IL TRAMONTO DELLA FIDUCIA, METODOLOGIE SPESSO INAFFIDABILI! ( aggiornamento sulle EXISTING HOME SALES )

Scritto il alle 21:46 da icebergfinanza

 

Come abbiamo già visto, spesso oggi il sistema economico è basato sulla continua ricerca di strumenti che testimonino il grado di fiducia del consumatore, dell’imprenditore, analisi e ricerche sulle tendenze e sulle percezioni che i principali attori economici hanno verso il futuro prossimo o lontano che sia.

Lo stesso sistema finanziario è basato sulla “fiducia”, che i vari operatori pongono nel mettere in essere le loro operazioni di investimento.   

In sintesi forse stà proprio qui il problema di questa ultima crisi, la mancanza di etica professionale da parte delle stesse agenzie di rating, che hanno tradito la “fiducia” che gli operatori del mercato ripongono nelle loro valutazioni, prima di investire i loro capitali.

 

Non possiamo limitarci ad applicare dei semplici quanto efficaci in sede di giudizio, “DISCLAIMER” dove ogni nostra opinione è ed resta un’opinione e non un consiglio di investimento, in quanto allora è meglio che ognuno di noi si crei una propria cultura finanziaria, per procedere secondo intuito o coscienza. 

 

Oggi come non mai è in corso la più massiccia dimostrazione delle debolezza strutturale dell’intero sistema finanziario mondiale, evidenziata dall’impero della carta finanziaria, un processo di finanziarizzazione che rischia di distruggere l’economia reale, il tessuto economico mondiale.

 

Abbiamo già visto insieme l’imponente cifra relativa alla diffusione di derivati finanziari nel mondo, ma nessuno penso possa conoscere la forza inarrestabile dello tsunami di una massa di prodotti finanziari che galleggia su un sottostante corripondente all’oceano dell’economia reale.

Tempo fà lessi che la dimensione di questo tsunami di carta corrisponde a circa oltre tre volte l’intero PIL mondiale e forse più con riferimento ad oltre il 40 % in azioni o componente debito.

La cultura di questo tempo passa attraverso la creazione di sofisticati strumenti finanziari in grado di attenuare il concetto di rischio, un processo di creazione e intermediazione di strumenti in grado di modificare qualsiasi sottostante economico reale.

La finanza creativa e strutturata costruita per supportare il fenomeno immobiliare ed in particolare subprime è un esempio evidente di come la socializzazione delle perdite e del rischio siano l’unico sistema per accellerare la privatizzazione dei profitti, una struttura dalla fragilità intrinseca supportata dalla assoluta sottovalutazione collettiva di strumenti mai realmente testati o adeguatamente valutati dal conflitto di interesse delle agenzie di rating.

Un esempio lampante dell’assoluta inaffidabilità del sistema di valutazione di strumenti che talvolta non sono assolutamente compresi nella loro intrinseca potenzialità distruttiva del sistema è quanto accaduto in questi giorni secondo alcune rivelazioni del Financial Times, Financial Times che è arrivato nelle zone d’ombra delle agenzie di rating, entità private non regolamentate, dove nessun ente regolatore potrebbe intervenire.

Secondo Reuters il  Financial Times ha detto di aver avuto la possibilità di vedere documenti interni di Moody’s dai quali emerge che i cosiddetti Cpdo, un nuovo tipo di derivati sul credito che consente agli investitori un’esposizione al rischio nel lungo termine puntando su titoli con valutazioni elevate, dovrebbero avere rating inferiori di ben quattro scalini, aggiungendo che l’agenzia aveva scoperto l’errore nel 2007.

CPDO, se mai non ne avete sentito parlare ecco uno delle migliaia di strumenti derivati concepiti dalla demenzialità dei druidi della finanza odierna. Constant Proportion Debt Obligation, con effetto leva di 10/15/20 volte il sottostante, rigorosamente derivato pure quello che sia CDX o iTRAXX non importa.

In sostanza nuovi derivati legati all’evoluzione dei Credit Default Swaps, un meccanismo correlato che in un crisi di insolvenza esponenziale si riflette sul prezzo dei CDS i quali a loro volta abbattono come un boomerang a leva la scommessa di 15/20 volte.

A proposito di crisi di insolvenza date un’occhiata a questi dati:

FRB: Charge-Off and Delinquency Rates; title with logo links to Statistical Release home page 

http://www.federalreserve.gov/releases/chargeoff/delallsa.htm

e se non basta leggetevi gli ultimi aggiornamenti……..

Commercial Bank Delinquency Rates Click on graph for larger image.

This graph shows the delinquency rates at the commercial banks for three key categories: residential real estate, commercial real estate, and consumer credit cards.

Credit card delinquency rates are at 4.86%, about the same level as the peak of ’01 recession. Credit card delinquencies peaked at 5.45% in the ’91 recession.

Commercial real estate delinquencies are rising rapidly, and are at the highest rate since ’95 (as delinquency rates declined following the S&L crisis). From the Fed: "Commercial real estate loans include construction and land development loans, loans secured by multifamily residences, and loans secured by nonfarm, nonresidential real estate."

Residential real estate delinquencies are at the highest level since the Fed started tracking the data (since Q1 ’91). thanks_to_CALCULATEDRISK!

e ancora tanto per concludere in bellezza……

Delinquencies for Alt-A mortgages rated between 2005 and 2007 are climbing, with total delinquencies rising as high as 17 percent in some cases, more than 6 percentage points higher than previous estimates, the ratings agency said in a report.

Lower-quality subprime mortgage delinquencies soared as high as 37 percent for mortgages originated in 2006, 4 percentage points higher than previous estimates, S&P said.

Subprime mortgages originated in 2007 saw delinquencies climb to almost 26 percent, 6 percentage points higher. from_REUTERS

…….di qualche rilevazione delle agenzie di rating, ci dobbiamo pure fidare o no!

Secondo il quotidiano britannico, Moody’s ha modificato la metodologia in modo da non ammettere l’errore. I prodotti sono rimasti tripla A sino a gennaio scorso, quando il deterioramento del mercato del credito ha portato a una serie di downgrade.

Un rigagnolo di 4000 miliardi di dollari che è confluito nell’oceano finanziario, dalle sorgenti rigorosamente finanziarie con 200 punti base sopra il LIBOR pure quello taroccato rigorosamente tripla A, nessun pericolo, quanta ingenuità in professionisti dell’ultima ora, assicurazioni e fondi pensione che ora devono scontare perdite superiori al 90 %!

Alcuni flebili distinguo sollevati da Fitch e Dbrs sono rimasti innascoltati.

Buona fede o no, questo è un sistema sostanzialmente fallito dai CDO subprime attraverso tutto l’oceano di derivati dell’ultima generazione sino ai CPDO, analisi basate sull’anestetizzazione del rischio, su un’oceano di liquidità infinita. Semplicemente demenziale, oggi si invoca il " BLACK SWAN " o cigno nero, ma di nero oggi vi è solo il futuro!

Oggi più che mai serve una seria regolamentazione da sbattere in faccia all’ideologia mercatista, servono prodotti semplici e trasparenti, non druidi e maghi finanziari e meno ingenuità, più professionalità tra gli operatori.

Nel frattempo quelli che alcuni chiamano effetti collaterali si fanno sentire….

MOODY’S_COMMERCIAL_PAPER_RATING_MAY_BE_CUT,_S&P_SAYS 

Abbiamo già visto nella nostra lunga navigazione alcune delle metodologie di rilevazione dei dati macroeconomici, il fallimento dei modelli di stagionalizzazione e di calcolo dell’inflazione, ma vediamo di farne un breve riassunto:

a) CES/NET B/D Model, modello che aggiunge virtualmente posti di lavoro sulla base di una presunta stagionalizzazione dei vari settori economici. Se ad esempio in primavera l’attività edilizia, tipicamente, registra un consistente ripresa allora vengono aggiunti nuovi posti di lavoro anche se oggi il mercato immobiliare in realtà è in una grande depressione.

b) Abbiamo già visto come basta abbassare il deflattore del PIL per permettere di avere un dato sostanzialmente diverso dalla realtà e quindi come nell’ultima lettura del PIL un dato positivo anche se un’inflazione al 2,6 % non corrisponde al 4 % delle ultime stime.

c) Si enfatizza quando aumentano le richieste di mutui ipotecari comunicate dalla Mortgage Bankers Association, ma non si ricorda che la MBA non è in grado di segnalare le richieste multiple. Ogni settimana aumentano e scendono le richieste come sulle montagne russe e a ruota seguono le richieste di rifinanziamento.

 Is MBA purchase index useful again.

d) Si segnala un aumento dei contratti di compravendita nel PENDING HOME INDEX rilevato dalla National Association of Realtors, ma nessuno vi racconta che gli annullamenti sono ai massimi storici e che quindi le case realmente vendute non vengono successivamente verificate.

e) Vi raccontano che il LEI ovvero il Leading Indicators emesso dal Conference Board, sale dello zero virgola e magari enfatizzando pure il fatto che questo significa solo contrazione e non recessione, ma non vi raccontano che è stato riconfigurato allontanandolo dalla realtà economica in omaggio all’impero della finanza. Abbiamo già visto nel precedente post come i fattori che hanno determinato il recente aumento del LEI siano essenzialmente finanziari a tal punto da far esclamare che questa non è una recessione ma solo un rallentamento economico. Aumento delle quotazioni di borsa sostenuto dal sistema, curva dei tassi manovrata dalla Federal Reserve e aumento dei permessi di costruzione nel Paese delle Meraviglie Artificiali, quando è il corso la più grande depressione immobiliare della storia e quando bisognerebbe smettere di costruire per contribuire alla riduzione degli inventari è l’ennesimo paradosso di questa NEW AGE economica.

Paul Kasriel, uno dei miei "maestri" un economista che espone in semplicità e trasparenza, nelle analisi dei suoi collaboratori su  NORTHERN_TRUST ricorda a tutti che …..Is premature rule to out recession.

Questo grafico è riferito a settembre dello scorso anno da notare ancora il sostegno dello S&P500 mentre i Vendor deliveries e le Consumer expectations sono finite dove noi tutti ben sappiamo.

 

Da mesi e precisamente dalla primavera dello scorso anno sostengo che il LEI ha da sempre puntualmente evidenziato ogni recessione ogni qualvolta scende per tre mesi consecutivi, non oggi, non ieri come fanno i maestri dell’Ovvio ma un anno fà.

Qui sotto ne avete la prova!

LEADING INDICATOR DELLE MIE BRAME E’ QUESTA LA RECESSIONE DEL REAME!

 

Ben pochi analisti, economisti e gestori in questi mesi hanno raggiunto la consapevolezza in riferimento alla recessione in corso, adirittura nelle tavole rotonde di fine hanno quasi nessuno di loro nelle prospettive per il 2008 aveva preso in considerazione la possibilità di una recessione a tal punto che questa si è manifestata nel dicembre dello scorso anno.

Io che non sono un economista, ne un analista, tantomeno un gestore, al massimo un piccolo ricercatore economico da più di un anno vado analizzando e condividendo dati e fatti che dimostrano il perchè di questa recessione.

Molti navigatori che sono saliti in questi ultimi mesi sul nostro veliero, spesso mi chiedono per quale motivo continuo ad arrampicarmi sugli specchi in riferimento ad una recessione che i dati non testimoniano, ebbene siamo in presenza di metodologie inaffidabili che sono semplicemente lontane dalla realtà economica, metodologie flessibili che sopravvalutano fattori finanziari e sottovalutano fattori del ciclo economico.

Ben difficilmente un sito come il mio verrà mai preso in considerazione dalla stampa ufficiale, in fondo un moscerino che nel suo realismo infastidice alquanto.

Qui avete altri spunti di riflessione…….

RECESSIONE O……NON RECESSIONE! Questo non è un dilemma!

 

LA PIRAMIDE DEL PIL AMERICANO: PERCHE’ QUESTA E’ UNA RECESSIONE!

 

Rigorosamente datati PRIMAVERA 2007 ! 

 

Vi sarebbe innumerevoli altre metodologie di rilevazione obsolete, non in grado di evidenziare il cambiamento di un ciclo economico, ricordo solo che da tempo la Federal reserve non pubblica più la massa M3, Money Supply and the End of M3, ricordo solo che al BLS sono stati ridotti i finanziamenti per le analisi e le ricerche e che recentemente il WALL STREET JOURNAL non un giornale qualsiasi, ma il primo giornale economico americano ha riportato la notizia  A_SLUMP_IN_ECONOMIC_INDICATORS 

ovvero, proprio quando alcuni indicatori tempestivi ed affidabili sono più richiesti, le risorse vengono a mancare, si chiude la rilevazione di alcuni dati essenziali e si ridimensiona il campione usato per produrre tali dati.

 

FEDS_SHUTTING_DOWN_ECONOMIC_DATA_SITE

Economicindicatorsgov

 

 

« «Ora quello che voglio sono i Fatti. A questi ragazzi e ragazze insegnate soltanto Fatti. Solo i Fatti servono nella vita. Non piantate altro e sradicate tutto il resto. Solo con i fatti si plasma la mente di un animale dotato di ragione; nient’altro gli tornerà mai utile. Con questo principio educo i miei figli e con questo principio educo questi ragazzi. Attenetevi ai Fatti, Signori!» »

Charles Dickens in " Tempi difficili "

Detto questo non resta che tornare ad occuparci del mercato immobiliare e della sua innarrestabile caduta, oggi verranno rilasciati i dati relativi alle abitazioni esistenti, mi auguro nel caso di un dato positivo, che il buon senso vi faccia andare in profondità nelle pieghe dei dati rilasciati prima di lasciarvi andare a dichiarazioni di smarrimento o incredulità, in quanto non vi è al momento nessuna possibilità di inversione.

 

Inoltre le dichiarazioni che verranno dalla National Associations of Realtors sono da sempre plasmate da un evidente " conflitto di interesse " nel prevedere ogni mese dietro l’angolo una svolta che tarda ad arrivare piuttosto che un’opera di " realismo immobiliare ".

Ieri vi ho parlato dell’imminente uscita dell’indice OFHEO, da mesi vi parlo di focalizzare la Vostra attenzione sulla dinamica dei prezzi immobiliari di cui alcuni di Voi hanno già ricevuto la mia analisi/ricerca, ebbene all’improvviso quasi prendendomi in contropiede,  l’ OFHEO comunica una sensibilissima frenata, un calo record prezzi del mercato residenziale in primo trimestre e badate bene si tratta solo di abitazioni garantite dalle agenzie federali FHA Freddie MAc e Fannie Mae. 

Una frenata del  1,7% rispetto al quarto trimestre 2007., statistiche federali a cura del  Office of Federal Housing Enterprise Oversight – che mostrano anche un calo di 3,1% nelle vendite di immobili residenziali rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.<!– –>

Questo è un dato che sorprende anche il sottoscritto, confermando se mai ve ne fosse bisogno che la prossima rilevazione dello S&P CASE/SHILLER Index ci mostrerà un vero e proprio crollo delle quotazioni, un indice il CASE/SHILLER che meglio dell’OFHEO ci indica la reale dinamica dei prezzi, in quanto prende in considerazione gli antipodi nella tipologia di mutuo, sia i subprime che i jumbo mortgage.

OFHEO casa indice dei prezzi La settimana prossima avremo una risposta, ma considerando che la Federal reserve utilizza l’OFHEO per valutare il patrimonio netto delle famiglie, home equity, credo proprio che ora più che mai la nostra attenzione si dovrà focalizzare sul rapporto crollo valori abitazioni / home equity delle famiglie americane, rapporto che determinerà la dinamica delle foreclosures e che quindi inevitabilmente porterà ad incidere sui valori degli inventari di abitazioni invendute che verranno riversate sul mercato in attesa di una svolta nella futura dinamica della domanda e dell’offerta. 

Comptroller Dugan Tells Lenders that Unprecedented Home Equity Loan
Losses Show Need for Higher Reserves and
Return to Stronger Underwriting Practices

WASHINGTON — Comptroller of the Currency John C. Dugan said today that accelerating losses in the home equity business show the need to build reserves and to return to the stronger underwriting standards of past years.

Home equity loans and lines of credit grew dramatically in recent years, more than doubling, to $1.1 trillion, since 2002. In part, that’s because of the rapid appreciation in house prices, the tax deductibility feature of home equity loans, and low interest rates. (…)

Consequently, once house prices began to decline in 2007, home equity lenders began to experience unprecedented losses. While losses have traditionally run at about 20 basis points, or two tenths of a percent of loans, they shot up to nearly 1 percent in the fourth quarter of 2007 and to 1.73 percent in the first three months of 2008.

Looked at in dollar terms, losses on all home equity loans, including HELOCs and junior home equity liens, rose from $273 million in the first quarter of 2007 to almost $2.4 billion in the first three months of 2008 – a nine-fold increase. And the largest home equity lenders are now saying that they expect losses to continue to escalate in 2008 and beyond, Mr. Dugan said.

In sostanza si tratta di un’accelerazione delle perdite nel patrimonio netto delle abitazioni a tal punto da indicare la necessità di creare delle riserve specifiche e ovviamente di tornare alla finanza " taradizionale " con codici di sottoscrizione che prendano in considerazione le reali capacità reddituali del richiedente.

Gli HELOCs sono più che raddoppiati in questi anni a circa 1100 miliardi di dollari dal 2002 e mentre le perdite sono storicamente riconducibili al livello di un 0,20 % dei prestiti nel quarto trimestre sono lievitate all’ 1% e 1ll’1,73 nei primi tre mesi del 2008.

Non c’è che dire, quintuplicate ed ora quasi dieci volte la media storica anche se recentissima, perdite quantificabili in 2, 4 miliardi di dollari nei primi tre mesi del 2008 dai 273 milioni del primo trimestre 2007 ed ora i maggiori equity lenders ci comunicano che cresceranno per tutto il 2008 e 2009

Infine anche Kasriel nel suo ECONTRARIAN ci dà un contributo sulla situazione attuale delle famiglie americane e del mercato immobiliare, non perdetevi questa analisi.

Households have been running deficits – i.e., spending more than their after-tax income – since just before the peak in the NASDAQ stock price index. There are only two ways to spend more than you earn – borrow and/or sell assets. Households have been doing both to fund their recent deficits. These two deficit-funding sources will dry up in the coming years, which will force households to, at least, attempt to begin running surpluses again. Regardless of whether they are successful in their attempt to run surpluses, growth in household spending on goods, services and tangible assets, such as houses, is bound to slow significantly in the coming years.

Chart 2

Chart 6

Concludo infine ricordando che per quanti credono in questo lavoro, in queste analisi e queste ricerche, la cosa più saggia è quella di rendersi conto che in questo periodo storico il rapporto rischio/rendimento è assolutamente negativo, la preservazione del capitale con strumenti liquidi che permettano di seguire l’onda lunga dei tassi interbancari è la miglior scelta possibile in attesa di una luce in fondo al tunnel.

Per coloro che inoltre intendono sostenere la navigazione del nostro veliero  ricordo la possibilità di lasciare un qualsiasi contributo per la manutenzione. Liberi di esprimervi come meglio credete, in fondo anche questo è un rapporto, che si basa sul libero riconoscimento di un piccolo servizio quotidiano.

AGGIORNAMENTO EXISTING HOME SALES ore 17.00

Dovevamo andare sul sito di MarketWatch per leggere un titolo consono all’ultimo rilascio delle Existing Home Sales: 

The US housing market weakened further in April, with a flood of homes coming on the market even as sales and prices declined, the National Association of Realtors reported Friday.

…………ulteriore indebolimento del mercato immobiliare nel mese di aprile, con una tsunami, marea, ondata chiamatela come volete di case che vengono immesse sul mercato con il conseguente declino dei prezzi di vendita …….

Resales have sunk 17.5% in the past year and are down 33% from the peak in 2005. ……..affondate cosi stà scritto del 17,5 % lo scorso anno e giù del 33 % dal picco del 2005!

Gli inventari crescono del 10,5 % a 4,55 milioni di unità invendute ………. e rappresentano un lasso temporale di 11,2 mesi necessari allo smaltimento delle corte siamo vicini al record storico di 11,5 mesi dopo di che parleremo della più grande recessione immobiliare della storia degli Stati Uniti, la percentuale di vendita più bassa da 10 anni a questa parte.

Calculated Risk il miglior blog con competenze assolutamente affidabili sul mercato immobiliare ci racconta che


Ecco perchè all’improvviso i mercati ritrovano tutta la loro consapevolezza perduta!

Nella mia analisi ricerca che alcuni di Voi hanno già letto vi sono tutte le indicazioni per comprendere dove la dinamica deflativa immobiliare ci porterà, siamo solo A META’ DEL GUADO ci stiamo avvicinando progressivamente all’OCCHIO DEL CICLONE e martedì il S&P CASE/SHILLER vedrà ormai i prezzi scendere verso un calo del 15 % per l’esattezza del 14,7 % come ho scritto nella mia analisi che verrà pubblicata in più puntate.

 

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16 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 23 maggio 2008 at 12:24

Da parte di Merril Lynch:

“La serie d’indicatori della settimana scorsa ha confermato che una recessione era cominciata nel primo trimestre di quest’anno”, ha scrittom David Rosemberg in una nota ai suoi clienti, che ricorda inoltre “Come si può avere una recessione con una crescita ancora positiva del Pil? Ebbene, questo si è già prodotto nel primo trimestre del 1980, nel terzo trimestre 1990 e persino nel primo trimestre 2001. Tutti questi trimestre infatti hanno segnato l’inizio di un periodo ufficiale di recessione, nonostante fossero positivi” ha spiegato David Rosemberg.

Scritto il 23 maggio 2008 at 12:43

…..scherzando si intende ma Voi lo leggete Icebergfinanza!!???

postato il 13 maggio 2008…..

vorrei solo ricordare a tutti che secondo la statistica, sempre che valga ancora a qualcosa, ogni recessione che si rispetti incomincia con un dato “ufficiale” positivo:

Nel 1980 nel primo trimestre l’aumento era del 1,09%, nel 1973, recessione di ben 16 mesi, il pil nel primo trimestre era ufficialmente un bel + 1,34 % mentre nel 1957 un + 1,78 %, nel 1948 addirittura una crescita del 3,61% con undici mesi di recessione mentre solo nel 1960 e 1969 si è avuta una contrazione del 0,05 % e 0,33 % rispettivamente. Ebbene a distanza di tempo variabile qui dati vennero rivisti negativamente non appena tutti i dati furono disponibili, potenza di una revisione.

Se mi permettete una battuta, non oso pensare quanto sarà lunga questa recessione visto e considerato che in passato la crescita nel primo trimestre era di natura ben più consistente.

;-§)) Andrea

Scritto il 23 maggio 2008 at 12:47

E adesso che farà il petrolio……..

Ce l’hanno fatta: il primo esperimento pubblico di Yoshiaki Arata di Condensed Matter Nuclear Science, meglio nota come fusione fredda è stato un successo. Poche ore fa all’Università di Osaka è stata dimostrata, di fronte a un pubblico qualificato, la realizzazione di quello che viene definito ormai “Arata Phenomena”.

La prova è stata compiuta facendo diffondere Deuterio gassoso su una matrice a struttura nanometrica di 7 grammi composta per 35% di palladio e per il 65% di ossido di zirconio alla pressione di 50 atmosfere, la metà della pressione di una idropulitrice per autolavaggio. Il calore, prodotto fin dall’inizio, e cioè in concomitanza dell’immissione del Deuterio, ha azionato un motore termico che si è messo in moto cominciando a girare.

Dopo circa un’ora e mezzo l’esperimento è stato volutamente fermato per effettuare le misure della presenza di Elio-4 a testimonianza dell’avvenuta fusione. Non sono state evidenziate emissioni di origine nucleare pericolose ( l’elio-4 è inerte). L’energia riscontrata è stata circa di 100.000 Joule, equivalente grosso modo a quella necessaria per riscaldare di 25 gradi un litro di acqua ( si tenga presente la modesta quantità della matrice nanometrica, 7 grammi).

Quanto all’Elio, la quantità è assolutamente confrontabile e compatibile con l’energia prodotta, ed è la firma inequivocabile dell’avvenuta fusione nucleare. Al di là delle quantità misurate, si apre ora un capitolo nuovo nella comprensione dei comportamenti e delle reazioni che hanno luogo nella materia condensata, comportamenti che sembrano differire dai modelli fin qui seguiti dalla fisica nucleare classica.

A partire da oggi inizia un’altra fase, altrettanto delicata, legata principalmente a due fatti: la ripetizione dell’esperimento con una quantità maggiore di Palladio-Zirconio per ottenere quantitativi maggiori di energia; l’estrazione dalla matrice dell’elio senza danneggiarla e poterla così riutilizzare.

Andrea

utente anonimo
Scritto il 23 maggio 2008 at 15:53

Non vorrei fare il guastafeste ma il palladio é un metallo raro, di aspetto bianco-argenteo, del gruppo del platino a cui somiglia anche chimicamente: viene estratto principalmente da alcuni minerali di rame e nichel.Temo che per estrarlo si utilizzi ancora il cianuro di mercurio e che il cianuro sia l’elemento di scarto.
Inoltre essendo raro dubito che possa rappresentare la soluzione che tutti auspichiamo.

Mas

Scritto il 23 maggio 2008 at 16:02

Caro Mas allora non ci resta che fare come i mitici FLINSTONES macchina a piedini e via più veloce del vento e un ritorno al mitico animale da aratro! Vedremo non abbiamo poi tanta scelta!

Comunico di aver aggiornato il post odierno con aggiornamenti relativi al mercato immobiliare.

Andrea

utente anonimo
Scritto il 23 maggio 2008 at 16:46

Per ora conviene la fissione !
Io nella fusione non ci credo molto ….. insomma non ricordate spiderman 2 com’è andato a finire ?
Ovviamente scherzo, ma dato che il capitano oggi mi sembra dell’ umore adatto ne approfitto !

Dal punto di vista corporate ti aspetti qualcosa Andrea ? Svalutazioni , fallimenti di piccole banche ?

utente anonimo
Scritto il 23 maggio 2008 at 16:48

(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Roma, 23 mag – “La prima fase
della crisi dei mercati e’ superata con 500 miliardi di
dollari di perdite; ora si va verso la seconda e sara’ un
credit crunch, non so di che dimensioni, ma ci sara’”. Rainer
Masera, banchiere di lungo corso, si riferisce al sistema
bancario internazionale ma ritiene che anche per le banche
italiane “ci sara’ qualche tensione”, con una stretta al
credito in conseguenza della forte domanda di capitali
attesa nella seconda meta’ del 2008 e l’anno prossimo.
Masera, intervenendo ad una tavola rotonda organizzata
dall’Abi in occasione della presentazione del rapporto sulle
semestrali, ha aggiunto che c’e’ una minaccia di crisi sul
mercato statunitense molto peggiore di quella dei subprime.
La minaccia e’ “che entrino in risonanza le abs sulle carte
di credito”. Un mercato, ha spiegato Masera, che vale 6,6
milioni di miliardi di dollari e “fa paura perche’ e’ molto
piu’ ampio del mercato dei subprime”. Masera, oggi alto
esponente di Lehman Brothers in Italia, ha quindi ribadito
le sue critiche al sistema del credit rating messo sotto
accusa per gli errori di valutazione emersi con la crisi dei
subprime: “non sta piu’ in piedi, va rivisto profondamente

Mas

utente anonimo
Scritto il 23 maggio 2008 at 16:54

Bravo Mas per la notizia ! La Fed salverà anche questo mercato ? i 600 $ di Bush quanto basteranno ? svaluteranno pian pianino o ci aspetta un giovedì da 29 ?

utente anonimo
Scritto il 23 maggio 2008 at 17:05

una considerazione sulla fusione fredda… chi è del campo ha sempre saputo che quella era una reazione nucleare. Si è taciuto per interessi (il petrolio?). Oggi la si sdogana perchè?

utente anonimo
Scritto il 23 maggio 2008 at 17:41

M3 in europa
la BCE lo vorrebbe a un rapporto 7 , mentre è a 10
quindi liquidità in abbondanza in europa
quindi prima o poi dovranno essere impiegati questi soldi
quindi se impiegati nell’azionario ,faranno salire tutte le borse

Scritto il 23 maggio 2008 at 22:07

Lasciamo che la recessione sia…dopo tutto non ci possiamo fare granchè…e soprattutto una recessione fa sempre pulizia.

utente anonimo
Scritto il 24 maggio 2008 at 00:41

10. magari fosse cosi facile…

utente anonimo
Scritto il 24 maggio 2008 at 11:54

Concordo con 12 che non è cosi’ facile. Nelle Borse vi sono titoli che da settembre 2007 hanno subito un bagno di sangue con perdite intorno al 70%, ed altri che più o meno galleggiano intorno ai massimi o mostrano modesti ritracciamenti. Se le prospettive reddituali peggiorassero nei prossimi mesi, peggiorerebbero per tutti, con possibilità di diffusi ripiegamenti. Non dico che torneremo ai livelli del 2003 (da notare che vi sono titoli che da allora sono in progresso del 100%) ma intanto la notevole liquidità del sistema mi rassicura se resta sul mio c/c e non investita in azioni.

Guido

utente anonimo
Scritto il 24 maggio 2008 at 15:17

Il problema è proprio questo:
La liquidità sul conto non basta a preservare il proprio denaro, potrebbe farlo solo se il tasso sui depositi coprisse l’inflazione (e non ci riesce nemmeno con quella ufficiale, figuriamoci con quella reale).
In realtà è bene che sia chiaro: i soldi lasciati sul conto diminuiscono, e questo perché le banche utilizzano i nostri soldi in modo che siano loro a coprirsi dall’inflazione lasciando a noi le briciole.
Per questo motivo sorrido ogni qualvolta l’investitore viene visto come speculatore, qualcuno che si vuole arricchire a scapito della comunità..
Costoro non hanno la più pallida idea di cosa accade a chi non cerca di fare fruttare il proprio denaro, chi non lo fa sperpera i propri risparmi e regala utili alle banche.
Quindi investire è una necessità, informarsi è un dovere, e lo Stato e la Scuola non fanno nulla per educare e far crescere la competenza nell’investitore .(Personalmente non credo sia un caso).
Fortunatamente blog come questo svolgono un compito fondamentale, aiutando la gente ad avere consapevolezza dei propri investimenti , stimolando l’approfondimento di molte tematiche, e non ultimo grazie ad Andrea a non perdere di vista i valori fondamentali che sono alla base dell’umanità, valori che di sovente sono stati messi da parte nel mondo finanziario ed hanno indubbiamente contribuito allo stato attuale delle cose.

Cerchiamo tutti nel nostro piccolo di non commettere gli stessi errori .

Mas

utente anonimo
Scritto il 24 maggio 2008 at 17:18

Caro Mas,
non sottovaluto l’erosione del potere di acquisto provocata dall’inflazione, ma nella situazione attuale tra un titolo di stato (anche meglio una obbligazione sovranazionale) al 3.2% netto e un titolo azionario che potrebbe perdere il 20% domani sto coperto e cerco di pazientare finché non verrà il momento di rientrare.
Nessuno ovviamente puo’ prevedere il top e il bottom del mercato, ma spero che tra qualche mese sarà possibile vederci più chiaro e ricominciare con prudenza a comprare titoli particolarmente sacrificati (magari di finanza etica?)
Guido

utente anonimo
Scritto il 26 maggio 2008 at 01:56

PER #9..

nel mondo purtroppo o per fortuna esistono grosse(grossissime resistenze al nuovo) e se crisi sara (come dice #11) permettera di prendere strade diverse.
Anche il costo alto del petrolio rende conveniente investire in nuove tecnologie.

Insomma niente è a caso, e in genere il mondo (nel bene e nel male) è perfetto come è. (anche se spesso lo si vorrebbe migliore).

Ci conto molto nella nuova energia, sono anno che ne seguo lo sviluppo, speriamo che i tempi siano finalmente maturi.

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Continuiamo la nostra serie di articoli sugli errori che fanno alcune persone usando le criptovalu
Ftse Mib: giovedì scorso, grazie al convincente meeting Bce che ha sorpreso in positivo i mercati,
In questi anni insieme a Machiavelli vi abbiamo spiegato per quale motivo sul mercato valutario
Mario Draghi nel famigerato meeting BCE della settimana scorsa non solo ha caldamente invitato i
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