DRAGHI: IL DEFIBRILLATORE E’ PRONTO!

Scritto il alle 12:20 da icebergfinanza

Come ha scritto nel suo ultimo manoscritto Machiavelli, le banche centrali stanno preparando il defibrillatore manuale per il prossimo arresto cardiaco, il cui principio consiste nel ripristino immediato del battito dei mercati finanziari attraverso l’applicazione di una nuova scarica di liquidità.

Il telegramma arrivato ieri ai mercati è in sintesi questo:

STOP alzato limiti esposizione acquisti del settore pubblico al 33% dal 25 STOP

STOP QE andra’ avanti fino a settembre 2016 o oltre se necessario STOP

STOP abbiamo rivisto crescita e inflazione al ribasso STOP

E per rimarcare che sono davvero pronti e non scherzano ha ricordato che la decisione sul cambio dei parametri di oggi sottolinea la volonta’ e la disponibilita’ ad agire.

Draghi ha detto che i prossimi mesi potremmo vedere inflazione negativa, si chiama deflazione ma loro preferiscono chiamarla così, aggiungendo un’autentica fesseria, ovvero che l’implementazione delle riforme produrrrà inflazione!

Si le riforme produrranno inflazione, bisogna che vada a cercarmela nei tetsi di economia questa!

E poi le solite cose, tipo i rischi sono aumentati, useremo qualunque strumento a nostra disposizione, la colpa è della frenata dei mercati emergenti, c’è evidenza che le nostre politiche stanno funzionando, prezzi del greggio sono la principale causa della revisione delle nostre stime sull’inflazione.

Peccato che tutti i banchieri centrali, Yellen compresa, hanno affermato che il prezzo del petrolio basso, aiuterà la crescita e i consumi, ovviamente di questo nessuna traccia.

Ad aprile Draghi…

Gli sviluppi della situazione porteranno a un “sostenuto aumento dell’inflazione”. Lo ha detto il presidente della Bce, Mario Draghi. Le “nostre misure di politica monetaria”, aggiunge Draghi, “aiuteranno l’inflazione a salire vicino ma al di sotto del 2%”.

Mai nell’evidenza empirica il QE è servito a riportare inflazione, la crisi giapponese è una pagina di storia che i banchieri centrali rifiutano,

Infine ha sottolineato che il consiglio non ha discusso il cambio del limite dei 60 miliardi di acquisti al mese e ha ricordato ai mercati che per la BCE il livello del cambio è importante e subito l’euro si è indebolito contro tutte le valute.

E’ la prima volta che Draghi fa riferimento esplicitamente al cambio, i  tassi di cambio sono importanti per la crescita e la stabilita’ dei prezzi.

Inoltre ricordo a tutti che le stime al ribasso dell’inflazione e della crescita sono relative alla data del 12 agosto quindi ben prima che avvenisse il crollo dei mercati e manca ancora l’ultima puntata.

Oggi arriveranno i dati relativi all’occupazione di agosto, i dati preliminari sono tutti per una contrazione del livello di crescita e le revisioni potrebbero essere sensibili, quello che serve alla Fed per non aumentare i tassi e quindi favorire un rally del reddito fisso e un nuovo indebolimento del dollaro.

Interessante sarà osservare se gli indicatori del costo del lavoro, ore lavorate e salari, confermeranno ciò che il beige book recentemente ha sottolineato.

Nel caso come sempre dovrebbe essere BAD NEWS GOOD NEWS per qualche giorno che non cambia assolutamente la tendenza di fondo di breve e medio dei mercati.

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43 commenti Commenta
d
Scritto il 4 settembre 2015 at 13:07

Moltiplicatore monetario Moltiplicatore monetario Moltiplicatore monetario Moltiplicatore monetarioMoltiplicatore monetario Moltiplicatore monetarioMoltiplicatore monetario Moltiplicatore monetarioMoltiplicatore monetario Moltiplicatore monetario

Certo, in più ha anche detto che “il livello di cambio è importante” dal momento che occorre aiutare gli amici al momento giusto. Come fare a liberare dalla stiva cinene 3,5 trilioni di USD? Occorre farli comprare a qualcuno. A chi? a chi è rimasto qualche soldo in tasca e non è tra gli “amiconi”? Chi ha qualche soldo? Gli Europei
E allora? l’euro si deve deprezzare nei confronti del dollaro, qualcuno si deve gonfiare come un tacchino mentre qualcun altro si libera
E poi?
beh, ne riparliamo nel 2017? tutti giù per terra, finisce il gioco?

Fantasia? Realtà? c’è ancora differenza?

aorlansky60
Scritto il 4 settembre 2015 at 13:42

NESSUNA SORPRESA [per me almeno] nelle decisioni del board BCE comunicate ieri.

LORO [più di tutti] sanno che devono necessariamente sostenere un paziente che loro stessi hanno alimentato e che si è comodamente abituato all’idea di essere sostenuto.
Il rischio che si innervosisca mettendosi a piangere -o peggio ancora che se ne vada in coma- causa mancanza improvvisa di cure ed attenzioni(…) è troppo ALTA, dati i cospicui interessi in gioco.

Aveva ragione, quel tipo di cui leggevo l’opinione “una volta innescata la strategia monetaria accomodante nel sistema, in grande quantità, quest’ultimo non ne può più fare a meno.

Parlo ovviamente dei mercati finanziari e della ridicola piega che ha preso tutta la faccenda.
Un pò meno ridicola se si pensa all’ enorme bolla speculativa creatasi in conseguenza delle politiche accomodanti delle banche centrali attuate negli ultimi anni.

Noi non lo sappiamo, ma possiamo immaginare le telefonate [sulle linee dirette e protette] che si fanno i governatori e rispettivi staff [BCE FED BOE BOJ … lasciando da parte la Cina per il momento] per decidere una strategia comune d’azione.

Dicevo infatti [giorni addietro scrivendolo in questo blog, a più riprese] che saremo condannati a QE a ripetizione per chissà quanto tempo ancora, e le parole di Draghi circa “un possibile allargamento dell’operazione in corso oltre la data precedentemente fissata” è arrivata a conferma di quanto pensavo.

A questo punto rimane davvero curioso sapere cosa deciderà la Fed in termini di tassi d’interesse, ancora pochi giorni e sapremo.

Certo è che le parole di Draghi pronunciate mesi orsono “Le nostre misure di politica monetaria aiuteranno l’inflazione a salire vicino ma al di sotto del 2%”. tradiscono e denunciano tutta l’ipocrisia di fondo (non può trattarsi di errori tecnici di valutazione) che stà alla base di determinate scelte, soprattutto avendo come esempio [negativo da non seguire] un precedente come quello del Giappone.

Ma non c’è nessuno che in conferenza stampa, ieri, ha avuto il coraggio di chiedergli “come mai invece stanno producendo l’effetto opposto, cioè DEFLAZIONE ???…

signor pomata
Scritto il 4 settembre 2015 at 14:40

Non per essere pignolo ma nel post precedente andrea parla di essere pronti e preparati a gli eventi.
Ora per inciso quello che sta accadendo io lo avrei capito e questo grazie a andrea e la pestifero di pescara ma quello che non mi è chiaro come potrei essere pronto a gli eventi quando a quanto sembra mi si profila davanti il licenziamento , con annesso impiego part time mal retribuito.
Tassazione in aumento compresa quella sanitaria.
Un paese dilaniato dal suo autorazzismo e dal mercantilismo dei vicini oltre che dal fascismo delle istituzioni europee che a tutto pensano meno che la popolo europeo.
In questo contesto con una piccola somma di risparmi e figli a carico mi si dovrebbe spiegare la parola pronti.
Ossia cosa dovrei fare per essere pronto perche un conto è capire la nemesi della questione un conto tentare di salvare le natiche.
Dal poco che ho capito o scappi e per far questo serve coraggio e pelo sullo stomaco perche lasci casa e genitori in balia degli eventi e la cosa mi sembra tanto un tradimento nei confronti di chi mi ha messo al mondo o………..sono tutte orecchie.

phitio
Scritto il 4 settembre 2015 at 15:03

signor pomata@finanzaonline,

La risposta e’ che non c’e’ modo di porre rimedio o mettersi in salvo se si e’ uno che abbia a cuore la sorte degli altri.

SI salveranno (forse) solo gli egoisti ed i senza cuore. E salveranno ben poco, e questo sara’ pagato a caro prezzo, perche alla fine questo egoismo sara’ il peso che si porteranno dietro.

Quello che bisogna fare e’ essere pronti a lasciar andare quello che non e’ essenziale, a salvaguardare quello invece che lo e’, e imparare a condividere e aiutare il prossimo, per magari essere aiutati.

Il resto, sarebbe fare l’investimento “furbo”, trovare il titolo “giusto” o addirittura scappare con i soldi da qualche parte, e’ solo un cumulo di bugie che ci raccontiamo.

draziz
Scritto il 4 settembre 2015 at 15:22

In effetti sembra che l’unica trovata per far ripartire l’inflazione sia quella di aumentare imposte, tasse e tariffe locali, bolli, diritti ed accise, nel più classico ed infame comportanento di chi ha una posizione dominante.
Le imprese sono soggette alle regole di mercato e quindi decidono i prezzi in base a costi e (stimati) ricavi, mentre la Pubblica Amministrazione aggiusta le tariffe di quello che le serve senza confronti e guarda caso sempre al rialzo.
Spremi spremi e resteranno poche le imprese e le persone in grado di avere qualcosa da spendere per investimenti e consumi, lo capisce pure uno scolaro delle elementari…
Ecco perchè non è stata abolita l’IRAP (con l’aiutino della Corte di Giustizia Europea?), perchè obbliga a pagare sempre una somma, anche se sei in perdita.

Essere pronti significa non farsi intortare dai proclami di ottimismo che da anni vengono serviti e smentiti.
Ma non puoi far capire alla mucca che la stai portando al macello, altrimenti la resa sará scarsa…
Ci vorrebbe un cambiamento di abitudini radicale, per il quale non sono ancora tutti pronti. Vige sempre la massima: ” Io speriamo che me la cavo”…
Vediamo ancora per quanto…

noise
Scritto il 4 settembre 2015 at 15:22

Essenzialmente, se non hai capitali importanti alle Granadines e sei uno che vive di lavoro, magari con un modesto risparmio, non c’è niente da fare. Evita di farti spellare sui mercati i 4 pidocchi e punto.
Personalmente su 6 pidocchi ne ho messo 2 in Treasury con scadenza 2020, seguendo i consigli di Mazzalai, convinto di riavere il capitale a scadenza e convinto che euro verrà giu prjma del dollaro se lemcose vanno male.
2 pidocchi in monete d’oro che hanno il mostruoso vantaggio di essere sconosciute al fisco a di poter riposare a tempo indeterminato senza costi aggiiuntivi e poter essere riesumate, magari su un probabile mercato nero futuro.
Mezzo pidocchio investito in una ardita speculazione in monete argento convinto che nei prossimi 20 anni il picco delle risorse unito ad una futura svalutazione farà rialzare brutalmente i prezzi. Ci vhole tempo, ma salvo sorprese, le ho destinate al mio fondo pensione-materasso non tassabile. Quindi non c’è fretta.
Un pidocchio intero in banconote, anch’esse fuori dal sistema bancario (ma già tassate sullo stipendjo), per la maggior parte euro, con qualche franco e qualche dollaro.
Tutto questo ambaradan ti può consentire qualche mese di autonomia, in caso di emergenza. Ma certo non ti può salvare da un disastro epocale.
Quindi, non c’è niente da fare.

noise
Scritto il 4 settembre 2015 at 15:23

noise@finanza,

Il commento era per pomata

noise
Scritto il 4 settembre 2015 at 15:29

phitio@finanza,

Assolutamente d’accordo. A parte salvare i soldi per le emergenze, l’unica cosa sensata è incrementare il capitale sociale

draziz
Scritto il 4 settembre 2015 at 15:30

noise@finanza,

Alle monete d’oro ci siamo giá arrivati in tanti, magari grazie alla nonna, alla zia, a quei parenti che (com’era abitudine un tempo) li hanno passati per testamento, o più spesso consegnati “brevi manu” ad un compleanno o via cassetta di sicurezza lontano da occhi indiscreti.
Prova ad andare a venderli ufficialmente: dimostrazione di provenienza, tassazione, sennò nisba.
O mercato non ufficiale (e conseguente deprezzamento) o…baratto…
Un viaggio di sola andata su un barcone verso un altro “paradiso”, quando anche l’Italia non lo sará più…

noise
Scritto il 4 settembre 2015 at 15:35

draziz@finanza,

E infatti non sono un investimento. Sono una assicurazione. Se le cose vanno male ti serviranno, altrimenti le lasci dove sono. Non ho mai pensato di diventar ricco con questo sistema.

signor pomata
Scritto il 4 settembre 2015 at 15:38

draziz@finanza,

Mio padre mi regalo dopo aver vinto una discreta cifra al lotto un diamante certificato.
Questo quasi venti anni fa.
Anno scorso per curiosità sono andato dallo stesso gioielliere che ha preso lo stesso catalogo della stessa ditta che vende diamanti certificati e mi ha detto che valeva circa 500 euro ossia che lo metteva in vendita o a 400 lo prendeva lei.
Il punto è che il prezzo dei diamanti non mi sembra che sia sceso o rimasto invariato in 20 anni e mio padre lo pagò 1200000 lire.
Questi i fatti.

signor pomata
Scritto il 4 settembre 2015 at 15:42

phitio@finanza,

Lo credo anche io ma quando in famiglia nessuno dei due a un lavoro e devi cambiare radicalmente la tua vita non è detto che la coppia sia pronta spesso scoppia accusandoci l” un l” altro di non essere in grado di guadagnare e dare lo stesso tenore di vita.
Per non dire dei figli abituati sempre a dire : papa comprami……
Dirlo è un conto ma vederlo vivere a un amico è un altro, per non dire se tocca a me.
Parlare è facile ma la realtà è diversa.
Di fatto quindi che cosa intende andrea per pronti?

noise
Scritto il 4 settembre 2015 at 15:43

signor pomata@finanzaonline,

Una differenza di un’ordine di grandezza è una truffa, o in vendita o in acquisto, o entrambe.
Però i diamanti sono una cosa estremamente illiquida, peggio dell’argento.

noise
Scritto il 4 settembre 2015 at 15:43

signor pomata@finanzaonline,

Una differenza di un’ordine di grandezza è una truffa, o in vendita o in acquisto, o entrambe.
Però i diamanti sono una cosa estremamente illiquida, peggio dell’argento.

apprendista
Scritto il 4 settembre 2015 at 15:54

O FINALMENTE QUALCHE CONSIDERAZIONE REALE,vedete che il suicidio come da me gia’ detto non e’ un’ipotesi cosi’ malvagia (scherzo) ma a parte scherzi se crolla tutto nemmeno noi abituati da anni all’idea (grazie al capitano) eviteremmo patimenti infernali non parliamo degli ignavi quelli si potrebbero suicidarsi in massa.
saluti a tutti

apprendista
Scritto il 4 settembre 2015 at 15:54

O FINALMENTE QUALCHE CONSIDERAZIONE REALE,vedete che il suicidio come da me gia’ detto non e’ un’ipotesi cosi’ malvagia (scherzo) ma a parte scherzi se crolla tutto nemmeno noi abituati da anni all’idea (grazie al capitano) eviteremmo patimenti infernali non parliamo degli ignavi quelli si potrebbero suicidarsi in massa.
saluti a tutti

noise
Scritto il 4 settembre 2015 at 15:57

Pardon, avevo letto 12 milioni, sul cell non vedo bene!
signor pomata@finanzaonline,

Una differenza di un’ordine di grandezza è una truffa, o in vendita o in acquisto, o entrambe.
Però i diamanti sono una cosa estremamente illiquida, peggio dell’argento.

signor pomata@finanzaonline:
[email protected],

Mio padre mi regalo dopo aver vinto una discreta cifra al lotto un diamante certificato.
Questo quasi venti anni fa.
Anno scorso per curiosità sono andato dallo stesso gioielliere che ha preso lo stesso catalogo della stessa ditta che vende diamanti certificati e mi ha detto che valeva circa 500 euro ossia che lo metteva in vendita o a 400 lo prendeva lei.
Il punto è che il prezzo dei diamanti non mi sembra che sia sceso o rimasto invariato in 20 anni e mio padre lo pagò 1200000 lire.
Questi i fatti.

noise
Scritto il 4 settembre 2015 at 15:57

Pardon, avevo letto 12 milioni, sul cell non vedo bene!
signor pomata@finanzaonline,

Una differenza di un’ordine di grandezza è una truffa, o in vendita o in acquisto, o entrambe.
Però i diamanti sono una cosa estremamente illiquida, peggio dell’argento.

signor pomata@finanzaonline:
[email protected],

Mio padre mi regalo dopo aver vinto una discreta cifra al lotto un diamante certificato.
Questo quasi venti anni fa.
Anno scorso per curiosità sono andato dallo stesso gioielliere che ha preso lo stesso catalogo della stessa ditta che vende diamanti certificati e mi ha detto che valeva circa 500 euro ossia che lo metteva in vendita o a 400 lo prendeva lei.
Il punto è che il prezzo dei diamanti non mi sembra che sia sceso o rimasto invariato in 20 anni e mio padre lo pagò 1200000 lire.
Questi i fatti.

yabadaba
Scritto il 4 settembre 2015 at 16:55

Il mercato di massa è la più grande conquista democratica. Col mercato di massa serve avere sempre a disposizione una massa di consumatori.

La cosa importante che molti hanno capito con la crisi (molti a parte tedeschi e Americani TeoCon) è che stampare soldi non costa nulla; e che la cosa non porta neppure inflazione, vista la capacità produttiva del sistema, nettamente sovradimensionata rispetto al potere di acquisto dei consumatori.

Vedo prossima la fine della crisi. Col crollo della finanza marcia (anche oggi Deutsche Bank -4,5%, hanno provato a farle tenere i 26€ ma non ce l’hanno fatta, ora stanno provando con i 25.5) sarà chiaro che ci possiamo salvare solo col QE dal basso.

Certo, 2017-2020 anni mica facili. Ma almeno risolutivi.

signor pomata
Scritto il 4 settembre 2015 at 18:11

yabadaba@finanza,

Adesso il mercato di massa è una conquista democratica?
Come tutte le cose si poteva fare in modo migliore ma come sempre è degenerato per avidità, oggi per pagare una fila di pane 10 cent meno e guadagnarci 10 cent in più fai venire il pane da paesi che nemmeno dio conosce e fatto in maniera e con roba che neanche loro sanno.
Se magari lasciavi sopravvivere il fornaio sotto casa magari se il pane era di merda andavi a dirglielo e magari lui migliorava la qualità.
Ora vallo a dire a gabrielli.
Dicono che il qe è kenesiano, stampare è kenesiano, col CAZZO.
Keynes diceva cose differenti, che lo stato può permertersi di andare a deficit per aumentare il reddito privato tramite il lavoro…..il lavoro non i titoli di stato o li presto alla banca che li presta a….alla famiglia che compra qualcosa che dio solo sa da chi verrà prodotta.
Se vuoi lo metto ma conterebbe qualcosa??
Altri consigli meno finanziari per cosi dire??

signor pomata
Scritto il 4 settembre 2015 at 18:19

Eccolo quello che diceva Keynes
C’è un’altra spiegazione, io credo, di questo nuovo orientamento delle nostre menti. Il secolo XIX aveva esagerato sino alla stravaganza quel criterio che si può chiamare brevemente dei risultati finanziari, quale segno della opportunità di una azione qualsiasi, di iniziativa privata o collettiva. Tutta la condotta della vita era stata ridotta a una specie di parodia dell’incubo di un contabile. Invece di usare le loro moltiplicate riserve materiali e tecniche per costruire la città delle meraviglie, gli uomini dell’ottocento costruirono dei sobborghi di catapecchie; ed erano d’opinione che fosse giusto ed opportuno di costruire delle catapecchie perché le catapecchie, alla prova dell’iniziativa privata, «rendevano», mentre la città delle meraviglie, pensavano, sarebbe stata una folle stravaganza che, per esprimerci nell’idioma ********* della moda finanziaria, avrebbe «ipotecato il futuro», sebbene non si riesca a vedere, a meno che non si abbia la mente obnubilata da false analogie tratte da una inapplicabile contabilità, come la costruzione oggi di opere grandiose e magnifiche possa impoverire il futuro (n.d.s. Eppure sentite dire spesso proprio che abbiamo vissuto sopra le nostre possibilità da odierni ********* che purtroppo decidono del nostro futuro). Ancor oggi io spendo il mio tempo, – in parte vanamente, ma in parte anche, lo devo ammettere, con qualche successo, a convincere i miei compatrioti che la nazione nel suo insieme sarebbe senza dubbio più ricca se gli uomini e le macchine disoccupate fossero adoperate per costruire le case di cui si ha tanto bisogno, che non se essi sono mantenuti nell’ozio. Ma le menti di questa generazione sono così offuscate da calcoli sofisticati, che esse diffidano di conclusioni che dovrebbero essere ovvie, e questo ancora per la cieca fiducia che hanno in un sistema di contabilità finanziaria che mette in dubbio se un’operazione del genere «renderebbe». Noi dobbiamo restare poveri perché essere ricchi non « rende ». Noi dobbiamo vivere in tuguri, non perché non possiamo costruire dei palazzi, ma perché non ce li possiamo «permettere».

La stessa norma, tratta da un calcolo finanziario suicida, regola ogni passo della vita. Noi distruggiamo le bellezze della campagna perché gli splendori della natura, accessibili a tutti, non hanno valore economico. Noi siamo capaci di chiudere la porta in faccia al sole e alle stelle, perché non pagano dividendo. Londra è una delle città più ricche che ricordi la storia della civiltà, ma non si può «permettere» i massimi livelli di civiltà di cui sono capaci i suoi cittadini, perché non «rendono».

Se io oggi avessi il potere, mi metterei decisamente a dotare le nostre capitali di tutte le raffinatezze dell’arte e della civiltà, ognuna della più alta e perfetta qualità, di cui fossero individualmente capaci i cittadini, nella persuasione che potrei permettermi tutto quello che potessi creare, – e nella fiducia che il denaro così speso non solo sarebbe preferibile ad ogni sussidio di disoccupazione, ma renderebbe i sussidi di disoccupazione superflui. Con quello che abbiamo speso in Inghilterra, dalla guerra in poi, in sussidi di disoccupazione, avremmo potuto fare delle nostre città, i maggiori monumenti dell’opera dell’uomo.

O anche, per fare un altro esempio, sino a poco tempo fa, abbiamo considerato come un dovere morale di rovinare i lavoratori della terra e di distruggere le secolari tradizioni collegate all’agricoltura, solo che potessimo ottenere un filo di pane mezzo centesimo più a buon mercato. Non c’era più niente che non fosse nostro dovere di sacrificare a quest’idolo, Moloch e Mammone insieme; perché noi fiduciosamente credevamo che l’adorazione di questi mostri avrebbe vinto i mali della povertà e condotto la prossima generazione, sicuramente e comodamente, in sella agli interessi intrecciati, verso la pace economica.

Oggi noi soffriamo una delusione, non perché siamo più poveri di quello che eravamo, – al contrario, anche oggi, in Inghilterra almeno, noi godiamo di un tenore di vita più elevato che in ogni altra epoca, – ma perché ci pare che altri valori siano stati sacrificati e perché ci sembra che siano stati sacrificati senza necessità. Infatti, il nostro sistema economico non ci permette davvero di sfruttare al massimo le possibilità di ricchezza economica offerteci dai progressi della tecnica, resta anzi ben lontano da questo ideale, e ci fa sentire come se avessimo potuto benissimo usare tutto il margine disponibile in tanti altri modi più soddisfacenti.

Ma, una volta che ci siamo permessi di disubbidire al criterio dell’utile contabile, noi abbiamo cominciato a cambiare la nostra civiltà. E noi dobbiamo farlo molto prudentemente, cautamente e coscientemente. Perché c’è un ampio campo dell’attività umana in cui sarà bene che conserviamo i consueti criteri pecuniari. È lo Stato, piuttosto che l’individuo, che bisogna cambi i suoi criteri. È la concezione del Ministro delle Finanze, come del Presidente di una specie di società anonima, che deve essere respinta. Ora, se le funzioni e gli scopi dello Stato devono essere di tanto allargati, le decisioni riguardo a ciò che, parlando grossolanamente, dovrà essere prodotto nel paese e ciò che dovrà essere ottenuto in cambio dall’estero, dovranno essere tra le più importanti della politica”.

stanziale
Scritto il 4 settembre 2015 at 19:05

d@finanza,

2017? Ci sta’. Tanto va’ la deflazione al lardo che ci lascia lo zampino.

stanziale
Scritto il 4 settembre 2015 at 19:09

noise@finanza,

1200000 lire sono 600 euro, ed ora dopo 20 anni varrebbe 500 euro…non mi sembra possibile, avevo letto che i diamanti si erano sempre rivalutati salvo l’ultimo anno. O erano stati pagati troppo, o quello di ora fa il furbo. O tutte e 2 le cose, forse.

yabadaba
Scritto il 4 settembre 2015 at 19:11

signor pomata@finanzaonline,

Beh, insomma, si trovano ancora cose accettabili a prezzi non folli. In ogni caso se Apple non trova chi compra i suoi telefonini crolla Wall Street.

I mutamenti sociali non li fermi, Se ora si può produrre tutto con metà della forza lavoro a disposizione non ci si può fare nulla, in Italia bastano 15.000.000 di lavoratori per avere tutto. Tutto quello che può essere prodotto dall’iniziativa privata.

Per poi vivere in città inquinate, senza assistenza alla maternità ed alla vecchiaia, morti ad ogni alluvione….

Sono bisogni cui solo il pubblico può rispondere, nessun privato farà soldi sul rimboschimento dei nostri monti.

Sotto la spinta del crollo della finanza inutile (o utile solo a se stessa) la politica riprenderà la scena che oggi ha abbandonato per dare risposte forti, che possono essere positive o negative, come un secolo fa. Con Hitler o Roosvelt.

Secondo me in Italia non siamo messi male, potremmo essere tra quelli che danno una risposta positiva, molto più della Germania. Almeno ci spero.

stanziale
Scritto il 4 settembre 2015 at 19:15

stanziale@finanza,

Ah ecco, l’ho letto ora: quando si compra un diamante, di solito su circuito bancario, si paga iva e commissioni. Quando lo si rivende di solito ci si appoggia nuovamente ad un circuito bancario magari lo stesso che te l’ha venduto. E si ripaga un’altra volta iva e commissioni. Effettivamente non e’ tanto conveniente.

noise
Scritto il 4 settembre 2015 at 20:14

stanziale@finanza,

La questione iva ovviamente conta, sopratutto se rivendi nel breve periodo. Nel lungo periodo invece pesa molto il fatto che è un mercato poco liquido in cui i prezzi non sono fatti dal mercato ma da uno o due produttori che operano in regime di sostanziale monopolio. Inoltre a differenza dei metalli preziosi che hanno un prezzo solo facile da capire (esempio 1000$ oncia), la valutazione di un diamante dipende da una decina di parametri diversi che possono essere valutati solo da esperti (carati, taglio, colore, fluorescenza, etc etc).
Esiste un listino che è considerato standard mondiale dei prezzi che si chiama Rapaport, che è una matrice dei prezzi relativa a tutte le possibili combinazioni dei parametri. A me è venuto il mal di testa dopo 10 minuti.
In sintesi i diamanti hanno un senso solo se devi stipare enormi quantità di danaro in uno spazio molto piccolo ed invisibile ai metal detector. Con 8 pietruzze con i massimi parametri da un carato che puoi incastonare in un orologio ci fai stare 150.000 euro. Se i carati diventano 2, e stiamo ancora parlando di pietruzze molto molto piccole, la cifra si decuplica. (Vado a ordini di grandezza, non sono conti precisi).

stanziale
Scritto il 4 settembre 2015 at 21:24

noise@finanza,

Infatti. Ci sarebbe anche il rischio di fregature, non capendoci nulla. Mi piacerebbero se fossi ricchissimo, purtroppo non lo sono. Mi contento di rimetterci (per ora)con un po’ di argento comprato ai massimi..eh eh. Bah..

noise
Scritto il 5 settembre 2015 at 07:47

stanziale@finanza,

Se hai un’ottica da cassettista io non dispererei per l’argento. Ci sono condizioni di natura fisica ed energetica che portano a concludere che ag non potrà rimanere a prezzi bassi indefinitamente. E ag, a differenza di altri metalli come platino e palladio il cui valore è legato al solo mercato automobilisticp ha infinite applicazioni. Dall’antichità ad oggi è sempre stato indispensabile e quello che è stato estratto è andato in massima parte perso.
Se vuoi l’elettronica ti serve largento, se vuoi i pannelli solari ti serve ag, se vuoi macchine sanitarie ti serve ag.
Il peggiore scenario dei prezzi per ag è un prezzo del petrolio basso per anni dato che non esistono miniere di metalli senza petrolio. Ma lo shale americano ha già piccato e i nuovi giacimenti off shore non sono roba da 20$ al barile.
Ci vuole un po di pazienza… in un paio di anni sarà chiara anche ai sassi la produzione americana e vedremo se iran e iraq potranno rimpiazzare vendendo a 40$. Io ho i miei dubbi e i sauditi gia ora stanno soffrendo a questi prezzi.
Poi se c’è un crollo dei mercati azionari, di solito cè una svendita di ag di carta. Ma voglio vedere quale comune mortale riuscirà a comprare ag fisico a 5$ oncia. Infatti sono spike che durano molto poco, prima che si crei un disaccoppiamento radicale tra il mercato dei futures e quello fisico.

stanziale
Scritto il 5 settembre 2015 at 11:16

noise@finanza,
Infatti credo che l’argento che e’ stato estratto ed ancora da estrarre sia gia’ stato perduto per il 70% circa(vado a memoria). Quello che rimane per le sue intrinseche caratteristiche, cioe’ e’ considerato la materia prima piu’ importante dopo il petrolio, si dovrebbe rivalutare….ma a proposito della non rinnovabilita’ di tante materie prime, il fosforo, fondamentale per fertilizzare e sfamare 7 mld di persone, finira’ intorno al 2030, cosi’ come piu’ o meno molti metalli, ferro, rame, piombo ecc. oltre ad argento ed oro. Bisogna che l’umanita’ , gli scienziati, riescano via via a trovare sostituti per cio’ che e’ in esaurimento ma che e’ per le sue caratteristiche fondamentale o importante.

signor pomata
Scritto il 5 settembre 2015 at 14:09

Vedo che si è perso il filo del discorso su cosa fare per essere pronti alla crisi in presenza di forte disoccupazione e tasse in aumento condito dalla impossibilità di vendere i propri immobili.
Idee su come tentare di arginare la crisi possono essere acquisire la possibilità di poter mangiare degnamente tutti i giorni con acquisizione di ettari di terreno e possibilità di pascolo?

dorf001
Scritto il 5 settembre 2015 at 14:58

signor pomata@finanzaonline,

ciao pomata. provo a rispondere alla tua richiesta. tu mi pare hai sui 50 anni vero? sei del sud.

ti ricordi quando parlavamo accesamente, a favore ovviamente, di AURITI? se 10 anni fa avessimo fatto tutto quello che diceva AURITI ora staremmo da DIO. invece no. la gente preferisce prendere tante bastonate. piace prenderlo in quel posto. poi sai, hai a che fare col popolo italiano. che è il più ignorante e analfabeta d’europa.

gente che non sa neanche come è fatto un computer. o al massimo va a cazzeggiare e perdere tempo su facebook. che tra l’altro, volendo, è pure uno strumento utile. basta però scegliere bene.

ci sono tanti gruppi legati ad AURITI Ae sovranisti su FB.

tu dici che stai perdendo il lavoro? ho capito bene? se è cosi’ io ti ho anticipato e di molto.

ora l’ho ritrovato, ma è stata dura. 2 anni a casa, sneza soldi o quasi.

allora cosa fare x prepararsi al caos. intanto hai mai sentito paralre di …..co-housing?

vai a vedere questo sito qui : http://www.informagiovani-italia.com/cohousing.htm

se vuoi leggi un libriccino di 50 pag intitolato : io sto con la cicala, perchè la formica è turbocapitalista. di FAUSTO GUSMELLI.

bisogna fare l’opposto di quello che facciamo ora. bisogna levarci dal cervello quella idea di merda che il capitalismo è l’unica soluzione esistente. balle!!!!

bisogna tornare alla condivisione. bisogna tornare ad aitursi uno con l’altro. nel librettto ti dice che l’uomo tanti anni fa non era cosi’.

10.000anni fa l’uomo lavorava 35 ore a settimana, e il resto del tempo lo passava a curare i rapporti umani. prima con la sua famiglia e figli, poi con tutta la comunità. e si scambiavano le cose l’uno con l’altro.

non c’era questo individualismo sfrenato come adesso. non c’era l’egoismo che c’è adesso.

vai a leggere sul cohousing. fai una ricerca se nella tua città esiste. qui a verona c’è da poco.

ora ti saluto.

by DORF

stanziale
Scritto il 5 settembre 2015 at 17:54

dorf001@finanza,

“ora l’ho ritrovato, ma è stata dura. 2 anni a casa, sneza soldi o quasi.”
Oohh…e ce lo dici cosi? Bisogna festeggiare, brindisi e pasticcini…virtuali!
Il signore Pomata -con cui condivido quanto scrive su Keynes-per fortuna non credo abbia perso il lavoro, parlava di un suo amico….
@signor Pomata-anche io provo a risponderti. Direi che condivido quanto scritto da Noise sui sistemi per difendere la debole liquidita’ in caso di grave crisi. Se abiti al sud, dove ci sono terreni abbondanti e forse a poco prezzo stante la crisi, certo che e’ un buon affare, se ti capita. Secondo me non dovresti investirci molto, pero’. La crisi e’ crisi, tassano tutto, magari arrivano i ladri, eccetera. Qui in Toscana si troverebbe poco e troppo caro ed io non ci capisco molto sui terreni, sarebbe come per i diamanti insomma. Quindi mi permetto di darti un’idea su una diversificazione: a questi prezzi, partite di 500 lire d’argento no? Riassumono la storia italiana della lira quando si andava bene, le avevano le nostre nonne, per lo meno le piu’ accorte. Sono circolate, non ce ne e’ una falsa, mica poco. Certo rivenderle per realizzare tutto subito e’ un problema….ad oggi credo che uno potrebbe rivenderle bene all’estero su ebay, una ad una, come collezionismo. Una faticaccia, ma se uno rimane disoccupato, la fa.

signor pomata
Scritto il 5 settembre 2015 at 18:15

dorf001@finanza,

ciao dorf, prima cosa son contento che hai ritrovato un lavoro e spero che non sia pagato da fame e che non lo hai trovato in culo al mondo.
Secondo ho meno di 50 e non sono disoccupato ma lavoriamo conto terzi e quindi a oggi gli utili della azienda si fondano sulla nostra deflazione del salario e del livello.
Non tutti si comportano cosi, per certe mansioni nel calzaturiero c” è chi prende più di 2000 solo ma non è la mia mansione che è in concorrenza sfrenata con gli operai cinesi in loco e con chi produce in india cina vietnam tunisia serbia e poi fa tornare a casetta la merce e ci mette una bella pecetta made in italy.
Nonostante si lavori per marchi top il lavoro scarseggia perche vendono meno anche loro.
Ci saranno più ricchi ma i ricchi spendono meno di chi ha un buon reddito stile classe media.
Marchionne non può comprarsi 10000 paia di scarpe a stagione ma prende per 10000 operai……qua sta la magagna.
Ora tu parli di cose belle, di condivisione parli di aiutarsi parli di amare la famiglia insomma di diventare persone migliori.
Ma in un contesto del genere ritieni plausibile fare questo?
Abbiamo impostato tutto sui soldi e anche gli amici le persone care ti valutano per i soldi che hai e per i soldi che guadagni.
Rispettiamo gente che è peggio delle merde perche magari sono medici o avvocati, la società preferisce chi sulla scala sociale è in alto e smerda chi non è riuscito o per sfortuna o per scarsa capacità.
Ho toccato con mano cosa sia se in famiglia tutti i coniugi perdono il lavoro, non ci sono cazzi la coppia va in conflitto perche ci si accusa di incapacità di guadagnare e si sorvola sol perche persiste in molti questa incapacità.
Al solito pranzo tra amici un mio amico benestante da generazioni non capiva….non può capire e allora ho inventato questo esempio:
Io ti presto 100000 euro e tu mi apri una impresa che riesca a restare sul mercato o almeno riesca a ammortizzare i costi di apertura in 10 anni…….
Lui ha risposto dopo qualche minuto che non sapeva che impresa poteva essere buona oggi visto che in ogni campo ti sbatti con aziende che ti stracciano sul prezzo e a oggi fare roba buona non rende serve fare roba di poco costo.
E allora se con i soldi in mano non riesci a fare un cazzo non hai capito il problema???
Hanno creato un sistema dove vive bene solo chi è grande ma uno come può iniziare una attività e essere subito grande?
Quindi o inventi qualcosa di geniale o ti va bene se ci tiri fuori 1500 euro al mese ma la vedo dura.
E qui dove abito non è la calabria, qui ognuno ha la villetta e la casa al mare……ma il tutto sta declinando a una velocità spaventosa.
Vogliono chiudere anche le scuole per accorparle e risparmiare……..risparmiamo sulla scuola elementare…..
Non è un contesto questo che ci si possa salvare aiutandosi tra persone, non oggi, magari dopo…….

giusinchi80
Scritto il 5 settembre 2015 at 21:39

Buonasera… È la prima volta che scrivo anche perché da circa due mesi che vi seguo. Leggendo i commenti di questo articolo io 30enne mi sento disperso. Ma ho ripreso un principio della fisicai. “Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”. È la legge che individuò Lavoisier uno scienziato del ‘700. Credo che in economia questa sia ancora valida.

madmax
Scritto il 5 settembre 2015 at 22:31

giusinchi80@finanza,

Giusinchi80 benvento ma non essere disperso! Hai 30 anni ed il mondo in mano, non lasciarti buttar giu’ da quattro volponi ingrigiti.
Guarda e tieni caro cio’ che e’ veramente importante nella vita, cio’ che ricorderai negli ultimi secondi prima di trapassare non sara’ che investimenti avevi fatto ma i baci di chi ti amava le carezze date ai tuoi figli e via dicendo. L’amore esiste ovunque tra i fili spinati come sotto le bombe per cui ama e vivi e non prendere troppo sul serio la finanza :)

d
Scritto il 6 settembre 2015 at 06:52

madmax,

Giuste parole! il problema è che baci e carezze è più facile darli e riceverli in una casa decorosa piuttosto che sotto un cumulo di macerie e nella miseria…

Dalle terra riprenderemo… dunque terra. Presto questa cosa diventerà mainstream, ne parleranno le NU, il Papa, tutti quanti. Certo che però non basta una parola o un consiglio. Ci vuole un progetto, mezzi economici. Però sono convinto che l’Italia, nonostante il dissennato comportamento di tanti che la governano e la abitano, abbia ancora molte risorse. Abbiamo biodiversità, abbiamo tanta acqua, uno splendido territorio, anche se spesso deturpato dall’incessante avida azione dell’uomo.

Certo che la prossima volta che usano il defribillatore poi dovranno fare un QE “dal basso” o cose del genere. Allora si avvierà quella che sarà la fase iperinflazionistica che porterà alla fine di questo sistema monetario e di rapporti di forza.
Non penso sia ancora giunto il momento. C’è la campagna elettorale in USA e dunque penso che cercheranno con le unghie e con i denti di tenere la baracca almeno fino a dopo. Se poi eleggessero Trump sarebbe perfetto: una scusa ulteriore per dargli la colpa del caos imminente…

madmax
Scritto il 6 settembre 2015 at 16:45

d@finanza,

D vero e’ che spesso ci rendiamo infelici per cose consumistiche che non abbiamo e non siamo mai contenti :)
Grazie del commento

madmax
Scritto il 6 settembre 2015 at 16:45

d@finanza,

D vero e’ che spesso ci rendiamo infelici per cose consumistiche che non abbiamo e non siamo mai contenti :)
Grazie del commento

d
Scritto il 7 settembre 2015 at 07:06

madmax,

Ieri era una magnifica giornata di sole, un cielo azzurro incredibile. Sembrava di toccare le montagne, intorno. Mentre le mie figlie preparavano la polenta, sono andato a trovare i miei vicini di baita per portare loro un piccolo pensiero. Stavano sfalciando l’erba. Mi hanno regalato qualche uovo appena fatto… la felicità quanto costa? quanto vale? buona settimana a tutti…

aorlansky60
Scritto il 7 settembre 2015 at 09:33

@

Io ti presto 100000 euro e tu mi apri una impresa che riesca a restare sul mercato o almeno riesca a ammortizzare i costi di apertura in 10 anni…….
Lui ha risposto dopo qualche minuto che non sapeva che impresa poteva essere buona oggi visto che in ogni campo ti sbatti con aziende che ti stracciano sul prezzo e a oggi fare roba buona non rende serve fare roba di poco costo.

ammesso e concesso con riserva

[vista la difficoltà di riuscire a finanziarsi dai canali normalmente preposti a farlo, le banche italiane negli ultimi anni hanno parecchio ridotto il flusso di prestiti alle imprese, penalizzate come sono da quella palla di piombo al piede costituita dai “bad loans credit” che hanno raggiunto – Fonte ABI – i 195 mld di € da ultima rilevazione, per cui è scattata da parte loro un attenzione particolare a valutare il potenziale richiedente con le relative garanzie che quest’ultimo è in grado di fornire]

di riuscire a trovare una fonte di finanziamento per potere aprire un impresa di qualsiasi tipo, uno crede di avere risolto i nodi maggiori e spera di guardare al futuro con motivata speranza…

ERRORE

perchè da quel momento inizia un altro problema :

qualsiasi attività tu creda di aprire in italia, srl snc etc, beh all’apertura della tua società hai automaticamente acquisito un socio discreto [ma non troppo] che ha sede a Roma : lo Stato.

Che ti starà [amorevolmente] con il fiato al collo, reclamando [per la sua calorosa attenzione] la sua parte, che in EU è al massimo dei livelli richiesti .

aorlansky60
Scritto il 7 settembre 2015 at 09:58

la valutazione di un diamante dipende da una decina di parametri diversi che possono essere valutati solo da esperti (carati, taglio, colore, fluorescenza, etc etc).

sono da tempo convinto che diversificare il proprio patrimonio mobile riservando una piccola percentuale in diamanti sia una scelta saggia.

il DIAMANTE offre diversi lati positivi :

– è materia preziosa, regolamentata da canali ed organismi ufficiali riconosciuti a livello internazionale, che periodicamente rendono note le stime di valutazione. Con i diamanti non si scherza, almeno ad un certo livello;
i zirconi sono un altra cosa e su quelli si può scherzare.

– è una materia che difficilmente perde valore in tempi normali, accrescendolo in tempi tesi socialmente critici [comportamento tipico da bene rifugio];
ovviamente questo ha un senso parificato a dove lo vai ad offrire in caso di necessità a dover far cassa :
un diamante taglio brillante colore D classe RIVER da 1,0 carato [opportunamente accompagnato dal suo certificato emesso da uno degli enti internazionalmente riconosciuti e reputati a farlo] nella jungla della nigeria vale qualche banana; se offerto ad Amsterdam o a Parigi o a NYC o in SudAfrica [le capitali del mondo del diamante] vale dai 40.000 ai 50.000 $ dipendentemente dalla contrattazione, ma sotto un certo valore minimo stabilito dalle stime ufficiali non può scendere.

– è facilmente occultabile e trasportabile [anche accompagnato dal suo certificato]; a differenza di beni immobili facilmente censibili, non ci paghi le tasse, alla stessa stregua di come lo può essere un dipinto d’autore del 600 o un mobile del 700 [anche se questi come trasportabilità si rivelano più critici del diamante]

PORTELLO
Scritto il 7 settembre 2015 at 10:10

Mi viene da dire che per salvarsi dal ritorno all’ eta’ della pietra la soluzione sara’ l’ eta’ delle “pietre” (preziose)

sicuramente vale la legge della diversificazione…

a proposito…ma John Ludd e’ ancora in Tibet a bere Amarone con i monaci?

giusinchi80
Scritto il 8 settembre 2015 at 12:06

noise@finanza,

Buon giorno, ho letto che hai preso due treasury scadenza 2020 ma questa? US912810EG95

quale consigli ha dato Mazzalai?

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