THE ITALIAN JOB… IL FUTURO DEL MONDO E’ NELLE NOSTRE MANI!

Scritto il alle 07:12 da icebergfinanza

Devo ammettere che è un’avventura affascinante quella di navigare quotidianamente tra alcune idiozie collossali, supportate e analizzate dal meglio della crema accademica italiana e mondiale, idiozie che si autoalimentano attraverso il web, l’Italia e finita, l’Italia è fallita, Don’t cry for me Argentina…!

L’unica cosa certa e assoluta verità è che siamo nei guai nonostante stiamo decisamente meglio di alcuni cadaveri economici mondiali come USA, UK e Giappone, siamo nei guai grazie alle paranoie tedesche sull’inflazione e al fatto che ufficialmente ma non nella realtà la BCE non è disposta a fare da prestatore di ultima istanza per i debiti sovrani.

State tranquilli che non appena esploderà la rabbia sociale anche questo manipolo di falliti politici e banchieri ricorrerà alle vecchie abitudini.

Non per nulla recentemente, Bini Smaghi che sta lasciando la BCE ha dichiarato che… “La lezione più importante – afferma – è stata che alla fine i banchieri centrali, come agenti politici, non possono chiamarsi fuori dalla loro responsabilità di prendere decisioni. Alcune di queste decisioni possono non essere ottimali e possono essere criticate, specialmente col beneficio di uno sguardo retrospettivo. Ma non decidere o posporre le decisioni non è un’opzione e può portare a esiti peggiori”. (TMNews)

Loro lo sanno e si stanno divertendo a lasciare sulla graticola i governi, mentre i loro azionisti giocano con i debiti sovrani, giocano con i vostri soldi. VI stanno shockando, terrorizzando,  in maniera che il politicamente impossibile diventi politicamente inevitabile come le scelte che il governo sta facendo digerire agli italiani, un governo di banchieri.

A proposito lo sapevate che miss lacrima Fornero sino ad ieri era vice presidente del Consiglio di Sorveglianza  Banca Intesa, Group.intesasanpaolo.com , nominativo al cui fianco appare la dicitura  (#) Cessata in data 16/11/2011 per assumere incarichi governativi.

Ma non è finita, sapete chi è il nuovo ministro dell’economia spagnolo, suvvia dai fate un piccolo sforzo di immaginazione… «Che nessuno si illuda, i prossimi due trimestri non saranno facili sia in termini di crescita che di occupazione». Così, ieri, il nuovo ministro dell’ Economia spagnolo Luis de Guindos, 51 anni, ex di Lehman Brothers che la scorsa settimana ha iniziato la sua esperienza nel governo conservatore di Mariano Rajoy, ha annunciato che il Paese iberico rischia di scivolare in recessione all’ inizio del prossimo anno. (Corriere della Sera) …

Si si dai che ci siete arrivati si tratta dell’ex presidente di Lehman Brothers per la Spagna e il Portogallo …tombola!

Ma andiamo oltre! Non è facile navigare quotidianamente  insieme ad alcune colonne portanti dell’informazione economica accademica, intrisa spesso e volentieri di ortodossia ed integralismo, condita di ideologia,  tutti siti amministrati da sfegatati liberisti o liberalisti come li volete chiamare, cultori della scuola austriaca o seguaci di Keynes che siano.

C’è ne per tutti i gusti dalle simulazioni della fine dell’ euro e del nostro Paese ai suggerimenti su come tassare i prelievi via bancomat per disincentivare l’uso del contante, dal noi  l’avevamo  detto al noi  l’avevamo suggerito. Loro sono li che vi suggeriscono quello che dovete fare ovvero subire o scappare.

Ieri abbiamo dato un’occhiata alla legge di Peter, quella nella quale in molti amano salire in alto sino a raggiungere il proprio livello di incompetenza, posizioni nelle quali sono destinati a fallire cercando di dissimulare la loro incompetenza e il loro fallimento, spostando sistematicamente la colpa sugli altri.

L’inganno della crescita aggiungo io diventa lo strumento per creare l’illusione di un progresso.

” Alla vigilia del Consiglio dei ministri previsto domani che dovrebbe rappresentare il primo passo verso l’agognata “fase due”, la stampa internazionale torna ad accendere i riflettori sul governo di Mario Monti, dalle cui scelte dipende il futuro del Paese ma anche quello dell’economia mondiale strettamente legato alla capacità dell’Europa di approntare una soluzione convincente alla crisi dei debiti sovrani. Secondo il Washington Post, però, il Vecchio Continente non riuscirà a farlo fino a quando l’Italia non rimetterà in ordine i suoi conti. Sole24Ore

Vorrei suggerire ai lettori di non cliccare il link del Washington Post in quanto si riferisce al vecchio articolo di quest’estate, datato luglio 2007, tanto per testimoniare che uno vale l’altro anche per il Sole24Ore, un articolo nel quale la responsabilità unica della tempesta perfetta sul nostro Paese era di Berlusconi, la più grave e forse fatale indicando nel momento in cui l’ex premier prese le distanze da Tremonti il punto di svolta di un contagio che avrebbe potuto divenire incurabile al punto da travolgere la moneta unica. Più che di Berlusconi la responsabilità era dell’impresentabilità di un personaggio che aveva scambiato il nostro Paese per una camera da letto, dove fare i propri interessi a 360° come d’altronde fanno da secoli buona parte dei politici che non hanno la più pallida idea di cosa sia il bene comune.

Nell’ultimo editoriale, quello vero invece il WashingtonPost suggerisce che con un prodotto interno lordo di 1,7 trillioni di dollari e un debito pubblico di 2,6 trillioni di dollari l’ Italia è pericolosamente vicina al fallimento e troppo grande per essere salvata dal resto dell’Europa. Perchè l’America e l’Inghilterra rispettivamente con un debito pubblico e privato che supera il 250 e il 500 % del PIL  non falliscono solo perchè stampano monetine commemorative magari in oro tarrocato.

Spiace dover per l’ennesima volta commentare l’ editoriale di un gruppo di paranoici giornalisti angloamericani, per lo più enfatizzato dal Sole24Ore sbagliando pure il link di provenienza, ma sarebbe interessante chiedere loro se hanno la più pallida idea di cosa significhi dover pagare interessi elevati su una parte infinitesimale del nostro debito al punto tale che il saldo 2011 sul nostro debito si aggira mediamente intorno al 3.6 %, ma questo loro non ve lo racconteranno.

Si il 3,6 % grazie alla media delle emissioni dei primi sei mesi dell’anno che hanno ammortizzato i tassi elevati della seconda parte dell’anno, ma sul web i profeti della verità assoluta  preferiscono raccontarvi come fare per emigrare o vi forniscono il manuale per la sopravvivenza come il leggendario Istituto Bruno Leoni quello che fabbrica idee genuine per il libero mercato, che pubblica l’ultima versione di PLAYBOY di cui vi riporto solo uno scorcio lasciandovi divagare insieme a loro, visto che mezzo web si è già affrettato a pubblicarlo …

«La totale e completa bancarotta dell’Italia non è, nemmeno ora, un’eventualità plausibile» ci racconta dalla Nuova Zelanda Maurizio Piglia, direttore investimenti della banca Saving Investments, che aggiunge: «Ma una ristrutturazione del debito è una possibilità vera, anzi forse una necessità». Questo vuol dire che i possessori di titoli di Stato (Bot, Cct, ecc.) non incasseranno più gli interessi (la cedola periodica) e alla scadenza dovranno magari accontentarsi al massimo di 70 centesimi per ogni euro investito inizialmente. Una “tosatura” non da poco per i risparmiatori italiani visto che il 14% dei titoli è in mano alle famiglie. Da parte sua lo Stato si scrollerebbe di dosso una buona fetta di debito pubblico e continuerebbe a funzionare quasi normalmente visto che al netto degli interessi il nostro bilancio è quasi in pareggio. Il vero problema riguarderà il collocamento di nuovo debito visto che gli investitori avranno tutte le ragioni per diffidare dell’Italia e chiederanno interessi più alti per compensare il rischio. Forse più gravi si possono considerare le conseguenze macroeconomiche…

Ed è qui che casca l’asino che vola, per un certo tipo di informazione che usa i dati senza citare le fonti, si perchè secondo i dati della Banca d’Italia si presume non un sito telebano qualunque, gli italiani detengono solo il 5,5 % del debito pubblico italiano.

Ma si sa l’informazione funziona a spanne e il 14 % più o meno assomiglia al 5,5 %, tranne dimenticare che gli italiani sono cosi intelligenti da avere investito almeno il 44 % dei propri risparmi in azioni, prodotti assicurativi finanziari, obbligazioni bancarie e corporate, fondi di investimento e prodotti postali vari, quelli si con perdite medie di almeno il 30 % negli ultimi dieci anni.

Ma proseguiamo con il Washington Post che suggerisce agli italiani di fare il tifo per il governo Monti, si ma non ho capito bene se intendono fare il tifo o prendere il tifo, una febbre tifoide che sta distruggendo la classe media italiana con l’antidoto nelle mani dei soliti noti, quelli che non pagano mai, il 10 % che detiene oltre il 40 % della ricchezza italiana tanto agognata dalle banche d’affari angloamericane e tedesche, che hanno unto per tutta l’estate la nostra penisola insieme a qualche innocente hedge fund.

Come avete visto nel post di ieri loro sostengono che la classe media, la classe operaia non ha abbastanza motivazioni per mettersi in gioco, sono invidiosi del loro successo ecco la causa che rallenta il progresso… do you undestand!

Pensate che l’editoriale del WP è arrivato persino a dire che con un pugnalata coraggiosa Monti è riuscito a porre fine alla cultura dell’evasione fiscale nel nostro Paese mettendo al bando le operazioni in contanti sopra i 1000 euro, roba da piegarsi in due dalle risate per un  Paese che vive di economia sommersa.

Poi prosegue con la paranoia della crescita, se l’Italia non cresce è fallita, è finita, mai una volta che questi editorialisti facenti parte del sistema tocchino il tasto della redistribuzione, ma in fondo toccherebbe anche le loro povere tasche.

Produttività, flessibilità, crescita, lavoro, art 18, tutte seghe mentali che non hanno impedito all’America di sprofondare in una violenta depressione immobiliare ed economica, pregasi rivolgersi ad almeno un terzo degli americani che tra food stamps, disoccupati scoraggiati, lavoratori a part-time per un paio di ore al giorno, mutuatari underwater, famiglie sulla strada dopo aver perso la loro casa stanno vivendo il sogno americano, ringraziando quotidianemente l’uomo della rinascita, yes we can, intento a rastrellare finanziamenti dalle banche per essere rieletto in piena depressione!

Ragazzi l’America è qui in Italia, il resto sono leggende metropolitane, dobbiamo solo ridare dignità e lavoro ai nostri ragazzi, favorendo ricerca ed innovazione, sostenendo la Famiglia e la cultura e poi altro che America.

Tralascio la notizia della sensibile revisione in positivo delle esportazioni “made in Italy” da parte dell’Istat giocando con il deflattore anche perchè ci ha già pensato qualche illuminato figlio della verità a ricordare che mentre esportiamo dobbiamo pure importare e importare energia che a noi costa molto.

Senza enfatizzare troppo la questione per non disturbare troppo coloro che si prodigano quotidianamente a demolire anche le piccole buone notizie, suggerisco di non dimenticare la devastante forza economica della colonna vertebrale italiana, quelle piccole e medie imprese che in questi anni hanno sostenuto il nostro Paese.

La più grossa idiozia che il Washington Post poteva scrivere concludendo il suo compitino editoriale, commentando un Paese che detiene ricchezza mobiliare ed immobiliari per oltre SEI volte il proprio debito  era che …  Alas, Italy’s time, like its cash, is running out. ovvero …Ahimè, il tempo in Italia, come il suo denaro, si sta esaurendo, si esaurendo, come le paranoie e le masturbazioni mentali di un gruppo sempre più nutrito di istituzioni che ambiscono alla fine dell’euro e al ritorno al vecchio splendore di quella moneta ormai obsoleta e bisunta che … trust in God.

Si il futuro del mondo è nelle nostre mani, verrebbe veramente voglia di urlare come hanno fatto i portoghesi o meglio Pedro Nuno Santos, vicepresidente del partito socialista . “Noi abbiamo una bomba atomica  che possiamo lanciare contro la Germania  e la Francia: e questa bomba atomica e’ semplicemente la seguente: noi non pagheremo ” o meglio, aggiungo io, onoreremo solo il debito verso la nostra gente, visto che il resto del Mondo da mesi suggerisce il nostro fallimento e lavora quotidianamente perchè questo avvenga o meglio perchè molta della ricchezza del popolo italiano venga trasferita altrove senza per questo arrivare al fallimento.

Nel frattempo mentre i prezzi delle abitazioni continuano a calare e il settore manifatturiero di Chicago scende al di la delle aspettative che come abbiamo visto servono a manipolare la fiducia, per tutti coloro che hanno sostenuto o vorranno sostenere il nostro lavoro è in preparazione l’analisi dal titolo ” CREDIT CRUNCH 2012: datemi una leva e vi distruggerò il mondo”

 

 

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28 commenti Commenta
stanziale
Scritto il 28 dicembre 2011 at 11:02

Buongiorno Andrea, volevo segnalare un piccolo problema tecnico, cliccando su alcune parole sottolineate come esportazioni, debito pubblico ed altre non succede nulla. Saluti.

icebergfinanza
Scritto il 28 dicembre 2011 at 11:55

Milano – Il Tesoro ha emesso 9 miliardi di Bot a sei mesi a un rendimento del 3,251%, decisamente al di sotto del 6,504% dei tassi che gli stessi titoli avevano presentato nell’ultima asta. La domanda è stata buona, con il bid to cover che si è attestato a 1,69.

Bene anche l’esito dei Ctz a due anni, i cui rendimenti sono scesi al 4,85%, contro il 7,814% dell’ultima asta, con un bid to cover a 2,23.

Brindiamo all’Italia che fallirà a Gennaio, no entro Febbraio…magari a Marzo comunque sia entro l’Anno 2012 o forse il prossimo o magari nel 2020 o chissà! Brindiamo a tutti coloro che hanno seminato il terrore, il dubbio, brindiamo alle leggende metropolitane, buon anno…ragazzi. Molti compagni di viaggio da me seguiti professionalmente sanno di cosa parlo! Andrea

mannoz
Scritto il 28 dicembre 2011 at 12:01

buon anno Andrea, di cuore :wink:

billbill
Scritto il 28 dicembre 2011 at 12:44

Fatti i complimenti ad Andrea per aver ingranato la quinta, vorrei farvi sapere che recentemente sono andato alla mia Banca di Credito Cooperativo ed ho scoperto che l’acquisto di quote societarie della banca stessa dà diritto, non solo alla restituzione della quota intera se richiesta, ma ad un interesse annuo pari all’1% in più del valore dell’ultima asta annuale BOT (o BTP non ricordo).
Questo pone 2 considerazioni.
1) Vista la struttura sana delle Banche di Credito Cooperativo, probabilmente questo è il miglior investimento attuale
2) Vista la probabile grande richiesta costante a fine anno da parte di queste banche, l’asta non avrebbe potuto finire altrimenti.

Morale: trasferite i vostri soldi nella parte produttiva del paese e comprate quote societarie di chi è rimasto ai margini dell’orgia finanziaria che sta distruggendo il sistema.

Buon anno!!!!

icebergfinanza
Scritto il 28 dicembre 2011 at 13:19

billbill@finanza,

Aggiungerei solo caro Bill senza nascondere che il sottoscritto fa parte del mondo cooperativo e tralasciando gli inevitabili lamenti di qualche anima disillusa che si precipiterà a urlare che nella cooperazione è tutto marcio…

Le cooperative ci salveranno… insieme adi distretti italiani e alla moltitudine di uomini e donne che crede nell’alternativa reale e possibile, quella che condivido quotidianamente nei miei incontri, nelle mie conferenze…

Salutiamo il 2011 – Diamo ora il benvenuto al 2012 che sarà l’anno delle cooperative. Anche qui il Trentio è protagonista. E non è un caso la presenza allo scorso al Festival dell’Economia di Amartya Sen. Il Nobel auspicò, anche per far fronte all’odierna crisi, maggior forza al sistema cooperativistico. Come territorio abbiamo molte caratteristiche in comune con Mondragon in Spagna; un territorio che resiste meglio di altri alla crisi. Quest’ultimo modello cooperativo è sorto nel secondo dopoguerra, in un quadro storico che vedeva intrinsecarsi tre elementi: il regime franchista, le spinte autonomistiche basche con la conseguente coesione etnica, linguistica e sociale e l’estrema povertà, in quanto zona montagnosa lontana dalla costa.
Oggi vi sono più di 100.000 lavoratori. Persino gli ospedali e le scuole sono cooperativa. Il tutto mentre chiudono serrande di fabbriche, negozi e banche all’insegna del neoliberismo. Ciò che distingue questo modello da altri è che le cooperative, siano esse di piccoli agricoltori o grandi entità di proprietà dei consumatori, condividono i valori di democrazia, solidarietà, uguaglianza, self-help e auto-responsabilità, creando imprese al servizio dell’interesse più
ampio rispetto alla massimizzazione del profitto per pochi. In tutto il mondo le cooperative annoverano circa 800
milioni di soci in oltre 100 paesi e si stima che rappresentino più di 100 milioni di posti di lavoro. In Trentino le coop sono quasi 600 ed un abitante su due ne è socio. Non male. Male è il «non ricambio» generazionale. Altro male è il divario tra gli stipendi di dirigenti e quello dei lavoratori. Tutte tentazioni che vanno limitate. Come i mandati.

Fabio Pipinato
È direttore di Unimondo

.

Scritto il 28 dicembre 2011 at 14:00

Sì, Andrea, possiamo brindare almeno fino alla metà del 2013 e questo considerando che i BTP aprile 2013 e agosto 2013 sono saliti di prezzo con continuità da 5 settimane a questa parte, a differenza invece delle scadenze più lunghe che hanno un andamento maggiormente altalenante.
Se ne deduce che il mercato, a differenza dei vari gufi interessati o pressapochisti della più disparata informazione, comincia a scontare il fatto che almeno fino a metà 2013 l’Italia non fallirà.
Forse non è un caso, ma guarda un po’ è proprio il tempo di vita residua che dovrebbe avere il governo Monti.
E a proposito permettimi un appunto. Questa storia del governo dei banchieri secondo me lascia un po’ il tempo che trova. Banalmente potrei dire: dove la buona parte dei laureati in economia e commercio trova lavoro e fa carriera? Va da sè che è in qualche banche. Se poi chiediamo a qualche esperto in economia con provata esperienza di governarci, cosa pensi che ci sia nel suo curriculum vitae, bè come minimo la presenza in qualche consiglio di amministrazione di banca. Sarebbe stato meglio, ad esempio, se la Fornero fosse stata nel consiglio di amministrazione di qualche BCC, avrebbe fatto una riforma delle pensioni meno draconiana?
A me piace più ricordare che Monti è stato quello che ha fatto pagare una bella multa a un colosso come Microsoft. Prima di esprimere un giudizio positivo o negativo sul suo governo voglio aspettare e vedere se:
1) saprà attuare in questo paese di corporazioni, potentati vari, faccendieri & co. tra cui non si può non annoverare chi per 8 anni ci ha governati e che ancora ha una “certa” influenza, le agognate liberalizzazioni
2) saprà tenere testa a B nel far svolgere una vera asta sulle frequenze televisive,
3) saprà fare accordi veri con la Svizzera a proposito di evasione fiscale
4) saprà riformare il tessuto economico di questo paese rendendolo più solido e competitivo
5) saprà spendere gli sperati risultati in Europa per ridare più dignità al nostro paese e in genere ai pesi del sud nel contesto Europeo (perchè non dimentichiamo che dietro l’acronimo PIIGS c’è anche una certa dose di becero e vetusto razzismo anglosassone)
Forse a molti è sfuggito che in questa manovra non ci sono solo tasse, che ahimè saranno salate pure per me, ma anche ad esempio stanziamenti per le scuole del sud Italia pari a un importo superiore al miliardo di euro. Sarà almeno dai governi De Gasperi e Fanfani che in questo paese non si investe in edilizia scolastica.

ilcuculo
Scritto il 28 dicembre 2011 at 15:12

icebergfinanza,

SI una delle principali ragioni che mi fa guardare con sospetto o almeno scetticismo al mondo cooperativo è l’esiguità degi stipendi dei dipendenti, non ho peraltro idea dei compensi dei dirigenti.
Sicuramente in alcuni contesti le cooperative risultano competitive ma mi pare che lo siano, in molte occasioni, a scapito degli stipendi della manodopera.

cosa significa:

“… condividono i valori di democrazia, solidarietà, uguaglianza, self-help e auto-responsabilità, creando imprese al servizio dell’interesse più ampio rispetto alla massimizzazione del profitto per pochi”

se poi alla fine vediamo che il lavoratore è sfruttato equivalentemente e senza neppure particolari garanzie occupazionali ?

lacassandra
Scritto il 28 dicembre 2011 at 15:17

Bisogna avvertire gli orecchianti del WP che il PIL italiano è pari a 2100 trilioni di dollari (hanno confuso il dato in euro con quello in dollari), mentre il debito è pari a circa 2500 trilioni di dollari….
Il successo dell’asta Bot e Ctz è dovuto all’intervento delle banche, aiutate di recente da Draghi. Molto più semplice sparere contro il nemico la vera arma letale dell’Italia: lo stock di risparmio. Basterebbe escludere, nelle prossime aste, soggetti non italiani dall’acquisto di titoli di stato italiani e consentire l’intervento di Bankitalia in asta (come può fare la Bundesbank). In brevissimo tempo il tasso del decennale scenderebbe al 3 / 3,5%…..

qzu
Scritto il 28 dicembre 2011 at 15:35

A proposito di banche, Unicredit è per caso alla canna del gas?
Cosa pensa il padrone di casa del raggruppamento delle azioni 10 a 1? E dell’aumento di capitale di 10 miliardi? Sarà la Lehman italiana? Cosa bolle in pentola? Grazie di tutto.

icebergfinanza
Scritto il 28 dicembre 2011 at 16:18

qzu@finanza,

Pura psicologia un aumento di capitale a 4 euro fa piu effetto di uno a 0,40…;-D Comunque sia Unicredit è una banca sistemica internazionale soprattutto troppo coinvolta nei paesi dell’Europa dell’Est da sorvegliare attentamente anche se ripeto il sistema italiano è il più “sano” per modo di dire al mondo pochi assets strutturati tossici e poca immondizia subprime. Andrea

icebergfinanza
Scritto il 28 dicembre 2011 at 17:01

<a href="mailto:cal@borse.it">cal@borse.it</a>,

Sintesi perfetta zero probabilità su un miliardo di fallimento da qui ad un anno!

Per quanto riguarda Monti scusami CaloBorse ma una simile manovra l’avrebbe concepita qualunque studente di economia. Quello che non sopporto è di continuare a sentire e nominare il nome dell’ equità invano!

Vediamo cosa riescono a fare ora. Auguri l’ombra delle lenzuola dell’ olgettina sventola sul pennone della Repubblica Italiana! Andrea

ilcuculo
Scritto il 28 dicembre 2011 at 18:18

icebergfinanza,

A Radio24 sfilano tutti i soloni che con aria seria e contrita confermano che ci aspetta un lungo periodo di sacrifici per ripagare il debito. Ma se l’economia non gira, se la liquidità non gira non si ripagherà nulla.

Nessuno che dica nulla sulla necessità di una deflazione dei prezzi al consumo (tutti a piangere il calo degli acquisti però), nessuno che parli di riduzionede del cuneo fiscale (facciamo a 50% tra lavoratori e imprenditori) , nessuno che parli di redistribuzione dei redditi .

ilcuculo
Scritto il 28 dicembre 2011 at 18:21

Ho sentito stracciarsi le vesti sulla distribuzione anagrafica della popolazione nei prossimi 50 anni.
Nessuno che dica che è semplicemente la distribuzione normale di una popolazione stabile con l’aspettativa di vita media attuale.
O qualcuno pensa che la soluzione sia quella di continuare a far crescere la popolazione?

icebergfinanza
Scritto il 28 dicembre 2011 at 19:45

ilcuculo@finanza,

Stiamo tornando al Medioevo…Cuculo, stiamo tornando al Mediovo!

ilcuculo
Scritto il 28 dicembre 2011 at 19:49

icebergfinanza,

Caro Andrea,

queste tue risposte a volte, come in questo caso, proprio non le capisco.

icebergfinanza
Scritto il 28 dicembre 2011 at 19:58

icebergfinanza,

Date un’occhiata qui … http://www.zerohedge.com/news/eur-plunges-thin-market-below-13000 e poi ancora qui … http://www.zerohedge.com/news/art-cashin-exposes-behind-scenes-panic-europe questo è un ex trader di Goldman Sachs che sembra saperne sempre una più del diavolo per essere un ex trader, ma quello che spaventa è come Wall Street Italia non perda occasione di seguirlo anche in prima pagina urlando … Euro monta il panico http://www.wallstreetitalia.com/article/1295746/crisi-sistemica/euro-monta-il-panico.aspx riportando tali e quali le parole di questo ex trader…

Di quale guerra volete parlare nel giardino del diavolo… con quali armi vogliamo combattere, con quelle del terrore mediatico o con l’ipnosi … che muove le masse, giocando con volumi irrisori. Tranquilli non ci riusciranno, prima o poi qualcuno li fermerà con le buone o con le cattive, non riusciranno a distruggere l’economia reale e la vita sociale delle comunità questi pericolosi parassiti.

Signori siamo in guerra contro un manipolo di dementi cocainomani che da una tastiera può sconvolgere il mondo facendo milioni di dollari in un secondo, siamo in guerra con un’informazione inadeguata ed interessata, siamo immersi tra coloro che seminano il panico ad uso ed interesse proprio!

Andrea

deportivotralarala
Scritto il 28 dicembre 2011 at 21:24

icebergfinanza,

La situazione è sempre più chiara. Dal fallimento del summit recente di Marsiglia la posizione inglese è alla luce del sole. Loro sono la sponda americana in europa, sono il nemico che parla (meglio dire parlva) la tua lingua. Gli equilibri già precari son saltati. Hanno deciso che è preferibile il caos rispetto alla riforma di un sistema violento, feroce, ma che noi sappiamo agonizzante. E allora sarà muro contro muro, americani e inglesi (i veri falliti di tutta questa storia) e europa con sullo sfondo russi e cinesi da tenere a bada. Quedto porterà a protezionismo, lotte valutarie, misure straordinarie..e in europa sarebbe ora si decidessero a smontare tutto quello che si ha a Londra

deportivotralarala
Scritto il 28 dicembre 2011 at 21:35

per chiarire, usa e uk all’attacco contro euro e europa per creare caos, distogliere l’attenzione dalle loro miserie domestiche e tenere in vita un cadavere ambulante di nome dollaro e una mummia di nome sterlina, cercando nello stesso tempo di colpire interessi cinesi e russi.
Ma ragazzi, al di là di questo contro quello, ciò che è più importante è che il grande risveglio è cominciato. Per la razza predona che non ha patria è iniziata l’ora dell’isolamento. Più non mollano, più diventano spietati, più il divario col resto della popolazione aumenta più si rafforza questa fase eccitante della storia. Il vento sta iniziando a soffiare forte. Il presente inizia a essere migliore, il futuro è adesso. Ci siamo.
Raffaele.

    icebergfinanza
    Scritto il 28 dicembre 2011 at 22:32

    Si Raffaele ci siamo… ma come ben ricordavi e ricorda Nietzsche … chi combatte con i mostri deve guardarsi dal non diventare egli stesso un mostro. E se guarderai a lungo nell’abisso, l’abisso guarderà dentro di te

tirlusa
Scritto il 28 dicembre 2011 at 23:17

Certi blogger hanno davvero l’ossessione per Andrea Mazzalai…..come se questa fosse una gara a chi indovina come finirà. A schifiu sicuramente, solo Dio sà chi saranno i vincitori e i vinti…quello che ognuno di noi può usare è il buon senso e la serietà della ricerca….e queste ad Andrea non sono mai mancate. Domani asta dei Btp, vediamo se vi sarà un buon esito o se il terrorismo anglo-americano la farà da padrone.

mananieri
Scritto il 28 dicembre 2011 at 23:33

Gent.le Mazzalai,ho letto il suo libro a Natale 2010.Sento acredine nelle sue parole,io penso che purtroppo un parziale default sara’ inevitabile. Oggi le guerre si fanno attraverso l’economia.La manipolazione ,l’induzione di timori,sono un esempio di come la stampa anglosassone dal progressista Guardian ,al Wsj , nascondono il dramma del debito Usa e Inglese.Lei non puo’ pero’ fare solo del buonismo,perche’ i 340 MSI di euro andranno rinnovati e le alternative sono i metodi del FMI, oppure un parziale default. Aiuti a preparare i suoi lettori a proteggere i risparmi. Il tempo e’ finito purtroppo. Grazie e un
Buon anno ricco di salute

taocram
Scritto il 29 dicembre 2011 at 00:09

Come non darti ragione per tutto quanto scrivi, in fondo non ti curar di loro guarda e passa. Un solo obiettivo aldilà di quanto possano pensare gli altri. Ma come poter andare avanti con uno stato plitico e amministrativo che punisce l’essere eticamente un regolare, quando sembra che il suo ultimo fine sia quello di distruggere la forza e il buono che in questo popolo ancora ci sia. Come? Attraverso leggi e norme che San tutto tranne che di giustizia sociale, non mi ci metterei mai in società con un lupo anche se di mio fratello trattasi. Non più vessazioni, ingiustizie, mortificazioni, ma serietà e giustizia vera, questo proprio non lo vedo in questo stato, per cui me ne sto alla finestra ad aspettare che gli eventi ci possano travolgere e naufragare tutti e poi qualcosa sara’.
Cordialmente, marco

ilcuculo
Scritto il 29 dicembre 2011 at 08:02

mananieri@finanza,

Ma se in Italia il 10% più ricco detiene l 40% della ricchezza ancora di più il 2% piuù ricco ne detiene il 20%.

Una patrimoniale del 10% a questo 2% lo lascerebbe comunque il 2% più ricco e porterebbe 160 miliardi in cassa , una tantum , ma il 50% del fabbisogno 2012 si copre poi si rientra con tempi ragionevoli.

Questa manovra non è recessiva perchè i consumi di quel 2% non verrebbero certamente ridotti.

kry
Scritto il 29 dicembre 2011 at 09:55

ilcuculo@finanza,

Tutta la ricchezza che detengono queste persone su cosa è fondata? Sulla finanza o su qualcosa di più solido e facilmente liquidabile. L’idea non è male,anzi io la porterei anche al 25% se da indagini risulterebbe che questa ricchezza è stata creata in modo irregolare,perchè si sente spesso dire che non tutta la ricchezza è creata in maniera regolare.

icebergfinanza
Scritto il 29 dicembre 2011 at 10:06

mananieri@finanza,

I miliardi da rinnovare sono 450 e non 340 e questo dimostra che l’informazione spesso e volentieri non è corretta. Tra due anni quando avremo fatto a meno del IMF spero che tornerà a trovarci. per quanto riguarda i miei lettori sanno già quello che c’è da fare… loro sono consapevoli, si tratta si scegliere se lasciarsi terrorizzare o ragionare con la propria testa!
Andrea

icebergfinanza
Scritto il 29 dicembre 2011 at 10:07

ilcuculo@finanza,

Che è successo Cuculo … visto che hai sempre sostenuto che la mia idea di tassare i grandi patrimoni la grande ricchezza era sbagliata.

mananieri
Scritto il 30 dicembre 2011 at 10:39

icebergfinanza,

Caro Andrea,quando parlo di acredine nei tuoi toni ,ecco subito il tuo puntiglio sul dettaglio di quanti saranno i MSI di euro da rifinanziare. Ho parlato di 340,per dare un intorno di grandezza,ma subito tu mi ribatti che sono 450 con un tono da saccente. Ehi amico sono un tuo vecchio lettore,non uno che e’ passato per caso dal forum,un po’ di rispetto non guasterebbe.Oggi sul corriere una tabella i titoli di stato citando fonti del tesoro elab. Albertini Syz sono 372. Ma la mia domanda l’uso evitata! Io non cerco polemiche, e nemmeno di ricette su come risolvere il problema del troppo debito, chiedo solo all’uomo delle cooperative una soluzione nel caso di un improbabile default pilotato. Non trattare male gli amici,quale io sono, mi chiedo perche’? . Un buon anno pieno di salute e sai come la mancanza di questa abbia nel 2011 determinato dolori.

ilcuculo
Scritto il 30 dicembre 2011 at 18:34

Andrea,

io non ho mai sostenuto chetassare i grandi patrimoni sia sbagliato, anzi…

Il problema è che si dice che si vogliono tassare i grandi patrimoni ed invece si massacrano i piccoli patrimoni che fanno la tranquillità della classe media.

L’operazione che farei io partirebbe da molto in alto sarebbe tale da non intaccare il tenore di vita di chi ne viene colpito.

Oggi invece chi ha due o tre appartamenti a reddito rischia di non saper cosa fare in futuro
sicuramente ci sarà il massimo della rivalsa possibile su gli inquilini, poi se le case resteranno vuote le venderemo.

Fai tu due conti di cosa vuole dire affittare oggi a 7000 euro annui un appartamento del valore di mercato di 250-300 mila euro e poi fammi sapere dov’è l’equità.

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