11 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 11 giugno 2008 at 15:39

caro capitano, ma ci vai in vacanza?
vorrei, con il tuo permesso, riprendere l’ultimo intervento del grande Mas (domenica scorsa) sulla globalizzazione.
Sono d’accordo con lui sul fatto che la globalizzazione toglie ricchezza da una parte (paesi “ricchi”) per trasferirla da un’altra parte (paesi “emergenti”) ed alla fine saremo “costretti” ad impoverirci. Secondo me, questo meccanismo nel tempo genera da una parte la recessione e dall’altra la vana illusione di essere tutti diventati improvvisamente ricchi…. Mah!..
La globalizzazione e’ insomma un virus che non ti lascia scampo.
Ciao a tutti
pinio

Scritto il 11 giugno 2008 at 17:04

Certo che ci vado nei prossimi giorni la prossima volta pubblico l’amaca così è il segnale che cala il sipario!

Andrea

utente anonimo
Scritto il 11 giugno 2008 at 17:30

GRANDE GRANDE GRANDE GRANDISSIMO,
solo tu sei in grado di fare un lavoro come questo.
pensa che io faccio fatica starti dietro a leggere tutto quanto.
comunque x me essenziale x la dinamica futura,x capirci qualcosa

utente anonimo
Scritto il 11 giugno 2008 at 17:54

Ciao pinio!
Grazie!!!

Mas

Scritto il 11 giugno 2008 at 17:56

Il post di oggi era uno tsunami, ma era stato inviato a tutti coloro che hanno contribuito al blog, quindi hanno avuto tutto il tempo di leggerselo con calma.

Non serve leggere tutto di un fiato, non è possibile farlo ma vi sono quasi tutte le informazioni indispensabili per comprendere la dinamica immobiliare.

Dormirei molto di più e meglio scrivendo due righe in fretta ma non ci riesco e non riesco a scrivere solo le solite due righe di circostanza che girano e rigirano su se stesse!

Andrea

utente anonimo
Scritto il 11 giugno 2008 at 17:58

completo, documentato, obiettivo: in una parola, un lavoro esaustivo…meriterebbe la discussione, e relativa pubblicazione, in ambito accademico…
un applauso ad Andrea…

ve lo ricordate il “peggismo ormai alle spalle” ? dopo aver raggiunto punte del 90% e oltre sulla stampa, specializzata e non, quelli del “peggio ormai alle spalle” sembrano essersi volatilizzati…annichiliti…dei veri desaparecidos…
dobbiamo cominciare a preoccuparci? *s*
Credo che posterò nome, qualifica professionale e posizione lavorativa dei “peggisti alle spalle” più clamorosi…
non che siano tutti delle ciofèche, intendiamoci…prendete il buon Michele B., serio e onesto, che consigliava, sulla base dell’analisi tecnica, di mettersi “lunghi” proprio quando il mercato cominciava a girare…a dimostrazione che un conto è l’Analisi Tecnica (precisa, perchè rivolta solo al passato…), e un conto è la Previsione Tecnica, molto più imprecisa e aleatoria, perchè rivolta al futuro…

ben fatta la replica a Riolfi, del Sole24Ore … Riolfi è uno di quelli che, di solito, “saggiamente” prevede, improvvisamente ispirato, che “se non si salirà, allora si scenderà, a meno che non si andrà in laterale…”, e quando decide di prendere una chiara posizione, come sabato scorso, diventa un imprescindibile indicatore “contrarian”, anche se mai quanto l’inarrivabile Turani di Repubblica, che, in proposito, rasenta la perfezione…

a proposito, una “contronotizia” di poco fa, dall’ANSA:
“(ANSA) – ROMA, 11 GIU – Le richieste di mutui sono rimbalzate (+10,9%) dai minimi di sei anni la scorsa settimana, trainate dalle domande di acquisto di abitazioni. I dati potrebbero indicare un’inversione di tendenza nel mercato immobiliare statunitense, grazie ai prezzi bassi. L’indice calcolato dalla Mortgage Bankers’ Association e’ salito a 557,1 da 502,3 della settimana precedente. La componente relativa ai rifinanziamenti e’ in rialzo dell’8,4%, quella relativa ai nuovi acquisti, del 12,8%”.

Ad Andrea e alla sua famiglia, l’augurio di una rilassante ben meritata vacanza

ad maiora

Gabriel

Scritto il 11 giugno 2008 at 18:19

Grazie Gabriel ma vorrei fare una piccola puntualizzazione…….

(ANSA) – ROMA, 28 MAG

– L’indice delle richieste di mutuo ipotecario negli Usa ha segnato un calo del 4,6% la scorsa settimana, scendendo ai minimi da un mese (a quota 593,3), per via dell’aumento dei tassi sui prestiti. A trainare il ribasso sono le domande di rifinanziamento diminuite dell’8,9%, mentre le richieste per l’effettivo acquisto di un immobile sono aumentate dello 0,1%, rimanendo tuttavia sui valori minimi degli ultimi cinque anni. Il tasso medio su un mutuo trentennale è salito al 5,96% dal 5,90% della settimana precedente.(ANSA).

(ANSA) – ROMA, 4 GIU

– L’indice delle richieste di mutuo ipotecario negli Usa è crollato del 15,3% la scorsa settimana, scendendo ai minimi da sei anni (a quota 502,3), per via dell’aumento dei tassi sui prestiti. A trainare il ribasso sono le domande di rifinanziamento che hanno segnato un ribasso del 26%, mentre le richieste per l’effettivo acquisto di un immobile sono diminuite del 5,4%, rimanendo sui valori minimi degli ultimi cinque anni. Il tasso medio su un mutuo trentennale è salito al 6,17% dal 5,96% della settimana precedente.(ANSA).

“(ANSA) – ROMA, 11 GIU

– Le richieste di mutui sono rimbalzate (+10,9%) dai minimi di sei anni la scorsa settimana, trainate dalle domande di acquisto di abitazioni. I dati potrebbero indicare un’inversione di tendenza nel mercato immobiliare statunitense, grazie ai prezzi bassi. L’indice calcolato dalla Mortgage Bankers’ Association e’ salito a 557,1 da 502,3 della settimana precedente. La componente relativa ai rifinanziamenti e’ in rialzo dell’8,4%, quella relativa ai nuovi acquisti, del 12,8%”.

Si tratta di un indicatore poco affidabile, siamo sulle montagne russe…….

la MBA non è in grado di segnalare le richieste multiple ed oggi con la contrazione del credito e la scomparsa del credito subprime, le famiglie sono destinate a rivolgersi a più banche per richiedere un mutuo, più richieste della stessa famiglia a più banche vengono segnalate come richieste multiple e quindi non attendibili!

Ciao Andrea

utente anonimo
Scritto il 11 giugno 2008 at 19:09

ciao andrea ,BUONE VACANZE ,sei sempre mitico . ciao minghin

utente anonimo
Scritto il 12 giugno 2008 at 00:14

Roma, 11 giu. (Adnkronos) – ”Sono ‘ansiosamente ottimista’” ma ”la verità è che non sappiamo” se siamo usciti dalla crisi.

Il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, (nella foto) intervenendo, ad Amsterdam, alla Foreign Bankers’ Association afferma che “non possiamo ancora abbassare la guardia”, aggiunge, sottolineando che “le cose possono ancora peggiorare”.

Secondo il Governatore “siamo ancora sul filo del rasoio”. La cautela che usa Draghi nella sua analisi è la stessa già utilizzata nella Considerazioni Finali e risente della consapevolezza che “un deterioramento del ciclo commerciale e un ulteriore peggioramento del mercato immobiliare potrebbero compromettere i fondamentali”.

Aggiungo io: A Mario, che stai a dì? Sei strafatto? Ma se proprio non sai cosa dire, e non sai che pesci pigliare, manda un certificato medico di salute mentale andata a donnine di dubbia fama e chi si è visto si è visto.

P.S.: ma quant’è che piglia al mese questo qua??? Tutte braccia rubate all’agricoltura!!!

utente anonimo
Scritto il 12 giugno 2008 at 10:11

Il ns. Marietto Dragi, improvvisamente si è svegliato da lungo sonno, è successo tutto in una notte, tutto in poche ore … forse minuti.

E’ bello vedere come la crema della finanza improvvisamente si accorge “dell’azzardo morale”.

Oramai lo scontro con l’iceberg c’è stato, il titanic sta affondanto, è inutile fare finta di niente …., meglio confermare che si … è proprio vero siamo spacciati ….. la nave affonderà ….. così poi…. il mitico Marietto potrà dire …..

“Sono Un GRANDE” lo avevo detto !!! ”

Roberto65.

Mercoledì 11 Giugno 2008, 20:55

Draghi,bassi tassi hanno contribuito a crisi finanziaria

Reuters

Quotazioni

ROMA (Reuters (Londra: TRIL.L – notizie) ) – Le banche centrali dovrebbero trarre una lezione dal quadro di bassi tassi di interesse e credito facile che ha contribuito alla crisi finanziaria innescata dai mutui subprime Usa.

E’ quanto sostiene Mario Draghi, governatore della Banca d’Italia e membro del consiglio della Bce, in un discorso tenuto ad Amsterdam per l’Associazione olandese delle banche estere.

Draghi ritiene che le banche centrali non siano riuscite a mitigare del tutto le tensioni sui mercati monetari e, pur definendosi “ansiosamente ottimista”, avverte che non è chiaro se si sia toccato il fondo della crisi.

“La situazione potrebbe ancora peggiorare”, si legge nel testo del discorso in italiano diffuso ai giornalisti.

Per il presidente del Financial stability forum, le banche centrali “hanno tratto importanti lezioni dalla crisi”.

“Il livello eccezionalmente basso dei tassi di interesse negli anni scorsi aveva contribuito alla crescita eccessiva della liquidità, al mispricing dei diversi strumenti finanziari, ad allocare il rischio in maniera efficiente”, ha detto

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Draghi.

“Le banche centrali dovrebbero considerare questi effetti al momento di fissare i tassi di riferimento della politica monetaria. Nel nuovo contesto finanziario la politica monetaria ha un legame sempre più stretto con la stabilità finanziaria, che le banche centrali non possono più trascurare”.

Il presidente della Banca centrale europea Jean-Claude Trichet la settimana scorsa ha sorpreso i mercati annunciando per il mese prossimo un probabile aumento del tasso europeo fermo al 4% da circa un anno.

Dopo aver osservato che “le banche centrali devono vagliare l’evoluzione di un ampio insieme di indicatori, oltre all’andamento dell’inflazione”, Draghi sottolinea come “il framework di politica monetaria della Bce si distingue per il suo ampio grado di articolazione”.

COSTI SALVATAGGI RICADANO SOPRATTUTTO SU SOCI E MANAGER

Le banche centrali hanno svolto un “ruolo cruciale nella gestione della crisi”, ma “non hanno potuto attenuare le tensioni sui mercati monetari”.

“E’ ormai chiaro”, prosegue Draghi, “che alla radice del problema vi sono le forti incertezze sulla qualità di prodotti finanziari di ammontare pari a migliaia di miliardi di dollari”.

Sulle condizioni di fondo dei mercati potrebbero ripercuotersi negativamente un deterioramento del ciclo economico e ulteriori riduzioni dei valori immobiliari.

“Un aumento delle perdite potrebbe rendere i primary broker riluttanti ad assumere rischi di controparte, inducendoli a fissare margin requirements più elevati, che potrebbero costringere gli hedge funds a liquidare posizioni di ingente valore. Ciò potrebbe provocare una nuova andata di vendite e accentuare le pressioni al ribasso sui prezzi dei titoli”.

Un ulteriore aspetto che richiederà un’attenta valutazione da parte delle banche centrali, secondo Draghi, è l’azzardo morale.

“Gli interventi in favore di singoli intermediari con rilevanza sistemica comportano un costo, in quanto potrebbero incoraggiare l’assunzione di rischio da parte di altre banche”, dice il governatore riferendosi al salvataggio dell’istituto britannico Northern Rock (Londra: GB0001452795.L – notizie) e della statunitense Bear Stearns (NYSE: BSC – notizie) da parte della Federal Reserve attraverso Jp Morgan.

“Per contenere l’onere regolamentare che può associarsi all’estensione del safety net garantito dalle banche centrali, il costo dei salvataggi deve ricadere quanto più possibile sugli azionisti e sui massimi dirigenti delle banche in crisi”.

utente anonimo
Scritto il 1 luglio 2008 at 11:39

Si… ma in Italia? Scenderanno i prezzi delle case?

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