COMMERCIAL REAL ESTATE: CRE…PE IMMOBILIARI!

Scritto il alle 07:44 da icebergfinanza

Sono ormai due anni che navighiamo insieme e nonostante ciò la consapevolezza è un oceano che ben pochi amano frequentare.

Sembra realmente di essere tornati indietro nel tempo, sino all’alba della madre di tutte le crisi, dove un veliero fantasma e il suo equipaggio, navigavano nella nebbia perenne, in preda alla loro folle visione di un’economia e di un sistema ormai giunto sino alle soglie del suo tramonto, un tramonto figlio di una insostenibe e irrazionale crescita infinita.

Prima di concentrarci sul mercato immobiliare commerciale, vorrei che la nostra consapevolezza si spingesse al di la della speranza. 

Ho davvero sperato sino all’ultimo istante di intravvedere nella nebbia una possibilità di cambiamento in questo sistema, un sistema prigioniero di se stesso, ostaggio della finanza, un mondo di carta dove l’uomo è un mezzo e non il fine.

Talvolta da nord spira il vento di coloro che osservano con compassione questo viaggio, intravvedendo solo ingenuità e incapacità di comprendere che nulla cambia, tutto è per sempre uguale. In fondo è la stessa ingenuità, figlia di un sistema che a sua volta non vede alternative allo Status Quo, condito da dichiarazioni di cambiamento puramente casuali.

Una delle miei opinioniste preferite, Caroline Baum, su Bloomberg, ci spiega come ciò che si vede è anche ciò che è invisibile. Raccontando un saggio di Frederic Bastiat, un economista politico francese del 19° secolo, Caroline, racconta la storia di un negoziante che assume un vetraio per riparare una finestra rotta, fornendoli quindi lavoro e reddito, ovvero tutto ciò che si vede.

Ma ciò che non si vede, ciò che è invisibile è ciò che il commerciante avrebbe fatto se egli non avesse dovuto pagare il vetraio. Egli potrebbe aver comprato le scarpe per i suoi figli, che forniscono reddito al calzolaio, il quale a sua volta può acquistare la pelle per produrre più scarpe. Il guadagno del vetraio è la perdita del calzolaio. Non vi è alcun guadagno netto, senza la creazione di posti di lavoro o di redditi, da questa transazione.

La cosidetta " Broken Window Fallacy " sembra che possa essere applicata a tutte le spese pubbliche. Ricordatevi di questo particolare lo ritroveremo più avanti. Ritengo che la spesa pubblica sia inevitabilmente necessaria per sostituire la mancanza di domanda aggregata, ma vi sono molti modi di spendere soldi e spesso si gettano al vento.

Ritengo inoltre assurdo ogni qualvolta un’economia ha bisogno di una pausa di riflessione per smaltire le tossine di un precedente eccesso che le banche centrali innondi di liquidità il sistema per favorire l’ennesima bolla finanziaria. STOCKS!_THE_LATEST_FED_BUBBLE_CNNMONEY

Anche se il concetto di liquidità è nebuloso, non c’è alcun dubbio sul fatto che i banchieri centrali di tutto il mondo hanno versato ingenti somme di denaro nei mercati per alleviare la crisi finanziaria. Dato il via libera, l’appetito degli investitori ( io gli chiamerei semplicemente speculatori, gente che compra senza alcuna visione razionale della situazione………) per il rischio elevato ha fatto decollare i mercati.

Ricordate la ormai leggendaria "tarda primavera del 2009" punto di arrivo intermedio di questa prima fase della crisi, che il molti post avevo prospettato in passato? Ebbene senza l’intervento di mani invisibili che prima hanno affossato oltremodo il mercato e poi lo hanno sollevato dalla disperazione, quella era la naturale evoluzione di questi mercati, che avrebbero risentito del temporaneo influsso della spesa pubblica e della massiccia liquidità immessa dalle banche centrali.

Poi inevitabilmente gli squilibri strutturali di questa crisi sarebbero ritornati alla luce, come lo saranno molto presto al di la di un’illusione che vede utilizzare incentivi destinati ad un solo settore per far balzare il mitico e ormai lesionato PIL americano.

Dal 2001 hanno dovuto "inventarsi" la favola del MEW, ovvero la possibilità di rinegoziare e finanziare i propri consumi attraverso l’aumento del valore delle case, mentre oggi ci si affida alle rottamazioni, effimero sogno di una ormai tarda estate, come ogni incentivo fiscale una tantum che si rispetti.

Ieri sono usciti i dati relativi alla produttività americana, ovvero quanto un essere umano riesce a produrre in rapporto alle ore lavorate, altro fantastico dogma assoluto di questo tempo, esplosa a braccetto con il crollo del costo del lavoro.

Tra le cause principali di questa crisi, non dimenticate mai, dal punto di vista macroeconomico, il crollo dei redditi in questi anni associato ad un eccesso di produzione stellare, uno dei sintomi innascoltati della GRANDE DEPRESSIONE del ’29.

Zibordi su Cobraf ci racconta che…..

Biderman (che non è un tipo bizzarro sempre negativo, ma uno che da anni ricalcola in proprio tutti i dati economici e ha anche come socio di minoranza Goldman Sachs, li ascolta poi alza gli occhi al cielo e dice che gli sembra di essere quello con un occhio solo circondato da ciechi

Dice, ma avete notato che ieri il BEA ha rivisto tutti i dati economici degli ultimi anni ed è venuto fuori che stipendi e salari sono calati del -5% invece che del -1% stimato, il peggiore calo dagli anni ’30 in termini nominali e questo ovviamente implica che anche i dati di occupazione stimati di cui si parla oggi (tipo quelli usciti venerdì) saranno rivisti in basso drasticamente ?

I "dati" che escono sono stime basate su sondaggi e un modello statistico e sono quelli che muovono i mercati sul momento, ma poi sono sempre rivisti dopo sei mesi quando arrivano i dati veri delle trattenute in busta paga che mostrano la realtà perchè quando paghi le tasse è un dato vero e definitivo. E i dati fiscali appena usciti mostrano un crollo dei compensi totali pagati e quindi dice Biderman sono compatibili con perdite di posti di lavoro reali ancora sui 450mila al mese, non 250mila al mese come indica la stima del governo di venerdì.

Noi questo lo sappiamo bene, negli ultimi post abbiamo parlato di questo, sono due anni che parliamo che di revisione in revisione, la realtà non è altro che una continua serie di recessioni, un po come nella "Lost Decade" giapponese, si sale sulla fantasia e si scende nella realtà.

Tanto per dire in Italia il dato finora di totali di stipendi e salari non mostra un calo e nemmeno in Francia, ma in Giappone mostra un -7% secco dal 2008 e in USA è appena uscito e mostra un -5%, è un dato drammatico e mai visto dal 1940 di cui per ora nessuno parla

Con un -5% di stipendi e salari non hai una ripresa dei consumi specie se sommato ad un calo del credito al consumo per la prima volta nella storia e il fatto che circa 30-40 milioni di persone devono come mutuo alla banca più di quello che vale la casa per cui si sentono strangolate e meditano di non pagare il mutuo e andare in affitto.

Hai appena perso 6 milioni di posti di lavoro e ne stai perdendo ogni mese ancora 250 mila secondo il governo (secondo Biederman sui 450mila), gli stipendi sono scesi del -5% in un anno, la ricchezza totale (case, azioni ecc…) è scesa del -30%… la gente si fa pignorare la casa per ridurre il carico del debito anche se potrebbe pagare le rate e di colpo ora come conseguenza il tasso di risparmio americano sta salendo (è ora al 4% più alto di quello giapponese e coreano e vicino a quello italiano!), perchè milioni di persone in America si sentono insicure da tutti i punti di vista e vogliono risparmiare.

Chissà da dove arriverà la domanda che crea la ripresa che vedono in borsa (al di là un aumento di spesa statale per 1/3 già consumato, scaglionato su 2-3 anni e compensato da tasse locali in aumento ovunque perchè le entrate fiscali sono giù del 15%…)

Ne abbiamo parlato proprio ieri, io e Raffaele Mascetra, le revisioni sul costo del lavoro e sui redditi, sono un po come le onde dell’oceano scendo e salgono ad immagine dell’esigenza stessa dei mercati, attenzione al dato di giovedi, sulle vendite al dettaglio uno spartiacque epocale, nella dinamica futura del mercato, ma non chiedetemi come lo interpreterà il mercato.

Questa è probabilmente la realtà che ci attende, altro che riprese stellari, un sali e scendi continuo, una pausa di riflessione lunga un decennio……..

Thanks to Hussmanfunds

Solo e sempre domanda pubblica per i prossimi anni, nessuna altra possibilità. sino a quando questo sistema non avrà trovato un nuovo equlibrio, il deleveraging è imponente e abbastanza generalizzato nei paesi occidentali!

Oltre 780 miliardi di stimoli fiscale a febbraio a favore dei contribuenti, come meglio il governo ritiene opportuno stanziare. La spesa governativa ci mostra la magia della crescita del PIL!

Costruttori di auto, produrre più auto, giusto per soddisfare la domanda che non c’è, perchè è sostanzialmente inesistente in un settore oberato da un eccesso di sovraproduzione, ( ed esaltare le previsioni di aumento del PIL aggiungo io…… ) ecco ciò che si è visto! Vecchie medicine, per nuove malattie!

Ciò che è invisibile, è ciò che sarebbe stato prodotto dal settore privato, se il governo non avesse confiscato i redditi futuri attravreso la fiscalità, in poche parole, ipotecando le generazioni future e non.

Io aggiungerei inoltre che si sarebbe evidenziata la totale insostenibilità di una produzione che non ha nulla a che vedere con la reale domanda di consumo.

Ecco quindi uno dei denominatori comuni di questa crisi con quella del ’29, come sottolineo da tempo,  sovraccapacità produttiva, che Mario Deaglio sul Sole 24 Ore ricorda come uno squilibrio al quale è sbagliato pensare al suo superamento in termini di mesi o trimestri: occorrerà più tempo, uno o due anni sottolinea, mentre io penso che ci vorrà molto più tempo, il tempo necessario al completamento della ricomposizione degli squilibri di questa crisi, un periodo di stagnazione prolungato, alternato da eccessi in ambedue le direzioni.

Cash for clunkers requires that trade-ins be scrapped, whether they are fully depreciated or not. How is destroying something good for the nation? James Hamilton, professor of economics at University of California, San Diego, says cash for clunkers adopts the worst of the New Deal policies and adapts it to today’s circumstances. ( Bloomberg )

Secondo Hamilton di Econbrowser, oggi il governo americano sta adattando le peggiori politiche del New Deal alla situazione contingente, rottamazione di autoveicoli come macellazione del bestiame e nuove colture nella Agricultural Adjustment Act of 1933.

I mercati vivono una nuova bolla, qualunque cosa vi raccontino gli analisti tecnici e i pseudoanalisti fondamentali, siamo di nuovo in compagnia di Alice, nel suo meraviglioso mondo delle meraviglie, dove in fondo …..

Il Bruco rivolgendosi ad Alice le chiese: Chi sei, bambina?
 
In questo momento non lo so, signore. Se potessi lo farei, ma purtroppo sono confusa, ho cambiato dimensioni dieci, cento, mille volte e questa è una cosa che sconcerta!
Devo dirti una cosa importante, bambina!
 
Ricordati di non perdere mai la calma, qualunque cosa accada!

E ora torniamo al nostro titolo, CREpe immobiliari, analisi, si tratta solo di una ulteriore analisi che conferma come in molti ormai attratti dalla leggendaria luce in fondo al tunnel dimenticano le variabili dormienti di questa crisi.

Abbiamo più volte ripetuto in passato che storicamente una crisi del settore immobiliare commerciale e un crollo degli investimenti avviene a recessione in corso e spesso a recessione avanzata o verso la sua conclusione.

Diamo prima un’occhiata ai volumi dei vari mercati della madre di tutte le crisi:

Se al settore commerciale immobiliare CRE che conta per circa 3.500 miliardi di dollari, aggiungiamo anche alcuni settori speculari come il Commercial & Industrial e il Construction & Development per altrettanti 1.600 miliardi otteniamo un potenziale mercato complessivo di 5.100 miliardi ovvero un importo totale che supera l’intero ammontare dei mutui prime.

Sul blog di Elizabeth Mac Donald della FOXBUSINESS si discute della deconda ondata della crisi del credito, una crisi che secondo alcune indiscrezioni, come abbiamo già visto, è sul tavolo della Federal Reserve e che probabilmente non mancherà di polarizzare l’attenzione nei prossimi mesi.

Prices in commercial real estate have fallen about 39% from the peak in mid 2007, according to the Massachusetts Institute of Technology’s Center for Real Estate, with no signs of the plunge stopping.

IL MIT Center for Real Estate è uno dei maggiori istituti che seguono le evoluzioni del mercato immobiliare commerciale americano, evoluzioni che vedono crollare i prezzi del 39 % dal loro picco della metà del 2007. I dati provenienti da Moody’s Investors Service, mostrano un declino similare.

Il crollo del 39 % ha già sorpassato la crisi immobiliare commerciale risalente agli anni 90, quando i prezzi diminuirono del 27 %, la crisi delle Savings & Loan.

Se poi al crollo dei valori immobiliari commerciali aggiungiamo anche il crollo del costo degli affitti ( peggior calo dal 1999 ) che nel secondo trimestre ha assecondato gli esercizi dei centri commerciali rimasti sfitti nella misura del 10, ricordiamo l’impossibilità di acquistare a leva, indebitandosi e il rialzo dei tassi, come dice CalculatedRisk, il tutto assomiglia ad una bomba ai neutroni che distrugge gli investitori ma lascia in piedi gli edifici, completamente vuoti.

Se mai qualcuno potesse sperare di assistere ad un mercato immacolato esente dall’influsso dei derivati, ebbene vi è la seria possibilità di assistere ad un incremento delle svalutazioni nell’ordine dei 1.500 miliardi di dollari.

Abbiamo già sottolineato come le banche regionali sono le più esposte alla crisi in arrivo del CRE, banche che non hanno potuto partecipare al Subprime Party e che quindi hanno concentrato i loro impieghi supportando la follia commerciale.

Banche come Wells Fargo, Citigroup, Bank of America sino alle banche regionali quali,  Regions Financial, SunTrust, KeyCorp e altre stanno già subendo l’erosione nei loro bilanci, un’erosione che nel caso di Well Fargo e Morgan Stanley sono estremamente sensibili.

Regions, Marshall & Isley, SunTrust, Zions, e Comerica hanno dovuto intingere il pennino nell’inchiostro rosso contabile, costituendo riserve per affrontare maggiori prestiti inesigibili. Altre compagnie come General Electric, Marriott International e la coppia Fannie Mae e Freddie Mac sono in difficoltà.

Ma la FailedBankList della FDIC ogni venerdi ci ricorda quale sia l’inevitabile realtà!

Secondo il Congressional Oversight Panel, incaricato di osservare l’andamento dei famigerati 700 miliardi di dollari del programma di sostegno federale ( TARP ) l’evoluzione del mercato commerciale e della recessione, costituisce un serio pericolo per i bilanci delle piccole banche, quelle troppo piccole per non essere lasciate fallire.

Si ricorda che il famigerato PPIP aspirapolvere governativo che dovrebbe aspirare i mutui tossici dal tessuto economico/finanziario americano, prevede solo il trattamento dei mutui ipotecari e non l’intera gamma di prestiti. 

Come più volte osservato in passato, le banche regionali hanno un’alta concentrazione di mutui "tossici" e una ridotta possibilità di accesso al mercato dei capitali.

About $1.4 tn of commercial real estate mortgage loans will be maturing within the next five years, and as much as $750 bn will be maturing in less than three years, says Steven Sandler, chief executive officer of the private equity firm Crosswind Capital in Rye, NY.  An estimated $165 bn to $204 bn in US commercial real estate loans could be maturing this year alone, analysts estimate.

….prestiti che andranno necessariamente rifinanziati. Le banche e le compagnie assicurative, non hanno la capacità patrimoniale per rifinanziare le scadenze dei prestiti commerciali e la cartolarizzazione è sostanzialmente moribonda.

Non resta quindi che la Federal Reserve, onnipotente, che domani non mancherà secondo la mia opinione di far riferimento a questo settore:

By expanding the Term Asset-Backed Securities Loan Facility, or TALF program, the Fed can offer loans at cheap rates to investors to buy commercial mortgage-backed securities, or CMBSs, and not just securitizations for consumer financings such as auto loans and student loans.

A proposito di cartolarizzazioni…..

MILANO (MF-DJ)–Le operazioni di cartolarizzazioni di mutui residenziali hanno mostrato in Italia nel 2* trimestre un ulteriore leggero deterioramento a livello di performance. E’ quanto emerge da un report di Standar & Poor’s, secondo cui, pur a fronte di una generale stabilizzazione delle performance, diverse operazioni continuano a sottoperformare il resto del mercato a causa del sottostante portafoglio mutui piu’ rischioso. Comunque, secondo l’agenzia di rating, il settore italiano delle cartolarizzazioni di mutui residenziali potrebbe beneficiare dal miglioramento delle condizioni di accesso al mercato nel secondo semestre dell’anno. Tuttavia alcuni benefici saranno limitati dal rallentamento delle attivita’ economiche e dal peggioramento dei livelli occupazionali, che potrebbero influenzare negativamente le performance delle operazioni. Red/est/mur

Ecco perchè oggi più che mai l’occupazione è un indicatore anticipatore o al massimo contingente di questa crisi, ma gli economisti sono fissati ai loro modellini del passato e hanno ancora da comprendere il presente!

A partire dal primo di giugno i  commercial mortgage-backed securities (CMBS) sono qualificabili come garanzie reali per prestiti, per un periodo di cinque anni.

Se mai non bastasse la nemesi in atto, ecco che spesso a turno, le agenzie di rating fanno esplodere la loro consapevolezza e dopo aver innondato il mercato di prodotti strutturati al alta definizione, massima sicurezza garantita, ( RATING AAA ) procedono a pesanti e sensibili downgrade sulle emissioni legate al mercato immobiliare commerciale, mettendo nel mirino le emissioni datate 2005/2007.

Il 14 luglio S&P ha declassato 19 blocchi di prodotti strutturati per complessivi 7,6 miliardi di dollari emessi da RBS Greenwich Capital & Goldman Sachs nel 2007 passati direttamente dalla valutazione massima ad una sola tacca sopra lo stato di titoli spazzatura " Junk Status ".

Il che precluderebbe in sintesi la possibilità di accedere alla ciambella di salvataggio offerta dai programmi governativi. Ovviamente come si ricorda nell’articolo recentemente il Financial Accounting Standards Board, ha dato la possibilità di valutare con maggiore flessibilità gli attivi e le segnalazione di possibili perdite al sistema finanziario.

Nella sostanza un pò come accadde nella crisi giapponese dell’ormai ventennio perduto, il settore finanziario ha la possibilità di registrare i propri attivi, dimostrando che tali titoli verranno tenuti sino alla naturale scadenza, con un valutazione soggettiva sul reale rimborso.

C’è da ricordare inoltre che, le cartolarizzazioni, hanno storicamente fornito la maggior parte della liquidità per i mutui ipotecari commerciali, rifinanziamenti ora sostanzialmente glaciali, in sintesi inesistenti.

230 miliarsi di CMBS ( cartolarizzazioni commerciali )  nel 2007 si confrontando con i 10 miliardi del 2008 e i quasi zero sino ad oggi. In un anno secondo Realpoint, l’incremento dei default è stato di circa il 585 % su un pacchetto di mutui commerciali da 26 miliardi, 13 volte il minimo di 2,21 miliardi registrati nel 2007.

Inutile riportare le percetuali previste da qui a fine anno! Secondo un analista di Deutsche Bank, il pericolo viene dai prestiti concessi dalle banche che solitamente esprimono scadenze di molto inferiori ai dieci anni del mercato CMBS.

Sul sito della FOXBUSINESS, se volete potrete trovare un intero poema sulla situazione attuale del settore commerciale immobiliare americano e sulle sue dinamiche future, dinamiche che in sintesi ricordano da vicino quelle del decennio perduto.

Ecco la suddivisione per esposizione al settore commerciale:

Commercial banks – $1.5 tn     S&Ls – $300 bn   

CMBS/Conduit Issuers – $900 bn (meaning the money warehoused by financial firms and the like in off balance sheet entities, such as structured investment vehicles–it’s unclear how much may come streaming back onto balance sheets thanks to new accounting rules);

Life insurers – $300 bn;   Fannie and Freddie – $190 bn;  Private lenders and others – $350 bn.

Concludendo un nostro compagno di viaggio mi ha chiesto per quale motivo l’indice dei noli marittimi, il BALTIC_EXCHANGE_DRY_INDEX torna a scendere in maniera sensibile……

Baltic Exchange Dry Index (BDI),
exponential average in red.
200 day exp. avr. green
…….la risposta è semplice! Il volo speculativo delle materie prime, l’illusione di una ripresa della produzione supportata da un aumento del traffico marino, non è altro che il tramonto dell’accumulo di materie prime messo in atto dalla Cina in questi ultimi mesi, accumulo che come potete vedere nella notizia qui sotto si deve confrontare con un surriscaldamento dell’indebitamento ad oltranza, come alcune industrie si sono espanse troppo rapidamente.
Aug. 7 (Bloomberg) — China Construction Bank Corp.President Zhang Jianguo said the nation’s second-largest bank will cut new lending by about 70 percent in the second half to avert a surge in bad debt.  “We noticed that some loans didn’t go into the real economy,” Zhang, 54, said in an interview yesterday at the bank’s headquarters in Beijing. “I feel that some industries are expanding too rapidly. For example, housing prices are rising too fast, and housing sales are growing too fast.” 

Il presidente americano Barack Obama oggi ha detto che l’economia statunitense non è "fuori pericolo", nonostante i segnali di ripresa degli investimenti nel settore delle imprese.( Reuters 11 agosto 2009 ore 19.37 )

Qua e la qualche sprazzo di realtà, strano che non abbia detto …..non è ancora "fuori pericolo", ma nella tempesta perfetta, nell’oceano in tempesta, si stramba che è un piacere, un giorno si e uno no! 

Icebergfinanza come un cantastorie che si  esibisce nelle strade e nelle piazze delle città!  

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53 commenti Commenta
Scritto il 12 agosto 2009 at 07:36

Che ci vuoi fare Capitano, anche i venti che spirano da nord servono…lasciamoli
spirare, tanto vengono contrastati da un caldo libeccio.

Ricordate che il vostro cuore nasconde un Vento inesauribile. (Stefano Biavaschi)

“Natan, il suonatore di flauto, si accorse che quando il sole,all’alba,usciva dal mare, gli sussurrava parole di vita…

http://www.ilprofetadelvento.it/Presentazione.htm

Un vento caldo, quotidianamente spira qui, ed è questo che amiamo seguire…

Superlativo post anche oggi…super…
GRAZIE!
Valentina

utente anonimo
Scritto il 12 agosto 2009 at 07:53

Capitano mio Capitano grazie.

utente anonimo
Scritto il 12 agosto 2009 at 09:03

Su repubblica di oggi articolo di Krugman: secondo lui anche se persistono pericoli per l’economia, il peggio sarebbe stato evitato grazie all’azione del governo.
Sarò presuntuosissimo, ma secondo me non ha capito niente.
Gab

utente anonimo
Scritto il 12 agosto 2009 at 09:04

Veramente DEVASTANTE.!

Ormai è certo, Capitano Andrea promosso ministro mondiale d’economia sostenibile…nel nuovo sistema economico che verrà !

Grazie Vale per il link…interessantissimo
“Molti consumano mani ed unghie per scalare montagne interiori, e, arrivati in cima, non trovano la Perfezione ad aspettarli, e spesso non fanno che precipitare di nuovo dall’altro versante. Ma la Perfezione non è in cima a un monte, tanto che possiate dire: Scalando la raggiungerò. ”

Altapatagonia

utente anonimo
Scritto il 12 agosto 2009 at 09:07

Grazie anche da parte mia,
grazie per aver ancora una volta acceso una luce sulla realtà.
Io comunque sono mesi che ripeto a tutti quelli che incontro che a Ottobre la realtà si spalancherà davanti agli occhi di tutti.
Lo penso perché sicuramente a settembre molte aziende non riapriranno e molte che sono riuscite a resistere e riaprire si ritroveranno il vuoto pneumatico nella lista degli ordini. A quel punto i dati che usciranno a ottobre, disoccupazione, ordini ecc. saranno drammatici.
Poi il grafico che hai inserito nel post riguardante l’andamento dei mercati non lascia dubbi. Ci si aspetta di oscillare intorno al 50 % del valore per un lungo periodo. Infatti credo che il mercato ricalcherà l’andamento di un anno fa quando proprio a settembre crollo.

Massimiliano

utente anonimo
Scritto il 12 agosto 2009 at 10:07

Bravissimo, come sempre chiaro e trasparente.

utente anonimo
Scritto il 12 agosto 2009 at 10:21

LA LUCE IN FONDO AL TUNNEL probabilmente è solo …una presa d’aria a metà del tunnel.

utente anonimo
Scritto il 12 agosto 2009 at 10:30

SI SVEGLIERANNO?

Leggendo i giornali ascoltando la gente ti rendi conto come è facile manipolare le masse. Quando qualche volta provavo a spiegare la situazione reale dell’economia, vedevo persone che rimanevano con la bocca aperta, con quell’aria compresa fra il drammatico e l’incredulo.
Alla fine sono arrivato alla conclusione che per quanto si lotti per cercare di salvare qualcosa, alcuni sono destinati al macello e non c’è nulla da fare.
Dispiace per i posti di lavoro persi, per i risparmi di una vita andati in fumo, ma la gente si deve dare una svegliata.
Noi non stiamo pagando il modo spegiudicato di agire, di un pugno di banchieri, noi stiamo pagando la nostra ignavia.
Amiamo fare una vita da perfetti inconsapevoli, dispezziamo il sapere e la conoscenza, elogiamo l’effimero, bene “signori noi tutti”……preparatevi perchè sta arrivando il conto!

-IL compasso-

Scritto il 12 agosto 2009 at 11:09

Non c’è di che…non c’è di che Altpatagonia, sono molto-molto contenta che Ti piaccia, :-) leggi anche il libro…

E il tuo Capitano di libro ??
Quando uscirà, anzi prima,festeggiamo sul Veliero…vero!? :-)Supporto la proposta di Altapatagonia, c’è da festeggiare anche questo evento!!

Navighiamo…navighiamo
Valentina

utente anonimo
Scritto il 12 agosto 2009 at 12:34

ciao, mi sa che di economia non capisco nulla :-) seguo seguo ma non trovo il bandolo della matassa… mi sa che in un post vecchio si diceva, Gandhi diceva :-), la verità…: vivi l’oggi e avrai una vita piena..

utente anonimo
Scritto il 12 agosto 2009 at 12:55

cavolo…. se non ci fosse valentina ci sarebbero metà post

utente anonimo
Scritto il 12 agosto 2009 at 13:07

Buon giorno a tutti. Spendido, come sempre, Andrea. Una cosa non ho capito a fondo. Il concetto della disoccupazione come indicatore anticipatore o al massimo contingente di questa crisi, e non piu indicatore del passato.Se qualcuno mi volesse spiegare ancora questo passaggio importante lo ringrazio anticipatamente. Paolo.

utente anonimo
Scritto il 12 agosto 2009 at 13:23

perchè l’uomo torni uomo stringer deve un patto eterno e fedele con la terra, la pietosa, antica madre.

Scritto il 12 agosto 2009 at 13:56

Paolo…ci provo io… timidamente… :-):-)siate clementi…

per quel che ne so e che ho compreso, sostengo la
tesi che dice che il mercato è morto. Sappiamo che la crisi non è solo finanziaria ma prioritariamente ha investito tutti i livelli, classe media inclusa, senza precedenti. Il mercato si è/è
fortemente decorrelato dalla situazione economica reale e non la rispecchia più.
Il dato sull’occupazione, importante indicatore anche di coesione sociale, rimane, uno dei pochi, se non l’unico dato “trasparente”, leggibile dell’andamento economico di un paese o di una nazione.
La stessa Banca mondiale ha lanciato l’allarme per una unemployment crisis, ossia una crisi dell’occupazione che rischia di spegnere i timidi segnali di una stabilizzazione dell’economia…Crisi dell’occupazione unita all’attrettanto inascoltato sintomo, che ci indica in grassetto il capitano, che molti non vogliono sentire, di crollo dei redditi, come mai era successo prima…il quadro rimane tutt’altro che confortante….

Spero di aver risposto in modo adeguato…e non troppo semplicistico…c’è un’altra risposta?
Ciao
Valentina

p.s mi auguro di non aver fatto brutta figura, dopo 2 anni e più di navigazione, altrimenti Capitano mi attendono pesanti ripetizioni… :-):-)
p.s2 #11 suvvia non esageriamo, :-):-)bello il commento #13..ma chi siete…chi siete!??

Valentina

utente anonimo
Scritto il 12 agosto 2009 at 14:08

Lehman: battaglia legale con Aig sui credit default swap

NEW YORK (MF-DJ)–Si inasprisce la battaglia legale fra due dei protagonisti piu’ illustri della crisi finanziaria internazionale: Lehman Brothers e American International Group. Lehman ha chiesto a un giudice fallimentare statunitense di imporre ad Aig il pagamento di milioni di dollari di credit default swap che quest’ultima ha venduto alla banca d’investimento. Oggetto del contendere sono una serie di negoziazioni fra le parti riguardanti credit default swap, che hanno la funzione di trasferire l’esposizione creditizia di prodotti a reddito fisso tra le parti, agendo quindi come copertura assicurativa per il sottoscrittore di un’obbligazione. Lehman Brothers afferma che Aig sta cercando di “sfruttare” il procedimento fallimentare che la sta riguardando, nel tentativo di rinviare il piu’ possibile il pagamento almeno fino a quando il mercato non tornera’ piu’ favorevole. Il portavoce di Aig preferisce non rilasciare commenti.

utente anonimo
Scritto il 12 agosto 2009 at 19:04

(ANSA) – NEW YORK, 12 ago -Ben Bernanke va confermato,ci sono il 71% di possibilita’ che Obama lo faccia restare a capo della Fed per un sondaggio del W.S.Journal.Economisti e analisti, quindi, ritengono Bernanke vada confermato e che la recessione americana iniziata nel dicembre 2007 si possa dire ormai finita col pil che nel terzo trimestre e’ previsto in progresso del 2,4%. Il mandato di Bernanke scade nel gennaio 2010.”Merita molto credito per aver stabilizzato i mercati finanziari. Inoltre la fiducia nella ripresa ne sarebbe danneggiata se non venisse riconfermato” commenta Joseph Carson di AllianceBernstein.”La continuita’ e’ critica nelle crisi. E Bernanke e’ il migliore in questo ruolo” aggiunge Diane Swonk di Mesirow Financial. Degli interpellati solo sei si attendono che la Fed aumentera’ i tassi di interesse entro l’anno, mentre molti si attendono una stretta pero’ gia’ nel 2010. Un terzo degli economisti scommette infine su tassi fermi fino al 2011 o piu’ avanti. La Fed comunichera’ in serata le proprie decisioni ma sembra scontato che i tassi resteranno fra lo 0 e lo 0,25%. Ora quindi l’attenzione e’ concentrata sulla politica di exit strategy, stabilire quale forma di sviluppo ci si possa permettere dopo una profonda diagnosi dello stato dell’economia. (ANSA).

sembra quasi tutto finito…………alzano i tassi……..mahhhhhhhhhhhhhhh

utente anonimo
Scritto il 12 agosto 2009 at 20:51

Complimenti al Capitano Andrea per l’articolo di oggi; voglio riportare una frase dell’articolo che condivido al 100%; “Ho davvero sperato sino all’ultimo istante di intravvedere nella nebbia una possibilità di cambiamento in questo sistema, un sistema prigioniero di se stesso, ostaggio della finanza, un mondo di carta dove l’uomo è un mezzo e non il fine”.

Guardando la TV, certi siti Internet e parlando con la gente “della strada” sembra veramente che la crisi sia finita e che nei prossimi mesi ci sarà la “fantomatica” ripresa (Il Compasso #8 l’ha scritto meglio di mè hehehe). Ma non tutte le persone ci credono a questa futura ripresa….nell’aria ci sono cattivi presentimenti, le persone hanno sempre più difficoltà a mantenere un tenore di vita “adeguato” al passato.
Si stà cercando di tagliare tutte le spese possibili, un esempio; in questo momento stò lavorando in un posto turistico….e gira la voce ( a volte le “voci” sono più che semplici voci hehehe) che i fornitori di generi alimentari per i ristoranti, bar e alberghi hanno un calo di ordini dal 30 al 50 % (50% è forse esagerato!!!); si vede che le persone in vacanza preferiscono pranzare al sacco, o fare dieta.

Volevo anche rispondere a Valentina sull’ecologia e sulle energie alternative; posso garantire di persona che le energie alternative sono un buon affare….se fatte nel modo giusto, secondo le proprie esigenze e secondo il “territorio”. Naturalmente sono investimenti che si devono fare nel lungo periodo, per il futuro; non si può sperare di avere un ritorno in qualche mese.

Infine riguardo alla mia proposta di “unirsi in molti…con 1.000 euro a testa”, in questo momento ci sarebbe un’occasione per acquistare un 3-4 ettari di ottimo terreno per seminare ortaggi, allevare piccoli animali ecc ecc, insomma per far lavorare un paio di dipendenti (soci)….se a qualcuno interessa!!!! capisco lavorare è faticoso e si guadagna poco….e meglio fare trading o finanza hihihihi.

Un saluto

SD

utente anonimo
Scritto il 12 agosto 2009 at 21:26

Mentre su Eurostream tutto sembra chiaro, sul conto di Clearstream i dubbi sono molti, tanto che si è scritto un libro (Revelation$ di Denis Robert) e alcune indagini giudiziarie l’hanno coinvolta.
Bisogna ricordare che nel Mondo il 95% delle transazioni sono finanziarie, mentre solo il 5% riguarda beni e servizi, quindi si capisce facilmente il volume di denaro che circola dentro queste camere di compensazione; infatti Clearstream si occupa di circa 50.000 miliardi di Euro all’anno, con un profitto che nell’anno 2000 è stato di 215 milioni di Euro!!!!

utente anonimo
Scritto il 12 agosto 2009 at 21:27

La settimana scorsa il Baltic Dry Index – indice che misura in maniera composita noli e contratti di trasporto marittimo nel settore delle rinfuse solide – ha avuto la sua peggiore settimana dalle cadute verticali dell’ottobre-novembre 2009, lasciando sul terreno oltre il 17%, e perdendo oltre il 35% rispetto al punto di risalita che aveva raggiunto intorno al 3 giugno scorso, allorché tutti presero ad avere fiducia nella ripresa dietro l’angolo. La spiegazione è una sola: la Cina ha iniziato a tagliare da un giorno all’altro del 30-40% le massicce importazioni di cemento e acciaio che da inizio marzo corrispondevano al maxi sostegno all’economia domestica – mancando l’export verso i Paesi Ocse – basato su un gigantesco programma di infrastrutture. Ma a questa spiegazione “reale” se ne aggiunge una più profonda, di natura finanziaria. La Banca centrale cinese – leggete i comunicati nel suo sito e osservate come si possa essere essenziali su internet quando si è la potenza planetaria più forte per quanto riguarda il traino dell’economia mondiale – sta dando un taglio radicale all’eccesso di liquidità che alimentava l’eccesso di credito domestico. Nell’ultimo mese la crescita degli impieghi in Cina si è limitata a salire dell’equivalente di 52 miliardi di $, rispetto ai 248 – ! – del mese precedente.

AltaPata

utente anonimo
Scritto il 13 agosto 2009 at 00:20

X tutti, adesso non esageriamo i governi hanno firmato le cambiali con scadenza pluri decennale ,ci stanno dando tempo e nel frattempo ci adegueremo rimboccandoci le maniche sempre di piu’ per andare avanti cercando di mantenere quello che ogni persona con il lavoro si e’ guadagnato.Al futuro agricoltore SD per la Sua buona volonta’ gli faccio risparmiare l’aquisto dandogli in concessione 4.ooo mq. di terra a uso gratuito in cambio di ortaggi e frutti freschi con mezzo pollo nostrano al giorno per il fabbisogno della mia persona.Saluti da Gino.

utente anonimo
Scritto il 13 agosto 2009 at 00:26

X SD,Dimenticavo in piu’ devi aggiungere due mazzi di fiori freschi alla settimana per dare un po’ di colore e compagnia nella mia umile dimora.Ciao Gino

utente anonimo
Scritto il 13 agosto 2009 at 07:47

Luis Vuitton ha aperto una boutique di lusso a Singapore, segno che la ripresa dell’economia mondiale è già una realtà dall’altro lato del Pacifico.

….ma non è che ripartono e mi lasciano in riva … ad aspettare?

AltaPatagonia

utente anonimo
Scritto il 13 agosto 2009 at 08:06

immagino che svegliarsi la mattina con il naso all’insu’ porti a torcicollo e giramenti di testa, ma con l’arciolo di oggi passi quasi al penoso.
1) io non sento nessuno parlare di riprese stellari.
2) e’ positiva la tua presa di coscienza che non ci sarà alcun cambiamento, mentre e’ penosa la tua affermazione :

Ricordate la ormai leggendaria “tarda primavera del 2009” punto di arrivo intermedio di questa prima fase della crisi, che il molti post avevo prospettato in passato? Ebbene senza l’intervento di mani invisibili che prima hanno affossato oltremodo il mercato e poi lo hanno sollevato dalla disperazione, quella era la naturale evoluzione di questi mercati, che avrebbero risentito del temporaneo influsso della spesa pubblica e della massiccia liquidità immessa dalle banche centrali.

3) la crisi “finanziaria” e’ chiusa restano cose da riassettare e nuovi equilibri da ritrovare, mentre la crisi economica e’ tutt’altro che risolta, molto tempo deve ancora passare prima che le cose si aggiustino ma dimentica il giappone come esempio sei fuori luogo.

4) lascia stare i mercati non è il tuo mestiere.

Scritto il 13 agosto 2009 at 08:30

Altapatagonia Ti chiedo e mi chiedo? I “magnati” arabi hanno la rubinetteria dei bagni d’orata
e i bagni rivestiti di marmi pregiati…che noi ce li sognamo segno che tutti stanno bene!?
Ciao Valentina.

p.s curiosità quanto può costare? 900-1000-2000€ sinceramente la cosa mi preoccupa un po’, anche se sono contenta per Vuitton, il divario diventa sempre più insanabile….

#23 che tristezza…:-(
che Ti ha fatto Andrea?…ora forse è più facile…
io sinceramente nel lontano Marzo-aprile 2007, tutti in preda ad una esasperata euforia…
ma abbiamo la memoria corta…
ho sentito solo Lui e pochi altri delineare, con tutte le cautele e incognite del caso ciò che stava succedendo…mi spiace, ma se ho salvato i miei pochi risparmi, e gratuitamente, se vogliamo parlare solo di quelli, da una mattanza…lo devo a lui e non te…o ad altri pseudo guru della finanza…o a centri di analisi di grandi istituti…che permettimi, spesso non sanno nemmeno da che parte sono girati…la realtà è questa….
Tu che conosci i marcati dov’eri? hai un tuo Blog dove dispensi gratuitamente il tuo sapere?
Che poi non sia uno speculativo, un operativo, uno scalpista, un seguace di Gann, Eliott, compagnia bella…e a noi piace così…
è sempre stato chiaro su questo punto, ed è forse un altro Veliero—
Personalmente vorrei che ce ne fossero di più di persone/addetti ai lavori che ne capiscono di mercati come Andrea! E…poi si è esposto…cosa non da poco con del suo…e non è da tutti…non va ancora bene!!

cavoli…non siamo propio mai contenti…

p.s2 la strada è lunga molto lunga…per tutti verso un’umana umiltà….
c’è ben poco di ironico, nell’offendre il lavoro altrui….

utente anonimo
Scritto il 13 agosto 2009 at 08:51

Bagni d’ orata? o di merluzzo ? eh eh
…ma kon tuti i libri ke legi,nao poder write better … hi hi
“dorato”aggettivo

Mi devo firmare??
mamma mia se mi firmo mi fai 2 enormi e riempi il post…

utente anonimo
Scritto il 13 agosto 2009 at 09:07

x 23
ma ki ti ci ha mandato qui ? la Goldman Sach? Siamo l’ultimo sito di seria contro-informazione non narcotizzata dai media?e tra i pochi che auspichino a valori etici per sostenere l’economia, la società?
l’avevo detto, prima di fare un secondo tonfo vogliono convincere anche il Cap che la ripresa arrivi ! A mio parere fai degli errori di valutazione in 2 punti.
1) dire la crisi “finanziaria” e’ chiusa ,mi sembra riduttivo e senza connessione col mercato reale che ne è la base.La crisi a W ? sparita?

2) dici…” lascia stare i mercati non è il tuo mestiere”..
Ke roba!se anche il Cap sbagliasse tutto da oggi in poi,non gli si può negare la conoscenza dei mercati supportata dai dati,cosa fondamentale, di cui il Cap ci rende partecipi…
Vale sei ancora arrabiata?
In effetti l’anonimo ha ragione, le orate con i rubinetti,son matti sti arabi..hihi

AltaP

utente anonimo
Scritto il 13 agosto 2009 at 09:09

:b

Scritto il 13 agosto 2009 at 09:15

Meno male che qualcuno ha risposto al #23…ero preoccupata…

# 25 Grazie grazie per averlo corretto… :-):-)in effetti ho fatto un macroscopico errore di battitura non me ne sono accorta….

ed ho riso molto, grazie:-) :-):-)
Ciao Valentina

p.s “codardo” :-):-):-) potresti anche firmarti!:-) :-)

utente anonimo
Scritto il 13 agosto 2009 at 09:16

Etf grano.. +6%
….proprio non c’e’ speranza

Un amico mi ha detto che Alitalia ,in sordina, a creato nuova società, e le vecchie azioni non potevano essere rivendute ma solo scambiate con altre di valore inferiore e bloccate per 3 anni senza interessi! !
E il bello che ha voluto investire in una azienda nazionale non in una “tiscali “qualsiasi …
Sapete qualcosa?

utente anonimo
Scritto il 13 agosto 2009 at 11:23

Montecristo:

Mi aspettavo a questo punto che qualcuno incominciasse a fare ironia su Andrea.Devo dire la verità io sono più cocciuto del Capitano nelle mie previsioni anche perchè ogni errore si ripercuote direttamente su di me” in senso economico”.
Qualche tempo fa esprimevo meravigliato di come facesse Andrea a commentare così dettagliatamente i mercati finanziari senza operare su di essi.Il mistero tutt’ora comunque rimane irrisolto.
Vedo ultimamente una certa latitanza del nostro Capitano,non voglio pensare che qualcuno abbia comprato il suo silenzio,sarebbe molto grave.

utente anonimo
Scritto il 13 agosto 2009 at 13:08

Un grazie e un abbraccio a te Valentina. Per aver risposto alla mia domanda sull’occupazione.

utente anonimo
Scritto il 13 agosto 2009 at 13:21

Il Capitano senz’altro se lo aspettava …
Usa: record pignoramenti a luglio
In secondo trimestre calo valore case – 15, 6%
(ANSA) – ROMA, 13 AGO -Altri record storici di pignoramenti immobiliari Usa: 360.149 persone sono state dichiarate a luglio insolventi o si son visti pignorare casa.E una famiglia americana su 355 ha ricevuto un’ingiunzione di sfratto. Lo rileva l’apposita agenzia governativa. L’aumento dei pignoramenti trascina al ribasso i prezzi immobiliare. Nel secondo trimestre il prezzo medio di una casa e’ crollato del 15,6% a 174.100 dollari, il livello piu’ basso dal 1979.

Ero a controllare i terzaroli del mio legno ….

Buona navigazione
silvery wolf

Scritto il 13 agosto 2009 at 14:20

Non c’è di che Paolo…non c’è di che…Il fatto che il Capitano non mi abbia corretta…mi fa pensare che non fosse una risposta, proprio del tutto insensata…

Abbi fede Montecristo…nessuno comprerà mai il silenzio nel nostro capitano…però dobbiamo ammettere che è sempre presente con i post…non si è fatto di certo desiderare…
Egoisticamente anch’io lo vorrei più presente tra Noi, ma suvvia è periodo di ferie…e anche lui ha il sacrosanto diritto di riposarsi un po’ o no…:-)

A questo proposito ragazzi ne approfitto per salutarvi oggi, domani nel primo pomeriggio me ne vo nelle mie amate vallate…per un po’ di giorni sarò itinerante per sentieri, dopo tanto mare, un po’ di trekking mi attende, nulla di impegnativo…
1400- 1500-200max mt., nessun computer o connessione internet..
mi mancherete…:-)

Capitano…non curarti dei venti che spirano da nord.
“Il Vostro cuore nasconde un Vento inesauribile..” (S. Biavaschi)

p.s”Vedo oceani di uomini e donne che camminano testa in giù,
gli occhi fissi sul marciapiede. Vedo come perverse aureole di solitudine intorno a ogni passante, come una fredda corazza che ci illude d’essere invincibili,..”

Sai #23 perché il Capitano al naso all’insù che dici tu: perché non si dimentica di guardare il cielo e le stelle, Lui si è reso chiaramente conto che può nutrirsi gratuitamente di tutto quello che lo circonda, alimentandosi con una straordinaria e vibrante ricchezza.
Prova anche Tu ad alzare lo sguardo dal marciapiede…chissà…altri orizzonti potranno
dischiudersi…chissà…:-) :-)
Ciao, Amici
Valentina

utente anonimo
Scritto il 13 agosto 2009 at 14:25

DORF….
tanto x confutare tutto ciò che dice mazzalai. qui un articolo molto interessante.
Re: A CHE PUNTO E’ LA CRISI ? – Dare ai ricchi e reprimere i poveri (Voto: 1)
di PIEROROLLA il Martedì, 11 agosto @ 02:06:06 CDT
(Info Utente | Invia un Messaggio) http://www.ildirittodisapere.com/
“Terminato l’evento su Globalizzazione e Sviluppo con la presenza di oltre 1500 economisti, famose personalità scientifiche e rappresentanti di organismi internazionali riunitisi a L’Avana, ho ricevuto una lettera ed un documento di Atilio Boron, Dottore in Scienze Politiche, Professore Titolare di Teoria Politica e Sociale, direttore del Programma Latinoamericano d’Educazione a Distanza in Scienze Sociali (PLED), oltre ad altre importanti responsabilità scientifiche e politiche. Atilio, solido e leale amico, aveva partecipato giovedì 6 al programma “Mesa Ridonda” della Televisione Cubana, insieme ad altre personalità internazionali che hanno partecipato alla Conferenza su Globalizzazione e Sviluppo. Ho saputo che sarebbe partito domenica ed ho deciso di invitarlo ad un incontro alle 5 del pomeriggio del giorno successivo, sabato 7 marzo. Avevo deciso di scrivere una riflessione sulle idee contenute nel suo documento. Utilizzerò in sintesi le sue stesse parole: “… Ci troviamo in presenza di una crisi capitalista generale, la prima di una grandezza paragonabile a quella esplosa nel 1929 ed alla cosiddetta “Grande Depressione” del 1873-1896. Una crisi integrale, della civiltà, multi-dimensionale, la cui durata, profondità e portata geografica saranno sicuramente di maggiore ampiezza delle precedenti. “Si tratta di una crisi che trascende abbondantemente l’aspetto finanziario o bancario e colpisce l’economia reale in tutti i suoi aspetti. Danneggia l’economia globale e oltrepassa le frontiere statunitensi. “Le cause strutturali: è una crisi di sovrapproduzione e contemporaneamente di sottoconsumo. Non a caso è esplosa negli USA, perché questo paese è da oltre trent’anni che vive artificialmente del risparmio esterno e del credito esterno; queste due cose non sono infinite: le imprese si sono indebitate al di sopra delle loro possibilità; inoltre lo Stato si è indebitato non solo al di sopra delle sue possibilità per affrontare non solo una, ma due guerre, senza aumentare le tasse, ma riducendole; i cittadini sono spinti sistematicamente dalla pubblicità commerciale ad indebitarsi per sostenere un consumismo esagerato, irrazionale e sprecone. “Però a queste cause strutturali bisogna aggiungerne altre: l’accelerata finanziarizzazione dell’economia, l’irresistibile tendenza all’incursione in operazioni speculative sempre più rischiose. Scoperta la “fonte della giovinezza” del capitale grazie a cui il denaro genera ancora più denaro, prescindendo dalla valorizzazione apportata dallo sfruttamento della forza lavoro e considerando che enormi quantità di capitale fittizio possono essere ottenute in pochi giorni, al massimo settimane, l’assuefazione da capitale porta a trascurare qualsiasi calcolo o qualsiasi scrupolo. “Altre circostanze hanno favorito l’esplosione della crisi. Le politiche neoliberali di deregolamentazione e liberalizzazione hanno reso possibile che le figure più potenti che pullulano nei mercati imponessero la legge della giungla. “Un’enorme distruzione di capitali su scala mondiale, caratterizzandola come una “distruzione creativa”. A Wall Street questa “distruzione creativa” ha provocato che la svalutazione delle imprese quotate in borsa giungesse quasi al 50 %; un’impresa che in borsa quotava un capitale di 100 milioni, ne ha ora 50! Caduta della produzione, dei prezzi, dei salari, del potere d’acquisto. “Il sistema finanziario nella sua totalità sta per esplodere. Le perdite bancarie ammontano ormai ad oltre $500.000 milioni ed un altro bilione è in arrivo. Oltre una dozzina di banche sono in bancarotta e centinaia in attesa della stessa sorte. Oltre un bilione di dollari è stato trasferiti dalla FED al cartello bancario, ma sarà necessario un altro bilione e mezzo per mantenere la liquidità delle banche nei prossimi anni”. Quella che stiamo vivendo è la fase iniziale di una lunga depressione e la parola recessione, tanto utilizzata recentemente, non spiega in tutta la sua drammaticità ciò che il futuro prepara al capitalismo. “Nel 2008 le azioni ordinarie di Citicorp hanno perso il 90% del loro valore. L’ultima settimana di febbraio valevano a Wall Street 1 dollaro e 95! “Questo processo non è neutro perché favorirà gli oligopoli più grandi e meglio organizzati che toglieranno i loro rivali dai mercati. La “selezione darwiniana dei più adatti” sgombrerà la strada per nuove fusioni ed alleanze imprenditoriali, mandando i più deboli al fallimento. “Accelerato aumento della disoccupazione. Nel 2009, il numero di disoccupati nel mondo (circa 190 milioni nel 2008) potrebbe aumentare di altri 51 milioni . I lavoratori poveri (che guadagnano appena due euro al giorno) diventeranno 1.400 milioni, cioè il 45% della popolazione economicamente attiva del pianeta. Negli Stati Uniti la recessione ha già distrutto 3,6 milioni posti di lavoro. La metà durante gli ultimi tre mesi. Nell’Unione Europea il numero di disoccupati è pari a 17,5 milioni, 1,6 milioni in più di un anno fa. Nel 2009, si prevede la perdita di 3,5 milioni di posti di lavoro. Diversi Stati centroamericani come il Messico ed il Perù, per i loro stretti legami con l’economia statunitense, saranno fortemente colpiti dalla crisi. “Una crisi che colpisce tutti i settori dell’economia: le banche, l’industria, le assicurazioni, l’edilizia, eccetera e si dissemina nell’intero sistema capitalista internazionale. “Decisioni prese in campo internazionale e che colpiscono le filiali periferiche creando licenziamenti in massa, interruzioni nelle catene dei pagamenti, crollo nella domanda di input, eccetera. Gli USA hanno deciso di sostenere le Big Three di Detroit (Chrysler, Ford, General Motors), ma solo per salvare le fabbriche presenti nel paese. Francia e Svezia hanno annunciato che condizioneranno gli aiuti alle loro industrie automobilistiche: potranno trarne vantaggio solo le fabbriche che si trovano nei loro territori. Il ministro francese dell’Economia, Christine Lagarde, ha dichiarato che il protezionismo potrebbe essere “un male necessario in tempi di crisi”. Il ministro spagnolo dell’Industria, Miguel Sebastian, chiede di “consumare prodotti spagnoli”. Barack Obama, aggiungiamo noi, promuove il “buy American!”. “Altre fonti di propagazione della crisi nella periferia sono la caduta nei prezzi delle commodity che esportano i paesi latinoamericani e caraibici, con le loro conseguenze recessive e l’aumento della disoccupazione. “Drastica diminuzione delle rimesse familiari nei paesi industrializzati da parte degli emigranti latinoamericani e caraibici. (In alcuni casi le rimesse sono la voce più importante nell’entrata di valuta internazionale, superiore alle esportazioni). “Ritorno degli emigranti, deprimendo ancora di più il mercato del lavoro. “Coincide con una profonda crisi energetica che esige un cambiamento della visione attuale basata sull’uso irrazionale e predatorio del combustibile fossile. “Questa crisi coincide con la crescente presa di coscienza delle catastrofiche conseguenze del cambiamento climatico. “Aggiungiamo la crisi alimentare, acutizzata dalla pretesa del capitalismo di mantenere un irrazionale modello di consumo, trasformando terreni adatti alla produzione alimentare e destinandoli all’elaborazione di biocombustibili. “Obama ha riconosciuto che non abbiamo ancora toccato il fondo e Michael Klare ha scritto nei giorni scorsi che “se l’attuale disastro economico si trasforma in quello che il presidente Obama ha chiamato “decennio perduto”, il risultato potrebbe consistere in un paesaggio globale pieno di convulsioni causate dall’economia. “Nel 1929 la disoccupazione negli USA è arrivata al 25% man mano che crollavano i prezzi agricoli e delle materie prime. Dieci
anni dopo ed a dispetto delle radicali politiche intraprese da Franklin D. Roosevelt (il New Deal) la disoccupazione continuava ad essere molto elevata (17%) e l’economia non riusciva ad uscire dalla depressione. Solo la Seconda Guerra Mondiale ha messo la parola fine a quella tappa. Ed ora perché dovrebbe essere più breve? Se la depressione del 1873-1896, come ho spiegato, è durata 23 anni! “Visti i precedenti, perché ora dovremmo uscire dall’attuale crisi in pochi mesi, come prospettano alcuni pubblicisti ed i “guru” di Wall Street? Non si uscirà da questa crisi con un paio di riunioni del G-20, o del G-7. Se esiste una prova della sua radicale incapacità di risolvere la crisi è la risposta delle principali borse valori del mondo dopo qualsiasi annuncio o proposta di legge a favore di una nuova manovra: la risposta “dei mercati” è invariabilmente negativa. “Come testimonia George Soros “l’economia reale soffrirà gli effetti secondari che ora stanno prendendo forza. Dato che in queste circostanze il consumatore statunitense non può servire ormai da locomotiva dell’economia mondiale, il Governo statunitense deve stimolare la domanda. Visto che affrontiamo le sfide minacciose del riscaldamento del pianeta e della dipendenza energetica, il prossimo Governo dovrebbe promuovere dei piani per stimolare il risparmio energetico, lo sviluppo di fonti di energia alternative e la costruzione di infrastrutture ecologiche. Si apre un lungo periodo di tira e molla e di negoziati per definire in quale maniera s’uscirà dalla crisi, chi ne beneficerà e chi dovrà pagarne i costi. “Gli accordi di Bretton Woods, concepiti nell’ambito della fase keynesiana del capitalismo, coincisero con la creazione di un nuovo modello d’egemonia borghese che, come conseguenza della guerra e della lotta…

utente anonimo
Scritto il 13 agosto 2009 at 14:29

continua….
“Gli accordi di Bretton Woods, concepiti nell’ambito della fase keynesiana del capitalismo, coincisero con la creazione di un nuovo modello d’egemonia borghese che, come conseguenza della guerra e della lotta antifascista, aveva come nuovo ed inaspettato base il rafforzamento dell’area dei sindacati operai, dei partiti di sinistra e delle capacità regolatrici e di controllo degli stati. “Ormai non esiste più l’URSS, la cui sola presenza, insieme alla minaccia dell’espansione ad Occidente del suo esempio, inclinava la bilancia della negoziazione a favore della sinistra, dei settori popolari, dei sindacati, ecc. “La Cina occupa attualmente un ruolo incomparabilmente più importante nell’economia mondiale, ma senza raggiungere un’importanza parallela nella politica mondiale. Viceversa l’URSS, a dispetto della sua debolezza economica era una formidabile potenza militare e politica. La Cina è una potenza economica, ma con scarsa presenza militare e politica nelle questioni mondiali, sebbene stia cominciando un cauto e graduale processo di riaffermazione nella politica internazionale. “La Cina può arrivare a svolgere un ruolo positivo nella strategia di ricomposizione dei paesi della periferia. Pechino sta gradualmente orientando le sue enormi energie nazionali verso il mercato interno. Per una serie di ragioni che sarebbe impossibile discutere qui, è un paese che ha bisogno di una crescita economica annuale pari all’8% , sia come risposta agli stimoli dei mercati mondiali o a quelli originati dal suo immenso mercato interno- solo parzialmente sfruttato. Se si conferma questa svolta, si può pronosticare che la Cina continuerà ad avere bisogno di molti prodotti provenienti da paesi del Terzo Mondo, quali il petrolio, il nichel, il rame, l’alluminio, l’acciaio, la soia ed altre materie prime ed alimenti. “Viceversa, durante la Grande Depressione degli anni 30, l’URSS era poco inserita nei mercati mondiali. La Cina è differente: potrà continuare a svolgere un ruolo molto importante e, come la Russia e l’India (anche se queste in misura minore), comprare all’estero le materie prime e gli alimenti di cui ha bisogno, a differenza di ciò che accadeva con l’URSS ai tempi della Grande Depressione. “Negli anni 30 le soluzioni della crisi sono state il protezionismo e la guerra mondiale. Oggi il protezionismo troverà molti ostacoli per la penetrazione dei grandi oligopoli nazionali nei diversi spazi del capitalismo mondiale. La conformazione di una borghesia mondiale presente in gigantesche imprese che, nonostante la loro base nazionale, operano in un’infinità di paesi, rende la scelta protezionistica nel mondo sviluppato di scarsa effettività nel commercio Nord/Nord; le politiche tenderanno – almeno per adesso e non senza tensioni – a rispettare i parametri stabiliti dall’OMC. La carta protezionistica appare molto più probabile quando sarà applicata, e sicuramente succederà, contro il Sud globale. Una guerra mondiale sospinta dalle “borghesie nazionali” del mondo sviluppato disposte a lottare tra di loro per la supremazia nei mercati è praticamente impossibile, perché tali borghesie sono state soppiantate dall’ascesa e dal consolidamento di una borghesia imperiale che si riunisce periodicamente a Davos e per la quale la scelta di un confronto militare costituisce un fenomenale sproposito. Non vuole dire che questa borghesia mondiale non sostenga, come l’ha fatto finora con le avventure militari degli Stati Uniti in Iraq ed Afghanistan, la realizzazione di numerose operazioni militari nella periferia del sistema, necessarie per la preservazione dei profitti del complesso militare-industriale nordamericano ed indirettamente dei grandi oligopoli degli altri paesi. “La situazione attuale non è uguale a quella degli anni trenta. Lenin diceva che “il capitalismo non cade se non c’è una forza sociale che lo faccia cadere”. Oggi quella forza sociale non è presente nelle società del capitalismo metropolitano, gli Stati Uniti compresi. “Gli Usa, il Regno Unito, la Germania, la Francia ed il Giappone dirimevano nel terreno militare la loro lotta per l’egemonia imperiale. “Oggi, l’egemonia e la dominazione si trovano chiaramente nelle mani degli Usa. Sono l’unico garante del sistema capitalista su scala mondiale. Se gli Usa cadessero si produrrebbe un effetto dominò che provocherebbe il crollo di quasi tutti i capitalismi metropolitani, senza menzionare le conseguenze nella periferia del sistema. Nel caso in cui Washington fosse minacciata da un moto popolare tutti accorrerebbero in aiuto, perché è il sostegno ultimo del sistema e l’unico che in caso di necessità può aiutare gli altri. “Gli USA sono un attore insostituibile ed il centro indiscusso del sistema imperialista mondiale: solo loro dispongono di oltre 700 missioni e basi militari in circa 120 paesi, costituendo la riserva finale del sistema. Se le altre opzioni falliscono, la forza apparirà in tutto il suo splendore. Solo gli USA possono dispiegare le loro truppe ed il loro arsenale militare per mantenere l’ordine su scala planetaria. Sono, come direbbe Samuel Huntington, “lo sceriffo solitario”. “Questo puntellamento del centro imperialista si basa sull’incommensurabile collaborazione degli altri soci imperiali, o dei suoi concorrenti in campo economico, comprendendo la maggioranza dei paesi del Terzo Mondo che accumulano le loro riserve in dollari statunitensi. Né la Cina, il Giappone, la Corea o la Russia, per indicare i maggiori possessori di dollari del pianeta, possono liquidare il loro stock di quella moneta perché sarebbe una mossa suicida. E’ chiaro che è una considerazione che deve essere presa con molta cautela. “La condotta dei mercati e dei risparmiatori di tutto il mondo rafforza la posizione nordamericana: la crisi si approfondisce, le manovre dimostrano d’essere insufficienti, il Dow Jones di Wall Street scende sotto la barriera psicologica dei 7.000 punti – meno del record del 1997! – e nonostante tutto la gente cerca rifugio nel dollaro e scendono le quotazioni dall’euro e dell’oro! “Zbigniev Brzezinski ha dichiarato: sono preoccupato perché avremo milioni e milioni di disoccupati, molta gente starà veramente male. E questa situazione continuerà per un po’, prima che eventualmente le cose migliorino. “Siamo in presenza di una crisi che è molto più di una crisi economica o finanziaria. Si tratta di una crisi integrale di un modello di civiltà che è insostenibile economicamente, politicamente, che deve ricorrere sempre di più alla violenza contro i popoli; insostenibile anche ecologicamente, vista la distruzione, in alcuni casi irreversibile, dell’ecosistema; insostenibile socialmente, perché degrada la condizione umana fino a limiti inimmaginabili e distrugge la trama stessa della vita sociale. “La risposta a questa crisi, pertanto, non può essere solo economica o finanziaria. Le classi dominanti faranno esattamente questo: utilizzare un vasto arsenale di risorse pubbliche per socializzare le perdite e riassestare i grandi oligopoli. Rinchiusi nella difesa dei loro interessi più immediati non hanno nemmeno la visione per concepire una strategia più integrale. “La crisi non ha toccato fondo”, dice. “Ci troviamo in presenza di una crisi capitalista generale. Nessuna altra è stata così grande. Quella tra 1873 ed il 1896 durò 23 anni e si chiamò Grande Depressione. L’altra molto grave è stata quella del 1929. E’ durata altrettanto, non meno di 20 anni. L’attuale crisi è integrale, di civiltà, multidimensionale”. Immediatamente aggiunge: “È una crisi che trascende abbondantemente l’aspetto finanziario e bancario, colpisce l’economia reale in tutti i suoi aspetti”. Se qualcuno prende questa sintesi e la se la mette in tasca, la legge ogni tanto o l’impara a memoria come una piccola Bibbia, sarà più informato, su ciò che succede nel mondo, del 99% della popolazione, dove il cittadino vive assediato da centinaia d’annunci pubblicitari e saturato da migliaia d’ore di notizie, romanzi e film con storie vere o false. Fidel Castro 8 Marzo 2
009 11 e 16 a.m”.

utente anonimo
Scritto il 13 agosto 2009 at 14:46

“ Il mondo è pericoloso da vivere. Non a causa di coloro che fanno del male ma piuttosto a causa di coloro che guardano e lasciano fare”.
Albert Einstein.

bye DORF

utente anonimo
Scritto il 13 agosto 2009 at 16:26

Hai proprio ragione Dorf , mi ha colpito il video che hai linkato prima
http://www.ildirittodisapere.com/2009/08/sette-pugnali-nel-cuore-dellamerica.html

Son cose che si sanno però non mi ci abituerò mai.
Beh Vale e ciurma e capitanovi auguro buone vacanze .

Altapata

Scritto il 13 agosto 2009 at 16:48

Caro 23 o anonimo che spesso si ferma amico rinnovo il mio invito ad un confronto, un confronto che vada al di la di alcune frasi lasciate qua e la senza nessun filo logico……

Suppongo tu sia uno di quelli che aveva previsto tutto e oggi sanno dove andremo, nei minimi particolari!

Se non senti nessuno parlare di riprese stellari e hai qualche cognizione di analisi fondamentale, forse ti accorgeresti che la FED prevede la crescita del Pil nel prossimo anno intorno al 4 % e che lo stesso mercato vede utili “diluiti” superiori addirittura all’anno 2007, ma in fondo che ne sappiamo noi di mercati….. credimi sono affascinato all’idea di osservare la sorpresa di tutti coloro che amano le favole.

La mia presa di coscienza è strettamente correlata alla sorpresa che verrà, chissà che non vi sia il tempo di assistere a qualche reale cambiamento nelle visioni precostituite…..

Certo la crisi finanziaria è chiusa, peccato che durerà qualche annetto e che assomiglierà ad un viaggio sulle montagne russe…..mark to market incluso!

Lascia parlare al tempo rispetto al Giappone….e esponi le tue visioni piuttosto che lasciare verità assolute.

Chissà, forse confrontandosi, le visioni si avvicinano……

Andrea

4) lascia stare i mercati non è il tuo mestiere.

Scritto il 13 agosto 2009 at 16:58

Grande Dorf, bello il sito, non lo conoscevo proprio, sono in arretrato con la visione dei video che hai segnalato…ma non me li perdo proprio..
Altapadagonia torno presto…prestissimo.
Oilà Capo :-) :-)Ciaooooo
così si parla!
Valentina

Scritto il 13 agosto 2009 at 17:05

La definizione di indicatore ritardato è tipica della disoccupazione e in parte dell’inflazione in quanto considerati effetti ritardati della recessione.

La mia idea è che oggi la disoccupazione è un indicatore contingente o per certi versi un anticipatore combinato dagli effetti dell’immenso debito che affligge il consumatore americano.

La dinamica della madre di tutte le crisi non ha nulla a che vedere con il passato in quanto oggi non vi è alcuna visibilità futura su una ripresa standard dell’economia e una disoccupazione che resterà elevata in percentuale doppia che nel passato non potrà che ammortizzare qualsiasi velleità di domanda aggregata che dovrà necessariamente essere supportata dalla spesa governativa.

La debt deflation spiega in maniera esemplare il circolo vizioso che si crea attraverso la pressione su questo indicatore.

Gli ultimi dati combinati dei sussidi e delle vendite parlano chiaro!

Andrea

Scritto il 13 agosto 2009 at 17:47

Questi sono collaterali a denominazione di origine controllata……. questa è un ritorno alla …….natura!

Il Credito emiliano costruisce due maxi-bunker per contenere 440mila
pezzi di formaggio. In questo modo può andare avanti la stagionatura
Le forme di parmigiano
per garantire i prestiti
di ETTORE LIVINI

BASTA derivati. Addio alla finanza creativa. Il sistema bancario italiano in cronica crisi d’identità prova a ripartire dal mutuo sul parmigiano-reggiano. In prima fila, per obblighi territoriali, il Credito Emiliano, storico istituto degli allevatori, in mancanza di garanzie migliori ha deciso di erogare prestiti ai suoi clienti accettando come pegno nientemeno che il prezioso formaggio.

Il business – oliato in oltre cinquant’anni d’esperienza – va a mille. Tanto che il Credem, come ha ricordato ieri l’agenzia Bloomberg, ha costruito tra Modena e Reggio due enormi depositi blindati, due Fort Knox della gola dove invece che banconote, gioielli e opere d’arte, sono custodite per i canonici 24 mesi di invecchiamento 440mila forme di parmigiano. Valore totale, 132 milioni di euro, l’1% circa degli impieghi dell’istituto.

Il credito bancario è ossigeno puro per un settore che da almeno un lustro naviga in acque agitate. I due anni di maturazione, in effetti, non solo espongono i produttori alla fluttuazione dei prezzi (scesi dai 9,36 euro al chilo del 2004 ai 7,27 di oggi) ma “immobilizzano” per un periodo lunghissimo il capitale. Anche se si tratta di formaggio. L’offerta della banca è semplice: lei si fa carico di questa fase della lavorazione e in cambio garantisce alle aziende un prestito a due anni con uno spread tra lo 0,75% e il 2% sull’Euribor, pari all’80% del valore del bene in deposito. E i caseifici con questi soldi possono tenere attivo il circolo virtuoso della filiera del latte tra Parma e Reggio Emilia. Alla scadenza del prestito il cliente in regola con le rate riceve indietro le sue forme, pronte per sbarcare in negozio o ai supermercati. In caso di morosità (evento peraltro rarissimo in queste transazioni) il Credem provvede a vendere direttamente il prodotto, riducendo al minimo il suo rischio di credito.

Che il parmigiano reggiano faccia davvero gola se ne sono accorti, se mai fosse stato necessario, anche i vertici della banca. Sei mesi fa una banda di ladri gourmet con il fiuto degli affari (e non solo) è riuscita ad aggirare i sofisticatissimi sistemi d’allarme di uno dei magazzini del Credem, trafugando 570 forme – ognuna vale 300 euro e tutte sono marchiate con un numero come fossero banconote – prima di essere catturati dalla polizia.

Andasse a ruba altrettanto facilmente sugli scaffali, la vita del parmigiano sarebbe molto più semplice. Ma purtroppo non è così: la concorrenza dei prodotti a basso costo (e bassa qualità) e le miriadi di imitazioni esotiche spuntate come funghi in ogni angolo del mondo hanno mandato invece in asfissia finanziaria molti dei 355 caseifici del consorzio. E nemmeno l’intervento del governo, che a inizio 2009 ha ritirato oltre 150mila forme dal mercato, è riuscito per ora a ridar fiato alla domanda.

La speranza è che la formula del matrimonio tra il mondo del credito e il re dei formaggi consenta anche questa volta al settore (che fattura 1,5 miliardi l’anno) di agganciare la ripresa economica senza perdere per strada troppe stalle – già molte stanno fallendo in questi mesi – e altri produttori.

La finanza creativa applicata alla buona tavola, del resto, ha dato fino ad oggi buona prova di sé. Soprattutto per quei prodotti come il parmigiano che richiedono lunghi periodi di invecchiamento. Sui mercati di tutto il mondo vengono scambiati da anni i future sul vino, con gli appassionati del settore che si strappano a suon di super-assegni il diritto a una bottiglia di Barolo o di Bordeaux che uscirà dalla botte (se tutto va bene) solo tra qualche anno. E che a volte opzionano a peso d’oro persino l’uva ancora appesa ai tralci. Stesso discorso per il Whisky: diverse distillerie scozzesi a corto di liquidità hanno lanciato negli ultimi anni certificati azionari per l’acquisto a termine del liquore appena messo a maturare nel rovere.
L’Emilia, comunque, parmigiano a parte, resta la patria tricolore di questi spericolati esperimenti di gastro-finanza: la Cariparma ha studiato a lungo il varo di titoli derivati sul Prosciutto crudo, altra delizia locale. Più difficile però da immagazzinare e da conservare del cugino parmigiano. La Banca Popolare dell’Emilia Romagna ha in catalogo il “Credito balsamico”, un prestito ad hoc confezionato su misura per i produttori dell’omonimo aceto, scadenza a 60 mesi per rispettare i tempi lunghi della maturazione in acetaia.

Sempre vicino al Po, un estroso produttore di Monticelli d’Ongina, bypassando i canali di distribuzione del credito, ha provato a piazzare direttamente nei ristoranti di lusso di Milano le “azioni sul culatello”, contratti a termine che finanziavano l’acquisto della carne fresca e coprivano i costi di stagionatura. Gli investitori potevano lucrare i loro sudati ritorni finanziari al momento della vendita in salumeria. O meglio, gustarsi il proprio culatello senza aver speso un occhio della testa.

utente anonimo
Scritto il 13 agosto 2009 at 19:54

PER GENTILE SIG.ANDREA,si,si sei proprio bravo, con la tua esperienza mi sembra strano di non aver mai dato un piccolo segnale positivo sulla reazione dei mercati togliendo l’occasione di fare guadagnare qualcosa ai piccoli risparmiatori in ascolto.Rispettandoti, lasciamelo dire,hai fatto la figura del grande C O R N U T OOOOOOOOOOOOOO!
Congratulazioni dall’amico sincero.

Scritto il 13 agosto 2009 at 21:16

Probabilmente hai perso molto di questo viaggio e senza dubbio non ne hai compreso il fine, tra le onde!

Ho sempre scritto che non avrei mai aiutato nessuno a speculare in questo immenso oceano simile più ad una putrida palude che ad un mare dove investire le proprie risorse economiche.

Ho condiviso orizzonti etici in cui credo e cercato di condividere conoscenze e strumenti che aiutassero a comprendere quanto difficile e pericoloso sia navigare in certi oceani.

Dispiace innanzitutto di non essere riuscito a trasmettere un messaggio alternativo a tutti, ma molti hanno compreso e questa è la mia Gioia!

Andrea

utente anonimo
Scritto il 13 agosto 2009 at 22:22

per sig.Andrea
Ci mancherebbe altro il sito e’ Suo ,puo’ smantellare e ricostruire pero’ non si dimentichi che anche tanti suoi cari compagni sono restati a bocca asciutta anche se non hanno il coraggio di dirlo.A buon rendere con stima da un’amico sincero..

utente anonimo
Scritto il 13 agosto 2009 at 22:40

Lo dico all’energumeno che è venuto qui ad insultare Andrea….come se nulla fosse. Viene qui a dire i “risparmiatori” sono stati lasciati a bocca asciutta. La bocca si può sempre riempire con il LAVORO. In caso contrario le do i miei numeri per il super enalotto: si venda tutto e giochi.

eccoli qui:

1-2-3-4-5-6-7-8-9-10-11-12-13-14-15-16-17-18-19-20-21-22-23-24-25-26-27-28-29-30-31-32-33-34-35-36-37-38-39-40-41-42-43-44-45-46-47-48-49-50-51-52-53-54-55-56-57-58-59-60-61-62-63-64-65-66-67-68-69-70-71-72-73-74-75-76-77-78-79-80-81-82-83-84-85-86-87-88-89-90

Si bagni il becco giocando i numeri che gentilmente e servizievolmente le ho offerto (sono quelli ESATTI).

il mozzo di terza

utente anonimo
Scritto il 13 agosto 2009 at 23:44

X45,non sono violento ne’ brutale ho solo semplicemente detto quello che gli altri non se la sentono di dire per il campo finanziario al di’ fuori di altre logiche possibilmente positive.Tutto qui.un’amico sincero

utente anonimo
Scritto il 14 agosto 2009 at 01:00

Per l’amico sincero.

Posso dire che se anche avessi avuto buone intenzioni nel far passare la tua “filosofia di speculazione” ebbene, il modo con cui aggredisci rende evidente che forse la bocca asciutta e’ proprio la tua. Ma che ne sai di chi frequenta il blog, dei nostri investimenti ? Se uno legge Andrea è perchè crede al di là della speculazione nei principi e in quello che dice di profondo. NOn contano i dati ma la volontà di trasmettere in maniera genuina. POi se si sbaglia? Bhe pazienza perchè so che ha trasmesso quello che lui pensava e non quello che voleva farci credere perchè magari ci specula dietro: capito? La differenza sostanziale è che quando le Tv diffondono la notizia del superenalotto è perchè devono fare cassa, quando dicono che la crisi è finita è perchè forse sta iniziando una fase distributiva chissa. Quando i mass media dicono che andranno a prelevare il tesoro di Agnelli pensi che ciò avverrà o vogliono impaurire chi magari non approfitta del 5% per far reimpatraire i
capitali diciamo sotto velata fase di intimidazione? Oh si, c’e’ stato un mega rimbalzo da marzo e forse ciò è dovuto a una eccessiva fase di ribasso maturata in anticipo. La verità la sanno solo quelli della stanza dei bottoni e qui la prima missione era salvare il capitale non farne uno nuovo con la speculazione. Te lo dice uno che pur stando in sintonia con Andrea non e’ rimasto immobile e come vedi Andrea in questo non mi ha interferito minimamente. So capire dove sta la fase speculativa e dove non esistono fondamentali reali. Le statistiche sono positive viste in rapporto ai dati drammatici dello scorso anno? e ti credo. Ci mancherebbe. Ma credi che l’onda lunga della disoccupazione finisca cosi’ in 3 mesi anticipati dalle borse?! I discorsi potebbero essere molteplici ma ti dico quello che ho pensato di te (anche se a te non te ne puo’ fregare di meno giustamente):
1- o hai perso qesto artificiale rialzo e non sai con chi prendertela;
2- hai guadagnato da questo rialzo e allora fai lo spavaldo ora;
3- in ogni caso anche con opinioni agli antipodi non esiste il tuo tono. Potrai capire tantissimo di economia, essere intelligentissimo, furbo ma non hai una qualità che distungue le persone facendole diventare speciali: la modestia mista a una sana educazione che in una parola potremmo definire signorilità d’animo, Una qualità che non si potrà mai comperare con nessun rialzo di borsa.
Au revoir

Un saluto a tutti i compagni di viaggio e al nostro capitano.

P.s. Non sono avvocato di ufficio, Andrea non ha bisogno di difese ma visto ce mi hai citato come lettore del blog, bhe mi sembrava doverosa una replica. NOn credere inoltre che qui siamo una specia di setta e che vediamo tutto un mondo nostro. siamo maggiorenni e vaccinati nel saper “giudicare” gli scritti di Andrea. Ma forse quello che ti rode è proprio questo, che le sue idee siano condivise così naturalmente, senza nessun interesse dietro e sta cosa proprio non riesci a capirla. Bhe magari fatti dare qualche lezione di umanità da Andrea, ne gioverebbero oltre te (che sarebbe il meno), quelli che ti circondano. Forse riuscirebbero a cogliere un’altra persona che credo a tutt’oggi neanche tu sai che esiste.

PG

Scritto il 14 agosto 2009 at 01:26

“ Non date colpa dunque al Sole di tutta quell’ombra da voi prodotta, poiché proprio quando il Sole vi si avvicina nei vostri mezzogiorni, posando il calore della sua mano sul vostro capo, scoprirete
di aver ricevuto in dono ombre più corte.

Tendete le vostre mani alle mani tutte intorno, poiché non c’è nessun abisso, alcuna incomunicabilità: sono lapidi erette da voi, dei delle vostra esistenza, pretesti per non scommettere con gli altri il vostro dono.

Poiché se permetteste al vento di entrare solo un poco nella vostra stanza e di scostare le tende scure della vostra Solitudine, che nel buio spesso neanche più trovate, avreste luce per scoprire l’amicizia
come un tempo sapevate fare.

E allora capireste il primo passo della vostra crescita, poiché per un amico siete finalmente disposti a scalare quelle vostre montagne interiori che, per l’esservi poco amati, non avete mai scalato per voi”.
(Da il profeta del Vento, di Stefano Biavaschi)

utente anonimo
Scritto il 14 agosto 2009 at 01:50

X 47 E 48,ma dai non menatela tanto,non avete capito il mio post.Non ho detto che Andrea e’ c…… ma che ha fatto la figura del c……, nonostante la gravita’ del sistema finanziario e’ stato TRADITO dal mercato che e’ il RE e vince sempre.Buonanotte dall,amico sincero

Scritto il 14 agosto 2009 at 05:44

Tu…non hai compreso per nulla i nostri i nostri…
e continui a non comprendere secondo me questo viaggio…
Buona Giornata….:-)

utente anonimo
Scritto il 14 agosto 2009 at 08:34

sono il 23, come SEMPRE il aro Andrea quando pungolato non risponde mai !
solito giro di parole vuote, cosa vuoi che ci confrontiamo sono mesi che ti avviso, stai andando alla deriva, probabilmente ti avevo soppravvalutato in passato, ma quando non devi fare il copia e incolla di qualcuno che mastica di economia e mercati ti rimane solo una buona dimestichezza con la lingua italiana e niente piu’.
un tragico destino attende chi vive sperando ………….
un amico

utente anonimo
Scritto il 17 agosto 2009 at 23:22

x 47 PG, Accettate le mie scuse e ti ringrazio per avermi riportato in me.E’ prorio vero la speculazione cambia le persone ma non e’ mai troppo tardi per ritornare se stessi.Saluti da amico sincero

utente anonimo
Scritto il 18 agosto 2009 at 09:04

Annuncio ai naviganti!

L’importante è lasciare una firma, anche solo un nickname, altrimenti si instaura una sorta di incomunicabilità ed è facile prendere fischi per fiaschi …

negli ultimi commenti sembrava che ci fosse un dialogo con un’unica persona e invece gli interlocutori sono 2 distinti (#50,51), pur nella loro simile dialettica

#51 Chi sei, sei per caso Fogar in forma anonima alla ribalta come giustiziere mascherato?
…. se non sei lui sei cmq entrato a far parte della schiera degli illusi, mi dispiace x te e anche per me perchè mi tocca ancora vedere persone talmente cocciute nelle loro false convinzioni … sarebbe così bello se capissero!!!

Hunter76Lima

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