CREDIT DEFAULT SWAPS: DILUVIO UNIVERSALE FINANZIARIO!

Scritto il alle 07:09 da icebergfinanza

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E’ ormai calato il sipario sul 3° Festival dell’Economia di Trento, Mercato e Democrazia, un fiume, un oceano di parole, dibattiti, forum, tavole rotonde, incontri che ora attendono una qualsiasi applicazione nella realtà, anche un estremo tentativo di dimostrare che la teoria spesso può essere tradotta in concreto nella realtà, senza nessuna illusione, ma come dice Yunus padre del Microcredito, " ….ma nel corso degli anni avevo potuto verificare che spesso i progetti più riusciti non nascono da un rigoroso lavoro di analisi e pianificazione, bensì semplicemente da quell’impulso interiore che ti dice: " Ecco l’occasione per combinare qualcosa di buono ".

Durante il festival dell’ economia si è parlato spesso della finanziarizzazione dell’economia, hedge fund, fondi sovrani, derivati e credit default swaps, derivati che secondo la maggior parte dei relatori sono i principali imputati della crisi, crisi che è ben lungi da trovare una soluzione.

"Con il ribasso del dollaro stiamo arrivando ai limiti del possibile, questo non significa che non meriti un valore più basso, perché quella americana negli ultimi sette-otto anni è stata un’amministrazione non da testo di economia pura. Direi criminale"….firmato Sergio Marchionne amministratore delegato di Fiat.

Io vi aggiungerei solo una politica monetaria sulla stessa falsariga e un sistema che ha favorito e " accompagnato " l’illusione subprime, un sistema che tuttora attraverso sistemi di rilevazione obsoleti, dove vengono sottostimati inflazione e disoccupazione, prolunga l’illusione di un’economia irreale fondata sul debito!

Chiunque naviga ormai da tempo immemorabile sul nostro veliero conosce la mia opinione nei confronti dei derivati finanziari e conosce le insidie dei credit default swaps ancora dall’autunno dello scorso anno, ho sempre usato titoli ad effetto, " La Grande Depressione Finanziaria del 21 ° secolo " o " CREDIT_DEFAULT_SWAPS_HURRICANE " o ancora " CREDIT_DEFAULT_SWAPS_COUNTDOWN " c’è una certa sufficienza nei mercati finanziari a proprosito di questo immenso oceano tra Scilla e Cariddi e Guido Rossi al festival osserva:

«Il governatore Draghi è convinto che la crisi finanziaria durerà ancora un anno. Io non condivido affatto questa opinione: penso che la crisi sarà molto più lunga e che ci siano ancora molte bolle che devono scoppiare. In primo luogo quella dei “credit default swaps” che da sola vale cinque volte il debito pubblico degli Stati Uniti».

Un mercato che ormai investe non più in azioni con un "sottostante", ma su strumenti finanziari di ogni fatta – sostiene Rossi – è un mercato del tutto diverso «da quello del capitalismo tradizionale che aveva i suo istituti come i capitalisti, le banche e che ruotava sostanzialmente sulla società per azioni. Il problema è che non ci siamo ancora accorti che tutto questo è cambiato».

E’ vero, ben pochi se ne sono accorti, gente di mare che non non riconosce più le insidie di un oceano che da anni giace immobile, una bonaccia da politica monetaria espansiva ad oltranza, credit default swaps, un nome, una scommessa, chissà quale destino.

Se qualcuno vuole ulteriori informazioni rispetto all’oceano dei derivati finanziari, non si tratta di 45 miliardi di dollari, ma di un nuovo incremento del 36 % a 58 mila miliardi di dollari, non perdetevi questo comunicato della ………

BANK_FOR_INTERNATIONAL_SETTLEMENTS!……. 

……..non cercate altri numeri o riferimenti, questa è la Bibbia dei derivati finanziari.

The OTC derivatives market showed relatively steady growth in the second half of 2007, amid the turmoil in global financial markets. Notional amounts of all categories of OTC contracts rose by 15% to $596 trillion at the end of December (Table 1). Growth remained particularly strong in the credit segment, where the notional amounts of outstanding credit default swaps (CDSs) increased by 36% to $58 trillion. Expansion in the foreign exchange, interest rate and commodities segments was also relatively robust, recording double digit growth rates, while the equity segments showed a negative growth rate. Gross market values, which measure the cost of replacing all existing contracts, increased by 30% and reached $15 trillion in total at the end of December 2007. Gross credit exposures, after netting agreements, also rose by 22% to $3.3 trillion.

Un’immensità, questi derivati e se non funzionassero come tutti si aspettano in reltà?!

In May 2006, Alan Greenspan, the former Chairman of the Fed, noted: “The CDS is probably the most important instrument in finance. … What CDS (credit default swaps) did is lay-off all the risk of highly leveraged institutions – and that’s what banks are, highly leveraged – on stable American and international institutions.” It will be interesting to see whether reality proves to be different. WILMOTT.com

Si Alan il grande vecchio prima i subprime grande innovazione, poi i CDS il più importante strumento della creatività finanziaria……..semplicemente divino!

Prendetevi tutto il tempo che serve, questo post sarà oceanico, tanto per non smentirmi, un fiume che si riversa sui tasti irrefrenabile!

La luce in fondo al tunnel, il peggio dietro le spalle, la crisi del credito volge al termine, il pifferaio magico e la sua illusione, " especially appropriate time "!

Morgan Stanley, Merrill Lynch & Co. and Lehman Brothers Holdings Inc. had their credit ratings lowered by Standard & Poor’s on expectations the securities firms will be forced again to write down the value of their assets. Bloomberg.com

The ratings downgrades may make it harder for the banks to sell derivatives such as credit-default swaps that are tied to bonds or loans, said Brad Hintz, an analyst at Sanford C. Bernstein in New York. Single-A rated firms [only Goldman retains an AA] are less desirable as trading counterparties for fixed-income derivatives that extend longer than five years, he said.

“You’ll see derivatives profitability drop off over a period of time,” Hintz said of the three downgraded investment banks. “We estimate somewhere around 1 percent to 1.5 percent of fixed- income revenues are at risk.”

Altro che primo trimestre, altro che secondo trimestre, la grande depressione finanziaria è solo all’inizio, ci avviciniamo all’occhio del ciclone, prepariamoci a subire l’onda dei downgrade, bond o non bond!

The outlooks on the large financial institutions sector in the U.S. are now predominantly negative," the credit rating agency said in a statement….

"The market’s a little surprised with the timing and the breadth of the actions," said Ricardo Kleinbaum, analyst at BNP Paribas in New York, adding, however: "I didn’t see anything in particular that was a revelation."

"To have something like this come out so close to the reporting dates, at least for the brokers, suggests that S&P might be aware of a soft second quarter," Kleinbaum said….. Reuters…..

Un mercato un pò sorpreso dalla tempestica e dalla portata dell’azione intrapresa e, lo devo confessare, sono sorpreso pure io, vediamo se hanno lo stesso coraggio nei confronti dei relitti che giaciono nell’oceano finanziario, quelle monolines di sistemica memoria.

Di sorpresa in sorpresa, scopriamo che anche Moody’s è rimasta sorpresa dalle sue stesse considerazioni, una nuova metodologia per valutare le monolines, MOODY’s_IMPLIED_RATINGS_SHOW_MBIA,AMBAC_TURN_TO_JUNK e nel frattempo non cambia nulla!

Intanto prosegue l’onda dei piccoli fallimenti finanziari, d’ora in poi se vogliamo restare aggiornati sulla tendenza di breve medio termine, non mi perderei questo sito_della FDIC Federal Deposit Insurance Corporation, dove non facciamo altro che constatare il fallimento della quarta banca dell’anno, la FIRST INTEGRITY, un nome, un programma!

Il recupero finale dei mercati, dopo una giornata così, è la testimonianza che  il teatrino dei burattini di Mangiafuoco, esiste!

Se poi amate le novità del mondo dei CDS, del loro valore e dei possibili risvolti futuri connessi al possesso del 30 % di questi strumenti in mano agli hedge fund date un’occhiata al post del NEWYORKTIMES

INVESTORS don’t often get a peek inside the vast, opaque and unregulated world of credit default swaps, those privately traded insurance contracts that essentially allow participants to bet on or against a debt issuer’s financial condition. (Remember, these are the same instruments that played such a pivotal role in the collapse of Bear Stearns.)

Wachovia nel frattempo denuncia qualche problema …..

Wachovia posted bigger-than-expected losses in April, battered by sinking credit quality and the ill-timed acquisition in 2006 of Golden West Financial Corp., the Calabasas, Calif., mortgage lender.

Il mini tornado inglese,  la crisi del settore mutui in Gran Bretagna si sta aggravando, monito da Bradford & Bingley, una piccola società di credito ipotecario ed allarme in tutto il comparto bancario che pesa negativamente sui titoli del settore in tutta Europa, ecco che allora entrano in azione i private equity, magari a sconto, magari a leva o anche senza magari.  

Intanto però gli ultimi dati ufficiali dimostrano che il numero di nuovi mutui approvati è sceso ulteriormente in aprile toccando un record storico negativo. B&B ha sottolineato che non ci sono problemi strutturali nel business ma si tratta solo di condizioni di mercato difficili, che resteranno tali almeno per i prossimi mesi. La societa’, specializzata nella concessione di mutui buy-to-let, concessi a chi acquista per affittare, ha detto che nei primi mesi di quest’anno c’e’ stato un brusco aumento degli arretrati non pagati per tre mesi e oltre. SOLE24ORE 

Anche HBSO istituto finanziario inglese non se la passa molto bene, come la mettiamo d’ora in poi, con le svalutazioni sul mercato immobiliare inglese?

Se non bastasse la memoria alle novità del passato, ecco che ritornano i MUNIBONDS…

The amount of municipal bonds that have defaulted this year is already more than triple what it was for all of 2007. Bloomberg.com

L’importo di obbligazioni comunali che sono finite in default quest’anno è già più del triplo di quanto lo sia stato per tutto il 2007. 

Nessuna reazione dai mercati alla notizia di un rimbalzo dell’ ISM manifatturiero, si il rimbalzo del gatto morto, sempre e comunque sotto 50, sempre e comunque contrazione, sempre e comunque nessun posto di lavoro in più, solo ordini, maggior produzione ed esportazioni, sino a quando o magari per aumentare le scorte in attesa dell’ennesima illusione di una seconda parte dell’anno all’insegna dei rimborsi fiscali, rimborsi fiscali in realtà già spazzati via dalla benzina oltre 4 dollari al gallone, rimborsi fiscali già spazzati via dalla perdità di patrimonialità delle abitazioni, dall’ultimo disperato tentativo di evitare i default o le foreclosures, perdita di una casa.

The report was issued today by Norbert J. Ore, C.P.M., chair of the Institute for Supply Management™ Manufacturing Business Survey Committee. "The manufacturing sector failed to grow in May as the PMI fell below 50 percent for the fourth consecutive month. In relative terms, May was down slightly from April as the rate of contraction in manufacturing slowed. The Production Index was a bright spot as it moved above 50 percent after declining for two months. Manufacturers find themselves caught between rising costs and weakening demand in many industries. Exports continue strong due to the weak dollar — without the weak dollar the story would be much more negative in manufacturing."

 

MANUFACTURING AT A GLANCE
MAY 2008

Index

Series
Index
May
Series
Index
April
Percentage
Point
Change

Direction

Rate
of
Change
Trend*
(Months)
PMI 49.6 48.6 +1.0 Contracting Slower 4
New Orders 49.7 46.5 +3.2 Contracting Slower 6
Production 51.2 49.1 +2.1 Growing From Contracting 1
Employment 45.5 45.4 +0.1 Contracting Slower 7
Supplier Deliveries 53.7 54.0 -0.3 Slowing Slower 11
Inventories 48.0 48.1 -0.1 Contracting Faster 25
Customers’ Inventories 47.0 45.0 +2.0 Too Low Slower 2
Prices 87.0 84.5 +2.5 Increasing Faster 17
Backlog of Orders 46.0 51.5 -5.5 Contracting From Growing 1
Exports 59.5 57.5 +2.0 Growing Faster 66
Imports 49.5 48.0 +1.5 Contracting Slower 4
             
OVERALL ECONOMY Growing Faster 79
Manufacturing Sector Contracting Slower 4

 

Avete notato, in rosso ho evidenziato i prezzi, è dall’autunno che continuano a salire, si traduce inflazione, paesi come Cina, India, Indonesia e Arabia Saudita per non parlare di qualunque produttore di petrolio a livello mondiale, ha visto aumentare i prezzi di un 8/10 % nel corso degli ultimi anni, in Russia siamo intorno al 14 %, in Argentina arriviamo in realtà al 23 %, in Venezuela al 29 %, misurando correttamente, due terzi della popolazione mondiale soffrirà, questa estate  di un’inflazione a due cifre, almeno così scrive l’Economist. INFLATION’S_BACK .

Gli Stati Uniti, dollaro debole, nessun problema, quel pensiero un pò core, un pò pilotato, che vede un’inflazione a livelli anemici, quel fastidio dei prezzi alimentari ed energetici, che ha breve travolgerà la realtà, ha breve si trasformerà in STAGDEFLATION, un riferimento inedito, accademicamente impossibile, ma che vedrà l’effetto combinato di una deflazione immobiliare e dei mercati azionari convivere con un’inflazione reale vicina al suo picco.

Per il resto del mondo, probabilmente si tratterà di STAGFLAZIONE pura, vedremo, solo il tempo ce lo dirà.

L’inflazione incomincia a preoccupare pure le stanze ovattate della Federal Reserve, non hanno tutti i torti, visto che un certo Andrew Liveris, chief executive di DOW CHEMICAL Company,ci racconta che dal 1 giugno la sua ditta aumenterà i prezzi di un 20 % per compensare i costi delle materie prime e dell’energia, margini sottili presumo! Secondo Liveris, gli States stanno sottovalutando il livello dell’inflazione nell’economia reale e si aspetta che l’aumento dei costi energetici stia incominciando a distruggere la domanda, un passaggio del testimone al consumatore, la classica spirale che precede il passaggio di testimone, gli utili sono utili pazienza per l’economia reale, i mercati azionari si nutrono di utili, utili, utili e ancora utili!

Sino al giorno in cui la natura stessa del ciclo economico troverà il tempo di compensare ogni squilibrio!

Nel frattempo mentre le forze mediatiche sono intente a dipingere una recessione dai toni naif, Eli Broad, fondatore della KB HOME una delle principali ditte di costruzioni americane, avverte che i prezzi delle abitazioni scenderanno probabilmente di almeno un altro 10 %, in un’intervista da Los Angeles con Bloomberg Television,….

 "Every housing market’s different, but you can expect housing prices to continue to decline in most markets for the next year or so,”

Ogni mercato è differente, ma aspettatevi che i prezzi delle abitazioni continuino a scendere in molti mercati, il prossimo anno e forse più, se lo dicono loro che hanno il polso della situazione e Broad, non è l’unico, questa è la più grande depressione immobiliare della storia degli Stati Uniti e una caduta dei prezzi di un altro 10 % avrà conseguenze a catena su tutta l’economia.

Ora abbiamo già visto che Feldstein, il presidente della NBER ente preposto alla rilevazione dei periodi di recessione, sostiene che l’America stà scivolando in recessione, abbiamo sentito Warren Buffet parlare di recessione più lunga e profonda di quanto chiunque si aspetti, Soros ed altri ancora, ma sentite cosa dice Eli Broad…..

The US economy is "in a recession no matter how you want to measure it,” and recommended that investors put their money in the energy industry, multinational companies with the largest stock-market capitalizations, and emerging economies such as Brazil, Russia, India and China. The return on US stocks likely will "be in low single digits” this year, he said.

L’ America è in recessione, non importa come la si voglia misurare, non importa cosa pensano economisti, analisti, gestori, media e chiunque ha interesse a raccontare una realtà che non esiste, importa solo la recessione del popolo, dei consumi, degli investimenti e gli utili in profondo declino, supportati da un dollaro altrettanto debole, potranno sostenere un’illusione, ma non la continua emorragia di posti di lavoro alla ricerca di margini che giorno dopo giorno la speculazione sulle materie prime, comprimono. Oggi non perderò tempo e fiato, per raccontarvi come la revisione del PIL è salita di uno zero virgola, piuttosto che scesa di un punto virgola, chissà forse non lo farò neanche in futuro, tempo perso nell’universo mediatico avverso!

Not_a_recession

Vi raccontano che le foreclosures sono un fenomeno esclusivamente subprime, ma i subprime è stato solo il battito della farfalla, oggi nessun settore ne prime, ne mid prime ne è escluso.

Date un’occhiata a questo post del NEWYORKTIMES, leggetevelo bene e calatevi nella realtà! 

> >

0601sbntown 

Nessun bottom, nessuna luce in fondo al tunnel, ogni sforzo per contribuire ad evitare il default o le foreclosures, viene vanificato dalla realtà, in Aprile, secondo la Mortgage Conpanies of America in Washington, più di 73.000 case ipotecate assicurate sono in ritardo da più di 60 giorni nei pagamenti delle rate, rispettoa ai 40.000 circa che sono riusciti a rientrare in qualche modo, gli assicuratori pagano le banche quando i mutuatari vanno in default o foreclosures o non riescono a coprire i costi.

Secondo Realty Trac le foreclosures sono aumentate del 65 % e i REOs più che raddoppiati, i tassi dei mutui ARMs aumentano e i programmi federali, sconti fiscali, sostegni assicurativi e legislativi, servono a ben poco! Una famiglia su 519 è in foreclosures, solo 183.000 famiglie hanno avuto accesso ad una reimpostazione del mutuo, secondo il programma, Hope Now Alliance, sino a quando i default continueranno a questo ritmo le foreclosure properties e i REOs rimarranno un’ipoteca sugli inventari di abitazioni invendute nei prossimi mesi.

Ci si esalta per le richieste dei beni durevoli " saliti " ex transportation del 2,5 %, ma scesi in realtà complessivamente del 0,5 % e sotto del 3,4 % da aprile 2007, dimenticando pure perchè è cosa buona e giusta le revisioni, quel più 0,1 % del mese di marzo, passato a meno 0,3 %, illusionisti!

Sono dati che creano sconcerto, sulla mancata recessione mediatica che avanza, ma io non cambio rotta, non sposto il timone di un solo grado!

La mia mission è quella di segnalare iceberg, banchi di sabbia, insieme diventare consapevoli della realtà, per cieli limpidi e mari puliti, vi sono un’infinità di luoghi, siti e risonanze mediatiche da visitare. 

L’occhio dell’uragano, vi stiamo entrando lentamente, inesorabilmente, nessun problema, la crisi è alle spalle, la tarda primavera del 2009 è ancora lontana, tanta strada resta da fare, nel frattempo lassù nel cielo finanziario incomincia ad apparire un " BLACK SWAN ", uno strano cigno nero………

 DANGEROUS_BLACKSWAN_CHART_FORMATION_by_BIGPICTURE

 

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4 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 3 giugno 2008 at 19:52

ciao andrea , come sempre sei GRANDE sono sempre della tua idea continua così un sincero saluto

utente anonimo
Scritto il 3 giugno 2008 at 19:53

mi sa che questo cigno nero sta abbassando la testa x beccare

utente anonimo
Scritto il 3 giugno 2008 at 20:36

BRAVO, COMPLIMENTI PER L’ENORME LAVORO E GRAZIE PER …. MANTENERE SEMPRE ALTA LA GUARDIA.
JACK

Scritto il 3 giugno 2008 at 21:59

Riporto qui il commento di Denis in quanto il precedente post è stato estinto e ripristinato!

stagflazione o deflazione? per il sistema capitalistico in cui viviamo sono una tragedia economica, un male da curare assolutamente. io credo che sia un periodo di riequilibrio in quanto le economie avanzate subiranno un processo deflazionistico accompagnato da alti tassi, fenomeno oramai dimenticato. l’ inflazione in un contesto recessivo in cui ci troviamo e’ sicuramente un fenomento importato dai cosidetti paesi ‘bric’ che stanno svolgendo il ruolo delle economie avanzate degli anni ’70. e speriamo solo anche se ne sono quasi convinto che sulle materie prime la bolla sta per esplodere.. un augurio in termini umani per i paesi dove si muore di fame. che ne dici capitano.
denis

Per quanto riguarda le materie prime credo che come dice il buon Keynes il settore può restare irrazionale più di quanto noi siamo in grado di aspettarci la fine del trend, un pesante rintracciamento è possibile, ma credo siamo in un trend di lungo periodo, bolla o non bolla, ovviamente per il petrolio vale un discorso a parte!

Per quanto riguarda i sotterranei dell’Umanità, oggi più che mai noi siamo i prestatori di ultima istanza dei più deboli, dobbiamo cercare di sostenere i microprogetti il microcredito non elemosinando ma creando le condizioni per la dignità umana!

Andrea

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