ITALIA FUORI DALL’EURO: LA SVALUTAZIONE CI HA FATTO BENE!

Scritto il alle 08:53 da icebergfinanza

Una premessa è fondamentale! In questo momento nessuno è i grado di valutare l’impatto di un’eventuale uscita del nostro Paese dall’euro e tantomeno le conseguenze per ogni Paese dell’area euro. Chiunque sostenga il contrario è un ciarlatano e un imbroglione!

Per chiarezza io sono equidistante dal problema euro o non euro non è questo il problema!

Chiunque quotidianamente agita fantasmi e apocalissi varie ha un solo interesse…nella finanza, nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasferisce da una tasca all’altra!

La settimana prima del voto greco c’era la fine del mondo dietro l’angolo e ora c’è ancora tempo, giusto il tempo per farsi fregare dai soliti noti. La stampa anglosassone aveva preparato gli articoli giusti per contrastare un’eventuale voto favorevole, le solite analisi a senso unico e ora sotto a chi tocca.

Ovviamente non toccateci l’America o l’Inghilterra non vorrete mica che sputiamo nel piatto in cui mangiamo, sulla terra che ci protegge, che sovvenzioniamo, sugli uomini che paghiamo, che ci coccolano, che ci proteggono!

Pur senza dimenticare che il contesto economico e storico è completamente differente diamo un’occhiata a quanto accadde nel 1992 all’epoca della svalutazione della lira a seguito dell’uscita dallo SME ma soprattutto vediamo come si puà facilmente smontare la leggenda metropolitana secondo la quale ad una maggiore svalutazione corrisponde una maggiore inflazione…

Leggetevi questa autentica perla un pezzo di storia, uno scoop eccezzziunale veramente, tratto dalla REPUBBLICA  del 12 settembre 1993 un anno dopo la svalutazione della lira…

ITALIA LA SVALUTAZIONE CI HA FATTO BENE! Domenica 13 settembre 1992. Il presidente del Consiglio, Giuliano  Amato, annuncia in tv la svalutazione della lira. Dopo un’ intera  estate di tensioni e dopo una estenuante, costosa battaglia per  difendere il cambio, la moneta italiana perde il 7 per cento del  suo valore, frutto di una svalutazione del 3,5 per cento e di una  rivalutazione di egual misura di tutte le altre monete europee.  Manca una settimana al referendum francese sul Trattato di  Maastricht per l’ Europa del futuro. Ne mancano tre alla  presentazione in Parlamento della Legge Finanziaria. Sono passati  poco più di due mesi dalla nascita del governo.

Amato  spiega agli italiani la complessa operazione: dice e non dice,  non pronuncia mai la parola svalutazione.

Ma così  è. La roccaforte della lira si frantuma sotto i colpi  della speculazione e quel giorno, ormai un anno fa, diventa una  data storica. La lira svaluta, dopo che l’ integrazione con il  resto d’ Europa era andata avanti, dopo che aveva conquistato  fiducia con l’ ingresso nella cosiddetta “banda stretta” dello  Sme, dove siedono le valute forti. Perde il 7% del suo valore ma  negozia con i partners, fino a strappare ai tedeschi la promessa  di un ribasso dei tassi. L’ indomani la Bundesbank agisce. Ma sui  mercati le tensioni non si placano. Tre giorni più tardi,  un vertice notturno convocato d’ urgenza a Bruxelles cerca di  trovare i rimedi per riportare ordine nei cambi. E’ una seduta  drammatica: la sterlina esce dallo Sme; la lira deve  autosospendersi. La decisione è annunciata come  “temporanea”, ma ancora oggi, a un anno di distanza, la moneta  italiana è lì, il disegno europeo sempre più  simile a un sogno. Rientrerà? Quando? E in quale Sme visto  che il vecchio meccanismo, nel frattempo, è radicalmente  cambiato?

Ma ascoltate ora se non è un segno dei tempi…

ROMA – Un anno dalla svalutazione: parla il rettore  della Bocconi, Mario Monti. Professore, provi a fare un bilancio  e a individuare cosa può accadere

. “Il 13 settembre 1992,  quando Amato annunciò la svalutazione in Tv, sembrava un  fatto essenzialmente italiano mentre in effetti è stato di  portata più generale. Questo può arrecare  consolazione.

Potremmo dire: “non siamo stati gli unici a  saltare, ma anzi siamo stati i primi a vedere la strada da  seguire”. … “non siamo stati gli unici a  saltare, ma anzi siamo stati i primi a vedere la strada da  seguire”. “non siamo stati gli unici a  saltare, ma anzi siamo stati i primi a vedere la strada da  seguire”. “non siamo stati gli unici a  saltare, ma anzi siamo stati i primi a vedere la strada da  seguire”. ire ire ire ire…

Contestualizzate quanto volete ma non è affascinante la storia!

Però può anche portare a considerazioni  più preoccupate su come altri paesi stanno cercando di  reagire alla crisi dello Sme e come noi stiamo cercando di  reagire”.

In che senso?

“Nel senso che vi è una tendenza  in Italia a considerare la svalutazione come uno degli elementi  positivi del nuovo panorama, anche da parte di coloro che fino al  13 settembre scorso si erano pronunciati a favore del  mantenimento del cambio. Io sono tra questi e perciò mi  sono chiesto ogni tanto in che cosa fosse giusta e in che  sbagliata la posizione che poi è stata smentita dai  fatti”.

 E che risposte si è dato?

“Un punto dove  certamente ho visto male riguarda le conseguenze  inflazionistiche”. Perché l’ inflazione è bassa…. 

“Un punto dove  certamente ho visto male riguarda le conseguenze  inflazionistiche”Un punto dove  certamente ho visto male riguarda le conseguenze  inflazionistiche”Un punto dove  certamente ho visto male riguarda le conseguenze  inflazionistiche “

 “Sì, per ora non ci sono stati effetti”. C’ entra anche la  recessione…. “C’ entra la recessione, c’ entra l’ accordo sul  costo del lavoro, c’ entra un’ abitudine a calcolare meglio da  parte di tutti gli acquirenti sia imprese sia consumatori.  Chiunque venda qualcosa fa più fatica di prima a far  salire il prezzo di ciò che vende. Ma non possiamo ancora  escludere che, alla lunga, un effetto inflazionistico ci possa  essere”.

Alla lunga dell’inflazione NESSUNA TRACCIA aggiungo io!

Leggetevi pure il resto dell’intervista ma quello che mi preme sottolineare è che nel 1992/1993 la leggenda metropolitana che vede la svalutazione produrre automaticamente inflazione si sciolse come nebbia al sole!

Date un’occhiata qui sotto con tanto di tabelle che testimoniano la REALTA’, numeri non chiacchere ma prima…

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ANNO Media annua Dettaglio anno
1981 17.8% Dettaglio
1982 16.5% Dettaglio
1983 14.7% Dettaglio
1984 10.8% Dettaglio
1985 9.2% Dettaglio
1986 5.8% Dettaglio
1987 4.7% Dettaglio
1988 5.1% Dettaglio
1989 6.3% Dettaglio
1990 6.5% Dettaglio
1991 6.3% Dettaglio
1992 5.3% Dettaglio
1993 4.6% Dettaglio
1994 4.1% Dettaglio
1995 5.2% Dettaglio
1996 4.0% Dettaglio
1997 2.0% Dettaglio
1998 2.0% Dettaglio
1999 1.7% Dettaglio
2000 2.5% Dettaglio

Fonte: RIVALUTA

Ma come svalutiamo del 20 % e all’inflazione non succede nulla ma…

Volete il dettaglio etvoilà…

Tabella inflazione annua Gennaio 1992 – Dicembre 1992

N Periodi Inflazione annua Inflazione mensile Inflazione Media Valore parziale Indice Dal Indice Al
1 Gennaio-1991  Gennaio-1992 5.9% 0.6% 5.9% 103.4 109.5
2 Febbraio-1991  Febbraio-1992 5.7% 0.5% 5.8% 104.2 110.1
3 Marzo-1991  Marzo-1992 5.5% 0.5% 5.7% 104.8 110.6
4 Aprile-1991  Aprile-1992 5.5% 0.4% 5.7% 105.2 111
5 Maggio-1991  Maggio-1992 5.6% 0.5% 5.6% 105.6 111.5
6 Giugno-1991  Giugno-1992 5.4% 0.3% 5.6% 106.1 111.8
7 Luglio-1991  Luglio-1992 5.2% 0.2% 5.5% 106.5 112
8 Agosto-1991  Agosto-1992 5.1% 0.3% 5.5% 106.8 112.3
9 Settembre-1991  Settembre-1992 4.8% 0.2% 5.4% 107.3 112.5
10 Ottobre-1991  Ottobre-1992 4.8% 0.4% 5.4% 107.8 113
11 Novembre-1991  Novembre-1992 4.9% 0.7% 5.3% 108.5 113.8
12 Dicembre-1991  Dicembre-1992 4.9% 0.3% 5.3% 108.8 114.1
Inflazione Media annua 5.3% —— —— 106.2 111.8

Tabella inflazione annua Gennaio 1993 – Dicembre 1993

N Periodi Inflazione annua Inflazione mensile Inflazione Media Valore parziale Indice Dal Indice Al
1 Gennaio-1992  Gennaio-1993 4.7% 0.5% 4.7% 109.5 114.7
2 Febbraio-1992  Febbraio-1993 4.5% 0.3% 4.6% 110.1 115.1
3 Marzo-1992  Marzo-1993 4.4% 0.3% 4.6% 110.6 115.5
4 Aprile-1992  Aprile-1993 4.5% 0.4% 4.6% 111 116
5 Maggio-1992  Maggio-1993 4.4% 0.3% 4.5% 111.5 116.4
6 Giugno-1992  Giugno-1993 4.7% 0.6% 4.6% 111.8 117.1
7 Luglio-1992  Luglio-1993 4.9% 0.3% 4.6% 112 117.5
8 Agosto-1992  Agosto-1993 4.7% 0.1% 4.6% 112.3 117.6
9 Settembre-1992  Settembre-1993 4.8% 0.3% 4.6% 112.5 117.9
10 Ottobre-1992  Ottobre-1993 4.9% 0.5% 4.7% 113 118.5
11 Novembre-1992  Novembre-1993 4.5% 0.3% 4.6% 113.8 118.9
12 Dicembre-1992  Dicembre-1993 4.4% 0.2% 4.6% 114.1 119.1
Inflazione Media annua 4.6% —— —— 111.8 117
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31 commenti Commenta
ilcuculo
Scritto il 19 giugno 2012 at 09:09

Andrea,

oggi non ti capisco, vuoi veramente schierarti dalla parte di chi vuole vedere l’Italia uscire dall’Euro e l’Euro sgretolarsi ?

Non so se nel medio lungo periodo , ma si sa che nel medio lungo periodo può succedere di tutto, sicuramente nel lungo periodo saremo tutti morti. Alcuni prima di altri. Gli stracci vanno sempre all’aria.

conterosso
Scritto il 19 giugno 2012 at 09:40

non sono un economista, quindi potrei dire anche baggianate
ma (mi pare) la storia non si ripete mai esattamente
quindi stavolta ‘uscita dall’euro (per sempre temporanea?) potrebbe avere effetti diversi
così a lume di naso mi sembra che uscire dall’euro senza contestualmente dichiarare default
non serva a molto ,. svaluterebbe il nostro debito colossale -è vero-
ma svaluterebbe la nostra moneta e pagheremmo tutto più caro (il petrolio in primis)
E’ vero che probabilmente l’attacco alla rinata lira durerebbe (forse) poco
non essendo più nell’euro non saremmo una preda interessante
ma siamo nel campo delle ipotesi
una dichiarazione di default invece (della serie non ti pago i debiti o t e li congelo)
avrebbe il vantaggio non indifferente di liberarci dell’enorme debito
vero motivo IMHO dell’attacco all’Italia
essendo il deficit entrate -uscite uguale a zero!!

icebergfinanza
Scritto il 19 giugno 2012 at 09:43

ilcuculo@finanza,

Hai letto da qualche parte che io mi sia schierato dalla parte di chi ci vuole fuori dall’euro.
Cuculo impariamo a leggere quello che c’è scritto e non quello che si crede di leggere!
A me interessava evidenziare che non necessariamente svalutazione significa inflazione…

gnutim
Scritto il 19 giugno 2012 at 09:48

nessuno di noi ha la sfera magica, certo che senza la leva della valuta siamo nella cacca. La valuta fluttuante è un aggiustamento automatico tra le forze economiche. Se però l’Italia diventasse più indipendente dalle fonti energetiche avremmo una bilancia commerciale in surplus e ce ne potremmo veramente fottere della svalutazione. Opinione personale

john_ludd
Scritto il 19 giugno 2012 at 10:13

Ho rinunciato a tentare di far cambiare idea ad Andrea, non vuole assolutamente comprendere quello che si prepara a est di Trieste. E’ normale. Chi non ha visitato quei luoghi, chi non ha visto le distese di industrie in Cina e tra Tokyo e Osaka, e parlato con la gente non può capire leggendo qualche articolo di giornale anche se ben fatto. Inflazione? Rilancio dell’export? Sovranità monetaria? Cari signori da est arriverà la madre di tutte le deflazioni, sognatevi l’inflazione per anni, sognatevi l’export. Lo yuan è oggi sopravalutato non sottovalutato, lo yen non ne parliamo neanche. E’ in atto una colossale fuga di capitali dall’India e dalla Cina. Verso il dollaro principalmente. Quella gente prima di morire inonderà il mondo di merci a prezzi impensabili. Tutti reagiranno come hanno sempre fatto: barriere doganali, guerra valutaria, diffusa e profonda povertà che potrà sfociare in guerre locali. Le nazioni più grandi che al loro interno hanno un mercato molto ampio e risorse naturali hanno qualche chance. Fortress USA e fortress Europa potrebbero resistere tra mille sofferenze. Italia da sola verrebbe spazzata via insieme agli altri stati europei. Parlo di numeri di oggi, l’articolo di Andrea riporta numeri di un mondo lontano anni luce, un mondo dove non esisteva la mostruosa sovra capacità produttiva dell’Asia, dove non esisteva il mostruoso sbilanciamento commerciale (e non solo).

Ma ormai il tema è l’euro, dentro o fuori, un parlare e straparlare di paesi come Grecia e Portogallo con economia ridicole e persino la Spagna è poca cosa. Miliardi di persone vivono a est di Trieste.

E gente che vaneggia di sovranità monetaria quando 2/3 delle transazioni finanziarie è in dollari e il 100% di quelle energetiche. C’è solo una nazione al mondo con sovranità monetaria… è davvero incredibile che la gente preferisca guardare da un altra parte !

Andrea, anche i migliori (e lo sei, non è piaggeria), esasperati dall’inconcludenza europea vivono ormai guardando nello specchietto retrovisore.

Per chi è interessato, può partire da qui e andare a ritroso. Ci dedichi qualche giornata piena o lasci perdere e continui a trastullarsi sull’uscita dall’euro e sovranità finanziaria.

http://ftalphaville.ft.com/blog/2012/05/16/1002681/why-chinas-rmb-exodus-is-the-story/

http://ftalphaville.ft.com/blog/2012/06/18/1048411/dollar-scarcity-is-on-the-rise/

http://ftalphaville.ft.com/blog/2010/11/22/411951/bernanke-hints-dollar-standard-is-flawed/

https://chovanec.wordpress.com/2012/06/17/can-u-s-and-china-avert-accounting-armageddon/

john_ludd
Scritto il 19 giugno 2012 at 10:20

In sintesi: la questione europea si risolverebbe (nel medio/breve) con un comunicato della BCE. Quello che si prepara altrove fa venire i brividi.

icebergfinanza
Scritto il 19 giugno 2012 at 10:26

john_ludd@finanza,

Ho vedette e amici a Singapore, Bangkok, Manila, Astana, Honk Kong serve raccontare tutto ?

john_ludd
Scritto il 19 giugno 2012 at 10:38

icebergfinanza,

e cosa ti raccontano ? io faccio una sola cosa nella vita, se scrivo quello che scrivo è perchè anni di esperienza e di studio mi portano a pensarla in quel modo. Siccome sono temi che la gente ignora completamente, li riporto. Non ne ottengo in cambio nulla e non mi interessa. Chi legge può 1) ignorare 2) scrivere qualche commento sul blog dicendo John ne abbiamo pieni gli zebedei della tua presunta saccenza 3) riflettere e approfondire e infine prendere una posizione e scrivere “guarda John qui hai scritto una fesseria, le cose non stanno come dici tu…” in tal caso otterrei in cambio qualcosa di utile

leoncino1977
Scritto il 19 giugno 2012 at 11:08

Ciao Andrea e complimenti per le info che fornisci.
Se posso dire la mia, io sono assolutamente FAVOREVOLE all’ uscita dell’ Italia dall’ Euro, anczi la reputo necessaria e utilissima, per due motivi :

1 – Un ritorno alla flessibilità dei cambi gioverebbe alla nostra economia in modo notevole, dopo la svalutazione del 1992, non solo l’ inflazione NON aumentò, ma scesero anche i tassi di interesse sul debito pubblico.

2- La fine dell’ euro è inevitabile.

Ovviamente queste cose non sono vere perchè le dico io che non sono nessuno, ma semplicemente perchè lo dicono i dati.
Quello che sta succedendo a noi con l’ euro e con la rigidità del cambio, è quello che è accaduto all’ Argentina quando ha ancorato la sua moneta al dollaro, ed anche in quel caso: “a fronte di una svalutazione del 230%, l’inflazione fu del 26% (25.87%), poi scemò rapidamente (13% l’anno successivo, 4% l’anno ancora dopo), mentre il cambio si stabilizzava attorno a 3 pesos per dollaro. E quindi, siccome i benefici della svalutazione non furono, come non sono mai, annullati dall’inflazione, il saldo estero (CA) migliorò di dieci punti, dal -1% al +9%”.
FONTE :

http://goofynomics.blogspot.it/2012/05/il-ritorno-del-terrorismo.html

Per chi volesse schiarirsi le idee e togliersi dubbi e paure, può leggere quì :

http://goofynomics.blogspot.it/2012/06/istruzioni-per-luso.html

Il professor Bagnai sta svolgendo un lavoro eccezionale, scrivendo in modo chiaro, fornendo dati e fonti ufficiali.
P.S. Attenti alcuni articoli sono tecnici e vanno letti con attenzione, ma vedrete l’ economia sotto una luce nuova e decisamente molto molto molto molto chiara !

mannoz
Scritto il 19 giugno 2012 at 11:14

john_ludd@finanza,

ma come mai i capitali volano ancora verso il $?
fiducia assoluta negli usa e nella sua forza militare o semplice monopolio dell’indiustria finanziaria globale ?

ilcuculo
Scritto il 19 giugno 2012 at 11:52

mannoz@finanza,

Beh , le portaerei contano…

ilcuculo
Scritto il 19 giugno 2012 at 12:04

john_ludd@finanza,

John,

concordo completamente , se la BCE dicesse , e basterebbe l’annuncio che non permetterà allo spred di nessuna nazione della zona euro di superare i 200 bp e la speculazione stracciona che ci sta facendo tremare si spegne come un cerino sotto la pioggia, ovviamente lasciando comunque aperti tutti i problemi e tutti gli squilibri strutturali di una EU priva di governance.

Per quello che arriva de est la situazione è più compessa. Sicuramente hanno creato una capacità produttiva priva di fondamento , una vera e proria bolla che non può che scoppiare visto che i tempi per generare un mercato interno dei paesi asiatici che assorba almeno il 70% di quella capacità sono troppo lunghi e passano attraverso una rivalutazione del costo del lavoro rivoluzioni sociali spinte democratiche di cui per ora si intravede solo qualche traccia flebile.

Possiamo difenderci ? Secondo me si ma ci deve essere uan forza ed una volontà politica di sacrificare quella casta che vive e prospera lucrando improduttivamente sui flussi.

Questa è la casta principalmente dei banchieri e delle multinazionali sovranazionali.

Sarà una guerra non convenzionale dove sarà difficile persino capire chi è il nemico , magari per scoprire che stai leggendo e ti stai informando sul giornale di proprietà del nemico.

stanziale
Scritto il 19 giugno 2012 at 12:08

John, se qualcuno critica la tua presunta saccenza, e’ a sua volta un saccente. In ogni caso, l’unico puo’ essere solo il padrone di casa. Nei nostri interventi, l’importante e’ dire le cose con garbo, senno’ si scade e sarebbe sgradevole. Il tuo apporto e’ sempre interessante , pero’ ti volevo sfidare a scendere nel concreto. Esempio pratico: Proseguendo la permanenza nell’euro, cosi’ com’e’, oltre a farci massacrare con lo spread quotidiano, prepariamoci ad un altro esbiorso per la Grecia e Cipro. Facciamo la somma solo di quanto abbiamo gia’ dato per Grec ia, Portogallo, Spagna e ora di nuovo Grecia e Cipro nell’utlimo anno. Altro che bolletta energetica! Ecco, volevo che si replichi a questi dati. Per l’Italia il tassametro di questo taxi che si chiama euro sale velocemente, anche perche’ invece di fare la strada piu’ breve, sembra che chi guida la allunghi di proposito. Chi e’ per l’euro penso che ormai ammettera’ che qualche decisivo correttivo a questa sgangherata Ue andra’ fatto. Premesso cio’, senza fare discorsi troppo alti, belli ma senza efficacia pratica, diteci, di grazia, John o chi per te cosa deve non proporre, ma IMPORRE l’Italia. Ora, di fattivo. Senno’, continuate a darci ragione che e’ meglio chiedere il conto (prima e’ meglio e’ ) alla taxista merkel e scendere subito. p.s. Non replico ai favorevoli status quo anche perche’ tra un po’ vado a lavorare, un intervento al giorno basta ed avanza, semmai replichi un altro.

john_ludd
Scritto il 19 giugno 2012 at 12:09

mannoz@finanza,

I mercati non hanno fiducia assoluta ma hanno fiducia relativa. Vedono bene chi nel breve è meno peggio e vi si muovono in massa. Non esiste sovranità finanziaria quando 2/3 delle transazioni è in dollari, il 100% di quelle energetiche. Quando le banche di mezzo mondo sono indebitate in dollari e il valore del sottostante crolla cercano dollari che non sono abbastanza a sostenete quei crediti. Eserciti di coglioni si dirigono verso la Germania dove una sola banca è esposta in dollari per cifre da capogiro e del tutto sconosciute. Buona parte del sistema bancario ombra americano che ha finanziato parte della bolla immobiliare è costituito da banche europee, DB e le banche svizzere i primi di questa orribile classifica. Ma aihmè, mentre le banche americane alla meno peggio verranno salvate dalla FED che ha il monopolio della creazione del dollaro chi terrà in piedi quelle farse di banche che sono quelle tedesche ? Qui lo vorrà il marco, espressione di una economia che dipende dall’export per il 40% e passa del PIL nel ben mezzo di una depressione e di crisi valutaria mondiale ? Vallo a spiegare ai suddetti coglioni e ai politici tedeschi. Jens Wiedmann lo sa bene come stanno le cose e quindi tiene in piedi i bilanci di quelle banche con la rivalutazione dei bund etc… E’ un banchiere non un politico eletto per proteggere il suo popolo; il suo mestiere è solo uno: salvare le sue banche

Naturalmente il rafforzamento del dollaro che proseguirà impetuoso malgrado gli sforzi della FED di tenerlo basso contiene i germi della sua distruzione. Una volta che i dollari saranno rientrati a casa, e i debiti in dollari ripagati verrà meno il pilastro primo e unico del dollaro come riserva: la montagna di crediti in dollari.

Sorry, lungo questa strada non si salverà nessuno, ma certo i tempi potrebbero essere lunghi e qualcuno creperà prima degli altri. Questo è l’atteggiamento: nel lungo termine siamo tutti morti quindi perchè preoccuparsi del dopo dopo dopo, occupiamoci di oggi e domattina.

kry
Scritto il 19 giugno 2012 at 12:09

icebergfinanza,

IO credo proprio che valga la pena raccontare tutto per meglio comprendere o diventare consapevoli. La verità e figlia del tempo e non è mai una sola. Cosa diceva Del Vecchio ” Ho visto Profumo cambiare (in peggio)” mi auguro che lo sforzo che sostieni non ti cambi.
john_ludd@finanza,

John spero che non sia il tuo ultimo commento,altrimenti fa sapere in quali altri blog navighi.Ciao.

stanziale
Scritto il 19 giugno 2012 at 12:15

Mi rimangio quanto detto, ancora non sono andato a lavorare, rispondo al cuculo che leggo ora: Va benissimo la tua idea, ce l’abbiamo la forza di IMPORRE alla bce quanto hai detto? Se si, facciamolo, senno’ rimango della mia idea. Basta discorsi, A G I A M O

mannoz
Scritto il 19 giugno 2012 at 12:17

john_ludd@finanza,

grazie per la risposta, il mio timore è che il QE ( anche se rimane un palliativo) in europa non lo faranno mai fare proprio perchè serve un capro espiatorio per giustificare quello della Fed e della BOE in primis , se lo facesse anche la BCE, si scoprirebbe il vaso di pandora, riguardo la germania , come dici penso che la bundesbank sappia benissimo che i timori d’inflazione nn ci sono , ma ha appunto tutti gl’interessi a mantenere lo status quo.
E’ per questo che non riesco a vedere un furuto dell?€ , anche se il suo disfacimento non sarà certo la panacea di tutti mali, tutt’altro.

vito_t
Scritto il 19 giugno 2012 at 12:21

Per Jonh-Ludd
E gente che vaneggia di sovranità monetaria quando 2/3 delle transazioni finanziarie è in dollari e il 100% di quelle energetiche

A me questo non risulta, perchè pur non avendo i link sottomano, Russia Cina e Brasile si scambiano merci e prodotti energetici bypassando il dollaro in una sorta di quasi baratto e peraltro per volumi considerevoli …..
Oggi è così , ma sai bene che basta qualcosa che giri storto in Giappone per vedere piovere la diarrea gialla su tutto il pianeta non solo sull’Europa .
Poi quest’idea che fino a dieci anni fa si poteva vivere … e oggi solo perchè qualcuno pensa diversamente …. non lo si può più fare .. beh mi lascia perplesso. Indubbiamente ci sono nel sistema storture gigantesche, che devono essere risolte … di cui la più grande è la “REDISTRIBUZIONE DELLE RISORSE” Poi indubbiamente la storia è fatta di corsi e ricorsi …. ai tempi di Marco Polo, India e Cina contavano in due per il 60% del pil globale ….

john_ludd
Scritto il 19 giugno 2012 at 12:47

vito_t@finanzaonline,

Gli scambi bilaterali sono ancora poca cosa. I paesi che nomini NON si fidano l’uno dell’altro, NON si fidano della propria moneta. Da un punto di vista del mercato la Cina è stata per 20 anni un super mega shorter della propria valuta, esattamente come la Germania attraverso il meccanismo dell’euro. Ora però la sua economia ansima, la crisi mondiale genera meno domanda delle sue merci. E come sempre accade, se hai shortato e non hai smesso x tempo volente o nolente ti devi ricoprire e i dollari non ci sono perchè i ricchi cinesi li hanno portati all’estero e quelli di stato sono congelati in un paio di trilioni di tresuries. Se i cinesi iniziano a venderli che messaggio arriva ai mercati? Pensi forse che gli hedge fund foraggiati dal denaro facile della FED non attaccherebbero la loro mamma un secondo dopo? Che gli frega a quelli della patria, interessano solo i soldi. Come ai ricchi italiani e ai ricchi tedeschi, russi, cinesi… Vallo a spiegare ai vari Bagnai che prendono 10 e lode in teoria ed etica e zero spaccato in pratica ovvero arte del sopravvivere. I capitali si muovono alla velocità della luce, le persone restano dove sono con i loro problemi amplificati e la loro disperazione che sale, sale e sale.

john_ludd
Scritto il 19 giugno 2012 at 12:50

mannoz@finanza,

Esatto, non farà UN QE, ma due, tre, 10. Come tutte le altre banche centrali. Gli cambieranno nome, lo chiameranno Pippo ma che altro possono fare? Niente di diverso. Aspettano solo l’ultimo momento. Chi potrebbe agire non lo fa e quindi ciao ciao.

kry
Scritto il 19 giugno 2012 at 12:54

icebergfinanza,

Per farsi un idea delle vedette,senza polemica.
Lampo Scrive:
19 giugno 2012 alle 09:56
[email protected],
Forse gli addetti ai lavori sono talmente concentrati e focalizzati nel difendere il loro giardinetto ed interessi… che stanno perdendo irrimediabilmente la visione globale. E’ ciò rende ancora più grave e colpevole il loro operato!
P.S. Il post è di DT.
[ Quota ] [ Replica ]

john_ludd
Scritto il 19 giugno 2012 at 13:23

kry@finanza,

Ogni volta che rientro in Italia per 2 o 3 settimane scrivo qualche nota su questo blog e il blog di DT. Ma già dopo una settimana ho finito gli argomenti e inizio a ripetermi. Quelli che erano interessati magari approfondiscono per conto loro e dopo ne sapranno più di me. Gli altri in ogni caso non cambierebbero idea mai, quindi 2 o 3 settimane sono pure troppe. Ci sono più blog che abitanti sul pianeta terra. Troppa informazione = nessuna informazione. E’ in altro aspetto dell’epoca moderna (all’ovest). Frammentazione e frantumazione delle società in migliaia di tribù urbane, fine della famiglia, frammentazione e polverizzazione delle economie nazionali, informazione disponibile x tutti gratis ma in quantità tali da renderla colma di rumore privo di senso, impossibilità di rimettere insieme i pezzi un un ordine logico prima che la realtà cambi di nuovo e le informazioni diventino inutili, tempo che si frantuma, impossibilità dell’essere umano ad adattarsi a uno sviluppo tecnologico che è perfetto x le macchine non per gli organismi biologici. Entropia che aumenta e anche io contribuisco un pò.

ilcuculo
Scritto il 19 giugno 2012 at 14:08

john_ludd@finanza,

“Vedi Bongo? Questo e’ il progresso… Hai tutto quello che non vuoi, quando non ti serve…” Principe A. De Curtis …

Però che peccato , riusciamo a fare delle cose meravigliose, e non riusciamo a godercele, anzi si fa del tutto per usar male ciò che potrebbe far del bene. Homo Sapiens Sapiens, strana specie …

john_ludd
Scritto il 19 giugno 2012 at 14:51

ilcuculo@finanza,

Totò non era un comico era un genio. Scrivere tomi di 1000 pagine non serve perchè vengono letti da 3 persone. Ma un umorista ha il talento di spiegare la realtà con un disegno e facendoti pure ridere.

Mentre ero via un amico mi ha tenuto una vignetta di Massimo Bucchi. Nel disegno un enorme brontosauro dice “nessun problema, ci salverà la crescita”. Potevo tranquillamente raccontarvela subito ed evitare 10 post ridondanti.

kry
Scritto il 19 giugno 2012 at 15:12

john_ludd@finanza,

Sono riuscito ad imparare molte cose e mi permetto di aggiungere quello che altre volte mi hai consigliato http://english.caixin.com/2012-06-04/100396776.html

logitec
Scritto il 19 giugno 2012 at 16:10

Non si potrebbe ammettere che l’esperimento euro è fallito e tornare tutti alle valute nazionali al tasso di cambio iniziale.

john_ludd
Scritto il 19 giugno 2012 at 16:40

kry@finanza,

Che ti devo dire Kry !

Xie è un economista che conosce il mercato e l’effetto finale di investimenti ciclopici in capacità produttiva, automazione e innovazione tecnologica. Sa che cosa è una fabbrica lunga 1 km con dentro 10 ingegneri e 1000 robot e cosa rappresenta una capacità produttiva (mondiale) di 100 milioni di autoveicoli a fronte di una domanda di 60 e fabbricate con 1/3 degli operai che fabbricavano 20 milioni di automobili un certo numero di anni fa. La Cina produce beni x 3 pianeti, poi c’è il Giappone e le BMW che i teutonici venderanno in Somalia e Burkina Faso che non aspettano altro. A fine anni 90 Schilling e qualche altro economista che veniva dal mercato (era il capo economista di Merryl Lynch come Xie era il capo economista Asia di MS) hanno vista la grande deflazione arrivare. E tutti a dire che era diventato scemo. Poi quando non arrivava giù a ridere come matti. Ma nessuno è frate indovino, il sistema ha una inerzia enorme ovvero la gente che ha visto un asino volare pensa che volerà anche domani e il giorno dopo ancora. Ma poi arriva. E Xie non è certo solo, non è certo scemo e non è su tutti giornali perchè NON si vuole che sia su tutti i giornali. Oggi gli asini volano ancora mentre Krugman straparla di domanda aggregata e altri masturbatori cronici parlano di sovranità monetaria per rilanciare l’export… già in piena deflazione l’export.

Mi dispiace per gli industriali tessili uno dei quali a scritto qui (mi sembra) qualche giorno fa. E’ finita, quei posti non torneranno mai e presto spariranno anche in Cina perchè produrre in Bangladesh costa meno e nessuno vuole pagare una maglietta più di 3 euro, o al massimo, invece di comprarne 5 ne compra 1 a 15 euro e siamo sempre allo stesso punto.

Poi ci sono tutti quelli che lavorano in finanza, non nella GRANDE finanza, quella piccola piccola, promotori e altri che si barcamenano alla meno peggio e che frequentano i blog finanziari in massa sperando di trovarci chissa che cosa. Anche loro perderanno il lavoro, 7 su 10 o giù di lì perchè è un’industria che muore e quindi ciao ciao.

Davvero ognuno quando legge di deflazione e crisi pensa “spero che io me la cavo”. Certo. Auguri. Di cuore, davvero, mica è colpa vostra ma fatevene una ragione e datevi da fare per trovare qualcosa per il dopo perchè c’è sempre un dopo ma bisogna capirlo e più si aspetta, più si aspetta che qualcun’altro trovi una soluzione per loro e peggio è.

ilcuculo
Scritto il 19 giugno 2012 at 17:56

john_ludd@finanza,

John,

sai cosa mi dispiace , che i miei figli di 9 e 12 anni non sanno neppure chi sia Totò, e se prendo dei CD e provo a farglieli vedere mi sa che finisco male, quando li aiuto a studiare Storia cerco di far loro capire che la gente di 20 o 5 secoli addietro era gente più o meno come noi con problemi solo in superficie diversi ma con schemi mentali simili, ma c’è poco da fare studiano la storia come se non li riguardasse. Non mi arrendo, spero piano piano di fare breccia.

Io sono figlio di chi ha vissuto la II Guerra mondiale prendendo 33 bombardamenti sulla testa e nipote di chi ha vissuto la Prima combattendo in nord africa, i miei nonni materni sono miracolosamente scappati in Svizzera in un campo di lavoro per rifugiati che differiva dai campi di concentramento tedeschi perchè non c’erano le camere a gas. Mio nonno paterno collaborò con Mussolini quando era direttore dell’Avanti, quando ne ’21 rifiutò di aderire al PNF dovette scappare da Milano e lasciare lavoro e carriera. La storia è entrata nella vita della mia famiglia così violentemente da spalancare porte e finestre, da farla tremare fin dalle fondamente.

I ragazzi di oggi nati dopo il 1980 da genitori nati dopo il 1950 non hanno , in maggioranza, senso della storia, non gli è arrivata attraverso la famiglia, meno che mai dalla scuola.

Se conosciamo la storia siamo nani sulle spalle di giganti se non conosciamo la storia siamo nani seduti per terra.

E non sarà l’accesso ad internet illimitato su smartphone e tablet ad aiutare i giovani a capire il mondo.

ilcuculo
Scritto il 19 giugno 2012 at 18:09

john_ludd@finanza,

Ancora la domanda:

e quindi ? se è come dici tu è come vedere un grosso meteorite che punta contro la terra, è accaduto, può accadere, e allora ci fermiamo e preghiamo per la nostra anima ? Tanto non ci si può salvare.

Oppure c’è modo di deviare l’asteroide ?

Dire datevi da fare cercate qualcosa per il dopo mi pare un po’ vago, se non riusciamo a riportare il sistema economico ad un equilibrio dinamico ma sostenibile il Darsi da Fare significa poco, almeno per la maggior parte delle persone.

Dobbiamo immaginare di dover vivere con meno ? Va anche bene ma questo peggiora crisi e deflazione. La realtà è che si dovrebbero trovare dei livelli di equilibrio stratificato.

Equilibrio personele e familiare, equilibrio locale e regionale, equilibrio nazionale e sovranazionale. Identificare dei punti di equilibrio possibili.

Il problema è che chi vive parassitariamente sui flussi NON vuole che si raggiunga alcun equilibrio.

Oggi in europa abbiamo una capacità produttiva doppia del necessario in molti settori perchè alla capacità produttiva delle nazioni occidentali si è aggiunta una capacità produttiva dei paesi dell’est. I conti non torneranno mai a livello di total cost, ma a qualcuno i conti sono tornati molto bene.

La domanda è ancora e sempre la stessa dov’è l’asticella della sostenibilità ?

john_ludd
Scritto il 19 giugno 2012 at 20:06

ilcuculo@finanza,

stanziale@finanza,

Commenti e rilievi interessanti.

Stanziale hai ragione, la situazione attuale è intenibile. Punto, non ci sono se e ma. Rilevo solo che la svalutazione non serve più perché questo è un mondo totalmente diverso dal 1990. In sintesi, il più importante avvenimento socio economico degli ultimi 30 anni non è l’euro ma l’avvento delle vere grandi società private multi nazionali. Alcune di queste sono oggi più potenti e più forti della quasi totalità degli stati (ex) sovrani. Esse determinano i fattori di produzione, i flussi finanziari etc… Gli stati sono “out”, con l’eccezione di qualche oasi (Scandinavia, Nuova Zelanda). L’altro evento decisivo è lo sviluppo della tecnologia informatica. La finanza predatoria alla velocità della luce di oggi non solo non esisterebbe senza ma è fusa in essa. La tecnologia informatica è complementare al potere delle multi nazionali che vanno ormai intese come stati privati extra/sovra/poli territoriali. Il lavoro è parcellizzato, disintegrato in filiere che vengono smontate e rimontate a seconda di sole ragione economiche. Non esiste il più vago concetto di bene comune, le multi nazionali non tengono in conto il valore dell’ambiente, vanno dove costa meno e basta. Hanno un potere di ricatto infinito. Chiunque scriva di economia e non abbia ben presente questi due elementi sta certamente raccontando delle fesserie.

L’euro era nato come progetto POLITICO non economico, per ridurre il rischio di conflitti in Europa e avere una possibilità di scampo allo strapotere dell’America. Questo progetto è stato ucciso dagli interessi privati e i cittadini dei vari paesi in pieno deficit democratico già a casa loro non hanno avuto la forza di imporre nulla. E’ in atto oltre all’assassinio dell’euro, l’assassinio dello stato sociale. Non è in programma la sua riforma ma la sua terminazione.

Come se ne esce ? Non credo si possa tornare indietro. Disuniti, piccoli, che cosa si potrebbe fare ? L’Italia non solo non conterebbe una cippa rispetto la Cina o gli USA ma anche rispetto la General Electric o la IBM o la Exxon.

Le nazioni e i popoli che credono di vedere in una unione politica, fiscale con un forte presidio democratico il solo possibile antagonista al potere degli stati privati devono unirsi, lasciare da parte vaccate anti storiche prive di significato come la piena autonomia, la patria e bla bla bla, mandare a casa subito tutti i cadaveri politici che ostacolano questo e ogni altro progetto perché si interessano solo dei propri privilegi. La smettano di ascoltare economisti/sacerdoti che non non sanno neppure che il 90% del denaro lo creano le banche e non gli stati e ciarlano di output gap quando a decidere sono le suddette multi nazionali.

Questo vuole dire dedicare il proprio tempo all’impresa, rinunciare a molto, partecipare, coinvolgere, cacciare i mercanti dal tempio.

Essere pro europa è cosa completamente diversa da essere pro euro. Se è la Germania a ostacolare il processo va semplicemente messa in condizione di accettare un cambiamento radicale o di uscire (lei) dall’euro, non gli altri. Le altre nazioni lo vorrebbero (presumo, forse, chissà, ditemi voi) completare come avevano progettato i fondatori.

In Grecia Tsiparas è pro Europa e contro questo euro e non il contrario. Penso ci vogliono più Tsiparas e non meno.

Sinora mi sono sempre limitato ai massimi sistemi, non ho mai scritto niente con dentro frasi del tipo “bisognerebbe fare questo o quello” perché se poi uno non fa niente di che parla a fare ? Catarsi emotiva, noia ? E quello che ho scritto io non lo sto facendo, forse non ci credo, forse preferisco investire in cambiamenti su una piccolissima scala laddove sono abbastanza sicuro di poter effettivamente influire. Quindi non ne parlerò più.

idiocrazia
Scritto il 19 giugno 2012 at 21:43

john_ludd@finanza,

E’ per certi versi interessante leggerti e molte delle cose che scrivi sono corrette ciò non toglie che tu sia in effetti presuntuoso hai capito tutto vero? il problema è che nel tuo modo di ragionare basta un piccolo errore per sballare tutto, come un calcolo matematico se una cifra è sbagliata il risultato sarà irrimediabilmente SBAGLIATO. Non puoi offenderti se qualcuno ti replica mentre tu parli di VANEGGIAMENTI sulla sovranità monetaria perchè ti attiri automaticamente le repliche se semini vento otterrai automaticamente tempesta… bene Galloni che sa sicuramente MOLTE più cose di te vaneggia secondo quello che tu scrivi. O pensi che tutti quelli che parlano di sovranità monetaria siano degli imbecilli che non sanno che gli stati uniti hanno l’esercito?

E non c’è bisogno di aggiungere altro.

Giuseppe

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