ITALIA: IL RATTO DELLE SABINE!

Scritto il alle 07:16 da icebergfinanza

Il ratto delle sabine è una fra le vicende più antiche della storia di Roma, avvolte dalla leggenda. Lo storico Tito Livio (59 a.C.17 d.C.), nella sua monumentale storia di Roma, raccoglie molti di questi racconti tradizionali, in cui mito, rituali arcaici ed eventi storici sono spesso intimamente legati. Uno degli episodi più celebri è costituito dal “Ratto delle sabine”. Romolo, dopo aver fondato Roma, si rivolge alle popolazioni vicine per stringere alleanze e ottenere delle donne con cui procreare e popolare la nuova città. Al rifiuto dei vicini risponde con l’astuzia. Organizza un grande spettacolo per attirare gli abitanti della regione e rapisce le loro donne. ( http://it.wikipedia.org/wiki/Ratto_delle_sabine )

Come abbiamo visto nella sostanza grazie alle parole di uno dei massimi esperti a livello mondiale di dinamiche del debito pubblico, di default sovrani e crisi finanziarie, il problema temporaneo per il nostro Paese è un problema di liquidità più che di solvibilità.

Comunque sia come spesso amo ripetere solo la Verità è figlia del tempo ed ora ci aspettano 90 giorni di fuoco che vanno oltre le illusioni e l’ottimismo di maniera, 90 giorni nei quali si costruisce il destino futuro  del nostro Paese non solo a livello politico ma soprattutto in materia di rinnovo del debito pubblico.

Come abbiamo più volte visto in maniera dettagliata nelle passate analisi ” Perfect Storm Made in Italy “ e ” ANNO 2012: L’esplosione del debito ” la rotta è stata tracciata consapevolmente e direi che sino ad oggi la navigazione è stata magistrale,  soprattutto in attesa dell’appuntamento delle “Idi di Marzo”.

Ora la calma lascerà il posto ad una nuova tempesta anche se probabilmente solo temporanea in attesa che la recessione americana diventi evidente a tutti nei prossimi dati macroeconomici, anticipati dai recenti segnali negativi del mercato immobiliare.

Grecia, Portogallo e soprattutto una percentuale inusuale  di scadenze del nostro debito pubblico sono iceberg e scogli da non sottovalutare ma anche importanti occasioni da cogliere se il panico dovesse nuovamente impadronirsi dei mercati. Quello che è importante è il messaggio di fondo, senza dimenticare quello che è accaduto in materia fiscale e previdenziale nel nostro Paese.

L’Italia è un Paese solvibile e troppo grande per fallire, checche ne dicano i menestrelli dell’ultima ora.!

Sarà una settimana decisiva per il debito pubblico italiano con l’appuntamento dell’asta BTp a cinque e 10 anni, in calendario domani mattina. Dopo il successo degli ultimi collocamenti di titoli a breve termine, il Tesoro spera di approfittare del vento favorevole che sta ridando fiducia ai mercati italiani. L’asta italiana non sarà l’unica in Europa: in agenda lo stesso giorno è fissato il collocamento del Tesoro francese di titoli a breve termine e giovedì quelli a scadenza più lunga 2018, 2020, 2022, mentre mercoledì è la volta della Germania con l’asta del decennale per 5 miliardi.La novità dell’asta di lunedì è la concomitanza del collocamento delle scadenze a 5 anni e a 10 anni, nel primo caso per un controvalore tra 4,5-6 miliardi, mentre per il decennale il range di offerta è stato fissato tra uno-due miliardi: se la richiesta dei mercati lo consentirà, il Tesoro potrebbe collocare fino ad un massimo di 8 miliardi di euro. Il mercato sarà chiamato anche a valutare l’ultima decisione sul rating alla luce dell’annuncio di venerdì dell’agenzia Fitch che ha abbassato il merito di credito del debito sovrano italiano da “A+” ad “A-“. Una mossa annunciata dopo il taglio di Standard & Poor’s del rating di nove Paesi europei tra cui l’Italia. Moody’s, l’altra importante agenzia di valutazione, aveva modificato il giudizio lo scorso ottobre, prima dell’avvento del nuovo governo Finora le decisioni sui rating europei non hanno avuto forti ripercussioni sui mercati, al punto che i rendimenti dei titoli governativi, compresi quelli dell’Italia, hanno cominciato a ridursi a partire da quel venerdì 13. Neppure le Borse sembrano risentirne, lasciandosi alle spalle una settimana positiva su quasi tutti i listini europei: Piazza Affari è stata la migliore con un rialzo settimanale del 2,01%.
di Mara Monti – Il Sole 24 Ore – leggi su http://24o.it/TgPLN

Tornando a noi sembra proprio che le Sabine siano le nostre ricchezze, ricchezze con le quali l’oligarchia finanziaria vorrebbe procreare e popolare la loro voglia di dominio e potere, giocando con l’astuzia e con l’ignoranza dei popoli.

Abbiamo già parlato del World Wealth Report 2011: la 15° edizione dell’indagine sulla ricchezza individuale nel mondo CapGemini di come la ricchezza in Italia in termini assoluti sia scesa in questi anni…

In realtà come abbiamo più volte visto gli italiani sono le formiche del mondo, il popolo con la più alta percentuale di risparmio privato del mondo e la più bassa percentuale di debito del mondo occidentale esclusi i cosidetti BRIC ovviamente, dinamiche in continua erosione.

Bene ora andiamo ad una serie di immagini apparse su .http://www.linkiesta.it/ricchezza-italiani dove nel confronto internazionale le famiglie italiane mostrano un’elevata
ricchezza, pari, nel 2009, a 8,3 volte il reddito disponibile, contro l’8 del Regno Unito, il 7,5 della Francia, il 7 del Giappone, il 5,5 del  Canada e il 4,9 degli Stati Uniti. Risultano anche relativamente poco indebitate: l’ammontare dei debiti è pari all’82 per cento del reddito disponibile (in Francia e in Germania è di circa il 100 per cento, negli  Stati Uniti e in Giappone è del 130 per cento, nel Regno Unito del 170 per cento). Ma come si compone la ricchezza degli italiani che la crisi  sta lentamente erodendo? Tutti i dati nella nostra infografica. La ricchezza degli italiani

La ricchezza degli italiani

 

Facendo riferimento all’ultimo grafico che qui sotto vi riporto nella versione ORIGINALE proveniente da Banca d’Italia più volte condivisa insieme ai lettori di icebergfinanza, le leggende metropolitane di una nazione che è in pericolo perchè le famiglie italiane detengono troppo debito pubblico vengono spazzate via dalla realtà!

Le campagne pro e contro i nostri titoli di Stato fanno sorridere rispetto alla realtà fondamentale, ovvero che gli italiani preferiscono farsi quaotidianamente del male andando a cercare il rischio eponenziale in altre attività che non siano investimenti nazionali o sovrannazionali.

Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/ricchezza-italiani#ixzz1jsZ6izI4

Colgo l’occasione inoltre di fare una precisazione in merito all’ultima analisi dedicata appena inviata ai sostenitori di Icebergfinanza. Come mi ha fatto notare il sempre puntuale e consapevole Daniele, non ho messo in evidenza che il minor grado di leverage delle banche americane è dovuto soprattutto al fatto che esiste una sostanziale differenza tra il mondo anglosassone e quello europeo di calcolare il grado di leva delle banche, banche americane che spesso e volentieri come ha appena fatto Bank of America o JPMorgan scaricano i derivati su controllate o in SIV che non vengono consolidati in bilancio.

Chi fosse interessato all’analisi ANNO 2012: ESPLOSIONE DEL DEBITO!  che fa il punto sui rischi e stelle polari del 2012 può richiederla con una libera donazione cliccando sul banner in cima al blog o QUI

Icebergfinanza partecipa al ” ENEL BLOGGER AWARD 2012 ” Se qualcuno di
Voi trova un attimo di tempo ed è disponibile a sostenerci , questo è
l’indirizzo per votare  Semplicemente grazie! http://www.enelbloggeraward.com/

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2 commenti Commenta
enricop2
Scritto il 30 gennaio 2012 at 10:03

Mi perdoni ma non sono d’accordo sul messaggio di questo articolo. E’ vero che gli italiani sono le “formiche del mondo”. Sono, BRICS a parte, risparmiatori poco indebitat a livello privato.
Ma è anche vero che il risparmio(privato) accumulato nel corso di questi ultimi 30 anni, è stato molto spesso generato da un’orgia scellerata di debito pubblico. Come a dire che la ricchezza di oggi, dalla quale risultano comunque escluse le fasce dei 40-enni in giù, è stata creata mungendo a dismisura la “vacca” pubblica. Quindi, ad esempio,se nel mese di marzo le entrate dello Stato Italia non fossero in grado di coprire le uscite, cosa accadrebbe?Un default totale? Molto poco probabile. Una ristrutturazione del debito? Non è da escludersi. Ma ad ogni modo se lo Stato non avesse i soldi per pagare i suoi 16 milioni di pensionati e i suoi 5 milioni di privilegiati dipendenti pubblici, e non li avesse per pagare gli stipendi della sicurezza,della sanità ,dell’istruzione ecc.ecc.ecc. , cosa accadrebbe? Bè,vedendo l’attuale andazzo, è chiaro che andrebbe a prendere i soldi lì dove sono…e cioè nel risparmio privato dei cittadini(comunque accumulato grazie a evasioni totali e come già detto dal “mungimento della res publica”)…E quindi ,che l’Italia non fallirà dovrebbe rallegrarci?Dovremmo gioire di uno sventato fallimento fatto attraverso la già in atto spremitura del popolo?

icebergfinanza
Scritto il 30 gennaio 2012 at 18:10

enricop2@finanza,

Se Lei seguisse da anni il blog saprebbe che nom c’e nulla da gioire in questa immensa sociaalizzazione delle perdite in questo sequestro delle Nazioni e in quello delle future generazioni. Il mio libro e’ una sintesi del mio pensiero. Un caro saluto Andrea

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