LA QUIETE PRIMA DELLA TEMPESTA SULL'ECONOMIA!

Scritto il alle 23:55 da icebergfinanza

 

In sistesi come scrissi alcuni giorni fà nell’ AURORA BOREALE delle NAZIONALIZZAZIONI, l’intero sistema finanziario mondiale, attraverso forme diverse di intervento statale è stato  nazionalizzato, una nazionalizzazione temporanea, pura scuola svedese,  magari indigesta al mercato ma necessaria per prevenire una nuova grande depressione.

Dalla Northern Rock alla nazionalizzazione del sistema finanziario inglese la patria del capitalismo anglosassone, non si possono dimenticare gli iceberg disseminati tra l’Irlanda e l’Islanda vere e proprie oasi di natura speculativa.

Paul Krugman sostiene che Bernanke aveva sollecitato questa soluzione, ma sembra che Paulson nel suo integralismo ideologico non fosse affatto d’accordo!

Ricapitalizzare il sistema è un primo passo, un passo che nel recente passato avevano tentato anche i fondi sovrani con i risultati che ognuno di noi conosce, ma cambiare le regole del gioco non aiuta, sospendere il "mark to market" diluisce solo il problema, senza un minimo di trasparenza in bilancio, non cambia nulla.

Senza alcun intervento diretto sul mercato immobiliare la dinamica di crollo dei prezzi è inarrestabile.

Affascinante inoltre la decisione di lasciare a Neel Kashkari laureatosi sei anni fa in ingegneria ma non finanziaria,  TREAS.GOV ex Goldman Sachs  tanto per non sembrare ripetitivi,  il compito di gestire l’asta al ribasso, asta alla quale sembrano voler partecipare oltre 250 istituzioni finanziarie.

Abbiamo già visto insieme nel precedente articolo le opinioni e le considerazioni di Volcker e Roubini sugli antidoti da somministrare alla finanza ed all’economia, ma ora è tempo di occuparsi dell’economia reale, lasciando da parte per un istante quell’immenso castello di carta che la finanza ha creato in questi anni, un concetto di finanza distruttiva. 

Nouriel Roubini, the professor who predicted the financial crisis in 2006, said the U.S. will suffer its worst recession in 40 years, causing the rally in the stock market to “sputter.”

“There are significant downside risks still to the market and the economy,” Roubini, 50, a New York University professor of economics, said in an interview with Bloomberg Television. “We’re going to be surprised by the severity of the recession and the severity of the financial losses.” Bloomberg

La peggiore recessione in oltre 40 anni, significativi rischi per l’economia ed i mercati azionari, stiamo per essere travolti dalla gravità di questa recessione e dalla gravità delle perdite del settore finanziario.

Vorrei fare una piccolissima parentesi in riferimento alla situazione di Morgan Stanley, "costretta" a concedere azioni privilegiate con dividendo pari ad oltre il 10 % oltre alla necessità di avere la garanzia del Tesoro americano sino a far esclamare al suo amministratore delegato che l’ "investimento" che io chiamerei ricatto, rafforzerà ulteriormente la posizione di capitale aiutando la società a perseguire opportunità sui mercati finanziari.

Di quali opportunità parla, John Mack, quale leva pensa di utilizzare in futuro, un futuro dove l’economia dovrà danzare con la recessione.

Entro la fine di ottobre iniziando il 27 la Federal Reserve nell’ambito del programma CPFF Commercial Paper Funding Facility  a sostegno dell’economia reale, finanzierà l’acquisto di asset-backed commercial paper carta commmerciale a breve termine 3 mesi.

Per quale motivo non rendere operativo ora il programma, il cuore dell’economia americana si è arrestato da alcuni giorni e più resterà senza aiuto, più le lesioni al "cervello" saranno irreversibili.

L’economia americana è già in recessione, il dato del terzo trimestre sarà inequivocabile senza il sostegno dell’inflazione e del suo deflatore, senza il sostegno delle esportazioni le revisioni ci diranno che anche il secondo trimestre non era poi cosi solare come ci si attendeva.

Questa è una crisi sistemica, epocale, straordinaria e bisognava intervenire con misure straordinarie per scongelare il mercato del credito.

Secondo Roubini la recessione durerà dai 18 ai 24 mesi portando la disoccupazione al 9 % e una depressione ulteriore dei prezzi delle abitazioni sino ad un ulteriore 15 %.

"The stock market is going to stop rallying soon enough when they see the economy is really tanking,”

Passi per Roubini che molti considerano, a torto, il profeta delle sventure, ma sentire Volcker sostenere di aver vissuto un sacco di crisi ma di non aver mai visto nulla di simile, fa un certo effetto.

Su Msnbc.msn.com Volcker sostiene che non si può sfuggire alla recessione e che l’economia reale dovrà fare i conti con una profonda recessione.

Questi interventi pubblici, garanzie o ricapitalizzazioni sono davvero sgradevoli ma necessari per ripristinare un minimo di fiducia e stabilità sostiene Volcker.

"Those banks have been nationalized, overtly or not overtly, which is something that hasn’t happened before in the history of developed countries," Volcker said.

La nazionalizzazione del sistema bancario americano, indigesta alle stesse banche proposta, in fondo una necessità per tutti nessuno escluso, se si pensa alla montagna di derivati in circolazione.

Sul Sole 24 Ore di ieri un’analisi a cura di Antonella Olivieri ci dice che…….

" La media ponderata per le 40 blue chip che compongono l’indice S&P-Mib è un modesto 8,6 contro la media storica che è superiore a 20. A livello mondiale i p/e si sono più che dimezzati rispetto a un anno fa, passando, secondo quanto segnala una nota di Barclays aggiornata a venerdì, da 18 a 8,99.

Per gli analisti della banca inglese si tratta di occasioni d’acquisto che si presentano una sola volta nella vita, anche se nessuno pu dire se già ora si sia veramente toccato il fondo. Goldman Sachs, in un report fresco di stampa sulle strategie di portafoglio per l’azionario europeo, calcola che per i mercati azionari del Vecchio continente il p/e medio si attesti intorno a 8,6 volte, un livello pari a quello del 1982 quando il rendimento sui Bund (i titoli di Stato tedeschi) decennali era all’ 8%, quello dei Gilt britannici al 12% e l’economia mondiale annaspava in piena recessione.

Credit Suisse segnala che, a livello globale, i mercati azionari sono in fase di ipervenduto, come mai da settant’anni a questa parte. E che i p/e sono molto pi bassi di quanto lo fossero nelle precedenti stagioni dell’orso: pi bassi che nel 2002, nel 1990 e persino nel 1987. Morgan Stanley parla di «valutazioni estreme», citando il fatto che in Europa il rapporto tra il dividend yield (il rendimento delle azioni dato dal dividendo pagato), pari mediamente al 5,9%, e il rendimento dei bond governativi (4,2%) non è mai stato così alto. «Anche se si ipotizzasse un calo dei dividendi del 70% sui titoli finanziari sottolinea il report il dividend yield sarebbe pi alto del rendimento dei bond per la prima volta da cinquant’anni». Le quotazioni di Borsa scontano ormai uno scenario di caduta degli utili societari di almeno il 30% nel 2009.

Ciò significa che solo se il consuntivo dell’anno prossimo dovesse risultare peggiore di quello che esprimono oggi i prezzi di mercato, allora sarebbero giustificabili altri ribassi. Viceversa sarebbero giustificabili recuperi delle quotazioni. "

Detto questo ritengo che in queste analisi non si sconti affatto una lunga e profonda recessione, inevitabile dopo uno schock di queste dimensioni per l’economia reale e per i consumatori. Avevo previsto lo S&P 500 a 950 per scontare la recessione nei prezzi ma oggi nulla è più come prima.

John Hussman della Hussmanfunds sostiene che secondo alcuni parametri oggi i mercato sono valutati alla stregua di come erano negli anni 90 ma questa crisi non ha poco o nulla a che vedere con il 1990 e sopra di noi è appena passato solo l’occhio del ciclone. 

The green, orange, yellow, and red lines represent the projected total returns for the S&P 500 assuming terminal valuation multiples of 20, 14 (average), 11 (median) and 7 times normalized earnings. Stocks are now at the same valuations that existed at the 1990 bear market low. Relative to 30-year Treasury yields, the S&P 500 is priced to deliver the highest excess return since the early 1980’s. 

Ora nella quiete prima della nuova tempesta non ci resta che scorgere all’orizzonte i nostri fari prediletti, alcuni indicatori che segnaleranno lo scongelamento del mercato del credito, obiettivo primario di questa azione congiunta a livello mondiale.

EURIBOR_Charts  &_LIBOR_Charts

  TED_SPREAD ovvero la differenza tra il Libor a 3 mesi e i titoli di stato americani a 3 mesi denominati TBILL, differenza che non accenna a diminuire dopo aver sorvolato ogni record storico oltre i 4,6 punti quando la media storica veleggia intorno allo 0,5.

http://www.lesterbarber.com/images/TED%20spread,%20historically.jpg

DISCOUNT_RATE_SPREAD 

che segnala l’assenza di qualsiasi attività nelle transazioni a breve termine della COMMERCIAL PAPER il cuore lell’economia reale!

Discount rate spread
Graph of CP Discount Rate Spread: Thirty-day A2/P2 Less AA Nonfinancial on a Daily Basis, Date vs. Basis Points. 

Qui sotto invece avete una mappa delle "trasfusioni" ad opera della Federal Reserve che ci possono aiutare ad individuare la ripresa della circolazione sanguinea del sistema finanziario libero dal sostegno delle banche centrali……

Term Securities Lending Facility  http://www.newyorkfed.org/markets/tslf.html

Term Auction Facility  http://www.federalreserve.gov/monetarypolicy/taf.htm

Fomc_funding

 Cumberland Advisors via BIGPICTURE

 

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24 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 15 ottobre 2008 at 01:52

Caro Andrea come sempre incredibilmente documentato e chiaro. Sei davvero un faro e ormai sei uno di casa. E’ come se ti conoscessi da una vita e invece dalla primavera del 2007 mi imbattei in un sito che parlava del problema immobiliare. Chi avrebbe detto che da lì succedeva tutto questo? Un Grazie ancora soprattutto per il senso di equilibrio, di certezza umana e di obiettività che hai e che trasmetti in un contagio assolutamente inebriante.
PG

utente anonimo
Scritto il 15 ottobre 2008 at 06:10

Grazie capitano del lavoro che stai facendo per noi. Anche io ti seguo alcuni mesi (Marzo 2008); prima di trovarti nella nebbia, avevo in testa un campanello di allarme che suonava di continuo. La scoperta di questi blog e di altri tuoi colleghi è stata illuminante, poichè vidi finalmente le dimensioni e la potenza della tempesta che stava arrivando.

Solo un appunto al commento qui sopra: credo che la crisi dei subprime non sia stata la causa di tutto questo casino, ma che sia stato solo lo “starnuto” che ha fatto crollare il castello di carte. Penso che se non ci fosse stato quello, il sistema sarebbe comunque collassato prima o poi per un’altro motivo.

Buona fortuna a tutti!

utente anonimo
Scritto il 15 ottobre 2008 at 09:23

http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/messages/missions/documents/hf_ben-xvi_mes_20080511_world-mission-day-2008_it.html

Cerchiamo le risposte alle nostre domande al Faro che Cristo ci ha lasciato.

Buona giornata a tutti!

1. L’umanità ha bisogno di liberazione

L’umanità ha bisogno di essere liberata e redenta. La creazione stessa – dice san Paolo – soffre e nutre la speranza di entrare nella libertà dei figli di Dio (cfr Rm 8,19-22). Queste parole sono vere anche nel mondo di oggi. La creazione soffre. L’umanità soffre ed attende la vera libertà, attende un mondo diverso, migliore; attende la “redenzione”. E in fondo sa che questo mondo nuovo aspettato suppone un uomo nuovo, suppone dei “figli di Dio”. Vediamo più da vicino la situazione del mondo di oggi. Il panorama internazionale, se da una parte presenta prospettive di promettente sviluppo economico e sociale, dall’altra offre alla nostra attenzione alcune forti preoccupazioni per quanto concerne il futuro stesso dell’uomo. La violenza, in non pochi casi, segna le relazioni tra gli individui e i popoli; la povertà opprime milioni di abitanti; le discriminazioni e talora persino le persecuzioni per motivi razziali, culturali e religiosi, spingono tante persone a fuggire dai loro Paesi per cercare altrove rifugio e protezione; il progresso tecnologico, quando non è finalizzato alla dignità e al bene dell’uomo né ordinato ad uno sviluppo solidale, perde la sua potenzialità di fattore di speranza e rischia anzi di acuire squilibri e ingiustizie già esistenti. Esiste inoltre una costante minaccia per quanto riguarda il rapporto uomo-ambiente dovuto all’uso indiscriminato delle risorse, con ripercussioni sulla stessa salute fisica e mentale dell’essere umano. Il futuro dell’uomo è poi posto a rischio dagli attentati alla sua vita, attentati che assumono varie forme e modalità.

Dinanzi a questo scenario “sentiamo il peso dell’inquietudine, tormentati tra la speranza e l’angoscia” (Cost. Gaudium et spes, 4) e preoccupati ci chiediamo : che ne sarà dell’umanità e del creato? C’è speranza per il futuro, o meglio, c’è un futuro per l’umanità? E come sarà questo futuro? La risposta a questi interrogativi viene a noi credenti dal Vangelo. È Cristo il nostro futuro e, come ho scritto nella Lettera enciclica Spe salvi, il suo Vangelo è comunicazione che “cambia la vita”, dona la speranza, spalanca la porta oscura del tempo e illumina il futuro dell’umanità e dell’universo (cfr n. 2).

Scritto il 15 ottobre 2008 at 09:39

Ti prego Andrea continua…. continua a ripetere nei tuoi precisi e illuminanti articoli (“veri” articoli) che c’è una luce all’orizzonte, un varco tra le nuvole in tempesta. Senza questa luce non c’è speranza per migliaia di ignare brave persone che ancora non sanno cosa succederà. Urlano le mie orecchie di dolore sentendo consigli da Tv e giornali sul futuro della crisi, parlano di breve termine quando è chiaro da mesi(grazie anche te) che è appena iniziata la tempesta. Nelle intenzioni dei governanti del mondo, vedo l’intenzione di salvare il “sistema” finanziario, ma la vera svolta pensando al bene della gente ci sarà mai?

utente anonimo
Scritto il 15 ottobre 2008 at 11:11

BUONGIORNO Andrea.
Un mio amico vuole investire il suo TFR in oro.
Questi prodotti (Etf Lyxor GBS Gold Bullion Securities) hanno una sicurezza intrinseca o se fallisce SG poi sparisce tutto?
MM

utente anonimo
Scritto il 15 ottobre 2008 at 11:34

Gli ETF indicati al post 5 sono di oro virtuale o di oro vero a 24K, perchè se sono di oro a 24K ne compro anchio per farmi una bella collana.
Qualcuno sà dirmelo?

utente anonimo
Scritto il 15 ottobre 2008 at 13:24

Salve a tutta la ciurma e al buon capitano Andrea! Oggi visto il tristume che aleggia nei commenti vediamo di “sbadilare” un po’ di argomenti su cui vi invito a dire la vostra, a “reagire” perchè solo reagendo possiamo trovare una soluzione, tutti quanti assieme.
Bene, passiamo all’argomento che vi posto oggi, ovvero:
Non è che la luce in fondo al tunnel che noi tutti stiamo cercando sia quella luce che prelude il precipizio? (Alla faccia dell’ottimismo direte voi). Mi spiego meglio, non è che con queste misure prese dai G7 non andiamo dritti-dritti in un periodo di iper-inflazione? Perchè con tutti i migliardi che hanno stanziato bisogna pur stamparla questa moneta. E i CDS dove li mettiamo? Faccio un’ulteriore domanda:
Caso Lehman: gli assicuratori hanno pagato i relativi CDS che coprivano il fallimento di Lehman? Come pagheranno tutte queste assicurazioni se non ci sono soldi? Chi copre dal fallimento le stesse assicurazioni?
Bel dilemma!
Perchè a seguito di una iper-inflazione c’è la svalutazione delle monete, basta guardare cosa stà succedendo in queste settimane ai paesi fuori dall’Euro-Dollaro-Yen, l’Islanda la stà pagando sulla sua pelle, l’Ungheria idem, la sterlina si stà svalutando, i paesi latino americani pure.
Il non aver fatto fallire chi ha sbagliato, rischia di essere anche peggio e in tal caso non c’è “Cash is King” che ci salvi.
Ditemi la vostra, Andrea compreso.

M.Baldissara

utente anonimo
Scritto il 15 ottobre 2008 at 13:49

beati coloro che non hanno niente| scherzo, ma credo che in questi giorni se la stanno passando meglio di chi ha qualche soldino e non sa più cosa farne!
Un pensierino: il mercato immobiliare non cresce, ma con tanta inflazione non è il miglior investimento?
ciao …un navigante

utente anonimo
Scritto il 15 ottobre 2008 at 13:51

Scusa M.Baldissara, perchè ti preoccupi tanto dell’inflazione!!! per caso devi comprare qualcosa. Dovreste saperlo tutti che i soldi sono solo carta, chi ha accumulato tanta carta per avere tanto potere ;potrà perdere un pò di potere poi và dall’analista e rimette le cose a posto.

utente anonimo
Scritto il 15 ottobre 2008 at 13:56

Oltre al problema inflazione depressione economica che colpirà tutti, nel prossimo futuro dovremo fare attenzione ancora una volta alle banche perchè dovranno affrontare il rischio di insolvenza di molte aziende a cui hanno concesso affidamenti e soprattutto ai prestiti concessi ai privati sotto forma di crediti al consumo. Sarà sicuramente una bella matassa da sbrogliare.
Per quanto riguarda i soldi credo che sia sempre meglio averne piuttosto del contrario.
Piero

utente anonimo
Scritto il 15 ottobre 2008 at 14:02

Certamente che è meglio avere soldi che debiti, ma quando li hai accumulati dovevi saperlo che l’inflazione li erodeva (oppure non lo sapevi!!!!). E’ un rischio come qualsiasi altra cosa di natura finanziaria

utente anonimo
Scritto il 15 ottobre 2008 at 15:16

Ok, io nel post #7 ho esposto un possibile problema e vi ho chiesto un parere, ma non mi state dando nessuna risposta concreta, forse mi sono espresso male e quindi vi formulo meglio la domanda:
“Voi cosa pensate sia meglio fare per salvare i propri risparmi nel futuro?”
Risposte concrete, ne avete? Semplici pareri senza uscire con discorsi eterici o utopistici.
M.Baldissara

utente anonimo
Scritto il 15 ottobre 2008 at 15:38

Ok M.Baldissara, tenterò di dare delle risposte concrete, ma non prendertela se non ti piacciono.
Per chi è un esperto e segue le borse, probabilmente accumulando piano, piano si potrebbe investire qualche euro. Nell’immobiliare se cominci a girare con CALMA per le Aste Giudiziarie e Agenzie Immobiliari qualche casa da ristrutturare in economia e con il proprio lavoro la trovi e potresti fare qualche affare.
Poi ci sono anche le alternative e cioè investire nella propria vita cercando di migliorarla e renderla il più possibile autonoma dalla follia economica.

SD

utente anonimo
Scritto il 15 ottobre 2008 at 15:39

Ehi, che ne pensate della questione Galbani?

Ecco il mio personale punto di vista…
Tornano di moda i grandi matrimoni in bianco, dopo la Federconsorzi, la Poleghi, Tanzi e Cragnotti.
La Grande Mamma lombarda, abile sensale che combina nozze di interesse, si sta ancora leccando i baffi e le dita del festino di un “affaire” romano caduto dal cielo, ed ecco che è già nuovamente indaffarata a preparare gli inviti (molto riservati, anche questa volta) allo sposalizio in bianco tra contadinelli emiliani.
Di uno degli sposi la Grande Mamma controlla il 20% del patrimonio (sempre più risicato) e dell’altra è stata rovinosa artefice della vita del recente passato, contribuendone allo “sputtanamento” (e poi si discute di “case chiuse”).
Le nozze, che si svolgeranno in una casa di affari milanese, saranno celebrate con un fastoso banchetto durante il quale sarà trangugiata in un soffio l’immensa liquidità disponibile nelle botti delle transazioni, in attesa nelle cantine collicolee.
Nel frattempo, guarda caso, i corsi azionari hanno cominciato a calare (anticipando la stagione fredda del mercato) portandosi a 1,40€…

“Toh!” – deve aver esclamato più di uno ingolosito dalla panna in superficie su quel mare di latte – “A questi valori, il liquido nella bottiglia vale sicuramente quasi più di tutta la bottiglia…”. In effetti la “bottiglia” potrebbe essere facile preda di una scalata in grande stile. Gratis, autoliquidabile ditelo come volete. Un’OPA che la privatizzi definitivamente in mani straniere.

Qualcuno ai piani alti si sarà domandato come fare a non farsi scippare la mucca dal latte d’oro (sostenendo la difesa della solita italianità), ma soprattutto come fare a tenere i pretendenti stranieri alla porta ed i guastafeste ben alla larga dal fastoso banchetto nuziale visto che la cerimonia è bene che sia fatta entro il prossimo maggio, stagione anche di bilanci oltre che dei matrimoni e delle rose.

Vista l’urgenza, niente di meglio che mandare un telegramma ai francesi (tanto più che grazie a Carlà non ci rimpatriano la Petrella), con il beneplacito dei sindacati che temono di prendere uno inciampo peggiore di quello sulle rive del fiumicino laziale.

Et voilà! Un’idea semplice semplice come il cacio sui maccheroni. Un cacio con la data contraffatta.

Io penso che la comunicazione ai francesi che detengono Galbani (uno dei primi attori europei del settore) sia arrivata forte e chiara, e così anche ai loro connazionali (Danone), agli svizzeri (Nestlé e per suo tramite UBS che nel giro di 15 giorni arriva a detenere il 6% circa della mucca dal latte d’oro per poi improvvisamente uscire in perdita), ai tedeschi della Mueller (che in Italia oltre a ciucciare “creme bianche” non riescono a fare e vorrebbero tanto vederlo crescere… il loro business).

Il mercato è servito.

Buona giornata

Marco Colacci

utente anonimo
Scritto il 15 ottobre 2008 at 17:45

Mr. Baldissara,
niente filosofia e tanta concretezza, mi permetto di azzardare una risposta.

Semplificando, butto lì la mia opinione alla questioni del post #7:
1) “luce che prelude il precipizio”: se per precipizio intendiamo “caduta dall’alto al basso col capo i avanti” probabilmente sì… Andrea prevedere la grande Caduta, tra rimbalzi e scivolate (secondo il detto anglosassone anche i gatti morti rimbalzano, tanto più è alto il punto di caduta), per la primavera inoltrata del 2009;
2) “periodo di iper-inflazione”: ancora non è chiaro quale strada prenderà il mondo perchè, viste le scomposte reazioni nelle stanze dei bottoni, tutto può succedere e si possono fare ancora tanti altri errori; gli esiti potrebbero essere inflazione, deflazione, stagflazione, stagdeflazione, la creazione del buco nero nel ciclotrone sotto Ginevra…
3) “i CDS dove li mettiamo”: è la questione da 700.000 miliardi di dollari a cui tutti tentano di dare risposta (vd. Ginevra al punto 2);
4 e 5) chi e come pagheranno i CDS: vedi punto 3);
6) “fallimento delle assicurazioni”: vedi alla voce AIG (nazionalizzazione).

E qualche suggerimento pratico pratico come richiesto al post #12 sul che cosa fare per affrontare il futuro nero che ci aspetta:
a) consultare il proprio medico curante per ridurre l’ipertensione e per un’angiografia coronarica (la salute innanzitutto).
b) cercare di ottenere un tasso di rendimento dei propri depositi liquidi che superi il tasso di inflazione e aspettare in riva al fiume,
in subordine:
c) investire in beni molto “liquidabili” e di valore intrinseco comunemente accettato (se qualcosa potrà mai aver valore più del cibo e della libertà),
d) acquistare terreni coltivabili in montagna (con il surriscaldamento atmosferico e lo scioglimento dei ghiacciai polari quelli sotto un certo livello saranno coperti dalle acque),
e) seguire un corso di agricoltura per principianti (potrà venire utile),
f) chiedere a Paperon de’ Paperoni copia del progetto del deposito di Paperopoli e convertire in monetine il proprio capitale (il metallo verrà in ogni caso buono indipendentemente dal valore della moneta),
– unirsi alle preghiere del Papa.

In alternativa, leggere tutti i post di Andrea dal 24 gennaio 2007 ad oggi, soffermandosi in particolare sui “mondi alternativi”, studiare, studiare…

Ehi, ragazzi, secondo voi i diamanti potrebbero essere utili in un futuro senza denaro?
Se sì, allora puntiamo alla qualità con certificazioni valide internazionalmente (di solito olandesi):
– piccole carature (da 1.00 a 3.00);
– colore “D”, minimo “G”;
– Purezza “LC/IF” minimo “VVS2”,
– Tagli rotondi a “brillante”.

Diamonds are a girl’s best friend… se preferite le bionde.

E per i maschietti?
A tutta birra!

Scusate lo scherzo…
Buona serata
Marco Colacci

utente anonimo
Scritto il 15 ottobre 2008 at 17:45

cortesemente.

http://oro.bullionvault.it/

ci mettereste i vostri soldi?
MM

utente anonimo
Scritto il 15 ottobre 2008 at 18:05

M.Baldissara, ho espresso la mia opinione, aspetto anche la tua.

SD

utente anonimo
Scritto il 15 ottobre 2008 at 18:18

Galbani non è italiana, è della francese Lactalis, di proprietà del signor Besnier, non nuovo agli scandali alimentari

Stella

utente anonimo
Scritto il 15 ottobre 2008 at 18:54

Stella,
tu che sei nel settore primario e guardi alla qualità del prodotto pensi alle sofisticazioni alimentari del Sig. Besnier…
Non saprei dire perchè, ma secondo me il Sig. Besnier ha manifestato interesse ad acquisire Parmalat.
E la risposta che hanno ricevuto non lascia dubbi: giù le mani!

Quanto agli “scandali alimentari” mi pare che pochissimi ne siano esenti (cfr. per esempio La Repubblica del 27 settembre 2008).

Io mi riferivo all’aspetto borsistico/finanziario della questione. Ci stanno preparando “VivAl’italia 2 – la vendetta” travasando i liquidi di Parmalat in Granarolo e piazzando sul mercato l’invendibile 20% di partecipazione di Intesa in Granarolo a spese degli azionisti Parmalat?

MC

Scritto il 15 ottobre 2008 at 19:54

Noto che spesso molti di Voi dimenticano che dopo una notte anche lunga e profonda ci attende sempre e comunque un’alba.

Non potrei essere più concreto, nessun consiglio operativo, tante piccole gocce qua e la, ma spesso è difficile che il messaggio arrivi.

Molti si affacciano oggi sul nostro veliero, molti sono con noi da poco, difficilmente possono conoscere i miei commenti e gli oltre 400 post scritti.

Ecco perchè è difficile conoscere un uomo dal suo abito, se non hai il tempo e la voglia di conoscere la sua essenza.

L’altro ieri ho appena scritto …..

Al di là di queste piccole considerazioni ringrazio tutti coloro che sono presenti sul nostro veliero, tutti i miei cari compagni di viaggio …….rinnovando l’invito ad attendere ” in riva al fiume ” concetto rivolto a coloro che intendono in un futuro reinvestire in un nuovo ciclo.

Ricordo ancora il faro della Primavera del 2009 anche se gli ultimi avvenimenti potrebbero essere in grado di sconvolgere qualsiasi rotta segnalata dalle carte nautiche, troppe volte il ricordo delle fasi della Grande Depressione del ’29 mi riporta ai nostri giorni con violente ondate di panico alternate a rialzi stellari!

Oggi la festa sembra improvvisamente finita o rinviata di fornte allo tsunami fondamentale.

…….in riva al fiume sempre e comunque in questa crisi come nella vita fuori dalla corrente principale, ho avuto il dono, la passione, il coraggio e chissà alcuni la chiamano fortuna di individuare ogni istante di questa crisi, senza mai sbagliare una rotta, ho fatto cose che neanche immaginavo possibili ma non ho perso la speranza di individuare un giorno la luce in fondo al tunnel!

Ci sono cose molto più importanti nella vita, non è filosofia spicciola, anche se la vita di ognuno di noi dipende dal lavoro e dal denaro, come ogni progetto ogni orizzonte ma non è tutto.

Se l’inflazione erode i miei risparmi non importa è sempre meglio dello tsunami che avreste conosciuto a restare nella corrente principale, se poi domani sarò un pò più povero allora farò un passo indietro e ritroverò me stesso, nelle cose semplici magari al chiarore di una candela o davanti al caminetto nella comunità della nostra famiglia dove non esiste televisione che possa regalarmi la felicità di un abbraccio o di una carezza, di un canto o di un racconto.

Forse è difficile comprendere, ma le cose semplici sono le più grandi!

Andrea

utente anonimo
Scritto il 15 ottobre 2008 at 20:27

Per MM post 16. Io non saprei se sia il caso di fidarsi, bisognerebbe conoscere qualcuno che l’ha già fatto; forse qualcuno che segue questo veliero (come dice Andrea) ne sà più di mè.
Io al massimo quando faccio qualche viaggio in Asia, se riesco!!!!!, mi compro qualche gioiello in oro, loro li fanno in oro a 22-23 o 24 carati che alla vista è più bello del nostro, e giallo e molto lucido. Per chi non lo sapesse in Asia vanno matti per l’oro ed e normale comprarlo e venderlo nelle oreficerie, loro lo usano come bene rifugio e lo vogliono puro.

SD

Scritto il 15 ottobre 2008 at 22:20

Vi pongo 2 problemi:
1)Vorrei portare il mio cc. in una banca Spagnola e quindi trasferire tutta la mia liquidità.
2)Visto i politici che mi ritrovo nel breve quali sarebbero i bot esteri più interessanti e sicuri?

P.S.
Attualmente non posseggo nulla sono liquido da 2 anni e sono in attesa.

utente anonimo
Scritto il 15 ottobre 2008 at 22:53

Un saluto al Capitano e a tutto l’ equipaggio, seguo il blog da diversi
mesi ma dall’ ombra delle vele, senza intervenire perchè non ho una
cultura di economia e finanza per portare validi contributi alla navigazione.

Rispondo ad MM, post #16: io ho acquistato oro con bullionvault circa un anno fa e non ho mai avuto problemi.

Ovviamente questi non sono consigli per gli acquisti, non avrei titoli ne conoscenze per darne, ma solo un’ esperienza di un passeggero del Serenity
(forse continuando a leggere Andrea un giorno mi sentirò un marinaio :)
che puo’ essere utile a qualcuno.

bullionvault.com è un servizio della società Galmarley ltd. con sede a Londra.
A me sembrano efficienti e ben organizzati, i costi delle commissioni di acquisto
e vendita e della custodia sono contenuti, i loro fornitori sembrano affidabili
(depositi cash dei clienti presso Lloyd TSB di Londra, Viamat per la custodia).
La forma giuridica del loro rapporto con i clienti è quella del bailment (il foro competente è Londra) che prevede la separazione tra l’ oro dei clienti – di cui loro sono affidatari, custodi – e il loro patrimonio, il che dovrebbe garantirti nel caso che falliscano, dico dovrebbe perchè non sono un esperto di diritto.
Non puoi emettere un ordine di acquisto se non hai già il cash accreditato sul tuo account, così non rischi che chi acquista da te si riveli insolvente.
Il tuo account è collegato solo ad un c/c bancario indicato da te, quindi se un bravo informatico violasse il tuo account, i tuoi soldi ritornerebbero comunque al
tuo c/c.

A me è sembrata la soluzione migliore per allocare i risparmi nell’ oro in rapporto ai costi, anche per i problemi di tipo logistico che presenta il detenere oro fisico.

Un lato negativo è che se acquisti oro, magari vorresti anche averne la disponibilità, vederlo (magari fargli due carezze ogni tanto.. :) e in questo caso è possibile ma
non molto semplice.

Per la sicurezza non saprei darti garanzie assolute, io un anno fa mi sono accontentato di una certa trasparenza nell’ organizzazione del servizio. Anzi, se qualcuno
dell’ equipaggio ha notizie o argomenti negativi al riguardo vi pregherei di farmeli sapere.

Ad ogni modo in Italia non ho trovato intermediari che offrano un servizio simile.
Neanche alla Banca d’ Italia, sede di Roma, mi hanno saputo dare un elenco di operatori in Italia.

Spero che questo post non sia (troppo) in contrasto con l’ ispirazione del Capitano, trattando di argomenti pratici-operativi, mi dispiacerebbe provocare una caduta di stile nel tono della conversazione sul vascello di Andrea.

Buon vento

Fabrizio

utente anonimo
Scritto il 15 ottobre 2008 at 23:39

Un grazie a SD e Fabrizio.

Per fabriozio, Io dell’oro fisico ne possiedo, ma ti assicuro che dopo le prime carezze, non te ne frega piu nulla. :-)
Bullion vault mi sembra un servizio serio. Come ci sono gli etf lixor bullion della SG.
Sto cercando una “certezza” perche vorrei prenderne oltre al fisico anche a contratto.

Nel frattempo grazie.
MM

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