GRECIA: ATENE IN FIAMME IN ATTESA DELL’ EUROPA!

Scritto il alle 22:58 da icebergfinanza

Oggi più che mai il sequestro delle Nazioni e del futuro delle giovani generazioni è un dato di fatto non solo in Grecia dove Atene brucia ad opera di un manipolo di esaltati ma in tutta Europa dove l’oligarchia finanziaria, un manipolo di esaltati ancora più pericoloso sta dettando la nuova disciplina economica alle Nazioni sotto shock, prive di ogni dignità politica incapaci di reagire a dittature economiche destabilizzanti.

Mentre ad Atene in queste ore il Parlamento sta per decidere tra sacrifici e qualcosa di inimmaginabile … «La scelta non è tra i sacrifici e non fare sacrifici, ma tra i sacrifici e qualcosa di inimmaginabile», ha detto intervenendo in Parlamento il ministro delle Finanze greco, Evangelos Venizelos. all’interno articolo di Isabella Bufacchi – Il Sole 24 Ore – leggi su http://24o.it/SeHsbcome se il default di un Paese nascondesse la fine del mondo, un’incredibile e demenziale documento della Commissione europea sottolinea come l’Italia sia uno dei paesi con il maggiore squilibrio economico, sul quale intervenire in via preventiva lanciando un’allerta generale…

Papandreou ha dichiarato che questa è una battaglia tra i mercati e la democrazia… è ora che il mercato e la speculazione perdano la loro battaglia anche se qualche idiota sorride!

 MILANO – Italia, Spagna, Cipro e Ungheria sono i quattro Paesi Ue con maggiori squilibri economici: dove è quindi più urgente intervenire per correggere la situazione. Questo, in sintesi, il segnale d’allarme che la Commissione Ue, salvo modifiche dell’ultima ora, si appresta a lanciare nel suo primo rapporto sul meccanismo d’allerta messo a punto per misurare le condizioni di salute delle economie dei Paesi Ue e, se necessario, intervenire in via preventiva per evitare il ripetersi di altri casi come quello della Grecia.

IL DOCUMENTO – Il documento sarà presentato dal commissario per gli affari economici e monetari Olli Rehn martedì prossimo a Strasburgo, nella sede del Parlamento europeo, dove mercoledì il presidente del Consiglio Mario Monti parlerà davanti all’assemblea riunita in seduta plenaria. E si basa sulla valutazione dell’andamento di dieci indicatori economici che in molti casi – come per il costo della mano d’opera – fotografano la realtà degli ultimi anni. Tanto che nel rapporto si evidenzia che la prima applicazione di questa nuova procedura ha dovuto tenere conto di tutti gli squilibri accumulati in precedenza.

LE PROBLEMATICHE – Per l’Italia le principali problematiche individuate non sono certo novità assolute: un livello del debito pubblico troppo alto, nonostante venga riconosciuto che quello dell’indebitamento dei privati è relativamente contenuto, e una competitività che a partire dalla metà degli anni ’90 si è progressivamente ridotta, così come è avvenuto per la produttività. Fronti sui quali il nuovo governo ha già avviato azioni correttive che saranno ulteriormente stimolate dalle valutazioni provenienti da Bruxelles. Ma intanto, nel quadro delle nuove regole – il cosiddetto six pack – entrate in vigore lo scorso dicembre per rispondere alla crisi dei debiti sovrani con il rafforzamento della vigilanza sull’andamento dei conti pubblici e un maggiore coordinamento delle politiche economiche, la Commissione ha messo nero su bianco la lista dei Paesi più esposti a rischi legati all’esistenza di squilibri macro-economici.

I PAESI SOTTO OSSERVAZIONE – E se Italia, Spagna, Cipro e Ungheria formano la pattuglia di quelli messi peggio, Francia, Belgio, Gran Bretagna, Slovenia e Bulgaria sono quelli posti sotto osservazione. Per la Danimarca, la Finlandia e la Svezia il giudizio resta invece in sospeso. Il rapporto, che non prende neanche in considerazione in Paesi al centro di programmi di assistenza (Grecia, Portogallo, Irlanda e Romania), sarà uno degli elementi di base su cui si svilupperà, durante il semestre europeo, l’esercizio di definizione e coordinamento delle misure di politica economica  che i singoli Paesi Ue dovranno mettere in cantiere per il 2013. Il testo dovrebbe approdare sul tavolo del prossimo Ecofin. Quella che si apre lunedì è comunque, ancora una volta, una settimana cruciale per il futuro dell’Ue. Mercoledì l’Eurogruppo si riunirà per decidere il da farsi sul caso della Grecia. Un tema su cui vuole dire la sua anche il Parlamento europeo, che durante la sessione plenaria tornerà alla carica per chiedere ai leader dei 27 iniziative più coraggiose per stimolare la crescita e l’occupazione, soprattutto per i giovani, e voterà una risoluzione in favore del varo degli eurobond. CorrieredellaSera

Se mai c’era bisogno di un piromane qualsiasi per ravvivare il fuoco della crisi europea, l’innesco è servito. Il documento top secret della commissione europea, figlio dell’ovvietà di analisi dell’ultima ora è un’ulteriore dimostrazione di come un manipolo di incompetenti e psicopatici sta amministrando la liquidazione dell’avventura europea.

Non c’è nulla di più adatto della sindrome di Peter “In una gerarchia, ognuno tende a salire fino a raggiungere il proprio livello di incompetenza”.

“Avendo conquistato posizioni nelle quali sono destinati a fallire – sostiene Sutton – cominciano a usare un arsenale di tattiche per dissimulare la loro incompetenza.

Distraggono l’attenzione dai loro errori spostando sistematicamente la colpa su altri.

L’inganno diventa lo strumento per creare l’illusione di un progresso.

Nel fine settimana è in arrivo la nuova analisi dal titolo “STRONG BUY ITALIA” un viaggio nell’Italia che verrà, osservando le dinamiche che ci attendono nelle prossime settimane per gettare le basi per i prossimi anni.

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1 commento Commenta
billbill
Scritto il 13 febbraio 2012 at 09:14

Bel lavoro, Andrea.
Che differenza c’è tra incompetenza e premeditazione?
Oppure gli incompetenti “addestrati” sono mandati allo sbaraglio per uno scopo ben preciso, studiato a tavolino?
Le mosse agli “incompetenti” sono dettate dall’alto, come in una grandiosa partita a scacchi. La mossa ora passa al popolo greco e per le nazioni da “epurare” tanto più la loro mossa sarà tardiva, quanto più sarà violenta.

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