UN SOLO ORDINE…BOMBARDARE I SALARI!

Scritto il alle 07:00 da icebergfinanza

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In fondo è ferragosto, come puoi pretendere che gli italiani si rendano conto di quello che sta accadendo, le più spettacolari acroba…razzie della storia politica, le più demenziali proposte e idee avvengono sempre quando loro sono sotto l’ombrellone, speriamo almeno che si stiano leggendo un buon libro, VIAGGIO ATTRAVERSO LA TEMPESTA PERFETTA il nostro ovviamente. :D

Vi confesso che mi sto chiedendo per quale motivo sono qui a raccontarvi certe cose in fondo agli italiani non gliene frega nulla, loro tirano a campare sino a quando l’inevitabile sarà realtà, come la terribile deflazione salariale!

Probabilmente molti di Voi non conoscono Andrew W.Mellon e quello che accadde durante la Grande Depressione del 1929. Mellon segretario al tesoro americano dal 1921 al 1932, banchiere e importante industriale era una delle persone più ricche d’America, terzo contribuente dopo John D. Rockefeller e Henry Ford passò alla storia per avere pronunciato e consigliato all’allora presidente Herbert Hoover  le seguenti parole…

“Liquidare il lavoro, liquidare le azioni, liquidare gli agricoltori, liquidare l’immobiliare…eliminare il marcio dall’economia…”

Provate a chiudere gli occhi e immaginare quello che sta accadendo in Italia…

“Liquidare il lavoro… missione compiutta…liquidare le azioni missione stracompiuta… liquidare gli agricoltori…missione in corso, liquidare l’immobiliare…missione già a buon punto, eliminare il marcio dall’economia…obiettivo fallito… eliminare il marcio dalla politica…obiettivo strafallito”

Tornando a noi, dopo le spericolate e demenziali acrobazie della prima esibizione della leggendaria SQUADRIGLIA DEGLI ALESINI VOLANTI! In conclusione, la tanto vituperata e ridicolizzata idea dell’austerità espansiva non è affatto una stupidaggine se qualificata e calibrata all’Italia… eccoli di nuovo in azione, sempre loro intervistati da un manipolo di giornalisti che anestetizzano il dibattito in un’unica direzione, chiedendo pareri solo e sempre a coloro che hanno proposto ricette fallimentari… si deve consentire alle aziende meno produttive di far scendere gli stipendi “anche sotto il minimi contrattuali”, un’operazione che sarebbe “sempre meglio che avere una disoccupazione alta o un lavoro a tempo determinato”.

Il ritorno della squadriglia degli alesini volanti, in picchiata sui salari altrui e guai a toccare i loro.

Non importa se c’è una squadriglia di incapaci alla guida dell’azienda, il problema sono sempre e solo i salari.

Sono stanco di ripetere sempre e solo le stesse cose ad un Paese addormentato, chissà forse un giorno tra decenni quando avrò finito di scrivere il secondo libro, qualcuno capirà.

Per migliorare la competitività bisogna SOLO ridurre il costo del lavoro, tagliando i contributi sociali, e retribuzioni ovviamente e questo fuoriclasse dell’aviazione bocconiana è in procinto di essere ingaggiato da Matteo Renzi Conti pubblici, Matteo Renzi nomina una squadra di economisti

Uno che ti dice che non possiamo assolutamente uscire dall’euro prima delle elezioni europee, ma dopo che milioni di fessi hanno votato, sottolinea che piuttosto che ristrutturare il nostro debito è meglio uscire dall’euro è un asso delle giravolte, perchè sappiamo tutti che a queste condizioni una parziale ristrutturazione è inevitabile, prima o poi.

Noi non possiamo svalutare il cambio per rendere i nostri beni a prezzi convenienti, ma possiamo riprodurre gli effetti economici della svalutazione. Tagliando i contributi sociali pagati dalle imprese. Crisi, Guido Tabellini: “Non c’è altra via: giù salari e tasse

E’ una ricetta demenziale bocciata dalla storia EMPIRICAMENTE che ha prodotto solo macerie sociali e non venite a parlarmi dell’esempio tedesco o della riforma HARTZ IV perchè vi sommergo di prove di devastazioni sociali in Germania.

È il piano Giavazzi. Questo, però, farà salire il prezzo di quei servizi.
Non abbiamo scelta e comunque questo allontanerebbe la deflazione. Ma dobbiamo intervenire anche sul lavoro. Qui abbiamo un esempio.

Quale?
La Spagna, che è tornata a crescere. Bisogna ridurre il peso della contrattazione collettiva a vantaggio di quella aziendale.

Si lo potete vedere qui in una magistrale interpretazione di Alberto Bagnai Il miracolo spagnolo dove il miracolo della produttività spagnola …

 

…è dovuto essenzialmente a

il segreto della produttività spagnola non è lavorare meglio e meno, lavorare tutti! È lavorare pochi, lavorare molto (e zitti, perché alla porta c’è la fila). Chissà quanti straordinari non retribuiti ci sono in quel bell’aumento della produttività, che non è un aumento del numeratore (il prodotto), ma una diminuzione del denominatore (le ore lavorate, e quindi gli occupati, a parità di orario).

Chapeau Alberto un grafico vale più di mille parole alla salute degli alesini volanti.

Ma certo la soluzione migliore è questa se il capo squadriglia è un pirla che vota per l’euro o un fallito che non sa amministrare un’impresa…

Prosegue Tabellini…

Un’occupazione senza tutele e con salari bassi.
Sempre meglio che avere una disoccupazione alta o un lavoro a tempo determinato. Il dualismo tra chi ha tutte le tutele e chi non ne ha, c’è già.

Ma così la nostra domanda interna rimane ferma.
Però sarebbe compensata da una maggiore domanda estera.

Si in una depressione o meglio debt deflation globale, la minore domanda interna può essere compensata da maggiore domanda estera, si proprio come sta accadendo alla Germania ora, dove il loro pillino è andato in negativo, aspettando con trepidazione cosa succederà non appena…Russia: allo studio embargo contro import auto

No non è giust,o troppo facile combattere contro la squadriglia degli alesini volanti, si fanno male da soli, con la verità figlia del tempo, con l’evidenza quotidiana.

Il premier Matteo Renzi ha detto che “la crescita non si fa tagliando i salari”.
È chiaro che se i salari sono più alti c’è più ricchezza e più domanda. Ma il loro livello deve riflettere la condizione del Paese. Se sono troppo alti rispetto alla produttività questo ha un effetto negativo sull’occupazione. Non c’è antitesi. 

Non c’è antitesi ?

Continuate pure a leggere i giornali mainstream o ad ascoltare questi fuoriclasse alla televisione, noi intanto voliamo basso in attesa della verità figlia del tempo!

Il Tuo sostegno è fondamentale per il nostro lavoro…

Contribuisci anche tu LIBERAMENTE a tenere in vita un’isola di condivisione quotidiana nell’oceano infinito di questa tempesta perfetta …

Chiunque volesse ricevere le ultime analisi può liberamente contribuire al nostro viaggio … cliccando sul banner in cima al blog o sul lato destro della pagina. Semplicemente Grazie

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31 commenti Commenta
snapjibe
Scritto il 19 agosto 2014 at 08:29

Tutti questi personaggi che citi non sanno che ormai se le persone le riduci alla fame NON comprano più (nemmeno a rate) tutti quei prodotti (spesso inutili) che i loro signori vendono a prezzi fuori mercato.

Nei paesi dell’ex-blocco sovietico vigeva l’andazzo “tu fai finta di pagarmi io faccio finta di lavorare” ed il sistema è crollato.

Adesso nell’ex-blocco NATO (che si sta sfaldando tra USA da una parte ed UE dall’altra) assisteremo a “Tu non mi paghi ed io non compro”.

Il 50% di quello che compriamo è perfettamente inutile, difficile da smaltire e a prezzi spropositati.

Facci caso ma è tutto un vendere a stranieri industrie d’auto, case di moda e squadre di calcio.

Ciao

gnutim
Scritto il 19 agosto 2014 at 09:03

questa è una perla daleggere sotto l’ombrellone!!!!!!!!

Faccio girare subito!!!

ilcuculo
Scritto il 19 agosto 2014 at 09:49

https://www.youtube.com/watch?v=84ZO5KDzSCQ

da gustare sotto l’ombrellone o l’ombrello….

Senso del limite signori…da tutte le parti

lacassandra
Scritto il 19 agosto 2014 at 09:52

e intanto CAB Spagna riprecipita……http://www.elmundo.es/economia/2014/08/18/53f1ab6d268e3ed9658b4570.html

icebergfinanza
Scritto il 19 agosto 2014 at 10:15

ilcuculo@finanza,

Il tempo del senso del limite è finito…

fortunato64
Scritto il 19 agosto 2014 at 10:19

Grande Bagnai! Grande Andrea!

alfio200
Scritto il 19 agosto 2014 at 10:56

I contributi sociali così come sono vanno aboliti perché riguardano una sola categoria di lavoratori: i dipendenti con particolare riferimento a quelli delle grandi e medie imprese.

Giustissima l’abolizione totale di cassa integrazione e mobilità. Se poi la situazione dovesse migliorare (non so quando né come) introduzione del sussidio di disoccupazione sul modello degli altri Pesi europei.

Quanto alla malattia, può restare, ma va ristrutturata in modo da allargarla anche agli autonomi. Avere meno per avere tutti.

Tutti a preoccuparsi dei dipendenti e nessuno degli autonomi con studi di settore assurdi, tasse varie tra le quali la tassa sulle giacenze di magazzino (tassa sulle perdite).

Evidentemente, anche per l’ottimo Ice gli autonomi sono merde.

aorlansky60
Scritto il 19 agosto 2014 at 10:59

Snapjibe : « Il 50% di quello che compriamo è perfettamente inutile, difficile da smaltire e a prezzi spropositati. »

Tragicamente vero.

I prodotti attuali raramente propongono reale valore aggiunto per chi acquista, mascherando di fronte allo specchietto per le allodole che palesano in facciata praticamente il nulla dentro; un es. emblematico : uno smartphone di ultima generazione di marchi noti (apple, samsung) messo in vendita a 600-700 US $ possiede un valore reale intrinseco di 50 $ (se va bene)

Il paradosso è che sono oggetti simili che al giorno d’oggi sono in grado di muovere l’economia, per l’enorme bacino di interesse che attraggono. Prodotti peraltro non costruiti ne assemblati in EU ma sappiamo fin troppo bene dove.

reragno
Scritto il 19 agosto 2014 at 11:21

aorlansky60,

E qui sta il punto. Non si può sperare di far crescere l’economia con prodotti inutili.
Certo per la maggior parte delle persone con il cervello arrostito, maledettamente necessari, ma che in realtà non ci permettono di sopravvivere.
Bisogna al più presto rendersi conto di che cosa serve ogni giorno per vivere e abbondonare tutto il superfluo.
In realtà ormai da decenni tutto l’occidente ha demandato all’Asia produzione di quello che è essenziale e si vanta di aumentare i servizi. L’agricoltura italiana produce cereali che non vengono utlizzati per i prodotti alimentare, ma per generale l’energia delle centrali a biomassa.
Nel frattempo importiamo riso dall’Asia.
La logica del profitto a tutti i costi a scapito di qualsiasi principio di equa distribuzione della ricchezza ha i giorni contati.
Quando inzieranno gli embarghi seri, vedremo come gli Europei si scalderanno ( con gli iphone 6 probabilmente). Il colosso d’argilla, leggasi Europa, pagherà un conto molto salato degno della sua incapacità di gestire un cambiamento epocale.

icebergfinanza
Scritto il 19 agosto 2014 at 11:24

alfio200@finanza,

Quando parlo di salari parlo di salari quando parlo di Famiglia parlo di Famiglia quando parlo di autonomi parlo di autonomi…non mettetemi in bocca cose che non ho mai detto o pensato perchè se no mi …

reragno
Scritto il 19 agosto 2014 at 11:29

tanto per gradire………..e vedremo quando si parlerà di gas.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/08/19/ucraina-la-russia-minaccia-pronti-a-nuove-sanzioni-contro-usa-e-ue/1093731/

aorlansky60
Scritto il 19 agosto 2014 at 11:54

Reragno : « Il colosso d’argilla, leggasi Europa, pagherà un conto molto salato degno della sua incapacità di gestire un cambiamento epocale. »

Si, sembra che qualcuno sia ancora convinto che l’occidente è il padrone del mondo come lo era nell’epoca Vittoriana ;
il problema è che ne sembrano convinti soprattutto coloro che ci governano, non solo in Italia ma nella CE intera…

Ci accorgiamo solo ora -per chi è attento, e non è che l’inizio- cosa ha significato per l’occidente la fine della chiusura imposta dal comunismo e il termine del letargo di due paesi addormentati dal potenziale enorme (Cina e Russia, finalmente destatisi e apertisi verso i mercati) stracarichi di materie prime al loro interno che l’europa può solo invidiare, a parte qualche misero pozzo petrolifero nel mare del nord di proprietà norvegese e UK…

Quando vedo la CE balbettare timidamente verso Putin intimandogli l’alt, ho l’esatta sensazione di vedere un fenneck di fronte ad un leone… ci resta solo da sperare che il prossimo sia un inverno mite come l’ultimo appena trascorso…

snapjibe
Scritto il 19 agosto 2014 at 14:51

Un solo contrordine: resistere resistere resistere !

Naturalmente per resistere bisogna un po’ impegnarsi e tirar fuori l’intelligenza lasciata nel bollitore della tv e di facebook.

Poi ci sarebbe il passo successivo.
Uscire dall’illusione che eliminare le tasse alle aziende crei ricchezza.

Illusione che si basa sul dogma che così le aziende investono creano lavoro e se compri le loro azioni guadagni sia sul valore delle azioni sia con le cedole.

Nella realtà le aziende spesso NON investono (a parte in auto e barche per il management o la famiglia bollita di azionisti), assumono solo parenti e amici e se compri le loro azioni spesso perdi tutto il capitale e non vedi alcun dividendo.

Alcune magari investono e creano lavoro ma vengono spesso affossate (e qui la lista parte da lontano Div.ne Elettronica Olivetti, ENI di Mattei, CEAT Cavi, Optoelettronica Pirelli venduta alla Cornig con grassa stock-option per Tronchetti Provera ed i suoi fidi)

Ciao

alfio200
Scritto il 19 agosto 2014 at 15:20

icebergfinanza,

Più che giusto. CHIEDO SCUSA.

Solo che i dipendenti, bene o male “sopravvivono”, gli autonomi, no. Volevo solo dire che “per ora” non c’è “un’emergenza dipendenti”, mentre l’allarme rosso per gli autonomi (piccoli in particolare, ma non solo) c’è da parecchio tempo. Molti non sanno, tra l’altro, che con il contributivo i dipendenti vanno n pensione con l’80-90% dei contributi versati gli autonomi con il 60%!! Non è un po’… anticostituzionale!?

SCUSA ANCORA.

Chiarisco anche che non chiedo certo la guerra tra poveri (dipendenti-autonomi), ma molti dipendenti con cui mi trovo a parlare riconoscono questo stato di cose sbilanciato a loro vantaggio.

icebergfinanza
Scritto il 19 agosto 2014 at 16:54

alfio200@finanza,

Dai un’occhiata in cima al blog c’è una petizione unico a lanciarla in favore delle piccole e medie imprese che chiedeva a gran voce DUE ANNI FA quello che Draghi farà finta di fare a settembre, petizione ignorata da molti come tantissime altre cose.
Li c’è dentro anche la categoria degli autonomi! Abbraccio

stanziale
Scritto il 19 agosto 2014 at 18:15

aorlansky60,

Permettimi di dissentire: speriamo che il prossimo inverno non sia affatto mite….e che avvenga l’embargo all’import di auto in Russia…devono schiattare, anzitutto i baltici ….e se c’e’ l’embargo alle auto salta la culona!!! Vladimir Vladimirovic FACCI SOGNAREEE!! !!!

Dall’articolo sul suddidiario di Bottarelli rilevo invece che http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2014/8/19/SPY-FINANZA-Soros-e-la-scommessa-sul-crollo-dei-mercati/521129/
l’Argentina, che secondo gli euristi in particolare funny king sarebbe arcifallita, ha questi dati: rapporto debito/pil passato dal 166% del 2002 al 46% del 2013. disoccupazione passata dal 20% del 2002 al 7%. Pil cresciuto di 6 (sei) volte. Borsa + 300% negli ultimi 2 anni. Il buon bottarelli dice, l’unico difetto l’inflazione alta….ma forse e’ proprio grazie all’inflazione (che i ricchi odiano) che hanno raggiunto quei risultati (ed anche perche’ si sono liberati dell’ancoraggio al dollaro e delle multinazionali americane…)…maledetti americani/ue/euristi, ci hanno rovinato e ancora son li’ a raccontarci balle e a deflazionarci…..

dorf001
Scritto il 19 agosto 2014 at 20:03

stanziale@finanza,

ciao fiorentino. concordo con te. ma su un punto ti sei dimenticato di una cosa. quando dici speriamo il prossimo inverno non sia mite. cioè lo vuoi freddo. tu pensi solo ai crucchi?? pensa anche agli italioti. sepro che sia freddo e che la russia ci tagli il gas. cosi’ poi il popolo italiani deficente la capirà una volta x tutte. quanto è stato stupido a votare pdl e pd. che sono la nostra morte. me la faccio anche a me, tanto son abituato a soffrire. ma quella mandria di statali che han votato pd x 80€ in cambio del voto, devono provare sula loro pelle cosa ha combinato quello schifo di partito e x operaio chiamato fogna pd.
speriamo che in tanti di loro perdano lavoro. non è colpa mia se sono insulsi e di una ignoranza mega-galattica. questi capiscono solo le mazzate. bisogna toccarli sul denaro.

vedrai poi come urlano. sono abituati troppo bene. li manderei tutti a lavorare in fabbrica a catena. dopo allora capiranno cosa vuol dire lavorare sul serio. no x finta, e beccare uno stipendio di 1.300€ per cazzeggiare.

gli europei, per carità. sono le puttane dello zio sam. dei buoni a nulla.

come dice the saker : TI CONVENIVA FARE LA ZOCCOLA DELLO ZIO SAM ? ADESSO PAGA IL PREZZO

toh leggi qui e divertiti : http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=13771

by DORF

dorf001
Scritto il 19 agosto 2014 at 20:27

icebergfinanza,

hei andrea, tu che ami tanto la storia. come dici di solito? chi non impara dal suo passato è destinato a ripeterlo? si parlo dei crucchi. c’è su wiki un bel articolo sulla battaglia di verdun. tedeschi contro francesi. volevano farli fuori tutti. ma ala fine hanno perso. han perso la 2′ guerra mondiale, e perderanno anche la terza. leggi sotto : http://it.wikipedia.org/wiki/Battaglia_di_Verdun

Nei piani del capo di Stato Maggiore tedesco, l’importanza morale e propagandistica di un attacco a Verdun avrebbe fatto in modo che tutto lo sforzo francese si riversasse nella difesa di un caposaldo ritenuto di primaria importanza per la Francia. Lo scopo era quello di convogliare il maggior numero di truppe nemiche in un solo settore, per poi colpirlo con la massima potenza possibile con il violento impiego di artiglieria, in modo da infliggergli il maggior numero di perdite possibile.

e come a leningrado i tedeschi le prenderanno ancora dai russi. ben gli sta. ma proprio non capsicno una mazza!! hanno troppi krauti in testa. troppa birra nella panza.

stanziale
Scritto il 19 agosto 2014 at 20:55

dorf001@finanza,

Ottimo articolo, mi sono divertito. Mi ero infatti dimenticato di citare la finlandia dell’odioso olli Rehn….interconnessa al 60% con la russia…buahahahahahah…..spero che l’embargo russo diventi TOTALE…loro, la polonia e gli stupidi baltici….schiattare devono….oltre la kulona naturalmente…..vediamo se e’ la volta buona che salta questa fogna chiamata Ue…..

futuro
Scritto il 19 agosto 2014 at 22:59

alfio200@finanza,

Scusami se entro nella guerra tra poveri, ma perchè quando le cose andavano bene, gli utili degli imprenditori non venivano ripartiti tra i dipendenti?
Perchè dobbiamo essere tutti uguali adesso che le cose vanno male, mentre prima ai dipendenti le briciole e agli imprenditori la casa al mare, in montagna, al lago e auto da fuori di testa?
Provengo da un’azienda fallita e posso dirti che l’ex proprietario ha chiuso con un bel gruzzolo dietro le spalle grazie anche a una serie di leggi (vedi concordato) che gli hanno permesso prima di ridurre del 60-70% i suoi debiti, spalmando il rimanente 30-40% in 12 anni, sapendo fin dall’inizio che sarebbe comunque fallito (lo sapevamo anche noi dipendenti, ma il concordato è passato comunque).
In questo caso la legge ha tutelato, come in tanti altri casi, un imprenditore (se così si può chiamare), fregando tanti altri dipendenti e fornitori (imprenditori).
E non dirmi che i dipendenti sono creditori privilegiati (vero), perchè oggi come oggi all’asta difficilmente trovi chi acquista a prezzi tali da poter poi pagare i debiti accumulati prima del fallimento.
Intanto noi dipendenti siamo finiti in mobilità (notevole riduzione della mensilità) che durerà per pochi anni salvo, nel frattempo, trovare un lavoro che, come tu accenni, non è così facile trovare.
Carissimo Alfio non è una questione di categorie, ma è una questione di persone: tra gli imprenditori così come tra i dipendenti, ci sono settori che ancora tirano avanti e altri che sono in crisi nera e nei settori in crisi nera, ci sono autonomi, così come dipendenti, che riescono, grazie a intuizioni e magari a un po’ di fortuna, ad andare comunque avanti.
E’ una questione di sistema non di autonomi o dipendenti.

aorlansky60
Scritto il 20 agosto 2014 at 08:47

@ Stanziale : « permettimi di dissentire…»

figurati se non mi permetto, non possiedo certo la verità assoluta, come nessuno di noi; quella la possiede solo il Padre Eterno che si rammarica dall’alto nel vedere come gli esseri umani riescono incredibilmente a complicarsi la vita.

Certo che un inverno rigido qui da noi unito alle restrizioni che potrebbero essere decise dalla Russia verso l’UE se i rapporti non migliorano (ma per esserlo occorrerebbe che la questione ucraina venisse risolta alla svelta) sarebbe un bel problema in più…

Purtroppo la faccenda non tocca da vicino solo la Germania in fatto di export verso l’est, anche all’Italia viene meno una cospiqua cifra di affari, non solo sui prodotti agricoli ma soprattutto sul settore della meccanica (se è vera la cifra che ho letto ieri in un articolo correlato). Una tegola in più da aggiungere al quadro generale italiano piuttosto critico.

@ Futuro : ho letto il tuo ultimo intervento e purtroppo esso mi porta a collegarmi al fatto che il guaio è che non esistono più imprenditori tradizionali come una volta, almeno in italia, quelli che pensavano prima di tutto a creare valore aggiunto con i propri prodotti non solo per se ma anche per creare benessere nel tessuto sociale dei propri dipendenti; ma forse non è nemmeno colpa loro, forse è il segno dei cambiamenti dei tempi : quando gli imprenditori italiani si sono fatti attirare dalle muse delle finanza (inizio anni 90 più o meno) è girato il vento e le conseguenze sono arrivate nefaste sotto gli occhi di tutti. La politica italiana degli ultimi decenni è stata cieca e complice nel determinare la desertificazione della grande industria italiana. Quello che è rimasto è un condensato di piccole medie industrie che formano la base dell’economia italiana, una base fragile però, perchè le pmi per dimensioni e fatturato non possono investire in ricerca.

Peraltro, nel contesto storico che stà attraversando l’italia per come è messa da alcuni anni, ad uno che possegga velleità da imprenditore non conviene assolutamente mettersi in gioco -e di conseguenza offrire opportunità di lavoro- dato che sarà rivoltato e praticamente divorato da una pressione fiscale elevatissima quasi insostenibile; ricordo nell’estate 2012 quando il decennale italiano doveva per forza di cose offrire il 6,5% ed oltre di rendimento a causa della crisi dello spread, se io avessi posseduto una barca di soldi li avrei messi quasi tutti lì, ed è una scelta che sicuramente hanno fatto in molti (quelli che ne avevano la possibilità) chiudendo l’attività per riaprirla in Austria o in Ticino (o altrove appena fuori dai confini italiani) se proprio avrei avuto voglia di continuare un attività in proprio, cosa che di certo un paese come l’italia attualmente non ti invoglia a fare.

Temo che finchè durerà questa sbornia prolungata da finanza che le varie banche centrali hanno fagocitato inondando di liquidità i mercati (ma non famiglie e imprese) da alcuni anni, prima tra tutte la FED, per cercare di far fronte alla crisi, si parlerà assai più di profitti derivanti da azioni che non di prodotti da lavoro e da manifattura, almeno fino allo scoppio della prossima bolla che potrebbe fare anche più male di quelle che l’hanno preceduta.

sarei curioso di sapere il vostro punto di vista su un dubbio che mi stà venendo da alcuni giorni, dopo che Bankitalia ha cercato di spiegare l’enorme trend di crescita del deb pubbl 2014 col fatto che stà accrescendo la propria liquidità (oltre 100 mld € cash in pronta cassa) :

perchè se hai già un debito elevato, cerchi di finanziarlo facendolo crescere ulteriormente ???

forse perchè alle condizioni attuali (bassissime) conviene mettere grano in cascina in vista di tempi peggiori ???
(forse qualcuno in cabina di comando prevede un inasprirsi del ns spread a breve medio termine e stà agendo di conseguenza ???)

se penso che il tresury americano paga il 2,4% o giù di li -correggetemi se sbaglio- a confronto il ns che paga il 2,6% è ridicolo, perchè ben altre garanzie sono in grado di dare gli USA sul proprio debito rispetto all’italia sul suo (a parte che comunque possiamo sempre ricadere sotto l’ombrello di protezione della BCE con i vari esm, EFSF etc)… speriamo che questo non venga in mente a molti sottoscrittori del ns debito… se io dovessi investire i miei soldini sul decennale italiano al momento, altro che il 2,6% di interessi (e garanzie) chiederei per farlo…

mirrortrader
Scritto il 20 agosto 2014 at 14:51

Secondo me è giusto abbassara i salari.
Non vedo altre soluzioni.
La globalizzazione porta a questo.

alfio200
Scritto il 20 agosto 2014 at 17:02

futuro,

Diciamo che un tempo l’autonomo rischiava il proprio danaro, non aveva protezione sociale, aveva (ed ha) una pensione da fame (mediamente 650 euro al mese), ma aveva la possibilità, se era bravo e le cose andavano per il verso giusto, di arricchirsi o perlomeno fare un bel po’ di soldi.

Il dipendente aveva lo stipendio, non si arricchiva con quello, ma aveva una considerevole protezione sociale che l’autonomo non aveva.

Oggi il dipendente mantiene una protezione sociale ormai insostenibile, mentre l’autonomo non ha più la possibilità di “compensare” (vogliano dire così) con buoni guadagni.

In realtà, le due cose si sostenevano a vicenda…un ceto medio benestante permetteva con la tassazione il mantenimento di uno stato sociale che dava sicurezza ai dipendenti che a loro volta spendevano di più.

Ora il giocattolo si è rotto principalmente per il massacro del ceto medio operato dagli anni 90 in poi. Autonomi nella cacca e dipendenti che li seguiranno a breve (non è che me ne compiaccio, non fraintendermi, è solo una questione di numeri) perché questo welfare è ormai insostenibile.

alfio200
Scritto il 20 agosto 2014 at 17:08

Sì, certo…è una questione di sistema e non di persone. Assolutamente d’accordo.

eschite
Scritto il 20 agosto 2014 at 17:14

Al centro va messa la dignità del lavoro, se si fa questo significa che qualsiasi oggetto o merce che entra in Europa deve dimostrare di essere stata prodotta seguendo le stesse regole che valgono per la produzione al nostro interno, sia per i diritti dei lavoratori sia per il rispetto dell’ambiente .Ritengo sia completamente assurdo darci delle severe regole al nostro interno se poi mettiamo in concorrenza le nostre merci con quelle provenienti da paesi in cui si ammette la schiavitù dei lavoratori o dove non c’è rispetto per l’ambiente. Questo gioco al massacro serve solo a scardinare i diritti dei lavoratori ed a ridurre il nostro pianeta ad un immondezzaio. Mettiamo al centro la civiltà dell’uomo e ciò che un secolo di lotte della classe lavoratrice ha conseguito. Bisogna dichiarare guerra alla logica delle multinazionali, se molti pensano che ci siano scontri di nazioni ebbene si sbagliano, ci sono solo lotte di potere fra multinazionali che utilizzano gli stati come paravento. La logica delle multinazionali porta ad una nuova Schiavitù , è nei fatti. Se a qualcuno sembra logico che per essere competitivi si lavori 16 ore al giorno per produrre merce che non ci serve poi così tanto forse è meglio prepararci a lavorare in un orto producendo cose sane e naturali senza l’uso di prodotti chimici così come insegna il buon Pianesi facendo della poli coltura , almeno ne guadagneremmo molto in salute fisica e mentale .

mirrortrader
Scritto il 21 agosto 2014 at 00:40

Secondo me ce solo da abbassare la testina e confrontarsi con altre realta. Non ce piu trippa per gatti e i nostri salari devono livellarsi con il mondo globalizzato.
Non credo ci saranno altre soluzioni.
Se una paga in altri paesi è di 250 euro mensili… mi aspetto la media tra le due nel medio periodo.
Preparatevi a paghe di 800 euro.

icebergfinanza
Scritto il 21 agosto 2014 at 07:30

mirrortrader@finanza,

Se è giusto almeno fallo in fase di espansione e non in mezzo ad una depressione/debt deflation… Ussignur!

icebergfinanza
Scritto il 21 agosto 2014 at 07:32

Mi permetto di ricordare che… Il Tuo sostegno è fondamentale per il nostro lavoro…

Il Tuo sostegno è fondamentale per il nostro lavoro…

Il Tuo sostegno è fondamentale per il nostro lavoro…

Il Tuo sostegno è fondamentale per il nostro lavoro…

aorlansky60
Scritto il 21 agosto 2014 at 08:15

alfio200@finanza: futuro, Autonomi nella cacca e dipendenti che li seguiranno a breve (non è che me ne compiaccio, non fraintendermi, è solo una questione di numeri) perché questo welfare è ormai insostenibile.

Esposizione ineccepibile (ho quotato solo una parte ma intendo tutto l’intervento), impossibile darti torto.

Il problema di un welfare o di un sistema -definiamolo come vogliamo- ormai insostenibile in italia stà proprio nei numeri; forza inattiva (pensioni) non più compensata da una forza attiva (lavoro) adeguata com’era in passato; ed infatti in passato quando erano tempi da “vacche grasse” certi problemi finivano sotto il tappeto, mentre invece adesso abbiamo l’elefante che dormiva in soffitta che ha deciso di scendere e farsi una capatina in salotto… ad aggravare la situazione 1 mld € di cassa integrazione all’anno dovuti a tutti coloro che hanno perso occupazione causa la recessione ben nota… se va avanti ancora così (cioè se non ritorniamo a crescere) ed il ns rapp di deb/pil sfonda il 140% l’anno prossimo, voglio proprio vedere cosa succede e se tutti coloro che gridano anatemi -primi tra tutti i sindacati- verso coloro che provano a dire che nelle cifre attuali il sistema non è più sostenibile, manterrano la propria linea guida suicida per il paese.

Ho un amico che lavora nel pronto soccorso dell’ospedale della ns città, ebbene mi dice che da alcuni anni è un continuo via vai di extra com che vanno al pronto soccorso per farsi curare un attacco di influenza come una banale escoriazione… ora io capisco tutto, anche che questi quà non pagano nulla per la continua assistenza che dobbiamo dare loro… poi hanno tutte le altre agevolazioni possibili, servizi sociali a disposizione, primi nella lista in graduatoria di asili, case pop in affitto etc etc Per carità tutte cose giustissime e sostenibilissime in un economia a posto e che gira, ma allo stato attuale ????….

alfio200
Scritto il 21 agosto 2014 at 16:17

aorlansky60,

Grazie per il quote.

Anche il discorso extracomunitari è in realtà di natura esclusivamente economica. Un Paese con un 12% di disoccupati, ma se aggiungiamo cassa integrazione e lavori a tempo (molto) determinato, la percentuale aumenta di brutto, semplicemente…non ha bisogno di importare manodopera per cui, come osservi tu, gli extracomunitari possono solo aumentare la spesa sociale. In un sistema in crisi anche quelli che lavorano sottraggono quote di mercato agli italiani (dipendenti e autonomi). Dovremmo avere la disoccupazione a -10%, cioè carenza di manodopera, ma anche possibilità di sviluppo per autonomi, perché fosse giustificata “l’accoglienza”. La società multirazziale probabilmente non funzionerebbe comunque, però ci sarebbe una giustificazione economica, così, scusate se abuso di questo termine, è solo cacca…esplosiva con disordini (causa miseria generalizzata) prossimi a venire.

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