INFLAZIONE: IL TEMPO DEGLI AVVOLTOI!

Scritto il alle 23:13 da icebergfinanza

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Come abbiamo spesso sottolineato in passato, come ha scritto lo storico Nial Ferguson, nel suo libro ” Soldi e Potere” l’esperienza del venir meno al debito mediante l’inflazione è per molti aspetti universale “….oserei dire forse storicamente ineccepibile.

Come ha ricordato in una recente intervista al Corriere della Sera nel dicembre dello scorso anno, l’attuale numero due di Morgan Stanley in Europa, Domenico Siniscalco, ricordato anche come ministro dell’economia, l’ inflazione…” sottotraccia, è la soluzione a cui molti pensano…”:

Dunque niente ondata internazionale di inflazione? «E’ sempre una soluzione, quando c’ è un’ enorme massa di debito pubblico o privato. Sarebbe un rimedio pessimo, ma forse meno degli altri due possibili: l’ insolvenza o il ricorso a prelievi di fatto forzosi. Sottotraccia, è la soluzione a cui molti pensano, ma finché non riprenderà la domanda nelle nostre economie e la disoccupazione non calerà, un rapido aumento dei prezzi nel 2010 mi pare difficile. Senza domanda non c’ è inflazione». Nei mercati finanziari però la si vede. Con le banche centrali paralizzate dalla crisi, si rischiano nuove bolle? «Per 10-15 anni l’ effetto che chiamo dell’ “operaio cinese”, l’ import a basso costo dall’ Asia, ha tenuto freddi i prezzi al consumo mentre l’ enorme liquidità creava inflazione nei prezzi delle case o delle azioni. Anche ora la Borsa e le materie prime sono in ripresa. Se e dove ci sia una bolla non lo so. So che abbiamo attuato politiche che hanno scongiurato una depressione, ma che potrebbero anche gettare i semi di un’ altra crisi». I debiti delle banche nazionalizzati, poi nuova speculazione per la finanza e magari l’ inflazione per alleggerire i debiti dei governi: davvero si può chiedere ai ceti medio-bassi di pagare tutto per tutti? «Quando ci sono enormi spostamenti di ricchezza, ci sono sempre grandi problemi redistributivi e elettori scontenti. Cambiano anche le gerarchie fra Paesi…

Ebbene mentre da oltre un anno economisti, analisti e media, agitavano lo spettro dell’inflazione o della stagflazione, Icebergfinanza, attraverso analisi empiriche e dati reali, cercava di farVi comprendere la reale dinamica della deflazione da debiti. Qualcuno sostiene che è troppo facile parlare di deflazione, riservandosi la possibilità che prima o poi l’inflazione esploda, ma cosi facendo dimentica che noi evidenziamo la realtà da oltre un anno, mentre gli altri urlano un’ipotesi, che tale si rivelerà, ancora per molto più tempo di quanto il mercato non sia in grado di comprendere.

E’ pur sempre possibile che in un candelotto di dinamite, la cui miccia è inutilizzabile, qualcuno la sostituisca volutamente per poi innescarla senza tante domande o remore. Ma se guardiamo alla dinamica naturale, questa è la realtà!

Non passa giorno che qualche illuminato travolto dalla realtà della “Debt Deflation” ovvero la epocale deflazione da debiti in atto, non suggerisca al mondo intero che è giunto il tempo di creare un pò di inflazione, magari evidenziandone le dosi giuste ad insindacabile soggettivo giudizio.

Questo non fa che confermare le visioni di Icebergfinanza, la paura del fantasma della deflazione, che prima si è cercato di debellare con l’illusione della “Asset Inflation” innondando la speculazione di liquidità da riversare sulle materie prime e sugli assets finanziari ed ora si consiglia apertamente di elevare tutti i cosidetti “target inflation” aspirando a provocare un pò di quella che qualche luminare chiama ” il male minore”, ovvero un giusta dose di inflazione.

Come abbiamo visto, recentemente nell’ analisi dal titolo “Archimede e la leggenda della leva finanziaria” la Mckinsey&Company evidenzia come in una imponente ed epocale fase di deleveraging come quella attuale, storicamente non vi siano che quattro rotte da esplorare:

a) “Belt-tightening” ovvero una crescita futura del debito inferiore a quella del PIL, attraverso un calo del debito in termini nominali.
b) “High inflation” aumento nominale della crescita attraverso la creazione di inflazione, la quale riduce il rapporto debito/crescita economica.
c) “Massive default” contrazione del debito ad opera di fallimenti generalizzati pubblici e privati.

d) “Growing out of debt” una dinamica nella quale l’economia mostra una rapida crescita che fa diminuire il rapporto debito /PIL.

We prefer belt-tightening austerity.

Source: McKinsey Global Institute

Inutile che vi ricordi i nomi di coloro che auspicano una maggiore inflazione, inutile che vi ricordi i nomi di coloro che hanno scommesso su una feroce iperinflazione, ma da sempre, l’inflazione è una tassa occulta che aspira ricchezza sempre e solo dalle stesse classi sociali, un potente aspiratore che diminuisce o talvolta disintegra il potere di acquisto. Quanto è accaduto con l’indiscriminato passaggio all’euro o quanto accade giornalmente nella vita reale, attraverso monopoli e cartelli è solo un assaggio di quello che può accadere se l’illusione di un “target di inflazione maggiore ” dovesse avvolgere le menti delle banche centrali provocandone deliberatamente la sua dinamica al rialzo.

E’ ovvio che in un capitalismo dove non è ammesso assumersi le proprie responsabilità potendo tranquillamente fallire senza provocare onde d’urto sistemiche, in un capitalismo dove non è ammessa la bassa crescita nel breve termine o il rientro da una serie di eccessi e squlibri epocali, dove l’azzardo morale è sostenuto e perpetrato sistematicamente, la “scorciatoia” dell’inflazione, per annegare il debito è universalmente riconosciuta come l’unica soluzione possibile, sempre inneggiando alla favola del “breve termine“.

Come scritto ieri da Wallstreetitalia anche il direttore del reddito fisso della RBG Capital di Nouriel Roubini, intravede un nuovo superciclo caratterizzato dall’inflazione necessaria alla ripresa. <!– –>

“Tutto il mondo si trovera’ a dover fare i conti con l’inflazione a causa degli alti livelli di indebitamento. Qui in America siamo indebitati soprattutto nel settore residenziale e finanziario”, ha spiegato Motianey, autore del libro “SuperCicles”. Il collaboratore di Roubini crede che l’inflazione trascinera’ al rialzo i prezzi di molti asset a stelle e strisce, inclusi i listini azionari. “Le banche centrali devono iniziare a permettere all’inflazione di farsi avanti nel mercato”, ha aggiunto. (…)  l’analista avverte: il futuro sara’ particolarmente sfidante se l’economia non sara’ in grado di generare inflazione finendo per soffrire di deflazione. “Sta per esserci inflazione ovunque e sara’ davvero cosi’ se il dollaro si indebolira’. I prezzi al consumo seguiranno lo stesso trend anche nelle altre parti del mondo”, ha concluso. <!– –>

Certo prima o poi, a forza di gettare una monetina, se non cade testa cadrà croce, l’importante è riprovarci continuamente dimenticando la realtà, dimenticando che a causa degli alti livelli di indebitamento, la storia ha sempre sussurrato che la deflazione o meglio la “debt deflation” è l’unica dinamica naturale possibile.

Lo stesso Roubini, in una sua ultima analisi ha sussurrato che le possibilità di una “double dip recession” erano del 20 % prima della recente ondata di dati economici negativi. A dire il vero, vista la reazione dei mercati, non ce ne eravamo accorti, caro Nouriel, in fondo era tutto un problema di neve e luna.

Dati economici negativi e crisi del debito in Europa aumentano la possibilità di una doppia recessione in futuro sostiene Roubini, anche se l’ipotesi di una ripresa ad U ottiene il 60 % delle probabilità. Nelle ultime settimane i dati macroeconomici, appena usciti sono stati uniformemente poveri o addirittura terribili, fiducia dei consumatori,immobiliare e sussidi di disoccupazione, tenacemente ed ostinatamente alti.

Ma come ci dice Bill di  CalculatedRisk anche la FSA inglese, organo di vigilanza finanziaria sta prendendo in considerazione nei suoi “stress test” la possibilità di una double dip recession, senza escludere lo stesso scenario con numeri diversi per l’America.

Si parla di un’ipotesi di un ulteriore crollo di oltre il 2 % nel PIL, rispetto al minimo recente, di un picco della disoccupazione per il 2012 e di una “double dip” nei prezzi delle abitazioni con un ulteriore crollo del 23 % nel settore residenziale e del 34 % in quello commerciale.

Tornando all’inflazione, come ho scritto lunedi  dopo aver letto alcuni pensieri accademici “illuminati” nel fine settimana,  Un poco di inflazione farà bene all’ Europa che segue l’altra illuminante intuizione di un capo economista del FMI un certo Blanchard L’ inflazione non è un tabu’ a patto sia certa. e come scrive Leon Zingales due sono meglio di uno, ma quando invece di due incominciano a diventare troppi, c’è seriamente da preoccuparsi, anche se la realtà macroeconomica e la Storia non tarderanno a sommergere queste assurdità. Non vi è un solo periodo della storia, dalla depressione degli anni 800 alla Grande Depressione sino alla recente crisi giapponese nella quale il tentativo di provocare inflazione abbia prodotto risultati in una reale depressione.

Ma in fondo alcuni accademici amano giocare con le loro fantasie, e raccontano le favole del “male minore”: i debiti si riducono in quanto i redditi aumentano, ( sempre proporzionalmente si intende nella massima discrezionalità…) favole di altri tempi, mentre la disoccupazione aumenta e l’inno alla produttività e al breve termine, producono la strutturale modifica del mondo del lavoro, cancellando un pezzo di futuro.

 

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11 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 11 Marzo 2010 at 10:12

Montecristo:

Certo questa uscita sull'inflazione del collaboratore di Rubini  non me l'aspettavo proprio,sinceramente qui non si capisce più nulla , reputo  strana e strampalata questa  cosa, nuovo superciclo,aumento dei prezzi,aumento delle materie prime,ma chi sosterrà tutto questo?

utente anonimo
Scritto il 11 Marzo 2010 at 10:16

Grazie Andrea.

utente anonimo
Scritto il 11 Marzo 2010 at 10:50

Andrea, analisi e riflessioni veramente sagge le tue. Buon senso allo stato puro. Sarebbe veramente superfluo aggiungere qualsiasi ulteriore considerazione. Un caro saluro, Raffaele.

utente anonimo
Scritto il 11 Marzo 2010 at 12:37

Che lo stesso Roubini stimi nel 60% la probabilità di una ripresa a U non me l'aspettavo , ma le borse ci credono al 100% ed infatti stanno ritracciando il grafico 2003-2007.
Credo che entro i prossimi 6 mesi avremo la risposta.

Tornando al discorso sui  fondamentali non condivido la strampalta idea di ignorarli a vantaggio di un generico consiglio a tener duro per 10 anni.

Caro VALUEATRISK vai a dirlo a chi entrò nel 2000 che per questi 10 anni non ha fatto altro che piangere.
I fondamentali ed il timing contano unitamente ovviamente anche alla resistenza al rischio.
Cosa c'entri questo  con l'oro e la scuola austriaca del folletto lo sai solo tu, ma questa è un'altra storia, anzi un altro ragionamento.
#3 di ieri

utente anonimo
Scritto il 11 Marzo 2010 at 12:58

Vedo che in questo sito non si è persa la voglia di scherzare.
E' molto tempo che non posto un commento, esattamente da quando il crude stava a 45$ e l'oro a 800$ (580 in €). Ai tempi le indicazioni del padrone di casa erano che il petrolio sarebbe sceso sotto i 30$ e l'oro avrebbe continuato a perdere valore perchè lo diceva Roubini. in questo sito, in effetti, si è sempre detto che non si davano consigli operativi..e per fortuna aggiungerei io, altrimenti quanti risparmi distrutti. mi ricordo bene la reazione delle persone e del proprietario del blog quando azzardai che forse non era saggio lasciare i propri risparmi in liquidità, cash is king si diceva, che stupidaggine. Consigliai invece di acquistare oro, mi diedero tutti contro dicendo che avevo qualche secondo fine (?!) e Andrea mi disse che ero un ingenuo e uno scarso conoscitore della materia economica.
Intanto il tempo passa e siamo oggi con un petrolio a 82$ e oro a 1100$ ( 820 in €) . Bella deflazione. Ottime previsioni. Per essere un buon economista o previsore non basta copia et incollare articoli presi qua e là da internet, ne tantomeno rifarsi a teorie di persone che nel 1930 bollavano come temporanea la caduta delle borse. Ma tanto come affermi tu con tanta boria, la verità è figlia del tempo e sta ampiamente dimostrando la  tua capacità di comprensione della materia economica. Mi spiace solo per i tuoi ingenui lettori.
Con rispetto

De

utente anonimo
Scritto il 11 Marzo 2010 at 13:45

Montecristo

Forse il collaboratore  di Rubini  quando parla  d'inflazione  si  riferisce alla Cina,allora la cosa potrebbe essere pure possibile credo.

utente anonimo
Scritto il 11 Marzo 2010 at 16:06

Andrea, hai fatto bene ha scrivere questo post oggi…Bravo !

quanto saranno dispiaciuti i sostenitori ( in buona e mala fede )

io ritengo che le  affermazioni che si diffondono su una BENEFICA INFLAZIONE ATTORNO AL 4 % COME TARGET ANNUO  , abbia come obiettivo principale sostenere l'attuale  Inflazione degli Asset ( borse e commodities, e dunque attivi bancari e dei Fondi Comuni e Pensionistici), e INTIMIDIRE i RIBASSISTI ( come me ) ; e per controbilanciare quanto da Te e da  pochi altri (es. Robert Shiller) affermate:
Si parla di un'ipotesi di un ulteriore crollo di oltre il 2 % nel PIL, rispetto al minimo recente, di un picco della disoccupazione per il 2012 e di una "double dip" nei prezzi delle abitazioni con un ulteriore crollo del 23 % nel settore residenziale e del 34 % in quello commerciale.
senza ricordare che alcuni gg. fa' tu riportavi la notizia diffusa in vari blog, (CalculatedRisk in primis) secondo cui già nel 2011 si avrà il vero fallimento del CRE in USA.
Coincidenza è che subito dopo esconi PREVISIONI DI AUMENTO DELL'INFLAZIONE.

sei unico Andrea nel panorama economico italiano.
sei FORTE.

GIOBBE

utente anonimo
Scritto il 11 Marzo 2010 at 17:40

Va tutto bene….

in pratica, avvisi di sequesto hanno riguardato 308.524 abitazioni o un proprietario di casa ogni 418. – RealtyTrac –

Il Nevada si aggiudica la maglia nera per il 38esimo mese consecutivo con il piu' alto tasso di pignoramenti. Li' una persona ogni 102 ha ricevuto un avviso di sfratto. Seguono Arizona e Florida (il rapporto e' a uno ogni 163).
va tutto bene vero?

le banche si trasformeranno in  Fondi immobiliari  tra qualche mese se si tengono tutte queste abitazioni pignorate tra gli attivi.

a chi serve un tasso di inflazione del 4 o 5% annuo??

GIOBBE 1971

Scritto il 12 Marzo 2010 at 09:53

Bravo "De".

Come ti si deve chiamare De Bortoli o De Benedetti…..

Il breve termine non è evidentemente l'obbiettivo di Andrea e di chi segue questo sito. Nè c'è necessità assoluta di investire per quel miserrimo rendimento a cui può accedere l'italiano medio.  Forse prima bisogna mettersi d'accordo sui tempi della Verità. Credi che in questo sito non ci si accorga che è tutto pompato a regola d'arte e la liquidità immessa non è andata per crare sviluppo, ma per creare un'altra bolla sulla borsa, sulle materie prime e ancora sulle ceneri del mercato immobiliare? Essere impeccabili con la parola è il primo dei 4 accordi della saggezza tolteca. Ti consiglio di leggerlo, così, forse, se riuscirai a mettere in pratica "I 4 accordi" (di Don Miguel Ruiz), eviterai di postare commenti ridicoli come hai appena fatto.

Bill

utente anonimo
Scritto il 12 Marzo 2010 at 12:27

Caro Bill,
non sono né de benedetti né  un de qualcunque interessato al profitto.
In ogni caso credo che Andrea non abbia bisogno di alcun apologeta, sa difendersi da solo; anche perchè se tu fossi il suo avvocato d'ufficio sarebbe spacciato. Il breve periodo non interessa, ma nemmeno il lungo periodo direi. Se invece di leggere libri new age, su popolazioni che praticavano sacrifici umani estirpando i cuori dal petto delle persone, leggessi qualcosa di più attinente agli argomenti trattati qui forse mi tratteresti con minor ostilità.
Perchè infatti parlare di deflazione quando ormai è chiaro che la direzione è quella opposta?  La risposta si trova in quello che Mises chiamava crack up boom. Questa parola significa la completa distruzione dell'economia attraverso una politica iperinflazionistica. Ma per mettere in atto questo processo la fed, o chi per loro, ha bisogno di due cose fondamentali:

1) l'ignoranza del popolo
2) propaganda deflazionistica sui mezzi di informazione

direi che ne abbiamo due su due.
Così è se vi pare.

De

Anonimo
Scritto il 13 Marzo 2010 at 10:04

Non ho certo tanto tempo da perdere a disquisire di nullità con "De". Mi viene in mente De Magistris, De Mita (ma ci sarà un De che merita stima…?).
Essere impeccabili con la parola, significa dire sempre la verità agli altri e, soprattutto a se stessi. Se tu, caro DE, ritieni di averlo fatto, dopo aver letto TUTTE le ipotesi di Andrea, che sono molto ben supportate da dati storici e scientifici attuali e ritieni di giudicarlo e di giudicarci "ingenui" (è per questo che ho scritto, perché son d'accordo anch'io che Andrea non ha bisogno di difese, visto che ha ragione) perché crediamo che la distorsione operata sui mercati abbia solo rimandato la nemesi (giustizia compensatrice) che verrà, allora è chiaro che hanno utilizzato la tua creduloneria in questi due modi:
1) Sfruttare l'ignoranza
2) Propaganda inflazionistica sui mezzi di informazione
3) Propaganda contro le popolazioni tolteche da parte degli aztechi ("La maggior parte della storia tolteca è conosciuta per merito dei resoconti degli ultimi discendenti (come gli aztechi), scritti secoli dopo il "periodo buio" del Messico centrale, insieme ad altre testimonianze dei maya". Wikipedia). Come ben si sa chi vince la storia la racconta come vuole.

Non ti risponderò più perchè:
"Dai diamanti non nasce niente,
dal letame nascono i fior" (F. De Andrè)

e tu, purtroppo per te, ti ritieni un diamante.

Bill

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