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GERMANIA: L’ORA DEL SENNO DI POI!

Scritto il alle 09:24 da icebergfinanza

Facciamo un piccolo passo indietro, era il mese di agosto 2011, l’alba dell’attacco all’Italia, qualche mese dopo che le banche tedesche ebbero l’ordine di scaricare tutti i titoli di Stato italiani in portafoglio…

DATEMI UNA LEVA E…VI DISTRUGGERO’ IL MONDO ..

Come ho scritto più volte il sistema finanziario tedesco tra immondizia subprime e periferica è una sorta di discarica a cielo aperto, ma visto l’incredibile masochismo di alcuni media e della rete in riferimento al nostro sistema finanziario, andiamo a vedere cosa scrive su Vanityfair Michael Lewis, di cui riporto una sintesi significativa…

(…)La Germania sembra avere vissuto la grande crisi finanziaria globale senza subire conseguenze economiche.(…) ci sono stati molti esponenti tedeschi che facendo eco all’opinione pubblica tedesca hanno espresso incomprensione e sdegno che gli altri popoli si siano comportarti in modo irresponsabile e anche truffaldino.

(…) In un momento di tentazione del denaro facile, la Germania è diventata una sorta di specchio per Islanda, Irlanda, Grecia e il resto, specialmente per gli Stati Uniti. Altri paesi hanno usato i soldi arrivati dall’estero per alimentare le varie forme di follia consumistica e speculativa, specialmente con gli immobili.

Ma poi i tedeschi, attraverso i loro banchieri, hanno usato il proprio denaro per permettere agli stranieri di comportarsi in maniera folle.

Questo è ciò che rende il caso tedesco particolare. Se fossero stati l’unico grande paese sviluppato occidentale con un morale finanziaria decente, avrebbero rappresentato un’ immagine di rettitudine.

Ma hanno fatto qualcosa di molto particolare: durante il boom del debito i banchieri tedeschi sono andati oltre i loro standard, ma solo fuori dalla Germania.

Hanno prestato i soldi per i mutuatari subprime americani, per gli speculatori del boom immobiliare in Irlanda, per il magnate bancario islandese che ha fatto cose che nessun tedesco avrebbe mai fatto. Le perdite tedesche sono all’ultimo conteggio di 21 miliardi di dollari con le banche islandesi, 100 miliardi di dollari con le banche irlandesi, 60 miliardi di dollari per vari subprime statunitensi e ancora non si bene per i titoli greci. (…) Nel loro paese, tuttavia, questi banchieri apparentemente folli all’estero si sono comportati con moderazione. Il popolo tedesco non ha permesso loro di comportarsi diversamente.

(…) Quello che le loro banche  hanno fatto con i soldi dei tedeschi tra il 2003 e il 2008 non sarebbe mai stato possibile farlo in Germania, perché non c’era nessuno ad abboccare e prendere a prestito tutti questi soldi come facevano in California o in Grecia. Hanno perso ingenti somme dal 2003 in tutto ciò che hanno fatto fuori dalla Germania.(…) non erano bravi a farlo come quelli di New York, che avevano inventato  tutti questi strumenti finanziari complicatissimi e facevano questo gioco da almeno trent’anni “. E’ stato come mettersi improvvisamente a giocare a poker grosse somme con dei giocatori professionisti. Il risultato era prevedibile alla fine.

Quando quelli di  Goldman Sachs hanno aiutato John Paulson, fund manager di fondi hedge a costruire dei bonds contro poi scommettere andando short, dei bonds che Paulson sperava e contava andassero in default, il compratore dall’altro lato era una banca tedesca chiamata IKB. IKB, insieme ad un altro idiota famoso al tavolo da poker di Wall Street chiamato WestLB, ha sede a Düsseldorf, è per questo che, quando si chiede ad uno astuto Wall Street trader di obbligazioni e derivati esotici chi stava comprando tutto questa spazzatura (” *** ” in inglese di Wall Street) durante il boom, in genere si dice semplicemente “Degli stupidi tedeschi di Düsseldorf”.

(…) Erano ancora li a comprare quando il mercato si è schiantato.

Perchè riporto questi passaggi dopo che gli amici di Icebergfinanza ormai li conoscono a memoria?

Premesso che anche tra i lettori di Icebergfinanza ci sono voluti mesi e anni per credere a quanto abbiamo riportato nell’agosto del 2011, oggi ma solo oggi nel 2015/2016 a distanza di oltre quattro anni, quotidianamente l’informazione “mainstream” vi mette a conoscenza del senno di poi, solo ora che tutto ciò comporta un rischio evidente per le nostre banche, …le loro banche.

Salvare le banche tedesche è costato il 7% del Pil

È uno dei paradossi più eclatanti della Germania Uber Alles. All’economia strutturalmente più forte dell’eurozona corrisponde uno dei sistemi bancari tra i più fragili , puntellato costantemente dalla mano pubblica che ha sorretto le proprie banche, dall’avvio della crisi nel 2008, con la bellezza di 197 miliardi di denaro pubblico, tra aumenti di capitale e titoli tossici rilevati dallo Stato federale o dai vari Land. Una cifra che (sono dati della Commissione Ue) vale oltre il 7% del Pil tedesco. Se poi alle iniezioni di denaro pubblico si aggiungono le garanzie statali e le linee di liquidità offerte la cifra balza addirittura a 465 miliardi il 17% della ricchezza annua prodotta. Un’enormità che disvela la particolare struttura del sistema creditizio teutonico.

Deutsche Bank e le magagne delle banche tedesche

Tanto per cominciare, è evidente che le banche tedesche non sono in buona salute. L’ultimo siluro piovuto sul sistema bancario tedesco riguarda Deutsche Bank. L’indagine interna commissionata dal nuovo ceo, l’inglese John Cryan, ha preso atto che il «buco» delle operazioni della filiale di Mosca è di almeno 10 miliardi di euro contro i 6 individuati in un primo tempo. Gli ammanchi sono legati a operazioni tese a consentire l’esportazione illegale di capitali da parte della clientela privata russa. Si tratta dell’ultima infrazione, al termine di un anno nero, che ha visto l’ammiraglia del sistema del credito tedesco coinvolto, in pratica, in tutte le indagini contro gli illeciti bancari condotti dalle autorità Usa ed europee.

Noi siamo stati i primi a coniare il termine “buchi con la banca intorno” per le banche tedesche, “voragine con la banca intorno” per Deutsche Bank sulla quale scriviamo ormai da oltre quattro anni, evidenziando la fragilità di un portafoglio in gran parte composto da immondizia derivata.

La differenza tra l’informazione “mainstream” e quella indipendente?

Semplice, noi vi raccontiamo quattro anni, prima quello che con il senno di poi, loro vi raccontano! Buona consapevolezza!

Contribuisci anche tu LIBERAMENTE a tenere in vita un’isola di condivisione quotidiana nell’ oceano infinito di questa tempesta perfetta …Chiunque volesse ricevere le ultime analisi di Machiavelli può liberamente contribuire al nostro viaggio

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9 commenti Commenta
gnutim
Scritto il 6 gennaio 2016 at 16:37

Da notare l’andamento dello Stoxx Bank rispetto a quello generale….

Da urlo!!!!

mastrociuchino
Scritto il 6 gennaio 2016 at 16:39

caro andrea, come al solito condivido appieno.
io sono un asino e come tale cerco di studiare per elevarmi almeno al rango di ronzino,
motivo per cui passo le ore lontano dal campo di calcio e dalle piste dalle mie vette (sic) sui libri di storia, filosofia, antropologia, ecc…
orbene, il problema era già noto ai tempi di cesare (gran voltagabbana…) e già oggetto di relazioni d’illustri economisti del passato…
per farla breve, NON esiste nessuna unione extranazionale e/o trattato che NON agevoli solamente la parte più forte… indi per cui ogni volta che ci si siede al tavolo di qualsivoglia gruppo da deboli si fa la parte dell’agnello sacrificale..

l’europa, l’euro, la bce, ecc sono grandissime fregature per i più inermi, ai quali i loro governanti VENDUTI continuano a vendere merd.a al posto di riso

capito ciò, tutto il resto è un esercizio dialettico e poco più.
buona festa a tutti

dorf001
Scritto il 6 gennaio 2016 at 18:50

ANDREA, però potresti fare un fioretto. un’opera buona. per quei poveri somarelli dell’informazione mainstrem italiana. quando ci penso mi vengono gli sforzi di vomito.

ebbene, potresti passare questo post a platero e barisoni.

platero è spesso alla gabbia di paragone.
sarebbe ora che si aggiornasse. il cicciotto.

quando lo vedo alla gabbia che si agita, e gli viene la vena grossa sul collo, mi fà pena.

si pena x la sua enorme ignoranza e falsità.
e non la smette mai di tessere le lodi di questa europa schifosa.
ma che gli mettono nel cervello di questa gente?

mangime per polli?

andrea è ora che scrivi un’altra volta x il sole 24 risate-

dai fai sto fioretto.

saluti a tutti

kry
Scritto il 6 gennaio 2016 at 22:45

dorf001@finanza,

Buona informazione ???
Mi è stato fatto un regalo
https://en.wikipedia.org/wiki/Cubic_mile_of_oil

kry
Scritto il 6 gennaio 2016 at 23:15

Mi son riguardato soprattutto i commenti di
http://icebergfinanza.finanza.com/2014/05/21/europa-nein-nein-nein-nein-nein-nein/
e per questo colgo l’occasione per fare gli auguri di buon anno a

veleno@finanza,

al mai dimenticato realista
John_Lud@finanza,
che ci ricordava spesso che la tecnologia aiuta ma non risolve

all’ironico

ANDREA di ICEBERGFINANZA@finanza,
(Icebergfinanza quando Scrive:
21 maggio 2014 alle 18:22 a
[email protected],
Dove la fai una diga sul Po scavando la pianura padana … )

e a

dorf001@finanza,

che così si farà anche delle belle passeggiate

http://www.larena.it/territori/grande-verona/s-giovanni-l/primi-scavi-br-per-la-centrale-br-idroelettrica-1.4464021?refresh_ce#scroll=1560

aorlansky60
Scritto il 7 gennaio 2016 at 08:28

@ Mastro

per farla breve, NON esiste nessuna unione extranazionale e/o trattato che NON agevoli solamente la parte più forte…

Dici bene, dici giusto. I fatti lo dimostrano, da anni.

Solo chi ha particolari interessi(vedere sotto) fa di tutto per negare questa verità.

.
.
.
.

@ Dorf

quando lo vedo alla gabbia che si agita mi fà pena.
si pena x la sua enorme ignoranza e falsità.
e non la smette mai di tessere le lodi di questa europa schifosa.
ma che gli mettono nel cervello di questa gente?

ciao Dorf;

che gli mettono?

nel cervello nulla;

ma dove conta [nel portafogli] : Soldi; molti soldi. (*)

guai se passasse la versione (l’unica, la VERA) che l’UE è di fatto costruita su misura apposta per gli interessi di uno solo, del più forte : la germania. Proprio come i fatti degli ultimi anni sono in grado di testimoniare.

(*) Sono pagati per questo :

i media mainstream sono pagati [dai padroni] per difondere la menzogna tra la gente, solo così il sistema può [ancora] reggere nonostante quanto di skifoso abbia fatto il sistema ai danni della maggiorparte della gente.

sembrano convinti delle loro idee quando le espongono [in tutte le occasioni che hanno per farlo, interviste, talkshow, dibattiti televisivi etc], ma in realtà recitano solo una parte (scritta per loro apposta da CHI ha tutti gli interessi affinchè la verità non emerga in tutta la sua gravità).

se la gente improvvisamente [e non mi riferisco solo agli italiani] si rinsavisce dal torpore e scopre quello che NON deve sapere [in tutti i particolari], allora inizierebbero i guai per i responsabili che stanno facendo TANTI soldi alla roulette [alla faccia di mainstreet che non vede nulla di tutta questa prosperità] grazie alle misure adottate dalle principali banche centrali mondiali (**) (easy money e QE a ripetizione, e conseguente azzeramento del costo del denaro con appiattimento dei rendimenti di ogni tipo, sopratutto quelli obbligazionari sovrani che poi alla fine è quello che interessa più a LORO).

(**) Quella che interessa da vicino noi, ovvero la BCE, non è un istituzione indipendente ma un ente costituito da tutti i membri della zona UE a 19; il socio più forte -ovvero quello che vi ha messo più capitali- è la germania e questo mi ricollega direttamente a quanto scritto su da Mastro : “NON esiste nessuna unione extranazionale e/o trattato che NON agevoli solamente la parte più forte…

devo andare avanti ??… non credo serva. Avete certamente compreso quello che voglio dire, proprio quello che ha sottolineato Mastro nel suo intervento.

veleno50
Scritto il 7 gennaio 2016 at 17:53

kry@finanza,

aorlansky60,
Con molto ritardo me ne scuso con tutti.Un sereno 2016 a voi e a tutti i commentatori.

dorf001
Scritto il 7 gennaio 2016 at 19:33

kry@finanza,

bravo kry. mi ha fatto ridere questo. è roba vecchia, ma sempre carina. del vecchio john…

… ora fortunatamente i numeri non sono quelli del citrullo che dovrebbe essere confinato con il satiro di Arcore in un centro per anziani dementi. C’è chi spara numeri a caso ma è attendibile che dal fondo dell’Adriatico sarebbe possibile recuperare circa 10 volte tanto, ma a quale costo ? L’intero Adriatico è stato mappato da decenni, il petrolio è a 1600 metri di profondità, avrebbe quindi costi simili a quello del golfo del Messico ovvero un costo di produzione oltre gli 80 dollari. Ma i somari che riprendono queste notizie alla boia di un giuda credono che se un barile lo vendo a 110 allora estraendolo dal fondo dall’Adriatico guadagno 110 dimenticando che tra ricavo e guadagno c’è di mezzo il costo.

effettivamente galleggiamo in una mare di materiale scuro, melmoso che produciamo in quantità straordinaria… solo che non è petrolio !

kry
Scritto il 7 gennaio 2016 at 21:41

dorf001@finanza,

Eh si , bei ricordi.

Comunque il tutto mi era servito

http://www.larena.it/territori/grande-verona/s-giovanni-l/primi-scavi-br-per-la-centrale-br-idroelettrica-1.4464021?refresh_ce#scroll=1560

per evidenziare che con

12 milioni€ di spesa
energia per 3500 FAMIGLIE
sfruttando un salto di 4 METRI
si di soli 4 METRI

oltre a fare un ponte ( per il futuro ) pedonale e ciclabile.

veleno50@finanza,

Ciao. Grazie.

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