ITALIAN BANKS: AL LUPO AL LUPO!

Scritto il alle 09:00 da icebergfinanza

Figurarsi se qualcuno non si divertiva ad accendere un cerino nella santabarbara delle banche italiane…

Bce monitora livelli di liquidità di alcune banche italiane

MILANO/ROMA (Reuters) – La Banca centrale europea sta monitorando i livelli di liquidità di un certo numero di banche italiane, incluse Banca Carige e Monte dei Paschi di Siena, su base giornaliera, secondo due fonti vicine al dossier.

Le verifiche arrivano mentre le azioni delle banche hanno perso nettamente quota da inizio anno in relazione alle preoccupazioni per la montagna di crediti deteriorati, pari a 360 miliardi di euro, che appesantiscono i bilanci degli istituti e indeboliscono i livelli patrimoniali.

Un portavoce della Bce non ha commentato se ci sia un monitoraggio su specifiche banche italiane, ma ha detto che per la vigilanza è una pratica normale monitorare la liquidità e il capitale delle banche.

Monte dei Paschi e Carige non hanno commentato. Un trader del mercato monetario ha detto a Reuters che non c’è stato alcun segnale di tensione per nessuna banca italiana sul mercato interbancario, che gli istituti utilizzano per prestarsi fondi a breve termine.

Il primo messaggio è quello di imparare a capire quando le informazioni sono spazzatura o corripondono alla verità. Ciò non toglie che alcune realtà sono in grave difficoltà.

Non ha forse detto un mese fa Draghi che…

«In Italia c’è stata un’errata interpretazione della lettera-questionario inviato dalla Bce su come i Paesi stanno gestendo i crediti in sofferenza»… riguardo alle banche italiane non «c’era nessuna altra richiesta di accantonamenti o aumenti di capitale».

Ma sai in questi due mesi il capitale si è assottigliato con i crolli di borsa! Non diciamo fesserie visto l’ultimo rambalzo e sottolineo rimbalzo, ribadisco rimbalzo, i prezzi sono tornati ai livelli delle parole di Draghi.

Ovviamente poi quando gli avvoltoi sentono il profumo delle carcasse incominciano a scrivere, ma dove cavolo erano in questi anni, questi soloni del senno di poi?

The ECB’s Italian Job

Italian banks have good reason to fear the mailman — especially if the letter has a Frankfurt postmark.

Roman Ruin
Italian bank shares are underperforming European peers

Italian bank shares are underperforming European peers?????

Le banche italiane hanno sottoperformato l’indice europeo ?

Ma non diciamo fesserie, la carta straccia americana non sa di cosa parla, date un’occhiata qui sotto…

14-confronto

Queste sono le perdite delle principali banche europee in questo inizio di anno, ma gli analisti e giornalisti di Blooomberg cosa fumano?

Se conoscete qualcuno a Bloomberg ditegli che si occupino di Deutsche Bank e Commerzbank, invece di continuare a scrivere fesserie.

DEUTSCHE BANK…COUNTDOWN!

Poi visto che anche tra di Voi c’è sempre qualcuno che mi invia spazzatura ecco l’altra domanda… Saranno le banche italiane il detonatore della prossima crisi finanziaria?

Will Italian Banks Spark Another Financial Crisis?

Cari compagni di viaggio, il detonatore della prossima crisi finanziaria europea non saranno le banche italiane, ma quelle tedesche e francesi, segnatevela questa e ci rivediamo il prossimo anno!

Gli amici di Machiavelli sanno che il nostro modellino preferito difficilmente sbaglia, nella crisi finanziaria americana ben 8 banche su dieci in testa al nostro modello, sono fallite, nazionalizzate e incorporate da altre banche.

Si sono già tutti di menticati di quello che è accaduto all’inizio dell’anno a Deutsche Bank, il mercato ha dimostrato più volte di avere la memoria corta.

Oggi in Europa, ai primi posti solo banche tedesche e francesi. Stay Tuned!

 

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7 commenti Commenta
aorlansky60
Scritto il 9 marzo 2016 at 10:36

(riporto una parte di quanto appena scritta in un altra sezione del dominio) :

Il fattore CREDIBILITA’ entra con la forza di un macigno su tutto questo (il debito pubbl di un singolo Stato sovrano, nella fattispecie l’Italia e a seguire su tutto il suo tessuto economico, di cui le ns banche sono la spina dorsale);

Il governo italiano può sforzarsi di affermare -magari supportandolo con dati- che il ns debito pubbl è comunque sostenibile;

certa stampa internazionale anglosassone [in particolare WsJ e Ft] non perde occasione per affermare [ribadendolo continuamente] che il debito pubbl italiano è pari ad avere “un elefante che dorme nel salone dei cristalli” [“pronto a svegliarsi per combinare un disastro”]

I mercati finanziari -e tra essi chi intende speculare sul ns debito pubbl- soffiano fortemente per mettere l’italia in una posizione scomoda, in modo che a parità di accettazione del proprio rischio essa debbe riconoscere interessi via via sempre più elevati, che alla fine non possono che diventare INSOSTENIBILI. (andammo assai vicini ad una situazione del genere -a livello di NON RITORNO- nel 2011/2012)

Tra questi fattori, a livello di CREDIBILITA’ [in grado di influenzare i mercati finanziari] temo purtroppo che certa propaganda anglosassone [come quella che citavo prima] abbia il sopravvento nel condizionare negativamente gli umori generali nei confronti del ns paese.

All’Italia quello che servirebbe veramente sarebbe ritornare ad una crescita sostanziosa (almeno +2%) per ridare credibilità alla sostenibilità del ns debito pubbl e per mettere a tacere le malelingue che le soffiano contro.

Più facile a dirsi che a farsi. Soprattutto considerato lo scenario e il contesto di cui l’Italia [volente o no] fa ormai parte : la zona Euro, e oltre questa un contesto di economia mondiale globalizzata, i cui interessi sono fortemente intrecciati e relazionati; quando accade qualcosa di negativamente significativo ai primi della classe (Cina o USA a scelta nell’ordine) le conseguenze non possono che ripercuotersi a castata verso tutti i soggetti secondari, Italia compresa ovviamente.

kry
Scritto il 9 marzo 2016 at 10:55

Cari compagni di viaggio, il detonatore della prossima crisi finanziaria europea non saranno le banche italiane, ma quelle tedesche e francesi…

Cari compagni di viaggio, il detonatore della prossima crisi finanziaria europea non saranno le banche italiane, ma quelle tedesche e francesi

Cari compagni di viaggio, il detonatore della prossima crisi finanziaria europea non saranno le banche italiane, ma quelle tedesche e francesi

Cari compagni di viaggio, il detonatore della prossima crisi finanziaria europea non saranno le banche italiane, ma quelle tedesche e francesi

Cari compagni di viaggio, il detonatore della prossima crisi finanziaria europea non saranno le banche italiane, ma quelle tedesche e francesi

Cari compagni di viaggio, il detonatore della prossima crisi finanziaria europea non saranno le banche italiane, ma quelle tedesche e francesi

Cari compagni di viaggio, il detonatore della prossima crisi finanziaria europea non saranno le banche italiane, ma quelle tedesche e francesi

Adesso mi sento un pochino più sereno.

Chi s’accontenta gode nonostante il mal comune mezzo gaudio.

Chissà come gongolerà Renzi qualora ancora ci sarà .

quesalid
Scritto il 9 marzo 2016 at 11:07

kry@finanza,

OK…giusto, in mezzo al disastro non serve a nulla la “schadenfreude”.
E’ più produttivo il seguente:
come minimizzare l’impatto (a livello individuale, familiare, di comunità e collettivo)?

Se la crisi è una crisi a) di risorse e b) di fiducia, per minimizzare gli impatti occorrerebbe:
a) diminuire/modificare/rimodulare l’uso delle risorse (a livello individuale, familiare, di comunità e collettivo)
b) ricostruire la fiducia (a livello individuale, familiare, di comunità e collettivo)

Ogni azione, idea, proposizione o istanza che va in questo senso va sostenuta e coltivata.
Ogni azione, idea, proposizione o istanza che va in senso contrario va abbandonata.

kry
Scritto il 9 marzo 2016 at 11:23

que­sa­lid@fi­nan­za,

Grazie moltissimo Quesalid.

Individualmente a) lo sto già facendo come scelta e un pò anche ” di necessità virtù ” , il problema è quando cominci ad allargare il modello oltre l’individuale che comincia a schiantarsi il b) [ la fiducia ].

Di nuovo grazie per l’ottimo spunto.
Ciao.

ilribassista
Scritto il 9 marzo 2016 at 22:17

Ciao Andrea sinceramente non ho capito perché hai scritto di crolli e rimbalzi in borsa.
La liquidità di qualsiasi società quotata non è assolutamente legata agli andamenti di borsa.
Fa eccezione la fase di aumento di capitale o di collocamento di prestiti obbligazionari che, se non erro in questi due mesi non ci sono stati.
Buona serata
Federico

ilribassista
Scritto il 9 marzo 2016 at 22:46

Leggendo da tanti anni gli scritti di Andrea mi permetto di chiarire alcune parole da lui scritte (questo per evitare inutili commenti di chi travisato le parole)
È solo un rimbalzo non significa che domani i titoli crolleranno, non significa che i titoli nei prossimi giorni, settimane, non possano segnare dei prezzi superiori a quelli attuali; significa che, a suo avviso, un giorno i prezzi saranno significativamente inferiori rispetto ai prezzi attuali.
Buona serata e scusa se mi sono permesso … se ritieni non corretto il mio messaggio puoi, ovviamente, cancellarlo

protagoras
Scritto il 9 marzo 2016 at 23:21

A proposito di “Italian banks”:
http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2016-03-09/soldi-correntisti-all-estero-credit-suisse-indagata-milano-122708.shtml?uuid=ACeJqokC&refresh_ce=1
L’unico commento che mi sento di aggiungere e’ che la scala di questa operazione “Italiana” e’ sconcertantemente enorme.

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