BCE: TUTTO PRONTO PER IL QE FOR THE PEOPLE!

Scritto il alle 11:00 da icebergfinanza

Abbiamo visto negli ultimi giorni gli effetti delle nuove manovre di politica monetaria della BCE ovvero un totale fallimento comunicativo e finanziario al punto tale che hanno subito mandato il loro capo economista a spiegare le loro scelte, una sorta di canarino nella miniera

Dunque il signor Peter Praet, probabilmente è il responsabile del team di analisti economici che nel giro di soli tre mesi ha stravolto le aspettative di inflazione della BCE passando dal 1 % allo 0,1 % ovvero una modesta variazione del 90 %, nulla di particolare, sai bellezza, in economia spesso e volentieri ci si sbaglia di un’inezia!

Ma sentiamo cosa ha raccontato questo signore, che dopo questo piccolo errorino comunica al mondo che grazie alle loro misure nel 2018 l’inflazione tornerà intorno al 2 %!

Peccato non conoscerlo perchè sarei pronto a scommetterci un anno intero di stipendio, non il mio, ma il suo, che ciò non accadrà e che per molti anni ancora in Europa non si arriverà a quei livelli neanche nella fantasia!

Peter Praet, capo economista all’Eurotower : “La Bce potrà abbassare ancora i tassi

Ma come Draghi ha appena detto che c’è un limite alla politica monetaria negativa facendo volare l’euro e lui va in giro a dire che la BCE può ancora abbassare i tassi in negativo?

BRUXELLES. Sventola una paginetta, Peter Praet. In poche righe, il capo economista della Banca centrale europea ha condensato il pacchetto di misure che secondo i guardiani dell’euro scongiurerà il rischio di un deragliamento della ripresa e il precipitare dei prezzi. In questa intervista esclusiva, il membro belga del comitato esecutivo racconta la genesi di quelle misure e respinge con forza le insinuazioni di chi ritiene le munizioni dei banchieri centrali esaurite. A partire dai tassi, che potranno ancora scendere. Praet, che il 4 aprile sarà a Roma per una lezione alla Luiss, parla anche di Italia: le richieste di flessibilità sul deficit devono essere proporzionali alle riforme strutturali implementate e alla sostenibilità dei conti pubblici.

Il mercato ha ragione a pensare che non ci saranno altri tagli ai tassi?
“Abbiamo detto chiaramente che i tassi resteranno “bassi, o più bassi” per un periodo esteso”.

Dunque non avete raggiunto il limite più basso per il tasso sui depositi?
“No. Come hanno dimostrato le altre Banche centrali, non abbiamo raggiunto il limite più basso. Se nuovi shock negativi dovessero peggiorare lo scenario economico, un taglio dei tassi resta tra le nostre armi”.

Avete anche deciso di acquistare obbligazioni aziendali: acquisterete anche titoli come la Volkswagen?
“Sì, compreremo i titoli delle aziende che hanno un livello di rating di “investimento”. È vero, ci esponiamo direttamente. Ma non vogliamo influenzare i prezzi relativi tra titoli. Se il prezzo di alcune obbligazioni salirà, gli investitori cercheranno di acquistare bond che non sono nel nostro portafoglio. Così l’effetto dei nostri acquisti si propagherà e il mercato continuerà a funzionare”.

Sembra un pacchetto pensato per aiutare la Germania o la Francia con l’acquisto dei bond, mentre i Tltro, i prestiti agevolati alle banche, aiuteranno Spagna e Italia…. Gli ultimi Tltro non sono però stati un successo.
“Nelle ultime tranche del Tltro, le banche potevano prendere soldi in prestito per sempre meno tempo. Ora possono farlo per quattro anni e ad un tasso negativo se raggiungono le nostre condizioni sulla crescita del credito. Una misura coraggiosa”.

Non trova che in Germania ci si interroghi troppo poco sul modello di business di banche come le Sparkassen?
“Le banche devono ripensare le loro attività. La digitalizzazione è una grossa sfida. Se non cambiano business model, la redditività sarà un problema”.

Quale sarà l’impatto delle nuove misure su crescita e inflazione?
“Dovremmo avvicinarci al 2% di inflazione nel corso del 2018. Comunque, misure come l’acquisto di titoli continueranno finché non abbiamo raggiunto un aggiustamento “sostenibile” nella traiettoria dell’inflazione”.

Possiamo immaginare che in futuro la Bce decida di fare i cosiddetti “helicopter drops”, mandando assegni direttamente ai cittadini?
“La nostra cassetta degli attrezzi non è vuota. Ci sono molte cose che possiamo fare. In principio possiamo creare moneta e distribuirla alle persone. La domanda è quando sia opportuno usare questo tipo di strumento, veramente estremo”.

 

State sintonizzati su queste frequenze, ne vedremo di belle!

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7 commenti Commenta
lorepi
Scritto il 21 marzo 2016 at 11:46

Ho appena pubblicato una cosa su IntermarketeMore (con allegato grafico). Penso potrebbe interessarvi!
http://intermarketandmore.finanza.com/altra-faccia-della-volatilita-vix-vs-vxv-76339.html/comment-page-1#comment-142606

contadino
Scritto il 21 marzo 2016 at 16:06

Ma, anche eventualmente, questa misura, insieme al reddito di cittadinanza proposto altrove, non sarebbe meglio fosse sostituito, per chi non lavora, con impieghi pubblici veramente utili?

ilcuculo69
Scritto il 21 marzo 2016 at 17:44

soldi direttamente dalla BCE ai cittadini mi pare un po’ insensato …
welfare sostenuto dalla BCE invece si …

assegni di disoccupazione, reddito di cittadinanza, pensioni certe e con minimi garantiti a età ragionevoli.
Sanità e istruzione gratuite.
Se le persone sanno di poter contare su una solida rete di welfare si sentiranno abbastanza sicure da rimettere in circolo i soldi invece di risparmiarli e da li parte un circolo economicamente virtuoso.
e poi opere pubbliche…

perplessa
Scritto il 22 marzo 2016 at 03:28

appunto,ma mi pare che si vada in direzione contraria
il­cu­cu­lo69@fi­nan­za,

il­cu­cu­lo69@fi­nan­za,

il­cu­cu­lo69@fi­nan­za:
soldi di­ret­ta­men­te dalla BCE ai cit­ta­di­ni mi pare un po’ in­sen­sa­to …
wel­fa­re so­ste­nu­to dalla BCE in­ve­ce si …

as­se­gni di di­soc­cu­pa­zio­ne, red­di­to di cit­ta­di­nan­za, pen­sio­ni certe e con mi­ni­mi ga­ran­ti­ti a età ra­gio­ne­vo­li.
Sa­ni­tà e istru­zio­ne gra­tui­te.
Se le per­so­ne sanno di poter con­ta­re su una so­li­da rete di wel­fa­re si sen­ti­ran­no ab­ba­stan­za si­cu­re da ri­met­te­re in cir­co­lo i soldi in­ve­ce di ri­spar­miar­li e da li parte un cir­co­lo eco­no­mi­ca­men­te vir­tuo­so.
e poi opere pub­bli­che…

il­cu­cu­lo69@fi­nan­za: Se le per­so­ne sanno di poter con­ta­re su una so­li­da rete di wel­fa­re si sen­ti­ran­no ab­ba­stan­za si­cu­re da ri­met­te­re in cir­co­lo i soldi in­ve­ce di ri­spar­miar­li e da li parte un cir­co­lo eco­no­mi­ca­men­te vir­tuo­so.

perplessa
Scritto il 22 marzo 2016 at 03:31

devo aver sbagliato qualcosa a evidenziare, intendevo citare solo la seconda frase
per­ples­sa@fi­nan­za,

aorlansky60
Scritto il 22 marzo 2016 at 09:59

“Comunque, misure come l’acquisto di titoli continueranno finché non abbiamo raggiunto un aggiustamento “sostenibile” nella traiettoria dell’inflazione”.

frase dalla forma sofisticata per affermare, in sostanza, che è intenzione [da parte BCE] di mantenere attivo il QE finchè l’inflazione non raggiunge(rà) il livello ottimale da loro auspicato (+2% o poco meno).

Date le prospettive (crescita e inflazione) per l’immediato futuro (confermate dalla stessa BCE per il 2016-17),
sembra assai probabile un prolungamento del QE ben oltre la data di MAR2017 fissata attualmente come termine dell’operazione.

good news per la sostenibilità del debito pubbl italiano (agli occhi di mercati finanziari e speculazione internazionale);

bad news per gli illusi che credono ad una ripresa stabilizzata e in aumento dell’economia in area EU
(se quest’ultima non fosse malata non servirebbero simili misure a sostegno, anche in prospettiva futura);

cattive notizie anche per tutti quelli che si ritrovano rendimenti azzerati su cui poter contare (perchè a questo porta il QE come una delle conseguenze, e quelli della BCE lo sanno bene anche se fanno gli “gnorri” sull’argomento).

non abbiamo raggiunto il limite più basso [sul tasso dei depositi]. Se nuovi shock negativi dovessero peggiorare lo scenario economico, un taglio dei tassi resta tra le nostre armi.

il portavoce è molto chiaro sul potenziale che la BCE può mettere in campo (“La nostra cassetta degli attrezzi non è vuota. Ci sono molte cose che possiamo fare. “) ma per me resta da capire se è stato opportunamente istruito per dire queste cose, affinchè molti possano udire (e farsi così un idea relativa, che corrisponde a ciò che vuole la BCE sulla totale sostenibilità del sistema radicata nell’immaginario collettivo), rispetto al limite ragionevole cui si possa spingere effettivamente la banca centrale… perchè sembra evidente che già le misure attuali siano oltre il limite dell’accettabile, con la soglia dell’irrazionale lì vicina (la “Tltro” -con tassi di interesse a beneficio- concessa alle banche europee è il vero termometro di una situazione degenerata, fuori dal normale).

giap
Scritto il 23 marzo 2016 at 10:43

ilcuculo69@finanza:
soldi direttamente dalla BCE ai cittadini mi pare un po’ insensato …
welfare sostenuto dalla BCE invece si …

assegni di disoccupazione, reddito di cittadinanza, pensioni certe e con minimi garantiti a età ragionevoli.
Sanità e istruzione gratuite.
Se le persone sanno di poter contare su una solida rete di welfare si sentiranno abbastanza sicure da rimettere in circolo i soldi invece di risparmiarli e da li parte un circolo economicamente virtuoso.
e poi opere pubbliche…

Sono d’accordo però secondo me si dovrebbe partire dai salari quindi da chi già effettivamente lavora ma non arriva a fine mese. Inoltre, sempre guardando a chi già lavora, è necessario combattere le precarietà: un posto di lavoro lo si può anche perdere, per es. perché si sono sottratti dei beni dell’azienda, ma non perché è intrinsecamente precario (vedi lavoro interinale).
La cosa più terribile e assurda secondo me è proprio questa: lavori come un matto a tempo pieno e quello che prendi non basta a sopravvivere e ti devi anche sentire perennemente minacciato perché quel posto di lavoro lo puoi perdere da un momento all’altro.
Ridare dignità al lavoro e a chi lavora aumentando i salari tramite contributi governativi e bloccando la diffusione del precariato. Un modo secondo me intelligente di spendere i soldi, restituendo alle persone fiducia nel futuro e con questo rilanciando i consumi.

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