SHOCK OIL: UN'ULTERIORE CONFERMA!

Scritto il alle 06:21 da icebergfinanza

    

Come ho riportato recentemente in SHOCK OIL: La recessione è assicurata! e in   NO MAN'S OCEAN 2011   la possibile correlazione tra una recessione e l’alto prezzo del petrolio e di conseguenza della benzina alla pompa è assicurata.


Come scrive il professor Hamilton su sul Econbrowserla correlazione tra la fiducia dei consumatori e il prezzo della benzina è abbastanza forte.

 gas_sent_jan_11.gif

Non sappiamo quale sarà la linea maginot oltre la quale l'economia ripiomberà tecnicamente nella terra di nessuno,  ma possiamo immaginarlo dando un'occhiata a questo post… PRAGMATIC CAPITALISM » » $120 OIL: THE BREAKING POINT Il punto di pericolo del prezzo del petrolio WTI: 120 $/bar che il sempre puntuale ed attento Dream con il suo gran bel  team ci segnala nella sua quotidiana e ricca RassegnaStampa da non perdere!p://intermarketandmore.finanza.com/link-finanziari-ulteriore-quantitative-easing-in-arrivo-e-non-solo-in-usa-22981.html  

Forse non basterà il prezzo del petrolio per far deragliare questa parvenza di ripresa, ma come dice Hamilton, non mancherà di contribuire a destabilizzare la fiducia e avere seri effetti sulle dinamiche future.

Alle 11.00 un nuovo post da non perdere per scendere nelle profondità di questa crisi antropologica!

Di questa e altre questioni ne abbiamo parlato…   NO MAN'S OCEAN 2011    " una sintesi  dei possibili e probabili cigni neri in volo sull'oceano di nessuno, che caratterizzeranno il nuovo anno oltre ad una approfondita analisi sul mercato obbligazionario, dedicata a tutti coloro che hanno sostenuto o vorranno sostenere LIBERAMENTE il nostro viaggio.
L'analisi è stata inviata sabato nel pomeriggio anche a coloro che hanno acquistato il libro.
   

 

  http://intermarketandmore.finanza.com/link-finanziari-ulteriore-quantitative-easing-in-arrivo-e-non-solo-in-usa-22981.html 

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10 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 20 gennaio 2011 at 07:46

Ricorda Tom Whipple, che sul piccolo ma autorevole Falls-Church News si occupa spesso di petrolio, che al momento la produzione mondiale di petrolio è a 88,1 barili al giorno, con un consumo corrispondente di… 89,1 barili al giorno. Qualcosa non torna? Infatti. E infatti è confermato come le riserve OCSE siano calate di 8 milioni di barili a Novembre e di altri 33 milioni a Dicembre; come le "riserve galleggianti" mantenute illegalmente nelle petroliere dagli speculatori stiano magicamente svanendo, e soprattutto come l'Arabia Saudita sta aumentando la produzione.

Fino a quando potrà bastare tutto ciò a tamponare la situazione? Se non ci sarà una ripresa economica possiamo farcela, ma cosa accadrà se la ripresa dovesse stimolare la domanda di greggio di altri 2,5 milioni di barili al giorno come previsto, arrivando a sfiorare i 92? Per tacere del fatto che è molto, molto improbabile che i sauditi siano in grado di immettere sul mercato un ulteriore milione di barili e passa così, dalla sera alla mattina.

utente anonimo
Scritto il 20 gennaio 2011 at 07:46

Ricorda Tom Whipple, che sul piccolo ma autorevole Falls-Church News si occupa spesso di petrolio, che al momento la produzione mondiale di petrolio è a 88,1 barili al giorno, con un consumo corrispondente di… 89,1 barili al giorno. Qualcosa non torna? Infatti. E infatti è confermato come le riserve OCSE siano calate di 8 milioni di barili a Novembre e di altri 33 milioni a Dicembre; come le "riserve galleggianti" mantenute illegalmente nelle petroliere dagli speculatori stiano magicamente svanendo, e soprattutto come l'Arabia Saudita sta aumentando la produzione.

Fino a quando potrà bastare tutto ciò a tamponare la situazione? Se non ci sarà una ripresa economica possiamo farcela, ma cosa accadrà se la ripresa dovesse stimolare la domanda di greggio di altri 2,5 milioni di barili al giorno come previsto, arrivando a sfiorare i 92? Per tacere del fatto che è molto, molto improbabile che i sauditi siano in grado di immettere sul mercato un ulteriore milione di barili e passa così, dalla sera alla mattina.

utente anonimo
Scritto il 20 gennaio 2011 at 07:46

Ricorda Tom Whipple, che sul piccolo ma autorevole Falls-Church News si occupa spesso di petrolio, che al momento la produzione mondiale di petrolio è a 88,1 barili al giorno, con un consumo corrispondente di… 89,1 barili al giorno. Qualcosa non torna? Infatti. E infatti è confermato come le riserve OCSE siano calate di 8 milioni di barili a Novembre e di altri 33 milioni a Dicembre; come le "riserve galleggianti" mantenute illegalmente nelle petroliere dagli speculatori stiano magicamente svanendo, e soprattutto come l'Arabia Saudita sta aumentando la produzione.

Fino a quando potrà bastare tutto ciò a tamponare la situazione? Se non ci sarà una ripresa economica possiamo farcela, ma cosa accadrà se la ripresa dovesse stimolare la domanda di greggio di altri 2,5 milioni di barili al giorno come previsto, arrivando a sfiorare i 92? Per tacere del fatto che è molto, molto improbabile che i sauditi siano in grado di immettere sul mercato un ulteriore milione di barili e passa così, dalla sera alla mattina.

utente anonimo
Scritto il 20 gennaio 2011 at 10:45

#1 Bravo utente anonimo ma almeno la prox dacci la fonte degli articoli
……

Ve la do io:

http://petrolio.blogosfere.it/

Saluti
Gianni(MI)

utente anonimo
Scritto il 20 gennaio 2011 at 13:49

Trasparenza…trasparenza…trasparenza !

Tutti i bei numeroni sopra, sono estratti dai report IEA International Energy Agency, pieni di bellissimi grafici, tabelle che ti spiegano il verbo ! Ma ne siete sicuri ? Il vecchio motto garbage in – garbage out e´ sempre in agguato, oggi in realta´ nessuno ha i numeri veri alla fonta, quanto petrolio si estrae te lo danno statisticamente i produttori, come il debito (che guarda caso non includeva i 5.5 trilioni di Freddi & Fanni) insomma mai e poi mai che il conto torni in eccesso…ma se voi foste venditori di patate cosa raccontereste sul banco del mercato ? Che le patate stanno finendo…o no ?
Saluti
Massimo

utente anonimo
Scritto il 20 gennaio 2011 at 15:13

Secondo il mio parere i nuovi giacimenti scoperti dalle compagnie petrolifere in varie parti del mondo (es. Brasile) non fanno temere una mancanza di petrolio. Il fatto è che la speculazione che prima attaccava i mercati borsistici oggi in situazioni dove non si guadagna o si guadagna poco in borsa si è spostata sul mercato dei future sulle materie prime quali in petroli, il rame, l'argento ecc..
Le nuove regole nell'economia post subprime che molti economisti invocavano non ci sono state è questo sta per creare una nuova bolla. Il petrolio in primavera crollerà inesorabilmente. I prezzi attuali non sono giustificati perchè la rispresa non si riesce a vedere nemmeno con il telescopio!

utente anonimo
Scritto il 20 gennaio 2011 at 16:51

Questo è il grafico delle nuove scoperte di giacimenti dal 1930. Ti suggerisce nulla ?

Ricordati che ogni 10 giorni si consumanno 1 miliardo di barili al giorno. Quallo che hanno scoperto in Brasile di recente più che giacimenti sono pozzanghere confrontati con i giacimenti arabi sfruttati ormai da 50 anni. Ricordati il problema non è la mancanza, ma la mancanza di petrolio facile da estrarre e a buon mercano. Secondo te hanno lo stesso costo il petrolio estratto nel deserto dell'arabia saudita a pochi metri sotto terra e quello estratto in un giacimento in mezzo al golfo del messico sotto chilometri di acqua e roccia ? quello che finirà sara il petrolio che ha un costo accettabile per essere estratto. E'un problema di EROEI: http://it.wikipedia.org/wiki/Ritorno_energetico_sull%27investimento_energetico

Massimiliano.

Scritto il 20 gennaio 2011 at 16:53

Comunque con un prezzo del Petrolio a 90 $/brl diventano competitive molte fonti energetiche alternative.
Il problema è liberare gli investimenti.
di fatto quando il petrolio ha superato per diversi mesi i 100$ molti progetti anche importanti sono usciti dai cassetti per ritornarci precipitosamente nonappena il tracollo globale ha riportato il barile a 40$.

I petrolio si consuma prevalentemente per 2 motivi, trasporto e produzione di energia elettrica (l'utilizzo come materia prima industriale per plastica, fertilizzanti e farmaci è molto più basso) il primo è per ora il meno elastico il secondo può essere ridotto con l'introduzione di nuove fonti energetiche, alternative e tradizionali, prima fra tutte il metano che sta avendo una dinamica di prezzo diversa.

Il fatto che le compagnie petrolifere , che sono , occorre ricordarlo, in primissima fila negli investimenti in energie alternative , non siano particolarmente attive sul fronte delle energie alternative indica che l'attuale prezzo del petrolio è più un fenomeno speculativo che il risultato di un shortage netto.
I certificati future sul petrolio sono un buon pargheggio per la liquidità ma, come per l'oro, quando si comincia a vendere … si vende.
Se ci fosse una regola per cui chi compra un future sul petrolio deve portatrsi a casa fisicamente una significativa percentuale (70%) del prodotto su cui ha messo un'opzione  tutto questo petrolio di carta (o digitale) sparirebbe .

utente anonimo
Scritto il 20 gennaio 2011 at 21:28

Ciao Cuculo, che piacere leggerti, un saluto, da tanto tempo non passavo sul blog !

Parto con il post, non fate trarvi in errore, la gente di per se non ha bisogno di petrolio, gas, elettricita´ ha bisogno di calore, mobilita´  illuminazione per gli ambienti, se invece di continuare ad essere onnivori energetici, cominciassimo a pensare su come fornire tali bisogni avremmo gia´ fatto un passo avanti.
Saluti
Massimo

utente anonimo
Scritto il 24 gennaio 2011 at 21:10

l'idea che mi sono fatto sull'aumento del prezzo del petrolio è questa_ penso che tutto venga fatto artificialmente perchè ad un aumento del petrolio corrisponde un aumento dell'inflazione. se il prezzo è troppo basso l'inflazione non aumenterebbe e di conseguenza i prezzi resterebbero statili o diminuirebbero, si verrebbe così a creare un ciclo deflattivo.
grazie per il suo splendido contributo.
grazie a lei ed al blog ( ex) il cigno nero mi sono avvicinato all'economia
cordiali saluti
nello

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