OCCUPAZIONE: OLTRE LA PRIMAVERA UN AUTUNNO GIAPPONESE!

Scritto il alle 07:30 da icebergfinanza

 

Come abbiamo visto recentemente, Erich Fromm amava ricordare che i falsi incoraggiamenti sono dannosi se non addirittura fatali… se incoraggio una persona minimizzando il suo problema, le impedisco di mobilitare l’energia di riserva per ogni emergenza… vale di più essere sinceri e incoraggiare a fare piuttosto che a sperare…

I giorni migliori sono davanti a noi ha sussurrato venerdi il presidente americano Obama, in fondo questo è il loro compito, infondere fiducia, anche se talvolta ti sfiora il sospetto che il tempismo e l'enfasi mediatica siano metodologicamente programmati.

Mark Twain diceva che una piccola bugia fa in tempo a viaggiare per mezzo mondo, mentre la verità talvolta deve ancora mettersi le scarpe, amplificandosi come in una leggenda metropolitana aggiungo io.

Oltre l'inizio della primavera ufficiale mediatica che introduce alle elezioni presidenziali di mid-term, un autunno giapponese ci attende, una dimensione che molti fanno fatica a comprendere ma che è radicata nelle radici di quanto è accaduto negli anni novanta, radici che si stanno lentamente consolidando nelle fallimentari ideologie attuali. 

Perdere "solo" un certo numero di lavori non significa necessariamente che le cose stanno migliorando, anche perchè se si perdono "solo" 50.000 posti di lavoro quando l'economia americana ha bisogno di circa 200.000 posti di lavoro al mese per attenuare le pressioni demografiche e migratorie e di almeno 250.000 posti per cancellare nei prossimi dieci anni i quasi novi milioni di posti persi in questi ultimi due anni, significa fare un passo in avanti con la speranza e due indietro nella realtà.

La "mission" di Icebergfinanza in questi anni è stata quella di esplorare il sistema sotto il pelo dell'acqua, la parte nascosta dell'iceberg, condividendo analisi e riflessioni, che nella versione macroeconomica ed antropologica della crisi, hanno trovato la loro legittimazione.

Il nostro oceano non è adatto a chi vive di breve termine, lo ribadisco sino all'ossessione, non è adatto a chi ama solcare oceani nei quali le correnti e i venti sono ormai programmati da sistemi computerizzati che vivono di supporti e resistenze dove le illusioni o le speranze si alternano tra euforia e depressione. I mercati vivono di liquidità e di prospettive di utili, le notizie macroeconomiche sono soltanto degli elettroshock vengono assorbiti nel tempo, spesso ignorandone le prospettive a medio e lungo termine. L'ironia del post di venerdi voleva non nascondere gli aspetti positivi del dato ufficiale rilasciato, ma nello stesso tempo evidenziare la spasmodica attesa di un mercato che troppo spesso guarda a dati figli di un breve termine totalmente inattendibile. Non vi è stato un solo dato la scorsa settimana che non sia stato contraddetto da una serie di indicazioni puntualmente a loro volta smentite, ma in fondo la fiducia nei mercati è come una bandiera al vento, che segue la corrente senza farsi domande.

Noi preferiamo guardare oltre e allo stesso tempo, preferiamo non illudere nessuno! La ripresa economica è in mano alle stesse ideologie che la hanno prodotta, l'economia è ostaggio della politica e della finanza, ostaggio di un'utopia che dimentica come esiste un colossale squilibrio, una mancanza di equità reddituale e fiscale che è stata la causa di molte crisi economiche/finanziarie della storia.

Ben pochi hanno voglia di chiedersi per quale motivo il BLS ha comunicato ben 67.000 posti di lavoro creati dal settore dei servizi, quando in realtà l'indagine ISM dei servizi mostra un sensibile peggioramento in tutte le principali voci, specialmente per quanto riguarda l'occupazione.

Esaltarsi per un settore manifatturiero in declino  e ignorare un indice, quello dei servizi,  che si sta lentamente ed inesorabilmente avvicinando alla linea della recessione è tipico di un mercato nel quale in molti conosevano quanto sarebbe accaduto. Attività produttiva, nuovi ordini, occupazione, inventari ed esportazioni sono scesi in alcuni casi in maniera da confermare per l'ultimo trimestre del'anno una crescita negativa.

A differenza dell'indice manifatturiero, quello dei servizi ha confermato tutte le cattive notizie in arrivo dai vari indici regionali della Federal Reserve. Come abbiamo ricordato più volte, il settore delle piccole e medie imprese da lavoro ad almeno i due terzi dell'economia americana, ma come dice il suo capo economista Dunkelberg, nel mese di agosto, solo 11 % delle imprese ha aumentato mediamente di 2,3 dipendenti la forza lavoro mentre il 13 % la diminuiva di 3,5 lavoratori.

Nei prossimi mesi le prospettive sono di una riduzione della forza lavoro nel 13 % dei sondaggi e di un aumento nell'8 % portando ormai quasi in parità le prospettive di assunzione.

David Rosenberg aveva già esplorato le ANOMALIE relative al sondaggio dell'indice ISM manifatturiero.

Concludendo al di la di alcune revisioni che rendono meno amara la pillola della disoccupazione, come scritto venerdi, il sensibile aumento dei lavoratori a part-time per motivi economici indipendenti dalla loro volontà, ( peggior incremento degli ultimi sei mesi ) la perdita di lavori nel settore manifatturiero che aveva contenuto la depressione occupazionale e la dinamica di sottofondo che corrisponde ad una crescita decisamente recessiva come abbiamo visto più volte sarà difficile sostenere la speranza di oltre 40.000 milioni di anime che vivono grazie ai cosidetti "food stamps" buoni pasti, quasi 15.000 milioni di disoccupati tra ufficiali e scoraggiati, spesso inghiottiti da quella scatola nera che è il BLS, puntualmente in grado di cancellare dalle sue rilevazioni coloro che non credono più nel futuro.

La storia ha permesso ad Icebergfinanza di comprendere ancora nel 2006 l'alba di questa tempesta perfetta, una storia che alla fine della prossima settimana, in un post dedicato a tutti coloro che hanno sostenuto e vorranno liberamente sostenere il nostro viaggio, dal titolo " Un nuovo decennio perduto. Oltre l'orizzonte di breve termine." ci aiuterà a comprendere insieme   ad alcuni illustri interpreti di questa crisi, una realtà empirica che ripercorre impronte indelebili lasciate nei secoli, impronte che solo il vento del cambiamento, una vera rivoluzione ideologica potranno cancellare.

Entro la metà del mese, sarà inoltre possibile conoscere le date relative all'uscita del nostro libro, un diario di bordo di questa lunga avventura incominciata oltre tre anni fa il cui titolo definitivo sarà…

" ICEBERGFINANZA: VIAGGIO ATTRAVERSO LA TEMPESTA PERFETTA."

…avventura della quale potrete avere una piccola anteprima in …

LA MADRE DI TUTTE LE CRISI

Nel frattempo vorrei esplorare la possibilità di organizzare per la data del 23/24 ottobre ( da confermare entro la metà di settembre …) un incontro con tutti i compagni di viaggio in una struttura che possa accogliere circa 300/400 persone per la presentazione in anteprima del libro, occasione nella quale sarà possibile avere le copie prenotate in anteprima sull'onda che raggiungerà la rete di distribuzione nazionale.

Entro la metà del mese maggiori dettagli verrano pubblicati ed inviati a tutti coloro che hanno prenotato il libro in questi mesi e a tutti gli amici di Icebergfinanza. Per coloro che liberamente vogliono prenotare il libro per aiutarci ad avere una stima approssimativa per la stampa della prima edizione, questo è l'indirizzo mail anche per comunicare la disponibilità ad organizzare l'incontro di ottobre.

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Icebergfinanza come un cantastorie che si  esibisce nelle strade e nelle piazze delle città!   

La "filosofia" di  Icebergfinanza resta e resterà sempre gratuitamente a disposizione di tutti nella sua "forma artigianale", un momento di condivisione nella tempesta di questi tempi, lascio alla Vostra libertà, il compito di valutare se Icebergfinanza va sostenuto nella sua navigazione attraverso le onde di questo cambiamento epocale!   

Non solo e sempre economia e finanza, ma anche alternative reali da scoprire e ricercare insieme cliccando qui sotto in ……… 

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3 commenti Commenta
Scritto il 6 settembre 2010 at 07:42

buon giornopur sempre crisi da sovraproduzione,da meccanismi che hanno permesso di concentrare la ricchezza in mano a pochi,da produzione spostatain cina,tutti processi reversibili con opportuni interventi politici.la ricchezza si può dividere la povertà no.la cina è un meccanismo tutto da scoprire ,ci sto studiando con grande difficoltà perchè è difficile accedere ai dati ma già incomincio a intravedere cose sconcertanti che spero presto riuscirò a sintetizzare per condividerecon voi per avere un confronto con persone non schierate ed aperte.la speranza è l'ultima a morire.grazie.

utente anonimo
Scritto il 6 settembre 2010 at 08:57

Capitan AndreaForse sarò monotono ma , come fai anche tu , non smetterò , almeno finchè non dovessi essere smentito dai fatti, di ripercorrere le tappe di questa crisi che proiettano chiaramente il futuro.Primo problema è stato l’aumento della forbice tra ricchezza delle classi povere e quelle ricche.I dati confermano quanto la ricchezza derivata dall’aumento di produttività sia stata sequestrata dalle classi più ricche, e dal capitale in genere (detenuto essenzialmente da loro).Tali ricchezze hanno trovato un momentaneo investimento prima nella new economy, poi nell’immobiliare,  gonfiando i prezzi fino a farne scoppiare la bolla così creata.Ma nella produzione di ricchezza, la tendenza è stata quella di compensare sempre meno il lavoro, sfruttando la massa di diseredati che sempre più si sono affacciati ad un mondo sempre più globalizzato.Chiedere sempre più impegno e produttività, flessibilità, precarietà a chi un lavoro ce l’aveva, ha permesso, durante la creazione delle bolle di occupare la mano d’opera via via resa non più necessaria dal processo di aumento di produttività e sovente di sfruttamento del lavoro.Scoppiata la bolla ci si è accorti che la produzione di beni reali era sovra dimensionata, che la forza lavoro era eccedente le necessità, e di qui l’aumento della disoccupazione e sotto occupazione.Questo ovviamente toglieva redditi destinati essenzialmente ai consumi, facendoli crollare ed aumentando quel divario tra capacità produttiva e richiesta del mercato, da cui ulteriore disoccupazione.E intanto si chiedevano investimenti a gran voce per sperare in un rilancio dell’economia.Ma nessuno osava dire in cosa si sarebbe dovuto investire, visto che la capacità produttiva degli impianti eccedeva già di gran lunga le possibilità di ricezione dei mercati.È patetico leggere come tutti puntino sull’esportazione, senza sapere però chi dovrebbe importare !!!L’unico vero punto su cui una intelligente classe politica potrebbe puntare, se una classe dirigente del paese meno sclerotica e pavida fosse presente nel paese, ovvero sulle fonti rinnovabili di energia pulita, investimenti che porterebbero veramente ad un risparmio, facendo calare la dipendenza dalle fonti fossili sempre più scarse e costose, invece non viene fatta , bloccata come sempre dalle forti lobbies petrolifere che vedrebbero così diminuire il loro potere di ricatto.Intanto quei grossi capitali accumulati, timorosi di ributtarsi in una bolla che potrebbe scoppiare nuovamente, impossibilitati a finire in investimenti produttivi, vengono parcheggiati  in luoghi ritenuti “sicuri”.Mi vien da ridere a pensare che bond americani a 10 o addirittura 30 anni, possano essere ritenuti “sicuri”, quando sottostante hanno un’economia sostanzialmente fallita ma tenuta in piedi solo da una grossa forza militare, da industrie produttrici di armi, e da un dollaro tenuto artificiosamente in piedi dal suo status di moneta mondiale. Quando qualcuno finalmente dirà “il re è nudo” voglio vedere cosa accadrà di quei TBond decennali al 2,7% di interesse !!! ma finchè le società di rating saranno 2 americane e una inglese, probabilmente questa finzione andrà avanti ancora un bel po’. Come chiedere all’oste se il vino è buono !!Quindi situazione precaria ma statica.Precaria perché basata su un equilibrio  teoricamente impossibile in cui gli USA continuano ad indebitarsi e altri (Giappone, Cina, India, paesi arabi, esportatori di petrolio, ecc…) continuano ad aumentare i loro crediti, fino a quando solo la palla di cristallo può dirlo.I grossi capitali continueranno a scorazzare tra le monete, in tanti investimenti tipo mordi e fuggi, con l’incubo di venire colti dalla crisi prossima ventura che sarà questa volta pilotata da supercomputers ch ein frazioni di secondi bruceranno immense ricchezze virtuali, ma che fino a che le lobbies petrolifere non verranno  depotenziate, nell’unico settore economicamente utile non potranno confluire.Nel mentre, supercomputers che analizzando cosa hanno fatto altri supercomuters nel passato, creano un futuro, tanto assurdo quanto inconsistente, dove vince chi batte gli altri sul filo dei microsecondi, convinti che faranno quel che stanno facendo loro, solo con qualche attimo di ritardo, creano e bruciano centinaia di miliardi di euro o dollari, che corrispondono poi alla vita ed al benessere di miliardi di persone, vive e (poco) vegete sparse sul pianeta sempre più in preda alle convulsioni ch euna completa assenza di rispetto per la natura sta martoriando.Fine del pistolotto.Il vedere chiaramente tutto ciò non mi aiuta certo ad essere ne allegro ne speranzoso, ma per fortuna c’è ancora qualche rapporto umano a mitigare questo malessere, ed a volte, come ieri, grazie a te Valentina e ai tuoi amici, a trasformarlo in autentica gioia e allegria (però il barbaresco di 10 anni ha aiutato, vero ?)a.mensa

Scritto il 11 settembre 2010 at 10:19

"Varcare la porta del coraggio"Varca la porta dei tuoi pensieriin questa stagione che mutapreparando consigliper la saggezza di domani.Metti da parte l'orgoglioe vestiti di mondoprima che il freddo della solitudinespogli i tuoi sognidalle carezze della tua bontà.Non c'è porta che non si possa varcare,non c'è gioia che non si possa raggiungerebasta volgere lo sguardo alla lucee illuminare le speranzecon la luce del proprio coraggio.Sii certezza per chi crede in te,dimora di un sorriso nuovofra i giardini di una gioventùlegata all'aquilone dell'innocenza.Il domani sarà come tu lo vuoise poserai l'arma dell'ingannoe sarai esempio di pace e serenitàper le generazioni che verranno.http://maxilpoeta.splinder.comUomo libero, amerai sempre il mare! Il mare è il tuo specchio: contempli la tua anima nel volgersi infinito dell’onda che rotola e il tuo spirito è un abisso altrettanto amaro.Charles BaudelaireBuona navigazioneValentina

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