CREDIT DEFAULT SWAPS…GAME OVER!

Scritto il alle 06:47 da icebergfinanza

PHOTOBUCKET.com

In un mondo irreale, dove la demenzialità creativa finanziaria ha osato sfidare le leggi della gravità, Warren Buffet  li ha denominati "armi di distruzione di massa " , si i derivati l’immenso oceano di derivati che come tanti piccoli iceberg oggi si muovo nella Madre di tutte le crisi finanziarie della Storia.

Si armi di distruzione di massa…che la stessa Berkshire Hathaway corazzata di proprietà Buffet ha utilizzato in questa guerra non convenzionale 1,6 miliardi di dollari di perdite comparse nel recente bilancio ad opera di questi graziosi ordigni non convenziali alla sostenibilità finanziaria, per una riduzione di utile pari al 64 % complessivo.

Cifre da apocalisse, rigorosamente "over the counter " che potrete rivedere in un immenso CASTELLO DI CARTA……ha incominciare dai Credit Default Swaps arme letali che debbono ancora essere disinnescate.

Cosa sia un Credit Defaul Swap ce lo dice Wikipedia……

Il credit default swap (CDS) è uno swap che ha la funzione di trasferire l’esposizione creditizia di prodotti a reddito fisso tra le parti. È il derivato creditizio più usato. È un accordo tra un acquirente ed un venditore per mezzo del quale il compratore paga un premio periodico a fronte di un pagamento da parte del venditore in occasione di un evento relativo ad un credito (come ad esempio il fallimento del debitore) cui il contratto è riferito. Il CDS viene spesso utilizzato con la funzione di polizza assicurativa o copertura per il sottoscrittore di un’obbligazione. Tipicamente la durata di un CDS è di cinque anni, sebbene essendo un derivato scambiato sul mercato over-the-counter è possibile stabilire qualsiasi durata.

Come scrive Fabrizio Galimberti in un suo articolo sul Sole 24 Ore il problema è che i CDS possono essere comprati da chiunque non possiede il titolo da "assicurare" e venduti anche da chi non ha il capitale necessario a pagare in caso di default.

Credo che molti di Voi ricordino la "fiaba delle Monolines" veri e propri fantasmi finanziari, " Dead Mans Walking " società che dietro un premio assicurativo concedevano il privilegio di fregiarsi della propria solvibilità, rating AAA anche alle aziende zombie o la famigerata AIG colosso assicurativo che assicurava i crediti di clienti di grandi banche europee per un cifra che sfiorava i 500 miliardi di dollari….

CDS titoli che servono ad esprimere un giudizio di diffidenza o fiducia nei confronti di una azienda, ma le modalità con cui questo giudizio viene espresso in punti base anno per 10 mila di capitale assicurato e sopratutto la facilità con cui un guidizio negativo in mercati spesso illiquidi e sottili, può trasformarsi da palla di neve in valanga garantendo che questi particolari derivati costituiscono fra i giocattoli della nuova finanza un balocco particolarmente pericoloso prosegue Galimberti.

Il fatto che i mercati siano spesso illiquidi e sempre non regolamentati come quello dei CDS scambiati rigorosamente " Over the Counter " è aggravato dall’enorme stazza di questo mercato che ognuno di Voi ben conosce, visto il castello di carta che abbiamo visitato.

Ora l’irrazionalità di questo mercato è nelle stesse parole di Galimberti che si chiede che senso abbia assicurarsi contro il default del tesoro americano visto che se gli Stati Uniti andassero in bancarotta, il tutto travolgerebbe l’intero sistema finanziario mondiale e chi dovrebbe onorare i propri impegni non potrebbe farlo e chi dovrebbe essere rimborsato non potrebbe vedere onorata la sua assicurazione.

….sarebbe interessante vedere chi rimarebbe a pagare e chi a riscuotere i danni.

Non di meno interessante ed affascinante è osservare che i CDS sul rischio paese Italia sono superiori a quelli delle grandi banche italiane…….ma la mia domanda è la seguente: sbaglio o nel caso estremo dovrebbe essere lo Stato Italiano a salvare il sistema finanziario italiano?

Tralascio il riferimento ad altri CDS e la loro comparazione ma ricordo a tutti che nella sala comandi della Play Station Finanziaria alcuni "monelli" si divertono ad utilizzare la joystick con doppia leva, un effetto combinato da allarmi creati ad arte tramite i CDS e vendite allo scoperto che prima o poi se qualcuno non stacca la corrente porteranno ad un immenso GAME OVER globale!

 

Icebergfinanza come un cantastorie che si  esibisce nelle strade e nelle piazze delle città!

 

Non solo e sempre economia e finanza, ma anche alternative reali da scoprire e ricercare insieme cliccando qui sotto in ……….

 

La "filosofia" di  Icebergfinanza resta e resterà sempre gratuitamente a disposizione di tutti nella sua "forma artigianale", un momento di condivisione nella tempesta di questi tempi, lascio alla Vostra libertà, il compito di valutare se Icebergfinanza va sostenuto nella sua navigazione attraverso le onde di questo cambiamento epocale!

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55 commenti Commenta
Scritto il 26 gennaio 2009 at 07:12

Ciao Ribelle…..benvenuta a bordo cercherò di essere il più chiaro e semplice possibile!

Se faccio un post dal titolo ” Credit Default Swaps Game Over ” non è per spaventare il Mondo, l’uomo comune, l’imprensitore o chissà chi altro ma lo faccio solo per sottolineare l’irrazionalita di strumenti questi si di distruzione di massa, la speculazione uccide i sogni e la vita di milioni di persone.

Per quanto riguarda l’arcobaleno io no sto alla finestra ad attenderlo, non lo immagino solo a parole, lo vivo tutti i giorni nelle mie debolezze attraverso al mia vita, lo intravedo in molte realtà che alcuni di Voi non comprendono o non vogliono conoscere perchè immaginano solo soluzioni economiche e null’altro!

Si parole, discussioni accademiche mentre nei mondi alternativi ci si da da fare per una reale alternativa a questo sistema….poi l’arcobaleno nasce dalla tempesta anche attraverso il cambiamento di ognuno di noi, nell’etica e nella responsabilità sociale.

Sono stanco di stare alla finestra ad attendere l’arcobaleno del sistema che vive di breve termine…io non offro nessuna soluzione accademica a questa crisi ma un’alternativa che già esiste e che io non ho inventato, io non ho fatto nulla.

Se poi Speranza è stare alla finestra ad attendere che il tempo cambi da solo perchè questa è una legge di natura allora ….pronti alla prossima tempesta al prossimo uragano.

Si in rete alcuni urlano l’insostenibilità di questa crisi, ma ognuno ha il suo metodo e il suo scopo…….liberi di scegliere.

Io ho un mio stile…..non ho intenzione di fare rivoluzioni senza la rivoluzione del cambiamento personale…..una rivoluzione silenziosa, non serve a nulla cambiare il mondo se non cambiamo noi stessi, perchè il Mondo siamo noi!

Buona giornata Andrea

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2009 at 07:40

caro capitano, permettimi una critica: il cambiamento radicale delle persone non e’ un dato di partenza, e’ l’obiettivo. E non si raggiunge in 4 e 4 = 8 …
spugna

Scritto il 26 gennaio 2009 at 09:01

si può dire quello ke si vuole, xò l’argomento sollevato da DEVIN è interresante.
sono dati e cifre quelle ke riporta.
la massa monetaria è aumentata in maniera spaventosa.
questo è un dato di fatto.

ora io non sto a discutere se una visione o un’altra è + corretta.

io penso , ma dove sono tutti questi soldi ke la massa nn vede neanke col binocolo.
dove sono fermi , se la gente comune ne ha sempre meno.

forse sarà concentrata in poche mani? …..boh
io so che se la gente comune , la massa, nn ha soldi nn spende.
e come fanno ad aumentare i prezzi se nn c’è domanda?

riflessioni semplici di tutti i giorni, ke nn sono studiate sui libri ,ma ke si basano su quello ke mi dice il comportamento dei miei conoscenti.

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2009 at 09:20

Solo due piccole considerazioni:
La Massa Monetaria va distribuita al maggior numero possibile di persone o non serve ad un tubo.
Dopo che è stata distribuita occorre convincere le persone di cui sopra a spenderla.
Chi pensa che questo fenomeno sia immediato sbaglia di grosso.

Mas

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2009 at 09:51

vedi de, uno l’hai trovato che ti vuole bene, non e’ poi la fine del mondo

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2009 at 10:03

D’accordo con de(vin) sul fatto di essere sempre critici e di proporre visioni differenti

Il capitano traccia la rotta ma ha bisogno di consiglieri validi, ank rompiscatole k mettano dubbi alle sue tesi e alla direzione intrapresa.

Non è con solo con gli elogi k il nostro capitano affinerà le sue previsioni e i suoi consigli … quindi quando è il caso “rompiamogli un po ‘ le balle” k magari con una pulce nell’orecchio in più può migliorare ank lui e, di riflesso, ttt noi.

Mi raccomando, però. Non fatelo arrabbiare, altrimenti k si mette al timone !?!?

Saluti a tutti

Hunter76Lima

PS Non preoccupatevi, ank se dovessimo diventare ttt poveri, non c’è problema … la povertà non è così brutta come la si dipinge.
Si mangia e si ride ank da poveri !!!

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2009 at 10:06

Se il capitano rileggesse tutti i sui articoli degli ultimi 12 mesi si accorgerebbe che lentamente la sua visione di quello che sta accadendo è peggiorata. Forse abbastanza lentamente da non accorgersene. Naturalmente stando dentro la crisi non si sa come finirà. Come sicuramente durante il 1929 non potevano immaginare come sarebbe andata a finire. Quello che voglio dire che inizio a essere molto preoccupato. Secondo me ci aspetta tra pochi mesi un altra Repubblica di Weimar. Penso che sia giunto il momento di raccogliere tutti ma proprio tutti i sintomi per capire se la malattia è terminale.

Max.

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2009 at 10:16

vorrei tornare per un solo attimo al commento di Ribelle sul post di ieri, per dire che lo condivido in pieno. Mi dispiace che non sia stato recepito come avrebbe dovuto. Credo che tutti debbano fare un passo indietro: ci sono altri problemi ben piu’ seri di cui occuparsi, cerchiamo di darci una regolata, basta con le fregnacce del tipo: Andrea non e’ Buddha, Andrea qui e Andrea la’, … e basta!
Bisogna avere rispetto degli altri, questa e’ la prima regola su questo vascello.
Chi non ce l’ha, e’ pregato di farsi da parte.
pinio

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2009 at 10:18

Per completare il commento 7 vorrei riportare un esempio tratto da “bacteria in a petri dish”:

I batteri in un vetrino aumenteranno esponenzialmente finché non finiscono le risorse (il nutrimento), a quel punto la loro popolazione imploderà. Solo una generazione prima del crash, i batteri avranno usato metà delle risorse disponibili. Per i batteri non c’è alcun problema, finché non cominciano a morire di fame.

Questo secondo me è quello che ci aspetta.

Max

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2009 at 11:23

Ciao a tutti i marinai.

Niente panico a bordo signori, direi che oramai siamo marinai di lungo corso ……e ne abbiamo viste parecchie.

Abbiamo seguito il nostro istinto e scelto la nave. Intravisto la grande umanità del nostro Capitano trasudare da articoli su un argomento disumano quale la finanza e ….. ci siamo fidati.
Abbiamo seguito semplicemente i ragionamenti di una persona che finalmente andava controcorrente e contro tutti gli interessi di “comodo” ……. per cercare di farci vedere oltre il nostro piccolo orizzonte, per cercare di darci un grande orizzonte comune, da condividere con lui.

Non siamo fuori rotta, non siamo alla ricerca dell’isola che non c’è, siamo semplicemente davanti alla realtà da più tempo rispetto ad altri e questo …. ci spaventa.
Il grande sistema finanziario si sta avvitando su se stesso, sulle sue bugie, sulla sua mancanza di etica e di pietà ….. e noi aiutati lo abbiamo scorto prima di altri, ben più “esperti” di noi e magari pure pagati, per vigilare dall’alto delle baldanzose ammiraglie finanziare che si sono avventurate in questa tempesta senza la coscienza di cosa stavano facendo.

Ora quello che ci manca è una ricetta, una soluzione pratica, una condivisione comune che ci permetta di trovare una scappatoia da questo uragano che ci circonda.

Signori non c’è.
Non è possibile fermare o evitare una tempesta di tale portata, scatenata dalla stupidità e dall’avidità senza scrupoli di così tante persone. Sicuramente si esaurirà da sé, magari fra un mese, magari fra un anno.
E’ praticamente incredibile il livello di delirio e di corruzione raggiunto dal sistema finanziario per poter pensare che la caduta non finirà per danneggiare anche la nostra nave, la nostra esistenza, i nostri amici, i nostri cari, i nostri colleghi di lavoro, la nostra società ed il nostro modo di vivere, almeno per svariati anni a venire.

Ma la tempesta passerà e …. chi avrà seguito i suggerimenti del Capitano, sia etici che finanziari, avrà sicuramente una visione più chiara di ciò che dovrà essere dopo. Ed ognuno, nel suo piccolo potrà fare e dovrà richiedere quelle scelte etiche banali, che potranno consentire di evitare il ripetersi di una simile crisi finanziaria e morale.

Piuttosto sono molto preoccupato per le scelte e per gli atteggiamenti intrapresi da quasi tutti i paesi, che di fronte alla certezza di grandi difficoltà economiche e sociali nei prossimi periodi, stanno convogliando la maggior parte (o la totalità) degli aiuti a istituzioni finanziarie che si limitano ad assorbire il denaro senza distribuirlo realmente alla popolazione, a chi ne ha bisogno. Questa situazione non potrà durare e più tardi i governanti si renderanno conto di ciò, maggiore sarà il danno per le popolazioni e le democrazie (quando esistono).

Attenzione il vero obbiettivo di questa tempesta non è la banca o l’alta finanza, ma è l’esistenza stessa delle nostre società e dei valori da essi raggiunti, le pensioni, la sanità, l’istruzione, le “conquiste” sociali e tutto quello che è “gestito” come regalo dagli stati diventerà ben presto insostenibile, soprattutto perché entrerà in diretta concorrenza con gli interessi “sporchi” che hanno fino ad ora prosciugato (o ladrocinato) tali servizi approfittando della ricchezza passata e dell'”ingenuità” di molti.

Non ci attende un anno semplice, ma la vita del marinaio è questa.
La nostra vera fortuna è avere un capitano che sa vedere oltre al comune orizzonte, che ci ha permesso di incontrarci e di condividere il viaggio con lui …. è non è poco.

Francia R

Scritto il 26 gennaio 2009 at 12:27

Condivido pinio, tutti con rispetto dovremmo fare un gigantesco passo indietro
SIAMO SEMPRE SOLO IN GRADO DI CRITICARE E PRETENDERE SENZA MAI DARE NULLA IN PRIMA PERSONA.…

Concordo Frangia R, belle le Tue parole e..penso che Tu abbia centrato il problema
e..si non è poco… anzi è tanto..tantissimo…e una grande fortuna…
ma a volte, temo che l’ essenziale continui ad essere invisibile agli occhi, tremendamente invisibile.

De..sarò felice di aiutarti per i Mondi Alternativi,
anche se il Capitano fa già tanto in questa direzione e non comprendo cosa Tu non
abbia colto a questo riguardo…posso suggerti di rileggere con calma e spirito critico
tutto il materiale da Lui prodotto, visitando anche i Link che ha citato a sinistra del Blog,
mi permetto di segnalarti una rivista che leggo spesso
(e che ho citato anche nei miei commenti) aam Terra Nuova, il mensile per l’ ecologia delle mente e la Decrescita Felice, siti come http://www.aamterranuova.it e http://www.altromercato.it, per dirne alcuni,
entra nei negozi di altromercato nella Tua città, in negozi di alimenti biologici, visita associazioni di volontariato…accanto a Te..
poi valuta..ho solo ripetuto ciò che il Capitano va dicendoci da tanto tempo…
solo ciò che si conosce si può comprendere…
utili anche i contributi che trovi su ecolcity, ottimo esercizio definire cosa si intende per ecolpersone…” perchè se prima non ci disinquiniamo noi stessi, nella mente e
soprattutto nello spirito, nessuna cosa che costruiremo potrà essere
veramente ecologica”( Roberto Franze, ecolcity.it)
io ci sto provando..nulla di poi così diverso da questo viaggio.
Buona giornata
Valentina

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2009 at 12:43

Allora vediamo se ho capito..
In caso di deflazione il valore di tutte le attività si contrae e quindi onorare debiti in termini nominali diventerà il dramma per tutti. Poi dopo o al posto di, potrebbe sopraggiungere una iperinflazione a due o tre cifre e quindi di nuovo tutte le attività andrebbero a farsi benedire.. qualsiasi valore in termini nominali perderebbe di consistenza.
Per cui sia con una crescita ad L sia con una ripresa a W siamo messi male?
Nessuna altra possibilità?
Niente da dire su come reinventarci una finanza più etica. Ma adesso cerchiamo di pararci il fondoschiena.
Comprare oro. Deflazione… che fai… inflazione…devi tenerlo per tanti mesi perchè una superinflazione non ti permette di goderne a lungo i benefici.
Case… stesso discorso, ma almeno un tetto sotto cui vivere ti protegge dalle notti gelide e col tempo ricomincia a riprendere valore.
Denaro liquido come e dove lo metti?
Il campo da coltivare… mangi dopo qualche tempo, perchè la natura, insalatina a parte, ma per quella basta una serra in casa, ha i suoi cicli. Magari la crisi ci porterà entro questi due estremi… é grave ma se ne potrà uscire e non è vero che non è grave perchè ci sono voragini ovunque.
Quel che nel mio piccolo penso è che un cambiamento delle leggi della finanza sarà la base per ripartire e ridare fiducia per fermare la progressione a spirale demenziale in cui ci troviamo. Anche lasciarla esaurire da sola comporta un rischio elevato. Vi faccio l’esempio della Dexia. Se questa fallisse comporterebbe anche la fine della gestione delle risorse in ambito di enti pubblici territoriali. La Dexia finanzia il pubblico, cioè noi. Se fallisce siamo fregati anche noi.
Too big to fail, altro problema.
Poichè è a livello globale occorre una soluzione globale. Arrancare tutti insieme e languire nelle nostre piccole realtà… un po’ troppo lunga da smaltire come sbornia.. Nessuno sa che fare. Nessun economista sa bene cosa dire con assoluta certezza.. Guardate che è una incredibile ammissione di impotenza e di fallimento dei modelli economici. Necessariamente dovranno essere riscritti. Proposta delle 12,30..
E se unissimo tutti gli stati d’Europa? Intendo un solo Debito, un solo Bilancio. Abbiamo il gigante Cina, la grande Russia, gli Stati Uniti.. e noi pensiamo di risollevarci con i piccoli Stati malandati? C’è una teoria russa che vuole gli Stati Uniti frammentati: l’Alaska alla Russia, il sud al Messico ed agli stati latini, l’est all’Europa, l’ovest al Giappone, Corea, magari qualcosa di più del bilancio alla Cina… che idea bislacca ma questo studioso, mi sembra il Rettore o il Presidente di una delle scuole di diplomazia più apprezzate Oltrecortina, aveva predetto questo scenario nel 1988. Curioso vero?

Allora Europa Unita..
Che ne dite?

Servirebbe oppure ci farebbe precipitare nel caos?
Se l’Italia non ha avuto troppi danni con i subprime li ha con il debito pubblico. Gli altri Stati invece li hanno fatti con la speculazione. Potremmo perdonarci i rispettivi problemini e cercare di fare di più insieme. Ho le traveggole?

Saluti a tutti e fatemi sapere…grazie!

Ambarabacciccìcoccò detto Lupo ( prima scrivevo da anonimo ma ora ho preso coraggio!!! )

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2009 at 13:00

QUEST’ANNO PIL USA -7%….

Leggo una certa animosità fra le righe di questa compagnia.
C’è chi dice che la crisi sarà un forte terremoto, chi dice che arriverà la fine del mondo…
Mi permetto di dire che comunque vada, noi usciremo dalla crisi, forse il domani, sarà un mondo migliore.
La storia cambia attraverso eventi drammatici. Se questa crisi epocale servirà a correggere le paurose distorsioni che si sono create, allora ricordiamoci che questa non è arrivata come una disgrazia dal cielo, ma che siamo stati noi a crearla, quindi spetta a tutti pagarne una parte del prezzo.
Io sono il primo a dire che la crisi colpirà i più deboli, ma mi ricordo che mia nonna mi diceva che durante la guerra, le persone facoltose abbandonavano la città e si rifugiavano nelle loro case di campagna, al sicuro dalla fame e dai bombardamenti.

Ora ritornando al presente, un signore di nome Barac Obama ha detto che vi sarà, quest’anno, una diminuzione di 1000 miliardi di dollari di PIL degli USA.
Quindi a meno che il neo presidente degli Stati Uniti non volesse fare terrorismo economico, gli stati Uniti d’America avranno quest’anno una contrazione di più del 7% della loro economia.
I colpi più duri dovrebbero arrivare a partire dal secondo trimestre di quest’anno.
Qui stiamo ragionando in un’ottica di
“moderato ottimismo” in cui si scommette che a inizio 2011 si avrà una ripresa che si dovrebbe irrobustire nel 2013/2014.
Se invece alcuni paesi sprofonderanno nella crisi allora saranno guai serissimi.
Qualcuno ha analizzato casi di default di stati come Spagna, Inghilterra, Italia considerando che Grecia, Irlanda, Bulgaria, Rep. Slovacca sono più o meno gestibili.
Tenete però presente che paesi come Argentina, Venezuela, Russia, Indonesia, Turchia, Sud Africa e Messico sono già con un piede nella fossa (qualcuno dice tutti e due).
In un mondo con tante variabili possibili, vi dico solo un dato, se il petrolio dovesse scendere sotto i 20 dollari a barile, la Russia e il Venezuela saltano immediatamente.
La crisi porterà disoccupazione, fame, instabilità politica e sociale ecc.
La cosa che deve farvi paura è che già c’è chi si prepara alla crisi, chi come uno sciacallo chi come un leone pronto a aggredire le gazzelle più deboli.
Una crisi potrebbe portare ad una forte svalutazione o a una deflazione, quindi quello che oggi conta è il Cash Flow, quelli che usciranno vincenti da questa crisi, non saranno i finanzieri o chi ha un grosso conto in banca, ma quelli che attraverseranno la crisi con attività che hanno un notevole cash flow.
Quindi chi ha in mano un’impresa , che malgrado la crisi può contare su notevoli flussi finanziari, sarà alla fine vincente.
In alcuni settori (import/esport) sto osservando che negli ultimi mesi i prezzi sono aumentati del 10-12% e che anche i margini di profitto sono aumentati !!!
Non si concedono più dilazioni di pagamento, pagamenti passati da 90 giorni a pagamento cash.
A parte il settore edile, abbigliamento e petroliferi, io vedo una forte fiammata inflattiva all’orizzonte e con l’inflazione si avrà sempre la crisi economica ma non la depressione.
Una crisi debitoria del tipo che stiamo attraversando si risolve solo o imponendo una patrimoniale (ma i rischi di sfociare in un regime sono troppo forti), oppure attraverso una forte inflazione, qualcosa intorno al 7/10 % all’anno è di sicuro gestibile. Io ho l’impressione che alla BCE abbiano già provveduto.
Questo spiega il perché in Italia la crisi non si fa ancora sentire, a differenza degli altri paesi. Noi avevamo per una serie di ragioni strutturali già scontato una notevole inflazione con l’ingresso nell’euro, mi chiedo quando anche da noi i prezzi (quelli reali) ricominceranno la loro corsa.

-Il Compasso-

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2009 at 13:23

Spugna,
dimmi dimmi..com’è che non saprei niente di fisica?
Anche tu che insulti le persone senza portare motivazioni?
Dai fammi ridere..

de

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2009 at 13:31

Cambiare…comciamo a riprendere chi dice…MA SI SA CHE LE COSE VANNO COSI’…questo e il primo campanello d allarme. In poche parole quando si usa questa espressione vuol dire che le cose dovrebbero andare in un altro modo, ma che per interessi, svogliatezza libero arbitrio, malcostume…si fa altro. Credetemi la fatica tra le due cose e minima, ma l abisso etico e veramente profondo. Cambiamo bene vi chiedo ogni volta che sentite dire tale ritornello di fermarvi un attimo riflettere e rirpondere all interlocutore che le cose cosi non andrebbero fatte….ed il resto lo lascio a voi.
Saluti alla ciurma…ed al Capitano
Massimo

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2009 at 14:16

c’e’ poco da ridere, de, ti sei costruito un castelletto sulla sabbia, ed ora l’acqua se l’e’ portato via
spugna

Scritto il 26 gennaio 2009 at 15:00

Ragazzi, ma la smettete di litigare come dei bimbi permalosi, ognuno presenti la sua idea, argomentandola con dati o opinioni, a seconda delle sue conoscenze, gli altri accettino le altre posizioni e se ne discuta senza cercare di credersi gli uni migliori di altri solo perchè uno ha studiato questo, l’altro ha fatto quello, Se devin si dissocia, ascoltiamolo, se si citano altri blog non sempre è pubblicità, cerchiamo di essere tra noi del veliero più propensi a capirci che a beccarci con battuttine sarcastiche. Ammiro il capitano e molti partecipanti del blog, ma non dobbiamo mai considerare un pensiero unico, anzi è proprio questo che dobbiamo fugare, e se c’è qualcuno che è fuori dal coro, ben venga, vuol dire che tra noi c’è dialogo (inteso in senso filosofico, contrapposizione di idee). Un abbraccio a tutti e spero che Delvin rimanga anche lui tra noi, ognuno è da considerarsi sempre un valore aggiunto. Mozart

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2009 at 15:01

Faccio una riflessione da stupido

Ma se noi siamo in una crisi economica dovuta dall’eccesso di indebitamento degli stati, banche, aziende, cittadini ed all’emissione di carte di dubbio valore per una somma di almeno 10 volte il PIL mondiale.

Come è possibile rilanciare i consumi rifinanziando l’economia attraverso il debito dello stato che rifinanzia, banche, aziende e cittadini.

Ma i Debiti dello stato alla fine non li devono pagare i cittadini.

Se esiste questa possibilità diffondiamola a tutti i milioni di Americani pieni di debiti.

Insomma io ho un debito di 300.000 $, per l’acquisto della mia casa che ora ne vale 200.000 $, rischio di perdere il lavoro perché calano i consumi, vivo in uno stato super indebitato.

Ma ora il governo mi dice che si indebiterà di più, per rilanciare le istituzioni finanziarie, che hanno causato il problema, e che farà altri debiti per fare nuove opere pubbliche per far lavorare le persone.

Insomma indebito le persone per farle lavorare per ricostruire un sistema efficiente che produce di nuovo ricchezza, evitando la crisi attuale.

Cavolo ma perché allora se la riconversione è così facile, non dovrebbe mai fallire nessuno.

Strano che quello che non sono riusciti nemmeno a fare nel piccolo di una banca, ora vogliono farlo per una nazione intera.

Insomma sono proprio stupido ho mi sono perso qualcosa, perché io penso che al massimo la crisi si può rimandare, ma più la rimandiamo e più ci costerà cara.

Saluti

Roberto Ecol

————

Per Valentina

Grazie del tuo modo solare di tenerci uniti.

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2009 at 15:59

sì hai ragione Roberto, più si rimanda la crisi e più diventerà grave. In realtà questa crisi arriva da molto lontano ed è la cirsi che avrebbe dovuto esserci nel biennio 2001-2003 a seguito del crollo delle .com e dell’11/9.
Invece si pensò bene di alimentare una pazzesca fiammata di consumi per uscirne a tutti i costi ed ora ci sta tornando con gli interessi. Il cavallo è a fine corsa o riposa o muore di infarto. Gli interventi finora promossi sono in quest’ultima direzione nuove frustate, ma la povera bestia è allo stremo…….
Comunque come qualcuno ha già detto anche se saremo più poveri continueremo a mangiare, a sposarci, a fare figli, a gioire, in fondo negli anni ’70 e ’80 non si navigava certo nell’oro ma si viveva lo stesso…….

Marco

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2009 at 16:28

grazie e auguri per i due anni

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2009 at 17:24

Cari amici, ho deciso di mollare il veliero. Non mi piacciono proprio più i toni e le vostre analisi. Mi sono stancata di leggere commenti denigratori su uno o sull’altro. Mi sono stancata delle favole con cui si farà un bel libro. E dato il successo del blog si venderà come il pane… chissà se è l’unico modo per non fare la fame durante questa tempesta… sì, oggi sono in vena di polemica. Mi sono stufata di catastrofismi. Ho bisogno di gente propositiva e non di disfattisti. Sembra davvero di essere al bar dello sport. Siamo tutti tecnici della nazionale. Ma se pure i grandi economisti faticano, si può sapere chi siete voi per sentenziare così? Io ho fiducia e lavorerò per costruirla, sempre detto. Ma adesso basta con le lagne da vecchiette di quartiere. Cercherò di imparare e di leggere di più. Ma tenendo presente che non si lascia collassare un sistema finaziario internazionale senza fare niente. Spero che il primo traditore non sia stato Andrea. Scusatemi, ma ho conosciuto persone con il volto d’angelo e le parole di miele che poi si sono rivelate totalmente inaffidabili. Oppure, per grande bisogno di visibilità, per poter far decollare le proprie quotazioni negli altri giornali… non lo so. Credo che Andrea non sia di questa pasta. Ma gli altri “corvi” che scrivono sono sempre attenti a queste sfumature… meglio dubitare ogni tanto e pure di tutta questa crisi colossale. La verità sta sempre nel mezzo. E nessuno può fare lezioni agli altri.
Vi saluto. Vi auguro tanta fortuna, tanta salute e buon senso.
Grazie delle vostre parole anche se spesso in conflitto.
Grazie ad Andrea ed al suo lavoro. Spero che tu sia davvero la persona che dici di essere.
A tutti, buona vita… io prendo la barchetta e me ne vò a cercare la mia piccola Terra Promessa, sperando di non metterci 40 anni….!!!!
UFPN

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2009 at 17:50

cara UFPN ti scrive uno dei “corvi” (anche quello di corvo e’ un mestiere, soprattutto quando si comincia a vedere troppa gente che vuole mettersi solo in mostra, allora ti spuntano le ali e ti viene voglia di andare a beccarli)
ti dico che sono stufo anch’io di fare il corvo, avresti un posto sulla tua barca?
scherzo! ma non mi dispiacerebbe per nulla
spugna

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2009 at 18:06

Mi dispiace che nessuno prenda seriamente il problema che ho posto ieri sulla Grecia e su un suo ipotetico default.

Ok forse i Cds sono strumenti in mano a speculatori e forse non proprio indicativi ma ai Cds si accompagna l’allargamento delo spread dei titoli di stato !
Lo sapete che un titolo a 2 anni Greco paga il 4 % mentre un tedesco 1,5% ! … ma potrei citarvi anche la differenza tra Italia e Grecia (quasi un 1.4 % di differenza)

Forse direte che sto esagerando … che uno scenario del genere è “poco probabile” ma alla luce :

-dell’instabilità politica
-con un pil del 2007 al 30esimo posto sotto il Venezuela o il Pakistan
-con aziende non molto Rillevanti sul piano internazionale (guardate l’Atene Stocks Exchange)
-con un peggioramento serio dei conti pubblici

C’è da preuccuparsi !

Un intervento da parte dell’ Fmi potrebbe fare l’effeto inverso di far fuggire gli investitori !

Non capisco perchè in questo Blog venga “snobbato” questo rischio !

Attendo risposte.

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2009 at 18:07

Buonasera a tutti, questa sera ci sono interessanti post da leggere….. vedrò di riuscirci.
UFPN #21, se posso permettermi (visto che tanti si offendono); non è una cattiva idea quella di costruirsi una Terra Promessa, anche perchè qualcuno l’ha gia fatto, forse manca ancora qualcosa per completarla, ma……per il momento le cose non vanno male.
Ti auguro che bastino 10, di anni.

SD

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2009 at 18:24

Montepaschi… il figliol prodigo torna a casa… si chiedono aiuti allo Stato… e finalmente si vede un po’ di verità… le mani in pasta le avevano anche qua..
Saluti
Ciribiribik

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2009 at 18:27

ragazzi, stasera mi sembra di stare al luna park. La Grecia? qui stiamo tutti ballando, non si sa chi sara’ il primo a fare il botto. Comunque, … mai perdere la speranza. occhio!

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2009 at 18:36

Quandi derivati ci sono in giro?

chi stima 300.000 b$ che 700.000 b$.
ovvero tra 20 e 50 volte il PIL USA e nell’ordine di grandezza di 10 volte il PIL globale.
Quanto valgono ? Chi li detiene ?
Non lo si riesce a sapere con certezza.

Una cosa però dovrebbe essere sicura

Debiti totali + Crediti Totali = 0

Se un debitore è insolvente il credito non vale nulla, a meno di non negoziare il debito e ristrutturarlo.
Il problema è che le carte sono talmente mischiate all’interno dei prodotti strutturati che non c’è modo di sapere chi è debitore di chi,
ci dovrebbe essere perciò un mercato regolamentato che valorizza ovvero fa il prezzo di un prodotto finanziario derivato e strutturato.
Ma il mercato non c’è (otc).

L’economia reale è ostaggio del suo parassita finanziario che ha raggiunto dimensioni abnormi, il parassita è ora molto più grande dell’ospite.
se l’ospite muore, muore anche il parassita, il quale non ha nessun altro soggetto su cui migrare.
E l’ospite non ha più neanche una goccia di sangue per il parassita.
Se il parassita muore oggi è talmente pesante che schiaccia l’ospite.

Oggi il sistema sociale, economico e produttivo è troppo complesso, se comincia a bloccarsi in una parte si blocca tutto, si ferma il commercio ed il trasporto,
mancano i carburanti e le derrate alimentari nei negozi…

Nel dopoguerra c’erano ancora le strutture e le abitudini di una economia di sussistenza oggi non c’è più nulla di tutto questo.

Bisonga far sgonfiare il parassita con una delicatissima operazione di ritorno dei capitali all’economia reale.
Bisogna smontare il castello di carte senza farlo crollare.

Andrea, secondo te è possibile ?

un saluto

[email protected]

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2009 at 18:44

Quandi derivati ci sono in giro?

chi stima 300.000 b$ che 700.000 b$.
ovvero tra 20 e 50 volte il PIL USA e nell’ordine di grandezza di 10 volte il PIL globale.
Quanto valgono ? Chi li detiene ?
Non lo si riesce a sapere con certezza.

Una cosa però dovrebbe essere sicura
Debiti totali + Crediti Totali = = 0

Se un debitore è insolvente il credito non vale nulla, a meno di non negoziare il debito e ristrutturarlo.
Il problema è che le carte sono talmente mischiate all’interno dei prodotti strutturati che non c’è modo di sapere chi è debitore di chi,
ci dovrebbe essere perciò un mercato regolamentato che valorizza ovvero fa il prezzo di un prodotto finanziario derivato e strutturato.
Ma il mercato non c’è (otc).

L’economia reale è ostaggio del suo parassita finanziario che ha raggiunto dimensioni abnormi, il parassita è ora molto più grande dell’ospite.
se l’ospite muore, muore anche il parassita, il quale non ha nessun altro soggetto su cui migrare.
E l’ospite non ha più neanche una goccia di sangue per il parassita.
Se il parassita muore oggi è talmente pesante che schiaccia l’ospite.

Oggi il sistema sociale, economico e produttivo è troppo complesso, se comincia a bloccarsi in una parte si blocca tutto, si ferma il commercio ed il trasporto,
mancano i carburanti e le derrate alimentari nei negozi…

Nel dopoguerra c’erano ancora le strutture e le abitudini di una economia di sussistenza oggi non c’è più nulla di tutto questo.

Bisonga far sgonfiare il parassita con una delicatissima operazione di ritorno dei capitali all’economia reale.
Bisogna smontare il castello di carte senza farlo crollare.

Andrea, secondo te è possibile ?

un saluto

[email protected]

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2009 at 18:46

non è megalomania, non so casa è successo ho postato 2 volte

scusate

erasmo

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2009 at 18:51

oggi dati secondo il mio parere sono stati brutti.non belli come dicono . quindi attenzione al rimbalzo del gatto morto . ciao minghin

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2009 at 18:52

Balli e ballerini… botto..
Ci sono dei siti in cui i grandi dell’economia studiano e scrivono sui rischi reali dei Paesi di tutto il mondo. Leggete, imparate, compratevi qualche manuale di economia, studiate statistica, econometria e cominciate a far modelli. Poi potrete dire qualcosa di interessante.
Cavolo, sembrate tutti esperti di alta finanza. Un po’ di modestia non guasterebbe.
Se avete un dolore forte vi rivolgete ad un medico serio non di certo al primo che capita. E in economia è così. Ci vuole serietà. Se non sapete qualcosa documentatevi. Provate a prendere parte a incontri con docenti universitari. Mi viene da ridere quando invitano in tv opinionisti di dubbia natura, palloni gonfiati che a malapena sanno scrivere e leggere a disquisire sulla crisi. Serietà. Studio. Informazione. E Umiltà. E ottimismo.
Alla prossima
Tippy

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2009 at 18:54

per [email protected]

sono oltre 700.000 miliardi di dollari

vai su questo indirizzo e trovi tutti quelli fin’ora registrati.

è come a PRA(Pubblico Registro Automobilistico)
soro registrati tutti i derivati fino a giugno 2008

http://www.bis.org/statistics/derstats.htm

questo è il link

carpe diem49

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2009 at 19:37

concordo in tutto e per tutto Tippy

ed a proposito si medico…….

Si in rete alcuni urlano l’insostenibilità di questa crisi, ma ognuno ha il suo metodo e il suo scopo…….liberi di scegliere.

Io ho un mio stile…..non ho intenzione di fare rivoluzioni senza la rivoluzione del cambiamento personale…..non serve a nulla cambaire il mondo se non cambiamo noi stessi, perchè il Mondo siamo noi!

********************************************************************************

che gran signore che sei Capitano…. poche parole bastano ….

almeno che …. Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire
——————————————————————————–

il Capitano è come il dottore a cui si rivolgono ,presso la sua clinica, per una visita il mercato e l’economia .

dopo averli visitati per bene, dalla cima dei capelli alla punta dei piedi, e servendosi anche di radiografie , ecocografie , analisi e quant’altro , utilizzando le sue competenze , conoscenze ed il suo metodo,scrive la sua diagnosi.

se io mi reputo un dottore, e mi trovassi ospite nella SUA CLINICA ,non dovrei andare a scassare ….. ripetutamente ,contestando la sua diagnosi , al massimo come succede con i luminari , educatamente dovrei chiedere, se fosse possibile
un’ulteriore spiegazione perchè non ho ben compreso.

altrimenti se sono convinto che il collega sbaglia, ed ho le capacità di dimostrarlo
nell’occasione del prossimo congresso , presento i miei curricula e i miei lavori , e se il comitato scientifico, ritiene interessanti gli elaborati da me presentati, sono ammesso ad esporli alla platea.

questo è il metodo civile che viene utilizzato in tutti i consessi.

altrimenti non mi resta che aprire una mia clinica e fare da me le diagnosi-

grazie dell’attenzione
ed un saluto a tutti

carpe diem49

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2009 at 20:23

Verissimo Carpe Diem49!!!!
E’ pazzesco con quanta poca serietà tutti scrivano di economia e finanza. Nel mondo accademico prima di riuscire ad ottenere un minimo di credibilità si deve studiare e produrre scritti di valore. Qui sono tutti grandi ed acuti interlocutori… dite a me che capisco tutto… terreni, villaggi, opinioni costruite senza alcuna teoria.
E’ facile ottenere visibilità tra i non addetti ai lavori. Il caso di Jeffrey Sachs ne è un esempio. Economista che ha cagionato con le sue teorie sulla Shock therapy per i Paesi dell’Est una ecatombe di vittime tra i poveri e gli emarginati.. fa proseliti tra gli attori e i non addetti ai lavori. Il resto della comunità scientifica lo denigra. Sono morte migliaia e migliaia di persone per via delle sue consulenze a livello governativo. Passaggio diretto dall’economia pianificata alle privatizzazioni. Senza rete sociale. Ideologie.. parole senza responsabilità. E parliamo di un docente…. capite che intendo? Si fanno danni quando si parla da eruditi figuriamoci da profani. Quindi, cari lettori DIFFIDATE da tutte queste montagne di parole. Per non parlare poi dei commenti al vetriolo che si leggono. Allucinanti. Capisco l’uscita di scena di UFPN. Andrea, mantieni la coda bassa ed il naso ben attaccato al suolo… segui la tua traccia ma cerca di interagire con tutti gli addetti ai lavori in modo da avere stimoli ancora più costruttivi. Non ti lasciare sviare dai facili commenti ed onoreficenze delle masse. Se vuoi essere un divulgatore di livello ti devi lanciare nella mischia, esponendoti con tutte le tue argomentazioni. Devi metterti seriamente a studiare per anni ed anni. Non so che lavoro tu faccia, ma se vuoi ottenere qualcosa di più… beh… non accontentarti di iceberfinanza nè di un libro. Alzati e mettiti in gioco. Non la prendere come offesa personale. Tutta la mia stima per il tuo lavoro rimane inalterata e confermata, ma ora c’è da fare un salto di qualità. Solow disse in una intervista che la cosa più difficile dopo il nobel in economia è stato lo sforzo di mantenersi umili e di resistere alla tentazione di pontificare su tutto. Parlo di un premio nobel. Ogni parola detta in pubblico subisce una trasformazione ed acquisisce autorevolezza. Una risonanza incredibile. Chi non possiede gli strumenti per capire, argomentare, contestare finisce per credere…. è una grande responsabilità scrivere. Chiaro???
Buona Serata
Tippy
Ps. Se a volte anche io senza volerlo ho ceduto alla tantazione di apparire come una saccentona… chiedo scusa.

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2009 at 20:49

Fra questa sera e ieri ho trovato molti post interessanti da leggere, oltre naturalmente agli articoli del Capitano Andrea; ad esempio Il Compasso, Valentina, carpe diem49, Marco Colacci, erasmo67, Mozart, minghin e altri che non cito per non dilungarmi; ma ho letto anche molti post polemici e critici senza motivo apparente.

Post che parlano di economia e alta finanza, indicatori economici, derivati, CDS ecc ecc, cose interessantissime, che leggo volentieri per imparare e conoscere, ma che a mè interessano relativamente, come ho gia scritto, e di cui io non parlo mai perchè non conosco in maniera aproffondita e non è il mio campo.

Forse molte persone che leggono e postano in questo blog lo fanno per altri motivi, forse motivi per lo più sconosciuti; ma vi garantisco che ci sono questi motivi, ci sono…..dei motivi per chi li vuole conoscere e comprendere………ok.

SD

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2009 at 21:09

Accettando un tasso di crescita “corretto” per un po’ di anni non si potrebbe smaltire l’intossicazione?

Es. le minusvalenze.. si potrebbe fare una sorta di piano di ammortamento. Ogni anno si lascia fallire un pezzo della bad bank per eliminare il buco…una cattiva pagnotta che si mangia a fette anzichè in un sol boccone..
Europa Unita subito? Perchè non si fa? Un debito ed un solo piano di rilancio. Io ci stò.
Sera…
Non sono un economista e mi scuso se ho scritto idiozie. Ma sono solo curioso. Grazie. Però giusto imparare ad essere umili.
Alup

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2009 at 21:20

Ottimo Alup #36, curiosità!!!

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2009 at 21:34

Ma chi risponderà ad Alup?

Se uno fornisce una risposta errata avrà dato una informazione errata. Ecco la serietà di cui parlavo. Chi si assume la responsabilità della propria risposta? Un economista vero? Allora scriviamo una bella lettera a Paul Krugman o proviamo a leggere un bel libro di economia per quelli che fanno i phD. Poi vediamo chi è capace di dire solo abcd…
Io non saprei darla una risposta accurata e realisticamente esaustiva. Voi?
Tippy che stasera rompe un po’…

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2009 at 21:57

Alup

provo a darti il totale dei derivati registrati presso la Banca dei Regolamenti internazionali = 704.048
milardi di dollari , aggiornati a giugno 2008.

nel frattempo , da luglio a dicembre
altri veicoli di derivati sono arrivati ,
tra qualche mese avremo l’aggiornamento fino a dicembre

Questa è la montagna di carta partorita da menti demenziali,per
“fare i bilanci sempre più in utile”.

penso che nessun piano di ammortamento sia possibile, a mio modesto parere.

se vuoi il link per andare a studiarteleli è il seguente:

http://www.bis.org/statistics/derstats.htm

carpe diem49

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2009 at 22:08

grazie carpe diem49. Proverò a leggere qualche dato sul sito che mi hai suggerito. Però che tristezza sentire che non si può fare molto!

Ho capito anche il senso del discorso di Tippy, cioè, di non prendere troppo sul serio tutto quello che si scrive. In fondo non siamo supereroi.

Sull’Europa Unita che dite? Giusto per curiosare un po’!

Alup

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2009 at 22:25

di niente Alup , solo mio dovere,
per quel che posso.

DERIVATI:
erano 380.127 miliardi di dollari a giugno 2006, sono quasi raddoppiati
in due anni , questa è la velocità a cui sta viaggiando questo treno sul quale siamo seduti tutti noi.

la realtà purtroppo è questa.

ecco perchè do ragione al Capitano ,
quando ci invita a prendere coscienza in che mondo stiamo vivendo, poichè la finanza negli ultimi anni lo ha trasformato alla velocità della luce, ed il
21 nov 2008 … postava ..Si tratta del più rabbioso bear market della storia ..

fare ricerca = trovare i dati e se i dati sono quelli registrati da una Istituzione internazionale e questi dati suscitano sentimenti….

solo gli stolti possono postare commenti come “gufo” , Cassandra, ecc. ecc

quando la sera ascoltiamo il servizio meteriologico e annunciano “un’ allerta della protezione civile” per indicare brutto tempo in arrivo, mica ci indigniamo, dando all’analista
meteo “del catastrofista”, e chiedendogli di spiegarci come ha fatto le sue analisi?

Ci fidiamo, perchè la fiducia è uno di
quei valori di cui il Capitano parla spesso.

e chi ha avuto la fortuna o il dono di seguirlo dall’inizio , lo dovrebbe solo ringraziare, visto che fino ad oggi è stato un SUPER-NOCCHIERO.

carpe diem49

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2009 at 22:46

Nessuno sta tacciando Andrea di gufare. Ho letto quel post di cui parli. Ma credo tu non abbia ben inteso a chi si rivolgesse. Era il commento di una studentessa che cercava di riproporre il tema della speranza per il proprio futuro. In alcuni post spesso si parla con termini molto carichi di pessimismo. Credo che si riferisse a questo modo di intendere il futuro nero, senza salvezza.

Per ciò che concerne la condotta del Capitano, mai detto che le sue analisi fossero prive di senso e fondatezza. Ho solo sottolineato di come tra le righe dei post ci siano molti soggetti che forniscono consigli o esprimono teorie un po’ catastrofiste credendo di avere chissà quale competenza accreditata.. Prova a rileggerti qualche commento a caso.
Il mio intendere siate più serii vuole portare la gente che legge a riflettere.

Riguardo ad Andrea, gli ho semplicemente proposto di andare avanti e di non sedersi sugli “allori”.. intendo.. di fare un salto di qualità e diventare un divulgatore economico ad alto livello cercando di interagire direttamente e maggiormente con gli economisti. Magari qualificandosi maggiormente sui modelli economici che questi di solito compilano. La stima di un professionista è un sicuro stimolo a progredire. Non ti sembra?

Te capì???
Notte
Tippy la spina nel fianco.. oramai…

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2009 at 23:04

Tippy mi sembra che tu abbia sbagliato indirizzo.

e non c’è nulla da capire.

ho fatto solo un discorso in generale e non so di quale post tu parli , io ho menzionato solo il post del Capitano del”secular bear market” e basta, punto.

nessun riferimento a Te.
Ti pregherei di farmi capire ,la deduzione.

cordialmente

carpe diem49

*******************
e per quanto mi riguarda nessuna spina nel fianco.

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2009 at 23:05

x UFPN

Azz che “magnata di faccia”, e oltretutto …. ben motivata.

Effettivamente ci sono molti “gufi” su questo blog, e ….. magari le idee espresse possono risultare anche un tantino ingenue e depresse, propositive e litigiose, ma personalmente rappresentano una sorta di presa di coscienza condivisa su un argomento di comune interesse, cosa negata da una “realtà” istituzionalizzata, di convenienza, fasulla, che spesso allontana chi si avvicina per l’”importanza” sia degli argomenti, sia dei relatori; una “realtà” dove la parola recessione era semplicemente ridicolizzata qualche mese fa, ed ora in maniera preoccupante viene sbandierata come “life motive” del 2009!

Penso che in fondo, buona parte delle idee un po’ “paranoiche” che emergono dai vari post, siano di dominio molto comune e che ognuno di noi ne sia partecipe, anche senza estrinsecarle sul blog.

Tutto bene allora? No …. perché hai ragione anche Tu.

Sembra una nemesi, per ogni proposta anche ingenua che viene sottoposta, subito la risposta alza il calibro della recessione aumentandone la portata prevista in modo da travolgere qualsiasi argine proposto …… effettivamente c’è da scoraggiarsi un tantino, anche se ad onor del vero, quando si parla di soldi e di finanza, si è sempre portati a esagerare nello sviscerare i punti deboli, le falle o i possibili rischi delle azioni che si fanno o si propongono (sai a forza di prendere legnate magari si diventa troppo guardinghi). Comunque sempre meglio dei soliti amiconi dell’”armiamoci e partite” (con i vostri soldini)

Dopo la presa di coscienza, dopo la scoperta della realtà … occorrerebbe una soluzione accettabile da condividere per superare la situazione, solo che per noi semplici “consumatori legnati” di un mondo che ci ha abituato al prodotto pronto per l’uso, forse pure un pochino rimbambiti dal benessere, è molto difficile trovare soluzioni “allegre” in un periodo di recessione, che magari riescano ad essere compatibili con lo stato preesistente, mentre al contrario è facile proporre cose ingenue, irrealizzabili, litigare con chi propone soluzioni o …. limitarci ad analizzare la situazione (mea culpa …. in fondo siamo Italiani).

Ma Tu allora, oltre a partire, cosa proponi?

Bene, dovunque vada la tua barca, in bocca al lupo.

Francia R

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2009 at 23:21

Oggi ho fatto una passeggiata nel bosco..e mi sono seduto su un sasso..
Intorno non c’era niente.. e ho pensato..
In questi anni io sono cambiato..la mia vita è diversa giorno dopo giorno.. ma lui no.. il bosco rimane sempre uguale..con i suoi cicli lenti e ripetitivi..
E’ come se ti parlasse “Vivi..vivi come vuoi ..e quando vuoi fermare il tempo e vedere le cose come sono torna a trovarmi..io sono sempre quì.”

Ciao a tutti

Aka

Scritto il 26 gennaio 2009 at 23:28

Sopra le spine ….ci stà un rosa cara Tippy ….sono in molti quelli che mi suggeriscono di non perdere tanto tempo nei commenti…..ma che ci volete fare ….non riesco a perdere tempo quando il confronto è piacevole…sulla base del rispetto reciproco.

Sarò breve, è il tempo che mi obbliga, un tempo tiranno…….se solo avessi voluto avrei potuto volare alto, le occasioni in questi due anni non mi sono mancate, le proposte neppure…..ma stranamente, sono sempre lo stesso di quando sono partito, sempre profondamente ottimista, sempre testardamente idealista, sempre terribilmente realista.

Un giorno quando il mio e Vostro libro diventerà realtà, conoscerete chi sta dietro la “maschera” del Capitano e allora quel giorno forse comprenderete il perchè di questo mio viaggio, quale il mio lavoro…..quale la mia storia si la cultura del sospetto è facile da lasciare….chissà per quale oscuro motivo quest’uomo parla di “Mondi Alternativi” e non fa consulenze, non partecipa a seminari, non si eleva alla radice quadrata, al cubo …. non toglie la sua maschera!

Un caro amico, Marco mi ha invitato ad uno dei più importanti appuntamenti nazionali sul risparmio e sulla finanza ……ma ho gentilmente declinato l’offerta ….era un’occasione unica per salire sul più alto pennone e assaporare il vento dall’alto…..ma probabilmente amo altri orizzonti, molto più che gli oceani finanziari, pur avendone studiato per anni in silenzio le rotte e carte nautiche.

Ci vuole tempo per costruire qualcosa, molto più tempo di due anni passati a navigare, due anni rubati alla famiglia, sotratti alle notti ….nessuno vive di rendita, nessuno vive di blog….non sono cosi illluso da comprendere che in molti casi se le mie “visioni” non fossero state assolutamente ineccepibili, probabilmente questa sarebbe stato un veliero fantasma, eccetto coloro che condivido valori e stili di vita che vanno oltre la finanza e l’economia.

L’economia deve essere compresa semplificata condivisa con l’Umanità e non una religione per pochi eletti……..non servono gli integralismi nell’economia, serve il confronto, la disponibilità al dialogo, serve ammettere i propri errori, riconoscere il fallimento di alcune teorie ……mai nessun accademico parlerebbe con un uomo venuto dal nulla che di notte ha esplorato un po per passione, un po per convinzione, un po per utopia questo triste oceano……

…..in fondo ognuno segue il suo istinto e la mia responsabilità nei confronti di chi sale su questo veliero è più profonda di quanto molti possano comprendere!

Buona notte a tutti nessuno escluso!
Andrea

utente anonimo
Scritto il 26 gennaio 2009 at 23:49

Leggo con piacere che il Capitano Andrea comprende quando affermo che:

“Forse molte persone che leggono e postano in questo blog lo fanno per altri motivi, forse motivi per lo più sconosciuti; ma vi garantisco che ci sono questi motivi, ci sono…..dei motivi per chi li vuole conoscere e comprendere………ok.”

Osservare, curiosare capire ed agire in conseguenza……..ok

Buonanotte a tutti.

SD

utente anonimo
Scritto il 27 gennaio 2009 at 01:20

Per Tippy

Sai Tippy il tuo discorso potrebbe essere vero se il paziente non fosse moribondo.

Per quanto riguarda la diagnosi, molte persone non addette ai lavori l’avevano azzeccata dal 2000 per crisi del 2003, quando gli illustri economisti e gli addetti ai lavori si riempivano la bocca di new economy e crescita infinita.
Dove erano gli accademici quando nel 2003 la gente perdeva dal 50% al 80% dei loro risparmi, perché convinta da loro che l’economia fosse diventata una cosa lineare.

Per non parlare del 2005, quando i non addetti ai lavori o piccoli economisti indipendenti, tracciavano tutte le fasi della crisi, che hanno azzeccato con una precisione che fossero come profeti guidati dallo spirito santo.

Mentre i grandi economisti i grandi professoroni universitari dicevano che tutto andava bene, che in Italia il livello di indebitamento delle famiglie era ancora basso e che vi era ancora spazio per indebitarsi.

A me i miei risparmi, me li ha salvati il mio intuito e la semplicità di un giovane economista:
http://www.eugeniobenetazzo.com/

che con estrema semplicità già dal 2005, avvertiva di questa crisi, con la precisione dei fatti e dei tempi che sembrava potesse vedere il futuro, ed infatti non ne ha sbagliata una, lui mi ha consigliato di comprare oro, se l’avessi fatto ora avrei più che raddoppiato il mio investimento.

Se davo retta agli esperti di economia che dicevano fino a fine 2007 che tutto andava bene, avrei perso i miei risparmi, come è successo a tantissime persone.

Ora a me non piace dire parolacce, ma a Roma si dice: “quanno c’è vo c’è vo”, quindi per me tutti gli economisti del sistema, possono andare a fanculo.

Sai cosa ti dico, io non sono un economista, ma vivo tutti i giorni tra le persone e non sono stato imbottito di cazzate in università a pensiero unico.

Non c’è stata una crisi dal 1907 a oggi, in cui gli accademici di cui tu parli hanno avvertito il popolo delle crisi che stavano arrivando, anzi hanno fatto sempre il contrario, e se qualcuno di loro ha provato a essere discorde, è stato offeso ed isolato dalla maggioranza di loro.

Quindi ho sono pagati da chi vuole sfruttare il popolo bue, ho sono stati talmente plagiati e inebetiti che in fondo a noi non ci servono a niente.

Ora con il paziente moribondo e con questi dottori che fino a ieri dicevano che era perfettamente sano, anche il più umile ed ignorante degli uomini ha diritto di parlare e di essere ascoltato.

Quindi smettiamola di parlare di accademici, quando qui se qualcuno ha salvato i propri risparmi o ha un po’ di informazione su quello che sta succedendo è grazie a semplici sconosciuti.

Ora non vedo come possa una categoria di deficienti che nemmeno si è accorto dell’arrivo della crisi, trovare una soluzione.

Forse tu prima di parlare dovresti dimostrare che tu stessa e gli accademici di cui parli, siano degni di considerazione da parte nostra.

Visto che parliamo di economia, cominciamo a pesare le persone per quello che hanno prodotto:
Andrea M., Eugenio B., Paolo B., Roberto F, Maurizio B, Fabio G., Debora B., e molti altri hanno salvato i risparmi delle persone per milioni di euro; mentre gli accademici ebeti ho venduti, con la loro ignoranza ed omertà, davano tempo alle banche di rifilare, a persone che si fidavano del sistema, i loro rifiuti tossici.

Questa volta hanno ragione gli umili, la gente comune, che dopo il furto subito nel 2003 ha avuto intuito e ha dato retta, a coloro che onestamente, con semplicità e gratuitamente, spiegavano che una economia non si può solamente fondare sul debito.

Se questa grande recessione non ci sarà (ne dubito) non sarà certo per gli accademici o i governi, ma per le persone umili, che nonostante siano vessate e sfruttate tutti i giorni, continuano a lavorare per il bene della propria famiglia e della comunità.

Se il popolo accetterà di sobbarcarsi tutti i debiti, i sacrifici, tutta la povertà che questo comporterà per generazioni, lasciando coloro che gli rubano la vita diventare sempre più ricchi e potenti, questa crisi rientrerà per qualche anno.

Altrimenti il sistema si blocca e tutti dovremmo inventarci un nuovo modo per vivere, e allora vedremo se sarà meglio vivere in una grande città, o avere un pezzo di terra in una comunità ecologica fondata con molti altri.

Saluti

Roberto Ecolcity

utente anonimo
Scritto il 27 gennaio 2009 at 01:38

Interessante questo post, praticamente c’è qualcuno che dice che siamo catastrofisti e altri che affermano, che non abbiamo i “titoli” per parlare e qualcuno dice che non c’è tutta questa crisi.
Sarebbe bene ricordare che ognuno ha le sue idee e tutti meritano rispetto….poi voglio raccontarvi un anedoto.
Poco prima di natale stavo a cena con una quindicina di amici e amiche di vecchio corso, per la solita rimpatriata annuale (forse una delle ultime), quasi tutti questi sono impiegati in grosse strutture ed enti pubblici, altri in multinazionali.

Poi c’ero Io (che sono una sorta di cane sciolto) e un mio vecchissimo amico Amministratore di un un gruppetto di società che sviluppano software, dalla metà degli anni 90′.

Parlando a tavola della crisi economica, tutti dicevano che in realtà era “fisiologica”, che sarà come il 2000, passerà e dopo un pò di tempo si tornerà a consumare come prima e che tutto il polverone che si sta facendo era solo mediatico-politico.(!)
Noi sentendo le dichiarazioni degli altri sulla crisi preferivamo stare zitti.

Poi a un certo punto l’Amministratore si rivolge a me dicendomi “….nelle ultime tre settimane sono passato da tutti i miei principali committenti/clienti. (questo voleva dire che aveva passato quasi tutte le ultime settimane in aereo).
Quasi tutti mi hanno detto che per l’anno prossimo i contratti di sviluppo verranno sospesi a data “da definirsi”, i contratti di consulenza e formazione ridotti al lumicino.
Tutti hanno chiesto di ridurre all’indispensabile gli aggiornamentiti per il software già detenuto e di nuovi clienti neanche a parlarne.
Lui opera in un settore fortemente specializzato e quasi tutti i suoi clienti sono piccole e medie società estere.
Mi ha detto che a Gennaio manderà a casa i due terzi degli sviluppatori, mantenendo soli le “teste indispensabili” e i commerciali.
Poi ha detto che i nuovi proggetti li porterà a sviluppare in Uruguay (!!!) e in India, che non ha nessuna intenzione di assumere più nessuno in Italia, produrre qui è una pazzia.
La ristrutturazione gli permetterà forse, di superare la crisi.

A un certo punto l’Amministratore si rivolge a me e mi dice “…come sarebbe bello se lo stato Italiano dichiarasse bancarotta, almeno dopo non dovrei pagare tante tasse per mantenere tanti dipendenti pubblici inutili e parassiti. Poi l’Italia la smetterebbe di pagare, 70 miliardi di Euro l’anno, di interessi di un debito pubblico impossibile da saldare, così un’intera categoria di boiari e capitalisti da strapazzo, che succhiano la mammella pubblica scomparirebbero”.
Io rimanevo basito, stava parlando di ipotesi che avrebbero danneggiato anche molti di quelli seduti a tavola.

Dopo la cena andando a casa pensavo alle parole che mi erano state dette. Convenivo che anche se in Italia e nel resto del mondo superiamo la crisi, molto probabilmente dopo si continuerà a seguire un modello politico economico, che alla lunga ci farà ripiombare nel baratro.

Keynes diceva che “nel lungo termine saremo tutti morti”.
Però quest’uomo giudicato brillante, non ci ha spiegato come le nuove generazioni, avrebbero affrontato la pesante eredità, che lui e altri economisti avevano contribuito a creare, consigliando in malomodo i politici di turno.
Io che non sono un accademico con “decine di pubblicazioni”, ma mi piace ritenermi un uomo di strada, dico semplicemente che è bene pensare anche al lungo termine, dato che il beve termine è oramai compromesso.
Un pensiero però si e fatto strada nella mia mente, questo grida “…solo un verò disastro potrà salvare il nostro futuro”.

-Il Compasso-

Scritto il 27 gennaio 2009 at 02:52

Hai ragione compasso, non l’avevo pensata in questo modo.
O si fallisce, o non se ne esce.

utente anonimo
Scritto il 27 gennaio 2009 at 09:06

Anch’io sono d’accordo con Compasso.

Anzi, esagero, a volte le previsioni del Compasso mi convincono persino di più di quelle del Capitano …. forse solo perchè sono + dirette ed esposte.

Senza offesa x il capitano ….

Ciao

Hunter76Lima

utente anonimo
Scritto il 27 gennaio 2009 at 09:31

Grande riflessione Compasso ! “…solo un verò disastro potrà salvare il nostro futuro” (tratta dal tuo ultimo post)

utente anonimo
Scritto il 27 gennaio 2009 at 13:11

Semplicemente A S S U R D O !!!

Ragazzi,
questo è il blog di Andrea.

Banale constatazione, ma dice moltissimo. Ed ogni ulteriore considerazione, qui, è superflua. Vi rimando anche al mio commento #98 in “Una luce all’orizzonte…” di ieri.

Qui aggiungo che i commenti sereni, lo scambio di opinioni documentate, le fantasie ed anche (persino) le ipotesi assurde mi sono personalmente sempre graditi. Tuttavia non è possibile “pretendere” che ci sia sempre una risposta ad ogni domanda, ad ogni illazione o ad ogni idea, lanciata fosse solo per semplice curiosità.
Se non c’è seguito ad alcuni commenti, è meglio rassegnarsi alla circostanza che forse possano aver mancato il bersaglio o, forse, solo essere passati inosservati. Non bisogna prendersela. Non è una chat, è uno spazio per commenti, per riflettere insieme.

Grazie a Tippy, Carpediem49, Erasmo67, Compasso, Vale, Mozart, Minghin, SD, Francia R a a tanti altri per i vostri commenti che popolano questo blog. Ognuno, a modo suo, lancia un messaggio e un tema di riflessione che io credo non cada mai nel vuoto.

Andrea non è e non vuole essere un “profeta”, tanto meno di economia, e lo dice chiar(issim)amente.
Questo blog è l’espressione del suo pensiero. Prendiamone atto. Se piace, qualcuno continuerà a leggerlo, altrimenti Icebergfinanza vedrà diradarsi le visite. Questo sarà per Andrea un termometro.

Credo che la vivacità dei commenti sia importante per fornire ad Andrea spunti di “ricerca” e di riflessione. Andrea però non potrà dare risposta a tutte le questioni del mondo (dall’inquinamento al livello delle falde acquifere, dalla sovrappopolazione mondiale alle riserve aurifere), non potrà indicare soluzioni a tutti i problemi dell’umanità (dalle leggi razziali, all’aborto, dalla fame all’obesità). Anche se lo volesse (e probabilmente lo vorrebbe), ma il tempo è quello che è :-).

Se vogliamo crederci, Dio fece il l’universo in 7 giorni. Come possiamo pretendere che Andrea cambi il mondo in due anni? O in cinque?

Come diceva JF Kennedy – “Non chiedere cosa fa lo Stato per te, ma chiediti cosa stai facendo tu per lo Stato”. Allo stesso modo domandiamoci cosa stiamo facendo noi per il mondo (o per il blog di Andrea).
Un pò di analisi dentro noi stessi aiuterebbe a chiarirci le idee ed a essere più sereni nei giudizi, nello spezzare arance e nel lanciare antenne.

In ultimo vi cito Plauto: “Dove sono gli amici, là sono le ricchezze”.
Da non confondere con quella di Pluto “Dove sono le ricchezze, là sono gli amici”, ahimé ideologia spesso praticata, abbondantemente sino ad ora, in tutto il mondo.

Buona giornata.

Marco Colacci :-)

utente anonimo
Scritto il 27 gennaio 2009 at 13:43

marco colacci

sono andato a leggermi il tuo post
di ieri
ti dico soltanto BRAVO

******************
carpe diem49

******************

ero tentato a fare un copia e incolla
qui ma senza il tuo permesso mi son
fermato.

grazie ancora per quello che hai scritto.

Scritto il 27 gennaio 2009 at 13:52

Andrea Bravissimo,

Complimenti e non permettere mai alle capacità di farti sviare dall’umiltà che esprimi.

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