GRECIA: E’ UFFICIALE IL FALLIMENTO DI ATENE NON E’ UN PROBLEMA!

Scritto il alle 14:47 da icebergfinanza

 

Mentre in Grecia i bond in scadenza marzo quotano a rendimenti superiori al 1000 % con na ristrutturazione intrinseca nel prezzo la magia di un sistema irrazionale permette di assistere ad un’incredibile dimostrazione di ottimismo pilotata…

La Grecia ha collocato sul mercato bond a sei mesi per 812,5 milioni di euro al tasso del 4,86%, in lieve calo rispetto all’asta precedente. Lo ha annunciato l’agenzia greca che gestisce il debito pubblico. Il successo dell’asta rappresenta un segnale positivo per il paese che proprio in queste ore sta trattando con i creditori internazionali per la riduzione del debito esistente e per la concessione di un nuovo pacchetto di aiuti da 130 miliardi di euro.

Strano davvero anche perchè se la Grecia dovesse fallire non morirebbe nessuno come ha detto una Kroes qualunque…

Quando un paese membro lascia non significa che c’e’ un ‘uomo in mare’ – ha affermato il commissario olandese – Forse ho scelto delle parole infelici ma si dice sempre che se un paese viene lasciato uscire o chiede di andarsene allora l’intero edificio crollera’ e cio’ non e’ vero”. Kroes ha aggiunto che le autorita’ elleniche devono rendersi conto che i governi di Olanda e Germania possono far accettare un piano di salvataggio ai loro contribuenti solo se Atene da prova di buona volonta’. Rainew24

Più espliciti di cosi si muore! Chi ha orecchie per intendere intenda e gli altri si occomodino nel labirinto di Minosse!

Abbiamo già scritto nei giorni scorsi come quello che sta accadendo alla Grecia richiama le ombre della Repubblica di Weimar e la dinamica della crisi austriaca degli anni 30, ma giorno dopo giorno l’eclisse storica si avvicina!

Oggi ad Atene ha luogo l’ennesimo sciopero generale, in un contesto politico delicatissimo. Un economista greco, Yanis Varoufakis, ha spiegato di recente in un articolo della Deutsche Welle: “L’accettazione insincera della Grecia di misure impossibili, che non aveva alcuna intenzione di adottare, ha reso la Grecia altrettanto colpevole di aver accettato ciò che non poteva soddisfare quanto l’Unione Europea di aver imposto quello che non aveva il diritto di esigere”.La frase originale è di John Maynard Keynes (l’economista inglese al posto di Grecia aveva scritto Germania, e al posto di Unione Europea aveva scritto alleati). Il ragionamento è chiaro. Nello stesso modo in cui la Germania di Weimar aveva accettato le condizioni draconiane imposte dal Trattato di Versailles nel 1919, la Grecia di George Papandreu ha accettato la cura d’austerità imposta dal Trattato di Maastricht. I paralleli storici vanno presi con grande cautela, anche quando sono particolarmente attraenti come questo. La Germania del 1919 era appena stata sconfitta da una guerra cruente; la Grecia del 2012 è alla fine di una lunga fase di boom economico. La Germania del 1919 era un nemico da punire; la Grecia nel 2012 è un partner da salvare. Eppure, l’idea della sola austerità per curare tutti i mali della crisi debitoria sta mostrando la corda. Sostegni economici non bastano. E’ necessario probabilmente ribaltare l’economia europea, e chiedere ai paesi con un attivo delle partite correnti di investire in Grecia, in modo ridurre gradualmente lo scarto tra paesi del nord creditori e paesi del sud debitori. Non basta. Il rischio oggi non è tanto o non è solo di assistere a crescenti tensioni sociali ad Atene, ma di creare risentimenti nazionali, quasi piu pericolosi.BedaRomano

Nessun risentimento solo protezionismo o nazionalismo puro, in fondo la storia non si ripete mai ma ama fare la rima!

A proposito pofferbacco alla Crande Gemania è calata un pò la pressione industriale un piccolo infartino  del 2,9 % probabilmente dettato da qualche mercedes o bmw in meno che la movida italiana non riesce più a soddisfare…

BERLINO (Reuters) – La produzione industriale tedesca a dicembre 2011 ha registrato un calo del 2,9% su base congiunturale, rispetto ad un dato invariato del mese precedente.La flessione di dicembre è la più ampia dal gennaio 2009. Il consensus Reuters vedeva una contrazione della produzione dello 0,3%.

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2 commenti Commenta
ilcuculo
Scritto il 7 febbraio 2012 at 15:10

BERLINO (Reuters) – La produzione industriale tedesca a dicembre 2011 ha registrato un calo del 2,9% su base congiunturale, rispetto ad un dato invariato del mese precedente.La flessione di dicembre è la più ampia dal gennaio 2009. Il consensus Reuters vedeva una contrazione della produzione dello 0,3%

Non è un problema , al più i tedeschi faranno un po’ di austerità , a loro piace…non siamo mica qui a ballare il Sirtaki…

edmontdantes
Scritto il 7 febbraio 2012 at 22:31

Chissa…qualche Volture Funds ci guadagnera´sul sange altrui, ma chi sta in silenzio diventa complice ! Leggetevi questo articolo per capire che tipo di etica hanno questi signori !

http://oneworldgroup.org/2012/02/01/jersey-plans-vulture-funds-crackdown/

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