STRESS TEST: WEEKEND CON IL MORTO!

Scritto il alle 06:16 da icebergfinanza
 
 
 Probabilmente molti di voi ricordano "Weekend at Bernie's" ovvero "Weekend con il morto" la vicenda di due impiegati assicurativi che dopo aver scoperto che la propria società è stata truffata ( …dal loro stesso principale ma loro non lo sanno ) in quanto a qualcuno è stato versato ben quattro volte il rimborso della stessa polizza vita, invitati nella villa del principale per essere uccisi dallo stesso, alla fine lo trovano morto, ucciso a sua volta da un boss al quale aveva sottratto l'amante.

I due nel weekend fingono che Bernie sia ancora vivo riuscendo a convincere pure il boss che lo aveva fatto uccidere.

Quale migliore interpretazione se non quella dei due amici non corrisponde a quanto sta accadendo da tempo ala settore finanziario, come purtroppo accadde in Giappone, ovvero un'intera crisi con il morto, lo stesso settore finanziario che si è versato ben altro che quattro volte la stessa polizza vita sul suo conto corrente?
 

 
«Abbiamo bisogno di stress test molto, molto robusti e credibili e di tutte le reti di protezione necessarie». È quanto ha affermato il presidente della Bce , Jean-Claude Trichet, nella conferenza stampa al termine dell'Ecofin. «Siamo convinti che politiche finanziarie e macroeconomiche sane e un'attenta sorveglianza dell'evoluzione dei costi nell'economia – ha aggiunto – siano le chiavi di una crescita sostenibile e della creazione di posti di lavoro». (…)

Bloomberg in  " Banks Face Scrutiny of Sovereign Debt in EU Stress Tests  " ci racconta che si terrà conto delle obbligazioni sovrane nascoste nei portafoglie delle banche europee, ma soprattutto ascoltate bene sulla base di parametri di riferimento incredibili!

Si parte da una possibile caduta dell'economia europea di un miserabile 0,5 % associata ad un calo del mercato azionario di un risibile 15 % come per quello obbligazionario e un aumento dei tassi di un insignificante 0,75 % per mantenere infine un core tier 1 vicino al 5 % del patrimonio. Fantastico, un esame davvero severo!

Il weekend con il morto continua!

 In giornata altri post ma soprattutto appuntamento a stasera ore 20.30 a Taio Val di Non tra le giovani generazioni!
 

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8 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 14 aprile 2011 at 07:50

Ciao Andrea, è un po' come per le agenzie di rating, inutili, anzi dannose.
buona giornata
raffaele

utente anonimo
Scritto il 14 aprile 2011 at 08:21

Ciao Cuculo.
L'ho letto anch'io. Bini Smaghi dice che siccome gli Irlandesi hanno beneficiato dell'exploit irlandese quando le cose andavano bene e siccome sono rei di aver eletto coloro che dovevano vigilare (?!?! da quando in qua i politici sono i controllori??) volenti o nolenti devono pagare il conto.
Dal mio punto di vista e' una spiegazione che è in mala fede e fa acqua da tutte le parti.
Soprattutto lo stesso ragionamento di potrebbe fare per le banche e gli istituti finanziari  e gli investitori in obbligazioni che hanno beneficiato e abusato del "laissez faire"  a discapito della gestione dei portafogli guidati dalla valutazione  rischio/rendimento di un asset.
ma questa gente sta spingendo verso una sola direzione: il costo deve sobbarcarselo solo lo Stato con bail out a oltranza e i cittadini sotto forma di riduzione della spesa pubblica e politiche fiscali restrittive.
E' la Capaci della demcrazia.
raffaele

utente anonimo
Scritto il 14 aprile 2011 at 09:13

e ovviamente continuare con le privatizzazioni…
modello Ausotstrade, privatizzazione fatta tutto a debito…e tu vedi un flusso di denaro che esce dalle tasche dei cittadini sotto forma di pedaggi e entra (a rimborso del presti e a pagamento degli interessi) nella casse delle banche che hanno prestato i  soldi (che in origine erano depositi dei clienti) ai benetton.
Chi deve controllare come si fanno le priivatizzazioni caro sig. Bini Smaghi? E' anche questa colpa dei cittadini??
Raffaele

Scritto il 14 aprile 2011 at 11:37

Però il caso Irlandese è emblematico.

Gli irlandesi un giorno si sono svegliati ed hanno deciso di diventare il punto di approdo in Europa di aziende multinazionali , in particolare Statunitensi e Canadesi ma anche Europee e Giapponesi , hanno messo a disposizione condizioni di accesso vantaggiose a livello di dumping,  (costo del terreno, accesso al credito!!) hanno messo una tassa sul reddito di impresa più bassa del resto d'europa contando sull'effetto crescita. Un costo del lavoro (inizialmente) contenuto grazie ad oneri sociali bassi. Hanno sottratto posti di lavoro ad alto valore aggiunto a tutta l'europa.
Le pecore erano tutte diventate tigri, e ci facevano pure la lezione.
Il reddito pro-capite in pochi anni diventa uno dei più alti d'Europa , (era in passato tra i più bassi)  superando quello Italiano, i valori immobiliari si impennano , tutti godono di una calda sensazione di ricchezza , un miracolo? No , un Debito.
Il valore delle case è quintuplicato ed il settore immobiliare è arrivato a rappresentare il 10% di un PIL che cresceva del 6% all'anno.
Gli Italiani meditavano di emigrare in Irlanda! Verde Paradiso.

Come tutte le cose insostenibili vanno avanti sull'onda del successo finchè possono crescere, quando fisiologicamente la crescita si arresta, magari brutalmente in corrispondeza di una recessione si apre il baratro.

Ma bisogna tenere conto che le banche del Regno Unito hanno 200 miliardi di euro di esposizioni verso quelle irlandesi, le banche tedesche  180 miliardi e quelle francesi  sopra i 100 miliardi. La comunità bancaria internazionale  ha bisogno che le banche irlandesi non falliscano e che gli stati dell’euro zona, assieme al Fondo Monetario Internazionale e al governo inglese diano un massiccio aiuto finanziario a questo stato.

Chi paga ?

Scritto il 14 aprile 2011 at 12:38

Il signor Bini Smaghi dimentica di far parte di una istituzione la BCE che
negli anni della grande crisi è stata completamente assente in particolar
modo in riferimento al sistema bancario ombra, quello che oggi a parte la
Grecia gli Stati devono salvare! Quindi mi limiterei  a prendere atto della
situazione piuttosto che disquisire su quello che dovranno fare i greci
come su quello che hanno fatto gli islandesi o gli argentini a suo tempo.
La non sostenibilità del debito greco è evidente anche di fronte alla
recessione e deflazione che il paese sta vivendo. Piuttosto consiglierei
alla politica di mettere il bavaglio alla speculazione visto che in questa
crisi sono state infrante tutte le regole contabili o non a cominciare
dalla agenzie di rating regine del senno di poi.
Poi Smaghi dice …  ” Se non ha altre forme di finanziamento, la Grecia si
troverà nella drammatica situazione di non riuscire a pagare gli stipendi
dei propri dipendenti pubblici, le pensioni, ecc” ..stiamo scherzando o
cosa. I soldi si vanno a prendere dove ci sono ovvero tramite la leva
fiscale e tramite una redistribuzione dei redditi e finiamola con gli
interventi accademici FMI o privatizzazioni. Poi il buon Smaghi Bini
minaccia pure … Lehman Brothers è stata fatta fallire e questo è stato un
errore di valutazione madornale, pagato con la più grossa crisi finanziaria
dal dopoguerra, con milioni di disoccupati. Vogliamo riprovarci? Veramente
non abbiamo capito nulla di questa crisi? E dai con il rischio sistemico,
nessuno che tenga in considerazione la nazionalizzazione, ovvero
l’assunzione di responsabilità degli azionisti e parzialmente degli
obbligazionisti delle banche. Ciò che è da garantire sono i depositi dei
contribuenti. Certo che vogliamo riprovarci e Stiglitz ha ragione!
E’ ovvio che in questi anni abbiamo avuto una concentrazione di eventi e
squilibri  dall’esaltazione della finanza creativa sino alla fantasia
contabile degli Stati che hanno illuso contribuenti spesso ingenui o
talvolta razionalmente esaltati dalla favola del breve termine. Il popolo
non è esente da colpe, proseguendo sino alla leggenda metropolitana della
globalizzazione e della crescita infinita. Ma le responsabilità non devono
in alcuna maniera portare il marchio della “socializzazione delle perdite”
a carico dei contribuenti e della “privatizzazione dei profitti” a
vantaggio del sistema di elite dell’incrocio perverso, politica, finanza e
media.

utente anonimo
Scritto il 14 aprile 2011 at 14:09

Cuculo e' vero, ma non pensi che i cittadini iralndesi paghino già lo scotto dello scoppio di quel paradiso artiiciale senza doversi accollare anche i costi che invece dovrebbero assumersi quegli investitori finanziari che hai citato?
raffaele

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