ITALIA: LA QUIETE PRIMA DI UNA NUOVA TEMPESTA?

Scritto il alle 22:25 da icebergfinanza

   IIIi 

Il buon Shakespeare amava ricordare che il Diavolo è un artista nel recitare le Sacre Scritture per i suoi scopi… una mala anima che adduce sante testimonianze è come un malvagio dalla gota sorridente, una bella mela che è marcia nel cuore. Oh che lusinghiera apparenza ha mai la falsità.

Chiunque pensi che l'approvazione della manovra finanziaria e il superamento degli stress test ci mettano al riparo da una nuova tempesta perfetta, commette un errore madornale.  La fiducia è una questione seria!

L'eventuale quiete prima della prossima tempesta va utilizzata saggiamente.

Sciacalli ed avvoltoi della speculazione finanziaria non lasciano tanto facilmente le loro prede, specialmente se la politica, la finanza e i media le servono loro su un piatto d'argento. Un piatto d'argento che spesso viene servito senza rischio, senza l'impiego di capitali, spesso senza la responsabilità delle azioni intraprese.

Fanno tenerezza coloro che quotidianamente si prodigano a raccontarci che la speculazione non c'entra nulla con quello che è accaduto in queste settimane, l'unico interesse è difendere il fallimento del libero mercato, un mercato fallito nella sua intima essenza, che dimentica la socializzazione delle perdite e la privatizzazione dei guadagni.

Venerdi sera, in nome di una presunta responsabilità nazionale, si è consumata, l'ennesima truffa ai danni della Famiglia, della classe media italiana, delle future generazioni, mentre si torna a discutere di quello che veramente conta in Italia, la difesa ad oltranza di un gruppo sciacalli che stanno sbranando la nostra Repubblica.

La redistribuzione dei redditi è una reliquia, un fantasma della storia.

All'improvviso, le tasse dirette e indirette hanno surclassato i tagli alla spesa e le corporazioni, le lobby e la casta politica hanno dimostrato per l'ennesima volta, se mai ve ne fosse bisogno, che l'Italia è attualmente una Repubblica fondata sugli interessi di un manipolo di avventurieri, qualunque sia la loro estrazione politica. Si poteva e si doveva tassare la speculazione e si è preferito tassare il risparmio con una patrimoniale in piena regola. I lupi si sono trasformati in pecore, non in agnelli.

Abbiamo innescato un conflitto generazionale, favorendo il saccheggio di ricchezza e risorse, finanziarizzando e precarizzando il Paese in nome del bene assoluto. 

Quando cerco di difendere il nostro Paese, evidenziandone alcuni punti di forza,  cerco di difendere il nostro futuro, il futuro delle giovani generazioni, non il presente o il passato, non un manipolo di falliti parassiti, un branco di locuste che ha distrutto ogni responsabilità, il profumo dell'etica e quotidianamente ci parla di questione morale e siede nei consigli di amministrazione delle nostre migliori aziende. 

Mentre le agenzie della nettezza urbana ( agenzie di rating )continuano la loro opera di devastazione finanziaria scatenando l'ennesimo uragano sulle banche portoghesi peraltro promosse dallo show degli stress test, ora anche gli analisti di Morgan Stanley e Nomura, gli ultimi arrivati della saga del senno di poi,  ci raccontano ora, ma solo ora che l'avanzo primario di un paese non serve a nulla se…

«Quello che ci colpisce è che l'avanzo primario ha un impatto positivo sui conti solo se il paese in questione può abbattere il debito con la crescita», hanno asserito gli analisti di MS. «Affinchè il debito inizi a calare, il tasso nominale di crescita sommato all'avanzo primario deve superare il costo del debito». Segue un esempio pratico che chiarisce bene il concetto: se un paese ha una crescita nominale del 3% e un avanzo primario del 2%, il suo debito pubblico cala solo nel caso in cui il costo medio degli interessi sul debito si mantiene al di sotto del 5 per cento. Nomura è giunta alla stessa conclusione, in una recente analisi sull'Italia. «Se gli alti spread dovessero persistere, uno sforzo maggiore di consolidamento fiscale si renderà necessario». Ecco la formula: se il tasso d'interesse medio sul debito dovesse attestarsi al 6% (ancora una volta ieri il BTp decennale ha sfiorato questo livello per poi chiudere al 5,80%), e la crescita nominale dovesse risultare del 3-3,5% (una crescita reale dell'1% alla quale si aggiunge il tasso dell'inflazione), questo implicherebbe un surplus primario del 3-3,5% solo per stabilizzare il debito/Pil al 120 per cento. Se invece i tassi d'interesse sul debito dovessero essere confermati al 4,5%, basterebbe un avanzo primario all'1,5-2% per avviare il processo virtuoso di abbattimento del debito/Pil.(Sole24Ore).

Bravi ma gli spread sono saliti perchè un branco di speculatori incoraggiato dalle agenzie di rating e da alcune analisi interessate ha deciso di scommettere sul fallimento della nostra Nazione senza alcuna novità in campo economico e finanziario, tralasciando la leggenda metropolitana della stabilità politica.

Peccato poi però che anche la Banca Internazionale dei Regolamenti nel suo ultimo lavoro sull'impatto del rischio del credito sovrano   metta in risalto l'importanza del bilancio primario…
cgfs43.pdf
Sarà interessante osservare cosa si inventeranno nei prossimi giorni le agenzie della nettezza urbana, da chi riceveranno l'ordine di gettare ulteriore panico, scommettendo sul fallimento di questa o quella nazione.

Tornando per un istante allo show degli stress test effettuati sul capitale delle banche europee è ovvio che i risultati raggiunti ormai non corrispondono più alla realtà delle ultime settimane, non rappresentano una situazione estrema ormai oltrepassata,  ma danno pur sempre la possibilità di osservare a parità di condizione quali banche hanno una maggiore solidità patrimoniale.

Non prendere in considerazione il fallimento della Grecia fa sorridere: i sistemi francese e tedesco non avrebbero passato cosi facilmente questo show, un vero e proprio show se si pensa che bastano 2,5 miliardi di euro per far tornare splendenti tutte le banche europee. Assurdo!

Non resta che sorridere di fronte al ritiro all'ultimo minuto dell'istituto pubblico regionale dell'Assia, delle pressioni della Bafin e della ZKa tedesche per ridurre la pubblicazione di dati sensibili, della fragilità delle banche  francesi.

Se poi ci aggiungiamo che secondo un'interpretazione di Societe Generale uscita un attimo prima della pubblicazione dei risultati, Deutsche Bank, la più grande banca tedesca aveva sostanzialmente fallito l'esame sulla base di Basilea 3 in rapporto allo scenario più avverso è affascinante osservare come il costo immaginario della protezione dal fallimento di Intesa uscita alla grande sia il doppio di quella tedesca.

  

Un terzo delle banche censite tra le quali anche quelle tedesche e francesi si sono salvate al limite.

E' ora che i tedeschi decidano seriamente se affossare definitivamente l'Euro o se stroncare la speculazione attraverso l'emissione di eurobond che garantiscano con le dovute responsabilità specifiche il sistema europeo. La parola ora passa alla politica, tutto per uno ognuno per se, questo è quanto è accaduto sinora! Diversamente i privati devono assumersi la responsabilità del fallimento degli Stati Sovrani e non gli stessi Stati.

E' evidente dalle singole esposizioni che le banche francesi in particolare e tedesche hanno ben poco interesse a speculare contro la nostra Nazione, l'attacco è venuto dall'America e dall'Inghilterra.

Una cosa è certa, che non più un solo centesimo dovrà essere più utilizzato dagli Stati per salvare le loro banche. Aver socializzato il fallimento di queste banche è stata la nostra rovinam specialmente per quanto riguarda i sistemi finanziari più esposti alla Grecia e Irlanda, ovvero quello tedesco, francese e inglese.

In giornata andremo a dare un'occhiata alla crescita dell'America dove è in atto la farsa del secolo, la discussione sul tetto del debito, il debito di una nazione rigorosamente tripla A, una Nazione che sembra avviarsi verso una nuova recessione, recessione che non mi meraviglio probabilmente ci verrà comunicata il prossimo anno quando tutto sarà ormai compiuto.

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15 commenti Commenta
Scritto il 18 luglio 2011 at 07:56

Nel  fine settimana, “ho voluto farmi male”,  a seguito di una finanziaria che non comprendo, oppure comprendo bene, ma non mi adeguo,  ho voluto leggere alcune produzioni teoriche di Tremonti…
Perché mi viene da pensare, che di mere esercitazioni intellettuali si tratta…a conferma, ancora una volta, dell’enorme e profondo baratro esistente trà ciò che si enuncia e  ciò che si fa…  

Suggerisco, a chi non lo conoscesse, di leggere: Il fantasma della povertà , scritto nel 1995 ed anche Paura e Speranza…

Non si poteva far altro? Non ne sono, del tutto certa, non si è voluto far altro, questo si.…

Scrive:
“il fantasma della povertà sta bussando alle nostre porte. Il fantasma della povertà materiale, ma soprattutto il fantasma della povertà spirituale, la madre di tutte le povertà.”
G. Tremonti, La Paura e la Speranza
Io Voi..come altri prima di Vo,i lo avete aiutato   e continuate ad aiutarlo…

Spingerci verso orizzonti mentali diversi da quelli fin qui dominati, verso una visione diversa della vita, meno materiale e più spirituale, meno chiusa nel privato, più comunitaria, più responsabile, in una parola più politica. E’ l’annunciato, clamoroso “ritorno del pubblico”.
 
La Speranza
Non possiamo fermare il mondo, ma dobbiamo capirlo e muoversi di conseguenza. La
meteorologia non fa il tempo, ma aiuta a navigare. Non si governa il mare ma la nave. La crisi che viviamo non è in specie solo una crisi economica. E’ soprattutto una crisi sociale e morale.
Per cambiare, l’unica politica che si può fare è una politica alternativa al mercatismo e per farla serve una “filosofia” politica diversa, per funzionare deve però avere un punto d’appoggio.Questo punto può essere uno solo:quello delle “radici”, le radici giudaico – cristiane dell’Europa
 
Ciò che ora e per prima cosa stupisce è che tutti notano quello che c’è: il consumismo. Mentre pochi riflettono su quello che non c’è più: il romanticismo.
Identità e valorisono le due facce di una stessa medaglia. L’identità è fatta dai valori. Serve una visione della vita che non sia materiale, ma spirituale. Una visione che non escluda Dio e che non demonizzi lo Stato e la dimensione politica.
 
(come si fa ora a non demonizzare lo Stato e la “dimensione politica spiegatemelo)
 
La vita è più vasta, più complessa, più forte, e per questo reagisce al preteso dominio
dell’economia. La realtà non è solo nell’economia. L’essenza della realtà è nella società. Il mercato è una parte, non è il tutto.
 
(L’essenza della realtà è nella società…ma deve esserci una società!)
 
 
Un catalogo di valori forti, che si articolano nei seguenti termini. Valori, famiglia e identità.
( Mi chiedo quanto abbiamo aiutato questi valori crescere e radicarsi?)
 
 Il nostro problema è conservare valori che per noi sono eterni.
(il nostro problema è ritrovare valori ormai perduti e disintegrati, quasi)
 
Responsabilità:verso se stessi, verso la propria famiglia, verso la propria comunità. Verso il passato, verso il presente e verso il futuro.
 
 
Già RESPONSABILITA’…..
 
Il tempo è sostanza. Il tempo dell’Europa non è ancora scaduto.
La Paura e la speranza
http://haboba.org/La%20Paura%20e%20la%20Speranza%20di%20Giulio%20tremonti.pdfGiulio Tremonti – 2008
 
Con questo, invece,  mi sono risollevata un pò:
Consumatore Gigante nano
http://www.comitas.it/consumatore%20online.pdf

La culla della democrazia è sempre la piazza; nel nostro tempo c’è una piazza
in più, il web.(ma non è sufficiente…aggiungo) Partecipare e farsi ascoltare è la prima regola della democrazia;
la seconda regola è imparare a capire il pensiero degli altri, ora che si è fatto più
articolato e complesso.
 
Sappiamo bene che la democrazia perfetta è il caos; abbiamo capito che
l’evoluzione della società, permeata di economia, Pilotata dalla finanza e
strutturata sulla tecnologia, non può più essere democratica nel senso tradizionale
del termine; le diversità spingono verso l’alto i migliori e verso il
basso la massa. Tra i migliori si nascondono troppi falsi.
Resta il fatto che la massa tiene in piedi tutto, comprese le nuove oligarchie.
Deve solo rendersene conto;

Scritto il 18 luglio 2011 at 07:56

Nel  fine settimana, “ho voluto farmi male”,  a seguito di una finanziaria che non comprendo, oppure comprendo bene, ma non mi adeguo,  ho voluto leggere alcune produzioni teoriche di Tremonti…
Perché mi viene da pensare, che di mere esercitazioni intellettuali si tratta…a conferma, ancora una volta, dell’enorme e profondo baratro esistente trà ciò che si enuncia e  ciò che si fa…  

Suggerisco, a chi non lo conoscesse, di leggere: Il fantasma della povertà , scritto nel 1995 ed anche Paura e Speranza…

Non si poteva far altro? Non ne sono, del tutto certa, non si è voluto far altro, questo si.…

Scrive:
“il fantasma della povertà sta bussando alle nostre porte. Il fantasma della povertà materiale, ma soprattutto il fantasma della povertà spirituale, la madre di tutte le povertà.”
G. Tremonti, La Paura e la Speranza
Io Voi..come altri prima di Vo,i lo avete aiutato   e continuate ad aiutarlo…

Spingerci verso orizzonti mentali diversi da quelli fin qui dominati, verso una visione diversa della vita, meno materiale e più spirituale, meno chiusa nel privato, più comunitaria, più responsabile, in una parola più politica. E’ l’annunciato, clamoroso “ritorno del pubblico”.
 
La Speranza
Non possiamo fermare il mondo, ma dobbiamo capirlo e muoversi di conseguenza. La
meteorologia non fa il tempo, ma aiuta a navigare. Non si governa il mare ma la nave. La crisi che viviamo non è in specie solo una crisi economica. E’ soprattutto una crisi sociale e morale.
Per cambiare, l’unica politica che si può fare è una politica alternativa al mercatismo e per farla serve una “filosofia” politica diversa, per funzionare deve però avere un punto d’appoggio.Questo punto può essere uno solo:quello delle “radici”, le radici giudaico – cristiane dell’Europa
 
Ciò che ora e per prima cosa stupisce è che tutti notano quello che c’è: il consumismo. Mentre pochi riflettono su quello che non c’è più: il romanticismo.
Identità e valorisono le due facce di una stessa medaglia. L’identità è fatta dai valori. Serve una visione della vita che non sia materiale, ma spirituale. Una visione che non escluda Dio e che non demonizzi lo Stato e la dimensione politica.
 
(come si fa ora a non demonizzare lo Stato e la “dimensione politica spiegatemelo)
 
La vita è più vasta, più complessa, più forte, e per questo reagisce al preteso dominio
dell’economia. La realtà non è solo nell’economia. L’essenza della realtà è nella società. Il mercato è una parte, non è il tutto.
 
(L’essenza della realtà è nella società…ma deve esserci una società!)
 
 
Un catalogo di valori forti, che si articolano nei seguenti termini. Valori, famiglia e identità.
( Mi chiedo quanto abbiamo aiutato questi valori crescere e radicarsi?)
 
 Il nostro problema è conservare valori che per noi sono eterni.
(il nostro problema è ritrovare valori ormai perduti e disintegrati, quasi)
 
Responsabilità:verso se stessi, verso la propria famiglia, verso la propria comunità. Verso il passato, verso il presente e verso il futuro.
 
 
Già RESPONSABILITA’…..
 
Il tempo è sostanza. Il tempo dell’Europa non è ancora scaduto.
La Paura e la speranza
http://haboba.org/La%20Paura%20e%20la%20Speranza%20di%20Giulio%20tremonti.pdfGiulio Tremonti – 2008
 
Con questo, invece,  mi sono risollevata un pò:
Consumatore Gigante nano
http://www.comitas.it/consumatore%20online.pdf

La culla della democrazia è sempre la piazza; nel nostro tempo c’è una piazza
in più, il web.(ma non è sufficiente…aggiungo) Partecipare e farsi ascoltare è la prima regola della democrazia;
la seconda regola è imparare a capire il pensiero degli altri, ora che si è fatto più
articolato e complesso.
 
Sappiamo bene che la democrazia perfetta è il caos; abbiamo capito che
l’evoluzione della società, permeata di economia, Pilotata dalla finanza e
strutturata sulla tecnologia, non può più essere democratica nel senso tradizionale
del termine; le diversità spingono verso l’alto i migliori e verso il
basso la massa. Tra i migliori si nascondono troppi falsi.
Resta il fatto che la massa tiene in piedi tutto, comprese le nuove oligarchie.
Deve solo rendersene conto;

utente anonimo
Scritto il 18 luglio 2011 at 08:15

Che siamo in guerra è cosa ormai assodata. Quindi dire : che cattivo il nemico che ci bombarda non ha senso.

Neppure dire che quelli che ci devono governare sono tutti uguali ha senso. O meglio, se è così aspettiamo pure di affondare, se non ci sono ancore cui aggrapparsi il nostro destino è segnato.

Io penso che chi ci ha governato negli ultimi dieci anni abbia sbagliato quasi tutto. Penso anche che ci siano le forze per rinascere.

Yabadaba

Scritto il 18 luglio 2011 at 09:29

 
Indubbiamente Yabadaba…ma le forze per rinascere, sono come una pianta che va amorevolmente accudita e curata,
le “risorse vanno messe in campo…non solamente enunciate…non continuamente stoppate o “mortificate”…altre sono le radici da estirpare…

Sono stanca di mere enunciazioni  e basta, fine a se stesse…che lasciano il tempo che trovano… che siano le mie o quelle di chiunque altro…chiunque…il salto qualitativo, ora, sta da un’altra parte…cosa c’è ancora che non sappiamo??…cosa ancora c’è da capire??
 
Ecco  perché mi sono  piaciuti gli interventi di L. Bechetti e  L.De Biase, al festival dell’Economia di Trento di quest’anno, (che Vi invito a visionare sul sito del Festival) perché in un fiume di parole, sono stati gli unici che hanno parlato del Senso, della ricerca di  Senso…nella concretezza quotidiana, ricerca di senso non solo in ciò che diciamo, ma ancor di più e sopprattutto, in ciò che facciamo e come lo facciamo/lo fanno gli altri, Gli Altri… oltre noi.!
 
Buon vento!
Valentina

utente anonimo
Scritto il 18 luglio 2011 at 09:38

Tempi difficili anche oltre Atlantico?

Ma quando mai, non mi sembra poi che sia stato tanto "bisbigliata" la decisione di elargire un ulteriore periodo di "quantitative easing" da parte dello stato USA no?

Quindi direi che per il popolo USA è solo questione di tempo … ora c'è la spallata con lo spauracchio del fallimento … e poi altri soldi per le banche.

Non c'è che dire … un brutto periodo anche per il popolo di quella nazione …. e dire che in teoria sono seduti sul mondo … evidentemente quando si è governati da dai ladri senza scrupoli non c'è ricchezza che tenga.

Quando l'uomo imparerà questa semplice lezione … educare correttamente, avere cura della maturazione dell'io interiore di ognuno di noi, non creare falsi miti, non idealizzare comportamenti scorretti o tollerarli per nessun motivo.
Che barba è? Che noia … eppure la "deregulation" è così affascinante, con i suoi aspetti sempre incerti, con le sue mille frange che permettono alla nostra cosenza di appendersi sempre a qualche appiglio di comodo, pur di non affrontare la realtà che è sempre così squallida e banale.

Basta "pistolotto" … godiamoci ancora qualla libertà di esistenza di cui ancora godiamo .. del domani non c'è certezza … a tutti i livelli, visto che ora come ora nessuno dei "grandi attori" di questa tragedia ha deciso di schierarsi dalla parte del "bene", del proprio popolo che soffre, della giustizia che viene in continuazione violata per motivi squallidi e senza fine.

Si Capitano, hai ragione, occhio al mare, perchè la "pace attuale" è probabilmente di breve durata, è proprio questo purtroppo è il carburante di chi specula e guadagna "veramente" ora, grazie alle leggi truffa tanto assurde quanto volute e protette.

Saluti Marinai

Francia R

utente anonimo
Scritto il 18 luglio 2011 at 11:04

Per come la vedo io, finché abbiamo questo governo la speculazione ci colpirà senza sosta.

Se lo cambieremo e lo faremo in tempi non troppo lunghi potremmo salvarci.
Quindi, al di là di grandi ideali, un governo con PD, Casini e qualche responsabile (ma di quelli veri, se ce ne sono) del PDL può salvarci.
Al punto cui siamo arrivati può farlo solo con una patrimoniale modello Amato nel '92.

Che poi tutto questo si inserisca nella speculazione mondiale, nel crollo del sistema, nella necessità di trovare nuove strade è un'altra cosa. L'importante sarebbe per ora non essere tra i primi a cadere.

Se poi si pensa che "destra o sinistra per me pari sono", il crollo è assicurato e la speculazione vincerà facilmente.

Yabadaba

utente anonimo
Scritto il 18 luglio 2011 at 11:16

Ma quale branco di speculatori? Dai!

Se una nazione tracheggia perchè da 50 anni è gestita con criteri mafiosi e clientelari, se da 50 anni lo stato ha dato ai cittadini scuole, sanità, pensioni, cassa integrazioni, agevolazioni di ogni tipo senza esigere il corrispettivo fiscale necessario, cosa centra la speculazione?

Le regole economiche dicono che se ti indebiti puoi fallire.

Io mi stupisco per il fatto che non sia accauto prima.

Anime belle, investite voi i vostri risparmi sul BTP: sconfiggerete senz'altro i branchi che girano intorno a quello che pensate sia un corpo sano, ma che invece è una carogna putrefatta da decenni.

Saluti

Enrico SV

utente anonimo
Scritto il 18 luglio 2011 at 11:28

D'ACCORDO SULLE CAROGNE VARIE per farvi un'idea sulla realtà vi posto "debitocrazia" su youtube in greco con i sottotitoli in italiano
ma questo nostro debito è legale o è basato su un sistema corrotto clientelare se è così non va pagato così come ha fatto rafael correa in ecuadorecome stanno chiedendo i greci : i contratti vanno vagliati uno ad uno e per questo che stiamo assistendo ad un indebolimento dei vari titoli di stato in quanto sono per la maggior parte basati su un credito INESIGIBILE SPERO DI ESSERE STATA CHIARA CIAO LAURA

Scritto il 18 luglio 2011 at 11:31

Enrico scusa ma dove sei stato in questi cinquant’anni! Se qualcuno deve pagare solo loro politici e speculatori. Stiamo parlando di ovvietà per quanto riguarda il nostro Paese ma se qualche ingenuo non riesce ad osservare il disegno che vi sta dietro non posso farci nulla …animabella! Andrea

utente anonimo
Scritto il 18 luglio 2011 at 12:14

Secondo me non c'è nessun disegno, si tratta solo della logica conseguenza di aver compiuto tutti certe azioni ed in piena consapevolezza.
L'Italia è una grande Grecia, anzi, mi si perdoni la battuta facile, una "magna" Grecia.
Non vedo assolutamente questa dicotomia fra governati e governanti, da sempre i primi in amorevole e colluso rapporto coi secondi: politici e burocrati non sono extraterrestri, sono l'espressione della nostra mentalità levantina ed ora i primi (che meno colpe hanno dei secondi) diverranno il capro espiatorio, catartico ed autoassolutorio di questo paese di mascalzoni (anime belle escluse, neh).
Mi pare illogico non ammettere che si tratta solo di contabilità falsata della quale TUTTI abbiamo goduto, ora ci viene chiesto, giustamente, di pagare il conto. Vedremo come fare.

Diritto di ogni cittadino pensare a mondi migliori possibili, che auspico anch'io, ma suo diritto e  se ha famiglia a carico oserei dire dovere, ora come ora, quello di salvare il salvabile.
Anche perchè i problemi pratici, intendo quelli di mettere insieme il pranzo con la cena, fra non molto potrebbero sovrastarci.
Lasciando a noi poveracci stenti e  vita grama; sofismi ed il colto discettare saranno tolti al popolo per divenir solo privilegio di abbiente.

Ciao

Enrico SV

utente anonimo
Scritto il 18 luglio 2011 at 12:26

Anch'io ho abitato in Italia negli ultimi 50 anni e ho visto governare la Dc, poi Craxi e poi il suo socio.
Ero contro, ma così è andata. Ora Andrea dice : "Se qualcuno deve pagare solo loro politici e speculatori".
Sono frasi che vedrei bene in bocca a Grillo. Grillo che ridà credibilità internazionale all'Italia? Oppure hai in mente altri? O qualcuno che conquisti il potere in maniera autoritaria? Visto che tra poco il rendimento sul decennale sarà del 10%, cosa facciamo in autunno?

Siamo in guerra, lo schifo della finanza mondiale ci sta attaccando e noi non cerchiamo di dare una risposta composta ma di assaltare il parlamento. Cos'altro vuol dire "sono i politici e gli speculatori che devono pagare"?.
Non capisco questa che per me è una deriva, mi sembra un atteggiamento che contribuisce a farci perdere questa sporca guerra in cui ci troviamo, come 70 anni fa, dalla parte sbagliata.

Se poi si pensa che al punto in cui siamo il default è meglio dello smantellamento dello stato sociale, parliamone. In questo caso lunga vita al governo Berlusconi, il risultato possiamo darlo già per acquisito.

Yabadaba

utente anonimo
Scritto il 18 luglio 2011 at 12:46

Fonte Dagospia altri invece scrivono da Londra (come si può leggere sull’ultimo numero del settimanale Milano Finanza) che una squadra di banchieri italiani presenti nella City sarebbe pronta a fare sponda con Mediobanca e con Alberto Nagel per un edizione riveduta e corretta del Britannia.

Arriva Mario Monti! Si torna al ’92/94!

Andrea, gli affossatori dell’Italia trovano alleati soprattutto in Italia.

Gli Stati che hanno coesione nazionale e politici abili e spregiudicati se la cavano, anche in presenza di condizioni disastrose del loro sistema finanziario (Germania docet).

I polli che senza fiatare prendono bidoni come Parmalat e guerra in Libia danno il via alla caccia! E il pollo è un pennuto facile da catturare!

Scritto il 18 luglio 2011 at 12:58

Nessuna deriva cerchiamo di non mettere in bocca agli altri la propria immaginazione. Tra qualche anno scopriremo che alcuni disegni non cambiano mai in fondo l’ingenuita e la paura sono l’humus di ogni speculazione, indipendentemente dalla reale situazione politica ed economica. Andrea

utente anonimo
Scritto il 18 luglio 2011 at 13:13

Montecristo:

Secondo  me  gli   eurobond  non   sarebbero  male   per   risolvere   almeno   nel  medio  periodo   la   crisi   europea.

Ogni  tanto  si   sente   riparlare   di   fusione   fredda  e   della   possibile   scoperta  degli   scienziati   di  Bologna,  che   grande   cosa   sarebbe   per  L'italia   e  per  l'umanità  una   scoperta  del  genere  se   fosse   confermata.

Scritto il 18 luglio 2011 at 20:12

ma perchè vi piace tanto l'idea di una patrimoniale?

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