CREDIT DEFAULT SWAP! IL MONELLO.

Scritto il alle 22:00 da icebergfinanza

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All’inizio dei leggendari " Anni Ruggenti", gli anni venti, Charlie Chaplin, interpreta "Il Monello" la storia di un bimbo abbandonato dalla madre sul sedile di un’auto, il cui destino vuole, sia quella di due malviventi, che lo abbandonano tra le macerie di un quartiere abbandonato .

" Cinque anni dopo, il bambino è complice del "padre" nella gestione dell’attività di quest’ultimo di vetraio ambulante: il monello lo precede tirando sassate alle finestre delle abitazioni delle vie per le quali, casualmente, transiterà Charlot munito di vetri di ricambio. Una sassata alla finestra dell’abitazione del poliziotto, però, si rivelerà fatale all’attività…." (Wikipedia)

Chi è che si sta divertendo a tirare sassate alle finestre dell’Europa, quali sono i monelli che stanno lanciando i credit default swap, in attesa che prima o poi passi il vetraio, a riparare il danno subito…?

I Credit Default Swap, come abbiamo più volte visto, sono spesso utilizzati con la specifica funzione di polizza assicurativa a copertura della sottoscrizione di un’obbligazione. Se l’emittente non onora il suo debito, l’assicuratore copre la perdita.

Sin qui nulla di strano, senonchè, oggi il problema è che, i CDS, possono essere comprati da chiunque sul mercato, anche da coloro che non hanno alcun investimento da assicurare e possono essere venduti da coloro che non hanno il capitale necessario ad onorare il proprio impegno in caso di fallimento. La vicenda AIG, ex colosso assicurativo americano  è il simbolo di questa finanza creativa.

Tempo fa, Collin Peterson, Presidente del Comitato dell’Agricoltura della Camera dei Rappresentanti Usa, ha proposto una bozza di legge per proibire, le contrattazioni sui CDS, qualora gli investitori non siano in possesso dei bond di riferimento.  Inutile chiedersi che fine abbia fatto la proposta.

Come abbiamo visto, quindi, i CDS, sono semplici polizze assicurative, quando non diventano veri e propri macigni da scagliare contro una società o una nazione, per creare la pressione necessaria a favore il panico e quindi a speculare shortando l’emittente. Forse alcuni di voi ricorderanno come nella guerra tra hedge fund e banche d’investimento, i CDS, furono utilizzati per attirare l’attenzione sulle difficoltà di una banca per poi contemporaneamente affossarne l’istinto di sopravvivenza con le "naked short selling" vendite allo scoperto "nude" effettuate senza alcun possesso dei titoli.

Ora date un’occhiata qui sotto, questo è la "cava" dove vengono raccolte le pietre, necessarie a infrangere i vetri degli emittenti, l’ammontare del nozionale dei contratti derivati trattati dalle prime 25 holding finanziarie americane, pubblicato alla fine del terzo trimestre 2009, dal Office of the Comptroller of the Currency, americano.

Le prime cinque istituzioni americane, JPMorgan, Bank of America, Goldman Sachs, Morgan Stanley e Citigroup, detengono in via esclusiva "solo" il 97 % del mercato dei derivati rigorosamente "Swap", mentre le prime due ovvero JPM & BOFA, da sole detengono il 43 %. E’ possibile che qualche "monello" nelle sale operative della finanza americana, si stia divertendo a lanciare sassate sulle finestre di economie già di per se abbastanza disastrate, con evidenti crepe, nella struttura del debito, per allontanare l’attenzione da casa propria, per far dimenticare la trave che è ben presente nel proprio occhio.

In Europa, dieci grandi banche, da sole controllano i due terzi dell’intero mercato, mentre solo il 10 % è in mano agli hedge fund.

Come scrive Riolfi sul Sole24Ore, Giocano con i nomi gli economisti americani e coniano acronimi dai nomi evocativi. Per lo più offensivi, come i PIIGS: ossia Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia, Spagna, paesi che – nell’ottica di chi scrive questi acronimi – sarebbero sull’orlo della bancarotta.(…) Adesso hanno coniato un altro acronimo: STUPID, come Spagna, Turchia, Uk, Portogallo, Italia e Dubai, che come si sa hanno qualche problema con il debito sovrano. E su questi stati ci hanno fatto un indice: lo STUPIDity index, costruito sul prezzo dei cds e che ieri sarebbe tornato agli allarmanti livelli dell’aprile 2009. Ci fossero una volta gli Stati Uniti in questi acronimi. E dire che il loro debito, tra pubblico e privato, sfiorando il 400% del Pil, è in assoluto il più alto del mondo. Viene in mente un’altra sigla: DEFAULT, come fallimento. Dove a Dubai, England, Francia (o, se si preferisce, Federazione Russa), Argentina, seguirebbero proprio gli Usa, oltre a Lituania e Turchia.

Ieri Dubai, l’altro ieri la Grecia, oggi la Spagna e il Portogallo, mai i paesi dell’ Europa dell’ Est, che fine hanno fatto, non era forse il Fondo Monetario Internazionale, delegato al loro salvataggio. E  magari oggi, qualcuno vuol farmi credere che nessuno si interesserà di salvare capra e cavoli, solo perchè, in Europa, ci sono regole e commi seri, per quanto riguarda i salvataggi comunitari. Qualcuno ha dato un’occhiata al debito inglese, ha forse avuto occasione di studiare l’esplosiva dinamica di un paese seduto su una autentica polveriera. Di Germania e Svizzera, non ne parla nessuno, eppure il loro sistema bancario è un’altra santabarbara, pronta ad esplodere in qualsiasi momento,  attivi complessivi che arrivano a tre/quattro/cinque volte il PIL della propria nazione.

Ma di cosa stiamo discutendo, chi è senza peccato scagli la prima pietra!

Tralasciando, l’ingenuità e la superficialità greca, l’illusione spagnola o irlandese, ora qualcuno incomincia ad occuparsi dell’Italia. Non mi avventuro in oceani misteriosi, di cui nessuno in realtà conosce i contorni, nessuna avventura nel misterioso dedalo di contabilità creativa degli stati sovrani, ma qualcosa non quadra in questa improvviso e perverso interessamento generalizzato. Non solo gli euroscettici si stanno divertendo, ma qualcuno, ama giocare con l’ombra del protezionismo, tutti per uno, ognuno per se.

Per Paul Krugman, il deficit Usa è una falsa emergenza, probabilmente è cosi, il fondo ci penseranno le generazioni future, ma commette l’errore di sottovalutare l’immenso debito a carattere privato e la dinamica di deleveraging in corso in America. L’Italia sarà anche il paese dal debito pubblico cronico, ma ha il più alto tasso di risparmio privato al mondo anche se negli ultimi anni abbiamo fatto di tutto per sperperare la nostra polizza sulla vita, cicale americane e formiche italiane . 

Nel frattempo i dati sull’occupazione, nelle crepe di un’economia strutturalmente modificata, continuano a nascondere un chiaro segnale di malessere generalizzato, malessere strutturale, ma questa è un’altra storia e ne parleremo insieme lunedi.

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36 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 5 Febbraio 2010 at 21:02

Ciao Andrea. Ho capito bene che i disoccupati aggiunti con il birth- death sono molti di piu’ di quelli previsti ? Grazie Paolo1

utente anonimo
Scritto il 5 Febbraio 2010 at 21:02

Ciao Andrea. Ho capito bene che i disoccupati aggiunti con il birth- death sono molti di piu’ di quelli previsti ? Grazie Paolo1

utente anonimo
Scritto il 6 Febbraio 2010 at 01:15

Dexia ha appena annunciato che provvederà a tagliare le attività, le operazioni in essere del 35% entro i prossimi 4 anni. I Paesi coinvolti sono Italia (70% di Dexia-Crediop) Spagna e Slovacchia. Cosa accadrà ai bond spazzatura emessi in questi paesi? Affidabili fino alla naturale scadenza se a capitale garantito? E da chi??Chi si comprerà questi rami secchi ? .. Ma non dicevano che il ramo italiano fosse più sano…? letto su Yahoo Uk. Grazie.

utente anonimo
Scritto il 6 Febbraio 2010 at 01:15

Dexia ha appena annunciato che provvederà a tagliare le attività, le operazioni in essere del 35% entro i prossimi 4 anni. I Paesi coinvolti sono Italia (70% di Dexia-Crediop) Spagna e Slovacchia. Cosa accadrà ai bond spazzatura emessi in questi paesi? Affidabili fino alla naturale scadenza se a capitale garantito? E da chi??Chi si comprerà questi rami secchi ? .. Ma non dicevano che il ramo italiano fosse più sano…? letto su Yahoo Uk. Grazie.

utente anonimo
Scritto il 6 Febbraio 2010 at 08:56

Just for information and "amusement"    http://www.usdebtclock.org

utente anonimo
Scritto il 6 Febbraio 2010 at 08:56

Just for information and "amusement"    http://www.usdebtclock.org

utente anonimo
Scritto il 6 Febbraio 2010 at 08:56

Just for information and "amusement"    http://www.usdebtclock.org

Scritto il 6 Febbraio 2010 at 11:52

A proposito di CDS e interessi sul debito pubblico (ma cos’è il debito pubblico….prego…..se qualcuno me lo spiega!!!!!! hihihihi):

http://www.youtube.com/watch?v=GsXXsK5xOws

SD

Scritto il 6 Febbraio 2010 at 11:52

A proposito di CDS e interessi sul debito pubblico (ma cos’è il debito pubblico….prego…..se qualcuno me lo spiega!!!!!! hihihihi):

http://www.youtube.com/watch?v=GsXXsK5xOws

SD

Scritto il 6 Febbraio 2010 at 11:52

A proposito di CDS e interessi sul debito pubblico (ma cos’è il debito pubblico….prego…..se qualcuno me lo spiega!!!!!! hihihihi):

http://www.youtube.com/watch?v=GsXXsK5xOws

SD

utente anonimo
Scritto il 6 Febbraio 2010 at 18:20

 Caro Andrea io sono Svizzero, sono un  sostenitore del segreto bancario in quanto credo che se i governi fossero onesti non avrebbero la necessità di combatterlo! Eppure io continuo a pensare che sarebbe stato meglio lasciar morire tutte queste grande banche, avremmo ricominciato a dar valore agli artigiani locali e a spendere quello che possiamo spendere! Il problema del giorno d’oggi sono i consumi sempre più stupidi e inutili. Per farti capire il vostro ministro Tremonti ha lavorato 20 anni con le banche svizzere e adesso fa il santo!!! Per me UBS doveva fallire saremmo ripartiti da basi molto più solide! Abbiamo stupidamente trasferito il fallimento dalle banche alle Nazioni e se come penso la crisi avrà una terribile seconda fase, cosa faranno i governi quando non ci sarà più nessuno a comperare i titoli di stato?

Il Wellfare spagnolo è al limite si rischia fortemente una crisi sociale di dimensioni epiche con una nuova ricaduta in recessione la spagna partirebbe questa volta da una situazione terribile e se fallisse? ci sarebbe un effetto catena? 

Secondo me potevamo scegliere far fallire le banche o gli stati si è scelto per la seconda opzione pensando che non possa succedere mai!! Ma, se falliscono gli stati falliscono pure le banche!

Spero di sbagliarmi ma, la tempesta perfetta non si è ancora scatenata!!!

utente anonimo
Scritto il 6 Febbraio 2010 at 18:20

 Caro Andrea io sono Svizzero, sono un  sostenitore del segreto bancario in quanto credo che se i governi fossero onesti non avrebbero la necessità di combatterlo! Eppure io continuo a pensare che sarebbe stato meglio lasciar morire tutte queste grande banche, avremmo ricominciato a dar valore agli artigiani locali e a spendere quello che possiamo spendere! Il problema del giorno d’oggi sono i consumi sempre più stupidi e inutili. Per farti capire il vostro ministro Tremonti ha lavorato 20 anni con le banche svizzere e adesso fa il santo!!! Per me UBS doveva fallire saremmo ripartiti da basi molto più solide! Abbiamo stupidamente trasferito il fallimento dalle banche alle Nazioni e se come penso la crisi avrà una terribile seconda fase, cosa faranno i governi quando non ci sarà più nessuno a comperare i titoli di stato?

Il Wellfare spagnolo è al limite si rischia fortemente una crisi sociale di dimensioni epiche con una nuova ricaduta in recessione la spagna partirebbe questa volta da una situazione terribile e se fallisse? ci sarebbe un effetto catena? 

Secondo me potevamo scegliere far fallire le banche o gli stati si è scelto per la seconda opzione pensando che non possa succedere mai!! Ma, se falliscono gli stati falliscono pure le banche!

Spero di sbagliarmi ma, la tempesta perfetta non si è ancora scatenata!!!

utente anonimo
Scritto il 6 Febbraio 2010 at 18:42

A questo argomento sono particolarmente sensibile

Bene il problema vero qui sono Inghilterra e Usa. Ma in particolar modo la prima piu’ che i secondi… e, badate bene, appena sul mercato si e’ ventilata l’ipotesi di un downgrade del debito sovrano Uk con il rumor: Moody’s ready to downgrade Great Britain to only Britain, in pochi giorni la grande macchina si e’ messa in moto e via a prender di mira l’Unione Europea con attacchi periferici. L’Unione al momento lascia fare, un eurodollaro a 1.5 non conveniva a nessuno tantomeno a noi Europei da sempre esportatori e poco avvezzi al Cicaleggio anglosassone.Ora: molto piu’ semplice attaccare speculativamente Grecia Portogallo o Spagna che non il resto… paesi i primi 2 che non superano i 350 blns di gdp l’uno quindi con outstanding debt non gigantesco e dove muovere a piacimento il prezzo dei cds e’ sicuramente piu’ semplice che non farlo con Germania Francia e Italia. Mentre si specula sul debito sovrano della Spagna dove nonostante la crisi il rapporto debt/GDP e’ al 60%, Possibile che la Spagna sfori nel giro di 2 o 3 anni il 75% di debt GDP ma cosa dire dell’Inghilterra che ha visto d’un colpo in un solo anno aumentare il suo debito pubblico di 800 bln si sterline x salvare le banche quelle si in mano a Pigs a quanto pare, e il cui deficit continua a salire a ritmi record? PIIGS O STUPID sono acronomi creati da 4 ignoranti che siedono in sale operative Londinesi che sarebbe meglio trasformare in ristoranti con relativi camerieri con divieto di lauta mancia, visti i danni che hanno generato negli ultimi 20 anni.
Continuo a pensare che bisognerebbe creare un’agenzia di rating Europea con membri tecnici sovranazionali di alto profilo e gestita direttamente dall’Unione come organo pubblico, oltre a vietare l’uso di derivati sul credito se non si e’ in possesso, e solo fino ad ugual misura, del debito sottostante. Solo cosi’ ci si potrebbe difendere dalla banda bassotti S&P Banche USA.

Un caro saluto ad Andrea, ai vari amici e a tutti i Naviganti.

Il Fringuello

utente anonimo
Scritto il 6 Febbraio 2010 at 18:42

A questo argomento sono particolarmente sensibile

Bene il problema vero qui sono Inghilterra e Usa. Ma in particolar modo la prima piu’ che i secondi… e, badate bene, appena sul mercato si e’ ventilata l’ipotesi di un downgrade del debito sovrano Uk con il rumor: Moody’s ready to downgrade Great Britain to only Britain, in pochi giorni la grande macchina si e’ messa in moto e via a prender di mira l’Unione Europea con attacchi periferici. L’Unione al momento lascia fare, un eurodollaro a 1.5 non conveniva a nessuno tantomeno a noi Europei da sempre esportatori e poco avvezzi al Cicaleggio anglosassone.Ora: molto piu’ semplice attaccare speculativamente Grecia Portogallo o Spagna che non il resto… paesi i primi 2 che non superano i 350 blns di gdp l’uno quindi con outstanding debt non gigantesco e dove muovere a piacimento il prezzo dei cds e’ sicuramente piu’ semplice che non farlo con Germania Francia e Italia. Mentre si specula sul debito sovrano della Spagna dove nonostante la crisi il rapporto debt/GDP e’ al 60%, Possibile che la Spagna sfori nel giro di 2 o 3 anni il 75% di debt GDP ma cosa dire dell’Inghilterra che ha visto d’un colpo in un solo anno aumentare il suo debito pubblico di 800 bln si sterline x salvare le banche quelle si in mano a Pigs a quanto pare, e il cui deficit continua a salire a ritmi record? PIIGS O STUPID sono acronomi creati da 4 ignoranti che siedono in sale operative Londinesi che sarebbe meglio trasformare in ristoranti con relativi camerieri con divieto di lauta mancia, visti i danni che hanno generato negli ultimi 20 anni.
Continuo a pensare che bisognerebbe creare un’agenzia di rating Europea con membri tecnici sovranazionali di alto profilo e gestita direttamente dall’Unione come organo pubblico, oltre a vietare l’uso di derivati sul credito se non si e’ in possesso, e solo fino ad ugual misura, del debito sottostante. Solo cosi’ ci si potrebbe difendere dalla banda bassotti S&P Banche USA.

Un caro saluto ad Andrea, ai vari amici e a tutti i Naviganti.

Il Fringuello

Scritto il 6 Febbraio 2010 at 22:10

che l’attacco finanziario mediatico a portogalo e Spagna sia un ballon d’essai è abbastanza evidente. Purtroppo trova sponda anche all’interno dell’ UE dove c’è chi non vede l’ora di poter affondare le mani nelle acque burrascose e torbide di una crisi di fiducia e cavalcare improbabili moti autonomisti. 

Scritto il 6 Febbraio 2010 at 22:10

che l’attacco finanziario mediatico a portogalo e Spagna sia un ballon d’essai è abbastanza evidente. Purtroppo trova sponda anche all’interno dell’ UE dove c’è chi non vede l’ora di poter affondare le mani nelle acque burrascose e torbide di una crisi di fiducia e cavalcare improbabili moti autonomisti. 

Scritto il 6 Febbraio 2010 at 22:29

Caro marinaio Svizzero, quando le banche hanno attivi (illiquidi e di pessima qualità) superiori ai rispettivi PIL degli stati non possono essere lasciate fallire, devono essere nazionalizzate e smontate.

Scritto il 6 Febbraio 2010 at 22:29

Caro marinaio Svizzero, quando le banche hanno attivi (illiquidi e di pessima qualità) superiori ai rispettivi PIL degli stati non possono essere lasciate fallire, devono essere nazionalizzate e smontate.

Scritto il 7 Febbraio 2010 at 09:37

                                                                                       04 febbraio  #7
                                                                                        segue:

Mondi alternativi !

4)

" Made in italy " esiste ormai da secoli, ha permeato la realta’ occidentale a tutti i livelli, una rivoluzione vera oggi inimmaginabile.
Per secoli " viaggio in italia " era la tappa d’obbligo per ogni intellettuale, ogni artista.
Solo ultimamente e’ stato definito linguisticamente e si e’ affermato concettualmente per tutti noi e per il mondo intero.
A fare questo hanno provveduto " purtroppo " quelli che costruiscono i grandi progetti, risultati garantiti, taroccando e non … che il mondo e’ dei furbi, non e’ vero ?
Nel momento in cui si e’ palesato cosi … globalmente e stato anche il momento in cui …. manco l’etichetta era " made in italy " !!! ( ..il progetto si !)
Eppure ha retto imperterrito tanta e’ la sua forza, il suo valore.
Eredita’ ancora disponibile e che una legge recente ( Le 99 ) e’ riuscita a delineare compiutamente in forma legale, discriminando con tanta fatica,  resistendo agli assalti dei soliti. Santo Versace per questo era stato chiamato e per questo credo abbia acconsentito : mi sembra bellissimo aver legato cosi a quelli … Sandro, Michelangelo, Raffaello ….. anche Gianni, alla pari come merita, con la familiarita’ del semplice nome.

5)

Conoscerlo per capirlo, capirlo per avere coraggio, il coraggio fondamentale dei momenti di svolta ( …. strutturale vero ? .. non congiunturale .. ) : F. Alberoni – " …. ritorniamo ad essere quelli che inventarono la Vespa. ".
Lo siamo ancora sempre, scorre nelle vene cioe’ e’ impresso a fuoco in quella magmatica penombra del nostro inconscio … pronto anzi magmatico appunto.
Il vortice della crescita continua, infinita, ha stordito tutti noi, senza misura.
Non tutto era buono e lo sappiamo: e’ venuto il momento di riflettere, distinguere e scegliere.
" Made in italy " e’ un’unita’ che va dall’ideazione alla vendita e che proprio cosi’ genera quel carattere inconfondibile, che conquista.
E’ una filiera cortissima molto complessa che ha bisogno di tutta la tecnologia moderna … e poi di piu’ ancora … che e’ l’insostituibile apporto dell’uomo, direttamente, in tutte le fasi.

6)

Aziende numericamente ridotte e con competenze poliedriche costruiscono ( producono ) le personalizzazioni direttamente per l’utente finale: meglio ancora " le aspirazioni ".
Sono molte e reggono l’economia della nostra nazione ma appartengono a settori specifici.
Le giuste regole che ci faranno finalmente uscire da un mondo pensato solo come industria consentiranno a molte altre di struttutrarsi evitando la marginalizzazione a cui sono state costrette fino ad ora.
Lavoro per l’uomo e le sue insostituibili doti, le altre lasciate alla tecnologia che quello e’ il suo giusto compito e non il " tarocco " del contrario.
Le giuste regole quindi !

… e per fare cosa ? ..

… la navigazione non e’ serena ma la giornata e’ bella: un po’ di conforto.

…. mozzo, mozzooooo …..mozzo Valentina !
.. ma no, da troppo tempo ormai sei salita di rango, … marinaio e che marinaio …

a tutti,

arcsùlon

Scritto il 7 Febbraio 2010 at 09:37

                                                                                       04 febbraio  #7
                                                                                        segue:

Mondi alternativi !

4)

" Made in italy " esiste ormai da secoli, ha permeato la realta’ occidentale a tutti i livelli, una rivoluzione vera oggi inimmaginabile.
Per secoli " viaggio in italia " era la tappa d’obbligo per ogni intellettuale, ogni artista.
Solo ultimamente e’ stato definito linguisticamente e si e’ affermato concettualmente per tutti noi e per il mondo intero.
A fare questo hanno provveduto " purtroppo " quelli che costruiscono i grandi progetti, risultati garantiti, taroccando e non … che il mondo e’ dei furbi, non e’ vero ?
Nel momento in cui si e’ palesato cosi … globalmente e stato anche il momento in cui …. manco l’etichetta era " made in italy " !!! ( ..il progetto si !)
Eppure ha retto imperterrito tanta e’ la sua forza, il suo valore.
Eredita’ ancora disponibile e che una legge recente ( Le 99 ) e’ riuscita a delineare compiutamente in forma legale, discriminando con tanta fatica,  resistendo agli assalti dei soliti. Santo Versace per questo era stato chiamato e per questo credo abbia acconsentito : mi sembra bellissimo aver legato cosi a quelli … Sandro, Michelangelo, Raffaello ….. anche Gianni, alla pari come merita, con la familiarita’ del semplice nome.

5)

Conoscerlo per capirlo, capirlo per avere coraggio, il coraggio fondamentale dei momenti di svolta ( …. strutturale vero ? .. non congiunturale .. ) : F. Alberoni – " …. ritorniamo ad essere quelli che inventarono la Vespa. ".
Lo siamo ancora sempre, scorre nelle vene cioe’ e’ impresso a fuoco in quella magmatica penombra del nostro inconscio … pronto anzi magmatico appunto.
Il vortice della crescita continua, infinita, ha stordito tutti noi, senza misura.
Non tutto era buono e lo sappiamo: e’ venuto il momento di riflettere, distinguere e scegliere.
" Made in italy " e’ un’unita’ che va dall’ideazione alla vendita e che proprio cosi’ genera quel carattere inconfondibile, che conquista.
E’ una filiera cortissima molto complessa che ha bisogno di tutta la tecnologia moderna … e poi di piu’ ancora … che e’ l’insostituibile apporto dell’uomo, direttamente, in tutte le fasi.

6)

Aziende numericamente ridotte e con competenze poliedriche costruiscono ( producono ) le personalizzazioni direttamente per l’utente finale: meglio ancora " le aspirazioni ".
Sono molte e reggono l’economia della nostra nazione ma appartengono a settori specifici.
Le giuste regole che ci faranno finalmente uscire da un mondo pensato solo come industria consentiranno a molte altre di struttutrarsi evitando la marginalizzazione a cui sono state costrette fino ad ora.
Lavoro per l’uomo e le sue insostituibili doti, le altre lasciate alla tecnologia che quello e’ il suo giusto compito e non il " tarocco " del contrario.
Le giuste regole quindi !

… e per fare cosa ? ..

… la navigazione non e’ serena ma la giornata e’ bella: un po’ di conforto.

…. mozzo, mozzooooo …..mozzo Valentina !
.. ma no, da troppo tempo ormai sei salita di rango, … marinaio e che marinaio …

a tutti,

arcsùlon

Scritto il 7 Febbraio 2010 at 11:15

Si..la navigazione non è serena, arcsulon, qui..come nei mari tempestosi della vita…
Grazie davvero per il complimento, non dico così per dire, ma non mi sono mai commossa e nello stesso tempo, sorrido così tanto, come in questo viaggio.

Ascoltarti e leggerti, è la stessa cosa, abbiamo avuto modo anche se per poco, grazie all’infinita disponibilità di ccp, guardandoci negli occhi, di confrontarci e quindi sai, che condivido i tuoi pensieri, la tensione per l’Italianità, il prodotto, “l’artigianalità”. Ho rinnovato, da poco la tessera, non di partito,(mai iscritta ad un partito o abbracciato ciecamente un’ideologia e ne vado fiera) ma l’iscrizione all’Associazione di categoria, dove mi appoggio per le incombenze burocratiche e fiscali: c’è scritto siamo il motore dell’Italia, non nascondo che un brivido mi ha percorso la schiena, ed ogni attività piccola o grande che chiude, è un pezzetto di noi che se ne va…

Vedetemi come volete,… ottimistica, sentimentale, ognuno di noi, come dico sempre, è ciò che è, ciò che pensa di essere, ciò che ha la forza di essere, adesso per favore non scivoliamo ancora sulla sterile diatriba lavoro autonomo o lavoro dipendente, per favore,…sull’evasione ecc…

È tutto troppo limitante…è l’uomo che è corruttibile, quindi anche la moneta lo è, lavoriamo sull’uomo, lavoriamo su noi stessi oltre ogni compromesso e avremo percorso gran parte della turbolenta navigazione….

Con il Lavoro, autonomo o dipendente che sia, ognuno dovrebbe essere in grado di lasciare un segno tangibile su questa terra, il guaio è che il lavoro stesso è minato..e allora…ecco cosa servono le illusioni a sperare(non apaticamente o passivamente) che c’è sempre, ci deve essere sempre una possibilità, (ce lo ricordi molto bene Tu arcsulon per chi vuol sentire: E’ la natura che lo dici…che ce lo ricorda… sempre).

Una Speranza che, si trasforma in tensione, una tensione, che un caro compagno di viaggio, definisce dovere morale, e non semplice parole, una tensione che risiede nel fare ogni giorno meglio del giorno prima, nelle nostre semplici realtà, in ciò che facciamo o faremo….
Non voglio essere melodrammatica, ma esiste tanta gente onesta che per le proprie attività ha sacrificato e sacrifica se stesso e la propria famiglia, c’è gente e non scherzo, potrei farvi nomi e cognomi, che ha dato la propria vita per continuare nell’onestà…ed , è a questa gente, che dobbiamo guardare e con questa gente che dobbiamo schierarci.

Il male sta ovunque, nel pubblico e nel privato, perché sta nell’uomo, combatti con il tuo male e combatterai con il male del mondo…può sembrare uno slogan, ma non lo è…

Tutti cerchiamo le stesse risposte, ma per troppo tempo le abbiamo cercate nella più cieca solitudine, forse è il caso veramente, di alzare il capo…e mano nella mano procedere in questo regno…perché spesso, è già questo, il regno delle ombre…

Sono contenta che Tu abbai citato Alberoni, ero molto, molto giovane quando iniziai a leggere i suoi libri ed ammetto, di averlo apprezzato molto, molto tempo dopo e tardi…ho rispolverato L’Albero della Vita,(1982) a seguito di questo viaggio…oserei dire una lettura alla luce degli eventi…profetica…..

“Dove sta il pericolo? Il pericolo sta nell’intervento artificiale irresponsabile, fatto per soddisfare il piacere immediato, gli interessi che noi stessi subiamo perché facciamo parte di una organizzazione.

..
Chi organizza la vita economica, i capi di stato ed i funzionari di partito di tutto il mondo,…tutti noi, lavoriamo alla costruzione non di un giardino ma di un deserto. Abbiamo indirizzato male la nostra scienza e la nostra tecnica e lo sappiamo; abbiamo indirizzato male le nostre fantasie, i nostri desideri e lo sappiamo.
Ce ne accorgiamo solo in certi momenti di riflessione, colpiti dall’assurdità di qualcosa.
Sappiamo infine che potremmo, volendo cambiare, ma solo nello stato nascente dei movimenti.
Dobbiamo imparare a cogliere in noi stessi questa consapevolezza, imparare ad alimentarla e a giudicare il mondo. Forse la nostra è un’epoca che richiede eroismo.
Non l’eroismo di chi vuol distruggere una città e saccheggiarla come nell’Iliade, ma di chi vuol costruire un giardino in mezzo al deserto ed è circondato da predoni e lui stesso è, in fondo è rimasto un predone, di cui deve diffidare e da cui deve diffidare e deve difendersi.”

Alcuni diranno sicuramente belle parole, sono ben altro, è che abbiamo perso persino la capacità di fermarci a riflettere, per cambiare…

 “No nessuna società è perfetta, nessuna religione è perfetta, (aggiungo di conseguenza nessun uomo è perfetto”)…
E’ solo quando il desiderio diventa doloroso ed il presente invivibile che noi riusciamo a spezzare gli ostacoli esterni ed interni e a correre in avanti. Il desiderio che ci brucia è veramente il fuoco della vita; il Dolore è il caos primordiale da cui emerge il mondo, l’angoscia del molteplice, del diviso, che tende all’unità.
Quando, alla sera, noi sentiamo una nostalgia di non sappiamo che, è la vita che cerca la sua meta: il giardino delle rose che è il suo destino.”
(estratti dal libro, L’Albero della Vita, Le forze, i desideri, le passioni che ci fanno vivere, F.ALBERONI, ed. Garzanti)

Buona giornata…
Buona navigazione…

Grazie Capitano per questo entusiasmante…affascinante viaggio in una umanità tempestosa…

Grazie ai Compagni di Viaggio che rimangono, “perché pensano che questo viaggio ha un qualche Valore!”

Valentina

Scritto il 7 Febbraio 2010 at 11:15

Si..la navigazione non è serena, arcsulon, qui..come nei mari tempestosi della vita…
Grazie davvero per il complimento, non dico così per dire, ma non mi sono mai commossa e nello stesso tempo, sorrido così tanto, come in questo viaggio.

Ascoltarti e leggerti, è la stessa cosa, abbiamo avuto modo anche se per poco, grazie all’infinita disponibilità di ccp, guardandoci negli occhi, di confrontarci e quindi sai, che condivido i tuoi pensieri, la tensione per l’Italianità, il prodotto, “l’artigianalità”. Ho rinnovato, da poco la tessera, non di partito,(mai iscritta ad un partito o abbracciato ciecamente un’ideologia e ne vado fiera) ma l’iscrizione all’Associazione di categoria, dove mi appoggio per le incombenze burocratiche e fiscali: c’è scritto siamo il motore dell’Italia, non nascondo che un brivido mi ha percorso la schiena, ed ogni attività piccola o grande che chiude, è un pezzetto di noi che se ne va…

Vedetemi come volete,… ottimistica, sentimentale, ognuno di noi, come dico sempre, è ciò che è, ciò che pensa di essere, ciò che ha la forza di essere, adesso per favore non scivoliamo ancora sulla sterile diatriba lavoro autonomo o lavoro dipendente, per favore,…sull’evasione ecc…

È tutto troppo limitante…è l’uomo che è corruttibile, quindi anche la moneta lo è, lavoriamo sull’uomo, lavoriamo su noi stessi oltre ogni compromesso e avremo percorso gran parte della turbolenta navigazione….

Con il Lavoro, autonomo o dipendente che sia, ognuno dovrebbe essere in grado di lasciare un segno tangibile su questa terra, il guaio è che il lavoro stesso è minato..e allora…ecco cosa servono le illusioni a sperare(non apaticamente o passivamente) che c’è sempre, ci deve essere sempre una possibilità, (ce lo ricordi molto bene Tu arcsulon per chi vuol sentire: E’ la natura che lo dici…che ce lo ricorda… sempre).

Una Speranza che, si trasforma in tensione, una tensione, che un caro compagno di viaggio, definisce dovere morale, e non semplice parole, una tensione che risiede nel fare ogni giorno meglio del giorno prima, nelle nostre semplici realtà, in ciò che facciamo o faremo….
Non voglio essere melodrammatica, ma esiste tanta gente onesta che per le proprie attività ha sacrificato e sacrifica se stesso e la propria famiglia, c’è gente e non scherzo, potrei farvi nomi e cognomi, che ha dato la propria vita per continuare nell’onestà…ed , è a questa gente, che dobbiamo guardare e con questa gente che dobbiamo schierarci.

Il male sta ovunque, nel pubblico e nel privato, perché sta nell’uomo, combatti con il tuo male e combatterai con il male del mondo…può sembrare uno slogan, ma non lo è…

Tutti cerchiamo le stesse risposte, ma per troppo tempo le abbiamo cercate nella più cieca solitudine, forse è il caso veramente, di alzare il capo…e mano nella mano procedere in questo regno…perché spesso, è già questo, il regno delle ombre…

Sono contenta che Tu abbai citato Alberoni, ero molto, molto giovane quando iniziai a leggere i suoi libri ed ammetto, di averlo apprezzato molto, molto tempo dopo e tardi…ho rispolverato L’Albero della Vita,(1982) a seguito di questo viaggio…oserei dire una lettura alla luce degli eventi…profetica…..

“Dove sta il pericolo? Il pericolo sta nell’intervento artificiale irresponsabile, fatto per soddisfare il piacere immediato, gli interessi che noi stessi subiamo perché facciamo parte di una organizzazione.

..
Chi organizza la vita economica, i capi di stato ed i funzionari di partito di tutto il mondo,…tutti noi, lavoriamo alla costruzione non di un giardino ma di un deserto. Abbiamo indirizzato male la nostra scienza e la nostra tecnica e lo sappiamo; abbiamo indirizzato male le nostre fantasie, i nostri desideri e lo sappiamo.
Ce ne accorgiamo solo in certi momenti di riflessione, colpiti dall’assurdità di qualcosa.
Sappiamo infine che potremmo, volendo cambiare, ma solo nello stato nascente dei movimenti.
Dobbiamo imparare a cogliere in noi stessi questa consapevolezza, imparare ad alimentarla e a giudicare il mondo. Forse la nostra è un’epoca che richiede eroismo.
Non l’eroismo di chi vuol distruggere una città e saccheggiarla come nell’Iliade, ma di chi vuol costruire un giardino in mezzo al deserto ed è circondato da predoni e lui stesso è, in fondo è rimasto un predone, di cui deve diffidare e da cui deve diffidare e deve difendersi.”

Alcuni diranno sicuramente belle parole, sono ben altro, è che abbiamo perso persino la capacità di fermarci a riflettere, per cambiare…

 “No nessuna società è perfetta, nessuna religione è perfetta, (aggiungo di conseguenza nessun uomo è perfetto”)…
E’ solo quando il desiderio diventa doloroso ed il presente invivibile che noi riusciamo a spezzare gli ostacoli esterni ed interni e a correre in avanti. Il desiderio che ci brucia è veramente il fuoco della vita; il Dolore è il caos primordiale da cui emerge il mondo, l’angoscia del molteplice, del diviso, che tende all’unità.
Quando, alla sera, noi sentiamo una nostalgia di non sappiamo che, è la vita che cerca la sua meta: il giardino delle rose che è il suo destino.”
(estratti dal libro, L’Albero della Vita, Le forze, i desideri, le passioni che ci fanno vivere, F.ALBERONI, ed. Garzanti)

Buona giornata…
Buona navigazione…

Grazie Capitano per questo entusiasmante…affascinante viaggio in una umanità tempestosa…

Grazie ai Compagni di Viaggio che rimangono, “perché pensano che questo viaggio ha un qualche Valore!”

Valentina

utente anonimo
Scritto il 7 Febbraio 2010 at 13:01

aaa

utente anonimo
Scritto il 7 Febbraio 2010 at 13:01

aaa

utente anonimo
Scritto il 7 Febbraio 2010 at 14:17

Lo svizzero ha ragione.

Il cuculo scrive solo "devono": non devono una minchia

utente anonimo
Scritto il 7 Febbraio 2010 at 14:17

Lo svizzero ha ragione.

Il cuculo scrive solo "devono": non devono una minchia

utente anonimo
Scritto il 7 Febbraio 2010 at 19:11

Se non ricordo male qualche tempo fa si parlava del Crollo del dollaro, del debito USA salito alle stelle e della probabile moneta nord Americana (Amero) che avrebbe sostituito il dollaro. Invece adesso si parla del possibile default di paesi dell’area Euro. La mia domanda è questa: NON E’ CHE SI STA SPOSTANDO VOLUTAMENTE L’ATTENZIONE SU ALCUNI PAESI EROPEI E NEL FRATTEMPO I GRANDI RIUNITI NEL G7 STANNO DISCUTENDO COME ARRIVARE ALL PARITA’ TRA DOLLARO /EURO 1:1 – ARTIFICIOSAMENTE?

utente anonimo
Scritto il 7 Febbraio 2010 at 19:11

Se non ricordo male qualche tempo fa si parlava del Crollo del dollaro, del debito USA salito alle stelle e della probabile moneta nord Americana (Amero) che avrebbe sostituito il dollaro. Invece adesso si parla del possibile default di paesi dell’area Euro. La mia domanda è questa: NON E’ CHE SI STA SPOSTANDO VOLUTAMENTE L’ATTENZIONE SU ALCUNI PAESI EROPEI E NEL FRATTEMPO I GRANDI RIUNITI NEL G7 STANNO DISCUTENDO COME ARRIVARE ALL PARITA’ TRA DOLLARO /EURO 1:1 – ARTIFICIOSAMENTE?

utente anonimo
Scritto il 7 Febbraio 2010 at 20:25

GLI INGLESI ALLA CANNA DEL GAS!

Bellissimo articolo Andrea, anche quello che dice Il Fringuello è giustissimo,  in questo giorni è cominciato un gioco al massacro.
Si tratta apparentemente di una crisi sulla fiducia, dove per esempio si è stabilito che la Gran Bretagna è in grado di sopportare il 10% di deficit e invece la Grecia NO!
Qui c’è un sospetto più che fondato, che qualcuno tiri le fila di un’operazione speculativa estremamente pericolosa.

Gli establiscement Inglese è molto abile nel saper sfruttare a suo vantaggio le debolezze altrui, ma quelli più compromessi sono loro e i cugini USA ,dove interi stati della federazione rischiano il default imminente (con effetto a catena).

Per fare un paragone e come se gli Inglesi avessero la loro casa in fiamme e per attirare più velocemente i pompieri (che stanno tardando ad arrivare) hanno cominciato a dar fuoco alle vicine case dei Greci, dei Turchi, dei Portoghesi e degli Italiani (gli Spagnoli si sono dati fuoco da soli), io dico semplicemente che la situazione dell’Inghilterra è disperata.

Del resto gli Inglesi facevano quasi un terzo della loro economia sulla finanza, se ci aggiungiamo anche il mercato immobiliare ,vediamo che hanno la metà della loro economia in una situazione drammatica.

Cercare di far pensare che anche gli altri stiano nella stessa situazione (anzi peggio) secondo il vecchio adagio "Mal comune mezzo gaudio" è assolutamente patetico, a manovrare il mercato sono grosse istituzioni che hanno analisti piuttosto scaltri, una cosa è generare panico nelle masse e far cadere di una decina di punti percentuali le borse, un’altra è smuovere i "Giganti di pietra".
Strate molto tranquilli che passeremo dai Piigs ai Piiigs così anche gli Inglesi si sentiranno meno soli, dato che amano così tanto i clubs esclusivi!

-IL Compasso-

utente anonimo
Scritto il 7 Febbraio 2010 at 20:25

GLI INGLESI ALLA CANNA DEL GAS!

Bellissimo articolo Andrea, anche quello che dice Il Fringuello è giustissimo,  in questo giorni è cominciato un gioco al massacro.
Si tratta apparentemente di una crisi sulla fiducia, dove per esempio si è stabilito che la Gran Bretagna è in grado di sopportare il 10% di deficit e invece la Grecia NO!
Qui c’è un sospetto più che fondato, che qualcuno tiri le fila di un’operazione speculativa estremamente pericolosa.

Gli establiscement Inglese è molto abile nel saper sfruttare a suo vantaggio le debolezze altrui, ma quelli più compromessi sono loro e i cugini USA ,dove interi stati della federazione rischiano il default imminente (con effetto a catena).

Per fare un paragone e come se gli Inglesi avessero la loro casa in fiamme e per attirare più velocemente i pompieri (che stanno tardando ad arrivare) hanno cominciato a dar fuoco alle vicine case dei Greci, dei Turchi, dei Portoghesi e degli Italiani (gli Spagnoli si sono dati fuoco da soli), io dico semplicemente che la situazione dell’Inghilterra è disperata.

Del resto gli Inglesi facevano quasi un terzo della loro economia sulla finanza, se ci aggiungiamo anche il mercato immobiliare ,vediamo che hanno la metà della loro economia in una situazione drammatica.

Cercare di far pensare che anche gli altri stiano nella stessa situazione (anzi peggio) secondo il vecchio adagio "Mal comune mezzo gaudio" è assolutamente patetico, a manovrare il mercato sono grosse istituzioni che hanno analisti piuttosto scaltri, una cosa è generare panico nelle masse e far cadere di una decina di punti percentuali le borse, un’altra è smuovere i "Giganti di pietra".
Strate molto tranquilli che passeremo dai Piigs ai Piiigs così anche gli Inglesi si sentiranno meno soli, dato che amano così tanto i clubs esclusivi!

-IL Compasso-

Scritto il 8 Febbraio 2010 at 10:18

ANDREA MAZZALAI,INSTANCABILE,CI ISTRUISCE SUI CDS, COSA SONO? SCOPRIAMOLO SEGUENDO ATTENTAMENTE LE SUE GRATUITE LEZIONI!![..] VENERDÌ, 05 FEBBRAIO 2010 CREDIT DEFAULT SWAP! IL MONELLO. All’inizio dei leggendari " Anni Ruggenti", gli anni venti, Charlie Chaplin, interpreta "Il Monello" la storia di un bimbo abbandonato dalla madre sul sedile di [..]

Scritto il 8 Febbraio 2010 at 10:18

ANDREA MAZZALAI,INSTANCABILE,CI ISTRUISCE SUI CDS, COSA SONO? SCOPRIAMOLO SEGUENDO ATTENTAMENTE LE SUE GRATUITE LEZIONI!![..] VENERDÌ, 05 FEBBRAIO 2010 CREDIT DEFAULT SWAP! IL MONELLO. All’inizio dei leggendari " Anni Ruggenti", gli anni venti, Charlie Chaplin, interpreta "Il Monello" la storia di un bimbo abbandonato dalla madre sul sedile di [..]

Scritto il 8 Febbraio 2010 at 10:18

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