BASILEA 3: BOOM ANNO NUOVO …VITA SEMPRE UGUALE!

Scritto il alle 09:47 da icebergfinanza

Come abbiamo più volte visto in questi anni, nella finanza, soprattutto nei bilanci delle grandi banche internazionali, nulla cambia, tutto è per sempre uguale.

Mentre in Europa, qualche fesso crede ancora che i nuovi standard approvati ieri non ostacoleranno la capacità delle banche di finanziare la ripresa andiamo a dare un’occhiata a cosa ne pensano in America dei bilanci delle banche americane, ma non solo perchè come ben sapete, mondo è paese!

Non un solo banchiere è ancora finito in galera per la criminale gestione dell’attività finanziaria che ci ha portato in questa crisi, sono tutti li a fare le stesse cose peggio e più a leva di prima.

Urge una Norimberga della finanza, la quale sta tuttora sequestrando la vita sociale e politica delle Nazioni e delle future generazioni.

Cosa c’è dentro i bilanci delle banche americane? In questi anni Icebergfinanza vi ha raccontato nei dettagli le fantasie creative, manipolazioni e ogni meandro del cosidetto sistema “ombra”, ogni particolare del cosidetto 3 livello o meglio del sistema “Mark to fantasy” che caratterizza ormai la grande finanza. NEMESI CONTABILI e LA FONTE DELL’ETERNA GIOVINEZZA

Some four years after the 2008 financial crisis, public trust in banks is as low as ever. . Sophisticated investors describe big banks as “black boxes” that may still be concealing enormous risks—the sort that could again take down the economy. TheAtlantic

E’ un lungo articolo ma vale la pena di leggerlo tutto soprattutto per coloro che solo adesso incominciano a comprendere quello che sta accadendo!

Dallo scandalo subprime a quello libor, questa accozzaglia di criminali se la cava sempre con immese liquidazioni e qualche inutile e insignificante multa.

L’articolo si conclude con … ” Forse c’è un lato positivo nella perdita di fiducia degli investitori sofisticati. La disillusione delle élites, lo sdegno popolare, potrebbero portare al cambiamento Senza una mobilitazione generale, tutto rimarrà opaco, non vi sarà mai consapevolezza e il marcio si diffonderà.

La gente deve conoscere come funziona il realtà il sistema finanziario, ma ho paura che se lo scoprisse vi sarebbe una rivoluzione, oggi, subito, adesso!

Come ho dichiarato più volte in questi anni, oltre la metà del sistema bancario mondiale è tecnicamente fallito. Secondo l’articolo in questione, un numero inquietante di ex banchieri hanno recentemente dichiarato che il settore bancario è fallito spesso e volentieri mentre diventavano ricchi pensionati e si spogliano della loro pelle da lupi portandosi dietro anche il vizio… When we asked Ed Trott, a former Financial Accounting Standards Board member, whether he trusted bank accounting, he said, simply, “Absolutely not.”

Abbiamo visto durante la crisi europea come un mondo popolato da psicopatici incompetenti possa arrivare a stravolgere il buon senso con regole che penalizzano i debiti sovrani e occultano miliardi di carta straccia e derivati nascosti nei bilanci delle grandi banche.

Ma torniamo all’Europa dove la musica è la stessa, anzi la leva è esponenziale come ben sanno i lettori di Icebergfinanza e tra derivati ed immondizia varia non c’è fretta nell’ attendere il diluvio universale.  E’ solo questione di tempo!

Ovviamente nella finanza c’è sempre tempo, si prende tempo, di diluisce il tempo, tra due anni, tra sei, nel frattempo l’economia reale muore.

Le nuove direttive entreranno in vigore il primo gennaio 2015, ma con una copertura del 60% che salirà gradualmente al 100% nel 2019. Ok all’utilizzo di stock di asset liquidi nei momenti di tensione. King: “Nuovi standard non ostacoleranno la capacità degli istituti di credito di finanziare la ripresa” 

MILANO – Più tempo alle banche per centrare i parametri di liquidità imposti da Basile 3: le nuove regole entreranno in vigore il primo gennaio 2015 ma con una copertura del 60% delle risorse necessarie a fronteggiare un eventuale periodo di stress sul mercato della raccolta di 30 giorni, che salirà gradualmente al 100% il primo gennaio 2019. Lo hanno deciso i governatori e responsabili delle autorità di sorveglianza del Comitato di Basilea sulla vigilanza bancaria, riuniti alla Bri (Banca dei Regolamenti Internazionali) che hanno approvato all’unanimità la revisione degli standard di liquidità (Lcr) per le banche:(…)

L’ANALISI.
I requisiti delle nuove regole sulla liquidità delle banche entreranno in vigore come previsto a partire dal primo gennaio 2015 ma con una copertura al 60% che sarà gradualmente elevata del 10% all’anno fino ad arrivare al 100% il primo gennaio del 2019. Questo approccio graduale – spiega il comunicato – è stato deciso “per assicurare che il Liquid coverage ratio (Lcr) sia introdotto senza creare scossoni all’organizzazione dei sistemi bancari nel finanziamento delle attività economiche”. In sostanza, le banche avranno più tempo per costruire le  proprie riserve di liquidità in modo che parte degli attivi  disponibili possa essere indirizzata al sostegno dell’economia reale. 

Balle non accadrà mai, mai, la storia lo insegna, la storia di questa crisi lo insegna, balle!

 Inoltre potranno essere inclusi nel cuscinetto di liquidità aggiuntiva chiesta da Basilea 3 anche – a certe condizioni – anche azioni e mortgage  backed secutirities (titoli di credito garantiti da un pool di prestiti  ipotecari). Nella prima versione di Basilea3, invece, i criteri erano più stringenti. “E’ un accordo molto significativo – ha detto King – Per la prima volta della storia degli organi regolatori, abbiamo un vero standard minimo globale per la liquidità delle banche. Approvare un programma scaglionato per l’introduzione dell’Lcr, e riaffermare che lo stock di asset liquidi di una banca è utilizzabile nei momenti di tensione, assicurerà che i nuovi standard di liquidità non ostacoleranno in nessun modo la capacità del sistema bancario globale di finanziare la ripresa”. Repubblica

Buona parte del sistema finanziario mondiale andava nazionalizzato, altro che banche d’affari, spazzando via il capitale di rischio, preservando il risparmio, senza ascoltare le balle di coloro che attraverso il ricatto del rischio sistemico hanno dato il via al più imponente trasferimento di ricchezza della storia, socializzazione delle perdite e privatizzazione dei guadagni.

Se non si comprende tutto ciò non ci sarà scampo, qualche psicopatico con in mano un accendino all’interno della santabarbara della finanza mondiale prima o poi salterà fuori di nuovo e allora non basteranno tutti i fuochi artificiali di fine anno per descrivere cosa potrà accadere.

Allacciarsi le cinture sarà un gennaio molto ma moolto volatile!

Di prospettive, orizzonti macroeconomici, analisi tecnica e altro ne parleremo insieme in  Machiavelli 2013 …un anno DOUBLE FACE!  dedicato ai sostenitori di Icebergfinanza e a chi lo vorrà diventare.

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22 commenti Commenta
dfumagalli
Scritto il 7 gennaio 2013 at 10:38

Vediamola dal lato positivo. Quando l’inevitabile accadrà, potremo dire: “c’ero anch’io!”.

first em
Scritto il 7 gennaio 2013 at 11:12

Così lo scontro tra Titanic potrà continuare ancora per un pò, ballando e sorseggiando champagne sulla tolda delle “too big to fail” che si inabissano trascinando con sé il resto. Quanto quest’eterna melina è stridente con gli appelli a fare presto che risuonavano e campeggiavano in prima pagina sui giornali dell’establishment in relazione all'”insostenibile” debito degli stati!!! Vergogna!!!

kry
Scritto il 7 gennaio 2013 at 11:21

“………e tra derivati ed immondizia varia non c’è fretta nell’ attendere il diluvio universale. E’ solo questione di tempo!
Ovviamente nella finanza c’è sempre tempo, si prende tempo, di diluisce il tempo, tra due anni, tra sei, nel frattempo l’economia reale muore”. Sono così certi di arrivare al 2015 con un economia reale vitale in grado di pagare gli interessi di tutto il loro debito?

giobbe8871
Scritto il 7 gennaio 2013 at 12:09

Siamo un Grande, Grandissimo Popolo. 8)

Siamo Brava Gente. 8)

Non abbiamo mai sciolto bambini in saponette. :x :twisted:

giobbe8871
Scritto il 7 gennaio 2013 at 12:10

Non vi ricordate dei Vespri siciliani ?

e delle Pasque Veronesi ?

e della grandissima città Leonessa d’Italia ? Brescia 8) :-)

giobbe8871
Scritto il 7 gennaio 2013 at 12:12

il Risorgimento italiano, ha visto masse popolari ATTIVE.

mentre in Germania ci fu solo oligarchia e soldati.

giobbe8871
Scritto il 7 gennaio 2013 at 12:14

i Fratelli Bandiera, venduti ai Borbone dalla zia perfida Albione.

e il coraggiosissimo Cesare Battisti dove lo mettete ?

e Garibaldi ?

giobbe8871
Scritto il 7 gennaio 2013 at 12:20

gli alemanni hanno una classe dirigente cattiva, violenta e desiderosa di rapinare le nazioni che non parlano la loro lingua di me..da. :mrgreen: :wink: :twisted:

giobbe8871
Scritto il 7 gennaio 2013 at 12:21

Ci manca poco cari fratelli italiani.

Pensiero ed Azione ( G. Mazzini ) :wink: :-) 8)

giobbe8871
Scritto il 7 gennaio 2013 at 12:22

io non dimentico l’opera straordinaria compiuta da Andrea MAZZALAI :wink: 8)

stanziale
Scritto il 7 gennaio 2013 at 14:45

Giobbe, mica sai se quello con l’aria a finocchietto la caccolina al naso ed il ditino puntato contro i terroni stavolta si e’ lamentato? Si, sto’ parlando del pres. Bundesbank, quello che ce l’ha sempre con Draghi. Ah, dici che stavolta gli va bene? Lo credo, le nostre banche erano tutte a posto, l’unica che non lo era, mps, aveva ricevuto il finanz. dallo stato, ed era a posto. LORO NO i loro cessi di banche non sono affatto a posto, come Andrea tante volte ci ha dettagliato. Sarebbe finito il giochino dello spread!!!!! Ma il pres. della banca d’italia, e tutta la ciurma che ci comanda, Napolitano, monti sono stati zitti perche’ A LORO VA BENISSIMO CHE CONTINUI L’ANDAZZO DELLO SPREAD cosi’ ubbiscono ai loro padroni del bildelberg alla faccia del popolo italiano!

giobbe8871
Scritto il 7 gennaio 2013 at 15:05

stanziale@finanza,

Stanziale, per me Draghi parla alemanno in intimità. :x

giobbe8871
Scritto il 7 gennaio 2013 at 15:06

al MPS , prima di Mussari , chi c’era ? :mrgreen: :x

giobbe8871
Scritto il 7 gennaio 2013 at 15:08

….Forse, se la finanza fosse stata meno impastata con la politica, l’ambizione sarebbe stata meno cieca. Forse ci si sarebbe fermati prima. Dopo aver ingoiato la Banca agricola mantovana e poi la banca del Salento, la famosa 121, quella di una celebre pubblicità con Sharon Stone, guidata da quel Vincenzo De Bustis in ottimi rapporti con il clan dalemiano….

http://www.ilgiornale.it/news/economia/crolla-feudo-rosso-siena-palio-non-c-solo-monte.html

giobbe8871
Scritto il 7 gennaio 2013 at 15:09

continua su MPS…

http://archiviostorico.corriere.it/2005/giugno/13/Vincenzo_Bustis_banchiere_maximo_ce_0_050613016.shtml

A una carriera da ingegnere elettronico, Vincenzo De Bustis, forse non ci ha mai pensato. Tanto che a 23 anni, quando dopo la laurea viene assegnato a un centro di ricerca del Cnr, invece di dedicarsi a chip e circuiti integrati, si mette a sviluppare sistemi di pianificazione e controllo per le banche. Una scelta fortunata, che gli apre le porte di Banca di Roma, da dove il numero uno di Deutsche Bank in Italia inizia una carriera che gli porta successo, relazioni importanti. E qualche dispiacere. Cinquantacinque anni, romano di nascita, De Bustis in due anni alla guida di Deutsche Bank ha risvegliato la «sonnolenta» banca tedesca, riportandola nei grandi deal: nell’ operazione Piaggio con Roberto Colaninno, nella Cassa depositi e Prestiti assistendo il Tesoro per l’ ingresso delle Fondazioni, e più di recente ha ottenuto il mandato del finanziamento per l’ acquisto di Wind e per l’ aumento di capitale di Alitalia. Era anche in corsa per la gara Enasarco, ma l’ operazione è sfumata per alcune incomprensioni con il partner di cordata Stefano Ricucci. La carriera di De Bustis decolla nel ‘ 93, quando arriva a Lecce alla Banca del Salento: 35 sportelli e 5 mila miliardi di lire di raccolta. Inventa la formula del franchising bancario, Banca 121, gli sportelli virtuali, i canali online, prodotti innovativi per il risparmio gestito. Apre un desk a Londra e trasforma l’ istituto salentino in uno dei magggiori operatori del mercato dei titoli di Stato. Nel 2000 arriva a contare 220 sportelli e quasi 20 mila miliardi di lire di raccolta in tutta Italia. Il Montepaschi decide di comprare questo piccolo gioiello, sborsando al termine di un’ asta al rialzo con il San Paolo Imi, 2.500 miliardi di lire . E a Siena arriva anche il banchiere. Su suggerimento di Massimo D’ Alema, si disse allora. Ma Divo Gronchi e il presidente di Mps Pierluigi Fabrizi, sono colpiti anche dalla determinazione e dalla conoscenza tecnica degli strumenti e dei meccanismi di mercato, che De Bustis aveva appreso prima alla Bnl, poi in Cofiri, la finanziaria pubblica dell’ Iri guidata dall’ abile Leonardo Buonvino. Il banchiere arriva nel 1989, per lavorare insieme a Riccardo Bruno, oggi capo della divisione corporate finance di Deutsche Bank, con il quale ai tempi di Bnl De Bustis aveva stretto un sodalizio che si rivelerà utile per la carriera di entrambi. In Cofiri «scopre» i derivati, la finanza strutturata per le imprese, e insieme a Bruno crea uno dei primi sistemi di gestione dei rischi. Tutta esperienza che metterà a frutto a Siena, e prima ancora a Lecce. Negli anni si è parlato molto dei rapporti di De Bustis con D’ Alema e del ruolo del presidente dei Diesse nella carriera del banchiere. Un’ amicizia nata a metà degli anni Novanta, precisamente nel ‘ 94, quando D’ Alema si candida alle politiche nel collegio di Gallipoli. La Banca del Salento era allora il nuovo punto di riferimento per l’ industria pugliese, scottata dal crac della Cassa di Risparmio di Puglia e da Tangentopoli. E De Bustis ne ricava visibilità, stima e l’ amicizia del presidente Diesse, che in quegli anni sta aiutando la finanza «rossa» a sbarcare in Puglia con le Cooperative dell’ Emilia. De Bustis insegna anche all’ Università di Lecce, che darà una laurea ad honorem a Roberto Colaninno nell’ anno della scalata a Telecom. Si racconta che a D’ Alema avevano parlato di lui il sindaco di Gallipoli, Flavio Fasano e il senatore Nicola La Torre, ex bancario e allora segretario del presidente diesse. Ma anche Davide Corritore, all’ epoca capo di Deutsche Bank Fondi, vicino a D’ Alema che seguirà a Palazzo Chigi come consigliere economico. La «svolta» pugliese dura sei anni. Nel 2000 De Bustis lascia Lecce (e in Puglia non ha più messo piede). Ma prima di partire si fa notare a Castello Monaci, in occasione delle regionali, a una cena per D’ Alema, che renderà evidente agli occhi di tutti il legame tra i due. Siede a tavola con il presidente diesse, fa gli onori di casa. Ma pensa già a Siena, dove un anno prima De Bustis era stato invitato ad assistere al Palio. Pochi mesi dopo la Banca del Salento viene acquistata dal Montepaschi, e al banchiere viene chiesto di gestire l’ aggregazione. Non quella con la banca pugliese. Ma la creazione di quello che sembra a tutti gli effetti un polo della finanza «rossa» con Montepaschi, Unipol e Bnl. De Bustis tratta a lungo con la banca romana in cui aveva lavorato da giovane per una fusione. L’ esperienza si conclude male. De Bustis impara a sue spese i meccanismi e le trappole della politica locale. Comune e Provincia, che controllano il Monte attraverso la Fondazione, non condividevano il progetto. E guardavano con sospetto al banchiere di D’ Alema, primo «forestiero» ad essere arrivato al vertice di Rocca Salimbeni. A fermare il progetto di Fabrizi e De Bustis ci prova l’ ex sindaco della città, Pierluigi Piccini, bloccato però nella corsa alla presidenza della Fondazione Montepaschi da un atto di indirizzo ad hoc dell’ ex ministro del Tesoro Vincenzo Visco. A Siena iniziano a stendere attorno e dentro la banca una fitta rete in cui De Bustis cadrà. Pagando più che gli scandali MyWay e 4You, il fatto di essersi schierato dalla parte sbagliata dei Diesse. Al Palio non si è più visto. L’ esperienza gli è servita. Da quando ha assunto la guida di Deutsche Bank si è scrollato di dosso la patina di banchiere «rosso». Non riesce però a stare lontano da Roma, dove c’ è la nuova famiglia e a ottobre è nato l’ ultimo figlio. Il terzo. Gli altri due hanno seguito le orma paterne: il primo lavora in banca a Londra, l’ altro si occupa di ristrutturazioni industriali. Anche il fratello di Vincenzo, Antonio, è del «ramo»: gestisce hedge fund. De Bustis è sempre stato descritto come un tipo schivo, un po’ «ruvido» di carattere, e senza particolari predilezioni per la mondanità. Ma nei salotti della capitale dove si combinano gli affari c’ è sempre. Tra i Palazzi e i salotti si è conquistato la stima di Gianni Letta e di diversi esponenti di An. De Bustis ha collaborato alla nascita di Sviluppo Italia, di cui è consigliere, e della Banca Euromediteranea. Ma anche con Deutsche Bank continua a stare vicino ai Diesse. Finanzia la Fondazione Italiani Europei di D’ Alema. E le imprese delle Cooperative «rosse», che con la banca tedesca avevano rapporti già prima del suo arrivo. Federico De Rosa È stimato da Gianni Letta e da esponenti di An. Ed è consigliere di Sviluppo Italia

giobbe8871
Scritto il 7 gennaio 2013 at 15:10

Deutsche Bank Deutsche Bank

Deutsche Bank Deutsche Bank

Deutsche Bank

giobbe8871
Scritto il 7 gennaio 2013 at 15:11

ora chiedetevi….Massimo D’Alema e Vincenza De Bustis oltre all’italiano, inglese e francese….sanno anche l’ALEMANNO ? :mrgreen::mrgreen::wink: :lol: :twisted:

IO DICO DI SI

giobbe8871
Scritto il 7 gennaio 2013 at 15:12

ANDREA , i tuoi amici alemanni, sono ancora tuoi amici ? Ti parlano ancora ?

Andrea Mazzalai come Prezzolini

stanziale
Scritto il 7 gennaio 2013 at 16:05

Giobbe, non te la prendere per i senesi, loro sono contenti cosi’….votano pd….e si sono pure concessi il lusso di accantonare Fabrizi, che pure e’ senese e di area pd, un vero economista gia’ insegnante alla Bocconi ma vincitore di concorso, non come qualcun altro per ope legis….., una persona per bene che aveva ben lavorato(Per la banca quindi non per loro). Lo avevano la persona giusta, era gia’ li’ e pure della loro citta’ ma niente, volevano disfarsi del patrimonio ed hanno nominato il killer venuto da fuori… l’unica cosa che gli si puo’ contestare, non potevano distribuirlo ai poveri come san francesco?

italiapersempre
Scritto il 8 gennaio 2013 at 23:29

giobbe8871@finanza:
Siamo un Grande, Grandissimo Popolo.

Siamo Brava Gente.

Non abbiamo mai sciolto bambini in saponette.

Incredibile, esiste ancora qualcuno che crede alla storiella delle saponette del premiato saponificio auschwitz dopo che le analisi chimiche dimostrarono che era un bufala grande quasi quanto i derivati oggi.

italiapersempre
Scritto il 8 gennaio 2013 at 23:34

stanziale@finanza:
Giobbe, mica sai se quello con l’aria a finocchietto la caccolina al naso ed il ditino puntato contro i terroni stavolta si e’ lamentato? Si, sto’ parlando del pres. Bundesbank, quello che ce l’ha sempre con Draghi. Ah, dici che stavolta gli va bene? Lo credo, le nostre banche erano tutte a posto, l’unica che non lo era, mps,aveva ricevuto il finanz. dallo stato,ed era a posto. LORO NO i loro cessi di banche non sono affatto a posto, come Andrea tante volte ci ha dettagliato. Sarebbe finito il giochino dello spread!!!!! Ma il pres. della banca d’italia, e tutta la ciurma che ci comanda, Napolitano, monti sono stati zitti perche’ A LORO VA BENISSIMO CHE CONTINUI L’ANDAZZO DELLO SPREAD cosi’ ubbiscono ai loro padroni del bildelberg alla faccia del popolo italiano!

veramente è l’ IMU che ha salvato MPS per via della solita legge psicanalitica del socializzare le perdite etc.

e Londra voleva morti i Borbone, per la cronaca, per rapinare al meglio l’ oro del Sud

mazzini non venne mai in Italia, dirigeva da Londra le operazioni al soldo dei Rothschild

e garibaldi non è un eroe ma un pupazzetto di carta

i savoia erano indebitati fino al collo con lui e la City per via della disastrosa guerra di crimea

e Giobbe farebbe meglio a capire la Storia, più che a scrivere ottomila post inutili

perché anche l’ olocausto è una presa in giro grande come il mondo

ormai lo sanno tutti che sionisti e nazisti erano d’ accordo, i campi di concentramento non servivano a fare le saponette, ma a ‘scegliere’ chi poi sarebbe stato mandato, dalle medesime elites, in America.

Come ci fece sapere Putin nel 1991, quando desecretò i suoi archivi.

kry
Scritto il 9 gennaio 2013 at 12:26

italiapersempre@finanza,
Incredibile, esiste ancora qualcuno che crede alla storiella delle saponette del premiato saponificio auschwitz dopo che le analisi chimiche dimostrarono che era un bufala grande quasi quanto i derivati oggi. ——————————— Già anche i tedeschi non credono alla storiella di essere loro i responsabili della morte di milioni di ebrei, aspettiamo l’apertura di nuovi archivi a conferma.

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