C'E' UN TEMPO PER OGNI COSA! ( aggiornato )

Scritto il alle 10:31 da icebergfinanza

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Per ogni cosa c’è il suo tempo, un tempo per agire e un tempo per riflettere, siamo così convinti di essere in grado di programmare ogni istante della nostra esistenza, così convinti di avere il tempo e la conoscenza nelle nostre mani che spesso non sappiamo nulla di noi stessi, non sappiamo nulla di ciò che circonda la nostra vita.

"Non siamo mai sicuri, in una certa misura siamo sempre ignari!
" La nostra conoscenza del modo in cui funzionano le cose, nella società o nella natura, è avvolta nella nebbia della vaghezza. Grandi mali sono derivati dalla fede nella certezza." (…) Le nostre vite abbondano di numeri, ma a volte ci dimentichiamo che i numeri sono soltanto strumenti. Pur non avendo un’anima, possono diventare dei feticci. Molte decisioni cruciali sono prese dai computer, strani congegni che divorano numeri, come mostri voraci, e che chiedono di essere nutriti con quantità sempre maggiori di cifre da masticare, digerire e risputare."
Cosi si esprime Kenneth Arrows, premio Nobel per l’economia, una colpevole mancanza di informazione nei mercati, che condiziona sensibilmente la possibilità di avere una certa consapevolezza dei rischi che vengono allocati.

Non siamo mai sicuri, in una certa misura siamo sempre ignari di ciò che verrà!

Secondo L’economista William Baumol (1986) non siamo in grado di capire i fenomeni attuali senza un esame sistematico degli eventi precedenti, che influenzano il presente e che continueranno a esercitare profondi effetti domani.

Una strana sensazione si diffonde nell’aria, come un’infinita quiete prima della tempesta, una tempesta che nasce e muore nel soffio di un istante, mercati che accennano alla consapevolezza ed all’improvviso tornano a scrutare in lontananza un’illusione mai sopita, continue rotazioni settoriali che lasciano il tempo che trovano.

E’ il tempo delle occasioni, ogni giorno un’occasione per entrare nelle leggende dell’alta finanza, titoli sottocapitalizzati o sottovalutati che nascondono un valore che nessuno comprende, small cap sbattute come fuscelli nel mare in tempesta dove le portaerei dei paesi emergenti o le corazzate blue chips invitano alla rotazione collettiva, come nelle regate di Luna Rossa, dove si stramba a più non posso alla ricerca del salto di vento, del lato migliore, dimenticando che in fondo il vento della crescita stà lasciando l’economia.

Confesso che in questa  “ era  glaciale “  faccio fatica a comprendere come sia possibile pensare già da ora ad un’eventuale battuta di pesca visto che la superficie del mare è ricoperta ora da una sottile lastra di ghiaccio che con il passare del tempo si stà consolidando sempre più, man mano che vengono alla luce notizie ed informazioni sepolte sotto uno stratto di giaccio spesso opaco e per nulla trasparente.

In  un futuro indefinito sarà meglio incominciare a praticare dei piccoli fori nella superficie ghiacciata e armandosi di tanta pazienza, tornare all’antica con un piccolo amo o piuttosto una fiocina ed accontentarsi delle occasioni che affiorano in superficie.

Se posso fare un paragone ardito, l’amo o la fiocina in questione, assomigliano alla semplice ed efficace strategia dei PAC ovvero piani di accumulo del capitale che consentono di impostare una progressiva e diversificata immersione nell’oceano finanziario, attraverso un periodo di tempo che permette l’addattamento  ad un ambiente che troppo spesso condiziona l’operatività permettendo all’emotività di influire negativamente sulla tempestica di un investimento.

Gli uomini della Federal Reserve lasciano al vento messaggi di speranza, noi della Fed, dice Bernanke, prevediamo un rallentamento della crescita e non certo una recessione, ma spesso di questi fenomeni ci si accorge dopo mesi che sono incominciati.

Parole sante, in fondo nessuno di loro si è accorto della grande recessione immobiliare e in fondo il contagio ad un’economia ed un sistema finanziario solidi come quelli americani erano altamente imprevedibili, quasi inesistenti!

Nessuno di loro si è accorto che ieri Bank of America in trattiva secondo voci ufficiali per rilevare Countrywide ha un problemino relativo ad una autorizzazione preventiva che la stessa Federal Reserve dovrebbe rilasciare.

" A combination of Bank of America and Countrywide would require approval from the Federal Reserve, and possibly other agencies. Banking regulators declined to comment on the reports.

Federal law bars banks from making acquisitions that would increase a bank’s market share to 10 percent of U.S. deposits, and Bank of America is nearing that point at 9.88 percent. However, experts disagreed about whether deposits held by Countrywide’s federally regulated thrift, Countrywide Bank, would count toward that limit. " ( News.yahoo.com )

"Non siamo mai sicuri, in una certa misura siamo sempre ignari…… la nostra conoscenza del modo in cui funzionano le cose, nella società o nella natura, è avvolta nella nebbia della vaghezza e all’improvviso fuochi d’artificio anticipati su Contrywide….."It looks like somebody was informed because the call volume in Countrywide was so heavy earlier in the day ahead of news that Bank of America may be close to a deal for the mortgage giant,"

About 304,000 calls compared with 248,000 puts traded in Countrywide, a combined volume five times its normal level, according to market research firm Trade Alert. ( Reuters.com )

Dicono che non si sbaglia mai a pensare male………., un quinto dei mutui ipotecari americani giaciono nelle stive di Countrywide, auguri_Bank_of_America,  fondi due, fallisce uno! E’ una battuta, ma chissà! COUNTRYWIDE_TRAP!

Gli analisti di Goldman Sachs, anche loro nuovi arrivati nel  " DESERTO della RECESSIONE " auspicano un repricing dei tassi sino al livello abissale del 2,50 %, un deja vù spettacolare, un ritorno al passato.

La stagione dei saldi sembra incominciata, fioccano le occasioni, all’orizzonte navi fantasma sbattute dal vento pronte ad essere abbordate dai fondi sovrani o dai capitali che come squali sono in attesa del momento propizio! 

Vi invito anche solo per un istante a dare un’occhiata al grafico degli ultimi quattro anni dello S&P 500 indice estremamente indicativo che condensa e condiziona gli umori dei mercati globali e provare a chiedervi cosa in questo preciso momento, il mercato stia scontando!

Spxbear

thanks to BESPOKEINVEST

Non sono affatto cari i mercati, pur in un’ottica di rallentamento del tasso di crescita degli utili, le valutazioni storiche sono in linea e i ratio più significativi non rilasciano segnali di tensione si sente eccheggiare nell’oceano dell’ottimismo.

Historicalpe95

thanks to BESPOKEINVEST

Peratio

thanks to TICKERSENSE

Beata innocenza o ottimismo interessato, ma chi ve lo può ricordare che a questi livelli il mercato stà ancora scontando alti ritmi di crescita a dispetto di tassi di interesse che sbandierano recessione e che gli utili presenti si discostano più del 50 % dalla media di lungo termine.

C’è un tempo per ogni cosa, un’ atmosfera surreale fondata sull’economia del debito, il debito opaco e strutturato figlio della condivisione del rischio, fratello dell’irrazionalità che nasconde la " madre " di tutte le crisi finanziarie!

In questa tabella avete una rappresentazione fedele delle percentuali di discesa dello S&P 500 durante le fasi storiche di recessione dell’economia americana. Ora si tratta solo di provare ad analizzare quanto profonda e duratura questa recessione!

BUSINESS CYCLE  RECESSION by NBER .

MONTHS

PEAK TO TROUGH S6P 500

 

 

 

 

 

JUL53   MAY54

10

-11,12%

 

AUG57  APR58

8

-16,86%

 

APR60  FEB61

10

-9,02%

 

DEC69  NOV70

11

-27,75%

 

NOV73 MAR75

16

-43,36%

 

JAN80  JUL80

6

-10,72%

 

JUL81  NOV82

16

-18,63%

 

JUL90  MAR91

8

-14,77%

 

MAR01 NOV01

8

-29,68%

 

20080113_wsj

 

Lo tsnumani del debito unitamente alla grande recessione immobiliare portano con se alcune importanti riflessioni, riflessioni che inducono una volta di più a comprendere che vi è un tempo per ogni cosa. Spesso le cifre aiutano ad aver una miglior visione sulle dimensioni del fenomeno, ma per quanto riguarda gli effetti collaterali e l’effetto domino nessuno è in grado di quantificare un effetto combinato dallo scoppio di un insieme irripetibile di eccessi di mercato:

a) La recessione di un mercato che corrisponde solamente al 5 % del PIL americano stà contagiando l’intera economia americana e di conseguenza mondiale, grazie alle ramificazioni dell’innovazione finanziaria e alla mancanza di qualsiasi strumento di controllo o prevenzione sul mercato. 

Spesso a sostegno della tesi che il mercato oggi, rispetto alla crisi del 2000/2001 si ricorda l’abbisso tra i multipli dei due periodi dimenticando la differenza sostanziale tra un valore mobiliare ed uno immobiliare.

Secondo Gary Shilling le azioni rappresentano una frazione assai modesta dei risparmi complessivi delle famiglie. Circa il 50 % degli americani possiede fondi comuni o titoli azionari, mentre il 68 % è proprietario di abitazioni.

Il possesso di azioni è riservato essenzialmente ai ricchi che secondo i dati del 2004 detenevano circa 27 volte la ricchezza rispetto ai meni agiati. Per le abitazioni il quoziente invece è di 6,4 volte. La famiglia media americana possiede circa 32.500 dollari in azioni e 160.000 nella residenza in cui vive.

Tutti noi sappiamo quale fonte primaria di ricchezza è stata la casa per la famiglia americana ed ora che il valore scende, scendono le garanzie e i rifinanziamenti.

Nell’ultima settimana le domande di prestito immobiliare negli Usa si sono riprese con un rialzo del 32%, il piu’ consistente dal gennaio del 2001. Nel caso dei rifinanziamenti il rialzo e’ stato spettacolare sino al 54%. Per onor di cronaca ricordo che la statistica non è in grado di rilevare le richieste multiple in quanto oggi con la restrizione del credito e la scomparsa dei mutui subprime, le famiglie fanno richiesta a più banche.

Entro la fine del 2008 centinaia di migliaia di mutui ARMs vedranno la risistemazione a tassi stellari e ben poco potranno fare i palliativi o le moratorie concordate, se non prolungare un’agonia inevitabile e posticipare i default personali. Non dimenticate che il contagio ormai stà risalendo la china attravreso i mutui ALT-A sino a raggiungere i JUMBO MORTGAGE e l’inattaccabili PRIME!

Il tentativo disperato di salvare Countrywide evidenzia il pericolo sistemico del fallimento di una società della quale le agenzie governative Fannie Mae e Freddie Mac sono i principale acquirenti relativamente ai mutui concessi. L’interessamento di JP Morgan per Washington Mutual dimostra che la partita è solo all’inizio.

Alla dinamica recessiva del mercato immobiliare mancano ancora due tasselli ovvero il numero esponenziale di abitazioni che verrà riversato sul mercato, in seguito ai pignoramenti,  facendo scendere ulteriormente i prezzi nell’arco dell’anno sino almeno alla metà del 2009 e l’avvio della stessa dinamica che vede la luce proprio in questi ultimi mesi nel COMMERCIAL REAL ESTATE.

Nessuna potenziale svalutazione tiene conto delle perdite relative ad un crollo del mercato immobiliare commerciale.

Un caduta dei prezzi medi del 30% corrisponderebbe ad una perdita di ricchezza delle famiglie americane e di conseguenza degli eventuali possessori di circa 6000 miliardi di dollari.

Operazioni finanziate spesso tramite straordinari leveragedbyout che vedranno imprenditori e private equity in seria difficoltà.

b) la settimana prossima porterà alla luce nuove svalutazioni da parte di alcune delle maggiori realtà finanziarie americane che attualmente non scontano ancora le potenziali perdite relative alle cartolarizzazioni delle carte di credito  contagiate dall’effetto subprime, che manda a picco American Express e Capital One. Insolvenze, sofferenze  e ritardi nei pagamenti sino alle bollette telefoniche agganciate alle carte di credito della AT&T, Telecom americana.

Before_an_after

Citigroup e Merrill Lynch comunicheranno la loro " trasparenza " attraverso  accantonamenti miliardari con la diffusione dei dati del quarto trimestre 2007  rispettivamente il 15 e il 17 gennaio.

Bankers’ write-downs

UBS $13.7 bln
Citigroup *$13.7 bln
Morgan Stanley $10.3 bln
Merrill Lynch $8.4 bln
HSBC $3.4 bln
Bank of America *$3.3 bln
Deutsche Bank $3.1 bln
Barclays $2.7 bln
Royal Bank of Scotland $2.6 bln
Credit Agricole $2.3 bln
Bear Stearns $1.9 bln
Credit Suisse $1.9 bln
JP Morgan Chase $1.6 bln
Goldman Sachs $1.5 bln
Wachovia Bank $1.1 bln
Lehman Bros. $0.8 bln
Total: $72.3 bln

Data: Companies, since Q3 2007 * Est.

fonte Marketwatch.com

Il mercato non stà ancora prezzando i rischi relativi alle svalutazioni relative ai possibili default societari in arrivo.

Nell’aprile dello scorso anno la Bank of England nel suo FINANCIAL STABILITY REPORT identificò 16  "large complex financial institutions"  potenzialmente indiziate per scatenare un rischio sistemico. Questo sono i nomi:

 ABN Amro, Bank of America, Barclays, BNP Paribas, Citigroup, Credit Suisse, Deutsche Bank, Goldman, HSBC, JP Morgan Chase, Lehman, Merrill, Morgan Stanley, RBS, Societe Generale, and UBS

Date un’occhiata a questo grafico relativo ai credit default swaps di alcune delle maggiori istituzioni finanziarie americane, o qualcuno stà esagerando oppure ………

c) l’economia americana è sostenuta in questa fase unicamente dalle esportazioni e di conseguenza dal dollaro debole, una moneta che importa giornalmente inflazione ma che le magie del pensiero " core " ovvero quel pensiero che tralascia l’esplosione dei prezzi energetici ed alimentari, riescono ad ammortizzare in nome di una politica monetaria destinata a ripercorrere le tracce del fantasma di Alan Greenspan e dei seguaci del pensiero di Milton Friedman. Punto!

Tutto il resto è sotto pressione dal settore edilizio al mercato immobiliare, dal settore manifatturiero a quello finanziario, dai consumi alla produzione passando per gli investimenti sino a giungere al punto cruciale, l’occupazione!

Un lettore mi ha chiesto di analizzare i fattori positivi che spesso vengono messi in risalto dagli esperti economisti o analisti a sostegno di un atterraggio morbido dell’economia americana.

Il leggendario decoupling a favore delle economie emergenti e in parte di quella europea, la possibilità che il testimone della crescita venga raccolto dal resto del mondo deve confrontarsi con i seguenti interrogativi:

1) se prendiamo in considerazione il sottoindice dell’ISM MANIFATTURIERO rilasciato recentemente è facile notare come le esportazioni si sono contratte da 58,5 a 52,5 e  che le merci e i prodotti esportati provengono dall’industria manifatturiera e che l’America non esporta servizi, quindi uno dei cavalli di battaglia dell’economia americana e del dollaro debole stà registrando un’improvvisa battuta di arresto nella domanda estera.

Gdp_components_nov_07.gif

FRENATA_USA_RALLENTA_ANCHE_IL_MADE_IN_CHINA!

MINORI_ESPORTAZIONI_CINESI_VERSO_EUROPA_E_AMERICA

CHINA_FEAR_DEVASTATION_TO_EXPORT

BALTIC_DRY_INDEX per chiunque l’avesse dimenticato il suddetto indice è un ottimo indicatore anticipatore in riferimento all’andamento dell’economia mondiale segnalando i movimenti delle merci." an assessment of the price of moving the major raw materials by sea."

Thanks to INVESTMENTTOOLS.com

Il prossimo mese avremo una revisione decisiva in riferimento all’occupazione e state pur certi che il tasso di disoccupazione verrà amplificato dalla revisione della BASE che svelerà l’unitilità del famigerato CES NET BIRTH/DEATH MODEL un modello che aggiunge posti di lavoro in maniera assolutamente virtuale.

d) Ormai lentamente ed inesorabilmente si diffonde la certezza di una recessione ed altrettanto inesorabilmente l’atmosfera nel mercato europeo dei Credit Default Swaps tende a salire, la tensione si fa palpabile! Questo è il tempo della consapevolezza, il tempo per prendere coscienza che è finita la lunga stagione delle percentuali irrisorie di possibilità di un default, il tempo per accorgersi che tutto cambia nulla è più come prima e che nulla può a breve termine la politica monetaria in un ambiente decisamente stagflazionato o inflazionato che si voglia. Arriverà prima o poi l’onda dei leveragedbyout, l’onda dei collateralized loan obbligation ovvero quei prestiti che hanno sostenuto il mercato attraverso campagne acquisti di natura talvolta demenziale.

" RISCHIO DI CONTROPARTE " o " COUNTERPARTY_RISK ", tenetevi bene a mente questo concetto, lo stesso concetto che stà paralizzando il sistema interbancario, la mancanza di fiducia nelle controparti, la mancanza di trasparenza nell’evidenziare le perdite del sistema.

GILLIAN_TETT uno dei miei segugi preferiti, ci ricorda che uno tsunami di ben 45.000 miliardi di dollari, un mercato imponente stà minacciando la finanza e l’economia mondiale.

"Seven years ago, the complex world of credit derivatives was so small it was barely known outside investment banks.

But these days, with $45,000bn of outstanding trades, credit default swaps are bigger than the US government bond and housing markets combined."

Riporto poi la vostra memoria alla realtà delle MONOLINES una realtà ogni giorno più difficile, un’affannosa rincorsa alla ricerca di capitali che possano inpedire il downgrade scatenando un effetto domino sull’intera filiera di società o istituzioni garantite da un modello a cascata altrettanto demenziale. MBIA.DOC

E) Vi ricordo inoltre che in questo preciso momento altre possibili bolle finanziarie sono in formazione nell’oceano globale, la BLACK BUBBLE sul petrolio, la GREEN_BUBBLE, la bolla dei paesi emergenti e delle materie prime energetiche ed alimentari. Sia ben inteso che queste possono assumere la dimensione di trend secolari al rialzo, ma nel breve termine i rischi non permettono un buo rapporto rischio rendimento, c’è il tempo per ogni cosa, il tempo dell’adolescenza, di lasciare crescere i paesi emergenti senza imporre a loro ritmi forsennati che renderebbero precoce un ritorno alla consapevolezza.

Se qualcuno vi racconta che i mercati sono già scesi abbastanza e che stanno incominciando a prezzare ogni possibile cattiva notizia, ricordate che la prima parte dell’anno 2007 era stata esplosiva grazie alle operazioni di leveragedbyout dei private equity e alle operazioni di MERGER&ACQUISITION e che quando si scende nessuno è in grado di dire con certezza quale possa essere il punto di arrivo, il minimo della sfera di cristallo.

Le mie prospettive sono di medio lungo termine, quindi ogni possibile rimbalzo è un’occasione per uscire.

" The stock market is oversold short-term, which invites the potential for a spectacular “clearing rally” of the typical variety – fast, furious, and prone to failure. While such an upward spike might be embraced as some sort of message that the market has “fully discounted” negative conditions and mark a successful “test” of prior lows, the data suggest that underlying market and economic conditions are rapidly deteriorating. In that context, a spectacular short-term rally (particularly a one-day barn burner) could provide a setup for concerted selling. " ( hussmanfunds )

Se cercate occasioni, date retta a coloro che intravedono a breve un rimbalzo stellare che durerà alcuni anni, occasioni irripetibili, date retta a coloro che hanno sottovalutato e tuttora sottovalutano gli effetti combinati della " madre" di tutte le crisi finanziarie. Tante notizie resteranno ancora nascoste e verranno a galla lentamente, non sono Mago Merlino potrei rilasciarvi ciò che rivela la mia sfera di cristallo ma sarebbe pura magia perchè nessuno è in grado di quantificare i termini di questa lunga fase di consapevolezza, di repricing!

Concludo ricordandovi in ordine sparso, altri possibili iceberg che stanno vagando nell’oceano finanziario:

a) le CREDITCARDS

b) la STAGFLAZIONE

c) il_PROTEZIONISMO_COMMERCIALE

d) il MARGIN_DEBT

e) il COMMERCIAL_REAL_ESTATE

f)  HEDGE_&_PRIVATE_EQUITY

g)  IL_TRAMONTO del MORTGAGE_EQUITY_WITHDRAWALS_(MEW)

h) una RECESSIONE_ECONOMICA

i) VENTI_DI_GUERRA ( aggiornato )

 

Se qualcuno di Voi ora si starà chiedendo perchè non metto in evidenza gli aspetti positivi o quelli potenzialmente in grado di risolvere questa crisi non abbia timore, il giorno che vedrò segnali di cambiamento come spesso amo ricordare, manderò messaggeri in tutto il mondo.

Si cari compagni di Viaggio, questo è il tempo della riflessione, il tempo di stare a guardare, se qualcuno mi considera un inguaribile pessimista o ancor peggio un catastrofista si ricordi che se vuole scoprire un’ alba radiosa, quella la può trovare nel cuore dell’uomo, nella vita di ogni giorno, nascosta dalla paura di Amare! Nella Vita il mio ottimismo è sconfinato, un’esplosione continua, ma nella semplicità, nella verità, nella trasparenza, nella fiducia dei rapporti umani, in quelle persone che vivono la vita con una tensione continua verso il prossimo sia umanamente che professionalmente qualunque sia il loro lavoro, con rispetto per l’UOMO!

Il mio rispetto per Voi mi suggerisce di chiederVi se il mio modo di esprimermi è abbastanza comprensibile per tutti, se sono troppo prolisso o ripetitivo, insomma si accettano suggerimenti e critiche al mio lavoro!

Nella Bibbia stà scritto che vi è un tempo per ogni cosa…….. 

[1]Per ogni cosa c’è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo.

[2]C’è un tempo per nascere e un tempo per morire,
un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante.
[3]Un tempo per uccidere e un tempo per guarire,
un tempo per demolire e un tempo per costruire.
[4]Un tempo per piangere e un tempo per ridere,
un tempo per gemere e un tempo per ballare.
[5]Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli,
un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci.
[6]Un tempo per cercare e un tempo per perdere,
un tempo per serbare e un tempo per buttar via.
[7]Un tempo per stracciare e un tempo per cucire,
un tempo per tacere e un tempo per parlare.
[8]Un tempo per amare e un tempo per odiare,
un tempo per la guerra e un tempo per la pace.

 

C’è un tempo per ogni cosa, il tempo di occuparci di noi stessi, il tempo di occuparci degli altri, il tempo di far sentire la nostra voce, le nostre sensazioni, il tempo del coraggio, il tempo del cambiamento, il tempo dell’Utopia, il tempo di essere noi stessi, il tempo di credere in noi stessi  e il tempo di ammettere i nostri limiti, il tempo di prendere in mano le nostre vite per essere protagonisti silenti ma autentici delle nostre comunità, delle nostre famiglie.

Il cambiamento di questo sistema nasce da noi in primo luogo, da noi con i nostri limiti ma anche con la nostra consapevolezza, ma soprattutto il cambiamento nasce dal nostro esempio, il nostro esempio e l’insegnamento alle nuove generazioni, figli e figlie che vivono del nostro " profumo " alla ricerca di un mondo, di una società, di un’economia al servizio dell’ UOMO!

Questi uomini e donne esistono, ed io in loro credo!

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27 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 12 gennaio 2008 at 11:03

leggo sempre con molto interesse le tue “riflessioni” da cui traggo consigli sui miei primi investimenti azionari……. certo che qualche dritta per i principianti come me!!!!!

utente anonimo
Scritto il 12 gennaio 2008 at 11:16

ho commentato prima………..ciao sono Alessandro!

utente anonimo
Scritto il 12 gennaio 2008 at 13:27

Andrea, indubbiamente i tuoi commenti non sono di facile lettura, però sta a noi informarci, approfondire argomenti e concetti e quindi arricchire la nostra conoscernza. Tu ci offri il tuo lodevolissimo impegno che spazia su 360° di informazione e non solo finanziaria.. Caro Andrea io direi che stai lavorando benissimo, sei molto chiaro ed esauriente. Tanti complimenti Franco

utente anonimo
Scritto il 12 gennaio 2008 at 13:41

Caro Andrea , abbinerei ben volentieri al tuo riferimeno al Qoèlet
le parole di introduzione al libro formulate dalla Cei :

Il libro è più comunemente conosciuto col titolo greco “Ecclesiaste”, corrispondente all’ebraico Qoelet e con lo stesso significato di “colui che parla nell’assemblea”, cioè il predicatore. Il testo si svolge senza un chiaro ordine ed affronta il problema del significato della vita umana, incapace di scrutare a fondo i disegni di Dio, l’uomo si trova a combattere con la realtà d’ogni giorno, alla ricerca di una felicità che gli alleggerisca il peso di vivere. La felicità terrena, la ricerca del piacere non può essere il vero scopo della vita. Quale sia in definitiva il segreto della vita, l’autore non sa dirlo, contentandosi di demolire le tesi opposte alle sue. A motivo del suo caratteristico argomentare, l’autore è stato accusato di essere un pessimista, un edonista o uno scettico: in realtà, egli è uno spirito profondamente religioso e, affermando l’illusione della felicità sulla terra, orienta le aspirazioni dell’uomo verso una felicità più alta e sicura. Il consiglio finale del Qoelet, ispirato a un realismo di buona lega, è un invito alla moderazione nell’uso delle cose terrene, nel rispetto della volontà di dio. Nei suoi aspetti apparentemente negativi, l’autore testimonia la necessità d’una più completa rivelazione divina sulle sanzioni eterne nell’al di là all’operato dell’uomo sulla terra….

Ringrazio ancora te e tutta la ciurma ….

Ciao a tutti !
By Fabio

utente anonimo
Scritto il 12 gennaio 2008 at 14:06

caro Andrea, non e’ che ti esprimi difficilmente, è che i temi da affrontare sono già difficili di per se. Io non sono, come sai, un esperto di finanza e quindi alcuni termini sfuggono come l’inglese, ma il tuo lavoro e’ importantissimo perchè rendi comunque benissimo l’idea di dove siamo e dove stiamo andando. Insomma, mi sfuggono a volte i particolari ma non la strada maestra. Personalmente mi sono avvicinato mesi fa a questo blog perchè ho immediatamente capito che chi scriveva non era uno qualsiasi. Si percepisce benissimo che sotto i concetti economici si esprime, in maniera direi perfetta, una persona con alti valori e con concetti che nella logica odierna sembrerebbero fuori tempo. E’ uno dei motivi per cui ti leggo sempre e personalmente ti faccio una enorme pubblicità per condividere quanto piu’ possibile concetti in cui credo da sempre.

Marcoeco

P.s. Una volta facemmo un appello per una cena … forse con l’inizio dell’anno è il caso di ricominciare. Come sai sarei il primo a partecipare perchè un blog che si esprime su tali temi e nel quale tante persone si riconoscono, non può rimanere per sempre quel posto un po’ asettico che è. Capisco gli impegni la lontananza, la diffidenza e tante altre cose ma personalmente lo ritengo molto importante perchè sarebbe la prova che i mezzi tecnologici che altrimenti rimarrebbero freddi e razionali diventerebbero uno strumento in mano nostra per ampliare le nostre conoscenze e i nostri arricchimenti personali.

Un grazie ad Andrea e a tutti i partecipanti.

Scritto il 12 gennaio 2008 at 16:34

Ciao Andrea e grazie di cuore per offrirci una vera informazione e chiara lettura di quello che avviene in realtà,senza fumogeni o mistificazioni create ad arte.

utente anonimo
Scritto il 12 gennaio 2008 at 16:58

olà andrea,
ti leggo da ottobre e sinceramente subito mi sembravi abbastanza pessimista, ma da quando ti conosco meglio e vedo che ogni tua opinione è supportata da grafici e dichiarazioni di importanti personaggi ,mi sto ricredendo
Forse questo tuo atteggiamento è figlio del momento e chissà che 2 o 3 anni fa non fossi un’inguaribile ottimista
Ho una domanda per te:
siccome parli di un’art.sulla possibilità che si possa scatenare un rischio sistema con le importanti banche emittenti certificati, ABN AMRO, DEUTSCHE BANK, SOC. GENERALE ecc. volevo sapere la tua opinione sulla futura solvibilità delle suddette
Volevo in pratica capire se ci si puo fidare ad acquistare i certificati che loro emettono o se sia piu salutare vendere i prodotti che ho in portafoglio
Ti mando la mail nel caso volessi rispondermi in privato
[email protected]

utente anonimo
Scritto il 12 gennaio 2008 at 17:01

si 6 chiaro,qualke volta é necessario rileggere il periodo ma é normale,la materia é complessa. prolisso?esaustivo semmai. ripetitivo?no,xké aggiungi sempre nuove notizie ed elementi alle tematiche ke tratti. ci piaci cosí! la cioccolata

utente anonimo
Scritto il 12 gennaio 2008 at 17:11

Cari tutti,

pensando a tutti gli iceberg che galleggiano attualmente nel mare della finanza, attiro la vostra attenzione su uno sciocco intervento (Il Sole 24 Ore Plus di oggi pag.20) in cui il Sig Marco Liera risponde duramente a due lettori che hanno criticato e messe in risalto le errate previsioni degli “esperti”. L’esimio giornalista lamenta che vengano criticati questi “esperti” che sbagliano tanto più che secondo lui “…. Un sano realismo nei confronti delle loro affermazioni sarebbe meno sterile del ludibrio al quale si vuole additarli”. L’uomo sembra ignorare che gli esperti sono spesso interessati, ed a volte pagati, per mantenere in vita un generalizzato (e a volte irresponsabile) ottimismo. Se avesse studiato la crisi del 2001 e l’esuberanza irrazionale che ne fu alla radice (con ridicoli libri come Dow 40000: Strategies for Profiting From the Greatest Bull Market in History), e soprattutto avesse letto l’immenso Benjamin GRAHAM (The Intelligent Investor), il supponente giornalista ricorderebbe il consiglio di stare alla larga dalle previsioni degli esperti, che spesso vanno tutte e contemporaneamente nella stessa direzione errata, e di farsi invece la propria opinione, studiando, applicandosi e ragionando, proprio come ci consiglia, attraverso i suoi strepitosi post, l’amico Andrea.

Ragioniamo, cari amici, teniamo i nervi saldi, specie i più giovani a cui premono le mani dalla voglia di entrare in un mercato che probabilmente ha invece ancora molto da soffrire prima di offrire delle concrete opportunità di investimento, e prima di credere agli “esperti”, i cui lauti salari sono pagati dagli investitori, ricordiamo con Catone: quando un aruspice vede un altro aruspice, mi meraviglio che non si mettano a ridere…..
Guido

utente anonimo
Scritto il 12 gennaio 2008 at 17:14

La sola funzione delle previsioni in campo economico e’ quella di rendere l’astrologia una disciplina piu’ rispettabile :-)))) (anonimo).

Guido

utente anonimo
Scritto il 12 gennaio 2008 at 17:34

Caro mio, il discorso sarebbe lungo e per me è difficile parlare con … non so cosa, se non , come avviene spesso con me stesso ma a bassa voce. I tuoi articoli, se così posso chiamarli, sonoi stimolanti anche per i non addetti ai lavori … quel poco di buo senso pagano (in senso anche di contadino) che possiedo mi fanno sinceramente apprezzare alcuni riporti specifici. Forse, se posso fare un appunto, tra tutti i problemi che influiscono sul buio di una rotta che l’uomo comune deve tentare di approntare, c’è l’incognita del giochino perverso del SIGNORAGGIO che gestisce ogni forma di infiltrazione di acque nella sentina delle povere barchette … tema di cui tutti ignorano o vogliono ignorare il meccanismo che “di fatto” ridimensiona ogni fatica ( dei barcaioli ) di rimanere a galla per i giochi perversi delle banche stampatrici di foglio se non di metallo che puzza e fa puzzare , oltre il dovuto, le capitanerie di porto che dovrebbero … aiutare il traffico. Insomma i barcaioli si trovano troppo spesso prigionieri dei maerdaioli … e scusami la toscanata, che noi di merdaioli ne abbiamo tanti.Quanto alla Bibbia … storia da trattare a parte … interessante anche se è quello che tutti dovrebbero sapere … i punti di riferimento più possibili a medio raggio e i tempi più attuali – a mio avviso – sono quelli al punto (3) e (8) e spero tanto di sbagliare … non per me che sono un vecchio Cane Maremmano ma per i nostri Figli.Un saluto, con affetto.Gengis.

utente anonimo
Scritto il 12 gennaio 2008 at 20:14

Caro Capitano vorrei sottoporti questa domanda: Prima dell’uscita dei dati delle trimestrali delle banche o aziende U.S.A. consiglieresti di uscire dalla borsa, (anche in perdita) per chi è esposto su titoli industriali come Finm.? (So che non ti pronunci in modo esplicito su questo, ma se puoi fare un eccezione…)ciao Michele

utente anonimo
Scritto il 13 gennaio 2008 at 00:53

Poesia, finanza , e, per come la vedo io, la verità di chi guarda con gli occhi di un bambino.
Bravo!
Giuseppe

utente anonimo
Scritto il 13 gennaio 2008 at 08:22

Bravo Andrea,
Il blog è ricco di spunti interessanti.
Quello che manca però secondo me è:
1) analisi – almeno una tantum – delle opinioni diverse dalla tua e delle tue fonti di riferimento (sono in molti i “guru” convinti che il sistema sia in grado di reggere gli urti senza particolari rivoluzioni ).
Questo almeno per mostrare tutti gli aspetti del problema.
2) Piano più organico della esposizione. Svolgendosi cronologicamente, quasi come diario, gli stessi argomenti vengono trattati in più punti diversi del blog. Avere una “mappa”, chiara all’inizio, degli argomenti renderebbe più facile trovare le informazioni a chi interessano. E’ vero che ci sarebbe il problema di aggiornarli ma le notizie “day by day” sono più “rumore” che altro e basterebbe seguirle con media periodicità.

Comunque grazie. Bravo.

utente anonimo
Scritto il 13 gennaio 2008 at 15:06

olà, sono mathiew
è doveroso il mio ringraziamento per la tua disponibilità e cortesia
ribadisco che sei tra i miei preferiti

Scritto il 13 gennaio 2008 at 15:18

Ciao Ragazzi

Dalle Vostre considerazioni trovo tanti spunti di riflessione e di ulteriore analisi quindi incominciamo….

Caro Alessandro l’oceano finanziario è infestato di squali e spesso sono gli stessi squali a darti le ” famose dritte “, dritte dall’effetto boomerang.

Io amo non rilasciare alcun suggerimento con leggerezza tanto più se non conosco la situazione generale di un investimento, preferisco che chiunque legga si formi una sua idea libera e autentica in grado poi di scegliere.

Una variabile importantissima è data poi dall’orizzonte di un investimento, vi è una gran bella differenza tra il breve il medio e il lungo termine, anche se Keynes diceva che nel lungo termine siamo tutti morti.

Michele mi chiede cosa ne penso rispetto a Finmeccanica e a come operare prima dell’uscita dei dati relativi alle svalutazioni delle grandi firme finanziarie.

Premetto che il mio concetto di investimento etico come abbiamo visto nel caso delle materie prime agricole non mi indirizzerebbe mai verso un titolo come Finmeccanica in quanto direttamente od indirettamente una holding che possiede numerose imprese attive nella produzione e commercializzazione di armi.

Uno dei prossimi sabati vedremo insieme il significato di investimento etico l’attenzione alla responsabilità sociale ed ambientale di ogni azienda.

Detto questo, se posso fare una battuta mi sorprendere che i lettori di questo blog abbiano ancora azioni in portafoglio …….comunque come ho ricordato ogni prossimo possibile rimbalzo può essere un’occasione per uscire.

La prossima settimana usciranno i dati relativi all’inflazione unitamente alle svalutazioni e ai risultati trimestrali delle aziende, vendite al dettaglio e dati immobiliari, produzione e il leading indicator segnale anticipatore di una eventuale recessione, oltre ai sussidi e quant’altro!

Gli indici sono sui supporti e spesso gli hanno già perforati, il momento è cruciale e venerdì i titoli difensivi sono stati abbandonati.

Può esserci tutto l’ipervenduto di questo mondo ma nessuno può escludere una continuazione o accellerazione del trend seguito da un rimbalzo spettacolare.

Per quanto riguarda Mathiew e la solvibilità delle grandi firme della finanza non si può fare di tutta un’erba un fascio certo che alcune stanno pagando interessi sul debito superiori ai paesi emergenti e i loro credit default swaps segnalatori di possibile fallimento sono in continua tensione.

Ci occuperemo in profondità anche dei Credit Default Swaps!

Senza trasparenza è impossibile aver un quadro preciso ma un segnale potrebbe arrivare nuovamente dal LIBOR o EURIBOR e anche dalle quotazioni di titoli emessi da queste banche specialmente sul tasso variabile.

Caro Marcoeco non vorrei che ad una cena ci ritrovassimo in …..100/200 ma scherzi a parte come ho già ripetuto non è escluso che possa succedere anche se in questo momento non me la sento di promettere nulla.

Per quanto riguarda le analisi di visioni diverse dalla mia, per rispetto delle idee altrui ho sempre cercato di non invadere con giudizi sommari anche se talvolta ho usato un buona dose di sarcasmo.

Sono talmente tanti quelli che credono in questo sistema e nella sua flessibilità e solidità che non riuscirei a stare dietro a tutti!!!

Per il resto ricordo a tutti che questi sono tempi particolari e che gli argomenti da trattare sarebbero infiniti, riconosco di dover ancora aggiornare tutti i tag per permettere un facile ricerca per argomenti ma il tempo è quello che è rubato al sonno e talvolta alla famiglia!

Quanto a trattare argomenti particolarmente significativi, hai ragione Gengis, la sede non è quella più appropriata ma forse sarebbe troppo facile, trovarci tra di noi che la pensiamo alla stessa maniera e andare d’amore e d’accordo.

Vorrei inoltre ringraziare Voi tutti i particolare per la Vostra stima e affetto dimostratomi nelle mail e nei commenti ed in particolare perchè nonostante da alcuni mesi non ho più il piacere di essere ospite della home page di Trend on Line, sono sempre tra i più letti segno che il mio lavoro viene apprezzato!

Buona settimana a tutti!

Andrea

utente anonimo
Scritto il 14 gennaio 2008 at 10:18

Grazie Capitano,
riesci sempre a stupirmi.
I complimenti non ti bastano più

SANTO SUBITO !

Saresti capace di trovare il bandolo della matassa anche per i rifiuti a Napoli !

Fogar

utente anonimo
Scritto il 14 gennaio 2008 at 12:01

Capitano
continua così….resta un faro in questo mare di tempesta.

Massimiliano

utente anonimo
Scritto il 14 gennaio 2008 at 12:16

scusa andrea, sulla grande depressione non ho capito con chi stai…

con la scuola austriaca (io la vedo così) o con milton freeman?

se ha ragione la scuola austriaca non vedo vie di uscita (a meno di cambiare pesantemente le inique regole del gioco), se invece avesse ragione freeman allora qualche possibilità ci sarebbe (per lo meno di allontanare l’invevitabile e di prolungare l’agonia) anche se sinceramente non vedo come i monetaristi alla freeman possano avere la ragione dalla loro parte…

grazie
federico

utente anonimo
Scritto il 14 gennaio 2008 at 14:02

Oh Federico, ma di che Freeman stai parlando? Io conosco solo un Morgan Freeman che fa l’attore e non mi risulta che sappia qualcosa di monetarismo. Prova magari con Milton FRIEDMAN che lui almeno il premio Nobel per l’economia l’ha acchiappato.

utente anonimo
Scritto il 14 gennaio 2008 at 18:24

si appunto friedman

federico

Scritto il 14 gennaio 2008 at 21:32

Fogar ti prego….non bestemmiare! Grazie di cuore della stima e tu Federico preparati a salire sulla passerella per essere spedito in pasto agli squali…….

Dai un’occhiata a quanto ho scritto in passato:

(…) Milton Friedman colui che aberrava la responsabilità sociale dell’impresa, sostenendo che i manager devono operare nell’interesse esclusivo degli azionisti e non risolvere problemi sociali o ambientali con i soldi degli altri!

Io che amo la responsabilità sociale d’Impresa non amo il pensiero unico di Milton Friedman e i suoi discepoli.

Innondare il mondo di liquidità utilizzando la leva della politica monetaria è una politica che premia il breve termine, ma mina e distrugge il medio lungo orizzonte.

Non serve essere dei grandi accademici per utilizzare sempre e solo la stessa politica. E’ come per i bimbi di oggi, li vaccinano preventivamente anche per una semplice influenza senza lasciarli liberi di sviluppare i loro anticorpi!

Milton Friedman ha vinto il Nobel per l’economia, ma l’hanno vinto anche i due geni che hanno contribuito all’affondamento del Long Term Capital Management con i loro modelli quantistici che fecero un flop di dimensioni mondiali nel rublo!

Noto nell’ambiente una crescente mancanza di fiducia anche nei confronti delle Banche Centrali, quasi che neppure loro sappiano quale rotta prendere, dove stiamo andando.

Leggo un sempre maggior numero di analisti e economisti che stà imbarcandosi sulla rotta del nostro veliero e confesso che la soddisfazione è enorme, la coerenza e l’analisi pagano sempre.

Attenzione ai prossimi giorni, ma attenzione sopratutto alle mosse delle banche centrali gira voce che la prossima mossa potrebbe essere un taglio dello 0,75 % direttamente al 3,5 %. Tutto è possibile ma a quel punto dopo un piccola illusione si verificherà un immenso sell off.

Buona notte, Andrea!

utente anonimo
Scritto il 14 gennaio 2008 at 22:08

Mi dispiace leggere tanto pessimismo e poi le grandi crisi finanziarie non vengono mai annunciate e quindi credo che questa non ci sarà……

Scritto il 14 gennaio 2008 at 22:20

L’oceano del realismo è un luogo dove solcano uomini e donne che non conoscono il pessimismo o l’ottimismo indifferentemente, ma vivono sulla propria pelle quotidianamente gli eccessi di un gruppo di alchimisti finanziari.

Coloro che vivono di illusioni rifiutano la riflessione e questo tempo ne è la conferma!

Andrea

utente anonimo
Scritto il 14 gennaio 2008 at 22:34

Pregherò perchè questo non accada e anche perchè tutti abbiano da mangiare togliendone un poco a chi ne ha troppo, compreso me. Alberto

Scritto il 15 gennaio 2008 at 09:23

Ciao, conosci questa storia? Che ne pensi? Se sei credente e ne rimani indignato attivati anche tu scrivendo ai giornali e al vaticano affinché chiariscano al più presto e pubblicamente tale mistero!!!

Enrico De Pedis, terribile assassino, capo della banda della Magliana, coinvolto nei più feroci casi rimasti irrisolti, dall’estorsione alle stragi di destra, alla loggia massonica P2, mafia siciliana, servizi segreti deviati…, assassinato il 02 febbraio 1990, è sepolto nella Basilica di S. Apollinare, Roma, dove erano sepolti solo e solamente papi e martiri!!!
Ciò è avvenuto dietro richiesta dell’allora rettore di quella Basilica Piero Vergari, tutt’oggi operante come educatore di futuri sacerdoti, che dopo pochissimi giorni, il 06 marzo 1990, ne attestò la conversione e lo nobilitò definendolo benefattore; con l’autorizzazione dell’allora vicario di Sua Santità Giovanni Paolo II° e capo della conferenza episcopale italiana, Card. Ugo Poletti, deceduto.

utente anonimo
Scritto il 15 gennaio 2008 at 09:25

andrea ti conosco da qualche mese, non ho avuto possibilità ancora di leggerti tutto, per quello il mio dubbio su Milton Friedman anche se forse la domanda era stupida ma nasconde il tentativo di capire quanto la crisi è inevitabile e quanto è pilotabile/rimandabile/ecc… considerazioni fra il politico e il finanziario (posso girarvi un link molto interessante? http://www.ripensaremarx.it/ e il blog in particolatre)

In quanto ai danni che ha fatto Friedman e i suoi discepoli penso che siano davvero in pochi che non se ne rendano conto (gli altri non possono che essere in malafede)

grazie
federico

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