UNA LUCE IN FONDO AL TUNNEL: SOCIAL BUSINESS, IL SOGNO DI YUNUS! (parte seconda)

Scritto il alle 06:36 da icebergfinanza

Qualcuno potrebbe pensare che è un’errore, un problema tecnico, che ripresentare tale e quale lo stesso post sia dovuto ad un eccesso di ottimismo, io che per 20 lunghi mesi sono stato spesso additato come un pessimista alle volte come un catastrofista.

Riesce difficile comprendere come spesso chi legge non riesca a comprendere il messaggio "nascosto" e assolutamente predominante di Icebergfinanza, quei " Mondi Alternativi" che dal primo giorno fanno parte del nostro cammino, della nostra rotta, della mia e spero Vostra speranza e certezza in un mondo migliore.

 

Non si tratta solo di leggere, di visitare mondi e link che da sempre sono a Vostra disposizione, non solo di utopie, ma di realtà, sottolineo realtà ed urlo ai quattro venti realtà, che esistono e che sono alla nostra e Vostra portata.

Continuo a sentire strani discorsi, nei Vostri commenti, sento un’aria che non mi piace, ma per fortuna leggo anche alcuni interventi illuminanti.

Questa crisi non è la fine del mondo, nessuna Apocalisse, mi dispiace, è un’occasione unica per ritrovare il senso della Vita, il senso delle cose semplici, la nostra stessa essenza, i nostri affetti.

La ricchezza siamo noi e i nostri fratelli, nessuno può sostituire l’ uomo con il denaro o qualunque materialità, è un’occasione per diventare più ricchi di valori, in libertà interiore, per essere se stessi sino in fondo, essere e non sempre apparire scrissi alcuni giorni fà.

Oggi l’unica soluzione alla crisi è il consumo, sostenere il consumo, senza il consumo non vi è alcun orizzonte. Questo è il sistema che abbiamo creato!

Infine è giusto rispolverare la domanda di Mario che ci lascia una riflessione…….

Le poche centinaia di milioni di persone che lavorano in settori produttivi di beni e servizi non strettamente utili, che cosa dovrebbero fare, nel frattempo che si trovi un nuovo equilibrio, sul modello da voi auspicato ? e le famiglie di queste persone di cosa vivrebbero?  Grazie Mario

p.s. no, perche’ io sarei fra di loro e tengo famiglia

Caro Mario, in tutta sincerità non posso che darti ragione, in tutta sincerità non saprei cosa risponderti, non saprei che dire neppure alle migliaia di lavoratori di quelle multinazionali che negli ultimi anni hanno "violentato" l’infanzia attraverso lo sfruttamento del lavoro o sconvolto la vita sociale di intere nazioni in nome del profitto e del libero mercato.

Non ho risposte, sono umile nella mia ricerca di un mondo migliore attraverso un riconversione di questo sistema, senza stravolgere nulla, ma alla ricerca di un equilibrio che metta sempre e comunque l’uomo al primo posto. Non ho certezze, ma non posso e non voglio lasciarmi cullare da questa corrente, dobbiamo comunque cercare un’alternativa e questa è un’occasione unica, irripetibile!

Per mesi ho scritto e analizzato ogni particolare di questa crisi, " la mano invisibile " di Dio mi ha guidato attraverso questi mari in tempesta, il voler navigare a tutti i costi nell’oceano del realismo con quella punta di ironia che non guasta mai e il rispetto per le idee altrui, mi hanno aiutato, ma il mio pessimismo si ferma sempre e solo a questo sistema, credo nell’uomo e nelle sue risorse mentali e spirituali, sono un ottimista della vita e nessuno mi potrà mai far cambiare idea.

Mi dispiace per coloro che non riescono a comprendere il messaggio principale di questo blog, si parla di finanza ed economia, ma si arriva sempre e solo all’uomo, all’umanità che deve ritrovarsi nei suoi valori, famiglia, amicizia, rispetto, tolleranza, servizio, condivisione, consapevolezza, sostenibilità, attenzione all’altro e molti infinitamente altri ancora, ma partendo sempre e solo dal cambiamento, se non nasce da noi stessi, con il nostro esempio, quale futuro possiamo lasciare ai nostri figli…..

Fatti e non solo parole, la nostra stessa "essenza" è il messaggio migliore.

Cerchiamo di non lasciare troppo spazio alla materialità nella nostra vita, ne diverremo schiavi, ‘Guardate gli uccelli del cielo … Osservate come crescono i gigli del campo…’ (Mt 6,26.28).

Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, non mietono, non raccolgono in granai, e il Padre vostro celeste li nutre. Non valete voi molto più di loro?  E chi di voi può con la sua preoccupazione aggiungere un’ora sola alla durata della sua vita? (…) Cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno date in più. Non siate dunque in ansia per il domani, perché il domani si preoccuperà di sé stesso. Basta a ciascun giorno il suo affanno.

……non è solo poesia, non solo parole al Vento, è ovvio che dobbiamo preoccuparci del nostro domani, ma non farne la nostra tomba.

Cari Compagni di Viaggio nei commenti di oggi ho sentito spesso parlare di ideologie, di sistemi economici, di comunismo, socialismo, di capitalismo, di libero mercato, ho ascoltato i Vostri pensieri, ho letto ogni considerazione.

Icebergfinanza è anche speranza, lacrima e sorriso, nessuna Apocalisse è alle porte, nessuna fine del mondo, vorrei sentire parlare di speranza, non chiedo certezze, non chiedo verità assolute, ma fiducia, fiducia in un’alternativa, in un mondo nuovo, fatto di uomini e donne che amano le cose semplici, cose semplici concrete, reali, non virtuali ed astratte, Mondi Alternativi.

E’ la fine di un mondo, la fine di un sistema, un sistema virtuale, un sistema che amava vivere sopra le righe, un mondo di eccessi, ogni istante della vita a leva, esponenziale, senza il tempo di riflettere. Un sistema che muore inevitabilmente lascia degli spazi, delle inquietudini, incertezze e timori, ricorda i suoi aspetti positivi, riflette su quelli negativi. 

Nessuno conosce il nostro futuro, possiamo solo immaginarlo, non ho certezze, non posseggo verità, ho solo avuto il coraggio di esplorare un mondo avviato verso il suo tramonto, ne ho evidenziato squilibri ed eccessi, sogno solo un’alternativa da dare ai miei figli ai nostri figli.

Lasciamo perdere i modelli del passato e proviamo a vedere il futuro con gli occhi di Muhammad Yunus, padre del Microcredito, provate a pronunciare la parola " SOCIAL BUSINESS " un modello, un nuovo tipo di concezione economica che come dice Yunus, mira alla realizzazione di obiettivi sociali anzichè alla massimizzazione del profitto.

" Non elemosina quindi,ne aiuti pubblici a pioggia, bensi una forma di iniziativa economica capace di attivare le dinamiche migliori del libero mercato, conciliandole con l’aspirazione a un mondo più umano, più giusto, più pulito." " Ci sono un mucchio di cose che l’economia di mercato riesce a fare straordinariamente bene. Se guardiamo i paesi di lunga tradizione capitalistica, sia europei sia americani, siamo subito colpiti dalla loro grande ricchezza. poi dalla grande capacità di innovazione tecnologica, dalle scoperte scientifiche e dalla generale crescita dell’istruzione e dal progresso sociale………ma comunque sia vediamo diffondersi ovunque un senso di delusione e i benefici di questo sviluppo non sono per tutti!

Il 94 % del reddito globale va al 40 % della popolazione mondiale mentre il restante 60 % ne riceve solo il 6 % con metà del mondo che deve vivere con due dollari al giorno e quasi un miliardo di persone addirittura con meno di un dollaro!

"Un mondo senza Povertà" ecco il libro di Yunus che consiglio a tutti coloro che amano i sogni, che amano la realtà,  un ‘alternativa, sento ancora quella mano sulla spalla che mi dice….." rilassati, nulla cambia, tutto è per sempre uguale " ed allora la brezza si alza e riempie ancor di più le vele del nostro veliero, le vele della speranza.

Oggi 30  ottobre il "nostro" YUNUS sarà presente al World Business Forum a Milano, un’occasione di "ARIA PURA" alle ore 9.00

LEADERSHIP & CAMBIAMENTO

– Perché la povertà è una creazione artificiale: il ruolo del business sociale
– Perché gli imprenditori del business sociale sono la soluzione e come diventare uno di loro
– Da “non profit” a “non-loss”: perché l’imprenditoria è un concetto multidimensionale che va al di là degli utili
– Microfinanza: l’ampiezza del suo significato e perché si tratta di un’arma economica e misurabile per combattere la povertà
– Microcredito e tecnologie dell’informazione: quando due fucine di attività si incontrano
– Non i “soliti” affari: la Grameen Bank

Per chi volesse approfondire resta un mio recente post dal titolo

SOCIAL_BUSINESS_o_CAPITALISMO RESPONSABILE!

Quando incominciai questo viaggio circa 20 mesi fà, scrissi questa frase nella presentazione del mio blog:

"ICEBERG perchè….solo la conoscenza e la consapevolezza dei potenziali pericoli finanziari e macroeconomici, unitamente alla conoscenza di un sistema economico alternativo integrabile che interagisce, permette delle scelte autonome e responsabili nella scelta di un investimento. Esiste inoltre un mondo sommerso di idee, di strumenti per concepire l’economia come un strumento che sostituisca la centralità del profitto con la centralità dell’Umanità e la sua evoluzione! "

Non solo parole quindi è Icebergfinanza, ma anche un’alternativa, che non viene da me ma da un mondo sommerso di uomini e donne che vivono da tempo questa alternativa, un nuovo orizzonte, una speranza reale.

Ecco il significato di ICEBERGSPERANZA non più ICEBERGFINANZA, un luce in fondo al tunnel per tutti coloro che giornalmente sognano l’unica città che l’Umanità quotidianamente visita. L’ UTOPIA di un mondo migliore da costruire innanzitutto da noi stessi, cambiando la nostra vita.

 

 

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17 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 30 ottobre 2008 at 09:24

Grazie per le “vibrazioni positive”!
….ne abbiamo bisogno…..

Scritto il 30 ottobre 2008 at 11:08

Grazie Andrea, prima di altri hai scoperto e esposto il mondo alternativo di cui parli e sottintendi spesso. Il MICROCREDITO è il futuro!!! Volete investire i vostri risparmi e quelli dei vostri figli?
Questa è una risposta concreta, un investimento anche nella vita degl’altri.
Scusate se inserisco questo link di Grillo dove intervista Muhammad Yunus lo faccio solo per far vedere che esiste ed ha successo questo tipo di futuro!!!
http://www.youtube.com/watch?v=Y2g5q5p_dEw

utente anonimo
Scritto il 30 ottobre 2008 at 12:16

Grazie Andrea per avermi fatto scoprire dei mondi che non credevo possibili. Grazie per avermi fatto aprire gli occhi su cose che prima totalmente ingnoravo perchè preso dalla frenesia di questo mondo.
Grazie anche a tutti i compagni di viaggio.

Un giusto contributo versato al capitano per l’immenso lavoro svolto
mi sembrava doveroso.
Saluti Mirko

utente anonimo
Scritto il 30 ottobre 2008 at 12:19

Cosa ne pensate di ZOPA? io personamenete nel mio piccolo ho messo lì un bel po’ dei miei risparmi. Sono contento che qualcuno possa usarli direttamente per piccoli lavori di casa o altre attività simili ed è bello vedere che i miei soldi prestati vanno a finire direttamente a chi ne ha bisogno…

Simone.

utente anonimo
Scritto il 30 ottobre 2008 at 13:08

Sono in completo accordo con il Capitano Andrea, anche quando dice che l’unica soluzione di oggi è di sostenere il consumo, forse non ci sono alternative.

Ma vorrei esporre una piccola opinione; il mondo di oggi è troppo complesso ed articolato perchè una persona riesca a comprenderne tutte le implicazioni e meccanismi che legano insieme le componenti del mondo economico. La società occidentale e una grande parte degli ex-paesi poveri ormai vivono ed aspirano ad un mondo tecnologico o supertecnologico, vorrei che ci rendiamo conto che questo modello non è un paradiso, ma un quasi-inferno dove ci sono persone che scavano a mano per estrarre le materie prime, pozzi petroliferi-gas che come prodotto secondario scaricano delle acque piene di liquami infernali, fonderie dove ci sono delle correnti d’aria calde che ti alzano da terra e polveri micidiali (l’amianto è aria pura in confronto); per oggi mi fermo altrimenti ni innervosico.

Vorrei che qualche Operatore Turistico organizzasse qualche viaggio in questi posti.

Comunque il Capitano ha ragione.

SD

utente anonimo
Scritto il 30 ottobre 2008 at 15:00

scusa SD, ma quando mai si è parlato di sostenere il consumo??

Sono mesi che nel blog non si parla d’altro che di limitare i consumi per tornare ad uno stile di vita più ragioneviole……

utente anonimo
Scritto il 30 ottobre 2008 at 15:11

No comment. Penso che mi abbiate capito.

SD

utente anonimo
Scritto il 30 ottobre 2008 at 15:21

Mi unisco ai ringraziamenti per le vibrazioni positive!
Paolo

utente anonimo
Scritto il 30 ottobre 2008 at 16:13

Ciao Andrea, innanzitutto mi fa piacere trovare all’interno del tuo blog riferimenti al Vangelo.
Credo ogni crisi economica, sociale, porti con se ovviamente difficoltà ma anche alcune opportunità. L’ opportunità più grande la vedo nel cambiare (migliorare) lo stile di vita. Le banche dovranno tornare a fare la banca tradizionale e non gli speculatori (e con maggiori controlli da parte delle autorità competenti).
Noi dovremo avere uno stile di vita più sobrio, i lavori dai forti guadagni saranno sempre di meno e quindi dovremmo stare più attenti alle spese, ma tutto ciò ci dovrebbe portare ad essere più concentrati sull’essere e meno all’avere.
Dal canto mio,che faccio il promotoe finanziario, ho imparato a (mie spese) a diffidare del risparmio gestito e delle società di gestione. Il discorso è troppo lungo, ma fidati, ho tanti indizi che fanno una bella prova a sostegno della mia tesi. D’ora in avanti spazio a titoli di stato per la parte prudente ed a Etf per la parte azionaria. Sono convinto che ne trarrò giovamento io in tranquillità ed i miei clienti in tranquillità e rendimento.

Un caro saluto.

utente anonimo
Scritto il 30 ottobre 2008 at 20:31

Se una persona non ha altre alternative, mettere qualche soldo sugli Etf non sarebbe una cattiva idea, speriamo che non facciano come i Fondi. Ma come sceglierli ? c’è nè sono moltissimi e quasi incomprensibili per una persona comune; forse il promotore finanziario del post precedente riesce a farlo. E noi comuni mortali, pressati da una giornata di lavoro asfissiante, magari problemi famigliari, qualche problema fisico; come facciamo a sceglierli ?????

utente anonimo
Scritto il 30 ottobre 2008 at 20:49

.

utente anonimo
Scritto il 30 ottobre 2008 at 22:36

ZOPA, non saprei, a prima vista sembra l’uovo di colombo, tasso buono per chi ci mette dei soldi ed anche chi fà un prestito.
Ma nessuno ha mai avuto dei problemi ????

utente anonimo
Scritto il 30 ottobre 2008 at 22:40

Qualcuno saprebbe dire se anche ZOPA usa la leva finanziaria (la moltiplicazione dei pani e dei pesci)?? altrimenti come fà a dare un interesse del 7,7% ad a chiedere un 6% ??

utente anonimo
Scritto il 30 ottobre 2008 at 23:58

Caro Andrea, ti ringrazio per aver colto al volo quella mia richiesta, con il commento di ieri notte, volta a ricevere un “vero” messaggio di fiducia; era esattamente ciò che io, e forse tanti altri inguaribili ottimisti come me, volevano veramente sentire per continuare a sognare un futuro diverso, sperare in un reale cambiamento, credere forse di poter contribuire a costruire qualcosa di migliore, nel proprio piccolo.
Il più delle volte, anche una semplice ma “sentita” frase di speranza ci può dare una carica tale da creare una energia inimmaginabile e vedere le cose in maniera totalmente diversa dal giorno prima.
Grazie per il tuo contributo.

Andrea (Torino)

utente anonimo
Scritto il 31 ottobre 2008 at 09:34

Questa mattina mi sono alzato, ed in lontanaza ho visto, le solite code di auto, gli inceneritori che fumano, i giovani che chiedono…. non lo sò cosa chiedono. Ci vorranno una infinità di anni. Forse tutti hanno compreso, forse nò.

SD

Scritto il 1 novembre 2008 at 01:30

Ciao Andrea. Concordo con te, e mi fa piacere sentirti fare i richiami al vangelo, alla fine è lì che ritorna l’uomo nei momenti di difficoltà.
Per parte mia sottolineo che la cultura è l’unica “arma” che permette di dare pari dignità ai popoli e che porta il benessere economico a tutti.In questo senso ti invito a leggere i libri e gli articoli di Padre Gheddo (del PIME) si trovano in rete gratuitamente sul suo sito. Sono illuminanti.
Per parte mia sostengo le adozioni a distanza dal 1998, perchè il microcredito (giusto) ha bisogno di cultura.
Cordiali saluti

Scritto il 1 novembre 2008 at 01:33

Mi sono dimenticato la firma

Ciao
Duca

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