DEUTSCHE BANK E LA DEPRESSIONE ITALIANA!

Scritto il alle 07:35 da icebergfinanza

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Ieri qualcuno mi ha chiesto il motivo di tanto accanimento verso la voragine con la banca intorno, in fondo è una tempesta in un bicchiere d’acqua per loro, troppo grande per fallire, ma allo stesso troppo importante e sistemica per non essere nazionalizzata aggiungo io.

Prima di parlare del nostro Paese, vorrei ricordare a tutti cosa accadde nel luglio del 2011, Icebergfinanza unico in Italia ad avervi raccontato la vera storia di quanto accadde durante l’attacco speculativo di un’estate qualunque, che ha riportato in depressione economica il nostro Paese…

DATEMI UNA LEVA E…VI DISTRUGGERO’ IL MONDO! | icebergfinanza

Ricordo a tutti che la trimestrale di Deutsche Bank viene pubblicata il giorno 26 luglio del 2011, quel giorno si scopre che Deutsche Bank si è liberata di quasi sette miliardi di BTP , più o meno l’intero portafoglio con la scusa che l’Italia non cresce, il debito pubblico, il governo Berlusconi e via dicendo, cose che si sapevano da tempo e nulla era cambiato.  La notizia esce ben prima, ancora nel mese di giugno, poi arriva anche Black Rock a dire che l’Italia è più a rischio di Ungheria ed Irlanda,Questa è l’opinione degli analisti del fondo americano Blackrock che crea appositamente un indice sul rischio sovrano farlocco.

Qui sotto la situazione al 30 di giugno del 2011 tratta dalla timestrale ufficiale di DB…

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Non sto qui a stressarvi con i risultati degli stress test della BCE del 2010, ma qualcuno mi dovrebbe spiegare per quale motivo DB non ha azzerato le esposizioni a Paesi ben più pericolosi come Grecia, Spagna, Portogallo e Irlanda. Normali dinamiche di mercato dicono loro, liberi di credere quello che volete!

Uno dei motivi ve lo lascio qui sotto, a pensare male si fa peccato ma…

Così l’Italia ha regalato 3 miliardi alla tedesca Deutsche Bank

Spuntano i derivati fatti dal Tesoro italiano con l’istituto di credito. Tutti in perdita. Con tanto di beffa: un contratto del 2004 è stato ristrutturato più volte con nuove clausole capestro

In questi anni segnati dalla crisi lo Stato italiano ha perso una cifra superiore a tre miliardi di euro in una serie di scommesse finanziarie ad altissimo rischio effettuate con Deutsche Bank

E voi cosa fate di bello, pensate ai mercati poverini come soffrono, o magari avete i risparmi in qualcuno di questi gioielli speculativi, terrorizzati o spaventati nel sostenere invece una banca del vostro territorio sana, al netto di delinquenti o psicopatici che hanno amministrato alcune banche italiane fallite?

Una delle più fantasiose leggende metropolitane della narrativa di sistema di questi ultimi anni è che il nostro Paese ha agganciato una spettacolare ripresa economica globale, che le riforme hanno contribuito a migliorare la situazione economica del Paese.Tralascio per carità di Patria, gli spettacolari risultati prospettati ed ottenuti dal ministro Padoan in materia di debito pubblico, con l’ultimo record assoluto che ci porta a superare i 2300 miliardi …

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 A marzo nuovo record per il debito pubblico a quota 2.302 miliardi 

…andando direttamente a condividere l’analisi degli amici di Alhambra, da sempre fonte di ricerca e studi spettacolari che in questi anni ci sono stati di grande aiuto, in mezzo all’incompetenza e all’ignoranza di analisti ed economisti alla corte del pensiero unico.Come riporta il nostro Mike, Alhambra Investments ha pubblicato una serie di grafici e commenti interessanti in  Italy Went Boom A Long Time Ago (and that’s the point) 

Il punto di vista del consenso generale e quello che la BCE di Mario Draghi, non dimentichiamo, un medico che ha sbagliato clamorosamente diagnosi e prevenzione e che ora si vanta di aver inventato una cura miracolosi, dicevo un consenso generale che ama narrare che il nostro Paese sta vivendo una forte ripresa economica. Un’ispezione ravvicinata mostra che la tesi è un’illusione. 

Zombie Banks

Le banche italiane hanno quasi cessato del tutto i prestiti; è incredibilmente notevole assistere alla tendenza dei prestiti italiani nell’arco di circa un intero decennio, vederlo come una linea retta quasi perfetta che ricorda solo l’innaturale.

Ricordo solo per i più distratti che questa dinamica è il risultato della scellerata a dir poco, imposizione da parte dell’Europa e della BCE del programma di austerità che ha letteralmente devastato il nostro Paese, attuato dal governo Monti, distruzione della domanda interna, deflazione salariale, demolizione del mercato immobiliare e dei risparmi degli italiani,  attraverso l’imposizione di tasse e patrimoniali, per non parlare della demenziale riforma Fornero che sta togliendo respiro ai giovani senza lavoro, costretti a fuggire all’estero.

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Il progetto di distruzione della domanda interna è stato dichiarato esplicitamente dal signor Monti in una intervista esclusiva alla CNN, di cui vi riporto qui sotto un fotogramma.

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Non solo, la distruzione del mercato del lavoro e la deflazione salariale è stata imposta dalla BCE di Mario Draghi, un nome Mario, una maledizione per il nostro Paese…

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Come potete vedere su Icebergfinanza noi documentiamo tutto quello che raccontiamo, perchè la verità è figlia del tempo dalle nostre parti.

Il primo stadio della zombificazione era costituito dalla preferenza per la liquidità. Le banche italiane non hanno smesso di espandere la dimensione del loro bilancio complessivo, è che per lo più, lo hanno fatto acquistando più che potevano il debito del governo italiano (quasi tutto del governo centrale).

Quando le autorità italiane l’anno scorso hanno finalmente autorizzato l’opzione “bad bank”, le banche italiane avevano ormai accumulato 200 miliardi di euro di crediti inesigibili. (…) ci sono altri 120 miliardi di NPL che possono essere facilmente classificati come improbabili.

E’ chiaro il concetto, a questa situazione ci siamo arrivati grazie alla demenziale austerità imposta dall’Europa che ora si dimostra preoccupata e che non perde tempo quotidianamente per ricordare che abbiamo da fare i compiti a casa, si quelli che servono a mantenere inutili burocrati parassiti con i nostri contributi, non dimenticatevi che siamo contribuenti attivi dell’Europa, ovvero versiamo più di quanto l’unione europea ci restituisce.

Il PIL reale sta crescendo di nuovo, ed è stato positivo per quindici trimestri consecutivi, poco meno di quattro anni. (…) Eppure, gli italiani hanno optato per un cambiamento radicale nel loro governo a seguito delle elezioni parlamentari tenutesi all’inizio di quest’anno. Un governo totalmente populista ha generato quasi totale condanna generale .

Non potrebbero gli italiani avere ottime ragioni per essere arrabbiati con l’UE?

Qualcosa è davvero sbagliato

Facendo riferimento alle parole del giornale preferito dal pensiero unico predatorio, il FAINAncial Times, il quale ha bollato come dilettante il nuovo premier designato Giuseppe Conte, gli amici di Alhambra suggeriscono che ​

Un politico novizio e populista responsabile della terza più grande economia europea non è un improbabile incubo.

 L’incubo è stato l’ultimo decennio sotto il segno di ciò che è completamente ed irrimediabilmente convenzionale. 

Perché non provare qualcosa di molto diverso, qualcosa forse di meno corrotto?

Quello che sta accadendo in Italia non è unico né è davvero così lontano nell’estremo. Questo è il punto.

Puoi liquidare la sua politica, ma puoi farlo solo negando la chiara realtà economica.

Finché questo continua, e non sembra diminuire, piuttosto intensificando la negazione, diventerà solo più problematico.

Tempo scaduto!

Si, il tempo è scaduto e gli italiani se ne sono accorti. Ieri è arrivato anche il ministro di un Paesino insignificante come il Lussemburgo a mettere in guardia l’Italia dal rispettare gli impegni, si il ministro di una colossale bisca fiscale, il Paese di Juncker, l’ubriacone che guida le istituzioni europee, dove elusione ed evasione ai danni degli altri Paesi europei, sono di casa.

Io ringrazio il cielo di aver a disposizione questo ultimo piccolo spazio di libertà, per cercare di esprimere la verità, il più corrispondente possibile alla realtà, uno spazio che ieri ha visto un autentico boom di visite, senza dimenticare che in questi anni abbiamo superato oltre i 20 milioni di visite e condivisioni, un risultato eccezionale del quale vi sono grato, per la stima e l’affetto che dimostrate ogni giorno, con la Vostra preziosa presenza. migliaia e migliaia di visite, un crescendo entusiasmante che dimostra che non siamo solo, siamo in tanti e il cambiamento è possibile!

La verità è figlia del tempo, sua sorella la Consapevolezza!

 

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9 commenti Commenta
zanella51
Scritto il 23 maggio 2018 at 09:10

Voglio dire semplicemente grazie ma voglio ricordare ai molti che leggono le tue splendide e documentate analisi di dare un contributo concreto per far sì che il tuo lavoro venga veramente gratificato. Grazie Capitano

alexandersupertramp
Scritto il 23 maggio 2018 at 10:38

Tutto condivisibile. Purtroppo per noi la massa segue e legge i media mainstream che, come previsto, stanno alzando il livello del bombardamento mediatico contro il nascituro (forse) governo M5S-Lega che più passano i giorni meno possibilità ha di nascere. Ora la storia del falso curriculum. Io non so se è così o trattasi di fake news che rientra nel bombardamento di cui sopra. Se, e sottolineo Se, fosse vera il duo DiMaio-Salvini hanno veramente toppato alla grande. Sapevano benissimo fin dal principio che avrebbero avuto contro tutti, ma proprio tutti, e che le persone proposte per incarichi governativi avrebbero dovuto essere più lindi di Madre Teresa e Padre Pio messi assieme. Ora vedremo quanto sono cazzuti perché a dispetto di quello che possono volere la cariatide del Quirinale, LEUropa o i mercati, M5S+LEGA hanno pur sempre la maggioranza in parlamento (salvo defezioni o campagne acquisti) per cui se resistono l’unica alternativa sarebbe il voto.

reragno
Scritto il 23 maggio 2018 at 12:46

Peccato che abbiamo un ministro dell’struzione con il diploma di terza media e che il Sig. Mattarella non ha fatto alcuna opposizione anni fa. Idem dicasi per quando ha firmato una legge elettorale che avrebbe generato ingovernabilità. La verità è che non si vuole modificare lo status quo qualunque esso sia. Aver redento il nano in quattro e quatrotto la dice tutta sullo stato di disperazione in cui sono questi farabutti
ale­xan­der­su­per­tramp@fi­nan­za,

ilcuculo
Scritto il 23 maggio 2018 at 12:53

Tutti i fatti sono interpretabili , la narrazione e l’interpretazione che ne dai può essere anche vera ed è possibile che la convergenza di interessi di diversi operatori di mercato abbia tratto vantaggio dalle difficoltà Italiane tanto da sottendere un disegno dietro le azioni. E’ possibile.

Tuttavia al di la del giudizio morale che dal punto di vista storico è irrilevante visto che la storia la scrivono sempre i vincitori , mi domando cosa realmente sia possibile fare.

Ha l’Italia la forza di mettersi di traverso ? E poi con che logica ? nel lungo periodo se non si chiudono i gap di produttività il debito è necessariamente destinato a crescere.

Io credo che il governo del cambiamento dovrebbe muoversi su altri piani , che darebbero slancio alla nostra economia senza precipitarci in una abisso finanziario in cui l’Italia si troverebbe sotto ricatto .

d
Scritto il 23 maggio 2018 at 12:57

Dio ti benedica, Andrea. Quello che hai scritto è una sacrosanta ricostruzione di un vero e proprio piano, malvagio e devastante, contro il nostro Paese. il tutto con la colpevole complicità di molte Italiani che siedono in posti di responsabilità. Ora il gioco si è rotto. Ieri sera (non guardo mai la televisione) sono letteralmente rimasto avvinto al video, facendo zapping. Tutti a recitare la stessa tiritera, dalla Gruber ad altre trasmissioni di regime. Tutti lo stesso mantra stucchevole e falso. Anche se si presentasse belzebù, a questo punto, gli Italiani lo preferirebbero a quanti fossero indicati dai menestrelli prezzolati di questo regime putrido.

puntosella
Scritto il 23 maggio 2018 at 14:53

ore

Andrea [email protected]
5

Spuntano i derivati fatti dal Tesoro italiano con l’istituto di credito. Tutti in perdita. Con tanto di beffa: un contratto del 2004 è stato ristrutturato più volte con nuove clausole … poverini i mercati!
*********************************************************************************************************
Andrea. sono disposto GRATUITAMENTE a mettere a disposizione I
miei studi ed il mio sistema per non far perdere un solo centesimo al mio paese,
se quei soloni in BI ed al MEF dimostrassero umiltà nell’apprendere,
ma sono certo che non si tratta di INCOMPETENZA o di sola
incompetenza ….

qui un analisi sul derivato PRINCIPE della Zona Euro, sia a breve termine
che a LUNGHISSIMO termine

puntosella
Scritto il 23 maggio 2018 at 14:59

L’Araba fenice arrivata alla resistenza scritta su MACHIAVELLI d’inizio Maggio,
per cui per continuare a volare dovrà farlo SEMPER con Minimi settimanali sopra
13.183 come si legge nel grafo sotto.

puntosella
Scritto il 23 maggio 2018 at 18:16

Ecco chi è il Prof. Paolo Savona …. un Italiano con la schiena dritta.

…. e adessso il Prof. Boeri si dimetta dall’INPS come sanno fare i galantuomini
poiché non rappresenta più il nuovo indirizzo di politica economica e così
poter essere libero da vincoli e dire la sua sulle future scelte governative….

….. è finita la pacchia.

Lettera aperta di Paolo Savona ai colleghi Economisti

Qui l’intervista dell’ex Governatore della Banca d’Inghilterra.

Londra se la caverà: il (vero) grande rischio è la fine dell’euro

Londra se la caverà: il (vero) grande rischio è la … – Corriere della Sera

In sostanza, Mervyn King dice che il «caos», nel breve periodo, arriverà dal “break-up” della zona euro. Afferma: «Molto facile da immaginare senza la creazione di un’unione fiscale, che costerà alla Germania il 5% del suo Prodotto interno lordo all’anno indefinitivamente.»
Di seguito l’intervista della giornalista Giuliana Ferraino a Mervyn King, Governatore della Bank of England dal 2003 al 2013.

Lord King, partiamo dalla Brexit. Qual è il miglior divorzio possibile dalla Ue?

«La Gran Bretagna non ha nessun obbligo di pagare 60 miliardi alla Ue. Detto questo, dovremmo lasciare il mercato unico e l’unione doganale. Il divorzio deve essere chiaro, minimizzando le questioni da negoziare. Certo, il Regno Unito ha bisogno di una politica per l’immigrazione: Londra dovrebbe garantire il diritto di residenza a tutti i cittadini Ue che vivevano in Gran Bretagna al tempo del referendum. Dopo potremo discutere un trattato di libero scambio. E scommetto che la maggior parte dei Paesi Ue sarà contenta di farlo visto il nostro grande deficit commerciale. Se avremo un approccio molto semplice e chiaro, l’impatto della Brexit anche nel lungo periodo sarà molto limitato».

Ma lei che cosa ha votato al referendum?

«Il mio voto è segreto. Ma dico che la Gran Bretagna ha il diritto di governarsi da sé. È un po’ bizzarro che la quinta potenza economica mondiale rinunci alla sua sovranità. Chi ha votato per la Brexit non è razzista, xenofobo o stupido. Il punto è che le élite hanno perso il contatto con i bisogni della gente. La Brexit non è una reazione contro l’Europa: i britannici amano l’Europa, ma odiano l’unione monetaria e sono ambivalenti verso la Ue, che è molto diversa da quella del nostro ingresso, nel ’73. Oggi i principali problemi della Ue sono l’immigrazione massiccia e l’euro, cose che non hanno nulla a che fare con il Regno Unito, rimasto fuori da Schengen. Ecco perché dico sempre che è la Ue ad avere lasciato noi».

Qual è la priorità per la Gran Bretagna?

«Riequilibrare il nostro enorme deficit commerciale, e la sterlina debole è benvenuta».

Nell’eurozona il ritorno dell’inflazione, risalita al 2% in media a febbraio, crea nuova tensione tra la Germania e il presidente della Bce, Mario Draghi. I tedeschi chiedono un cambio nella politica monetaria. Fa bene Draghi a resistere?

«Draghi è in una posizione impossibile. La Germania ha bisogno di tassi di interesse e un cambio euro/dollaro più alti, mentre a Francia e Italia servono tassi e cambio più bassi. Ma questo è incompatibile con l’unione monetaria. È sempre stato così, ma c’era l’emergenza dei debiti sovrani. Ora però l’affermazione di Draghi che la Bce è pronta a fare tutto il necessario, il suo famoso whatever it takes , è meno efficace, e i mercati si chiedono quale sarà il futuro dell’unione monetaria».

Quale sarà?

«Emmanuel Macron,candidato alle elezioni presidenziali francesi, qualche settimana fa, ha detto che l’euro non ha futuro senza riforme strutturali radicali: c’è bisogno di un’unione fiscale e la Germania deve pagare. Le tensioni nell’eurozona si sono spostate da Grecia e Portogallo ai contrasti tra Francia e Germania. L’eurozona precipiterà di nuovo nella crisi senza un dibattito genuino e un reale cambiamento. Qualcuno deve convincere la Germania che non ci sono alternative per salvare l’euro».

Riesce a immaginare un break-up della zona euro?

«Molto facilmente. Sarà molto caotico nel breve periodo. L’unione monetaria è stata prematura senza l’unione fiscale, un terribile errore. Molti sostengono che sarà una crisi profonda a forzare l’unione fiscale. Il problema però è che non si può creare un’unione senza un sufficiente sostegno democratico legittimo. La disoccupazione, in particolare dei quella dei giovani, è così alta che non sorprende vedere l’ascesa di nuovi partiti politici che incolpano l’unione monetaria. Vengono liquidati come populisti, ma le loro critiche sono basate su fatti economici, che le élite non capiscono».

Quanto «costerebbe» alla Germania l’unione fiscale?

«Il 5% del Pil indefinitivamente (vale anche per Austria e Olanda). Perciò il conto sarà molto alto, ma necessario per permettere ai Paesi del Sud di conservare la piena occupazione. Tra questi metto anche Francia e Italia oltre a Spagna, Portogallo, Grecia e Cipro, cioè gli Stati che hanno perso la loro competitività. Purtroppo i politici tedeschi sono contrari a spiegarlo ai loro cittadini. Stiamo andando verso il disastro».

Lettera aperta di Paolo Savona ai colleghi Economisti

Paolo Savona …..Mervyn King, stimato economista, già governatore della Old Lady, ha concesso un’intervista al vetriolo su Brexit e UE. È stata accolta da un assordante silenzio da parte della nostra Accademia, sempre pronta a scagliarsi contro i suoi membri che sostengono le stesse tesi di King, anche quando sono espresse con più moderazione.
Pur essendo il tema centrale delle prossime elezioni incombenti sull’UE, l’intervista è stata relegata a pagina 5 del quotidiano, senza richiamo in prima. Nei giorni precedenti lo stesso giornale si è cimentato con “grandi firme” per sostenere l’opposto di ciò che sostiene King. Poiché le tesi espresse nel loro giornale non sono semplici punti di vista, ma vere e proprie linee politiche dei gruppi dirigenti italiani, ci saremmo aspettati un minimo di reazione, anche perché King era molto stimato nella nostra banca centrale e nei circoli economici.
Meglio dare una dimostrazione di essere aperti al dialogo, facendo seguire il silenzio. Ancora una volta è la confraternita degli economisti italiani a essere passiva e, quindi, conformista: meglio ignorare King che discutere le sue idee, per il vago timore che siano giuste. Gli economisti italiani avrebbero meritato d’essere destinatari da parte del Presidente della Repubblica, l’equivalente della Regina inglese, del quesito rivolto da Elisabetta II ai membri della Royal Economic Society: come mai non vi siete accorti che stava arrivando una grave crisi?
Naturalmente l’oggetto del quesito sarebbe oggi l’Unione Europea nata a Maastricht e le scelte successive.
Solo un bravo giornalista, Mario Sechi, nel suo blog List, ha colto l’importanza della testimonianza e sollecitato i suoi colleghi e noi economisti a meditare sull’analisi di King, fornendo una sintesi delle tesi in essa sostenute nel caso in cui, in tutt’altre faccende affaccendati, non avessero il tempo di leggere le quattro colonne del giornale. Riporto anch’io la sintesi per tentare di vitalizzare l’attenzione (le parole sono quelle usate da King):

1. “L’impatto della Brexit anche nel lungo periodo sarà molto limitato”;

2. “La Gran Bretagna ha il diritto di governarsi da sé”;

3. “Chi ha votato per la Brexit non è razzista, xenofobo o stupido”;

4. “Le élite hanno perso il contatto con i bisogni della gente”;

5. “È la Ue ad avere lasciato noi”;

6. “La Sterlina debole è benvenuta”;

7. “Draghi è in una posizione impossibile”;

8. “L’Eurozona precipiterà di nuovo nella crisi senza un dibattito genuino e un reale cambiamento”;

9. “L’unione monetaria è stata prematura senza l’unione fiscale, un terribile errore”;

10. “I nuovi partiti politici che incolpano l’unione monetaria… vengono liquidati come populisti, ma le loro critiche sono basate su fatti economici, che le élite non capiscono”;

11. L’unione fiscale costerebbe alla Germania: “Il 5% del PIL indefinitamente. Perciò il conto sarà molto alto…, ma necessario per permettere ai Paesi del Sud di conservare la piena occupazione. Purtroppo i politici tedeschi sono contrari a spiegarlo ai loro cittadini”;

12 “Stiamo andando verso il disastro”.

Visto che non volete rispondere al quesito che i pochi colleghi che la pensano più o meno come King vi rivolgono da tempo o, meglio, vi siete collocati in maggioranza nel solco tracciato dai gruppi dirigenti del Paese di pagare qualsiasi costo pur di rimanere nell’euro mal costruito e nei vincoli dell’UE, approfondendoli, vedetevela con queste affermazioni di un illustre economista, oltre che serio civil servant.
Invero in passato ci fu anche il documento firmato da sette Premi Nobel sull’insostenibilità dell’euro, che avete accantonato perché dava fastidio culturale o forse perché credete di capire meglio di loro come stanno le cose. Neanche la realtà che vi circonda fiacca le vostre posizioni precostituite.
Molti dei giudizi espressi da King sono stati oggetto da parte mia di pacate valutazioni e non devo essere io a rispondere. Mi soffermo solo su un punto, quello che l’attuale gestione dell’UE danneggi il Sud.
Da tempo sono costernato del sostegno che i Sindacati dei lavoratori danno alla tesi di stare nell’UE e nell’euro perché ritengono che uscire danneggerebbe i lavoratori, trascurando di valutare il danno ulteriore per tutti (dato che quello pagato dai disoccupati non basta) del restarci così com’è. Essi si accontentano di politiche compensative da parte di Governi che non sanno affrontare il problema, limitandosi ad affermare che non bastano: accettano infatti gli 80 euro ai giovani, i 500 euro agli studenti, i 450 euro ai poveri e i 200 euro per ogni nuovo nato e così via. Siete inoltre attratti da un salario di cittadinanza o termini simili senza collocarlo in una linea di azione di sviluppo e di compatibilità volta a rimuovere i problemi, non a perpetuarli. Perché avete chiuso la porta agli eredi di Ezio Tarantelli?
Cari colleghi, ritengo che la nostra professione abbia gravi responsabilità perché pecca di indipendenza di pensiero e di coscienza civile. Dovete quindi dare una risposta ai punti sollevati da Mervyn King.»

idleproc
Scritto il 23 maggio 2018 at 21:00

Al momento, stando alla dichiarazione:

Evviva l’europa.
Ci batteremo per l’Unione Bancaria.
Faremo quello che ci diranno di fare ma protestermo con garbo e signorile imbarazzo tossicchiando.

Di Maio: i ministri li sceglie i PdR.

Bhé, Salvini ci ha provato ma la il Lato Oscuro della Forza Della Teleguida sugli M5s sembra prevalere che si spacciano per sinistra vera.
Può, se vuole, mollarseli tranquillo onde evitare di dare una mano a costruire un altro governo-fax in stile greco con copertura mediatica di “cambiamento”.
Il vecchio partito unico ormai è finito non hanno speranza .
Salvini e altra gente politicamente onesta potranno rigiocarsela in futuro se mollano subito prima di farsi bruciare.

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