AMERICA: BREAKING NEWS GDP 1Q 2016 0,6 %

Scritto il alle 20:16 da icebergfinanza

Incominciamo la settimana con un argomento di gossip economico leggero, leggero ovvero la leggendaria crescita americana…

(Teleborsa) – Rallenta la crescita dell’economia americana nel 4° trimestre dell’anno, ma meno bruscamente di quanto previsto in precedenza. Negli ultimi tre mesi dello scorso anno il PIL americano è cresciuto dell’1,4%, confrontandosi con il +2% del trimestre precedente e con il +1% della seconda stima (+0,7% il PIL preliminare). Il dato, inoltre, risulta migliore delle attese degli analisti che indicavano un aumento dell’1%.

Eppure bastava dare un’occhiata al nostro indicatore preferito che in passato ha dimostrato di centrare ben l’80 % delle previsioni sul Pil con uno scarto di massimo 0,2 punti…

GDPNow – Federal Reserve Bank of Atlanta

… condiviso verso la metà del mese di dicembre 2015.

Nulla di diverso da quello che sta accadendo oggi, l’unico punto fermo sono le previsioni degli economisti che vivono sulla luna…

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GDPNow – Federal Reserve Bank of Atlanta

 

Noi come sempre, lasciamo agli specialisti dello zero virgola il compito di esaltarsi e ricordiamo a chi non vive sulla luna che i dati delle scorte aziendali sono peggiorati mostrando una minore fiducia nell’andamento futuro della domanda interna.

Investimenti aziendali calati del 2,1 % a fronte di un rialzo del 2,6 % del trimestre precedente e la bilancia commerciale hanno fatto il resto.

Visto che la revisione al rialzo dei consumi ha portato ad un rialzo della revisione vediamo cosa sta accadendo in questo primo trimestre.

Lo vedete quel 0,5 % del mese di gennaio ebbene è stato rivisto al ribasso  a solo uno 0,1% un revisione estremamente negativa!

The outlook for the consumer has buckled, at least a bit following a surprisingly weak personal income and spending report for February. Income rose a soft 0.2 percent with wages & salaries slipping 0.1 percent. But the worst news comes from the spending part of the report, up only 0.1 percent and with January revised sharply lower, now also at 0.1 percent vs an initial jump of 0.5 percent. Personal Income and Outlays

La sintesi è tutta qui ovvero che mentre nell’ultimo trimestre 2015 il PCE spesa per consumi è stato rivisto al rialzo al 2, 4 % nel primo trimestre la media ora viaggia tra 1,6 e 1,8 %, ovvero preparatevi nuovamente ad una crescita recessiva ovvero sotto 1 % per il primo trimestre 2016.

Breaking News! Ho appena finito di scrivere due ore fa l’articolo che arriva l’aggiornamento in tempo reale del GDP NOW

 GDP 1Q 2016 ZERO VIRGOLA SEI

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La notizia del giorno è che il tasso di risparmio il mese scorso si è attestato al 5,4%, massimo di un anno o meglio degli ultimi due anni, non certo un buon segnale per i consumi.

ImmagineSarei contento di fermarmi qui con le brutte notizie ma purtroppo qualcuno dimentica cosa è accaduto giovedì con la dinamica dei beni durevoli …

Per quanto riguarda i beni durevoli esclusi i trasporti ovvero il dato “core” si tratta di ben 13  mesi consecutivi di flessione, il peggiore risultato da 70 anni a questa parte esclusi i periodi di recessione.

Oggi John Williams, presidente della Fed di San Francisco, ha detto che l’economia Usa “sta andando bene” e che gli sviluppi globali stanno impedendo agli Usa di tornare a tassi normali. (America24)

Sai cara noi siamo in splendida forma è tutta colpa della Cina o forse del …dollaro?

Bene con le notizie negative abbiamo finito ora quella positiva!

I profitti corporate, al netto delle tasse ed escludendo la valutazione delle scorte e gli aggiustamenti degli investimenti, sono calati dell’8,1% rispetto al terzo trimestre (quando già erano scesi del 3,3% rispetto al secondo), segnando il ribasso più marcato dal primo trimestre 2011.(America24)

Come potete vedere gli utili delle imprese americane volano come gli asini!

La stagione della ” Grande manipolazione ” continua, state sintonizzati siamo solo all’inizio!

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2 commenti Commenta
john_ludd
Scritto il 29 marzo 2016 at 13:52

Non esiste un solo dato di fonte ufficiale, di qualsiasi nazione e natura, al quale creda ciecamente. Tuttavia credo nel trend di lungo periodo, non lo si può falsificare, e quello mi dice sinteticamente che l’apogeo della civiltà americana è stato all’inizio degli anni 70 prima della prima crisi petrolifera. Poi il declino, falsato da brevi rimbalzi, inflazione sotto valutata, bolle di borsa, polverizzazione sociale, delocalizzazione per strappare prezzi minori, smisurato aumento dell’interventismo militare e un cosmico aumento del debito che sta aumentando ancora più o meno ovunque. La deflazione da debiti (o presunta tale dato che il debito aumenta e non il contrario) è solo ed esclusivamente una manifestazione di un problema intrattabile di ritorni diminuiti alla cui radice ci sono l’esplosione demografica, l’invecchiamento della popolazione in occidente, l’aumento delle varie forme di inquinamento, l’esaurimento delle risorse naturali economiche in particolare l’agricoltura che richiede quantità di energia crescenti per produrre la stessa quantità di cibo e la distruzione di biomassa naturale. Su quest’ultime tutte le varie civiltà hanno costruito la propria forza, il capitale naturale viene prima, ma se inizia a costare troppo o a calare non c’è nulla da fare se non modulare il declino e cambiare la natura delle nostre società. Se lo si vuole fare, altrimenti la decisione ultima è del sistema naturale la cui natura con comprendiamo.

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