CREDIT DEFAULT SWAPS…LA FIABA CONTINUA!

Scritto il alle 00:14 da icebergfinanza

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Un immenso castello di carta come abbiamo già detto, un autentico arsenale non regolamentato di armi di distruzione di massa come già detto in passato la finanza è in grado di sovvertire la democrazia, di prendere in ostaggio l’economia reale!

Lehman Credit-Swap Auction Sets Payout of 91.38 Cents  Bloomberg 

Oct. 10 (Bloomberg) — Sellers of credit-default protection on bankrupt Lehman Brothers Holdings Inc. will have to pay 91.375 cents on the dollar to settle the contracts, setting up the biggest-ever payout in the $55 trillion market.

Tutte le istituzioni che hanno offerto assicurazione contro il default di Lehman saranno chiamate ad onorare il proprio impegno per la modica cifra di oltre 350 miliardi di dollari in seguito al risultato dell’asta di venerdi che ha fissato il prezzo 8,62 cents. Ora sapere che questo mercato è uno dei tanti gioielli opachi della finanza creativa aiuta a comprendere come le transazioni verranno concluse senza alcuna trasparenza senza poter comprendere sino a quante di queste operazioni erano realmente coperture sui default o scommesse "clandestine".

Sembra che la data di regolamento per l’asta dei CDS Lehman sia il 21 ottobre, inoltre la cattiva notizia è che lunedi si riaprirà l’asta sui CDS Lehman e che quindi vi è una buona possibilità che il prezzo scenda ulteriormente.

Comunque vadano le cose, via NakedCapitalism scopriamo che in fondo ………

The idea that the industry lacks a central registry for over-the-counter (OTC) credit default swaps (CDS) is grossly misleading and has resulted in inaccurate speculation on a number of matters, including the overall size of the market, its role in the mortgage crisis, and the size of potential payment obligations under credit default swaps relating to Lehman Brothers.

…ovvero che l’idea che il mercato dei CDS sia privo di regolamentazione è gravemente fuorviante e che ha portato ad inesatte speculazioni su alcune questioni tra cui la dimensione globale, il suo ruolo nella crisi e la dimensione degli obblighi di pagamento in riferimento al default di Lehman.

Secondo i calcoli effettuati dalla Depository Trust and Clearing Corporation ……..

The payment calculations so far performed by the DTCC Trade Information Warehouse relating to the Lehman Brothers bankruptcy indicate that the net funds transfers from net sellers of protection to net buyers of protection are expected to be in the $6 billion range (in US dollar equivalents).

……soli 6 miliardi di dollari insignificanti, ed allora per quale motivo codesto terremoto finanziario?

Nel novembre 2006, la Depository Trust e Clearing Corporation (DTCC) ha istituito un registro elettronico centrale dei credit default swap dove la stragrande maggioranza dei CDSi sono stati registrati oltre al fatto che tutti i principali CDS dealers hanno registrato la stragrande maggioranza di tutti i contratti eseguiti tra l’altro prima di tale data.

Se la notizia fosse reale, sarebbe una notizia sensazionale anche se bisognerebbe sentire cosa ne pensa la BIS ovvero Banca Internazionale dei Regolamenti.

Sempre via Naked questa è la versione del FINANCIALTIMES!

Da oggi, visto che i tempi di scongelamento del mercato del credito e di altri mercati richiederanno un percorso di alcuni giorni se non settimane, visto che si tratta solo di una dichiarazione di intenti da realizzare, una nuova ondata di ricerca di liquidità per far fronte ai sottoscrittori di CDS invaderà i mercati. Non serve ricordare che la scorsa settimana verrà ricordata come la peggiore debacle settimanale della storia, superiore addirittura a quella della Grande Depressione e simile a quella che precedette nel dicembre 1914 la prima Guerra Mondiale.

Dedicato a tutti coloro che in questi mesi hanno parlato di una tempesta in un bicchier d’acqua!

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3 commenti Commenta
Scritto il 14 ottobre 2008 at 01:36

Nel week end ho imparato qualcosa e ve ne faccio partecipi.

C’è una storiellina, che girava tempo fa, riguardo a come i Kennedy abbiano iniziato il loro “Impero”.
Si narra che il nonno di John lavorava a Wall Street. Uscito dagli uffici, in quel lontano 1929, si fece lucidare le scarpe da uno dei tanti ragazzini che lo facevano per strada. Quando fu il momento di dare la mancetta, il ragazzino la rifiutò, dicendo che non ne aveva bisogno perché quel giorno aveva già guadagnato moltissimo in borsa. Fu allora che Kennedy fece marcia indietro, tornò in borsa e vendette tutto, vicino ai massimi, iniziando la fortuna finanziaria sua e della sua famiglia. La storia del crollo successivo la sappiamo tutti, ma vi voglio riportare un passo tratto da
http://cronologia.leonardo.it/mondo19o.htm (che consiglio di leggere integralmente per vedere le analogie col nostro tempo)

“Da tempo i ranghi dei milionari si infittivano di giorno in giorno, e lo stile di vita dei nuovi ricchi diventava sempre più stravagante. Per alcuni i soldi erano come quelli del monopoli, per altri giocare in Borsa era come giocare a dadi. Un giovane avvocato racconta “non avevo nemmeno un soldo, mi feci prestare qualche somma dagli amici, ed ero pronto a far l’affare utilizzando il margin, ossia quel sistema che permetteva di pagare soltanto il 10% del valore delle azioni acquistate. Dopo pochi mesi giravo con in tasca un milione di dollari in contanti, sempre pronto a fare altri affari, o a comprarmi una macchina solo perchè alla sera finito il lavoro avevo perso il vaporetto per andare a casa”.
Lui era avvocato, ma la stessa cosa fece il lift dell’ascensore della Borsa. Lo racconta un agente di cambio -Stokes- “. “Non volle stare a guardare; iniziò a comprarmi qualche azione di Radio al mattino a 100 dollari e verso mezzogiorno le vendeva a 130. Così un giorno dopo l’altro, aumentando sempre di più il pacchetto, in pochi mesi era diventato milionario”.
Poi c’era il “parco buoi” dei piccoli investitori (pensionati, casalinghe, studenti, apprendisti finanzieri, gente di ogni ceto sociale) che passavano la giornata in Borsa a seguire l’andamento dei titoli, come faceva il lift. A metà ottobre almeno un milione e mezzo di americani possedeva un suo consistente giardinetto e altri 20 milioni di americani qualche pacchetto di azioni in mano lo aveva già, e si era fatto da solo il suo “giardinetto”…”.

Questo week end, parlando con uno scrittore di canzoni di musica leggera, ho saputo la difficoltà degli autori in questi ultimi tempi nello “sbarcare il lunario”. Negli anni ’70 sì che si lavorava bene. Ora le case discografiche non hanno più interesse a difendere il lavoro di chi scrive canzoni, ottimizzando i profitti, magari facendo pagare meno i CD, invece di lasciarli scaricare da Internet, perché tanto gli utili venivano dalla sezione “finanziaria”. Fino al mese scorso, quando la EMI ha dovuto licenziare 30.000 dipendenti. Utili finanziari, nessun interesse per il proprio lavoro ed il gioco è fatto, anzi disfatto. Il lustrascarpe sa che non chiederà più la mancetta al cliente, che interesse ha a far bene il lavoro? Ricerca e innovazione? Cosa interessa se li guadagno senza fatica con la finanza?

Avete capito ora? Come il lustrascarpe, la EMI e Chrysler e General Motors e chissà quante altre. Ecco dove sono finiti quei 700.000 miliardi di dollari in derivati. Sono sparsi per tutte le aziende del mondo che hanno cercato il soldo facile, quelle che non hanno investito sul proprio lavoro.
Gli errori si sono ripetuti. Nel ’29 le banche detenevano azioni delle aziende: crollano le banche, si tirano giù le azioni delle aziende. Oggi le aziende detengono i derivati emessi dalle banche: crollano le banche, si trascinano dietro anche le aziende. Per non contare le azioni delle aziende presenti nei fondi di proprietà delle banche.

Non penso che basti garantire liquidità per tutti i soggetti che hanno sbagliato. Non penso che basti mettere la polvere sotto il tappeto rimandando la valutazione reale del terzo livello a tempo indeterminato. I provvedimenti di questi giorni, è stato detto, sono una bomba atomica. Nel breve termine sicuramente. Ma si è mai visto fermare uno tsunami con una bomba atomica? Non sarà che gli effetti nel medio termine saranno più devastanti ancora? Sono in sintonia col primo commento di sabato 11, anche se ne capisco l’utopia, ma vorrei, comunque, che tutti ne fossero consapevoli, caso mai si arrivasse ad un punto di rottura tale da rendere necessario che i cittadini facessero sentire la loro opinione.

*** *** ***
“Pillola blu ti svegli domani
e non ricordi nulla,
pillola rossa scopri quant’è
profonda la tana del bianconiglio…”
da Matrix
Nel film Matrix (1999) si immagina che il protagonista debba scegliere fra due opzioni propostegli dal capo della resistenza. Le opzioni sono la serenità senza la consapevolezza (pillola blu) o la consapevolezza senza la serenità (pillola rossa). Bel problema. Nel caso specifico, si immagina che la consapevolezza riguardi il fatto che la realtà, così come noi la percepiamo, sia un artificio, una mera illusione creata da appositi programmi informatici (la “matrice”, appunto).

*** *** ***

Da tempo io ho scelto la rossa (assolutamente senza riferimenti politici, che fanno parte di Matrix), e voi? Siete già sul Nabucodonosor? A proposito, Andrea, come si chiama il nostro veliero? Perché nessuno di noi si è mai sporto fuoribordo per leggerne il nome?

Buona notte, pendagli da forca.

Bill

Scritto il 14 ottobre 2008 at 05:56

Eppure al di là della pillola rossa di Matrix, al di là della consapevolezza che è già presente nella mente di tutti coloro che salgono su questo veliero e che invito a ragionare autonomamente senza lasciarsi soggiogare dalle idee e dalle visioni del suo autore, per scegliere liberamente consapevoli come non chiamarlo ” SERENITY ” questo nostro veliero, SERENITA’ quello stato d’animo a cui ambisce ogni uomo e donna di questa terra.

Si Serenity in quanto all’orizzonte di questa lunga notte, attraverso questa lunga notte, vi è nascosta la speranza di una nuova alba per i nostri figli, nipoti, ragazzi, bambini, in sostanza ogni ” sogno di Dio ” qualcosa che va al di là dell’immaginazione.

E’ importante però restare abbracciati alla realtà, alla realtà di ogni giorno, questo veliero non deve essere assolutamente un luogo su cui isolarsi, su cui ritrovarsi si, ma abbiamo delle responsabilità nei confronti della nostra famiglia, della nostra comunità di appartenenza, della nostra società!

Nei confronti della mia Famiglia, io questo errore ho rischiato di farlo, io non lo voglio fare!

Serenity si ma ognuno al suo ” posto di manovra” nella vita reale, il nostro veliero segue già una sua rotta!

Ricordo a tutti che i messaggi di Icebergfinanza sono liberi come libere sono le sue ” visioni ” non sono capace di inserire a video il messaggio di CREATIVE COMMONS no rights reserved ovviamente senza fini commerciali e speculativi!

L’arma di Icebergfinanza siete Voi, Voi siete le bocche di cannone, di questo veliero, i link ad Icebergfinanza sono pochi, non ho mai utilizzato strumenti di diffusione di massa, nessun accorgimento specifico, solo confido nel PASSA PAROLA, link disseminati nei forum ma non solo di finanza o economia anche quelli della gente comune!

Un abbraccio Andrea

Scritto il 14 ottobre 2008 at 13:28

Fai bene Capitano a precisarlo, non si sa mai.
Si Serenity, un pò tormentata forse, ma Serenity.
Stai tranquillo, non corriamo qui, il rischio di isolarci, almeno parlo per me.
E’ solo il tempo che è tiranno!
Ce ne vorrebbe molto di più per riuscire a fare,
con valore aggiunto, tutte le cose in cui si crede, o anche semplicemente interessano.
Per quanto mi riguarda, stavo isolandomi Fuori di qui, questo si che è pericoloso,
un poco seccata, un pò delusa, ma è durato poco, il tempo di imbarcarmi e ti assicuro
che il Serenity sta navigando in parallelo,in ben altre acque, nella mia quotidianità..
Avete imbarcato le vostre Mogli..
Compagne..Figli, di qualunque età essi siano.? accanto a Voi?
E’ la forza della condivisione che dona Serenità.
L’ ho imparato da Voi.
Apriamo iceberg all’ esterno, o l’ esterno ad iceberg,
a discrezione,non è un gioco di parole.
Non so se Vi può far piacere, ma con Noi a volte, non sempre, naviga
una splendida fanciulla di 16 anni, mi dice di dirvi che si chiama Anne Bonny,
il nostro futuro è con Noi..
una compagna di viaggio figlia solo della Vita.
Ovviamente per la parte meno tecnica,
segue con attenzione il discorso Etico- Alternativo..
come dice il Capitano, l’ importante è seminare…
Iceberg è una grande famiglia eterogenea, rispettosi delle nostre diversità..
ci confrontiamo, punzecchiamo, cresciamo..
Le parole di Bill,le parole di Savoja( di Lunedì 13)mi hanno fatto riflettere,
…..ho compreso bene la sua metafora e
non mi riferisco al suo contenuto, ma
partendo da alcune parole è stato automatico..
non posso non chiedermi quanto siamo distaccati, quanto addomesticati,
quanti animali in gabbia, quanti percorriamo sentieri poco battuti…
noi spettatori del mercato, ma non della nostra Vita,
almeno si spera.
Ecco uno dei tanti, enormi, miei limiti..non riesco proprio a distaccarmi da nulla..
che sia davvero importante,
ma forse, semplicemente, non voglio…
L’ opposto del distacco è il coinvolgimento..non resisto, non ho mai resistito
al coinvolgimento della vita che implica rischiare in prima persona.
Non conosco il distacco demiurgico, emozioni..speranze scorrono ovunque..
è il reprimerle, il lasciarle per troppo tempo inascoltate che crea problemi.
Noi animali in gabbia, in gabbie dorate da noi stessi costruite, nè possediamo,
cercando bene, la chiave..il mercato ..la finanza è una delle tante..gabbie dorate
che brilla di luce riflessa.
Possiamo scegliere se essere addomesticati, fino a dove, fino a quando..
Possiamo scegliere tra le tenebre e la luce..
tra l’ apparire e l’ essere…
La Storia insegna..
non stiamo forse confrontandoci “liberamente”
i canali ufficiali non lo permettono..
si cercano altre vie..altri strumenti.
Non dovrebbe mai mancare, l’ incessante Serena ricerca del Nostro urlo primordiale.
Se non ci si distacca demiurgicamente dalla Natura,
ma ci si lascia abbracciare e coinvolgere da essa, difficilmente si potrà perdere la strada,
non potrei mai essere spettatrice della vita che mi scorre davanti..
gli altri dicano e facciano ciò che vogliono, ma con la Natura, non saremo mai soli!
Ed è la Natura la nostra guida!
A volte anche le gabbie più resistenti vengono aperte,
la Natura prima o poi, ritrova sempre il suo corso Naturale,
a scapito del nostro tentativo di ingabbiarla, anestetizzarla,
cementificarla, domarla..
questa non è un’ illusione….
E’ una realtà a cui tutti ci dobbiamo prima o poi piegare..
Poi…sicuramente Tutti, (addomesticati e non, illusi , realistici, ciò che siamo, ciò che vorremo essere) prima… è un continuo ricercare, serenamente coinvolti..se si vuole…
otre il Nostro, effimero, delirio di Onnipotenza…
perché comunque, che ci piaccia o no..
rimane sempre quello che seminiamo..
sono le Nostre azioni addomesticate o no..che parlano di noi!
Riporto una frase, che altre volte ho citato, in cui credo molto:
..” Se la Natura arretra anche di poco, la nostra spiritualità si eclissa..” (PREGHIERA A GAIA di Thomas Moore)
Forse, stiamo semplicemente vivendo questa grande eclissi…
Ed è una sfida..una stimolante sfida , non farsi spiritualmente addomesticare..

Il tempo incalza..
anche da parte mia Capitano, un caro abbraccio di stima e affetto fraterno…
Ciao, Buon lavoro a Tutti…
Valentina

P.s. Le realtà virtuali in cui si trova rifugio.. penso,
siano spesso quelle offerte dalla tecnologia..non certo questo Viaggio,
che è molto,molto reale.
La virtualità spesso è nella nostra vita di tutti giorni,
che persegue un irreale disegno di perfezione, di assenza di dolore..
dove spesso le emozioni sono negate, soffocate, dove gli altri sono esclusi..
dove non esiste la lealtà, un sorriso..una stretta di mano..
questo si che è una triste Virtualità,
una Virtualità che non mi appartiene..e addomesticata o no..
finché potrò morderò l’ ammaestratore…
A molti, potrà sembrare un’ illusione..ma come il Capitano..
come altri mi piace vivere di sogni o illusioni..per fortuna che ci sono..
altrimenti scusate..che ruolo abbiamo qui?..
Cosa ci stiamo a fare?

Non vi và di leggerlo?
Potete scegliere di non leggerlo, non volete imbarcarvi,state a Terra…
c’è sempre la Possibilità di una scelta..una grande Scelta…
che possiamo esercitare..un grande Dono..da non sprecare…
da difendere, anche per chi non lo può fare.

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