DRAGHI IL CERCHIOBOTTISTA!

Scritto il alle 09:26 da icebergfinanza

imageIeri in un colpo solo quel furbetto di Mario Draghi ha dato un colpo alla botte e un colpo al magico cerchio della Merkel.

Primo ha mandato un messaggio chiaro all’Italia “suggerendo” che le riforme si possono e si devono continuare a fare anche se c’è incertezza politica, un po’ come cercare di fare un figlio senza la donna ma sappiamo che oggi c’è la fecondazione artificiale.

Secondo ha fatto finta di allungare il QE ma in realtà ha diminuito il quantitativo mensile di acquisti da 80 a 60 miliardi e fatto esplodere la curva a breve dei tassi permettendo acquisti di titoli anche sotto il limite massimo dello 0,40% di rendimento negativo per fare contenta la Merkel. Ampliando il raggio di azione degli acquisti di bond dovremmo assistere a un irripidimento della curva dei rendimenti, con la parte breve della curva che dovrebbe continuare a salire. In teoria ma in pratica vedremo.

Di sicuro tanto per non cambiare ha dato una mano favolosa alle banche e assicurazioni… TEDESCHE, anche se secondo Machiavelli sarà l’ultima perché il prossimo anno le banche centrali perderanno il controllo dei mercati.

A questo punto direi che al prossimo serio rintracciamento che sicuramente avverrà l’Araba Fenice si può considerare ufficialmente risorta giusto il tempo per chiudere definitivamente la parentesi manipolatorio delle banche centrali ma avremo tempo e modo di parlarne insieme nell’outlook 2017 insieme agli amici sostenitori di Icebergfinanza.

Tassi invariati e proroga del Quantitative easing quindi è tanto per non cambiare nulla “La Bce “continua ad aspettarsi che i tassi chiave resteranno agli attuali livelli o più bassi per un prolungato periodo di tempo” e “ben oltre l’orizzonte della fine del programma di acquisti”.

Proroga di altri 9 mesi del piano di acquisti di titoli, il Quantitative Easing, la cui scadenza viene così estesa fino a dicembre ma attenzione la riduzione da aprile a 60 miliardi dovrà fare i conti con la probabile vittoria della LePen in Francia all’inizio di maggio e il boom populista come lo chiamano loro atteso in marzo in Olanda.

La BCE sarà costretta ad intervenire di nuovo per calmare i mercati ma fallirà!

All’accusa neanche tanto velata di favorire l’Italia è le banche italiane in quanto italiano Draghi ha risposto che ..,

“I problemi delle banche italiane non sono nuovi, Governo sa cosa fare”
“I problemi delle banche italiane ci sono da lungo tempo. Sono fiducioso che il Governo sappia cosa deve fare e che i problemi saranno affrontati”, ha detto Draghi nel corso della conferenza stampa al termine della riunione del Consiglio direttivo.

Quello che è certo è che il buon Draghi ci ha fatto un bel regalo di Natale a noi che amiamo il dollaro e visto che la prossima settimana va in pagamento una cedola in dollari favolosa..image image

Ecco inoltre un po di Draghi pensiero in sintesi…

Draghi: “Prestito fondo salva Stati all’Italia? Ne so davvero poco”
Draghi: “Nessun rischio per l’euro da incertezza politica Italia”
In questa fase non vediamo rischi per l’euro” dall’incertezza politica in italia scaturita dal no al referendum sulle riforme costituzionali. Draghi: “Mercati più resistenti del previsto”
Per forza Mario stai comprando di tutto!

Draghi: “Non abbiamo discusso di tapering oggi.

Inoltre Mario Draghi ha annunciato le nuove stime di inflazione per l’area euro. Ora la Bce vede l’inflazione 2017 a +1,3% dal +1,2% precedentemente stimato. Conferma inflazione 2016 allo 0,2%. Per il 2018 la stima è stata invece rivista al ribasso da +1,6% a +1,5%. La prima previsione legata all’inflazione 2019 è di +1,7%.

QimageAddirittura ha dichiarato che si aspetta un’esplosione dell’inflazione per fine anno. Mario Mario riguardati il graficuccio e studiati la velocità di circolazione e la deflazione da debiti. Si lo so, lo so, che conosci Minsky e Fisher ma i tuoi azionisti principali oggi sono le banche e la Merkel!

Appuntamento al 2017 quando Draghi perderà il controllo della velocità di circolazione della … liquidità, Machiavelli Docet! ;-)

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13 commenti Commenta
magro
Scritto il 9 dicembre 2016 at 10:46

Per quanto mi riguarda alla richiesta di accesso dell’Italia all’esm corrisponde il votare alle prossime elezioni per Salvini. Sto capendo come sono nati i nazionalismi del secolo scorso, quello che la storia non dice è che la sponda che la gente voleva allontanare faceva più schifo di quella verso la quale si dirigeva.

stanziale
Scritto il 9 dicembre 2016 at 10:54

Interessante…nel 2017 le banche centrali perderanno il controllo. Forse ESSI perderanno anche il controllo politico https://aurorasito.wordpress.com/2016/12/08/la-battaglia-di-berlino-sara-lultima-del-globalismo/
in germania avanza un nuovo esponente politico, un pochino piu’ moderato di afd, che dovrebbe essere, alle loro elezioni, in lotta con il duo culona-kapo’. Questo esponente ha gia’ invitato Trump, e sembra vorrebbe creare una zona marco limitata a germania, austria, ed alcuni paesi est satelliti. E no alla politica globalista dell’immigrazione. Speriamo abbia l’appoggio dei tedeschi ragionevoli. Come detto dobbiamo respingere l’assalto dei globalisti /speculatori avvoltoio -guidati dalla germania, dalla merkel, e’ chiara la cosa -all’italia, tramite il nostro sistema bancario. Forse ce la possiamo fare, perche’ i mercati fiutano in anticipo i cambiamenti in atto. Lo spero.

laforzamotrice
Scritto il 11 dicembre 2016 at 09:41

http://www.notizietg.it/il-camion-piu-grande-del-mondo-oltre-4000-cv-video/
Forse non è solo merito dell’EURO.

dorf001
Scritto il 11 dicembre 2016 at 20:13

adesso ha vinto il NO al referendum? ma cambierà qualcosa? è quello che si chiede Carlo Bertani.
qui nel suo articolo :
Non cambierà nulla

Davide
6 giorni fa
Notizie dall’Italia, Opinione
26 Commenti
6,393 Viste

DI CARLO BERTANI

carlobertani.blogspot.it

Quando si vince si vince per sé, quando si perde è l’Italia a perdere un’occasione: questo, in sintesi, il discorso di Renzi e le sue conclusioni.

Non esultiamo troppo: le cose rimarranno tali e quali a prima. Osservate cosa è successo in Austria: votarono e vinse il candidato europeista…già, ma scoprirono brogli – guarda a caso anche oltre Tarvisio – sulla circoscrizione estero. E sono stati obbligati a rifare le elezioni.

Il voto degli italiani all’estero è una “riserva di caccia” privata a disposizione del Governo: una mia cugina (che vive a Parigi) mi ha confessato di non essere andata a votare – “L’ultima volta che ero andata m’ero accorta che qualcosa non andava, che le comuni modalità di segretezza e di conservazione delle schede elette non erano sufficienti: in pratica, potevano fare della mia scheda ciò che volevano” – questo mi ha raccontato, senza specificare meglio.

La circoscrizione estero è, però, un modo grezzo per fare dei brogli elettorali e, per i suoi numeri limitati, può soltanto “deviare” il voto quando le differenze sono minime, pochi punti, come nel caso austriaco: la stessa trappola era pronta anche per l’Italia, difatti nella circoscrizione estero ha vinto il Sì.

Il punto dolente è la trasmissione dei dati dai seggi al ministero dell’Interno: finora non hanno osato tanto (ossia intervenire quando i dati sono contenuti nei database) – non per questioni etiche, se ne fregano – ma perché ci sarebbe troppa discordanza fra il “reale” ed il virtuale, un rischio che non possono permettersi.

In Austria hanno semplicemente corretto le procedure, per essere inattaccabili dal punto di vista formale, ma la sostanza non è mutata: se una tornata elettorale è sul filo di lana, il governo può “aggiustarla” a suo favore.

Del resto, perché non abbiamo mai votato su questioni come l’Europa e l’Euro? Datevi una risposta.

Adesso, molti si chiederanno cosa succederà.

Renzi era stato preparato per tempo a lasciare, sapeva che le condizioni economiche italiane sono così compromesse da non concedere appelli: serve un cambio d’immagine, anche l’estetica vuole la sua parte.

Passati i clamori del Sì e del No, in Parlamento s’inizierà la conta, la divisione di ministeri e le solite presidenze “succose” per un governo che dovrà gestire la “tirata” delle elezioni del 2018. Manca solo poco più di un anno.

Questo governo avrà, da parte di Francia e Germania, qualche possibilità in più: oggi l’inflazione è a -0,19%, ciò significa deflazione, recessione acclarata e provata, anche dai numeri.

Sarà concesso di più – in termini di denaro circolante, tanto per capirci – in modo da non giungere all’appuntamento elettorale “sotto” di sei milioni di voti: 6 a 4, o meglio, 19 milioni di voti a 13.

Ciò che non faranno, però, è dare a questa modesta crescita qualcosa di strutturale, giacché ciò che importa loro è proprio questo: deindustrializzare l’Italia – l’Italia non è la Grecia, è la terza economia europea – continuando ad obbedire all’accordo Kohl-Miterrand che è alla base dell’euro. Un lento dissanguamento, che sarà modestamente fermato per non giungere troppo stremati all’appuntamento elettorale.

I numeri, in Parlamento, continuano a raccontare che il PD (con gli “acquisti” e compagnia varia) è il solo a poter garantire qualcosa. Perciò, Mattarella seguirà questa indicazione.

Credo che sarà richiamato in fretta D’Alema, perché è l’uomo che sa gestire bene le situazioni come queste: Belgrado ancora ricorda.

Osservate cosa ha dichiarato Massimino:

“Il Capo dello Stato darà l’incarico a una personalità che lavorerà a misurare le disponibilità per un governo necessario al paese. Si dovrà verificare il senso di responsabilità delle forze politiche e credo che ci sia una maggioranza in Parlamento che non intenda favorire lo scioglimento irresponsabile delle Camere. Andare a votare ora sarebbe irresponsabile anche perché la Consulta deve ancora pronunciarsi sull’Italicum. E mi auguro che l’assunzione di responsabilità possa essere la più ampia possibile.”

Una sorta di passo avanti, una disponibilità chiarita: la volta scorsa furono gli USA a chiedere lui al comando al posto di Prodi (contrario alla guerra nei Balcani), e Bertinotti si prestò per la scimmiottata delle 36 ore ed altre facezie.

Oggi si fa avanti l’UE, ossia Germania e Francia che – qualora l’Italia promuovesse iniziative per la sua “exit” – vogliono evitare di rimanere col cerino acceso in mano, tanto meno ascoltare il Requiem di Mozart in presenza delle loro bare. Perché se l’Italia se ne va, crolla tutto l’ambaradan.

Cosa possiamo fare?

Una vittoria come questa del referendum, rischia di diventare una vittoria di Pirro. Perché?

Poiché l’unica forza politica ad avere in mano le chiavi per un cambiamento – ossia il M5S, non la Lega, che è un partito che si ferma a Bologna, oltre non va – non sa decidere, non presenta un programma, non fa capire quali saranno le sue priorità di governo.

Segue questa strategia poiché è quella che più garantisce consensi: il voto a Grillo è un voto di protesta, in quel partito manca totalmente una democrazia interna e non c’è una fase propositiva che conduca ad un programma.

Finché resto sul vago – sembra raccontare Grillo – chi è deluso mi vota. Certo.

Cosa farai, però, quando ti toccherà stringere delle alleanze e confrontare i programmi? Non vorrai mica aspettare il 51%, vero? Non ci arriverai mai.

Manca poco più di un anno alle elezioni: cosa sceglierai?

Euro o no Euro?

Europa o tentativi di alleanza con le economie del Sud Europa?

Grandi investimenti sulle energie rinnovabili, compresi piani industriali su progetti innovativi?

Una bella “falciata” sulle amministrazioni locali?

Il taglio delle spese militari, eliminando tutte le spese solo utili per essere lo schiavetto della NATO?

Se, oggi, non comincia un dibattito interno su questi argomenti (ed altri), è del tutto inutile aver vinto questo referendum, poiché un voto di protesta che non trova proposte politiche, s’affievolisce e muore come un fiore senza terra cui crescere. Pensaci.

Carlo Bertani

Fonte: http://carlobertani.blogspot.it

madmax
Scritto il 11 dicembre 2016 at 21:16

Uhmmmm la circoscrizione estero erano tutti cattivi perche’ hanno votato si? Direi di no.
Forse all’estero ci so rende conto che noi abbiamo avuto
63 governi in 70 anni,
63 governi in 70 anni,
63 governi in 70 anni,
63 governi in 70 anni,
poi ci si lamenta che all’estero non ci prendono sul serio? Dicono semplicemente: si si aspettiamo il prossimo governo.

madmax
Scritto il 11 dicembre 2016 at 21:22

dorf001@finanza,

Scusa dorf
Ma i 5stelloti sarebbe il cambiamento? Persone che stropicciano la Costituzione a loro uso?
Ripeto stropicciano la Costituzione, da bravi paladini spingevano per il no poi quando gli fa comodo la buttano nel cesso!
Rileggetevi l’articolo 67 ovvero la mancanza del vincolo di mandato, ma siccome non serve al capellone ed al comico i 5stelloti lo ignorano e vanno in direzione anticostituzionale.
Dai non scherziamo, un movimento guidato dall’alto senza democrazia diretta (chi ha mai votato Grilletto e Cadaleggino?) si eregge a paladini del bene???
Dai non scherziamo!
Odio i peccatori ma molto di piu’ i falsi moralisti!

stanziale
Scritto il 12 dicembre 2016 at 07:18

dorf001@finanza,

Bel post per le prospettive future dell’Italia fino al 2018, potrebbe essere plausibile quanto prospettato. Vediamo pero’, se si insedia Trump, cosa cio’ comporta…anche per il m5s. Che per ora, ha avuto una strategia proprio per non governare, sottrarre voti utili, impedire la nascita di un vero movimento sovranista. Inoltre, con buona pace del ns buon madmax, sono per lo piu’ ex girotondini, ex ultra sinistra, sono per l’immigrazione (ancora? sic) , e quando si convertono, da grandi, vanno logicamente tutti a confluire , guarda caso, nell’area pd, come hanno fatto i loro predecessori. Sto’ parlando dei vertici, dai parlamentari(quasi tutti) in su’. Se poi e’ vero, come e’ vero, che il vento della storia e’ girato contro i globalisti…allora ci sta’ di tutto…

madmax
Scritto il 12 dicembre 2016 at 07:37

stanziale@finanza,

Stanziale,
Grazie mille, io sono in pace, ma resta il fatto che l’art. 67 della nostra Costituzione impedisce il vincolo di mandato, l’esatto opposto di cio’ che vogliono i 5stelloti.
Quando non piace la Costituzione la dimentichiamo?

gainhunter
Scritto il 12 dicembre 2016 at 07:55

laforzamotrice@finanza,

Nessuno ha mai negato che i Tedeschi siano ottimi produttori, ma lo erano anche negli anni 90 e 2000, e nel 2000 la Germania era il grande malato d’Europa.
Questo significa che non basta saper fare buoni prodotti per avere una buona economia, e non basta neanche avere una burocrazia snella per avere una buona economia, bisogna anche che la propria competitività non venga penalizzata da una moneta sopravvalutata.

laforzamotrice
Scritto il 12 dicembre 2016 at 09:13

gainhunter,

Cavolo, gainhunter, ma come diavolo fate a non considerare che la Germania negli anni 90 ha assorbito a prezzi assurdi la DDR? Come fate a negare che la vecchia Germania ovest non aveva il minimo problema economico, e che i tedeschi sono riusciti in un compito mostruoso in un tempo relativamente breve. Ma davvero qualcuno vuol sostenere che se non ci fosse stata la riunificazione la Germania dell’ovest negli anni 90 avrebbe avuto problemi economici? Dai, siamo ragionevoli.

veleno50
Scritto il 12 dicembre 2016 at 11:33

la­for­za­mo­tri­ce@fi­nan­za,
Solo questione di memoria,e di verità.Bravo buona giornata

gainhunter
Scritto il 12 dicembre 2016 at 13:58

laforzamotrice@finanza,

Appunto, vedi che ci sono anche altri fattori che possono incidere più della bravura.
La moneta è uno di questi, e la moneta unica ha allargato il gap di competitività con gli altri paesi, accelerando l’uscita dalla recessione, oltre al fatto che è proprio grazie alla DDR che la Germania ha potuto svalutare i salari e guadagnare ulteriormente competitività senza il freno del cambio flessibile, in pratica la riunificazione in realtà l’hanno pagata gli Europei grazie alla adozione dell’euro, se non ci fosse stato l’euro probabilmente oggi sarebbero ancora il malato d’Europa.
Se consideri i fattori che influenzano la competitività, scopri che la bravura è solo un fattore e la moneta è un altro fattore.

aorlansky60
Scritto il 12 dicembre 2016 at 15:00

@ Gainhunter

in pratica la riunificazione [delle due germanie ndr] l’hanno pagata gli Europei grazie alla adozione dell’euro

NON potrei essere più d’accordo.

anche i tedeschi lo sanno bene;

al contrario di molti [la maggioranza] che si ostinano [in italia in particolare] a trascurare quanto hai appena scritto.

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