PENDING HOME SALES …FLOP!

Scritto il alle 11:00 da icebergfinanza

Mentre le paranoie s’involano sul tapering americano alcuni dati incominciano a filtrare dal mercato immobiliare e contrariamente alla vigilia dopo il dato di ieri, anche oggi verrà rilasciato il dato relativo ai permessi di nuove costruzioni e il “ritardato” CASE SHILLER INDEX paniere dei prezzi, mentre per l’avvio dei cantieri bisognerà aspettare ancora le prossime settimane.

Compromessi case esistenti Usa calano a minimo da dicembre 2012

In ottobre i compromessi su case esistenti degli Stati Uniti sono calati per il quinto mese consecutivo, scivolando al minimo da dicembre 2012. Hanno pesato il rialzo dei tassi di interesse dei mutui e l’incertezza a Washington sulla scia dello “shutdown” e del braccio di ferro sul debito, nonché il minore numero di proprietà disponibili per la vendita.

Il dato, riportato dall’associazione di settore National Association of Realtors, ha segnato un calo dello 0,6% a 102,1 punti. Gli analisti attendevano un rialzo dell’1%. Il dato è dell’1,6% più basso rispetto a ottobre 2012. Secondo Lawrence Yun, capo economista del Nar, lo shutdown nella prima parte del mese ha scoraggiato una parte degli acquirenti. “Le vendite potranno aumentare un po’ andando avanti, ma probabilmente non molto, dati i venti contrari”, ha detto.

Se non ci fosse stato lo “shutdown” sarebbe stata comunque colpa della luna o della neve.

La realtà invece è questa …

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

…senza il QEinfinity addio mercato immobiliare addio crescita!

La dinamica dei tassi è chiara ma come suggerisce la realtà empirica e la storia, nulla è per sempre, soprattutto le illusioni che vivono coloro che ritengono finita la luna di miele con il mercato obbligazionario.

Secondo SocGenerale quello che sta accadendo alle materie prime può essere visto come un indicatore anticipatore della minaccia di …udite, udite, di deflazione, materie prime che potrebbero ulteriormente correggere se la Fed avvierà il leggendario tapering invisible, e quindi il conseguente ed illusorio aumento dei tassi.

Il problema è che questo QE, questa dose massiccia di liquidità inserita direttamente nelle vene della speculazione invece che in quella dell’economia non funzionerà mai.

Come ha riportato il Telegraph il ministro delle finanze giapponese Takahashi Korekiyo nel 1930 mentre il mondo viveva la Grande Depressione,  ha trasformato la Banca del Giappone in un braccio armato del Tesoro e l’ha utilizzato per finanziare il deficit di bilancio, come sembra stiano facendo oggi mentre noi europei siamo qui ad ascoltare il timido Letta che si limita a dare dell’ayatollah ad Angelina e ai suoi sudditi, aspettando la presidenza europea tra sei mesi quando saremo tutti morti.

Ma in fondo è proprio questa la nemesi di questa crisi, i figli del principio di Peter, gli incompetenti permeati dal conflitto di interesse personale, insegnano, amministrano, dirigono, salgono in cattedra e non hanno alcuna responsabilità come i manager di questo turbocapitalismo, creano e distruggono, andandosene con buoneuscite milionarie.

Come direbbe Taleb…

A coloro che guidavano uno scuolabus bendati (e l’hanno sfasciato) non dovrebbe essere mai più permesso di guidare un altro scuolabus. L’establishment economico (università, autorità di regolamentazione, funzionari governativi, economisti al servizio di varie organizzazioni) ha perso la propria legittimità a seguito del fallimento del sistema. Sarebbe imprudente e insensato da parte nostra se ci affidassimo alle capacità di questi esperti per uscire da questo caos. Al contrario, bisogna individuare le persone intelligenti e con le mani pulite.

Ieri mi sono cascate le braccia ascoltare i professori made in usa e getta, cercare di paragonare, confrontare il rendimento atteso di un’azione (INCERTO) con il rendimento di un’obbligazione (CERTA) salvo default ovviamente. Ma come si può arrivare ad affermare che più alto è il dividendo, più alto è il rischio di acquistare o detenere un’azione.

Chi glielo spiega a dotti, medici e sapienti che il confronto, se impropriamente vogliamo farlo, si fa sul rendimento del debito almeno di pari durata. Solo ideologia, pura ideologia, disfarsi dello Stato, privatizzare qualunque cosa anche la propria madre.

Ci sono sempre le vie di mezzo, ma oggi siamo in guerra, una guerra ideologica fatta sulle macerie prodotte da trent’anni di ideologie fallite, soprattutto quelle della scuola di Chicago!

Immaginatevi le centrifughe di cervelli innocenti che quotidianamente avvengono in tutte le Università, per fortuna qua e la resta sempre qualche perla.

Come ho scritto nel mio libro …

“L’educazione finanziaria deve partire dalle giovani
generazioni, non può ridursi a una mera trasmissione di
nozioni, nozioni che spesso appaiono solo un pretesto
per inculcare una visione delle cose che nulla ha a che
vedere con la realtà. È importante incominciare a immaginare
un rotta che guardi al di là dell’orizzonte «scientifico
» dell’economia e della finanza, una «scienza» che
pensa di conoscere il prezzo di tutto, ma che spesso non
comprende il valore di niente. Come diceva Pascal, «il
cuore ha ragioni che la ragione non conosce».
Bisogna rifondare, nei giovani, una maggiore consapevolezza
e responsabilità sociale, al di là di qualsiasi ideologia.
È triste constatare come il dogma assoluto del mercato
con le sue leggi abbia sequestrato la libertà intellettuale
delle giovani generazioni, manipolando e proponendo valori
ritenuti «innovativi» spesso tracciati sulla sabbia piuttosto
che scolpiti nella roccia.
Non è forse stato il grillo parlante a suggerire a Pinocchio:
«Non ti fidare, ragazzo mio, di quelli che promettono
di farti ricco dalla mattina alla sera. Per il solito, o
sono matti o imbroglioni!». Certo è più affascinante seguire
i gatti e le volpi della finanza, sognare raccolti mirabolanti
nel campo dei miracoli, difficile è comprendere
quello che resta essenzialmente un problema culturale.
Non solo è importante istruire uomini e donne del futuro
che siano in grado di difendersi dalla complessità
del sistema finanziario, consentendo loro di migliorare la
propria conoscenza e consapevolezza dei rischi e delle
opportunità che il sistema offre, ma anche educare persone
in grado di comprendere il significato delle cose,
che siano in grado di riflettere sulle conseguenze e sulle
cause di una determinata azione economica e sociale,
che sappiano guardare anche a un sistema alternativo a
quello che permea la loro quotidianità.
La ricostruzione della scienza economica e della cultura
finanziaria deve necessariamente passare da una riscoperta
complementarietà tra la cultura umanistica e quella
scientifica, attraverso la filosofia morale e la sociologia,
l’economia cognitiva, la storia economica e politica, limitando
il peso della componente matematica pura.”

Natale è dietro l’angolo, regala un libro, regala CONSAPEVOLEZZA…

Dalla bolla dei tulipani nelle Fiandre del Seicento fino alla grande crisi di oggi, un diario di bordo sulle principali follie finanziarie che hanno messo in ginocchio l’economia mondiale.

Un libro per tutti, un linguaggio semplice che aiuta a comprendere come purtroppo la finanza ha sequestrato la Democrazia e la vita sociale delle nostre comunità!

Il libro ricostruisce – le varie tempeste che si sono succedute nei secoli e spiega perché l’avidità di profitto finisce per spingere gli uomini a ripetere i loro errori, a speculare sulle bolle e a fuggire rovinosamente dai mercati durante le depressioni.

Troppi burattinai del capitale giocano con la vita di milioni di piccoli risparmiatori. Troppa ignoranza finanziaria ostacola le scelte razionali.

Non un manuale, ma il racconto avvincente di come la politica e le istituzioni monetarie non abbiano potuto o voluto impedire il disastro.

Un viaggio anche attraverso una vera e propria «tempesta antropologica»,    prima che economica e finanziaria, alla radice umana delle crisi.

Per regalare il libro segui il seguente link …  IL NOSTRO LIBRO!

“Commodities può essere visto come un indicatore anticipatore della minaccia di deflazione. Poiché la politica della Fed è destinata a cambiare, con affusolate ora prevista per il 2014, i prezzi delle materie prime potrebbero correggere ulteriormente con l’aumento dei tassi negli Stati Uniti. E, questo calo dei prezzi delle materie prime riflette anche i timori di un forte rallentamento nei mercati emergenti. Nel complesso, “la maggior parte delle economie emergenti hanno fragilità di fondo”, secondo l’OCSE. In Cina, anche se Wei Yao, il nostro
Read more at http://pragcap.com/socgen-commodities-may-fall-further#mUzxgcsLbAjfhW9t.99

 http://icebergfinanza.finanza.com/files/2011/11/viaggio_attraverso_tempesta_perfetta.png

 

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23 commenti Commenta
giobbe8871
Scritto il 26 novembre 2013 at 15:40

Ci sono sempre le vie di mezzo, ma oggi siamo in guerra

SIAMO IN GUERRA.

Ci sono sempre le vie di mezzo, ma oggi siamo in guerra

ED IN GUERRA OGNI MEZZO è LECITO. :| :x

giobbe8871
Scritto il 26 novembre 2013 at 15:41


giobbe8871
Scritto il 26 novembre 2013 at 15:42

giobbe8871
Scritto il 26 novembre 2013 at 15:43

CON CHI STIAMO NOI ?

E I NOSTRI CAPI, ORA INCOMPETENTE, ORA PERFIDI ?

giobbe8871
Scritto il 26 novembre 2013 at 15:43

ENRICO MATTEI LA MENTE ECONOMICA DI DE GASPERI ….

dorf001
Scritto il 27 novembre 2013 at 00:11

Dal 9 dicembre l’Italia dice BASTA

http://www.iconicon.it/blog/2013/11/dal-9-dicembre-litalia-dice-basta/

L’Italia si ferma il 9 dicembre 2013
La data del prossimo 9 dicembre 2013 sarà ricordata come uno spartiacque: l’Italia che lavora da quel momento ritira il proprio consenso ad essere portata verso la rovina dalla sua classe dirigente.

In varie forme prende il via una protesta trasversale, che non ha il colore di alcun partito, ma che accomuna varie fasce della popolazione nella volontà di essere pacifica ma determinata a fermare la decadenza.

Qui di seguito riportiamo una serie di articoli che mostrano vari aspetti dell’evento che può cambiare il volto del nostro paese.

Da queste pagine in più occasioni abbiamo detto che la tradizionale protesta di piazza è un mezzo del passato, ma il malumore fra la gente è umano che assuma anche questi connotati e va testimoniato, visto il silenzio totale dei media di sistema sull’argomento.

Da Cerea (VR) la prima iniziativa

«Il 9 dicembre bloccheremo l’Italia». I gruppi del centro-nord Italia assieme ai Forconi.

Cerea (VERONA) – 2 novembre 2013

A Cerea di Verona, nella giornata di sabato 3 novembre, si sono incontrati i rappresentanti di gruppi e movimenti che han scelto di dire basta con le chiacchiere, le lamentele e le petizioni: vogliono passare all’azione.

La data e il giorno sono stati decisi, la “dichiarazione di guerra” ad uno stato nemico del suo popolo, è stata consegnata.

“Dopo decine di incontri su tutto il territorio nazionale, ci siamo nuovamente ritrovati – raccontano i membri del coordinamento fra cui Mariano Ferro, leader dei Forconi, Danilo Calvani del Comitato Riunito Agricoltori e altri – per perfezionare e allargare un coordinamento che farà partire la ribellione”.

Dopo l’esperienza fatta dai vari gruppi eviteremo di ricadere in alcuni errori di inesperienza commessi. Siamo giunti, PURTROPPO, alla conclusione che la rivolta è l’unica strada percorribile, non c’è altra alternativa”.

Rivolta? In che senso? “Il 9 dicembre prossimo bloccheremo l’Italia a oltranza, dalla Sicilia fin su a Pordenone”. Dalle Alpi alla piramidi.

Bloccare le strade potrebbe creare qualche disagio alla popolazione, ma è l’unica arma che abbiamo. Sebbene questa volta faremo di più.

Nel dettaglio dell’azione che porteremo a termine ci stiamo ragionando, ne daremo notizia nei giorni prossimi. Ci diranno che non è legale? Beh, quello che sta facendo lo Stato italiano a tutti noi è legale?

Qui c’è gente che si uccide, non ce la fa ad andare avanti, gli viene pignorata la casa dopo 50 anni di lavoro, viene massacrata di tasse, è regolare tutto questo”?

Si sta lavorando ad un volantino, che sarà divulgato ufficialmente appena sarà pronto. Il coordinamento, già esistente da mesi e comunque allargabile ai gruppi che si uniranno, avrà un responsabile che si occuperà di comunicazione.

……………e ancora……………

DORF

dorf001
Scritto il 27 novembre 2013 at 00:29

diceva PERTINI, forse il più grande e certamente il più amato Presidente della Repubblica che l’Italia abbia avuto:

quando un governo non fa ciò che vuole il popolo, va cacciato anche con le mazze e con le pietre.

giobbe8871
Scritto il 27 novembre 2013 at 02:09

dorf001@finanza,

“Il 9 dicembre prossimo bloccheremo l’Italia a oltranza, dalla Sicilia fin su a Pordenone”. Dalle Alpi alla piramidi.

CHE ECCEZIONALI PAROLE….

“Il 9 dicembre prossimo bloccheremo l’Italia a oltranza, dalla Sicilia fin su a Pordenone”. Dalle Alpi alla piramidi.

“Il 9 dicembre prossimo bloccheremo l’Italia a oltranza, dalla Sicilia fin su a Pordenone”. Dalle Alpi alla piramidi.
:P :D

giobbe8871
Scritto il 27 novembre 2013 at 02:15

ALCUNI MEMBRI E GRUPPI DEL COORDINAMENTO SONO:
Lucio Chiavegato, presidente Life; Mariano Ferro, Presidente de “I Forconi” (Sicilia); Giorgio Bissoli, Azione rurale; Augusto Zaccardelli, Segr. naz. Movimento autonomo trasportatori (Frosinone); Umberto Gobbi, NVPP (Non vogliamo più pagare); Eugenio Rigodanzo, Cobas latte veneto; Franco Paoletti, Cobas latte di Pordenone; Danilo Calvani, Presidente del Comitato Riunito Agricoltori e Dignita sociale (Lazio), Salvatore Bella, presidente Aitras Ass. Naz. trasporti (Campobello di Licata AG).

IL GRANDE LUCIO CHIAVEGATO 8)

giobbe8871
Scritto il 27 novembre 2013 at 02:16

dorf001@finanza,

ME SA CHE VENIO ANCHE MI A CEREA IL 9 DICEMBRE

giobbe8871
Scritto il 27 novembre 2013 at 02:21

LAVORATORI ?

kry
Scritto il 27 novembre 2013 at 02:26

Era il 30 gennaio dell’anno 2013 quando un anonimo e visionario blogger in compagnia del suo avvocato, un certo macchiavelli, scriveva che la francia sta per fallire (http://icebergfinanza.finanza.com/2013/01/30/esclusivo-la-francia-sta-per-fallire/) oggi dopo oltre nove interminabili mesi di gestazione si è accesa una luce in fondo al tunnel, si la luce di risveglio degli organi di disinformazione di massa dove evidenziano che http://it.finance.yahoo.com/notizie/nuovo-pericolo-per-eurozona-francia-112345426.html Ora, se non saremo morti prima, durante la presidenza europea riusciranno i nostri rappresentanti ( dubitando che ci sia ancora letta ) a far valere le infrazioni nei confronti dei nostri concorrenti oppure continueremo ad essere, gli unici, partner disposti a mantenere la posizione di pecorina e lasciare per l’ennesima volta la facoltà di scegliere agli altri?

gnutim
Scritto il 27 novembre 2013 at 09:39

dorf001@finanza,

cakkio, questa si che è una mossa potente, facciamo girare il link

kurskit@yahoo.it
Scritto il 27 novembre 2013 at 10:12

Intendo partecipare, spero che però ci siano anche proposte oltre che proteste. Perchè sennò, è solo tempo perso e danni per chi lavora, come al solito. Perchè i parassiti, se non vanno a lavorare perchè si bloccano la strada, si limitano a godersi la giornata di ferie, mentre gli altri, quelli che davvero lavorano, sono i soli danneggiati. Comunque un segnale è giusto darlo, ma il primo passo deve andare nella direzione giusta, sennò diventa solo un passo indietro.

mirrortrader
Scritto il 27 novembre 2013 at 10:48

Ottimio iniziativa di protesta.
Rimandendo in questo o in altri blog a discquisire della crisi e lamentarsi non serve a nulla.
Ci vuole azione.

mirrortrader
Scritto il 27 novembre 2013 at 10:50

Se siamo fiocchi di neve dispersi, ci sciogliamo al sole, se siamo in tanti, siamo una valanga.

mirrortrader
Scritto il 27 novembre 2013 at 12:29

Pardon,
Se siamo soli siamo fiocchi di neve dispersi, ci sciogliamo al sole, se siamo in tanti, siamo una valanga.

kry
Scritto il 27 novembre 2013 at 15:04

dorf001@finanza,

TAM-TAM TAM-TAM TAM-TAM occhio-occhio eppur si muove questa volta potrebbe essere la volta buona…….http://www.rischiocalcolato.it/2013/11/attenzione-il-9-dicembre-sapremo-di-che-pasta-sono-fatti-gli-italiani.html

kry
Scritto il 27 novembre 2013 at 17:41

——“Un numero insufficiente di banche europee è stato smantellato, scomparendo dai mercati”. Non sono le parole di un rivoluzionario che vuole abbattere il capitalismo, ma quelle di Andrea Enria, presidente dell’Autorità bancaria europea, in un’intervista al giornale tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung.

Enria prosegue presentando cifre rivelatrici : “Dall’inizio della crisi, nel 2008, sono scomparse solo 40 banche europee, contro circa 500 banche chiuse negli Stati Uniti. I governi europei hanno voluto mantenere in attività il maggior numero possibile di banche e questo ha frenato il processo di convalescenza.”

L’Autorità bancaria europea non ha sempre dato prova di lungimiranza. E’ stata accusata di negligenza e di negazione della realtà quando, nel 2011, aveva fatto eseguire stress test agli istituti bancari, per concludere che solo 9 banche fra tutte quelle esaminate avevano bisogno di rinforzare i fondi propri, per un importo complessivo di 2.5 miliardi di euro.
Oggi le dichiarazioni di Enria contraddicono, senza ammetterlo esplicitamente, quanto fatto due anni fa con gli stress test.

Le parole di Enria significano che in Europa esistono ancora troppe banche-zombie, che troppi crediti dubbiosi non sono stati ripuliti, che nei bilanci bancari la crisi ancora dilaga. Enria ammette che gli Stati sostengono ancora troppe banche contro ogni ragione economica, ossia unicamente per motivi politici.
Lui vorrebbe mettere fine a questa complicità colpevole, spiegando che l’Europa, nell’ambito dell’unione bancaria, deve attuare meccanismi di ristrutturazione e smantellamento di determinate banche. Ma sino ad oggi i dirigenti europei non si sono accordati sulla forma di questa risoluzione, alla quale sarà affidato il potere decisionale e che ne assicurerà il finanziamento. Il che lascia intravvedere lunghe battaglie.

Ci si dovrà forse aspettare che in futuro l’autorità di controllo europea proceda a fallimenti bancari, oppure a “ristrutturazioni” delle banche attraverso – come accaduto a Cipro – prelievi forzosi sui depositi, una pratica che starebbe per essere formalizzata da una direttiva europea.—— Ancora con la storia dei prelievi forzosi. Oltre ad una Norimberga della finanza, quando la nazionalizzazione delle banche come negli anni 90 nei paesi del nord europa?

dorf001
Scritto il 27 novembre 2013 at 19:14

giobbe8871@finanza,

kry@finanza,

mirrortrader@finanza,

bene bene, sembra che qualcosa si muova. intanto vi dico che, stranamente, 2 gg fà la mattina ad agorà pure quell’ebete di conduttore ha fatto vedere 5 minuti della riunione fatta a bovolone. e han detto a bovolone, e l’han fatta passare in rai, che siamo stufi di questi delinquenti al govern. massoni criminali complici dei banchieri. non sò come in studio nessuno dei politici ha fatto una piega. bisogna terrorizzarli ai politici. loro devono avere paura di noi.

mariano ferro, il capo dei forconi siciliano ha detto, noi terroni ci vogliamo unire con quelli del nord. bisogna stare uniti. e non faremo più l’errore della’ltra volta giù in sicila che abbiamo ceduto. che ci vengano pure a manganellare. per che cosa poi? è lo stato contro di noi che ci sta ammazzando. facciamo una rivoluzione gandhiana.

rifiutarsi di pagare le tasse è uno dei metodi più rapidi per sconfiggere un governo. Mahatma Gandhi

comunque hanno detto che si metteranno con i tir in mezzo alle autostrade e statali. possono parteciapre tutti. disoccupati e tutti. vedremo che succede. bisogna stare fermi 10 giorni, 1 mese se serve. vedremo come li pagano i carabinieri e le forze armate. se sti pirla stanno col popolo o coi politici ladri.

ultima cosa. guardate stasera la7 c’è paragone. e barnard. l’unica trasmissione contro corrente, contro l’euro, contro sta europa delinqeunziale.

by DORF

dorf001
Scritto il 28 novembre 2013 at 01:50

sentite cosa dice LUCIO CHIAVEGATO presidente LIFE veneto. qui : minuto 1 https://www.youtube.com/watch?v=msYheZWjrvw

e pre ad agorà danno dei cialtroni ai politici vedi qui : https://www.youtube.com/watch?v=iUE0v7haLoM

e per finire stasera su la7 barnard ha dato del criminale a napolitano. tutti hanno appaludito.

vuole essere denunciato per poterli portare finalmente in tribunale.

ma i giudici se la fanno sotto, hanno fifa. ecco che cosa abbiamo in italia.

DORF

gnutim
Scritto il 28 novembre 2013 at 10:31

attenzione sia il Venezuela che l’Indonesia tremano sui colpi dei deficit commerciali:

Il Venezuela sta ipotecando alle generose banche USA&getta il proprio oro che ha perso un terzo del proprio valore nell’ultimo anno

L’Indonesia ha raccolto un terzo del denaro richiesto nell’ultima asta di ieri.
L’Indonesia è uno di quesi paesi che stanno diventando importatori netti di petrolio:

http://mazamascience.com/OilExport/

il prossimo paese è l’Argentina

PS: grazie a Ugo Bardi e a John Ludd

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