FINANZA ETICA: Illusioni che diventano realtà!

Scritto il alle 10:56 da icebergfinanza

 

 Banca Popolare Etica

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Banca Popolare Etica nasce per tradurre in pratica l’idea di una banca intesa come punto di incontro tra risparmiatori che condividono l’esigenza di una più consapevole e responsabile gestione del proprio denaro e le iniziative socio-economiche che si ispirano ai princìpi di un modello di sviluppo umano e sociale sostenibile, nel quale la produzione della ricchezza e la sua distribuzione siano fondati sui valori della solidarietà, della trasparenza civile e della realizzazione del bene comune.

Consapevoli che la trasformazione della società passa anche attraverso la trasformazione dei sistemi produttivi, banca etica si occupa con particolare attenzione delle tematiche di responsabilità sociale ed ambientale delle aziende elaborando modelli di intervento e modalità organizzative nuove a livello nazionale e internazionale.


Qualche anno fa molte organizzazioni del volontariato e della solidarietà sociale, iniziarono ad interrogarsi sul ruolo del denaro, della finanza e dell’impresa. Presero così coscienza di quanto lo sviluppo e il benessere di una collettività fossero in stretto rapporto anche con il denaro e con le attività ad esso collegate.

La storia


Lo statuto, all’art. 5, riprende i princìpi base della finanza etica, che possono essere così riassunti:

  • la finanza eticamente orientata è sensibile alle conseguenze non economiche delle azioni economiche;
  • il credito, in tutte le sue forme, è un diritto umano;
  • l’efficienza e la sobrietà sono componenti della responsabilità etica;
  • il profitto ottenuto dal possesso e scambio di denaro deve essere conseguenza di attività orientate al bene comune e deve essere equamente distribuito tra tutti i soggetti che concorrono alla sua realizzazione;
  • la massima trasparenza di tutte le operazioni è un requisito fondante di qualunque attività di finanza etica;
  • va favorita la partecipazione alle scelte dell’impresa, non solo da parte dei soci, ma anche dei risparmiatori;
  • l’istituzione che accetta i princìpi della finanza etica orienta con tali criteri l’intera sua attività.


Il Comitato Etico:
è il principale organismo di garanzia istituzionale ai cui componenti, nominati dall’Assemblea dei Soci, spetta una funzione consultiva e propositiva, affinché le attività della Banca si sviluppino nell’ambito dei criteri di eticità.

Regolamento Comitato Etico
Relazione Comitato Etico

Codice Etico

Il Bilancio Sociale:
permette di far conoscere la specificità di Banca Etica, oltre ai meri dati economici. Attraverso le linee programmatiche descrive quali sono i valori ed i princìpi che orientano l’attività della banca; analizza i rapporti di Banca Etica con i diversi soggetti di riferimento, quali le risorse umane, i soci, i clienti, i fornitori, lo Stato, gli enti locali, le altre istituzioni creditizie e la collettività.

Il Modello VA.R.I.
VAlori-Requisiti-Indicatori: rappresenta lo strumento attraverso cui vengono valutati i progetti per i quali vengono richiesti i finanziamenti e garantisce la corrispondenza di questi con i princìpi di Banca Etica.

http://www.bancaetica.com/ 

 

La finanza e l’investimento sono sempre stati visti con i parametri del rendimento, del capitale, dell’interesse.
Sempre di più si sta diffondendo una nuova cultura che mira all’investimento con caratteristiche etiche, dove l’investitore mira non solo alla speculazione ma punta su attività che rispondano a certi requisiti di responsabilità sociale ed ambientale.
La borsa viene vista come un prezioso servizio all’economia di mercato quando gli investimenti non sono semplici speculazioni e manipolazioni individuali.
Da pochissimo viene teorizzata la sinergia tra economia ed etica. Ciò si deve all’economista, premio Nobel, Amartya Sen, che sostiene che al valore della ricchezza, la quale rimane sempre un elemento base del mercato, debba essere aggiunta anche la felicità, che è un concetto diverso dal benessere. Una persona è più ricca di un’altra quando è più felice ed ha ottenuto una migliore qualità della vita. La qualità della vita diviene quindi una variabile algebrica nei calcoli economici. Il mercato è vero mercato quando non produce solo ricchezza ma soddisfa anche attese e valori etici.
Il risparmiatore diviene così controllore delle conseguenze non economiche degli atti e delle azioni economiche.
In Italia il dibattito circa la dimensione etica della finanza sta muovendo i primi passi, anche grazie alle novità normative introdotte con la legislazione sulle Fondazioni bancarie.
L’investimento etico consiste nella selezione e nella gestione degli investimenti (azioni, obbligazioni, prestiti) condizionata da criteri etici e di natura sociale, concetto racchiuso nell’espressione socially responsabile investment usata negli Stati Uniti, o ethical investment, espressione usata in Gran Bretagna.
L’investitore etico è invece colui che non è unicamente interessato al rendimento delle proprie azioni, ma vuole conoscere le ragioni di fondo che realizzano questa redditività, le caratteristiche dei beni prodotti, la localizzazione dell’azienda e verificare come vengano condotti gli affari.

 

 

http://www.finanza-etica.it/ 

 

 

La finanza eticamente orientata:

  1. Ritiene che il credito, in tutte le sue forme, sia un diritto umano
    Non discrimina tra i destinatari degli impieghi sulla base del sesso, dell’etnia o della religione, e neanche sulla base del patrimonio, curando perciò i diritti dei poveri e degli emarginati. Finanzia quindi attività di promozione umana, sociale e ambientale, valutando i progetti col duplice criterio della vitalità economica e dell’utilità sociale.
    Le garanzie sui crediti sono un’altra forma con cui i partner si assumono la responsabilità dei progetti finanziati. La finanza etica valuta altrettanto valide, al pari delle garanzie di tipo patrimoniale, quelle forme di garanzia personali, di categoria o di comunità che consentono l’accesso al credito anche alle fasce più deboli della popolazione.
  2. Considera l’efficienza una componente della responsabilità etica
    Non è una forma di beneficienza: è un’attività economicamente vitale che intende essere socialmente utile. L’assunzione di responsabilità, sia nel mettere a disposizione il proprio risparmio sia nel farne un uso che consenta di conservarne il valore, è il fondamento di una partnership tra soggetti con pari dignità.
  3. Non ritiene legittimo l’arricchimento basato sul solo possesso e scambio di denaro
    Il tasso di interesse, in questo contesto, è una misura di efficienza nell’utilizzo del risparmio, una misura dell’impegno a salvaguardare le risorse messe a disposizione dai risparmiatori e a farle fruttare in progetti vitali. Di conseguenza il tasso di interesse, il rendimento del risparmio, è diverso da zero ma deve essere mantenuto il più basso possibile, sulla base delle valutazioni sia economiche che sociali ed etiche.
  4. E’ trasparente
    L’intermediario finanziario etico ha il dovere di trattare con riservatezza le informazioni sui risparmiatori di cui entra in possesso nel corso della sua attività, tuttavia il rapporto trasparente con il cliente impone la nominatività dei risparmi. I depositanti hanno il diritto di conoscere i processi di funzionamento dell’istituzione finanziaria e le sue decisioni di impiego e di investimento. Sarà cura dell’intermediario eticamente orientato mettere a disposizione gli opportuni canali informativi per garantire la trasparenza sulla sua attività.
  5. Prevede la partecipazione alle scelte importanti dell’impresa non solo da parte dei soci ma anche dei risparmiatori
    Le forme possono comprendere sia meccanismi diretti di indicazione delle preferenze nella destinazione dei fondi, sia meccanismi democratici di partecipazione alle decisioni. La finanza etica in questo modo si fa promotrice di democrazia economica.
  6. Ha come criteri di riferimento per gli impieghi la responsabilità sociale e ambientale
    Individua i campi di impiego, ed eventualmente alcuni campi preferenziali, introducendo nell’istruttoria economica criteri di riferimento basati sulla promozione dello sviluppo umano e sulla responsabilità sociale e ambientale. Esclude per principio rapporti finanziari con quelle attività economiche che ostacolano lo sviluppo umano e contribuiscono a violare i diritti fondamentali della persona, come la produzione e il commercio di armi, le produzioni gravemente lesive della salute e dell’ambiente, le attività che si fondano sullo sfruttamento dei minori o sulla repressione delle libertà civili.
  7.  Richiede un’adesione globale e coerente da parte del gestore che ne orienta tutta l’attività
    Qualora invece l’attività di finanza etica fosse soltanto parziale, è necessario spiegare, in modo trasparente, le ragioni della limitazione adottata. In ogni caso l’intermediario si dichiara disposto ad essere ‘monitorato’ da istituzioni di garanzia dei risparmiatori.                                                                                                                            
  8. il testo del Manifesto della finanza etica è stato tratto dal volume:
    Elisa Baldessone, Marco Ghiberti (a cura di), ‘L’euro solidale‘, EMI, pp. 20-22, 1998 per ulteriori informazioni potete contattare: AFE – Associazione Finanza Etica
    Piazzetta Forzatè 2/3, Padova
    tel. 049/651865 – fax 049/8755714

 

LINK UTILI PER SCOPRIRE IL MONDO DELLA FINANZA ETICA

http://www.altreconomia.it/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=4

http://www.eticare.it/editoriali/finanza/area.asp?a=11

http://unimondo.oneworld.net/article/frontpage/324/4935

http://www.mondosolidale.it/index.php?option=com_content&task=view&id=33&Itemid=71

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