Il prezzo del petrolio   ma le reali implicazioni vanno ben oltre la sintesi, il rischio domino sistemico non è da sottovalutare e lo abbiamo esplorato insieme a Machiavelli.

Nondimanco, perché el nostro libero arbitrio non sia spento, iudico potere essere vero che la fortuna sia arbitra della metà delle azioni nostre, ma che etiam lei ne lasci governare l’altra metà, o presso, a noi… …e che li uomini  con la prudenzia loro possino correggerle, anzi vi abbino remedio; e per questo, potrebbono iudicare che fussi da insudare molto nelle cose…ovvero governare la sorte.

Per chi vuole contribuire liberamente al nostro viaggio cliccando qui sopra è in arrivo l’analisi “Machiavelli 2015: esplosione deflattiva!” orizzonti e visioni per il 2015. Il Tuo sostegno è fondamentale per il nostro lavoro…

Contribuisci anche tu LIBERAMENTE a tenere in vita un’isola di condivisione quotidiana nell’oceano infinito di questa tempesta perfetta …

Chiunque volesse ricevere le ultime analisi può liberamente contribuire al nostro viaggio … cliccando qui sopra o sul banner in cima al blog o sul lato destro della pagina. Semplicemente Grazie.

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32 commenti Commenta
vito_t
Scritto il 12 dicembre 2014 at 09:01

Andrea ciao, scusa vado leggermente fuori tema, … in altro post scrivevi di profitti Usa nel 3° trimestre al +2,2% se non ricordo male, molto al di sotto delle previsioni, ma su un articolo del sole ( per quello che può contare …. ) si dice tutt’altro, che addirittura sono sopra alle attese …
http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2014-11-24/wall-street-fa-45-record-un-anno-boom-liquidita-fondi-azionari-102348.shtml?uuid=ABhdNOHC
dovendo scegliere a chi dare ragionee sai benissimo …. che non è il sole, ma sono forse le due aree di riferimento che sono diverse, vale a dire, per te è l’intero paese mentre per il sole le sole aziende quotate ? …. e ancora un grazie per tutto ….

kry
Scritto il 12 dicembre 2014 at 09:28

“Sarebbe una consolazione per la nostra debolezza e per i nostri beni se tutto andasse in rovina con la stessa lentezza con cui si produce e, invece, l’incremento è graduale, la rovina precipitosa.”
Lucio Anneo Seneca, Lettera a Lucilius, n. 91

icebergfinanza
Scritto il 12 dicembre 2014 at 10:14

vito_t@finanzaonline,

Non so dove leggano i numeri quelli del Sole, forse nei fondi del caffè, io mi baso sui dati ufficiali della BEA il resto sono chiacchiere, quotate o non quotate… http://www.bea.gov/newsreleases/national/gdp/gdpnewsrelease.htm

Profits from current production

Profits from current production (corporate profits with inventory valuation adjustment (IVA) and
capital consumption adjustment (CCAdj)) increased $43.8 billion in the third quarter, compared with an
increase of $164.1 billion in the second.

Profits of domestic financial corporations increased $20.3 billion in the third quarter, compared
with an increase of $33.3 billion in the second. Profits of domestic nonfinancial corporations increased
$22.5 billion, compared with an increase of $134.3 billion. The rest-of-the-world component of profits
increased $1.0 billion, in contrast to a decrease of $3.6 billion. This measure is calculated as the
difference between receipts from the rest of the world and payments to the rest of the world. In the third
quarter, receipts were unchanged, and payments decreased $1.0 billion.

Taxes on corporate income decreased $4.8 billion in the third quarter, in contrast to an increase
of $45.7 billion in the second. Profits after tax with IVA and CCAdj increased $48.6 billion, compared
with an increase of $118.4 billion.

Dividends decreased $3.9 billion in the third quarter, compared with a decrease of $0.5 billion in
the second. Undistributed profits increased $52.5 billion, compared with an increase of $118.8 billion.
Net cash flow with IVA — the internal funds available to corporations for investment — increased $25.1
billion, compared with an increase of $133.4 billion.

The IVA and CCAdj are adjustments that convert inventory withdrawals and depreciation of
fixed assets reported on a tax-return, historical-cost basis to the current-cost economic measures used in
the national income and product accounts. The IVA increased $16.8 billion in the third quarter,
compared with an increase of $11.9 billion in the second. The CCAdj increased $1.2 billion, in contrast
to a decrease of $0.8 billion.

phitio
Scritto il 12 dicembre 2014 at 10:29

Questa volta il prezzo del petrolio potrebbe agevolmente sfondare al ribasso sotto i 30 dollari al barile.

Nel frattempo ho letto un paio di confidenze fatte da un insider dell’industria del Fracking. In breve, sebbene ufficialmente dicano che ad Eagle Ford pensanod id mettere a riposo i pozzi per qualche anno finche il prezzo non risalga sopra i 70 dollari al barile, in realta pare che non si metteranno a scavare niente nemmeno a 100 dollari a barile, perche’ il breakeven e’ piu’ in alto di quella cifra.

Ora ve lo dico con tutto l’affetto possibile: se pensate che il petrolio possa tornare a prezzi e volumi di vendita come nel passato, ebbene, cambiate idea.
QUesti tempi sono precisamente quello che definira’ il picco del petrolio, tramite cicli successivi ed alternati di distruzione di offerta e domanda che si rinforzeranno a vicenda per un certo periodo.

Le tensioni che si scateneranno nei prossimi due anni a causa di questo, cambieranno profondamente la cartina geopolitica terrestre.

E, ultimo appunto: dimenticate la crescita economica. Questa e’ roba che forse vedranno i vostri nipoti, non voi.

vito_t
Scritto il 12 dicembre 2014 at 10:43

Andrea , non avevo grandi dubbi, .. posso postare questo link su un altro sito ? … perchè forse qualcun altro da qualche altra parte possa aprire gli occhi come tu hai fatto fare a tanti !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

icebergfinanza
Scritto il 12 dicembre 2014 at 10:52

phitio@finanza,

Nessuno lo pensa io e Leonardo no di certo :)

tirlusa
Scritto il 12 dicembre 2014 at 11:24

Siamo in perfetta tempesta petrolifera e dov’è John Ludd? Mi piacerebbe sentire il suo punto di vista. Lui direbbe che ha già detto tutto ma in realtà sull’argomento aggiunge sempre qualcosa di nuovo.
A me questo calo cosi violento sembra una buffonata, fino a pochi giorni fa se ne stava tranquillamente a 100$ ed ora ha sfondato i 60$. Cosa è cambiato nel giro di un mese? La decisione dell’Opec? Ed è tale da causare un calo del 50% di una materia prima che prima o poi finirà e che quindi, indipendentemente dal ciclo congiunturale che si sta attraversando, nel lungo periodo non può che salire? Agli Usa sembrerebbe non convenire ma la loro potenza di fuoco non fa nulla per sostenere i corsi, alla Russia non conviene di certo….e intanto il Venezuela a breve dichiarerà default. Vuoi vedere che non appena ci sarà il default del Venezuela i prezzi ricominceranno a salire?
Capitano e voi tutti che ne pensate della Gazprom, io ho dato un’occhiata ai principali indicatori di bilancio e sembra una società in salute, ha appena concluso un accordo per una fornitura monstre alla Cina…….e intanto il decenalle in euro con cedola al 4,364% prezza 80!! A me sembra una buona occasione o pensate che si arriverà a un default del monopolista russo?

gnutim
Scritto il 12 dicembre 2014 at 11:43

scusa Andrea non ho capito il senso di questa tua frase: Se qualcuno si illude che il problema sia solo la Russia ha sbagliato a fare i suoi conti, soprattutto se pensa che vi sarà un default russo, molti lo anticiperanno, credete molti di più di quelli che i mercati siano in grado di comprendere.

Intendi dire che ci saranno un sacco di menestrelli che grideranno al default russo, invece il problema sarà un altro (tipo lo scoppio del debito degli HY USA)

icebergfinanza
Scritto il 12 dicembre 2014 at 11:54

tirlusa@finanza,

Nel breve può starci nel medio lungo è presto!

icebergfinanza
Scritto il 12 dicembre 2014 at 11:55

gnutim@finanza,

Tu lo dici…;)

madmax
Scritto il 12 dicembre 2014 at 12:08

A mio avviso il petrolio a 60 non stinto giu’ per la nuova guerra fredda non serve agli US ma soltanto ai paesi del Golfo, con tale prezzo l’industria del fracking si frakka :) e sparisce in una bolla cosi’ come e’ arrivata, e gli US senza shale devono ritornare mesti dagli arabotti, i quali oggi piu’ che mai hanno bisogno della presenza militare US che costa ai contribuenti 700 Miliardi di USD all’anno. In piu’ stanno cercando di rintuzzare la presenza cinese nel pacifico ed hanno aperto un nuovo fronte in Europa Orientale (Ukraina) per me stanno cercando di fare un po’ troppo e l’economia ne risente.
La storiella ben organizzata e’ sempre la stessa, la nostra economia e’ perfetta, tutto ok, peccato che sia successo qualcosa che ci ha rovinato la crescita, basta guardarsi indietro.
Il Settbre 2011 fu usato come scusa quando il crollo del GDP era presente gia’ da Marzo/Aprile, nel dopo subprime la crisi e’ stata accollata al problema del debito EU. Oggi siamo nelle stesse condizioni, magari dopo averci provato con l’Ukraina e con Daesh (isis) ci provano con il prezzo del petrolio.
Pensateci qualcosa non torna qualche anno fa, la situazione di oggi nel medio oriente e nordafrica da sole avrebbero fatto schizzare il petrolio oltre i 200 usd/barile, oggi scende??? Non esiste logica ma forse sta proprio qua il problema, oggi nessuno pensa per cui la logica non esiste.

gnutim
Scritto il 12 dicembre 2014 at 12:46

inoltre non dobbiamo dimenticare una cosa che nessuna racconta, l’efficienza dello Shale oil è molto più bassa del petrolio convenzionale arabo.

Il cosiddetto EROIE misura la quantità di energia prodotta a parità di energia immessa. Bene, per il petrolio convenzionale questo indice si aggira intorno a 40/60 a secondo dell’area, lo Shale oil è molto ma molto più basso: si parla di meno di 10.

Quindi il costo dello Shale sarà anche 60$ ma ne devono consumare molto di più per avere la stessa quantità di energia del brent classico e gli arabi lo sanno bene!!!!!!

veleno50
Scritto il 12 dicembre 2014 at 13:13

Gli Usa se smettono di pompare petrolio riescono a comprarlo in questo momento a quattro soldi se il prezzo cresce estraggono il loro e mantengono il prezzo relativamente basso.Chi la vuole da loro sono dei geni.Se qualche ditta di estrazione o perforazione fallirà per loro senz’altro non c’è problema morto un papa se ne fa un altro.bye

tirlusa
Scritto il 12 dicembre 2014 at 13:21

icebergfinanza,

Grazie, credo di aver capito

kry
Scritto il 12 dicembre 2014 at 15:46

veleno50@finanza:
Gli Usa se smettono di pompare petrolio riescono a comprarlo in questo momento a quattro soldi se il prezzo cresce estraggono il loro e mantengono il prezzo relativamente basso. Se qualche ditta di estrazione o perforazione fallirà per loro senz’altro non c’è problema morto un papa se ne fa un altro.bye

veleno50@finanza,

I papi ? Sembra che in america siano ben atrezzati per fare miracoli, sembra che ci sia già chi tappi i buchi di chi li fa e non solo nello shale. La società sembrerebbe la FED e la manovra QE.

kry
Scritto il 12 dicembre 2014 at 15:58

quesalid@finanza:
$550 billion Energy Junk Bond

http://davidstockmanscontracorner.com/550-billion-energy-junk-bond-bubble-busts-whac-a-mole-distortions-in-multiple-markets-2/

550 contro 18000 di debito pubblico nazionale uguale al 3% mi sa che non si pongono nemmeno il problema. Un ottima scusa per il prossimo QE.

madmax
Scritto il 12 dicembre 2014 at 18:05

gnutim@finanza,

Scusa ma tanto piu’ e’ alto l’EROEI tanto migliore e la fonte, l’energia usabile e’ maggiore. Con indice 40 ho 40 volte l’energia immessa, con 10 ne ho solo 10 volte. D’altronde per lo shale in generale devi continuate a drillare e frakkare e pompare acqua (tanta acqua) in pressione in maniera continuativa.
Conclusione l’oil classico e’ meglio :)

madmax
Scritto il 12 dicembre 2014 at 22:24

Ultimo commento notturno sul debito US:
Q4 2000 debito US: 5 662 216 milioni di USD
Q3 2014 debito US: 17 824 061 milioni di USD
Ovvero triplicato in 14 anni, vedo che insistete con il rafforzamento del USD ma con tali fondamentali non so dove possa andare :)

kry
Scritto il 12 dicembre 2014 at 22:47

madmax,

Già abbondantemente superato i 18000 dal 29 novembre http://www.usdebtclock.org/# ( aumenta di 1 al giorno e verso fine mese viene aggiornato ).

mirrortrader
Scritto il 13 dicembre 2014 at 09:23

guardate che nel mondo reale se il petrolio scende ci saranno problemi da una parte.. ma allo stesso tempo vantaggi da un altra. i blog piu letti disquisiscono solo del lato negativo. se parlassero anche dal lato positivo non li leggerebbe nessuno.
la stessa cosa dei tg, giornali ecc raccontano dei problemi. non dicono mai.. tizio ha fatto una buona azione con caio.. non gliene frega a nessuno.. ma che pippo ha rubato da gigi fa notizia.
la cosa si ripete tale e quale sui blog di economia. si parla solo delle cose sbagliate.. ma ogni azione porta con se vantaggi e svantaggi.
Quindi se il petriolio scende ci sono lati negativi e positivi.
i blog ora dicono che e un problema questa discesa.. ma era un problema anche la salita… e sempre e tutto un problema. Rischio c.. e un esempio perfetto. polemica continua. questo blog invece lo preferivo quando scriveva articoli piu approfonditi una volta a settimana. ora è diventato un po troppo plemico.
concludendo se il petrolio scende non credete ci saranno anche dei vantaggi?
ad esempio i voli aerei costeranno meno e potremo emigrare con meno soldi:)
oppure l.export costa meno esportarlo..

ora ad esempio crollano in borsa saipem eni ecc. ma erano solo salite troppo qualche anno fa..stanno tornando semplicemente al loro prezzo reale.

kry
Scritto il 14 dicembre 2014 at 01:39

mirrortrader@finanza,

Mi scuso in anticipo Mirror se te lo dico in maniera brutale ( visto anche l’ora ) ma che cazzo te ne frega se il costo del biglietto aereo costa meno ( magari per andare in mongolia ). Una volta che hai deciso non saranno certamente quei 500/600€ che ti frenano/o aiutano a risolvere i problemi di una vita. E’ vero che nel momento che i prezzi del petrolio scendono nel breve periodo ( ovviamente non in italia viste le accise ) i consumatori guadagnano ( sarebbe meglio dire risparmiano ) ma nel frattempo quanti abitanti dei paesi produttori subiscono il ribasso con un minore welfare ? Quante persone rischiano il posto in america nello shale? Quante persone rischiano il posto per i mancati investimenti futuri in tutto quello che sta dietro al petrolio? Quante persone rischiano il posto che lavorano nelle energie alternative e che con un prezzo inferiore del petrolio diventano meno convenienti? E noi tutti ci rendiamo conto di quanto stiamo rischiando magari , non so quando , nel giro di tre mesi di ritrovarci il petrolio da 50 a 200$ con un cambio con € di 1/1 e magari inferiore. Io mi son fatto un opinione l’equilibrio esiste e nello stesso tempo è un illusione sta a noi [ io ( a me) ] riconoscere l’attimo ovvero il presente/il momento in cui l’equilibrio si manifesta e a non confonderlo con la stabilità. Ciao.

groviglio
Scritto il 14 dicembre 2014 at 02:23

e quante persone nel mondo invece ci guadagnano , pardon, risparmiano(dalla discesa del prezzo del petrolio): una infinità , rispetto a quelli che ci perdono. non c’è paragone. breve termine? vedremo quanto durerà…anche l’italia(il che è tutto dire), che è immensa importatrice di greggio ne beneficerà, anche il suo pil e la bilancia commerciale. l’intero pil del mondo, in più analisti, ovviamente, stimano la crescita per questa condizione esogena imprevista…alcuni si spingono a valutare un +0.5% di pil mondiale in più per tutti questi dollari al barile in meno

siamo anche un po’ obiettivi…davvero quatdo il petrolio sale , non va bene, adesso anche quando il petrolio scende ,non va bene. eh santo cielo!

veleno50
Scritto il 14 dicembre 2014 at 10:36

kry@finanza,

500 /600 euro in meno di spese in un anno non sono niente grazie al petrolio? Il filo da realizzare il tessuto è quasi tutto in petrolio quindi pensa che risparmio negli acquisti nei capi di abbigliamento.La benzina nei (no logo)1,459 un risparmio di un buon 15/20% non sono benefici per i consumatori .Dal petrolio si ricava il polistirolo.poliesteri,la plastica,il pet per la sicurezza alimentare,concimi chimici,fertilizzanti,l’energia distribuita,anche per asfaltare le strade si usa il petrolio.Forse non conosci bene l’utilizzo del barile Kry.Sono più i benefici per tutti noi che il contrario, poi non conosco nessuno che si lamenti di questo ribasso, solo qui si cercano i peli nell’uovo.buona domenica

veleno50
Scritto il 14 dicembre 2014 at 11:55

Come dice un bravo giornalista l’energia a buon mercato è un ottima notizia per una parte del mondo ,ma le cause che ci stanno dietro non lo sono affatto.

kry
Scritto il 14 dicembre 2014 at 14:03

veleno50@finanza,

Ciao Veleno i 500/600€ erano in riferimento a Mirrortrade per un eventuale biglietto di sola andata per la mongolia. Comunque una FAMIGLIA media la cifra di 500/600€ non riesce a risparmiarla nonostante questo ribasso. In quanto all’utilizzo del petrolio e relativo risparmio può essere che non sia così informato so che la carta in genere sta ribassando. La mia , chiamiamola analisi , è globale ovvio che non fa bene un petrolio oltre i 100$ ma nemmeno a 60. Mentre per il barile conosco bene l’utilizzo che se ne fa in italia …. serve per raschiarne il fondo. Ciao buona domenica.

mirrortrader
Scritto il 14 dicembre 2014 at 18:10

Kry, il petrolio è il sangue dell’attuale economia.
Il suo ribasso del prezzo portera respiro alla maggior parte delle persone.
Perosnalmente credo sstia tornando sui 40 dollari, e che non vedremo grossi riazli a breve, poi di certo c’è solo la morte (e le tasse:-)

Ora perche sotto i 60 non va bene? Secondo me ti piace soffrire, e quindi ti crei i problemi che non ci sono.

Se ho una compagnia di shale oil, e sotto 80 vado in perdita, basta che mi sia coperto con un Futures a protezione di un ribasso del petrolio. Semmai il problema cè l’ha chi crea i derivati.

Credo anche che il petrolio basso aumentera i margini per le aziende, che sono alla canna del gas, e avremo un po di respiro globale (agricoltura, trasporti, ecc, estrazione materie prime, materie prime, ecc, caleranno di prezzo, infatit tutto è basato sul petrolio al giorno d’oggi).

Probabilmente il ribasso del petrolio sta suonando a morto la campana della deflazione, quella che fara saltare i debiti mondiali.

Fantasticando, potrebbero rilasciare a breve qualche nuova fonte di energia migliorata, ad esempi le centrali a Torio e cose del genere (ma qui siamo nel mondo della scienza/fantascienza/speranza)

mirrortrader
Scritto il 14 dicembre 2014 at 18:12

Il ribasso della carburante è perfetto, se fate i calcoli corretti, compreso cambio euro dollaro, e aggiungendo le accise del Rigor Montis, la benzina/gasolio sono al prezzo corretto.
Nel 2009 il petrolio arrivo a 40 dollari, ma c’erano meno accise, e il cambio eur/dol era doverso.
Non sono le compagnie petrolifere che vi fregano, è il governo e la mafia che ci sta dietro.

kry
Scritto il 14 dicembre 2014 at 20:22

Ciao Mirrortrader riporto quanto da te scritto 1) Perosnalmente credo stia tornando sui 40 dollari, e che non vedremo grossi riazli a breve, poi di certo c’è solo la morte (e le tasse:-) 2) Fantasticando, potrebbero rilasciare a breve qualche nuova fonte di energia migliorata, ad esempio le centrali a Torio e cose del genere (ma qui siamo nel mondo della scienza/fantascienza/speranza) ##### Secondo me è una contraddizione che va a smentire …Ora perche sotto i 60 non va bene? Secondo me ti piace soffrire, e quindi ti crei i problemi che non ci sono. Alle 1:39 ho scritto : Quante persone rischiano il posto che lavorano nelle energie alternative e che con un prezzo inferiore del petrolio diventano meno convenienti ? ( nel senso che non vale la pena fare investimenti soprattutto in ricerca ). Intendiamoci , io mi auguro di sbagliare…. e intanto continuo a scaldarmi a legna una fatica e una bellezza.

mirrortrader
Scritto il 14 dicembre 2014 at 22:32

Ci ho pensato questa sera. Tutti i calcoli sul risparmio energetico (quindi ammortamenti ) degli investimenti per risparmio energetico, potrebbero andarsi friggere.
Bhe cambia solo che invece di 10 anni ci metterai 20 anni a raggiungere il break even. Ma ci sono i costi di manutenzione ecc.
Non so cosa dirti, ma io i soldi me li guadagno giorno per giorno col sudore, e non ho nessun salvagente (cassa integrazione o altro).
Ognuno si arrangi, la vita è cosi, e in molte parti del mondo è molto piu dura di quello che abbiamo mai osato pensare, almeno per quelli della mia generazione.
E’ tutto come un grande Pendolo, onda positiva e negativa con varie frequenze, e non si scappa da questa legge immutabile.
Che ti devo di, se scende non va bene, se sale non va bene, allora deve stare al prezzo che vuoi te? Fissiamolo domani a votazione, magari sul blog dei grillini. E’ come il cambio euro dollaro, se sale non va bene, se scende non va bene, se sta fermo non va bene, non va mai bene , tutti questi mi sembrano (come dice un mio ex collega che ha vissuto in messico per anni) I PROBLEMI DEL BENESSERE.

kry
Scritto il 15 dicembre 2014 at 09:21

mirrortrader@finanza,

Hai ragione , da da pensare ” I PROBLEMI DEL BENESSERE “, intanto ho trovato questo , penso sia interessante. http://ugobardi.blogspot.it/2014/12/se-la-gigafactory-di-tesla-puo.html Ciao.

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