SLOW RECOVERY: ESPLORANDO L'ORIZZONTE!

Scritto il alle 07:35 da icebergfinanza

 

In un suo recentissimo discorso Yanet governatrice della Federal Reserve di San Francisco, unico governatore che nelle sua analisi di questa crisi ha evidenziato in maniera realistica alcuni squilibri sistemici contingenti, esprime la sua soddisfazione e sollevazione, confidando che il sistema finanziario ….. I am hugely relieved that our financial system appears to have survived this near-death experience…. sembra e sottolineo il sembra essere sopravissuto a questa esperienza di coma profondo.

Secondo la Yellen, una seconda depressione sembrava essere una possibilità reale, questo a testimoniare che nella primavera del 2007 quando comincia a postare analisi dal titolo " I sintomi della Grande Depressione " non ero poi cosi lontano dalla realtà stessa.

"Gran parte dei recenti dati reali indicano che l’economia sta uscendo dalla recessione e che i rischi maggiori sono dietro di noi "….proseguendo nel suo discorso, sottolinea come  l’economia sta emergendo dal cratere profondo prodotto dall’esplosione della finanza.

Ma le buone notizie finiscono qui!

" That’s the good news.  But I regret to say that I expect the recovery to be tepid" .

….ma mi dispiace dire che mi aspetto un recupero tiepido! Un’economia vulnerabile agli shock, un sistema finanziario migliorato ma non ancora tornato alla normalità, pericoli nascosti che possono fare deragliare la ripresa.

Quello che gli illuminati economisti ed analisti d’oggi intravedono dietro l’angolo è un mistero che vedremo in seguito, io oggi continuo ad analizzare controcorrente, io oggi continuo la mia navigazione, coerente, con quello che le mie mappe suggeriscono, pronto a strambare, cambiare direzione non appena la realtà dimostrerà di essere cambiata.

" Anche se l’economia cresce, come mi aspetto, – prosegue la Yellen –non vedo le cose molto bene per qualche tempo a venire ".

Un tasso di disoccupazione elevato per molti anni, l’allentamento dell’economia, l’elevata disoccupazione e il basso utilizzo della capacità industriale…..

(…) Moreover, the slack in the economy, demonstrated by high unemployment and low utilization of industrial capacity, threatens to push inflation lower at a time when it is already below the level that, in the view of most members of the Federal Open Market Committee (FOMC) best promotes the Fed’s dual mandate for full employment and price stability.

…… rischia di spingere l’inflazione più in basso, in un momento in cui è già al di sotto del livello che, a giudizio della maggioranza dei membri del Federal Open Market Committee (FOMC ) promuove il duplice mandato della Fed per la piena occupazione e la stabilità dei prezzi.

Ricordo a tutti coloro che si avvicinano per la prima volta a questo veliero, che Icebegfinanza è dal oltre due anni che vi parla di deflazione, mentre l’oceano mediatico suggerisce ed urla inflazione, quasi fosse l’unica risoluzione del problema!

" Sono felice di annunciare che probabilmente quest’estate ha segnato la fine della recessione e che l’economia dovrebbe espandersi nella seconda metà dell’anno…." Sottolineo e risottolineo il dovrebbe che la Yellen usa e la questione relativa alla recessione tecnica, la realtà è un’altra!

Vi sono segni di miglioramento della congiuntura, dalla produzione all’immobiliare aggiungo io, ma mancano i consumi all’appello e mi attendo una ricaduta del mercato immobiliare anche se ormai il peggio è alle spalle. dal punto di vista statistico.

" A particularly hopeful sign is that inventories, which have been shrinking rapidly, now seem to be in better alignment with sales. That’s occurred because firms slashed production rapidly and dramatically in the face of slumping sales.

Un segno particolare di speranza secondo la Yellen è che le scorte che si sono ridotte rapidamente, sembrano essere ora in un migliore allineamento con le vendite finali. Ricordo a tutti di depurare i dati che verrano rilasciati in giornata, sulle vendite al dettaglio in America, dell’effetto rottamazione e dalla pressione esercitata sui prezzi dal petrolio.

Necessariamente un aumento della produzione per ricostituire le scorte non porta ad un aumento della domanda aggregata, quello è un fattore su cui pesano molte incognite, che noi abbiamo già analizzato.

In fact, I expect the biggest source of expansion in the second half of this year to come from a diminished pace of inventory liquidation by manufacturers, wholesalers, and retailers.

Ecco perchè sino ad ora questo è un recupero "statistico", l’investimento in inventari è spesso un catalizzatore della ripresa, ma oggi potrebbe non essere cosi, per me non sarà cosi.

" (…) the boost is usually fairly short-lived, but it can be quite important in getting things going .

….la spinta è spesso piuttosto breve, ma può essere importante per muovere la situzione.

Consliglio a tutto di leggersi l’analisi intera, vi sono cose piuttosto interessanti e sfumature anche positive. frbsf.org/news/speeches/2009/janet_yellen

Questa volta la crescita rapida non sembra essere dietro l’angolo, immagino una ripresa molto meno robusta, mi aspetto più una ripresa ad U che a V coerente con tutte le esperienze di ripresa successive ad una crisi finanziaria, sottolinea la Yellen. Noi abbiamo già esplorato le analisi di Kenneth Rogoff e Carmen Reinhart, a questo proposito, l’evidenza empirica non lascia dubbi.

" Unfortunately, more credit losses are in store even as the economy improves and overall financial conditions ease . Certainly, households remain stressed. In the face of high and rising unemployment, delinquencies and foreclosures are showing no sign of turning around . The delinquency rate on adjustable-rate mortgages is now up to about 18 percent, and, on fixed-rate loans, it’s about 6 percent. Delinquencies on both types of loans have increased sharply over the past year and are still rising. "

Ora arriva il momento della verità per il sistema finanziario, ora arriva l’ondata delle sofferenze e dei fallimenti, tutto ciò che i mercati non vogliono analizzare, presi come sono a scontare una ripresa stellare. 

The chances are slim for a robust rebound in consumer spending ……

Consumi, nell’impero della società consumistica, non può mancare il propellente dell’economia, un propellente che per oltre il 70 % muove il motore, sospinge i pistoni, ma si sa oggi è diverso, questa volta risaliremo per altre vie si sussurra!

Leggetevi l’analisi sui consumi, vi sembrerà di avere sempre letto questa analisi.

It may well be that we are witnessing the start of a new era for consumers following the traumatic financial blows they have endured. The destruction of their nest eggs caused by falling house and stock prices is prompting them to rebuild savings.

La Yellen sostiene che può darsi che stiamo assistentendo ad una nuova era nei consumi americani, che il rientro dal debito e il risparmio, stiano modificando le abitudini degli americani, ma in realtà è cosi, non solo può darsi!

Nella prossima analisi dedicata esploreremo insieme i fattori che contribuiranno a mantenere sotto pressione i consumi americani.

"  My business contacts indicate that they will be very reluctant to hire again until they see clear evidence of a sustained recovery , and that suggests we could see another so-called jobless recovery in which employment growth lags the improvement in overall output….

I miei contatti commerciali indicano che le imprese sono molto riluttanti ad assumer di nuovo, sino a che non vedranno la prova evidente di una ripresa sostenuta, il che suggerisce che si potrebbe vedere un’altra cosidetta Jobless Recovery…..di cui abbiamo già ampiamente parlato in DOUBLE_DIP_RECESSION

Ma ecco un anticipo della prossima analisi di Icebergfinanza……..

What’s more, wage growth has slowed sharply . Over the first half of this year, the employment cost index for private-industry workers has risen by a meager three-quarters of one percent. 

La crescita dei salari, la questione della redistribuzione dei redditi ed altro ancora….

When the array of problems facing consumers is considered, it is hard to see how we can avoid sluggish spending growth.

Una Slow Recovery, intervallata da violente tempeste, ecco il mio orizzonte dei prossimi anni!

Anche oggi vi ho esposto il mio punto di vista, il mio soggettivo punto di vista, mi rendo conto che non è quello del cosidetto "main stream" mi rendo conto che non è quello del pensiero dominante, ma io analizzo, quando si considera, la serie infinita di problemi che affligge i consumatori è difficile non intravvedere un sempre più probabile  " decennio perduto ", magari una medicina amara, ma necessaria per farci ritrovare l’equilibrio perduto.

Icebergfinanza come un cantastorie che si  esibisce nelle strade e nelle piazze delle città!  

La "filosofia" di  Icebergfinanza resta e resterà sempre gratuitamente a disposizione di tutti nella sua "forma artigianale", un momento di condivisione nella tempesta di questi tempi, lascio alla Vostra libertà, il compito di valutare se Icebergfinanza va sostenuto nella sua navigazione attraverso le onde di questo cambiamento epocale!  

Per sostenere ICEBERGFINANZA clicca qui sotto

Non solo e sempre economia e finanza, ma anche alternative reali da scoprire e ricercare insieme cliccando qui sotto in ……….

 

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47 commenti Commenta
Scritto il 15 settembre 2009 at 06:43

Ed…è quello che semplicemente Vogliamo leggere…
Il Tuo Punto di Vista…dettato da puntigliosa metodica analisi…
Semplicemente questo…sempre controcorrente…
Non ci interessa…non ci è mai interessato il cosiddetto punto di vista “main stream”…mai!
Di questo sterile punto di vista è pieno il mondo e a dir la verità, ci ha anche un po’ annoiato e stancato…

Sempre di più:

“Poiché il valore di chi governa la nave, è nel condurla anche controvento.”

“Poiché il valore di chi governa la nave, è nel condurla talvolta anche a vele sgonfie, fino ad altre zone di Vento…”
(da Il Profeta del vento)

Ciao, Buona Giornata a tutti
Valentina:-)

p.s : GRAZIE anche oggi, CAPITANO

p.s1: Il Compasso non mi rispondiiiii??? :( Un indizio, un piccolo indizio!!! No???
Bhè comunque grazie anche a Te per la tua presenza, e per i tuoi preziosi contributi come quelli di tanti altri compagni di Viaggio.

p.s 2: SD, Bill ho le Vostre e.mail in settimana Vi scrivo due righe…ciao a presto.

«Se l’umanità deve sopravvivere, la felicità e l’equilibrio interiore sono di importanza fondamentale; altrimenti è molto probabile che le vite dei nostri figli e dei loro figli siano infelici, disperate e brevi.»

Tenzin Gyatso

Scritto il 15 settembre 2009 at 06:55

Cosa succede alle pagineeee?????

E’ già da diversi post che faccio fatica a stamparli…ora proprio non riesco!!

utente anonimo
Scritto il 15 settembre 2009 at 06:59

La civiltà avrà veramente inizio quando il potere dell’amore sostituirà l’amore del potere

Scritto il 15 settembre 2009 at 07:07

Gli uomini non si ameranno mai? C’è Forse qualcosa da tentare…per evitare che il mondo vada per la strada che ha scelto…

Si Ain ha ragione:-)

utente anonimo
Scritto il 15 settembre 2009 at 09:29

CAPOLINEA
Il ribasso di S&P è stato di 900 punti (1550-650)
Ipotizzando (con Fibonacci) un rimbalzo medio del 50% dell’intero ribasso
650 + 50%x900= 1100
Qualcuno punta ad un ritracciamanto del 66% quindi 650 + 66%x900=1250 …
I banchieri ovviamente ostacoleranno in ogni modo l’introduzione di regole, ma ormai a mio parere è solo questione di tempo, la loro “era” (o meglio bolla) è finita come nel 2000 finì quella delle ipo stellari e dei ceo quotati al nasdaq.

utente anonimo
Scritto il 15 settembre 2009 at 09:37

Ciao Andrea, ieri commentavi nell’ altro articolo

“Fubini parla di una grande selezione che potrà incominciare da Bank of America, io invece credo che stia sbagliando bersaglio, l’osservato speciale è un’altro”

potrei sapere a chi ti riferisci?

grazie,

PORTELLO

utente anonimo
Scritto il 15 settembre 2009 at 10:40

Mi spiace, ma nell’equazione manca ancora la variabile energetica.

Con la recessione (secondo me innescata dalla stagnazione produttiva di energia primaria) sono calati i consumi, ma non di molto. Intanto, la produzione energetica scende a causa della depletion.

Se ci sarà recupero lento, questo non porterà MAI PIU’ ai livelli attraversati prima del 2006.

Vorrei che fosse chiaro. Il tetto della disponibilità energetica si stà abbassando progressivamente. Con questo settaggio delle economie, avremo una nuova crisi in pochi anni, io credo meno di tre.

SI fa un bel parlare di razionalizzazione dei consumi, di nuove tecnologie e cose varie: la realtà dei fatti è che ci cogliono un mucchio di capitali ed un mucchio di tempo.

Questo lato della faccenda è stato sviscerato nei dettagli nel rapporto Hirsch, steso da uno che di tutte queste cose (dall’economia petrolifera a quella energetica, all’ingegneria, e molto altro) ne ha fatto il lavoro di una vita. QUesto qui è uno che lavora per il dipartimento di stato USA per la sicurezza energetica, mica un pinco pallino qualunque.

Emerge che, per mitigare completamente l’impatto della depletion energetica, bisogna operare con massicci investimenti circa 20 anni PRIMA dell’arrivo dei problemi.

Partendo 10 anni prima, si hanno pesanti conseguenze, ma si puo’ mitigare in qualche modo.

Partendo solo alle prime avvisaglie di problemi, o addirittura DOPO (come credo stia accadendo) è catastrofe assicurata.

Ora non voglio fare il catastrofista, anzi lo faccio terribilmente controvoglia, ma qui, dato che tuitto fa sistema, abbiamo un bel buco nella teoria.
QUale recupero ci attende? Dove porterà?

Io credo che da adesso viaggeremo nell’illusione di poter riavere (seppure lentamente) quello che abbiamo perso per strada, solo per scoprire che siamo destinati a perdere molto di più.

Sarebbe il caso di stabilire fin da adesso cosa è davvero fondamentale ed irrinunciabile, e cercare di preservare questre cose da quello che stà arrivando.

Saluti
Phitio

utente anonimo
Scritto il 15 settembre 2009 at 10:42

Portello scusa se ho la presunzione…Ma si riferisce ovviamente a quelli di Goldman

utente anonimo
Scritto il 15 settembre 2009 at 11:07

Scusate per l’eventuale doppio post.

Mi spiace, ma nell’equazione manca ancora la variabile energetica.

Con la recessione (secondo me innescata dalla stagnazione produttiva di energia primaria) sono calati i consumi, ma non di molto. Intanto, la produzione energetica scende a causa della depletion.

Se ci sarà recupero lento, questo non porterà MAI PIU’ ai livelli attraversati prima del 2006.

Vorrei che fosse chiaro. Il tetto della disponibilità energetica si stà abbassando progressivamente. Con questo settaggio delle economie, avremo una nuova crisi in pochi anni, io credo meno di tre.

SI fa un bel parlare di razionalizzazione dei consumi, di nuove tecnologie e cose varie: la realtà dei fatti è che ci cogliono un mucchio di capitali ed un mucchio di tempo.

Questo lato della faccenda è stato sviscerato nei dettagli nel rapporto Hirsch, steso da uno che di tutte queste cose (dall’economia petrolifera a quella energetica, all’ingegneria, e molto altro) ne ha fatto il lavoro di una vita. QUesto qui è uno che lavora per il dipartimento di stato USA per la sicurezza energetica, mica un pinco pallino qualunque.

Emerge che, per mitigare completamente l’impatto della depletion energetica, bisogna operare con massicci investimenti circa 20 anni PRIMA dell’arrivo dei problemi.

Partendo 10 anni prima, si hanno pesanti conseguenze, ma si puo’ mitigare in qualche modo.

Partendo solo alle prime avvisaglie di problemi, o addirittura DOPO (come credo stia accadendo) è catastrofe assicurata.

Ora non voglio fare il catastrofista, anzi lo faccio terribilmente controvoglia, ma qui, dato che tuitto fa sistema, abbiamo un bel buco nella teoria.
QUale recupero ci attende? Dove porterà?

Io credo che da adesso viaggeremo nell’illusione di poter riavere (seppure lentamente) quello che abbiamo perso per strada, solo per scoprire che siamo destinati a perdere molto di più.

Sarebbe il caso di stabilire fin da adesso cosa è davvero fondamentale ed irrinunciabile, e cercare di preservare questre cose da quello che stà arrivando.

Saluti
Phitio

Scritto il 15 settembre 2009 at 11:37

Phitio,

potresti cominciare a comperarti le scorte di alimenti di emergenza e i manuali di sopravvivenza che vendono sul sito Life after Oil Crash.

A parte gli scherzi l’investimento pubblico/privato in infrastrutture di generazione deve essere il vero motore di una ripresa economica sostenibile nel lungo periodo anche se oggi alcune di queste fonti non fossero a grid parity.

Il Cuculo

Scritto il 15 settembre 2009 at 11:38

.

utente anonimo
Scritto il 15 settembre 2009 at 13:13

Si credo anch io che Andrea si riferisca a GS, infatti volevo capire meglio cosa potrebbe accadere dato che ho ancora sulle spalle delle Obbligazioni, che pero’ devo dire dai minimi di Marzo quando quotavano meno di 80 si son riprese fino a quasi la parita’…

secondo voi se creo una nuova linea di T Shirt con il logo “My banker sucks” avro’ successo?
:-)
PORTELLO

utente anonimo
Scritto il 15 settembre 2009 at 13:26

Singapore (AsiaNews) – Migliaia di navi “fantasma” sono ancorate a qualche decina di miglia ad est dal porto di Singapore. Non hanno carico, né equipaggio: con la crisi economica e la conseguente diminuzione di esportazioni e commerci si sono trovate senza carichi da portare e sono state lasciate là nella speranza che presto riprendano i commerci.

A bordo ci sono pochi uomini, per impedire incidenti o che qualche pirata rubi la nave. Ci sono navi da carico, cargo, petroliere: il loro numero è superiore alle flotte commerciali di Stati Uniti e Gran Bretagna insieme, il loro tonnellaggio è ancora maggiore, sono tante che coprono l’orizzonte. Sono abituate a fare spola senza sosta tra Cina, Europa e Stati Uniti, ma ora sono senza lavoro. Sono molto numerosi i portacontainer: il commercio con la Cina avviene soprattutto tramite container. Ma ormai il gigante cinese vede le sue esportazioni ridotte del 17,5% e le importazioni a meno 43,1% (gennaio 2008-gennaio 2009).

I pescatori della zona dicono che ogni giorno si aggiungono altre imbarcazioni; alcune rimangono solo per alcune settimane, ma la gran parte non si muove. Battono bandiera di Panama, Bahamas e altri Stati di comodo, ma con probabilità appartengono a grandi ditte occidentali.

Tenere ferme queste navi è una grandissima perdita economica: equipaggio, manutenzione, interessi passivi. Nel 2008 affittare una nave-cisterna da 80mila tonnellate costava 50mila dollari al giorno, ora ne chiedono circa 5.500. E questo è il periodo quando partono le ordinazioni e i rifornimenti per il Natale. Il costo di nolo di una nave da carico-secco (bluk dry cargo, usate per il trasporto di minerali e alimenti come i cereali) è precipitato dai 300mila dollari dell’estate 2008 a circa 10mila dollari e significa che la domanda di questi generi è davvero crollata.

Martin Stopford, direttore aziendale di Clarksons, leader britannico per le navi mercantili, dice che il commercio tramite container è cresciuto dell’11% nel 2006 e nel 2007; è sceso del 4,7% nel 2008 e per il 2009 si stima un ulteriore calo dell’8%. Dice che ora spesso il prezzo offerto per il nolo è persino inferiore al costo vivo sostenuto per la navigazione.

Sono in crisi anche le ditte costruttrici di navi commerciali. Le principali sono asiatiche: dal 2004 la Corea del Sud ha avuto il 40% delle commissioni mondiali di navi, il Giappone il 24% e la Cina il 14%. Ma dalla commissione al varo della nave passano 3 anni. A tutt’oggi i costruttori stanno completando le navi ordinate nel 2006 e 2007, ma i committenti non le vogliono più e cercano di rinegoziare ordini e pagamenti: al momento dell’ordine danno solo una caparra del 10% del prezzo e almeno la metà è corrisposta all’atto della consegna della nave. La situazione è grave anche perché proprio nel 2005 vi è stato il record degli ordini, quando gli scambi commerciali tra occidente ed oriente erano in continua crescita.

Esperti osservano che tutto questo tonnellaggio all’ancora dimostra il perdurare del crollo dei commerci e significa che la recessione continua e rischia di tramutarsi in depressione.

altapata

utente anonimo
Scritto il 15 settembre 2009 at 14:59

Non serve comperare razioni di sopravvivenza, almeno non credo, in quanto ritengo che la situazione evolverà verso una progressiva degenerazione del sistema, nel senso che si aggraveranno le disfunzioni, i disservizi, le difficoltà economiche, il disagio sociale, da ultimo anche il sistema sanitario e quello di pubblica sicurezza.
Insomma, sprofonderemo in uno stile di vita sempre più sudamericano.
Questo andamento saraà oscillante: promesse di recupero e successivo intensificarsi dei problemi.
Di volta in volta si darà la colpa a questo o a quello, ai politici, agli immigrati, alla degenerazione dei costumi, ma in sintesi quella che ci colpirà è semplicemente una crisi di ritorni decrescenti in un sistema complesso e inefficiente.
Senza abbastanza energia (e capitali) da pompare nel sistema, questo non va più. Sto parlando di stipendi per poliziotti e medici e insegnanti, di benzina per le volanti e le ambulanze, sto parlando di medicinali e sanità accessibili, di pensioni e di paghe, di posti di lavoro, di fabbriche che chiudono. DI incertezza generale che si trasforma in depressione sociale. Parlo di delinquenza diffusa (stile URSS anni 90, per intenderci, ma in peggioramento).

Questo è il caotico scenario che mi si prospetta da qui a trent’anni, non una guerra nucleare che pone fine alla tragedia umana sulla terra.

Potete definirmi catastrofista, ma un catastrofista senza fantasia apocalittica.

Saluti
Phitio

utente anonimo
Scritto il 15 settembre 2009 at 15:28

Phitio , hai perfettamente ragione.
io la penso come te.

la nostra posizione non si legge mai da nessuna parte, hai notato?

si diffonde piuttostol’idea di pandemia virale o 3 guerra mondiale. o imminente attacco all’iran, ecc….

giobbe

Scritto il 15 settembre 2009 at 15:45

Phitio
mi sa che sei proprio un tipo allegro e di compagnia, uno per passarci qualche giorno in una baita di montagna…
e poi andarsi a buttare nel primo burrone.
Magari con Giobbe … vi fate un bel weekend.

utente anonimo
Scritto il 15 settembre 2009 at 16:47

caro Cuculo, anch’io penso che Phitio abbia ragione. Certo spero che ciò che lui prospetta si avveri in un futuro moooolto lontano, magari fra 60-70 anni così eviterò di affrontare tutti i problemi a cui il genere umano andrà incontro. Potrò sembrare egoista, e in effetti lo sono. Ma alla fine la vita è una sola, non ne vale la pena star lì a farsi del male cercando di salvare quello che altri, e sono molti, deturpano e rovinano a più non posso.
Allora sono arrivato alla conclusione, tutta personale, che finchè dura dura, se mi va di comprare qualcosa di superfluo, allora lo comprerò entrando così di diritto tra tutti i “consumisti/materialisti” del mondo, se mi va di comprare la moto il prossimo anno, lo farò e così farò parte anche degli “inquinatori incalliti”, se mi va di vaggiare, magari con voli low cost, ebbene sì non vi rinuncierò … …
Tanto alla fine sempre quella è la fine che faremo, allora è meglio far parte del gregge che almeno si diverte, e lasciar perdere il treno di coloro che sanno ma non possono far nulla, se non logorarsi tra i loro 1000 pensieri.

P.S.
In questo modo si evita di essere etichettati “catastrofisti” e magari si trova pure la compagnia per passare un week end in montagna a divertirsi e a ridere di tutto e di tutti. :P

utente anonimo
Scritto il 15 settembre 2009 at 16:50

non ci vuole molto a vedere la realtà “progressiva degenerazione del sistema, nel senso che si aggraveranno le disfunzioni, i disservizi, le difficoltà economiche, il disagio sociale, da ultimo anche il sistema sanitario e quello di pubblica sicurezza.”
non per questo c buttiamo dal burrone… ma oggi cuculo ke c’hai?mangiato pesante? acidità? digestione lenta?

Altapata

utente anonimo
Scritto il 15 settembre 2009 at 17:11

ei Cucolo, voglio proprio legge i tuoi commenti fra 6 mesi… al massimo a giugno 2010 e poi vediamo chi farà un bel week end.

io lo farò certamente ! ;-)
giobbe

Scritto il 15 settembre 2009 at 18:08

Giobbe

I miei commenti non hanno cambiato tono da un anno a questa parte, non vedo perchè dovrebbero cambiare tra 6 mesi.

Così come non vedo perchè tra sei mesi tu dovresti essere messo meglio di me se ci sarà la tanto auspicata catastrofe finanziaria.
A meno che tu non ti sia messo in una posizione speculativa al ribasso, nel qual caso potresti fare il bagno nello sampagna come scrisse l’anonimo del post precedente (sampagna a fiumi…).

Pazienza Giobbe pazienza

ad malora
Il Cuculo

utente anonimo
Scritto il 15 settembre 2009 at 18:15

pronto…montecristo…pronto , rispondet..bzbz passo

utente anonimo
Scritto il 15 settembre 2009 at 18:21

Giobbe capisco la tua idea di fare la cicala (e sicuramente meno stress)però ricorda anche che …”Il mondo è quel disastro che vedete, non tanto per i guai combinati dai malfattori, ma per l’inerzia dei giusti che se ne accorgono e stanno lì a guardare.” Albert Einstein
Giobbe e Phitio ,visto che il piccolo del cuculo oggi schizza acido, vi linko una discussione più interessante e argomentata .

http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=6273

e anche

http://www.vocidallastrada.com/2009/09/la-selezione-naturale-i-milionari-e-lo.html

altapat

Scritto il 15 settembre 2009 at 18:23

#17

Quello che succederà tra 50 anni ed oltre molto probabilmente non mi toccherà, però toccherà ai miei figli e a Dio piacendo ai figli dei miei figli che mi auguro di vedere.

Quindi l’unico atteggiamento che ritengo corretto e razionale per me è auspicare e, nel limite delle mie infinitesimali possibilità, promuovere lo sviluppo di tutte le possibili fonti alternative di generazione affinchè i nostri figli (parlo al plurale anche se da quello che scrivi non credo tu ne abbia) possano vivere in un mondo moderno e sviluppato come e più di quello attuale, possibilmente meno inquinato e auspicabilmente meno popolato.

Il mio gettone lo scommetto su questo numero, tu su cosa lo metti?

Il Cuculo

utente anonimo
Scritto il 15 settembre 2009 at 19:04

A luglio del 2005, durante una rotazione semestrale nella Presidenza della UE, il Regno Unito ha proposto le carte d’identità biometriche per l’ UE, nonostante non ci fosse la possibilità di farlo sotto i trattati dell’UE di allora. Dato che la legalità non è uno ostacolo, questo si convertì, in seguito, in una politica vincolante dell’ UE, nell’ Hague Programme sulla giustizia e sicurezza.
Però, le politiche di introduzione delle carte di identità, sviluppate segretamente, vanno molto aldilà dell’ identificazione e della sicurezza , come lo descrive Tony Bunyan di Statwatch, in un articolo su The Guardian. Le carte d’identità sono solo uno strumento che permettono un piano molto più ampio, per tener traccia e registrare la vita di ogni individuo; Bunyan lo chiama tsunami digitale:

“Ogni oggetto che l’individuo utilizza, ogni transazione che realizza e in qualsiasi luogo vada creerà un registro digitale dettagliato. Questo genererà la profusione dell’informazione per le organizzazioni pubbliche della sicurezza”, facendo si che la condotta sia pronosticata e valutata da “macchine” (la sua parola) che emetterà ordini ad ufficiali sul territorio. La proposta prevede la raccolta in massa di dati personali su viaggi, dettagli bancari, localizzazione dei cellulari, registri sanitari, uso d’internet, predenti criminali per piccoli che siano, impronte digitali e fotografie digitali che possano essere oggetto di fonti di dati e applicati ad uno scenario diverso- salita su un aereo, comportamento nelle stazioni o partecipazione ad una manifestazione”.

utente anonimo
Scritto il 15 settembre 2009 at 19:08

Il fatto per cui la propaganda del nuovo ordine mondiale tranquillizzi un giorno sì e il giorno dopo pure gli animi, vuoi per bocca di persone importanti più o meno abbronzate, è a mio parere l’elemento che DEVE tenerci con l’attenzione al massimo livello.
Stanno implodendo e i tentativi sino ad oggi volgono a un’unica destinazione: prendere tempo.
Saluti

utente anonimo
Scritto il 15 settembre 2009 at 19:17

L’operazione è stata un successo:
siamo riusciti a far sembrare che fosse una crisi
quello che è stato un saccheggio!”
El Roto

Scritto il 15 settembre 2009 at 19:52

Grazie davvero Valentina…..non parlo di ciò che non conosco, la questione energetica Phitio è fondamentale l’ho già trattata superficialmente in “Shock Oil”, ma esploro orizzonti che riesco a comprendere meglio.

Non si tratta di Goldman, non sarebbe “politicamente” possibile, ma di uno dei giganti troppo grandi per fallire, non farò nomi, l’ho già fatto in passato.

La mia idea è che non vi è nulla di tanto grande da non poter essere nazionalizzato e smontato pezzo per pezzo, AIG insegna parzialmente, ma questo non è politicamente accettabile, non è ideologicamente sostenibile.

Di navi fantasma all’orizzonte ve ne sono più di quanto non testimoni la realtà, il Baltic Dry Index è un indice che non si deve osservare se non solo quando sale…….

Faccio fatica a comprendere un mondo sempre più tecnologico, ho nostalgia delle serate intorno al fuoco del caminetto o sotto il cielo stellato…….il destino di questo mondo dipende da ognuno di noi, ma non vorrei un mondo meno popolato perchè Dio è un marchio di garanzia, di sostenibilità, il suo è stato un capolavoro che solo noi stiamo distruggendo e posto ce ne per tutti………conflitti di interesse permettendo.

Per il resto Galbraith il mio economista preferito, un modo ironico di raccontare economia diceva…

….. come sempre nella storia, capacità finanziaria e perspicacia politica sono inversamente proporzionali. La salvezza a lunga scadenza non è mai stata apprezzata dagli uomini d’affari se essa comporta adesso una perturbazione nel normale andamento della vita e nel proprio utile. Cosi si auspicherà l’inazione al presente anche se essa significa gravi guai nel futuro. Questa è la minaccia per il capitalismo (…) È ciò che agli uomini che sanno che le cose vanno molto male fa dire che la situazione è fondamentalmente sana!” ( JK Galbraith )

Andrea

utente anonimo
Scritto il 15 settembre 2009 at 20:02

GS ma state male!!!!
GS e’ la simbologia della soprafazione del potere finanziario su quello politico.
Ovviamente city group!!!!
PS tempesta valutaria in arrivo primo gravissimo colpo al potere di acquisto dei risparmi,capito Portello.
Anonimo17#

Scritto il 15 settembre 2009 at 20:06

Splinder funziona in maniera strana….provo a togliere l’impronta all’entrata, messa per evitare gli spam….vediamo se migliora….

Andrea

utente anonimo
Scritto il 15 settembre 2009 at 20:39

Altapatagonia #22 mi hai tolto le parola di bocca, perchè stavo per postarli io i link che hai elencato.
Oltre ai tuoi link ne aggiungo un altro interessante…se a qualcuno interessa:
http://www.stampalibera.com/?p=5601#more-5601

Il Cuculo #23 come hai scritto nel post, anch’io voglio un futuro simile per i nostri figli!!!! ma il modello tecnologico attuale stà fallendo (non tutto naturalmente); anche perchè è stato un modello “finto” voluto dall’elite ed il popolo non aveva alternative che accettarlo!!!
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=6273

Io spero che sempre più persone di grande capacità ed intelligenza trovino il coraggio di dissociarsi dall’attuale modello.

SD

utente anonimo
Scritto il 15 settembre 2009 at 20:53

IL TRUCCHETTO DEL PIL e L’ERRORE STORICO

Se in ITALIA ho un pil mi fa il -5% e in contemporanea un debito pubblico che mi fa il +10% vuol dire che la caduta del PIL è stata arginata, in buona parte, da robuste iniezioni di soldi pubblici.
E’ ovvio che se non ci fossero stati i sostegni a banche, imprese e cassaintegrati i consumi avrebbero subito un’ulteriore contrazione, e il PIL probabilmente avrebbe fatto almeno un -10%!!
Questo discorso va ripetuto per USA, GB, Germania e tanti altri paesi, in molti di essi vi sono avuti aumenti del debito pubblico anche superiori al 60%!

Ora tutti si stanno sgolando dicendo che il PIL nel quarto trimestre salirà, quindi la domanda che fanno tutti è: “La crisi è finita?”, “Ci siamo confrontati con la crisi e in qualche modo abbiamo controllato la situazione?”

La risposta è assolutamente No!!
Il motivo è semplice la crisi è stata causata da un eccesso di debito e non la si può di certo correggere aumentando ancora di più quel debito.
Adesso ci troviamo in piena ubriacatura da eccesso di liquidità,.

Cosa potrebbe succedere ora?

Questa è una domanda a cui si puo solo azzardare un’ipotesi.
Gli utili delle imprese subiranno un calo di almeno del 50% per qualche anno, quindi i multipli con cui oggi vengono quotate in borsa sono addirittura superiori a quelli di due anni fa, quindi lascio a voi trarre le conclusioni.
Non solo ma la famigerata leva finanziaria con cui le imprese operavano, diventerà un lontano ricordo. Le banche hanno capito che una società come FIAT che ha quasi 44 miliardi di Euro di debito, è praticamente ingestibile.
Questo vi spiega perchè la Fiat ha dovuto offrire quasi il 10% di tasso (follia pura) su una delle sue ultime immissioni di Bond!

Quindi la pioggia di liquidità che ha salvato le banche non salverà le aziende, che malgrado l’Euribor sia quasi a zero pagano il denaro più caro che mai!

Il destino lo si leggerà nell’andamento dell’occupazione. La sensazione è che molte aziende siano allo stremo, le banche siano più indebitate di prima e che qualche medio stato Europeo (leggesi Austria) è fortemente in bilico e il sostegno della BCE potrebbe non bastare.
Sostanzialmente percorendo un formidabile circolo siamo tornati al punto di partenza e siamo più indebitati di un anno fa!
Solo che adesso sono le aziende che producono a essere più esposte, ora sì, che la crisi potrebbe colpire nel vivo.

-IL Compasso-

utente anonimo
Scritto il 15 settembre 2009 at 21:01

Il processo adottato dalle banche per creare denaro è così semplice che la mente lo rigetta.

J.K. Galbraith, economista

DORF

utente anonimo
Scritto il 15 settembre 2009 at 21:03

l’attuale creazione di denaro
ex nihilo (cioè dal nulla)
operata dal sistema bancario è identica alla creazione di moneta
da parte di falsari.
In concreto, i risultati sono gli stessi.

La sola differenza è che sono diversi coloro che ne traggono profitto

Maurice Allais, La crise mondiale aujourd’hui, Parigi, 1991

DORF

utente anonimo
Scritto il 15 settembre 2009 at 21:05

MONETA AL POPOLO

“Non ho ancora incontrato nessuno in grado, attraverso la logica e la ragione, di giustificare il governo che prende in prestito l’uso del proprio denaro.
Credo che verrà il tempo in cui la gente chiederà un cambiamento.
Credo che in questo Paese verrà il tempo in cui la gente criticherà voi e me e tutti quelli coinvolti nel Parlamento per non aver fatto niente e per aver permesso
la continuazione di un sistema tanto IDIOTA.”

Wright Patman, parlamentare USA 1928-1976 alla Commissione “Banking & Currency” 1963-1975

DORF

utente anonimo
Scritto il 15 settembre 2009 at 21:56

il compasso: interessante come sempre
per il furto bancario credo non si possa fare niente per due motivi:
– la gente comune non è a conoscenza della cosa ed è difficile se non impossibile fare informazione a riguardo su larga scala
– chi ha tentato di modificare la situazione da posizioni di potere è finito sotto terra….kennedy etc…

infine Crisalide è peggio di un infame

Scritto il 15 settembre 2009 at 22:00

La recessione è tecnicamente finita!

Parola di Ben Bernanke……quanto ti amo, mia cara Yanet….!

Andrea

utente anonimo
Scritto il 15 settembre 2009 at 22:10

Di navi fantasma all’orizzonte ve ne sono più di quanto non testimoni la realtà, il Baltic Dry Index è un indice che non si deve osservare se non solo quando sale…….

andrea …. a volte sei oscuro ….puoi spiegare cosa vuoi dire …. :-) forse sono io che capisco poco, ma puoi spiegare anche per me

utente anonimo
Scritto il 15 settembre 2009 at 22:11

E’ talmente finita che ad Agosto 2009 se non sbaglio vi e’ stata un’ altra impennata delle foreclosures…l’ operazione e’ andata benissimo ma il paziente e’ morto mi verrebbe da dire !!!
Saluti a te Capitano ed alla ciurma.

Massimo

Scritto il 15 settembre 2009 at 22:27

SD,

io credo che il modello tecnologico attuale sia solo un punto su una linea che parte da Aristotele e prosegue con Cartesio Newton Darwin Einstein, si chiama pensiero razionale occidentale.
Io semplicemente non so pensare in un altro modo cosi’ come non so parlare il cinese e molto probabilmente non imparero’ mai una lingua semantica.

Non so se il mondo così come lo conosciamo riuscirà a superare la fine dei combustibili fossili. Io spero di si e credo che ce ne siano le possiilità.

Vediamola così:

I combustibili fossili hanno messo a disposizione dell’umanità una quantità di energia sufficiente per creare le condizioni economiche e culturali e le necessarie conoscenze tecnologiche per superare la fine della loro stessa disponibilità.

Certo molto è anche andato sprecato ma penso che siamo abbastanza vicini al risultato e non bisogna scoraggiarsi.

Certo che un’ umanità che avesse a disposizione fonti di energie rinnovabili sufficienti a garantirgli un livello di vita “moderno” per un tempo indefinito potrebbe diventare piuttosto presuntuosa.

Sembrerebbe quasi di aver sconfitto l’atavico anatema del “peccato originale”.

Il Cuculo

Scritto il 15 settembre 2009 at 22:33

Nulla di oscuro…..quando si dice che l’economia è in ripresa e che il ciclo delle scorte la sostiene, che i consumi si stanno riprendendo, si dimentica la loro reale origine, si dimentica che in fondo la Cina ha finito di comprare ed accumulare materie prime, il Baltic Dry Index, indice dei noli marittimi, testimonia l’autunno che verrà, assieme alle navi fantasma che attendono la chiamata al largo del …..Capo di Buona Speranza!

Andrea

utente anonimo
Scritto il 16 settembre 2009 at 00:21

Caro Andrea il Baltic Dry Index si trova in un range di valore medio basso, ma gli attuali 2537 punti non sono un valore di nolo da perdita secca, anzi penso che siamo poco al disotto dei costi.
Rimane l’impressionante numero di navi che attualmente si trovano in rada nei vari porti del mondo.
Ma la spiegazione va forse ricercata che prima venivano fatte navigare tutte le navi disponibili, anche quelle che avevano degli “indici” da “carretta del mare”.
E’ chiaro che attualmente per essere competitivi bisogna disporre di navi moderne con alti livelli di efficienza.
Oggi una nave costa varie decine di milioni di dollari, e solo di carburante arriva a consumare di media 7000 dollari al giorno.
Non è vero che ci vogliono tre anni per varare una porta container, ci sono cantieri che sono riuscite ad armare una nave in 12 mesi!!
Comunque rimane sempre il probblema della sostenibilità di un commercio mondiale, che è di fatto deformato da fattori che hanno poco a vedere con la competitività.

-IL Compasso-

Scritto il 16 settembre 2009 at 08:00

Non c’è di che Capitano #27…non c’è di che…è così!
Felice quel giorno che mi imbarcai/imbarcammo…
La tecnologia Capitano è sempre l’uso che se ne fa…Tu lo
sai bene…
E non poteVi farne uso migliore…
E’ vero un fuoco scoppiettante nel camino e un cielo stellato, come non se ne vedono in pianura, sono cosa rara…e noi siamo, sempre di più, semplicemente,”foglie al vento”.
Ma…e non voglio scivolare nel “mieloso”, :-) una calda fiamma riscalda il nostro Viaggio costellato di “stelle”…non le vedi??
Preziose”stelle” che non brillano di luce riflessa, sono 2000 ogni giorno.

Alcune Capitano ho avuto il piacere di vederle da vicino e Ti assicuro…che non hanno nulla da invidiare a ciò che sta nel cielo…in quanto al calore… bhè con l’energia che emanano bastano per scaldare una città intera.:-)

Valentina

p.s non ho ancora avuto modo di leggere il libro di JK Galbraith, lo farò presto Grazie.
Anche l’autore segnalato da Dorf, Maurice Allais…Tu Dorf hai già letto tutto!!??

utente anonimo
Scritto il 16 settembre 2009 at 08:01

potrei sapere che effetti vi sono con una tempesta valutaria e se vi sono modi per passarvi indenni?
PORTELLO

utente anonimo
Scritto il 16 settembre 2009 at 10:35

Vorrei fare una precisazione: il mio pessimismo è frutto di un continuo conflitto tra quello che vedo e quello che spero.

Una sana dose di paura, scetticismo e razionalità non guasta, ma non bisogna esagerare.

Quello da cui sto cercando di guardarmi con molta fatica l’ho chiamata “Sindrome di Denethor”: chi ha letto il Signore degli Anelli dovrebbe sapere ci cosa parlo:
Il signore dell’impero di Gondor disponeva di una pietra veggente, in grado di mostrargli cose lontane, e lui la utilizzava per spiare il nemico che lo assediava. Ma non si rese conto che il nemico guidava la sua vista, e pur non potendolo soggiogare direttamente, gli mostrava solo quello che desiderava, e cioè la invincibile forza dei suoi eserciti, e le molte sconfitte subite dagli alleati. GLi occhi del signore di Gondor non vedevano più che sconfitta e rovina, e caduta, e perse ogni speranza, e infine anche la ragione.

QUesto perchè basava le sue speranze solo sulla forza e solo su se stesso, e i suoi occhi non vedevano, ne il suo cuore avvertiva, che altre forze benigne erano pur all’opera, umili e silenziose, e la speranza continuava a vivere.

Ecco.
Io non voglio essere come Denethor, e se sono qui è per cercare di vedere le umili forze benigne all’opera, e non abbandonare la speranza.

Saluti
Phitio

utente anonimo
Scritto il 16 settembre 2009 at 13:16

Quoto in pieno Phitio al #7

Forse perchè chi ha esplorato un po’ il mondo del peak-oil riesce a vedere con un pochino più di chiarezza le cause e gli effetti di ciò che sta succedendo.

La via è veramente tracciata per i prossimi anni, non saremo noi a sceglierla/imboccarla ma la depletion petrolifera ci obbligherà (ripeto obbligherà) a scalare tutti i nostri consumi in proporzione.

Quindi occorre pensare con anticipo, a livello individuale e di società, quali sono le cose e i valori prioritari da conservare e mantenere.

Ed occorre pensare per tempo e non lasciarsi trascinare da scelte irrazionali e istintive indotte da periodi di emergenza o carenza.

Ora è il tempo della decisione, subito dopo verrà il tempo dell’azione.

Niente scorte alimentari e manuali di sopravvivenza (lo so, Cuculo, era una battuta), ma cooperazione e deglobalizzazione, questo il nocciolo del futuro agire.

Nessuno da solo e in nessun tipo di rifugio può minimamente pensare di cavarsela.

L’ivestimento in fonti alternative/rinnovabile è sicuramente positivo (molto meglio che finanziare il mercato dell’auto o le centrali nucleari) ma non deve essere visto come la panacea o il mezzo con il quale ritornare agli antichi bagordi; sarà solo il supporto con cui effettuare quella planata verso livelli inferiori che ci dobbiamo attendere (livelli comunque vivibili anche se un po’ più spartani, per evitare di instillare in chi legge visioni catastrofiste).

Questo però sarà un processo di difficile attuazione e deve partire dall’alto, assolutamente dall’alto, non può essere lasciato alla pura iniziativa privata del cittadino (seppur molto meritevole), altrimenti non avrà nessuna possibilità di compiersi

Hunter76Lima

utente anonimo
Scritto il 16 settembre 2009 at 13:46

Per Cuculo #23,

non 50 anni cuculo, 20 sono finanche troppi.
Hai una fiducia un po’ troppo estesa sul fatto di scampare alle future crisi ed emergenze …. il futuro che vuoi costruire per i tuoi figli non potrai realizzarlo in un contesto lineare come in quello attuale ma in un contesto turbolento, purtroppo.

E forse a quel punto le tue priorità cambieranno.
Spero di no ma non ti è dato saperlo ora.

Per altapat #22

Veramente interessante il link da te postato.

Vedo che sia tu che Phitio scrivete anche su altri blog (vedi Petrolio) e penso che Giobbe sia anche lui uno dei nostri.

Mi raccomando, proseguite in questa campagna di informazione perchè le file di peak-oiler si stanno ingrossando e il messaggio sta diventando sempre più diffuso e sensato

Per Anonimo #17,28

Sì, anch’io condivido. Penso che Andrea si riferisse a Citi. Che altro può essere !?!?

utente anonimo
Scritto il 16 settembre 2009 at 13:50

grazie andrea …40
sempre disponibile

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