IL SEQUESTRO DELLE NAZIONI E DEL FUTURO DELLE GIOVANI GENERAZIONI!

Scritto il alle 15:34 da icebergfinanza

 Se mai qualcuno avesse avuto bisogno della prova di quello che vado dicendo ormai da mesi e anni, di quello che qualcuno chiama il mio personale delirio, il sequestro delle Nazioni e del futuro delle Giovani Generazioni è in atto, un sequestro silenzioso, il ricatto estremo sull'onda del panico, sull'onda della leggenda metropolitana del rischio sistemico.

Qualche giornalista mi ha fatto notare che talvolta sono piuttosto duro nei giudizi su questo sistema, sulla finanza e sul mercato, ma se dire la Verità significa essere duri, oggi lo sarò ancora di più, anche perchè in questi anni i fatti mi hanno dato ragione e ora la realtà è sotto gli occhi di tutti.

La stagione delle cicale è finita, ma il problema è che il prezzo di questa festa, il prezzo della socializzazione delle perdite lo pagheranno sempre e solo i soliti noti.

I menestrelli di questo mercato fallito ringraziano la speculazione per aver costretto la politica a fare delle scelte ma a queste scelte ci saremmo arrivati comunque perchè l'orgia del debito era alla fine, all'interno di una comune dinamica macreoeconomica ben spiegata nel mio libro ovvero la "debt deflation" deflazione da debiti. La speculazione amplifica ed approfitta di tendenze naturali.

Senza la speculazione ad esempio il fenomeno "subprime" non sarebbe stato cosi violento e devastante.

E i profeti del liberismo, del mercatismo, del libero mercato, del bene assoluto o come diavolo lo volete chiamare, figli di un fallimento, additano il fallimento dello Stato o degli Stati che hanno salvato e socializzato il loro fallimento con i contribuenti.

Non c'è il coraggio o l'opportunità di ridistribuire, non c'è il coraggio o la convenienza a fare riforme e scelte che presentino il conto a coloro che hanno beneficiato del più colossale trasferimento di ricchezza della storia.

Si, trasferimento di ricchezza, perchè nella finanza, nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasferisce. Quando i media raccontano che i mercati hanno bruciato miliardi di dollari, raccontano una leggenda metropolitana.

Quello che è accaduto ad esempio in Italia ma in particolare in America, quello che accadrà è solo un assaggio di come sull'onda del panico, della paura, del terrorismo politico e mediatico, alcune scelte andranno ad incidere sempre e solo sugli ultimi e sulla classe media.

In Italia ad esempio, si chiedono sacrifici, lacrime e sangue e la classe politica va in ferie e non interviene minimamente sui propri privilegi, ma non solo mette una patrimoniale sui risparmi come l'imposta di bollo e non una sola tassa qualunque sulla speculazione. Ma mi fermo qui perchè l'elenco sarebbe infinito.

Come ho scritto il giorno dopo l'euforia per l'approvazione del piano fantasma di sostegno europeo che avrebbe avuto bisogno dell'approvazione dei singoli parlamenti e dell'unanimita' europea questa crisi non e' finita e non finira' a breve.

E' necessario togliere il lanciafiamme agli incendiari della speculazione ma anche insegnare alla politica a non lasciare mozziconi di sigaretta accesi
in un fienile.

Ribadisco che non e' possibile che chi non ha alcun investimento da assicurare contro il fallimento di una azienda o uno stato sovrano possa scommettere contro il default acquistando assicurazioni (credit default swap) o chi non detiene titoli o non li prende in prestito possa venderli allo scoperto sul mercato.

Ora è il panico, vendo i fondi passivi, vendono i fondi pensione e assicurativi, ma questo panico è stato scatenato da loro, dalla speculazione, dalle agenzie di rating il resto sono solo favole.

Di capitalisti e speculatori senza capitali facciamo volentieri a meno!

Affascinante inoltre e' la fobia dell'inflazione in questa fase di devastazione deflattiva, di rientro generalizzato dal debito.

Ancora oggi dopo quanto e' accaduto in America i menestrelli istituzionali della BCE sussurrano che la monetizzazione del debito, l'acquisto di titoli di stato di paesi in difficoltà può innescare pericolosi meccanismi inflattivi.

Ma quale inflazione,  tempo qualche mese e si precipiteranno a ridurre i tassi nuovamente, loro e le loro fobie tedesche.

Senza consumi e salari e un'imponente rietro dal debito generalizzato l'inflazione e' morta e sepolta a parte il quotidiano sequestro della classe media da parte dei soliti noti che dovrebbero subire invece il prezzo più alto di questa crisi.

Ho letto dello scetticismo del centro sinistra sulla proposta dell'obbligo del pareggio di bilancio nella costituzione. Ma per favore e' assolutamente necessario mettere un freno per legge alla tentazione politica di assicurare il migliore dei mondi possibili attraverso l'orgia del debito e' una forma di responsabilità e rispetto per le generazioni future.

Dopo le devastazioni morali e politiche di questo governo lasciate che facciano l'unica cosa giusta che possono fare oggi anche se non bastera'.

Questa purtroppo è una guerra una guerra subdola e nascosta.

Affascinante e'  ascoltare  il diniego del governatore della Bundesbank rispetto al sostegno dei paesi in difficoltà.

Le banche tedesche hanno trascorso gli ultimi anni ad alimentare l'orgia del debito che ha sostenuto la speculazione immobiliare spagnola e a indebitare le cicale greche perchè comprassero le loro mercedes ed ora che hanno i bilanci disastrati vengono a darci lezioni di virtuosismo.

Se i tedeschi dessero un'occhiata alle attività ad alto rischio nascoste nei bilanci di Deutsche Bank e considerassero la leva finanziaria in atto scenderebbero immediatamente dal loro piedistallo di sicurezze. Il potenziale fallimento di Deutsche Bank sapzzerebbe via l'intera Germania.

Chissà per quale motivo le trimestrali delle due principali banche italiane hanno prodotto utili e quelli invece comunicati dalle banche francesi, inglesi e tedesche fanno acqua da tutte le parti.

Chissà come Banca Intesa si permetta di comunicare al mercato che 80 miliardi di liquidità le permetterebbero di evitare di accedere al mercato per almeno due anni.

Eppure il mondo finanziario è pieno di report confidenziali o privati di analisti dilettanti che non sanno osservare i fondamentali o meglio non hanno alcun interesse ad osservarli se non il loro conflitto di interesse.

Analisti dilettanti che oggi si precipitano ad abbassare le loro fantastiche stime di crescita sino alla soglia di una nuova recessione.

In queste settimane abbiamo condiviso insieme l'enorme conflitto di interesse delle agenzie di rating e la mancanza di obiettività di alcuni analisti che amano seminare panico ad uso e consumo proprio.

La Federal Reserve si affanna a ricordare al mondo intero che la decisione
dell'agenzia di rating sull'America non cambierà nulla in riferimento alle garanzie e ai collaterali per evitare il panico ma sara' interessante osservare quello che accadrà al debito, ai mutui, alle carte di credito ai tassi in generale.

Sarà interessante osservare se S&P avrà il coraggio di declassare ora gli stati americani, le banche, le imprese e via dicendo. Sarà inoltre affascinante osservare che fine farà la discarica delle obbligazioni municipali americane, i leggendari "Muni Bonds".

La prospettiva di un ulteriore taglio del rating Usa è tutt'altro che improbabile. Anzi c'è una possibilità su tre che avvenga. Il debito degli Stati Uniti è destinato a crescere nei prossimi dieci anni anche con l'accordo sul tetto deciso in extremis, e per questo le prospettive negative del rating segnalano il rischio che nei prossimi mesi si arrivi a un ulteriore abbassamento del giudizio.

È quanto sottolinea, in un'intervista a Fox News, il direttore operativo di Standard and Poor's David Beers rispondendo alle pesanti critiche del Tesoro americano dopo il taglio del rating Usa da parte dell'agenzia internazionale( Sole24Ore) 

Che coraggio ragazzi …

I simpatici cinesi che fanno la voce grossa salendo in cattedra per dare lezioni di sobrietà in realtà hanno il terrore di quello che potrebbe accadere alle loro riserve. 

Ora la parola passa alla politica…

(AGI) Londra – La risposta alla crisi sara' "significativa e unitaria", lo affermano fonti della Bce a Reuters riferendo della conference call appena conclusa e della risposta che verra' data ai mercati.

Sorrido al pensiero di quanto avverrà nei prossimi giorni e mesi ai cosiddetti beni rifugio, oro, bund e franco svizzero, un cinema riepitosi troppo in fretta nel quale si incomincia a sentire puzza di bruciato. mai  

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23 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 8 agosto 2011 at 14:44

Ciao Andrea vedo che hai inserito anche l'oro in quei beni rifugio che prossimamente si vedranno ridimensionati, dici che ha raggiunto dei prezzi molto fuori da ogni logica ?

utente anonimo
Scritto il 8 agosto 2011 at 16:03

Complimenti, il finale è da Nobel.

daimon

utente anonimo
Scritto il 8 agosto 2011 at 16:18

ho l'impressione che molti abbiano una corta memoria. solo qualche anno fa il dow era sotto 10000  fiat valeva 5 euro  e  saipem 3  per azione  tanto per ricordare fatti concreti.
mi pare siamo ancora molto al disopra di tali valori e un rapido ritorno a valori credibili di mercato  anche se se con uno storno violento  ci stà.
quanto alla crisi,   possono determinarne una in ogni momento e di qualunque intensità ma ,  possono fare anche il contrario, il potere dei privati
in banche centrali è il punto.

utente anonimo
Scritto il 8 agosto 2011 at 16:29

"Eppure il mondo finanziario è pieno di report confidenziali o privati di analisti dilettanti che non sanno osservare i fondamentali o meglio non hanno alcun interesse ad osservarli se non il loro conflitto di interesse."

Andrea quello dei report è un problema solo di conflitti d'inte
resse.

Quante volte abbiamo letto sul sole 24 ore il TargetPrice
di un titolo perchè la società TaldeiTali ha redatto un
report che dovrebbe arrivare a …….

Quello dei report è un mondo in eterno conflitto d'interesse
anche con i media che li pubblicano, poichè i committenti
sono sempre i GROSSI INSERZIONISTI dei giornali in cui
tali "STRONZATE" vengono pubblicate.

In tre decenni che sono nel mondo finanziario ho visto
tante vaccate che la mia convinzione è totale, sulla mancanza
di etica di chi redige i report e di chi successivamente li pubblica.

Molti anni orsono un mio conoscente mi chiese se condividevo
che tale banca italiana potesse arrivare fra 6 mesi al prezzo di…., poichè l'aveva letto sul nostro giornale finanziario ….

Gli ho risposto:

1) Ti sei mai chiesto quando è stato commissionato il Report?

2) Da chi è stato commissionato?

3) Quando è stato redatto e consegnato al committente?

4) Chi ha pagato il redattore del report?

5) C'è un TrackRecord sull'attendibilità dell'analista?

6) Ti risulta che il giornalista che firma il "pezzo" si sia
     prodigato di fartelo sapere?

7) Non pensi che il giornale come tutti gli altri media che
    si occupano di finanza vivano di introiti pubblicitari e
    talvolta di "insider" e che quando pubblicano la notizia
    i buoi siano già scappati dalla stalla….
8) e potrei continuare all'infinito ad elencare elementi per
    farti capire che il mondo della finanza non è proprio
    un mondo da educande e che con il passare del tempo
   è divenuto un casino o se meglio credi un casinò, avendo
   ormai portato le slotmachines a domicilio.

Carpe diem

utente anonimo
Scritto il 8 agosto 2011 at 16:50

Gran bel post capitan Andrea.
Mazzalai è Onesto come la maggior parte dei trentini.

Straordinario il passo:
Se i tedeschi dessero un'occhiata alle attività ad alto rischio nascoste nei bilanci di Deutsche Bank e considerassero la leva finanziaria in atto scenderebbero immediatamente dal loro piedistallo di sicurezze. Il potenziale fallimento di Deutsche Bank sapzzerebbe via l'intera Germania.

Chissà per quale motivo le trimestrali delle due principali banche italiane hanno prodotto utili e quelli invece comunicati dalle banche francesi, inglesi e tedesche fanno acqua da tutte le parti.

Chissà come Banca Intesa si permetta di comunicare al mercato che 80 miliardi di liquidità le permetterebbero di evitare di accedere al mercato per almeno due anni.

Giobbe8871

utente anonimo
Scritto il 8 agosto 2011 at 16:52

i tedeski si compreranno sempre più le nostre banche, l'industria bancaria italiana parlerà francese e tedesco.
Purtroppo.
Ma ce lo siamo voluto, votando disonesti e delinquenti.

GIOBBE8871

utente anonimo
Scritto il 8 agosto 2011 at 17:13

Per coloro che si interessano di giostre

Come si può vedere dai link della settimana scorsa

il Future Eurostoxx è giunto su un supporto proveniente
dai massimi del 2000 che dovrebbe fare da "cucchiaio" (2277)

okkio a vendere a questi livelli…non fatevi prendere dal panico

Comprare l'indice delle banche europee sull'Eurostoxx
 sarebbe un'idea malsana?…. ma sono miei pensieri….

ognuno con la propria consapevolezza e convinzione a stare
su queste giostre….perchè di giostre si tratta.

Carpe Diem

utente anonimo
Scritto il 8 agosto 2011 at 18:00

Vorrei soltanto chiederti una puntualizzazione sulla frase: "Si, trasferimento di ricchezza, perchè nella finanza, nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasferisce."
Visto che sei molto preparato certamente conoscerai il meccanismo perverso di creazione della moneta, come certamente conoscerai il meccanismo della riserva frazionaria: non credi si tratti di creazione di ricchezza (una immensa ricchezza in mano a persone private) dal nulla? Non credi che ciò possa essere contestualizzata nei problemi finanziari che analizzi?
Grazie

utente anonimo
Scritto il 8 agosto 2011 at 18:49

CARPE DIEM. compra su tu una lineetta che chiami trend line, che oltretutto ne poi tracciare a migliaia, e poi, il grafico lo setti lineare o logaritmico? perchè poi devi rifare le trend line…

Lasciate perdere le minchiate… e se anche rimbalzasse poi che fai? Tieni … e se poi torna giu che fai? aspetti la trend line piu sotto? Ma per favore…

un trader

Scritto il 8 agosto 2011 at 19:11

Per UN TRADER

a proposito di minkiate, tu si ke te ne intendi ……

è vero quel detto che…"l'orefice conosce l'oro".

Un tarder hai ancora i denti da latte……quando li cambi
poi ne parliamo….tè capì

utente anonimo
Scritto il 8 agosto 2011 at 19:41

Caro Andrea io condivido al 90% le tue idee, quel 10% mi lascia perplesso quando parli quasi sempre negativamente del mio paese la Svizzera!!

Premetto che nonostante sia Svizzero per me UBS 2 anni fa non andava salvata!

Mi lasciano perplesso le tue previsioni sul franco svizzero per alcuni motivi di vita reale! io vivo in Svizzera e ti posso assicurare che nonostante i disastrosi accordi bilaterali che ci creano un sacco di problemi, la qualità della vita è ancora eccellente!!

Come dicevo abbiamo i problemi dovuti ai lavoratori frontalieri che oramai per disperazione accettano di firmare contratti fasulli a 4000 franchi quando in realtà ne ricevono solo 2000!!

L'apertura a ditte straniere per gli appalti creano milioni di problemi agli imprenditori locali che per fronteggiare offerte ridicolmente basse, devono assumere personale a salari da fame (per noi)

Il problema più grande riguarda i così detti padroncini che entrano in Svizzera eseguono lavori di scarsa qualità a prezzi stracciati!!

Eppure la realtà dice che la prima dell'Euro c'erano le file alla frontiera per andare al mercato di Ponte Tresa e Luino, le file di svizzeri all'iper di Varese ….. La realtà stà ritornando!!

Prima dell'euro la Svizzera era storicamente un paese con una bilancia commerciale negativa, di colpo siamo diventati un paese esportatore! anche qui  la realtà stà tornando!!

Io credo che se ci fossero di nuovo i contingenti ai lavoratori stranieri        ( intendo dire prima si assumo i lavoratori locali disoccupati a stipendi equi  in seguito in mancanza di alternativa si ricorre ai frontalieri) e la proibizione ai padroncini stranieri di operare in Svizzera!! 

Probabilmente non ci accorgeremmo nemmeno della crisi!!

Mi sbaglio forse però pure io 3 anni fa avevo pronosticato l'Euro 1 a 1 con il franco… ci siamo quasi!!!

Certo che se BCE aumenterà la liquidità non vedo proprio come l'Euro possa rimprendersi a breve-medio termine!!

Sono quasi convinto che presto ricomincerà la guerra valutaria tra BCE e FED….. QE3 in vista…… aspettiamo e vediamo

Comunque bel lavoro, quanti libri hai scritto che ho intenzioni di ordinali

ciao Nicola

[email protected]

Scritto il 8 agosto 2011 at 20:36

dalle agenzie di sabato 6 agosto:

'agenzia di rating Standard & Poor's, che ha declassato il debito Usa, non si attende "una reazione clamorosa" dai mercati, perche' era una decisione attesa: lo ha detto il suo rappresentante in Europa, Jean-Michel Six. "I mercati se lo attendevano, non credo ci sara' una reazione clamorosa" lunedi' mattina in apertura dei mercati, ha detto all'emittente francese France Info .

capito? sto minchione di me….ma chi so le agenzie di rating? ma è possibile che nessuno le blocchi?????????????

utente anonimo
Scritto il 8 agosto 2011 at 20:46

X nicetome. Ha ragione lui. Non tu. I mercati avevano gia cominciato a scendere. Non te ne eri accorto?

Scritto il 8 agosto 2011 at 20:48

Caro Nicola io amo la Svizzera o vi ho tanti amici amo le montagne e i Vostri splendidi paesaggi anche se non mancano certo dalle mie parti. Detto questo avete un enorme problema finanziario due banche e un sistema che maneggia attivi per una quantità impressionante al confronto dei quali la creazione di ricchezza della Svizzera e’ quasi ridicola. Gli ultimi dati della Vostra Banca centrale ci dicono che c’e un’emorragia di capitali tra scudi e rimpatri internazionali. Il vostro sistema bancario non e’ solo riservato ma estremamente opaco e più volte sotto accusa per favorire l’evasione. Riservatezza e opacità non significa necessariamente solidità finanziaria. Ma si tratta solo di una mia opinione una delle tante. Con il tempo vedremo cosa accadrà Ciao Andrea

Scritto il 8 agosto 2011 at 20:53

La riserva frazionaria e’ uno dei grandi problemi di questo sistema! Andrea

Scritto il 8 agosto 2011 at 20:58

A proposito c’e ancora qualcuno che chiede dove siano i crolli…e meno male che bisognava comprare azioni cieli limpidi infiniti. Ma non durerà ancora tanto questa dinamica,Houston il tempo di una nuova illusione poi ci penserà la realtà fondamentale. Andrea

utente anonimo
Scritto il 8 agosto 2011 at 22:05

Sulla Svizzera non sono proprio concorde andrea, la Svizzera e’ un paese con un gdp di oltre 500 miliardi su 7 milioni di abitanti, già di per se un dato notevole se lo confronti alla franchi x esempio circa 2 trilioni ma su 65 milioni di abitanti. Sono leader nella farmaceutica nei macchinari di alta precisione e in beni di lusso quali l’orologeria, non sto qui ad elencarti le aziende che di sicuro conoscerai. Ovviamente tutti sanno quanto denaro giace nelle casse delle banche svizzere frutto di illeciti fiscali, ma uno svizzero ti risponderebbe che e’ colpa dei governi che ce li fanno arrivare i soldi da loro, non certo la loro che li prendono…diciamo che la verità’ sta nel mezzo. Naturalmente tu sai da dove scrivo…
Detto questo concordo con la tua visione relativa al futuro dell’economia Svizzera, se il Franco non dovesse smettere di apprezzarsi. Una deflazione si affaccerebbe anche alle loro porte… Il tasso di disoccupazione potrebbe salire rapidamente creando scompensi al welfare e al bilancio federale e cantonale e avendo ormai già’ i tassi a 0 sarebbe difficile rispondere in maniera adeguata, quindi a chi continua a comprare franchi svizzeri attenzione, nel brevissimo potreste ancora profitarne, viste anche le consistenti riserve auree (sempre in proporzione ad abitanti e gdp) sia a livello di banca centrale che cantonali,ma se guardate un
po’ più’ il la il capitano ha tutte le ragioni di mettere in guardia la ciurma.
Il Fringuello

Scritto il 8 agosto 2011 at 22:17

Eppure mi ricorda qualcosa…

Qualche anno fa dei ragazzi facevano un gioco interessante; andavano con gli sci su certi pendii scoscesi a rischi valanga, rompevano lo strato di ghiaccio superficiale e poi partivano a rotta di collo verso il fondovalle cercando di essere più veloci della valanga per poi risalire su un canalone laterale e mettersi in salvo. (non so se te li ricordi anche tu).

Era un gioco molto adrenalinico finchè due di loro ci rimasero sotto, purtroppo tirarono sotto anche la coda di una comitiva, persero la vita due ragazzini ed un prete che li accompagnava.

E pure mi pare che qualche cosa nel sentiment stia cambiando, nel 2008 si pensava che con gli stessi strumenti della finanza la finanza potesse raddrizzare la barca che si stava capovolgendo.
Oggi la sensazine è che serva la politica.
Forse questa volta cambia qualcosa.

utente anonimo
Scritto il 8 agosto 2011 at 22:22

purtroppo avevi ragione
deflazione o iperdeflaziome ?

Scritto il 8 agosto 2011 at 22:27

Possibile Cuculo una speranza anche se forse remota! No Fringuello intendevo non tanto la dimensione procapite di creazione di ricchezza ma la dimensione degli attivi presunti di un sistema che se non erro valeva lo scorso anno  almeno quattro volte per quanto riguarda UBS e oltre due per CreditSuisse, raaporti che nessun'altro paese al mondo detiene

utente anonimo
Scritto il 9 agosto 2011 at 14:13

Visto che state parlando di "flazione" (iper – de – in – ecc.)
per curiosità vi rammento Yorim Aridor. E' stato ministro del tesoro israeliano negli anni 70. Ma non ricordo esattamente quando. Erano anni di inflazione eppure si stava benone; se andavi in banca per fare un mutuo si parlava del 15% o giù di li. Ebbene, questo ministro ha provato una nuova strada per battere l' inflazione; invece che stringere i cordoni della borsa come facevano tutti, lui li ha allentati. L' idea di fondo era quella di far girare l' economia così forte da "superare" l' inflazione. Immagino che non sia andata tanto bene perchè non ho più sentito parlare nè del ministro nè della teoria.
Però ci ha provato.
Estersandro

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