INFLATION ILLUSION!

Scritto il alle 07:20 da icebergfinanza

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Un rapido aggiornamento sulle nuove fantasie inflattive in attesa di smontare in Maggio, pezzo per pezzo, insieme al nostro Machiavelli, alcune illusioni che tornano a manifestarsi a seguito del rialzo del petrolio e delle materie prime, con il rischio di una guerra commerciale.

Partiamo dal Giappone, uno Stato che è adagiato sul fondo di un oceano deflattivo da ben oltre 20 anni…

Japan Interest Rate

Secondo quanto comunicato dal ministero nipponico di Affari Interni e Comunicazione, l’inflazione del Sol Levante è cresciuta in marzo dell’1,1% annuo, in frenata rispetto all’1,5% di febbraio (1,4% in gennaio) e in linea con le attese degli economisti. Il dato core (al netto degli alimenti freschi e benchmark su cui la Bank of Japan ha il target del 2%) è invece salito dello 0,9% annuo, contro l’1,0% di febbraio (0,9% era stata anche la lettura relativa a novembre, dicembre e gennaio), anche in questo caso in linea con il consensus. Si tratta della prima contrazione da quando il Giappone era uscito dalla deflazione a inizio 2017.Su base mensile l’inflazione complessiva è calata dello 0,4% dopo il progresso dello 0,1% di febbraio (e dello 0,4% in gennaio). Arretramento anche per quella core, scesa dello 0,1% dopo l’incremento di pari entità di febbraio (e dello 0,2% in gennaio). (RR – www.ftaonline.com)

(Teleborsa) – La Bank of Japan, la banca centrale del paese nipponico, rilascerà nella giornata di venerdì 27 aprile le previsioni di crescita per l’anno che si concluderà a marzo 2021. Il primo anno fiscale in Giappone dopo l’aumento delle imposte previsto al 10% dall’attuale 8%, nell’ottobre 2019.

Fonti interne alla banca centrale stimano una fase di crescita abbastanza modesta per il paese del Sol Levante.

Il primo ministro Shinzo Abe ha rinviato due volte l’aumento delle tasse, temendo una ripetizione di quanto accaduto nel 2014, quando la tassa fu aumentata all’8% dal 5%: l’economia si è contratta e l’inflazione, vista in crescita verso l’obiettivo del 2%, si è rapidamente raffreddata.

“Nei prossimi cinque anni raggiungeremo il [nostro] obiettivo di inflazione del 2%”, ha dichiarato il governatore Haruhiko Kuroda alla Sara Eisen della CNBC nel fine settimana. Una volta raggiunto tale livello, inizieremo “a discutere come normalizzare gradualmente la condizione monetaria”.

CINQUE ANNI!

“Per raggiungere il [nostro] obiettivo di inflazione del 2 per cento, penso che la Banca del Giappone debba continuare per molto tempo una politica monetaria accomodante molto forte”, ha aggiunto Kuroda nella sua intervista a CNBC.

Il protezionismo, l’inaspettato rapido restringimento della politica monetaria in alcuni paesi e le tensioni geopolitiche nella Corea del Nord e nel Medio Oriente rappresentano potenziali rischi, ha detto Kuroda.

Japan Core Inflation Rate

Ad osservare questa immagine viene davvero da ridere, ma nel prossimo manoscritto vi racconteremo di come si sono mosse le curve dei tassi in Giappone negli ultimi anni, visto che qualche scienziato vi attribuisce oggi poco valore.

La sintesi la ripetiamo qui sotto, petrolio, materie prime e protezionismo, fanno sorridere!

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E in Europa come va?

German economy could have slowed noticeably in Q1 … – Reuters

FRANCOFORTE, 23 aprile (Reuters) – L’economia in forte crescita della Germania potrebbe rallentare sensibilmente nei primi tre mesi dell’anno a causa di un imprevisto aggravamento della produzione, ha detto oggi la banca centrale del paese.

“Il boom economico della Germania continua anche se il tasso di crescita del prodotto interno lordo nel primo trimestre dell’anno potrebbe essere sensibilmente inferiore rispetto ai trimestri precedenti”, ha affermato la Bundesbank nel suo rapporto mensile.

(Teleborsa) – In salute l’economia dell’Eurozona, che “sta crescendo in modo robusto” e in maniera “diffusa tra i Paesi e i settori”, ha scritto il governatore della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, nel discorso depositato presso l’International Monetary and Financial Committee, organismo del Fondo Monetario Internazionale. Per Draghi, “i rischi sulla crescita restano sostanzialmente equilibrati” e quelli al ribasso “continuano a essere legati soprattutto a fattori globali, incluso un aumento del protezionismo”, che “potrebbe già aver avuto un impatto negativo sugli indicatori della fiducia globale”. “Preservare un commercio libero e aperto, che è legato alla cooperazione multilaterale, è cruciale per alimentare un ambiente economico globale favorevole”, ha spiegato il banchiere.
Draghi ha ribadito che “un grado ampio di stimoli monetari resta necessario affinché le pressioni inflative continuino a crescere e a sostenere gli sviluppi dell’inflazione nel medio termine”.

Quindi l’ennesima battaglia per l’inflazione è persa, qui ci vorranno ben più di vent’anni per tornare al 2 % e nel frattempo arriveranno i tedeschi alla guida della BCE e faranno crollare tutte le aspettative!

European Union Inflation Rate

I titoli di stato Usa continuano a essere venduti, cosa che spinge al rialzo i rendimenti. Quello del Treasury a 10 anni ha sfiorato il 3%, soglia vista come spartiacque che potrebbe condizionare i mercati finanziari. Quando lo scorso febbraio il rendimento del titolo benchmark superò il 2,9%, l’S&P 500 finì in correzione (status definito da un calo di almeno il 10% dal record più recente).

Il sell-off dei T-Bond è dovuto a un aumento delle aspettative per un balzo dell’inflazione, cosa che potrebbe costringere la Federal Reserve ad alzare i tassi più delle tre volte previste in totale nel 2018. Il titolo a due anni – il più sensibile a un cambiamento delle stime sulla politica monetaria Usa – ha visto i suoi rendimenti salire a passo più spedito andando a ridurre allo 0,5% il differenziale tra il rendimento di questo titolo con quello del decennale (era pari all’1,25% alla fine del 2016). Siccome i rendimenti dei titoli a breve scadenza hanno superato quelli a lunga scadenza prima di ogni recessione da almeno 1975, gli investitori guardano con preoccupazione all’appiattimento della curva dei rendimenti. Il timore è che possa invertirsi. Va detto che quell’appiattimento si sta verificando mentre l’economia Usa continua a crescere.

E qui l’ignoranza è totale, dire che la curva dei tassi si sta invertendo mentre l’economia continua a crescere dimostra che nessuno conosce la storia, una storia che vi racconteremo nelle prossime settimane su Machiavelli.

Per quanto riguarda il rialzo dei rendimenti, un’ulteriore occasione per chi punta al tesoro nascosto negli Stati Uniti d’America!

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A proposito di Mario Draghi e dei suoi continui conflitti di interesse a partire dal figlio…

COSA FA DI BELLO IL FIGLIO DI MARIO DRAGHI?

…per arrivare sino alla presunta indipendenza di una banca centrale…

ECB says Draghi will remain a member of bankers‘ group

La Bce di Mario Draghi non si allinea allo spirito dei tempi

Ci sono istituzioni che si inchinano allo spirito dei tempi, qualsiasi esso sia, e altre che non ritengono di doversi necessariamente piegare. Si scopre che la Bce di Mario Draghi è del secondo tipo: indirettamente ma non troppo, afferma che le élite economico-finanziarie non sono il diavolo. Non è strano che banchieri centrali lo pensino. È però interessante che lo dicano pubblicamente in una disputa interna al quadro istituzionale della Ue. Succede che l’Ombudsman Europeo aveva sollecitato Draghi a cessare la sua appartenenza al Group of Thirty, un organismo nel quale si discute di economia, ma la Bce ha risposto che no, Draghi non si dimetterà.

L’Ombudsman (in realtà una woman) Emily O’Reilly aveva chiesto il passo indietro in quanto a suo avviso essere membri del Gruppo dei Trenta «potrebbe creare la percezione pubblica che l’indipendenza della Bce possa essere compromessa».

Ma loro sono bravi in queste cose, loro hanno preso il comando ovunque, loro dirigono la politica,”accompagnano” le scelte giuste per ogni Nazione, le politiche economiche le fanno loro, il resto è puro dettaglio.

Non importa poi se non sono neanche capaci di riportare l’inflazione al 2 %, unico obiettivo della Banca centrale europea, ovvero la stabilità dei tassi, l’importante è che la politica obbedisca e faccia le loro riforme, a partire da quella delle banche di credito cooperativo, smantellando l’ultimo baluardo che sosteneva il territorio.

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8 commenti Commenta
d
Scritto il 24 aprile 2018 at 07:44

In realtà è tutto molto semplice. la missione dei banchieri centrali è stampare e far si che il denaro vada in mano prima agli amici in modo tale che possano comprare tutto quello che ha un valore giù nell’economia reale. Contemporaneamente queste distorsioni e le reali restrizioni del credito indeboliscono l’impresa piccola e media (in Italia soprattutto quella che si nutre di domanda interna). Il tutto in modo da agevolare l’impresa grande in mano agli amici di ingoiare tutto. Alla fine del gioco da una parte i padroni, dall’altra gli schiavi. Dire che il PIL aumenta dell’1,5% è un imbroglio: il 90% delle imprese cala del 5%, il 10% (quelle grandi) aumentano del 6,5 e il gioco è fatto. Il più gigantesco trasferimento di ricchezza della storia. E la politica? Marionette eterodirette da chi conduce il gioco vero.

kry
Scritto il 24 aprile 2018 at 12:38

L’inflazione al 2% in Italia non la si vedrà nemmeno con il petrolio a 150$
(visto le accise che contano per più del 70% sulla formazione del prezzo dei carburanti ).

idleproc
Scritto il 24 aprile 2018 at 13:46

d@finanza,

Dot. E’ anche la via di approccio più rapida alla crisi sistemica.
Anche se quanto sta accadendo è nella dinamica e l’ideona di base è di “riformare” il sistema traghettandolo verso qualcosa di compatibile con le loro esigenze, ne accelerano la crisi.
Chi ha i numeri, dovrebbe già ora, anche se in “ritardo”, cominciare a prepararsi e a preparare un sistema qualitativamente diverso e superiore.

alexandersupertramp
Scritto il 24 aprile 2018 at 16:59

Intanto da noi tutto è pronto per un bel governo M5 Stalle + PD come Europa desiderava fin dall’inizio e come si dava per scontato. Vedasi reazione borsa e spread dopo il 4 marzo. E se ci fosse qualche defezione dell’ultimo minuto nessun problema, qualche influenza in Forza Italia e i numeri per la fiducia sono belli e serviti. E tutti vissero felici ed europei….

stanziale
Scritto il 25 aprile 2018 at 09:32

alexandersupertramp@finanza,

Davvero sorprendente. Chi se lo sarebbe mai aspettato, che un partito di origine massonica atlantista , con dirigenti tutti di provenienza da sinistra e globalisti, pro immigrati, jus soli , ong e figli con 2 mamme e benedizione massoneria inglese, trovassero ‘intesa con l’altro partito, il vecchio, di sinistra, globalista, atlantista, pro immigrati, jus soli, ong. Trovare l’accordo sulle poltrone sara’ ugualmente una faticaccia, ma ne varra’ la pena… per l’interesse dell’europa, chiaramente.

un [email protected]
Scritto il 25 aprile 2018 at 10:26

E nel frattempo i Treasuries decennali volano al 3%.
Aspettate solo che siano scarichi di rateo il 15 maggio e me ne abbuffo.

andreblanz
Scritto il 25 aprile 2018 at 11:33

ma sti tassi, fanno soffrire….

charliebrown
Scritto il 25 aprile 2018 at 22:11

Più che di linea Maginot dei tassi, preferirei si parlasse di linea del Piave. Se non altro per un fatto scaramantico: i panzer tedeschi neanche la videro la Maginot, la aggirarono e presto arrivarono a Parigi; mentre sul Piave il nostro esercito riuscì ad attestarsi con successo fermando l’avanzata degli austro-tedeschi.

Oggi sulla linea del Piave ho comperato qualcosa, speriamo sia la volta buona, di non dover arretrare sul Mincio come nel 1917 avrebbero voluto i nostri alleati.

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